Anders Fogh Rasmussen

NATO-Ucraina: concluso il NAC richiesto dalla Polonia nella cornice dell’art 4 del Trattato. Il SecGen convoca per domani un NATO-Russia Council

A conclusione del vertice del North Atlantic Council (NAC) della NATO, tenutosi oggi su richiesta della Polonia, che ha invocato l’articolo 4 del Trattato Atlantico rilevando nella crisi ucraina una minaccia alla sicurezza dei paesi alleati (link articolo in calce), il Segretario generale Anders Fogh Rasmussen ha rilasciato una dichiarazione in cui si conferma l’unità di intenti tra paesi membri e la forte coesione nella condanna al comportamento della Russia, che violando il diritto internazionale nonostante i continui richiami, attenta alla stabilità euro-atlantica.

Il Segretario generale Rasmussen, nel suo stand up affidato al canale youtube, comunica che verranno intensificati i controlli sulle implicazioni di sicurezza che questa crisi può rappresentare nei confronti degli alleati.

Mentre si mantiene aperto il dialogo con l’Ucraina, fa sapere Rasmussen, domani si terrà una riunione del NATO-Russia Council.

Fonte: NATO ChannelTV Youtube

Ucraina, te la diamo noi la democrazia

Dopo il vertice della Nato dell’una di oggi, che ha visto i 28 ambasciatori degli stati membri convocati d’urgenza dal segretario atlantico Anders Fogh Rasmussen, visto il peggioramento della situazione in Ucraina, ora sono in riunione anche i ministri italiani della Difesa e degli Esteri, Roberta Pinotti e Federica Mogherini, con il neo premier Matteo Renzi, che ha convocato una riunione “intorno alle 18”, dice l’Ansa.

Mica siamo da meno, noi. Finalmente un governo che ha ben presente che bisogna agire da subito, così non succede più che due servitori dello stato vengano dimenticati in India come è successo ai due marò.

Qui, tuttavia, si parla di argomenti di gran lunga più considerevoli dei due militari che sono stati posti – armati (!!) e in tuta mimetica (!!) – a difesa della petroliera Enrica Lexie. L’argomento della riunione di Renzi e ministre è infatti un vero e proprio vertice sulla situazione in Ucraina: qui si parlerà di diritti umani, di integrità territoriale e di un futuro democratico per la popolazione civile. Tutti temi da promuovere e incentivare con quella meravigliosa idea occidentale di esportare la democrazia come un copia&incolla.

Sono temi importantissimi, non si discute, argomenti su cui probabilmente nessuno tranne il Padreterno potrebbe davvero esprimersi con l’equilibrio e la serenità che tante volte agli esseri umani difetta.

Ma c’è una cosa che davvero stupisce: come potrà Renzi parlare di democrazia? E di democrazia da esportare come un menu takeaway di McDonald’s? Non sembra infatti che in Italia ci sia un tale surplus di democrazia da poterci addirittura permettere di esportarne!

Il premier Renzi non è figlio di espressione democratica. Neanche i suoi ministri sono figli della democrazia. In Italia abbiamo abbandonato la democrazia ormai da tre governi. Come dire che l’Italia e la democrazia hanno una relazione complicata, così complicata che hanno deciso di non frequentarsi più.

Andiamoglielo a dire al cittadino comune, quello che ieri si è trovato l’aumento delle accise al distributore di benzina, che esportiamo la democrazia in Ucraina pagando subito quei “35 miliardi di dollari entro il 2015” richiesto al Fondo Monetario Internazionale dal ministro della Finanze ad interim ucraino, Iuti Kolobovko.

Diciamoglielo al cittadino comune che, mentre lui paga il carburante più caro senza nessun preavviso, pur se Alfano assicura che non ci saranno aumenti di tasse, l’Italia esporta la democrazia! Vedrete che gli verrà da ridere: Ucraina, te la diamo noi la nostra democrazia!

pc

Fonte: Ansa

Foto: Matteo Renzi a Porta a Porta da mauxa.com

NATO – Ucraina: in corso riunione urgente del North Atlantic Council a Bruxelles. Tweet del SecGen della NATO

I 28 ambasciatori del Consiglio Atlantico (NAC, North Atlantic Council) sono riuniti a Bruxelles per discutere sul tema dell’Ucraina. Sono stati convocati urgentemente in seguito al peggiorare della situazione e agli ultimi sviluppi nella penisola di Crimea.

A rendere noto il meeting di emergenza è stato il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, con un tweet nella tarda serata di ieri, sabato 1° marzo : “Gli alleati NATO si coordinano da vicino sulla grave situazione in Ucraina. Il North Atlantic Council si riunirà domani [oggi, ndr] seguito dalla Commissione NATO-Ucraina” (@AndersFoghR)

Il NAC rappresenta l’organo politico decisionale principale della NATO. Riunisce gli alti rappresentanti degli stati membri per discutere tutte le questioni relative alla politica e alle attività operative che richiedono una decisione collegiale e che riguardano pace, sicurezza e stabilità. Ogni membro ha uguali diritti di espressione e di condivisione, le decisioni vengono assunte all’unanimità.

La Commissione NATO-Ucraina (NUC) è stata stabilita nel 1997 ed è responsabile dello sviluppo della relazione con la NATO e delle attività di cooperazione. Rappresenta il forum di discussione con i membri NATO in rapporto alle tematiche di sicurezza di interesse comune.

Fonte: Twitter, Nato

Foto: @AndersFoghR/Twitter

Iceland Air Meet 2014 (IAM2014): la NATO per la prima volta in Islanda, anche con Finlandia e Svezia

È iniziata ieri, 3 febbraio, nei cieli di Islanda una serie di attività di difesa aerea che vede coinvolta la NATO e paesi partner.

La Iceland Air Meet 2014 (IAM2014), questa la denominazione della serie di attività in corso, mette insieme paesi NATO – Islanda, Norvegia, Paesi Bassi e Stati Uniti – e paesi partner, Finlandia e Svezia. Su tutti il supporto degli AWACS della NATO, il sistema di sorveglianza aerea dell’Alleanza Atlantica.

Si tratta del primo evento di questo genere sull’isola, fa sapere la stessa NATO.

Anders Fogh Rasmussen, Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, ha dichiarato che “Questo è un ulteriore passo avanti verso l’eccellente collaborazione con Finlandia e Svezia: la prima volta che voliamo insieme sull’Islanda”.

Operare con paesi al di fuori dell’Alleanza rappresenta una delle capacità essenziali della NATO. Questo evento addestrativo, che si colloca nell’ambito della Nordic defence cooperation (NORDEFCO), non fa altro che rinforzare questa capacità.

Le attività della IAM2014 includono addestramento al combattimento aereo, operazioni controaeree, attacco e protezione di assetti aviotrasportati.

La Norvegia, la Finlandia e la Svezia forniscono aerei da combattimento e da supporto; gli Stati Uniti e i Paesi Bassi inviano assetti da rifornimento aereo; l’Islanda dà supporto in quanto nazione ospitante, incluse le capacità di ricerca e soccorso (S&R).

La NATO coordina l’evento dalla Germania, dove a Uedem c’è il centro di Coordinamento delle operazioni (Combined Air Operations Centre, CAOC). La Norvegia fornisce il training director, sotto il cui controllo operativo si muovono gli aerei finlandesi e svedesi.

Fonte e foto: NATO

ISAF: “L’Afghanistan ha la piena sovranità sul proprio territorio”, così il generale Battisti all’annuncio di Karzai sulla fase finale della transition

Il cerchio si è chiuso ieri. Dal summit NATO di Lisbona del 2010, quando è stato delineato il processo di transizione delle responsabilità dalle forze alleate di ISAF a quelle afgane, da completarsi entro la fine del 2014, alla dichiarazione dell’avvio della fase finale dell’intero processo da parte del presidente afgano Hamid Karzai di ieri, 18 giugno, c’è di mezzo un intero percorso fatto di continuo lavoro che ha saputo mantenere il ritmo in vista della sua scadenza.

“Il processo che vede le forze di sicurezza assumere un sempre maggiore ruolo in Afghanistan si sta svolgendo nel pieno rispetto del calendario previsto”, ha infatti dichiarato il presidente Karzai nel corso della cerimonia che si è tenuta ieri mattina all’Afghan National Defence University, con la partecipazione dei massimi vertici dell’Alleanza Atlantica e del governo afgano, alla presenza del segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, e del comandante in capo di tutte le forze NATO in Europa, generale statunitense Philip M. Breedlove.

