Sicurezza

Ponte Morandi: l’Esercito a Genova controlla la “zona rossa” con gli Alpini della Taurinense

Genova, 27/08/2018. Ponte Morandi via Porro

L’Esercito ha concluso ieri, 17 settembre, lo schieramento delle proprie unità a presidio della “zona rossa”, circoscritta dopo crollo di Ponte Morandi a Genova, assumendo il controllo dei varchi d’accesso all’area ritenuta a rischio per ulteriori crolli, ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri lo stato maggiore della Difesa: il passaggio di consegne tra il personale della Polizia di Stato e della Polizia Locale di Genova con i militari nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure è avvenuto nella notte.

Il presidio dei varchi della “zona rossa” sarà garantito dagli Alpini tratti dalle unità della brigata alpina Taurinense, che agiranno in concorso alle Forze dell’Ordine, si apprende.

“Tale misura – si legge dal comunicato – si è resa necessaria per incrementare ulteriormente la sicurezza della popolazione, tanto per evitare il coinvolgimento della popolazione in eventuali nuovi crolli, quanto per assicurare un presidio continuo e costante contro possibili odiosi episodi di sciacallaggio. Inoltre, l’intervento delle Forze Armate consentirà di liberare il personale delle Forze di Polizia, per consentirgli di riprendere le consuete attività istituzionali di prevenzione e contrasto della criminalità cittadina”.

La possibilità di tale concorso da parte delle Forze Armate era già emersa durante la riunione del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), fa sapere la Difesa, proprio con l’obiettivo di alleggerire lo sforzo aggiuntivo espresso dalle Forze di Polizia dal momento del crollo del viadotto autostradale.

L’impiego del personale dell’Esercito, avvenuto in tempi brevi, rappresenta la capacità delle Forze Armate di essere professionalmente preparate a fronteggiare situazioni emergenziali inaspettate e improvvise, per contribuire ad alleviare difficoltà e sofferenze della popolazione.

“È questo un intervento esemplificativo di quella capacità duale di tutte le Forze Armate, che sono in grado di mettere a disposizione della collettività nazionale professionalità, materiali e mezzi inizialmente concepiti per impieghi strettamente militari”, sottolinea il comunicato.

Già in passato gli eventi di pubblica calamità hanno visto l’impiego delle Forze Armate in supporto e in coordinamento con altre amministrazioni dello Stato, in particolare con la Protezione Civile Nazionale operante quale trait d’union per la gestione delle emergenze, un contributo che le Forze Armate devono assicurare nell’ambito dei compiti di istituto.

Il superamento delle dure sfide e il raggiungimento degli eccellenti risultati conseguiti è stato realizzato soltanto attraverso la piena sinergia tra Forze Armate, Vigili del Fuoco, Corpi Armati dello Stato, Croce Rossa Italiana, Volontariato, Protezione Civile, risultando ancora una volta un valido e imprescindibile strumento a diposizione di tutte le autorità locali per il sostegno e il supporto alla popolazione, dando prova di un Sistema Paese pienamente efficiente ed efficace, in grado di fornire una risposta immediata e concreta alla risoluzione delle emergenze, conclude il comunicato.

Fonte: PI SMD

Foto: Il Secolo XIX

Difesa, Il CaSMD gen Graziano: “ISIS geograficamente sconfitto in Iraq con il supporto della Coalizione, ma resta un fenomeno magmatico”

“L’ISIS è stato sconfitto da un punto di vista geografico e la coalizione ha supportato le forze irachene che, combattendo una lunga battaglia e pagando un prezzo elevato, sono riusciti a sradicare il terrorismo nella sua forma territoriale, ma l’ISIS non è scomparso, rimane occulto ed è diventato un fenomeno che può definirsi magmatico.”

Così il Capo di stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, secondo quanto ha riferito ieri, 17 settembre, lo stato maggiore della Difesa, citando l’intervista di Rai News24 durante la visita del Generale al contingente italiano schierato nell’ambito della Coalizione anti Daesh.

“Per eliminare definitivamente il terrorismo di questo tipo – ha sottolineato il gen Graziano – ci vorrà ancora molto tempo”.

“Le forze irachene stanno operando bene, ma è importante che la comunità internazionale continui ad assicurare loro l’addestramento e il supporto per metterle davvero in condizione di poter garantire la sicurezza del Paese”, ha poi aggiunto il Capo di SMD.

“Come abbiamo visto il terrorismo può essere sconfitto geograficamente, cambiare nome, cambiare regione e area ma non sarà mai debellato definitivamente fino a quando non saranno eliminate le ragioni per cui è nato.

L’Iraq è in una situazione critica e di forte instabilità da moltissimi anni e io credo che rimanga importante avere la consapevolezza, a livello internazionale, dell’importanza di dover supportare ancora il Paese affinché non si ricrei più una situazione analoga a quella esistente quando l’Isis ha preso il controllo di vaste aree di questo Paese.”

L’Italia è il secondo Paese contributore dopo gli Stati Uniti in termini di personale che opera nell’ambito della Coalizione multinazionale composta da 79 membri, tra Paesi e Organizzazioni regionali e internazionali.

Fonte: PI SMD

Foto: In Terris

Difesa: il SSSD on Tofalo riceve l’Ambasciatore della Repubblica di Corea alla vigilia del Seoul Defense Dialogue

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha ricevuto il 7 settembre scorso, a Palazzo Aeronautica a Roma, l’Ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia, Jong-hyun Choi, fa sapere un comunicato dell’addetto stampa del Sottosegretario.

L’incontro anticipa la partecipazione del Sottosegretario al “Seoul Defense Dialogue, Cyber Working Group 2018”, si apprende.

Nel corso dell’incontro, il sottosegretario Tofalo e l’ambasciatore Jong-hyun Choi hanno avuto modo di affrontare temi di interesse, quali i rapporti tra Italia e Repubblica di Corea nel settore economico-commerciale, negli ambiti della ricerca e della cooperazione scientifica e degli scambi culturali.

Particolare attenzione, sottolinea il comunicato, è stata posta all’attuale scenario geopolitico internazionale in termini di difesa e sicurezza.

Il sottosegretario Tofalo, che rappresenterà l’Italia e in particolare la Difesa, interverrà con il discorso di apertura al Seoul Defense Dialogue 2018 che si terrà nella capitale coreana dal 12 al 14 settembre e vedrà la partecipazione di alti rappresentanti politici e della comunità internazionale di oltre 48 nazioni.

Un importante appuntamento per confrontarsi sui temi della sicurezza cibernetica, sul ruolo della Difesa, sulla sicurezza marittima, le nuove forme di minacce terroristiche e la tecnologia militare.

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Fonte e foto: Cap Rizzo Addetto Stampa del SSSD on Tofalo

Migranti: all’Università di Bologna un corso su storytelling e criteri di valutazione dell’attendibilità delle narrazioni biografiche

L’Università degli Studi di Bologna propone un “Corso di alta formazione in Metodi di studio e relazione con i richiedenti Protezione Internazionale con particolare riferimento all’approccio biografico e alle storie di vita”.

Si tratta di un corso di formazione permanente su storytelling e metodo biografico con un numero di posti limitato e con 75 ore di tirocinio da svolgere presso sedi della Croce Rossa o di altre organizzazioni di terzo settore.

Il corso è rivolto a chi si occupa di accoglienza e si trova a interagire con storie di vita provenienti da contesti differenti, con l’obiettivo di sviluppare capacità di comprensione e criteri con cui stabilire l’attendibilità delle narrazioni biografiche rilevate.

Iscrizioni entro il 24 settembre.

Per informazioni e costi si rimanda al Bando

La scheda del corso (fonte Università degli Studi di Bologna):

Alma Mater Studiorum Università di Bologna – Scuola di Scienze Politiche, Strada Maggiore 45, Bologna

Direttore del Corso Prof. Pina Lalli

Denominazione Corso:

Metodi di studio e relazione con i richiedenti Protezione Internazionale (con riferimento all’approccio biografico e alle “storie di vita”)

Informazioni: sps.metodobiografico@unibo.it

Obiettivi

Il Corso offre competenze metodologiche e socioculturali a chi operi o voglia operare in contesti lavorativi che si relazionano con i richiedenti protezione internazionale.

In particolare, imparando ad utilizzare tecniche narrative e di storytelling si indica agli operatori non solo come conoscere ma anche in che modo interagire al meglio con persone provenienti da contesti e storie di vita differenti.

Il metodo biografico insegna ad andare oltre i luoghi comuni, gli stereotipi e le barriere culturali che influenzano negativamente la riuscita degli interventi di accoglienza e integrazione. Si acquisisce la capacità di ascoltare e osservare forme di comunicazione verbale e non verbale rilevando informazioni raccolte sia mediante intervista biografica sia in sedi informali come conversazioni e interazione in luoghi della quotidianità.

Si dotano gli operatori di competenze utili a favorire la cocostruzione di spazi comunicativi condivisi con i migranti, passando attraverso la comprensione delle traiettorie di vita e di esperienza. Ciò implica anche la facilitazione di reti di relazioni positive fra migranti e fra migranti e contesti sociale di accoglienza.

Si promuovono, inoltre, abilità volte a condividere criteri con cui stabilire l’attendibilità delle narrazioni biografiche rilevate, per non compromettere la richiesta di protezione e il percorso di accoglienza.

Contenuti:

– 60 ore di lezione ripartite in 5 macroargomenti:

1) Cultura, interazione e approccio etnografico alla comunicazione – Prof. Pina Lalli

2) Metodologia dell’approccio biografico e delle storie di vita – Prof. Leonardo Altieri

3) Flussi migratori e processi di integrazione sociale – Prof.Andrea Bassi

4) Oltre barriere e stereotipi: un approccio psico-sociale – Prof.Monica Rubini

5) Apprendere dall’esperienza: Croce Rossa e accoglienza – Guida al Tirocinio – Dott. Enza Modugno

– 75 ore di tirocinio da svolgere presso sedi della Croce Rossa o di altre organizzazioni di terzo settore.

Calendario:

Le ore di lezione si concentrano nei fine settimana:

8 ore al venerdì e 4 ore al sabato mattina.

26-27 ottobre;

9-10 novembre;

23-24 novembre (tirocinio stage fra dicembre e metà gennaio);

25-26 gennaio;

8-9 febbraio.

Requisiti di accesso:

Laurea oppure – previo giudizio positivo della Commissione nominata dal Direttore del Corso – Diploma di scuola superiore integrato da specifica attività professionale.

Per i dettagli si rimanda al Bando:

https://www.unibo.it/it/didattica/corsi-di-altaformazione/2018-2019/allegati/bando-metodidi-studio

Scadenza domanda di iscrizione: 24 settembre 2018

Fonte: Università degli Studi di Bologna

Foto: osservatoriodiritti.it

Marina: la FREMM Alpino in Atlantico con un SH90 alla ricerca dei velisti dispersi

Continua senza sosta, dopo il trasferimento della responsabilità del coordinamento delle ricerche nell’area di operazione a una nave portoghese, si apprende dalla Marina Militare, la ricerca dei due velisti dispersi nell’Oceano Atlantico tra le Azzorre e l’Europa con Nave Alpino, la FREMM comandata dal Capitano di Fregata Davide Da Pozzo.

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa dell’8 maggio, che riassume le attività finora svolte e riferisce della continuazione delle ricerche in data odierna “in funzione dell’autonomia logistica residua”.

L’attività di nave Alpino è iniziata lunedì 7 maggio, intorno alle 09.00, con l’arrivo dell’Unità nell’area area di operazione definita dalle autorità portoghesi, responsabili delle operazioni di ricerca e soccorso, sulla base dei dati meteomarini della zona e la posizione del segnale dell’Emergency Position Indicating Radio Beacon (EPIRB).

Per l’attività di ricerca nave Alpino si avvale dei più moderni sistemi di sorveglianza in dotazione sia all’unità sia all’elicottero SH90 imbarcato.

L’area già perlustrata, spiega la Marina nel comunicato stampa di ieri pomeriggio, 8 maggio, è pari a più di 1.600 miglia quadrate (pari a circa tutta la Valle d’Aosta), nonostante le condizioni meteorologiche non ottimali con presenza di onde di circa 2 metri (mare 4) e vento proveniente dai settori settentrionali.

Il pattugliamento, già svolto anche con oltre 12 ore di volo di elicottero SH90, è continuato ieri su un’area ulteriormente allargata dalle autorità portoghesi fino a oltre 100 miglia nautiche dalla posizione dell’EPIRB.

Oggi, 9 maggio, “in funzione dell’autonomia logistica residua”, spiega la Marina, nave Alpino riprenderà l’attività programmata.

La FREMM Alpino (fonte Marina Militare):

La Fregata Alpino, al comando il Capitano di Fregata Davide Da Pozzo, fa parte del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione). È stata varata il 13 dicembre 2014 nel cantiere di Riva Trigoso (GE) e consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016. Il 9 giugno 2017 ha ricevuto la bandiera di Combattimento a Civitavecchia. Contraddistinta dal distintivo ottico F 594, secondo la classificazione NATO, è una fregata di nuova generazione, caratterizzata da spiccate innovazioni tecnologiche e dalla possibilità d’impiego in vari contesti operativi.

È la quinta FREMM e la quarta in versione “antisommergibile” (Anti Submarine Warfare – A.S.W.). Imbarca un equipaggio di 168 uomini e donne – quasi la metà rispetto alle precedenti fregate – e, grazie ai suoi 200 posti letto totali, è in grado di ospitare lo staff di un comando complesso, un team di forze speciali e una squadra di specialisti per l’impiego di due elicotteri medio-pesanti. Ha un dislocamento di 6700 tonnellate e raggiunge i 27 nodi di velocità grazie alla propulsione ibrida CODLAG (una turbina a gas e due motori elettrici) che garantisce altresì bassi consumi e autonomie elevate.

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Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: una squadra di informatici alla Locked Shields 2018 per esercitare la Cyber Defence

Si è conclusa il 27 aprile la Locked Shields 2018, scrive lo stato maggiore della Difesa sul suo sito web, la più grande e avanzata esercitazione internazionale di Cyber Defense al mondo, organizzata dal Centro di Eccellenza della NATO per la Difesa Cibernetica (CCDCOE – NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence) di Tallinn, in Estonia.

“Con più di 1.000 esperti provenienti da circa 30 differenti Nazioni – scrive la Difesa – e più di 2.500 attacchi virtuali simulati, la Locked Shields è una esercitazione che ha lo scopo di addestrare gli esperti del campo della sicurezza dei sistemi informatici nazionali attraverso una serie di simulazioni di attacchi cyber alle reti informatiche di una base militare: attacchi ad aeromobili a pilotaggio remoto, al sistema elettrico, al sistema di comando e controllo e altre infrastrutture operative essenziali per la sopravvivenza di una base militare”.

L’annuale esercitazione si è svolta dal 23 al 27 aprile scorsi. L’Italia vi ha partecipato con una squadra di informatici provenienti dalle Forze Armate che, durante l’esercitazione, hanno avuto modo di collaborare con gli esperti di settore delle altre nazioni partecipanti, degli istituti di ricerca, delle università e con gli esperti provenienti dall’industria di settore, confrontandosi con attori che, in caso di attacco reale, potrebbero essere coinvolti in situazioni simili.

Negli ultimi anni le avanzate tecnologie hanno reso il mondo sempre più digitalizzato e interconnesso, sottolinea la Difesa, generando al contempo anche una serie di minacce cibernetiche che sfruttano i bug insiti nei software che regolano, ormai, una moltitudine di attività umane.

Il settore della Difesa da sempre attinge alle tecnologie più avanzate e circa il 60% delle attività militari di una nazione moderna ha una componente cibernetica, spiega la Difesa: ciò ha imposto alle Forze Armate di dotarsi delle necessarie contromisure alle nuove minacce cyber.

In Italia proprio in quest’ottica è stato concepito il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), in linea con gli obiettivi definiti sia in ambito europeo sia in ambito NATO che comprendono la realizzazione di solide capacità di cyber defence e di protezione delle infrastrutture.

Il CIOC è già operativo e proiettato verso la piena capacità nel 2019, fa sapere la Difesa.

Fonte: PI SMD

Foto: PI SMD; NATO CCD COE

TAAC-W (RS): la roccaforte talebana di Shewan di nuovo in mano alle forze afgane grazie ai militari italiani

Si è da poco concluso l’Expeditionary Advisor Package (EAP) dei militari del contingente italiano, su base brigata Sassari, condotta a Farah dal 2 al 19 aprile, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 27 aprile il Train Advise and Assistance Command – West (TAAC-W), che a Herat opera nell’ambito della missione a guida NATO Resolute Support (RS).

Il recente EAP ha assistito le Forze di Sicurezza afgane, come da sua caratteristica “a domicilio”, durante le fasi di pianificazione e di condotta delle operazioni, che hanno portato al controllo totale della storica roccaforte talebana di Shewan e alla messa in sicurezza degli abitanti.

“In nessuna delle fasi i militari italiani sono stati impiegati in attività cinetiche”, specifica il comunicato stampa del TAAC-W.

I circa 400 istruttori, compresa una aliquota statunitense, schierati nella ex base italiana di Farah a 200 km a sud di Herat, sede del contingente nazionale in Afghanistan, hanno messo a disposizione le proprie conoscenze per guidare al successo i circa 1.300 militari delle Forze di Sicurezza afgane “che a vario titolo hanno condotto, autonomamente, le operazioni militari sul terreno e per via aerea”, spiega il TAAC-W.

L’intervento delle Forze Armate Afgane, assistite dai militari italiani, è nato sulla base delle richieste di supporto espresse dalle autorità governative locali con l’ambizioso intento di allontanare le sacche di insorti presenti nell’area di Farah.

Questi ultimi, recentemente, con azioni limitate ma di grande risonanza mediatica, avevano intimorito la popolazione civile che, pertanto, rivendicava maggiori condizioni di sicurezza.

L’azione si rendeva inoltre necessaria per creare il clima di sicurezza indispensabile al fine di garantire la registrazione degli elettori alle liste degli aventi diritto e la loro libera espressione di voto durante le elezioni politiche programmate per il prossimo autunno.

Fondamentali per il raggiungimento del successo sono stati i costanti incontri organizzati dai militari italiani con tutte le autorità civili e militari locali, e in particolar modo con i capi villaggio e gli ulema, avvenuti sia preventivamente alle operazioni che durante lo svolgimento delle stesse, creando il giusto clima di collaborazione tra tutti i principali attori nel conseguire un così importante risultato.

Grande apprezzamento per gli esiti delle operazioni è stato inoltre espresso in più occasioni dal Comandante della missione NATO in Afghanistan, il generale statunitense John W.Nicholson, e dai suoi collaboratori del comando Resolute Support di Kabul, che in diverse occasioni hanno raggiunto la base di Farah e hanno preso parte alle shure con le autorità locali, riscontrando in prima persona l’efficacia delle azioni condotte sul terreno.

Anche il governatore della provincia di Farah, Abdul Bazir Salanghi, ha esteso il senso di gratitudine della sua popolazione per il costante supporto ricevuto dai militari italiani.

“Oggi, grazie ad anni di addestramento e assistenza, – sottolinea il comunicato del TAAC-W – il popolo afgano può beneficiare di Esercito e Polizia locali addestrati, equipaggiati e pronti a garantire, con sempre maggiore autonomia, la sicurezza per il proprio paese”.

Il lavoro degli advisor italiani svolto durante l’EAP si sviluppa nell’ambito della missione RS con il compito principale di addestrare, consigliare e assistere le forze di sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte e foto: TAAC-W, SMD

Ampio Raggio: aiuti concreti per il progetto “Amore oltre ogni confine Italia Iraq” al motto di Omnia vincit Amor

“A sole poche settimane dall’avvio del progetto ‘Amore oltre ogni confine Italia-Iraq’ numerose associazioni hanno già consegnato materiale presso l’Associazione Ampio Raggio, scrive in un comunicato stampa del 23 aprile la stessa Associazione, in prima linea nell’aiuto delle fasce più deboli della popolazione in Italia e all’estero.

Dopo la cospicua raccolta dei Forum, si apprende, in occasione di un incontro presso il Dodo Bar di Scafati l’Associazione A.C.S.S.A., presieduta dall’ing Pasquale Caputo, conferma il proprio consenso al progetto, consegnando un’ingente quantità di capi di abbigliamento e giocattoli raccolti presso il Comune di Montefusco, fa sapere l’Associazione.

Arrivano anche gli aiuti materiali di C.O.N.I.T.A., associazione presieduta dal dott Maurizio Masciandaro, che ha donato una considerevole quantità di materiale d’abbigliamento e ludico-ricreativo.

Il sostegno arriva anche dal Corpo Internazionale di Soccorso Umanitario coordinato dal gen Claudio Mantovani, che ha consentito l’acquisto di materiale ludico-ricreativo.

Anche la città di Poggiomarino si stringe alla giovane Associazione Ampio Raggio, attraverso l’impegno dei fedeli dei Padri stimmatini della Parrocchia di Sant’Antonio di Padova hanno silenziosamente collaborato senza sosta alla raccolta di materiale d’abbigliamento e giocattoli a favore dei piccoli bambini di Erbil.

Quest’ultimo progetto di Ampio Raggio, associazione riconosciuta anche per le altre iniziative svolte in ambito umanitario in Kosovo, Libano e Afghanistan, prevede la raccolta di materiale ludico-ricreativo, didattico e capi di abbigliamento che verrà distribuito a idonee strutture a cura del Consolato di Erbil, in Iraq.

Da subito l’appello del Presidente dell’Associazione Ampio Raggio, Antonio Pio Autorino, ha scatenato un’attiva collaborazione da parte di numerosi gruppi, che in sinergia hanno avviato raccolte presso piazze e sedi e stanno man mano provvedendo a recapitare il materiale raccolto.

Il presidente del C.O.N.I.T.A., dott Masciandaro, e il presidente dell’A.C.S.S.A., ing Caputo, confermano il loro appoggio all’Associazione Ampio Raggio condividendo e sostenendo ormai da tempo la giovane associazione in tutte le iniziative proposte.

Collaborazione e solidarietà sono le parole chiave – scrive l’Associazione nel comunicato stampa –  è solo così che è possibile raggiungere grandi obiettivi”.

Entusiasta della partecipazione di molti al progetto, e certo che le donazioni proseguiranno, il presidente di Ampio Raggio ringrazia e afferma: “Siamo una giovane associazione ma con tanta voglia di crescere e per farlo abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Ciò che facciamo non sarà mai abbastanza, ma speriamo possa regalare attimi di spensieratezza a chi vive una quotidianità molto difficile…amor omnia vincit!!!!”.

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Fonte e foto: Ampio Raggio

EUNAVFOR Atalanta: la FREMM Margottini è flagship dell’operazione antipirateria nel Corno d’Africa

“Oggi a Gibuti – fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno – la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) ‘Carlo Margottini’ ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione ‘EUNAVFOR Atalanta’, ruolo che manterrà sino al prossimo 5 agosto. Il capitano di vascello Simone Malvagna ha assunto il ruolo di Force Commander dell’intera forza navale cui partecipano diversi Paesi dell’Unione Europea”.

L’operazione EUNAVFOR Atalanta, decisa dal Consiglio Europeo nel 2008, è la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria nell’area del Corno d’Africa (Mar Rosso, Golfo di Aden e bacino somalo) che continuano a rappresentare una minaccia per la libertà di navigazione del traffico mercantile e, in particolare, per il trasporto degli aiuti umanitari del World Food Program.

Tra i compiti di questa operazione, ricorda il comunicato, rientrano anche le attività Local Maritime Capacity Building (LMCB), ovvero addestramento a favore delle forze armate e di polizia locali, per permettere loro di sviluppare e trasmettere le conoscenze necessarie a operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite, tra le quali la pirateria.

La fregata Margottini, che partecipa per la prima volta alla missione Atalanta, è la terza unità FREMM consegnata alla Marina Militare il 27 febbraio 2014 in versione antisommergibile ed è allestita con sistemi d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile, spiega lo stato maggiore della Difesa.

Partita il 20 febbraio scorso dal porto di La Spezia, prima di dirigersi verso l’area di operazioni di Atalanta ha compiuto una campagna navale nel Mar Arabico e nel Golfo Persico, finalizzata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali e avviare relazioni con nuovi potenziali partner dell’Italia, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.

Durante la campagna, nave Margottini ha inoltre rappresentato la Marina Militare alla Doha International Maritime Defence Exhibition & Conference (DIMDEX 18) in Qatar.

Nei prossimi mesi, durante le soste nei vari porti, l’equipaggio di nave Margottini sarà impegnato anche in attività CiMiC (Civilian and Military Cooperation), allo scopo di fornire supporto alle popolazioni locali.

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Fonte e foto: PI SMD

Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME