Sergio Mattarella

Difesa: il Presidente Mattarella in videoconferenza con i teatri operativi per il messaggio di auguri

Domani, giovedì 20 dicembre 2018, alle 11.00, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa, al Comando Operativo di vertice Interforze (COI), all’interno dell’ex aeroporto militare di Centocelle Francesco Baracca, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgerà, in videoconferenza, il tradizionale messaggio augurale per le prossime festività ai militari italiani impegnati nei teatri operativi internazionali.

Saranno presenti al collegamento anche il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli.

Fonte: PI SMD

Difesa: il gen Vecciarelli è il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa

Questa mattina, 5 novembre, all’Aeroporto militare di Ciampino, sede del 31° stormo dell’Aeronautica, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD) tra il Generale Claudio Graziano e il Generale Enzo Vecciarelli, fa sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa odierno.

Il passaggio del testimone al vertice delle Forze Armate si è svolto alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, e del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ed è stato salutato dalla partecipazione di numerose autorità civili, militari e religiose.

“In questi ultimi anni abbiamo visto le Forze Armate occupare un ruolo sempre più importante nella vita del Paese – ha affermato il Ministro della Difesa durante la cerimonia del cambio del Capo di Stato Maggiore della Difesa – esse si sono costruite un patrimonio di credibilità, esperienza e capacità, sia di fronte all’opinione pubblica nazionale che a quella internazionale, che dobbiamo preservare in tutti i modi”.

“Oggi – ha continuato il Ministro – sono sempre più impegnate a presidio della sicurezza interna ed esterna del Paese, per il bene dei cittadini”.

Dinanzi a uno schieramento in armi di reparti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il gen Graziano, all’atto della conclusione di circa 44 mesi di responsabilità alla guida dello strumento militare, ha voluto accomiatarsi dagli uomini e dalle donne delle Forze Armate sottolineando che “l’Italia è un Paese di riferimento per la NATO e membro attivo per le Nazioni Unite e tale ruolo ci pone nelle condizioni di poter partecipare da protagonisti a tutti i meccanismi e i progetti di interesse che si sviluppano nell’arena internazionale“.

Il gen Graziano ha poi aggiunto: “La mia esperienza da Capo di Stato Maggiore della Difesa mi lascia, anzitutto, una ferma consapevolezza: quella di aver avuto il privilegio di guidare sul campo i migliori soldati del Mondo. Per questo sono grato alle Istituzioni che mi hanno consentito di vivere questo intenso ed emozionante percorso, costellato di soddisfazioni professionali e morali, ma anche di momenti di preoccupazione, in cui sono stato chiamato ad assumere scelte impegnative, che avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità o la vita stessa dei miei militari. L’ho sempre fatto guardando al bene della Patria, in linea con le missioni assegnate e con le direttive dell’Autorità Politica, e con la consapevole certezza di poter contare sul miglior capitale a disposizione, quello umano, centro di gravità delle Forze Armate. Ad esso va dedicato ogni nostro sforzo e ogni nostra attenzione, senza demagogia, senza secondi fini, sapendo che anche in questo momento, in qualche luogo della terra, un uomo o una donna con il Tricolore cucito sull’uniforme e sulla pelle sta operando in armi, a protezione dei deboli e per la tutela degli interessi nazionali. Negli ultimi trent’anni l’Italia ha maturato prestigio e credibilità proprio dall’efficacia dell’impiego delle sue Forze Armate”.

Il gen Graziano termina il mandato di Capo di Stato Maggiore della Difesa e assumerà, già da domani, a Bruxelles, il prestigioso incarico di Presidente del Comitato militare dell’Unione Europea.

Quale massima autorità militare dell’Unione Europea, il gen Graziano è atteso da molteplici sfide volte al rafforzamento della dimensione di difesa e sicurezza del continente, nell’ambito della PESCO (Cooperazione Strutturata e Permanente nel campo della Difesa) e anche con l’obiettivo di migliorare e rafforzare la cooperazione NATO – UE, strumento fondamentale per fornire una risposta efficace e collettiva alle attuali minacce alla sicurezza, prima tra tutte il terrorismo internazionale.

Dopo il formale passaggio delle insegne, il gen Vecciarelli ha preso la parola e ringraziando il gen Graziano per quanto fatto in un periodo caratterizzato da eccezionali sfide alla sicurezza e da profondi cambiamenti, ha dichiarato: “Intendo continuare a investire sull’elemento umano facendo leva, innanzitutto, sulla forza delle idee, sulla spinta di innovazione che viene dal basso. Dobbiamo saper cogliere il nuovo senza timori, avere il coraggio di stigmatizzare vecchi preconcetti ideologici ma anche allontanare abitudini obsolete e sclerotici status-quo”.

Il nuovo CaSMD ha poi concluso così: “ponendomi idealmente di fronte a ognuno dei miei uomini e donne e innanzi a ogni cittadino italiano mi impegno a profondere ogni mia risorsa fisica, morale e intellettuale per assolvere i doveri costituzionali”.

Il gen Vecciarelli, neo Capo di Stato Maggiore della Difesa, come responsabile dell’area tecnico-operativa della Difesa e dell’impiego dello strumento militare nazionale, si troverà alla guida di circa 180.000 uomini e donne delle Forze Armate, quotidianamente impiegati nelle operazioni, in Italia e all’estero, che vedono oggi il nostro Paese schierare i propri militari in 40 missioni, condotte in 24 paesi/aree geografiche, spiega il comunicato stampa della Difesa.

Tale impegno è finalizzato a fronteggiare le sfide alla sicurezza provenienti da due archi di crisi e instabilità: uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nordafricana e la fascia sub-sahariana, e uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero e il Mediterraneo Orientale.

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Fonte e foto: PI SMD

4 novembre 2018, Centenario della fine della Grande Guerra: oggi di fronte a “magnifici, superbi, valorosi militari delle Forze Armate”, così il gen Graziano

L’Italia ha celebrato oggi il “Giorno dell’Unità Nazionale” e la “Giornata delle Forze Armate”, ricorda con un comunicato stampa odierno lo stato maggiore della Difesa (SMD).

Una ricorrenza che quest’anno assume una particolare rilevanza, sottolinea SMD, poiché coincide con il centenario della fine della Grande Guerra e con la formale chiusura del programma istituzionale di commemorazioni del primo conflitto mondiale.

Le celebrazioni odierne hanno preso il via da Roma, con la deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, presso l’Altare della Patria, da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal premier Giuseppe Conte, dal Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, dai presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano.

A tributare gli onori al Capo dello Stato e Comandante supremo delle Forze Armate, una Brigata di formazione interforze schierata in tutta l’estensione di Piazza Venezia, il tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori, che hanno colorato di verde, bianco e rosso i cieli di Roma, e il passaggio di una formazione di cinque elicotteri di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza.

A seguire, il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, si è portato presso il Sacrario di Redipuglia per rendere un doveroso omaggio ai Caduti, deponendo una corona d’alloro.

Nello stesso momento, il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha compiuto il medesimo rituale presso il Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari.

Il momento culmine della giornata – scrive SMD nel comunicato – è stato rappresentato dalla manifestazione in Piazza Unità d’Italia a Trieste, dove il Presidente della Repubblica è giunto intorno alle 11.45.

Preceduta dalle allocuzioni delle autorità, la cerimonia si è sviluppata attraverso più fasi con l’intento di associare alla rievocazione storica alcune delle specificità delle Forze Armate di oggi, rappresentate dai reparti schierati e dalle unità della Marina Militare ormeggiate a Trieste.

La conclusione è stata sancita dal Tricolore disegnato in cielo dalle Frecce Tricolori.

Particolarmente emozionante l’Inno di Mameli intonato dai cantanti del gruppo musicale “Il Volo” e la resa degli onori finali al Presidente della Repubblica con la salva di 21 colpi di cannone.

Ringraziando per la loro odierna presenza i rappresentanti delle nazioni che parteciparono al conflitto, il Presidente della Repubblica ha sottolineato che “celebrare insieme la fine della guerra e onorare congiuntamente tutti i Caduti significa ribadire con forza tutti insieme che alla guerra si preferisce sviluppare amicizia e collaborazione, che hanno trovato la più alta espressione nella storica scelta di condividere il futuro nell’Unione Europea.”

Il Presidente Mattarella ha poi voluto ricordare che “mentre celebriamo questo importante anniversario, 5.600 militari italiani sono impiegati all’estero in missioni di pace delle Nazioni Unite, dell’Alleanza Atlantica, dell’Unione Europea. A essi si aggiungono quasi 8.000 militari impegnati sul territorio nazionale; a tutti loro esprimo la più ampia riconoscenza e la vicinanza del Paese. Grazie per quello che fate e grazie alle vostre famiglie.”

Il Ministro della Difesa per l’occasione ha voluto esprimere il proprio “profondo riconoscimento e ringraziamento alle nostre Forze Armate che, oggi come allora, in queste ore, se pure in modi diversi, stanno soccorrendo migliaia di famiglie isolate, fornendo viveri, corrente elettrica, adoperandosi attivamente affinché sia fatto tutto il possibile per preservare in nostro Paese dalla violenza delle piogge e del maltempo. Le nostre Forze Armate, con la loro opera, testimoniano di essere la spina dorsale di questo Paese.”

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha sottolineato come purtroppo negli anni del primo dopoguerra mancò la capacità delle nazioni belligeranti di intraprendere un percorso di vera pacificazione europea e quella fu davvero la “vittoria mancata”: non aver saputo, o purtroppo voluto, riconoscere i germi della nascita dei primi totalitarismi e dello scoppio di un nuovo conflitto di dimensione mondiale.

“Da questo ultimo, però – ha proseguito il gen Graziano – l’Europa riuscì finalmente a emergere in una nuova dimensione, prima economica e politica, che si è avviata, nel tempo, ad abbracciare anche quella della sicurezza e della cooperazione militare. A distanza di un secolo, oggi, in questa piazza, di fronte alla cittadinanza, di fronte a voi magnifici, superbi soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri italiani, di fronte ai valorosi militari rappresentanti delle Forze Armate dei Paesi amici e alleati d’Europa e degli Stati Uniti, possiamo veramente comprendere e interiorizzare l’eredità della Grande Guerra, e dare valore alle sofferenze di quei soldati”.

La giornata di ricorrenza è stata celebrata con numerose altre iniziative, organizzate in tutto il Paese, alle quali aveva idealmente dato il via il ministro Trenta, lo scorso 18 ottobre, a Ostia, incontrando 450 studenti delle scuole superiori, ai quali è stata illustrato il significato del 4 novembre e sono state mostrate le capacità delle Forze Armate di oggi, ricorda SMD.

Tale incontro ha aperto una serie di appuntamenti nelle scuole di 28 città prescelte, in cui il personale militare incontra gli studenti per parlare del 4 novembre e dell’Unità nazionale.

Il 2 novembre, invece, attraverso una videoconferenza dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), il ministro Trenta, unitamente al Capo di Stato Maggiore della Difesa, aveva portato il saluto del Paese ai Comandanti dei contingenti militari nazionali impegnati in missioni all’estero.

Il giorno seguente, infine, il Presidente della Repubblica, in una toccante cerimonia, aveva consegnato le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia al Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Clemente Carlo Fungo, al Generale di Brigata Claudio Minghetti, al Contrammiraglio Fabio Gregori, al Capitano di Fregata Paolo Podico, al Capitano di Corvetta Robert Gelsomino e al Luogotenente Giuseppe Rizzello.

Tante quindi le iniziative organizzate per celebrare degnamente la giornata che segnò la fine di quella che allora venne definita la Grande Guerra, e per rendere omaggio a quanti furono coinvolti in quel sanguinoso conflitto per portare a compimento l’Unità nazionale del nostro Paese.

