Capo di stato maggiore della Difesa

Difesa: il cordoglio del Capo di SMD gen Vecciarelli per il tragico evento che ha colpito l’Arma dei Carabinieri

Questo il messaggio di cordoglio del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, diffuso il 13 aprile a seguito del tragico evento che ha colpito l’Arma dei Carabinieri:

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, appresa la triste notizia del grave evento in cui ha perso la vita un sottufficiale dei Carabinieri, ha espresso ai familiari del militare e al personale dell’Arma dei Carabinieri il suo personale profondo cordoglio e i sentimenti di sentita vicinanza a nome dei colleghi delle Forze Armate tutte. Il Generale Vecciarelli nell’auspicare una pronta guarigione al carabiniere rimasto ferito ha sottolineato come ‘siamo grati per il costante e diuturno lavoro svolto dal personale dell’Arma che, con impareggiabile spirito di servizio fino anche all’estremo sacrificio come purtroppo è accaduto oggi, garantisce la sicurezza dei cittadini’”.

Fonte: SMD

Foto: Il Fatto Quotidiano

Difesa: il Capo di SMD gen Graziano ha ricevuto il Ministro Trenta in visita ufficiale a SMD

“Il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha avviato formalmente le visite ufficiali agli Stati Maggiori, recandosi presso lo Stato Maggiore della Difesa (SMD). Ricevuta dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, il Ministro ha passato in rassegna il picchetto interforze che ha reso gli onori al Vertice politico del Dicastero”, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 13 giugno.

Il gen Graziano, si apprende, ha rapidamente illustrato “come lo Stato Maggiore della Difesa si sia riorganizzato”, in un briefing svolto alla presenza di tutti i Capi Reparto nella Sala Santa Barbara.

Il ministro Trenta ha poi raggiunto per un indirizzo di saluto le rappresentanze del personale militare e civile dello Stato Maggiore della Difesa, compresi i Capi Reparto, gli organi di rappresentanza e gli Enti alle dirette dipendenze dello Stato Maggiore della Difesa, come il Centro Alti Studi per la Difesa, il Comando Operativo di Vertice Interforze, il Comando delle Forze Speciali e l’Ispettorato di Sanità Militare, fa sapere il comunicato stampa.

L’indirizzo di saluto ha avuto luogo nella suggestiva Sala Balilla di Palazzo Esercito, che deve il proprio nome alla presenza della scultura in bronzo di Vincenzo Gianni del 1858 raffigurante Giambattista Perasso, noto come il Balilla, figura eroica popolare della storia genovese.

Il gen Graziano ha quindi preso la parola per ringraziare ed evidenziare che lo Stato Maggiore della Difesa opera alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa per attuare le direttive politiche del Ministro.

Nel suo indirizzo di saluto il Ministro della Difesa ha sottolineato che il suo mandato sarà improntato al dialogo, “ma soprattutto all’ascolto”. Nella dedica scritta nell’Albo d’Onore il Ministro ha affermato “con i migliori auspici ed auguri per una proficua collaborazione con la mia persona e con tutto il governo. La Difesa è al centro dei nostri interessi”.

Fonte: PI SMD

Foto: Difesa

Marina Militare e dominio marittimo: oggi a Napoli il CHENs 2015 per promuovere il dialogo tra le Marine

chens - s (1)Oggi, venerdì 8 maggio, nel Palazzo Ammiragliato del Comando Logistico a Napoli, ha luogo il forum annuale CHENs (Chiefs of European Navies), che vede la partecipazione dei Capi di 26 Marine europee, membri della NATO e/o della EU (Albania – Belgio – Bulgaria – Croazia – Cipro – Danimarca – Estonia – Finlandia -Francia – Germania – Grecia – Italia – Irlanda – Lettonia – Lituania – Malta -Olanda – Norvegia – Polonia – Portogallo – Romania – Slovenia -Spagna – Svezia – Turchia – Regno Unito).

Nell’ambito del forum si discuterà delle sfide alla sicurezza dell’ambiente marittimo e il ruolo delle Marine.

chens - s (2)A dare inizio ai lavori del Chens 2015 sarà il Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Al meeting presenzierà il Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

L’obiettivo del CHENs è promuovere la comprensione e il dialogo tra le Marine, esaminare argomenti di comune interesse e accrescere negli stati membri la consapevolezza dell’importanza del dominio marittimo.

