COFS

Terrorismo: anche Forze Speciali per la 30^ Summer Universiade in supporto a Polizia e Carabinieri

Il Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), in concorso al Ministero dell’Interno, ha schierato una Joint Special Operation Task Force (JSOTF) con capacità multi-ambiente in supporto alle Unità d’Intervento Speciale (UnIS) della Polizia e dei Carabinieri in occasione della 30° Summer Universiade, tenutasi in Campania, si apprende dallo Stato Maggiore della Difesa (SMD).

“L’attuale situazione internazionale, alla luce degli attentati di matrice islamista, che hanno coinvolto numerosi paesi, ha evidenziato la necessità di rendere più efficace e tempestiva la risposta coordinata da parte di tutte le forze dello Stato per contrastare un’eventuale azione di natura terroristica, si legge dal sito istituzionale di SMD.

Il Ministero dell’Interno ha quindi richiesto il concorso delle Forze Speciali della Difesa per integrare le UnIS delle forze di polizia al fine di contrastare eventuali azioni terroristiche che dovessero verificarsi in concomitanza delle Universiadi dal 3 al 14 luglio 2019, come per altro avvenuto in occasione di altri grandi eventi svoltisi sul suolo nazionale.

“La cooperazione tra Dicasteri dello Stato e le Forze Armate, tramite personale e mezzi altamente specializzati, fanno della Difesa una ‘forza e una risorsa’ per il Paese, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: PI SMD

Marina: in 3 su 21 entrano a far parte delle Forze Speciali, venerdì la consegna dei brevetti ai nuovi incursori GOI COMSUBIN

Sono 3 i giovani marinai del corso ordinario Incursori 2017 che entrano a far parte del Gruppo Operativo Incursori (GOI), fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 23 gennaio che dà la notizia della consegna dei brevetti ai nuovi baschi verdi.

Più in dettaglio, spiega il comunicato, domani, venerdì 26 gennaio, alle 11.00, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2017.

Tra le autorità militari e civili presenti, il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, che è stato Comandante del COMSUBIN dal 1° maggio 2006 al 10 settembre 2008.

Solo tre, sottolinea il comunicato stampa della Marina, i giovani militari dei 21 partecipanti all’impegnativo corso, tra cui un ufficiale e due giovani volontari in ferma prefissata annuale (VFP1), che riceveranno l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare, “al servizio del Paese per assicurarne la sicurezza collettiva”.

Il corso ordinario incursori dura circa un anno ed è suddiviso in quattro fasi, durante le quali gli allievi ricevono una preparazione fisica e sono addestrati a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri che rappresentano il primo gradino della preparazione professionale di base, e che li mette in grado di entrare a far parte del GOI.

“Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Reparto di Forze Speciali italiane più conosciuto e rinomato al mondo, spiega la Marina.

Si può diventare un Incursore, informa la Forza Armata, oltre che attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno e delle Scuole Sottufficiali della Marina Militare, anche partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Il bando viene pubblicato annualmente sulla Gazzetta Ufficiale (per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it).

Durante la cerimonia di consegna del brevetto, la Federazione Italiana Attività Subacquee (FIAS), che da quest’anno riconosce l’attestato da Incursore in equipollenza diretta con i propri brevetti civili sportivi, conferirà ai nuovi Incursori della Marina Militare anche i brevetti Open FIAS-CMAS (Confédération mondiale des activités subaquatiques) riconosciuti in ambito internazionale.

Questo il programma della cerimonia (fonte Marina Militare):

  • 10.00 – 10.50 Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa
  • 11.00 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN
  • 11.05 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia
  • 12.00 Termine della cerimonia

Il GOI: storia, impiego, addestramento (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1 novembre 1918), sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate. Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi “Valiant” e “Queen Elisabeth”, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche, oltre che a nuove tattiche di combattimento. Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate. In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili. Tra questi:

  • azioni dirette sia su unità navali e mercantili in porto o alla fonda, sia su installazioni portuali/costiere, infrastrutture civili e militari entro la fascia dei 40 Km dalla costa;
  • operazioni di controterrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • infiltrazione e permanenza in territorio ostile per missioni di tipo informativo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo, con la lotta al terrorismo nazionale ed internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un’ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale.

Dall’11 settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015) Operazione Inherent Resolve

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Fonte e foto: Marina Militare

Difesa, cambio al vertice del COI: il gen Bertolini cede la responsabilità all’amm Cavo Dragone

20160701_cambio COI_gen Bertolini_amm Cavo DragoneDomani, 1° luglio, alle 9.30, presso la sede del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), si terrà la cerimonia di cambio del comandante, generale Marco Bertolini, e il comandante subentrante, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, fa sapere lo stato maggiore Difesa con un comunicato stampa di oggi, 30 giugno.

Alla cerimonia, presieduta dal Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, prenderanno parte le più alte cariche civili e militari.

Il generale di corpo d’armata Marco Bertolini, al guida del COI dal febbraio 2012, ha coordinato e diretto una serie di impegnativi eventi connessi alle principali crisi internazionali, che hanno visto l’impiego di migliaia di uomini e donne dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri impegnati in missioni nazionali e internazionali dell’ONU/EU/NATO in Afghanistan, in Iraq, in Medio Oriente, nei Balcani e in diversi teatri operativi africani.

Attualmente sono circa 13.000 gli uomini impegnati nelle missioni nazionali e internazionali a cui le Forze Armate partecipano.

L’ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, già comandante del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) da novembre 2014, pilota di aviogetti da combattimento e di elicotteri, vanta una lunga esperienza in operazioni fuori area e di comando di unità operative.

Il COI, retto da un generale di corpo d’armata o da un ammiraglio di squadra, è stato costituito nel 1997 ed è la struttura di cui si avvale il Capo di stato maggiore della Difesa, responsabile dell’impiego delle Forze Armate nel loro complesso, per pianificare, coordinare e dirigere le operazioni nonché le esercitazioni interforze e multinazionali.

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Fonte e foto: combo da foto profili sito Difesa

L’MC-27J Praetorian per le forze speciali (COFS): siglato accordo a Dubai tra Aeronautica Militare e Alenia Aermacchi. Test del prototipo in teatro operativo entro giugno 2014

Alenia Aermacchi, una società Finmeccanica, e l’Aeronautica Militare hanno firmato ieri, 18 novembre, al Dubai Airshow 2013 un accordo che prevede lo sviluppo, la sperimentazione, la certificazione, l’industrializzazione e il supporto logistico di un velivolo per il supporto delle missioni del Comando Operativo Forze Speciali (COFS) denominato MC-27J Praetorian. È la stessa Alenia Aermacchi a darne notizia.

Il progetto Praetorian, si apprende, prevede due fasi distinte: la prima, dedicata allo sviluppo di un prototipo da parte di Alenia Aermacchi che sarà consegnato all’Aeronautica Militare il 31 Marzo 2014 e testato in scenario operativo nel primo semestre del 2014; la seconda, relativa all’industrializzazione della configurazione Praetorian e al relativo supporto logistico.

L’Aeronautica Militare prevede la trasformazione, da completarsi entro il 2016, di 3 C-27J attualmente in servizio, completi di sistemi di missione, apparati C3IISR e sistemi di supporto/ingaggio al fuoco pallettizzati e 3 velivoli predisposti ad accogliere gli stessi sistemi.

Il Pretorian sarà sviluppato da Alenia Aermacchi con la collaborazione dell’azienda americana ATK per la realizzazione dei sistemi di missione e di supporto aria-suolo e della Selex ES, azienda di Finmeccanica, per gli apparati di comunicazione e data link.

L’MC-27J è un moderno sistema di difesa, basato sul C-27J (il più avanzato bimotore da trasporto tattico disponibile sul mercato) che, grazie alle sue prestazioni ineguagliate e alla sua capacità di imbarcare pallet standard NATO, offre con modalità roll-on/roll-off una gamma di soluzioni che permettono di coniugare l’efficacia del compimento di missioni tattiche e strategiche con costi sempre più contenuti e di rispondere a requisiti operativi particolarmente stringenti quali quelli del Comando Operativo Forze Speciali (COFS).

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Fonte e foto: Alenia Aermacchi (Finmeccanica)

Cambio al comando dell’11° reggimento Trasmissioni di Civitavecchia, il colonnello Ancora avvicenda il collega Lozupone

Si è svolta ieri, 18 ottobre, nella caserma D’Avanzo in Civitavecchia, alla presenza del comandante della brigata Trasmissioni, generale Alfonso Miro, la cerimonia di avvicendamento al comando dell’11° reggimento Trasmissioni tra il comandante cedente, colonnello Mauro Lozupone, e il comandante subentrante, colonnello Massimo Ancora.

La manifestazione, oltre alle locali autorità civili e militari, le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dell’Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori (ANGET) di Civitavecchia, ha visto schierati i gonfaloni delle città di Civitavecchia e di Leonessa, cittadina reatina, questa ultima, gemellata con il reparto dal 1978 e dalla quale il reggimento ha ricevuto la cittadinanza onoraria nel 2008.

Il supporto specialistico ai contingenti nazionali nei teatri operativi, il supporto C4 a favore del Comando interforze per le operazioni delle forze speciali (COFS), l’impiego in Strade Sicure in Sicilia e gli interventi durante l’emergenza neve nel Lazio sono alcune delle principali attività svolte dal reggimento durante il biennio di comando del colonnello Lozupone, che si appresta a ricoprire un prestigioso incarico presso il Comando delle informazioni e trasmissioni dell’Esercito (CoTIE).

Il colonnello Ancora, subentrante nel comando, proviene dallo stato maggiore dell’Esercito, dove ha prestato servizio presso il Reparto pianificazione generale e finanziaria.

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Fonte e foto: PI 11° reggimento Trasmissioni

Ex Brilliant Sword, il CaSMD al COFS in occasione validazione forze speciali per NRF 2014

Il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha visitato ieri, nell’ aeroporto militare Mario Gordesco di Furbara, a Roma, sede del 17° stormo incursori dell’Aeronautica Militare, il comando interforze del COFS rischierato per l’ esercitazione Brilliant Sword – Notte Scura 13.

L’esercitazione, che è iniziata il 29 settembre e continuerà sino al 12 ottobre, si inquadra nel processo di validazione e certificazione del COFS (Comando Operativo Forze Speciali) quale comando di componente delle forze speciali nel pacchetto NATO-NRF (NATO Response Force) 2014, cioè nella forza di risposta rapida dell’Alleanza Atlantica per l’anno 2014.

Vi prendono parte, oltre a personale del comparto forze speciali nazionale e dei Reparti a supporto, militari delle Special Forces di Bulgaria, Slovenia e Turchia e rappresentanti dell’Allied Joint Force Command Headquarter di Brunssum e del NATO Special Operation Headquarter (NSHQ) di Shape.

Il CaSMD ha espresso il suo vivo compiacimento per l’attività svolta dal COFS, evidenziando “la caratteristica interforze di un comparto che rappresenta una nicchia di eccellenza dello Strumento Militare”.

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Fonte e foto: stato maggiore della Difesa

“Vi chiamate forze speciali perché svolgete compiti speciali”. Così il CaSMD gen Abrate agli uomini del COFS

Ieri, 14 gennaio 2013, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Biagio Abrate, si è recato in visita al Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), con sede a Roma nell’aeroporto Francesco Baracca di Centocelle.

Dopo essere stato accolto dal comandante del COFS, generale Maurizio Fioravanti, il Capo di stato maggiore della Difesa ha incontrato il personale del comando al quale ha rivolto parole di “sincero apprezzamento per il delicato lavoro svolto sempre con spirito di abnegazione e altissima professionalità. Voi – ha proseguito il generale Abrate – avete sempre operato con impegno e determinazione, sostenuti da validi Comandanti i quali vi hanno addestrato e guidato nelle situazioni più delicate. Siete chiamati Forze Speciali in quanto venite chiamati a svolgere compiti speciali”.

Il comandante del COFS ha ringraziato il generale Abrate per “il supporto ricevuto durante il suo mandato. In questi ultimi anni abbiamo svolto numerose esercitazioni in Italia e all’estero, attività che ci hanno consentito di accrescere la nostra professionalità, adattandola sempre meglio agli attuali scenari operativi”.

La visita è terminata con la firma dell’Albo d’Onore da parte del Capo di stato maggiore della Difesa.

Il COFS, costituito il 1° dicembre 2004 alle dirette dipendenze del CaSMD, è competente per la condotta delle operazioni interforze alle quali sono chiamate a partecipare le Forze Speciali in organico alle singole Forze Armate.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

COFS, cambio al vertice del comando operativo delle forze speciali

Si è svolta oggi 10 ottobre, all’aeroporto Francesco Baracca di Centocelle a Roma, la cerimonia del cambio al vertice del Comando Operativo delle Forze Speciali (COFS) tra l’ammiraglio Donato Marzano, cedente, e il collega subentrante generale Maurizio Fioravanti.

All’evento, che è stato presieduto dal sottosegretario di Stato alla Difesa onorevole Guido Crosetto, hanno partecipato il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, e alte autorità civili e militari.

La cerimonia è stata l’occasione per sottolineare, da parte del generale Abrate, che il COFS rappresenta “una realtà preziosa per la Difesa e per il Paese stesso”. Mentre l’onorevole Crosetto ha evidenziato “il valore degli uomini e la capacità di operare in tutti gli ambienti ed elementi: terra, mare e cielo”, prendendo spunto proprio dalla simbologia dello stemma araldico del COFS: la mano del Padre con le tre spade, come riferisce il comunicato stampa della Pubblica Informazione dello stato maggiore della Difesa.

Il COFS è stato costituito il 1° dicembre 2004, in linea con l’orientamento degli altri principali Paesi dell’Alleanza Atlantica.

E’ alle dirette dipendenze del Capo di stato maggiore della Difesa quale strumento specifico per la condotta delle operazioni speciali, ovvero di tutte le attività realizzate in contesti ostili o non permissivi, e per questo caratterizzate da basso profilo, aventi ad oggetto un obiettivo di elevato valore operativo.

Il COFS è un comando proiettabile, validato dalla NATO quale comando di componente per le operazioni speciali nel quadro della NATO Response Force (NRF).

Fonte: PI SMD

Foto: PI SMD