Con l’annuncio della Tranche 5 e della Milestone 2013 soldati e poliziotti afgani saranno responsabili giorno per giorno dell’esecuzione delle attività operative, che saranno supervisionate e dirette da un nuovo comando nell’ambito del Ministero della Difesa, l’Afghanistan Ground Forces Command. Inoltre, il governo afgano fornirà la direzione politica per la campagna attraverso i suoi ministeri.

Grazie all’impegno della Nato e della comunità internazionale le forze afgane, ANSF, sono passate da circa 40mila effettivi nel 2009 a circa 352mila di oggi.

L’epocale annuncio di ieri del presidente Karzai ha suscitato i commenti positivi dei leader maggiormente coinvolti nel processo di transizione (transition, o inteqal nella lingua locale) di ISAF, che porterà al cambiamento della missione a guida NATO da combat a support, da puramente operativa ad addestrativa e di assistenza. “La NATO e l’Afghanistan – è il commento del segretario generale dell’Alleanza Atlantica Rasmussen – continueranno questo viaggio insieme sulla base di una nuova relazione che rimarrà forte negli anni a venire”.

Per il generale italiano Giorgio Battisti, capo di stato maggiore della missione ISAF dal 22 gennaio 2013, “l’assunzione di responsabilità per la sicurezza a livello nazionale dimostra chiaramente che il progresso in Afghanistan è reale e tangibile. Anche se le sfide restano, le ANSF continuano a crescere in capacità e fiducia nei propri mezzi ogni giorno. L’Afghanistan ha la piena sovranità sul proprio territorio”.

“Il passo è epocale – ha sottolineato il generale Battisti – le giovani forze di sicurezza nazionali rimpiazzeranno in toto quelle della Coalizione e queste ultime muoveranno interamente a un ruolo di sostegno, formazione e tutoraggio. In particolari situazioni di emergenza, inoltre, la Coalizione potrà fornire un supporto sotto forma di appoggio aereo ed evacuazione medica”.

Particolare enfasi è stata data nell’ambito della cerimonia alla presenza di alcuni “wounded warriors”, soldati afgani e delle nazioni facenti parte della missione ISAF che sono rimasti feriti a vario titolo nell’adempimento del dovere in Afghanistan e citati da tutti quale esempio di spirito di sacrificio, tenacia, saldezza di carattere e dedizione alla causa del popolo afgano.

L’Italia è stata ben rappresentata dal capitano di corvetta Luigi Romagnoli, dal capitano Stefano Ferrari e dal caporal maggiore scelto Andrea Maria Cammarata.

Il capitano di corvetta Romagnoli, nel settembre del 2006 in servizio con la Task Force 45, è rimasto vittima di trauma cranico e cervicale quando il mezzo sul quale si stava spostando nel distretto di Bala Boluk veniva coinvolto nell’esplosione di una mina anticarro e proiettile di artiglieria collegati a un ricevitore radio. E’ tornato in Afghanistan altre quattro volte e a tutt’oggi presta servizio a Kabul.

Il capitano Stefano Ferrari, del 2° reggimento Pontieri di Piacenza, il 24 novembre 2007 è rimasto ferito a seguito di un attentato suicida nella valle di Pagman, a circa 15 chilometri da Kabul, durante una cerimonia di inaugurazione di un ponte.

Il caporalmaggiore scelto Cammarata, invece, in servizio con l’8° reggimento genio paracadutisti, si trovava nel luglio del 2009 a bordo di un veicolo Lince nei pressi del villaggio di Ganjabad, 40 chilometri a nord est di Farah, quando è rimasto coinvolto nell’esplosione di un ordigno esplosivo improvvisato che gli ha causato la frattura del radio e ulna del braccio destro.

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Fonte: SMD, ufficio del Capo di stato maggiore di ISAF

Foto: NATO; il gen Battisti con l’amb Pezzotti (archivio, Kabul 02 giugno 2013) Photo by OF4 Stefano SBACCANTI)/NRDC-ITA Flickr

Turchia – Siria: sopralluogo in corso per i Patriot della NATO

É attualmente in corso il sopralluogo della delegazione di ufficiali turchi e NATO per la definizione delle postazioni dei missili Patriot sul suolo turco a scopo difensivo nei confronti della Siria.

É stato il quotidiano turco Hurriyet ad anticiparne la notizia ieri 26 novembre, sottolineando che il posizionamento dei Patriot Air and Missile Defence Systems è considerato dalle Forze Armate Turche come mezzo di reazione a eventuali minacce aeree e missilistiche messe in atto dalla confinante Siria.

Si apprende inoltre, da fonti militari, che la NATO ha preventivamente condotto uno specifico lavoro con le forze di difesa aerea della Turchia al fine di integrare perfettamente i Patriot e di perfezionare a tale scopo la linea di comando e controllo e le regole di ingaggio.

Dal sopralluogo congiunto risulteranno posizioni e quantità di Patriot necessari, oltre al numero di militari stranieri da inviare sul posto. Per l’invio di contingenti militari addetti ai Patriot, NATO e Turchia hanno preparato un SOFA (status of forces agreement) che costituirà la cornice di intervento delle forze a difesa della Turchia, membro NATO dal 1952.

L’escalation dai primi missili siriani caduti sul suolo turco al dispiegamento dei Patriot è passato attraverso la discussione dell’articolo 4 del Trattato Atlantico (“Le Parti si consulteranno quando, secondo il giudizio di una di esse, ritengano che l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una di esse siano minacciate”) in una riunione degli ambasciatori dei paesi NATO convocata d’emergenza lo scorso 3 ottobre.

Di fronte al timore del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, preoccupato che tale dispiegamento possa mutarsi in un coinvolgimento bellico della NATO nella regione, il Segretario generale dell’Alleanza, Anders Fogh Rasmussen, ha ribadito che tale azione “non supporta assolutamente nè una no-fly zone, nè operazioni di tipo offensivo”.

Intanto la Turchia ha ridato slancio al progetto di realizzazione di quattro fregate per il rinforzo del sistema di difesa aerea con l’obiettivo di essere integrate con il sistema Patriot. I loro radar saranno in grado di individuare minacce e di trasmetterle al sistema in tempo reale.

La prima delle quattro fregate sarà pronta nel 2016 e sarà probabilmente destinata al Mar Mediterraneo. I dati tecnici dei mezzi navali in progetto sono contenuti in un documento top secret inviato dal Comando forze navali al Sottosegretariato per l’industria della Difesa. É intanto certo che il progetto verrà sottoposto all’attenzione del primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan per la sua approvazione già il mese prossimo.

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Fonti: Turkish Weekly

Foto: blog Middle East Perspectives

Afghanistan, Herat: ore di battaglia tra talebani e polizia locale rendono incandescente la transition

Ieri pomeriggio un attacco di ribelli talebani ha impegnato per ore in una dura e sanguinosa battaglia nel distretto heratino di Obe, nell’Afghanistan occidentale, un convoglio della polizia afgana.

Dieci uomini della sicurezza afgana sono rimasti uccisi, secondo quanto riportato da Agence France Presse (AFP) che cita fonti della polizia locali. Tra loro sono cinque gli ufficiali di polizia deceduti, compreso il capo della polizia del distretto di Obe.

Il governatore del distretto, Najeebullah Ahmadi, ha fatto sapere che i talebani uccisi sono tre e tra loro c’è anche il loro comandante, Mullah Asmatollah.

Dall’agenzia Afghan Islamic Press (AIP) si apprende con maggior precisione l’area dell’attacco, che è compresa tra i distretti di Obe e di Chesht Sharif, nella zona di Genewa. Nella battaglia sarebbe rimasto ucciso anche il capo della sicurezza del distretto di Chesht Sharif.

L’area occidentale dell’Afghanistan è sotto la responsabilità dei militari italiani del Regional Command-West (RC-W) di ISAF di stanza a Camp Arena, a Herat. L’RC-W, attualmente su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, è impegnato nel processo di transition, ovvero nel trasferimento della responsabilità di territorio e operazioni dalle forze alleate di ISAF alle forze locali.

Il processo di transition è un passaggio in fasi progressive programmato dalla missione a guida NATO ISAF in vista della trasformazione della missione da combat, quale è attualmente, a missione di supporto e addestramento a partire dal 2014, anno entro il quale le truppe attualmente sul terreno saranno richiamate in patria.

Il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha ribadito nel suo recente viaggio in Afghanistan la determinazione nel raggiungere il traguardo della transition nei tempi previsti senza variazioni di ritmi in agenda.

Riferendosi alle forze afgane, Rasmussen ha notato che “hanno già fatto molto, sono responsabili della sicurezza dei tre quarti della popolazione e, dove esercitano la loro responsabilità, la violenza è diminuita”.

Durante il suo viaggio in Afghanistan, il Segretario generale della NATO ha ricevuto anche dall’RC-W un punto di situazione nel corso della visita a Camp Arena dello scorso venerdì 19 ottobre. Dal generale Ranieri e dal Senior Civilian Representative a Herat, Andrea Romussi, Rasmussen ha ricevuto un aggiornamento sulla situazione nella regione occidentale dell’Afghanistan, con particolare riferimento al processo di transizione di responsabilità alle autorità afgane nei campi della sicurezza, dello sviluppo e della governance.

Il processo di trasferimento di responsabilità rimane comunque un momento particolarmente delicato, come dimostra l’attacco mortale di ieri. La stessa AFP sottolinea come il numero dei morti tra le forze di sicurezza afgane sia aumentato dal momento in cui è cominciato il processo di assunzione della responsabilità dei locali.

Un aumento dell’insorgenza con attacchi ai paesi dell’Asia centrale nel dopo-ISAF, a partire cioè dal 2014, è temuto dagli esperti del Commonwealth of Independent States (CIS) dell’Asia centrale, che ha recentemente stigmatizzato un cambiamento geopolitico globale.

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Fonti: AFP, AIP, Daily The Pak Banker

Foto: poliziotti afgani a Herat nel maggio 2012/AFP

Pieno sostegno NATO alla Turchia, la Siria rispetti il diritto internazionale

“L’Alleanza sostiene la Turchia e chiede l’immediata cessazione delle ostilità contro l’Alleato, chiama il regime siriano alla cessazione delle evidenti violazioni e al rispetto del diritto internazionale”.

Questo quanto emerso a margine della riunione NATO convocata d’urgenza stasera sulla base dell’articolo 4 del Trattato dopo l’attacco mortale subito dalla Turchia oggi al confine con la Siria, nella città di Akcakale, che ha causato la morte di cinque civili turchi e l’immediata risposta dell’artiglieria turca di frontiera.

Secondo l’Alleanza la Siria ha violato in modo evidente il diritto internazionale con il suo sconfinamento a fuoco ai danni della Turchia, rappresentando un chiaro pericolo contro un paese alleato NATO.

Il Segretario generale Rasmussen aveva già espresso la propria condanna per l’accaduto al ministro degli Esteri turco Ahmed Davutoglu.

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Fonte: Agence France Presse/Jakarta Globe

Foto: Anadolu Agency

La NATO si riunisce stasera in seguito al fuoco siriano sulla Turchia

È di stasera la notizia della imminente riunione degli ambasciatori NATO per discutere il bombardamento siriano entro il confine turco che ha provocato oggi la morte di cinque civili di nazionalità turca.

Lo annunciano Reuters, citando fonti ufficiali NATO, e l’agenzia turca Anadolu Agency.

Gli ambasciatori si riuniscono in nome dell’articolo 4 del Trattato atlantico, che prevede consultazioni quando un paese membro si sente minacciato nella sua integrità territoriale, nell’indipendenza politica o nella sicurezza.

Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, si è messo oggi stesso in contatto con il Segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen, che ha appena visto rinnovato il suo mandato fino al luglio 2014, riferendo che “è stato deciso che il NATO Council si riunisca urgentemente”.

Questo dopo la reazione della Turchia al mortale bombardamento siriano di oggi. Si tratta dei primi civili di nazionalità turca uccisi a causa del fuoco oltre confine.

In seguito all’attacco siriano la Turchia ha risposto al fuoco con colpi di artiglieria “colpendo i bersagli individuati dai radar”, ha affermato il ministro Davutoglu, garantendo che “la Turchia non lascerà senza risposta tali provocazioni del regime siriano contro la sicurezza nazionale conformemente alle regole di ingaggio e di diritto internazionale”.

La Turchia aveva già invocato l’interessamento della NATO lo scorso mese di giugno.

Fonte: Anadolu Agency, Reuters, Agence France Presse

Foto: Anadolu Agency