La Marina Militare ha retto la Presidenza nel 1999-2000 con l’ammiraglio Guarnieri (tema sviluppato: “Requisiti per lo sviluppo di una Forza Navale Europea”) e l’ha nuovamente assunta nel 2014 alla conclusione del Meeting di Portsmouth (il tema dell’attuale meeting è: “From Traditional Roles to Emerging Security Challenges. How to Adapt our Navies to a Fast Changing World”). Al termine del CHENs 2015 di Napoli, la presidenza passerà dalla Marina Militare Italiana alla Marina Estone.

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Fonte e foto: Marina Militare

4 novembre: Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, videoteleconferenza con i teatri operativi

Il prossimo 4 novembre 2014, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, presso il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), avrà luogo il tradizionale collegamento in videoteleconferenza per il saluto del Ministro della Difesa e del Capo di stato maggiore della Difesa ai contingenti militari italiani impegnati nelle operazioni internazionali.

Per i media accreditati (stampa@smd.difesa.it) sarà possibile assistere all’evento, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, con accesso dalle ore 14,00 alle ore 14,30 (orario ultimo per l’accesso) del 4 novembre all’ingresso dell’Aeroporto Militare Francesco Baracca, via di Centocelle 301 – Roma (Metro Linea A – fermata Numidio Quadrato).

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Mare Nostrum: grande soddisfazione del Capo di stato maggiore della Difesa per il sequestro di una nave madre. Finora sono 8mila i migranti soccorsi e 24 gli scafisti fermati

Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha espresso grande soddisfazione per i risultati conseguiti  dalla Marina Militare con le sue navi Fenice e Aliseo, che nella notte tra il 29 e 30 gennaio hanno portato al salvataggio di 175 migranti e al sequestro di una nave “madre” con il fermo del suo equipaggio in attesa di ulteriori accertamenti.

“Questo è il migliore risultato dell’Operazione Mare Nostrum: il contrasto ai mercanti di morte – ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Difesa  – un’attività che ha anche dirette connessioni con le organizzazioni terroristiche e con la sicurezza nostra, europea e internazionale ”.

L’azione è stata condotta con successo dalle unità della Marina anche grazie allo stretto coordinamento con il Centro di intelligence interforze del Reparto informazioni e sicurezza che ha fornito un efficace e tempestivo supporto all’azione in mare.

Fino a oggi l’operazione Mare Nostrum ha portato al salvataggio di più di 8mila migranti e al fermo di 24 scafisti.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: Marina Militare

Afghanistan, RC-W ISAF: visita dei Capi di stato maggiore della Difesa italiano e ucraino. Le foto

Si è conclusa mercoledì 15 gennaio scorso la ricognizione del teatro operativo afgano del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e del suo omologo ucraino, colonnello generale Volodymir Zamana.

Le due delegazioni erano partite da Roma il 14 gennaio al termine di una due giorni della delegazione ucraina in Italia (link articolo in calce).

L’Ucraina partecipa alla missione ISAF con un contingente che opera nella regione ovest a Herat sotto guida italiana, il Regional Command West (RC-W) di ISAF attualmente su base brigata Aosta al comando del generale Michele Pellegrino.

L’ammiraglio Binelli Mantelli e il generale Zamana sono stati ricevuti a Herat dal comandante di RC-W, generale Pellegrino, il quale ha fornito loro un esaustivo aggiornamento della situazione operativa, che tiene anche conto delle sostanziali evoluzioni della struttura delle unità della coalizione a seguito della cessione di numerose basi operative alle unità delle Forze di Sicurezza Afgane.

Successivamente i due capi di stato maggiore hanno partecipato a una attività dell’unità multinazionale del Genio, su base 4° reggimento genio guastatori di Palermo, in cui operano anche due squadre ucraine specializzate nella lotta agli ordigni esplosivi improvvisati (IED).

Le squadre del Genio, che garantiscono la libertà di movimento sulle principali arterie di comunicazione stradale, hanno fatto brillare degli ordigni precedentemente recuperati nella quotidiana opera di bonifica, mostrando l’alto grado di integrazione e coordinamento tra guastatori italiani e ucraini. Il Capo di stato maggiore ucraino ha potuto constatare personalmente la qualità dei mezzi e degli equipaggiamenti nazionali in dotazione alle forze armate italiane con particolare riferimento al VTLM Lince le cui caratteristiche hanno consentito di salvare la vita a molti militari italiani coinvolti da esplosioni di IED e ai sistemi di rilevamento degli ordigni esplosivi.