Fu proprio durante la Prima Guerra Mondiale che, infatti, gli italiani si trovarono per la prima volta fianco a fianco, legati indissolubilmente l’un l’altro sotto la stessa bandiera nella prima drammatica esperienza collettiva che si verificava dopo la proclamazione del Regno.

“Attraverso la Grande Guerra, con il valoroso comportamento di centinaia di migliaia di militari sui fronti e con gli immani sacrifici di un intero popolo, la nostra giovane Nazione – si legge dal comunicato – dimostrò al mondo intero come l’orgoglio di appartenere ad un unico Stato fosse, ormai, divenuto sentimento di popolo: finalmente ‘Fratelli d’Italia’. Proprio per onorare idealmente i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria, il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del ‘Milite Ignoto’, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma, e con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre venne dichiarato Festa nazionale”.

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Difesa: 4 novembre, le cerimonie militari a Roma, Redipuglia e Trieste (3 novembre 2018)

Fonte e foto: PI SMD

Difesa: 4 novembre, le cerimonie militari a Roma, Redipuglia e Trieste

Il prossimo 4 novembre, ricorda lo stato maggiore della Difesa, verranno celebrate le ricorrenze “Giorno dell’Unità Nazionale” e “Giornata delle Forze Armate” con una serie di cerimonie militari.

In particolare, alle 8.30, a Roma, all’Altare della Patria in Piazza Venezia, il Presidente della Repubblica, On. Prof. Sergio Mattarella, accompagnato dalle alte Cariche dello Stato e dalle Autorità militari di vertice, deporrà una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto.

Non mancherà il tradizionale passaggio delle Frecce Tricolori, che coloreranno di verde, bianco e rosso i cieli di Roma, e il sorvolo in formazione di 5 elicotteri (uno per ciascuna Forza Armata – Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri – e della Guardia di Finanza).

A seguire, alle 10.40, presso il Sacrario Militare dei Caduti della Prima Guerra Mondiale di Redipuglia (Gorizia), il Presidente della Repubblica, On. Prof. Sergio Mattarella, accompagnato dal Ministro della Difesa, dottoressa Elisabetta Trenta, e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, deporrà una corona di alloro in ricordo dei Caduti.

Alle 11.45, nella Piazza Unità d’Italia a Trieste, si svolgerà alla presenza del Presidente della Repubblica, accompagnato dal Ministro della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, la cerimonia militare commemorativa che suggellerà anche il termine del ciclo di ricorrenze per il Centenario della Prima Guerra Mondiale.

In piazza sarà schierato un Reparto di formazione interforze, a premessa di un momento rievocativo dell’ingresso, nel 1918, delle truppe italiane a Trieste.

A coronamento della cerimonia, il lancio di un paracadutista militare che porterà in volo la Bandiera italiana e il passaggio delle Frecce Tricolori.

Fonte e foto: PI SMD

Sui “generali parassiti” nessuna reazione ufficiale del Presidente Mattarella: il gen Termentini gli scrive

Una ulteriore espressione di sdegno, che fa seguito alle posizioni già esposte su queste pagine dai generali Carletti e Santo nei giorni scorsi, riafferma il risentimento diffuso tra i generali delle Forze Armate a seguito di inaspettate esternazioni e inspiegabili atteggiamenti da parte di vertici politici italiani.

Chi scrive questa lettera aperta è un generale dell’Esercito in congedo, Fernando Termentini.

 

LETTERA APERTA

Al Presidente della Repubblica

Mi chiamo Fernando Termentini, Generale di Brigata in pensione, e mi permetto di disturbarLa per la Sua funzione di Presidente della Repubblica e Capo delle Forze Armate. Ruoli che mi sarei aspettato l’avrebbero indotta a prendere posizione ufficiale nei confronti dell’Onorevole Luigi Di Maio che, come Ministro della Repubblica, ha superato ogni limite di decenza quando giorni orsono ha usato la definizione “Generali Parassiti”.

Una caduta di stile inopportuna, ma che con sommo rammarico devo constatare non aver suscitato alcuna reazione da parte Sua come invece mi sarei aspettato da una figura istituzionale deputata a rappresentare tutti gli italiani e Comandante Supremo delle Forze Armate.

Forse l’Onorevole Di Maio non conosce come si arriva a essere Ufficiali in generale. Sicuramente non acquisendo voti per il tramite di una piattaforma informatica, ma attraverso seri e pesanti studi universitari che durano tutta una vita. Tutti noi abbiamo abbandonato la strada o gli spalti di uno stadio a 18 anni e da quel momento per tutti noi lo Stato ha rappresentato l’obiettivo a cui dare senza rivendicare nulla.

Una scelta che tutto vuol dire piuttosto che essere parassiti della società di cui si fa parte e definire in questo modo, approfittando della propria posizione istituzionale, chi ha scelto di servire lo Stato indossando l’Uniforme militare è offensivo nei riguardi delle nostre donne e dei nostri uomini che hanno scelto la carriera militare e, in particolare, dei Caduti per difendere la nostra Patria.

Mi sarei quindi aspettato una Sua reazione ufficiale che sconfessasse il Vice Premier, ma nulla ho letto o sentito per cui devo dedurre che Lei condivida il pensiero di Di Maio anche se la mia etica e il rispetto verso di Lei mi portano a rifiutare questa ipotesi.

Forse però a Lei Presidente l’episodio è sfuggito e nessuno L’ha informata. Per questo ho deciso di inviarLe questa mia con la speranza che l’Onorevole D Maio abbandoni la sua invulnerabilità di posizione e si ravveda nelle sue affermazioni.

Affidandomi alla Sua sensibilità, Le invio i miei ossequi.

Gen. Brig. (in congedo) dott Fernando Termentini

(Nella foto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita presso la Base Militare di Ᾱdaži in Lettonia, dove il Contingente Italiano è schierato nell’ambito dell’Operazione NATO “enhanced Forward Presence”)

Sull’argomento leggi anche:

“Generali parassiti”: il gen Carletti scrive al Ministro della Difesa, on Trenta (11 ottobre 2018)

Parassiti e pensioni d’oro Forze Armate e Polizia: “il ricalcolo contributivo è un falso”, scrive il gen Santo (15 ottobre 2018)

Difesa: visita del Presidente Mattarella in Lettonia, il CaSMD gen Graziano lo accoglie nella base militare di Ᾱdaži

“Signor Presidente della Repubblica la Sua presenza odierna [14 settembre, ndr] ci onora e testimonia in modo tangibile la Sua vicinanza e l’attenzione con la quale ha da sempre guardato alle Forze Armate e in particolare alle molteplici attività dei Contingenti militari che operano fuori dal territorio nazionale.”

Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita presso la Base Militare di Ᾱdaži in Lettonia, dove il Contingente Italiano è schierato nell’ambito dell’Operazione NATO “enhanced Forward Presence”, fa sapere un comunicato stampa del 14 settembre dello stato maggiore della Difesa.

“In Sua presenza Signor Presidente, nostro Comandante Supremo – ha continuato il gen Graziano – desidero esprimere il mio orgoglio di Comandante per l’operato quotidiano delle donne e degli uomini delle nostre Forze Armate che contribuiscono con elevatissima professionalità a garantire la pace e la sicurezza internazionale, rendendo un inestimabile servizio alla collettività accrescendo il prestigio del Paese all’estero”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgendosi al Generale Graziano ha sottolineato: “Le nostre Forze Armate sono impegnate in tante parti del mondo in missioni di pace e dovunque la loro presenza viene apprezzata per professionalità e umanità, questo accresce il prestigio dell’Italia nel mondo ed è uno dei meriti che mi sento riconoscere in giro per il mondo”.

Il gen Graziano ha quindi voluto estendere al personale presente le attestazioni di gratitudine e di riconoscenza ricevute in mattinata dal Ministro della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore lettoni, che hanno sottolineato il fondamentale contributo dei militari italiani per la sicurezza della Regione.

L’impiego dei militari italiani, nell’ambito dell’Operazione Baltic Guardian, è stato deciso nel corso del Summit di Varsavia di luglio 2016, quando l’Italia ha assicurato il proprio contributo all’iniziativa della NATO di schierare, nei Paesi Baltici e in Polonia, quattro Battle Group.

L’enhanced Forward Presence si materializza in un aumento della presenza di Forze NATO sul territorio europeo al fine di potenziare i confini dell’Alleanza e di disporre di uno strumento pienamente integrato.

Le unità che compongono il Battle Group multinazionale sono pienamente integrate e interoperabili tra loro grazie ad addestramenti mirati a operare e a manovrare in perfetta sintonia.

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Fonte e foto: PI SMD

Il GSPD agli Invictus Games di Sydney 2018: il Presidente Mattarella riceve il ten col Paglia

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato il capitano del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa (GSPD), il ten col M.O.V.M. Gianfranco Paglia, Consigliere del Ministro della Difesa, che parteciperà agli Invictus Games di prossimo svolgimento in ottobre a Sydney, in Australia, ha fatto sapere lo stato maggiore Difesa con un comunicato stampa del 2 agosto.

“Una visita che ha suggellato ancor di più l’attenzione verso il mondo paralimpico sportivo – sottolinea il comunicato – evidenziando quanto lo sport possa essere il vero motore per la ripresa psicofisica”.

La foto con la bandiera degli Invictus sarà di augurio e tifo per la squadra che partirà rappresentando l’Italia in Australia: “l’auspicio è che la nostra Nazione possa candidarsi come sede degli Invictus nel 2022”, spiega lo stato maggiore della Difesa nel comunicato.

Invictus Games, spiega la Difesa, è un evento multisportivo ideato dal Principe Harry sulla falsariga dei Warrior Games che si svolgono negli Stati Uniti per i militari rimasti feriti o ammalati in servizio e per i veterani associati. Tutti partecipano agli sport, tra cui il basket in carrozzina, sitting volley, rowing indoor, nuoto, atletica leggera etc. Questa di Sydney è la quarta edizione e una delegazione del GSPD ha partecipato a tutte le edizioni dal 2014 ad oggi (Londra, Orlando, Toronto).

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Fonte e foto: PI SMD via Livia Iervolino

Alpini: il Presidente Mattarella presenzia alla sfilata delle Penne Nere nella 91^ adunata nazionale a Trento

“Circa 100.000 Alpini stanno sfilando per le vie del capoluogo trentino, salutati dalle massime Autorità del Paese nel giorno conclusivo della 91^ Adunata Nazionale degli Alpini”, fa sapere con un comunicato stampa del pomeriggio di oggi, 13 maggio, l’Esercito Italiano.

Presenti a Trento, oltre al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il Comandante delle Truppe Alpine (COMALP), Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto, le principali Autorità civili, militari e religiose del territorio.

“Un fiume di Penne Nere sta percorrendo le vie della città, scelta per la quinta volta come luogo di svolgimento della manifestazione”, fa sapere il comunicato.

Una scelta particolarmente significativa nell’anno in cui si ricorda il centesimo anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, evento drammatico che come ricordato dal gen Graziano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, vide l’Esercito elemento aggregante tra soldati provenienti da tutte le Regioni d’Italia, protagonista della nascita dell’identità nazionale del Paese e che oggi è ancora fortemente impegnato in Italia e all’estero in numerose operazioni.

Gli organizzatori hanno stimato che all’evento siano presenti in città 600.000 persone, salutate anche da un passaggio delle Frecce Tricolori. Una giornata di grande festa ed emozioni che, come ha sottolineato il gen Farina, testimonia quanto le donne e gli uomini dell’Esercito siano vicinissimi ai cittadini italiani.

Il Capo di SME ha poi ribadito la centralità dell’uomo nell’Esercito sottolineando che “la componente umana è fondamentale nelle operazioni in Italia e all’estero per comprendere, coordinare, prevenire e intervenire dove necessario per garantire la sicurezza e la pace”.

Le Truppe Alpine rappresentano una componente fondamentale della Forza Armata, sottolinea l’Esercito, che si caratterizza per le capacità peculiari di saper operare in montagna, ambiente duro e altamente selettivo, capace di formare soldati di prim’ordine a livello internazionale.

Circa 11.000 effettivi, dislocati su tutto l’arco alpino e nell’appennino abruzzese, sono costantemente impiegati nei teatri di operazione internazionali e in territorio nazionale, in molteplici attività di controllo del territorio in concorso alle Forze di Polizia e in connotazione “dual use” al fianco della Protezione Civile.

“Il particolare senso di appartenenza che si viene a creare tra gli Alpini è ulteriormente rafforzato dall’azione dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) – spiega il comunicato stampa – custode di valori e tradizioni del Corpo, che vanta circa 350 mila soci con 80 Sezioni in Italia e 30 nelle varie Nazioni del mondo. Fedele a sentimenti quali amor di Patria, amicizia, solidarietà e senso del dovere, cementato durante il servizio nell’Esercito, l’ANA esprime ancora oggi queste doti intervenendo con i propri volontari a fianco della Forza Armata a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali”.

L’Adunata 2019, nel centesimo compleanno dell’Associazione, sarà a Milano, dove si trova la sede nazionale.

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Fonte e foto: PI SME

Esercito Italiano, 157° anniversario: il messaggio del Presidente Mattarella al CaSME. gen Farina

In occasione delle celebrazioni per il 157° anniversario dell’Esercito Italiano, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata, Salvatore Farina, il seguente messaggio:

«Nel 157° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, rivolgo il mio deferente pensiero alla Bandiera di Guerra della Forza Armata, simbolo di onore e valore, e ai soldati, di ogni grado, arma e specialità che hanno donato il bene della propria vita per la difesa della Patria e per la costruzione di uno Stato libero e democratico.

Cent’anni or sono i ragazzi del ’99 e i veterani di tre lunghi anni di guerra si stavano predisponendo ad affrontare la seconda battaglia del Piave.

Al Passo del Tonale, sul Monte Grappa e sul Piave, l’ultima grande offensiva dell’esercito austro-ungarico si sarebbe infranta contro l’eroismo e la determinazione dei soldati italiani, creando le condizioni per la decisiva battaglia di Vittorio Veneto e la favorevole e tanto attesa conclusione del conflitto.

Gli eredi di quelle battaglie e di quella per la riconquistata indipendenza, con l’azione del Corpo Italiano di Liberazione, agiscono oggi in Patria e all’estero, nel solco tracciato dalla nostra Carta Costituzionale, per garantire la pace e la cornice di sicurezza in cui vivono i nostri popoli. La presenza internazionale nella lotta al terrorismo, il contributo in Libano, in Afghanistan, in Iraq, in Kosovo e in altri luoghi lontani dall’Italia a favore dello sviluppo di regioni martoriate da crisi e conflitti e per la pacifica convivenza, registrano consenso e ammirazione verso le donne e gli uomini della Forza Armata.

Altrettanta stima raccoglie l’inestimabile opera che l’Esercito conduce nel contribuire a mantenere un elevato livello di sicurezza nelle nostre città, insieme alla prontezza e alla capacità dimostrate in occasione dei numerosi interventi in attività di soccorso.

Tutte queste testimonianze rappresentano il riconoscimento più prezioso del valore della tradizione di fedeltà espressa nei secoli dall’Esercito.

Ufficiali, sottufficiali, graduati, militari di truppa e personale civile dell’Esercito Italiano, siate giustamente orgogliosi dei brillanti risultati conseguiti sul territorio nazionale e nelle tante missioni all’estero.

A voi ed ai vostri familiari rivolgo, a nome dell’intero Paese, un riconoscente e affettuoso augurio ed esprimo il mio più vivo apprezzamento per il vostro lavoro.

Viva l’Esercito Italiano, viva le Forze Armate, viva la Repubblica!»

Roma, 4 maggio 2018

Fonte: Quirinale via Esercito Italiano

Foto: Quirinale (Palazzo del Quirinale 04/05/2018 Il Presidente Sergio Mattarella accoglie il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Gen. C.A. Salvatore Farina, in occasione del 157° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano)

Esercito: con la formula ‘lo giuro!’ novanta allievi della Nunziatella hanno giurato fedeltà alla Repubblica

La solenne cerimonia del giuramento degli Allievi del 230° Corso della Scuola Militare Nunziatella si è svolta il 18 novembre scorso in Piazza del Plebiscito, a Napoli, davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’atto solenne, fa sapere l’Esercito nel suo comunicato stampa, è stato rimarcato dalla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, del Consigliere del Presidente della Repubblica e Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, gen Rolando Mosca Moschini, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Danilo Errico, e del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, gen Pietro Serino.

“La presenza delle massime autorità dello Stato, sia del mondo civile che militare, ha sottolineato l’importanza del passo che i novanta giovani Allievi, di cui ventuno donne, hanno compiuto”, si legge dal comunicato.

“Il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, con la tradizionale formula ‘lo giuro!’, rimarrà un ricordo e un impegno indelebile nelle loro vite – spiega l’Esercito – rinnovando e testimoniando i sacri valori che contraddistinguono la Scuola Militare dell’Esercito. Cittadini che da sempre si differenziano per spirito di abnegazione, senso del dovere e senso del sacrificio, che hanno portato oggi e in passato ogni militare, a sacrificare il bene supremo della vita in nome della Patria”.

Nel corso del suo intervento il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Errico, rivolgendosi agli allievi ha affermato che “sono, le qualità morali unite a una formazione culturale d’eccellenza e forgiate nella disciplina e nel rigore militare di questa antica scuola dell’Esercito, che creano una comunità di allievi ed ‘ex allievi’, cittadini di spicco, militari di successo, piuttosto che imprenditori o professionisti affermati, uniti gli uni agli altri da un legame saldissimo e indissolubile.”

Momento saliente della Cerimonia è stata la simbolica consegna dello spadino a un Allievo del primo anno da parte di un Allievo del terzo anno: lo spadino, emblema di appartenenza alla Scuola Militare Nunziatella, rappresenta l’importante passaggio di consegne, tradizioni e valori che vengono tramandati alle nuove generazioni.

Cornice unica dell’evento è stata la monumentale Piazza del Plebiscito, gremita da familiari, parenti ed ex-allievi, giunti per l’occasione da ogni parte d’Italia per assistere alla cerimonia, rimarcando così la solennità del momento e accompagnando idealmente gli Allievi in questo momento di crescita.

La folta presenza di ex-Allievi, che hanno preso anch’essi posto nello schieramento, ha rappresentato un ideale passaggio di consegne tra chi è stato a suo tempo Allievo e chi si appresta a diventare un giovane membro della grande famiglia della Nunziatella, sottolinea il comunicato dell’Esercito.

Il giuramento ha visto lo schieramento dei reparti in armi in uniforme storica, lo sfilamento dei Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, la resa degli onori ai Gonfaloni della Città di Napoli, decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, della Regione Campania, della Città metropolitana di Napoli e, in particolare, della gloriosa Bandiera d’Istituto, decorata con la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito.

Il Reggimento di formazione, così costituito, agli ordini del Comandante della Scuola Militare Nunziatella, col Fabio Aceto, ha visto tra le proprie fila la Banda della Brigata Granatieri di Sardegna e la Batteria Tamburi della Scuola.

La cerimonia ha avuto termine con lo sfilamento in parata del Reggimento di formazione e dei numerosi ex-Allievi giunti da tutte le regioni d’Italia.

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Fonte e foto: Esercito