Dopo aver lasciato Herat, i due alti ufficiali si sono trasferiti nella capitale afgana Kabul, dove hanno incontrato il ministro della Difesa afgana, generale Sher Mohammad Karimi, e il comandante di ISAF, il generale statunitense Joseph F. Dunford.

La visita si è poi conclusa con l’incontro con il Capo di stato maggiore di ISAF, generale Giorgio Battisti, che terminerà il proprio mandato tra pochi giorni. Nel corso dei colloqui è stata fatta una approfondita analisi della situazione attuale in Afghanistan, affrontando gli importanti temi relativi alla transizione della responsabilità della sicurezza alle forze di sicurezza afgane e le possibili iniziative congiunte che potranno essere intraprese per garantire la sicurezza, l’addestramento e il supporto alle Forze Armate Afgane dopo il 2014, anno in cui la missione a guida NATO ISAF si trasformerà da combat a missione di supporto e training.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: ministero della Difesa ucraino

Accademia Militare di Modena: giurano gli Allievi Ufficiali del 194° corso Coraggio

Gli Allievi Ufficiali del 194° corso Coraggio hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica nell’Accademia Militare di Modena lo scorso venerdì 15 marzo, alla presenza del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano e del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Leonardo Gallitelli.

Durante il suo intervento, il ministro Di Paola ha posto l’accento sui valori coltivati nel prestigioso istituto di formazione: “qui in Accademia apprenderete l’arte del Comando, ma, ancora più importante, imparerete a diventare donne e uomini veri. Tra queste mura intrise di storia verranno riconfermati approfonditi e vissuti quei valori come Onestà, Fiducia, rispetto, impegno a dare prima che a chiedere, coscienza dei propri doveri non solo dei diritti. Questi valori sono il fondamento di una Nazione. La nostra Nazione”.

Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Binelli Mantelli, rivolto agli allievi, ha sottolineato come “i nostri figli sono le frecce che lanciamo verso il futuro. Le Forze Armate investono sui giovani e ai giovani affidano le loro fortune. Le Forze Armate rappresentano un’eccellenza e un punto di forza dell’intero Paese”.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, dopo aver ringraziato il ministro Di Paola, il Capo di stato maggiore della Difesa, il sottosegretario degli Esteri, Staffan De Mistura, e l’amico Leonardo Gallitelli, “per essere qui oggi, nella casa madre degli Ufficiali dell’Esercito italiano e dell’Arma dei carabinieri”, ha rivolto agli allievi un incoraggiamento: “L’atto solenne di oggi rappresenta un altissimo onore e, insieme, un grande onere di cui dovete essere profondamente orgogliosi, ma anche pienamente consapevoli. La parte più gratificante della vostra carriera militare si svolgerà presso i reggimenti e le brigate che costituiscono il centro di gravità e l’autentica ragion d’essere della forza armata. Brigate dell’Esercito destinate a essere proiettate e impiegate nei teatri operativi di oggi e del futuro ed è per questo che su tale componente operativa sono state concentrate la maggior parte delle risorse disponibili”.

Il generale Graziano ha poi proseguito affermando che “nella situazione che stiamo attualmente vivendo, noi abbiamo un unico dovere: essere di esempio al Paese per coesione e disciplina. La forza dell’Esercito consiste nel poter contare su uomini e donne che sanno intravedere in ogni sfida un’opportunità evolutiva e un’occasione per migliorare se stessi, la nostra Forza armata e l’intero paese”.

Nel suo intervento, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Leonardo Gallittelli, ha ricordato “la gratuità del dare, propria di chi porta le stellette”, e, rivolgendosi agli allievi, ha sottolineato: “sarete un riferimento per tutta la comunità nazionale, perchè a voi, la gente guarda con fiducia, e voi sapete esprimere quella fiducia nel futuro che oggi sembra essersi affievolita”.

Il 194° corso è dedicato al generale Rosario Aiosa, medaglia d’oro al valor militare, massima espressione del “coraggio” da cui prende appunto nome il corso che ha appena giurato. Il generale Aiosa ha partecipato alla cerimonia in qualità di “padrino” del corso.

Il 194° corso è composto da 198 allievi Ufficiali, di cui 24 donne. Tra questi, nove sono gli allievi provenienti dai Paesi stranieri: Afghanistan, Giordania, Armenia, Tailandia, Azerbaigian, Niger.

L’Accademia Militare, comandata dal generale dell’Esercito Giuseppe Nicola Tota, fu istituita il 1° gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia, ed è l’Istituto militare di formazione più antico del mondo, precedendo l’Accademia Russa di San Pietroburgo, la Royal Military Academy, l’École Royale Militaire e West Point.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato, data in cui terminerà anche il suo servizio attivo

Mancano pochi giorni al termine del mandato per il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) generale Biagio Abrate. Prima di questa scadenza, che è prevista per il prossimo 31 gennaio e che coincide con il termine del servizio attivo del generale Abrate, il CaSMD si è recato nei teatri operativi per un saluto ai militari italiani dispiegati all’estero.

Afghanistan

Sabato 19 gennaio il CaSMD, generale Biagio Abrate, ha visitato i militari del  contingente italiano in Afghanistan inquadrato nel Regional Command–West (RC-W) di ISAF,  il comando NATO attualmente guidato dalla brigata alpina Taurinense, volendosi personalmente accomiatare da quanti sono impegnati in teatro operativo nell’approssimarsi della data del termine del suo mandato, prevista per il 31 gennaio.

Accompagnato dal generale Dario Ranieri, comandante dell’RC-W, il generale Abrate ha raggiunto tutte le basi ove i militari italiani sono quotidianamente impegnati.

A Farah, è stato accolto dal comandante della Transition Support Unit South, su base 9° reggimento Alpini dell’Aquila, colonnello Riccardo Cristoni,  con il quale si è successivamente portato presso la base avanzata di Bala Boluk. Da qui, dopo un pranzo con il personale della base, il generale Abrate ha raggiunto Shindand, dove ha incontrato gli Alpini del 3° reggimento di Pinerolo, guidati dal colonnello Andrea Bertocchi, che costituiscono insieme ad altri assetti militari italiani la Transition Support Unit Center, e il team dell’Aeronautica Militare che forma i piloti di elicottero dell’aviazione militare afgana. La visita è quindi terminata a Camp Arena, sede dell’RC-W.

A tutti il CaSMD, la cui data di passaggio di consegne coinciderà con il termine del servizio attivo, ha rivolto parole di ringraziamento per quanto è stato fatto e per il lavoro svolto con sacrificio e costante impegno in favore dell’Afghanistan  con ovvie positive ripercussioni anche sul nostro Paese, rimarcando quanto sia pagante, specie in contesti operativi, la collaborazione tra tutte le Forze Armate. “Dopo 44 anni con le stellette, se fosse possibile ricominciare – ha poi concluso il generale Abrate – ripercorrerei esattamente la medesima strada che mi ha portato sin qui”,  aggiungendo che è sua intenzione, almeno nei primi tempi e come mai prima, visti gli impegni che la professione di militare comporta, “dedicarsi alla propria famiglia”.

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Kosovo

Lo scorso 8 gennaio il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha fatto visita al contingente italiano impegnato in Kosovo per portare il suo personale saluto di commiato ai militari impegnati nell’ambito delle forze NATO KFOR dell’Operazione Joint Enterprise.

Dopo aver incontrato il personale del Comando KFOR e del reggimento Carabinieri Multinational Specialized Unit (MSU) a Pristina, il generale Abrate, accolto dal colonnello Ascenzo Tocci, comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’unità a guida italiana deputata al controllo dell’area ovest, ha incontrato tutto il personale di stanza a Villaggio Italia a Pec.

Prima di decollare per il rientro dall’Aeroporto AMIKo di Djakovica, ha salutato gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare in servizio nella base.

Il Capo di SMD, durante gli incontri, ha rivolto un sentito plauso per il costante impegno con il quale, da oltre un decennio, viene garantita l’attività operativa e di supporto nel teatro balcanico, nonché i suoi personali ringraziamenti per quanto fatto durante il suo periodo alla guida della Difesa.

In particolare, nell’incontro con il personale italiano a Villaggio Italia, ha manifestato la propria soddisfazione per l’impegno profuso e i risultati conseguiti in Kosovo, evidenziando anche come “il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate e all’Arma dei Carabinieri è sempre molto apprezzato da tutte le autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle autorità e dalla popolazione del Kosovo”.

Fonte: Contingente italiano KFOR, SMD

Foto: Contingente italiano KFOR, SMD

Libano

Ieri, 20 gennaio, ormai a pochissimi giorni dal termine del suo mandato, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha salutato il personale del contingente italiano impegnato in Libano nell’ambito della Missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).

Il generale Abrate è stato accolto nella base militare di Naqoura dal comandante di UNIFIL, il generale Paolo Serra. Nel corso dell’incontro con il Force Commander, il CaSMD ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato contributo fornito dai caschi blu italiani alla missione.

Nel prosieguo della visita, il generale Abrate ha quindi incontrato una rappresentanza di Soldati, Aviatori, Marinai e Carabinieri del comando di Unifil rivolgendo loro il messaggio di ringraziamento e saluto. In particolare, il generale Abrate ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, evidenziando come il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate  è sempre molto apprezzato da tutte le Autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle Autorità e dalla popolazione del Libano.

Il generale Abrate si è poi trasferito alla base militare italiana di Shama dove è stato accolto dal generale Antonio Bettelli, comandante del settore ovest di Unifil, su base brigata aeromobile Friuli, e ha incontrato le truppe italiane sottolineando che la loro costante presenza sul terreno, attraverso il lavoro, l’impegno e il sacrificio, contribuisce al conseguimento degli obiettivi prefissati dall’ONU.

L’Italia contribuisce alla missione Unifil con circa 1.100 soldati e fornisce 4 elicotteri per il supporto aereo. Unifil, composto da circa 12mila peacekeeper  provenienti da 37 differenti nazioni, nel breve periodo ha conseguito i seguenti obiettivi: un generale rispetto nella cessazione delle ostilità; lo sviluppo di un dialogo tra le parti attraverso l’unico forum, il meeting tripartito, in grado di realizzare un processo di confidence building; il dispiegamento, dopo circa 30 anni, delle forze armate libanesi nel sud del Libano; un progressivo aumento delle capacità delle medesime forze armate nell’azione di controllo dell’area a sud del fiume Litani.

Fonte: UNIFIL – MPIO

Foto: UNIFIL – MPIO

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Il Capo di SMD gen Abrate illustra la transition di ISAF al viceministro della Difesa afgano

Il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha ricevuto oggi 26 luglio a Roma il primo viceministro della Difesa della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, l’onorevole Enayatullah Nazari, in visita ufficiale in Italia.

Nel corso dell’incontro, fa sapere lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa,  il generale Abrate ha illustrato al viceministro afgano le principali iniziative riguardanti l’Afghanistan e ha confermato l’impegno delle Forze Armate italiane nel garantire l’efficacia della fase di transizione della missione ISAF (International Security Assistance Force).

Un processo, quello della transizione, che prevede “il graduale scambio di ruoli tra le pedine della comunità internazionale e le Autorità afgane, man mano che queste proseguono nell’accrescimento e consolidamento delle proprie capacità”, ovvero un trasferimento delle responsabilità su operazioni e territorio dalle forze di coalizione alle forze di sicurezza afgane.

Al fine di raggiungere questo importante obiettivo – ha dichiarato il generale Abrate – stiamo operando su tre direttrici fondamentali che riguardano il settore della sicurezza, della governance e dello sviluppo economico. Inoltre, man mano che le aree nel settore italiano si stabilizzeranno sempre più, sarà ceduta la responsabilità della sicurezza alle forze di sicurezza afgane. Al tempo stesso, le funzioni del PRT (Provincial Reconstruction Team) verranno svolte dagli organi di governo/agenzie locali”.

Il Capo di stato maggiore della Difesa ha, infine, illustrato quanto emerso dal recente summit di Chicago, con particolare riferimento al dopo-ISAF, ovvero a dopo il 2014, data a partire dalla quale la NATO focalizzerà il proprio impegno sull’advising/assistance/training delle Afghan National Security Forces, le quali, nel frattempo, avranno consolidato la loro responsabilità nella gestione della sicurezza.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa