Sicurezza

È l’indecisione politica il maggior rischio per i militari

By Gen Vincenzo Santo

Mettiamo subito una cosa in chiaro. Gli Stati Uniti sono in guerra con l’Iran dal 1979. Precisamente dal 4 novembre di quell’anno, quando un gruppo di iraniani, pare fossero studenti, irruppe nell’ambasciata americana a Teheran prendendone in ostaggio 52 diplomatici. E fu un atto di guerra il tentativo maldestro di liberarli sotto l’amministrazione Carter; l’operazione Eagle Claw (artiglio dell’aquila) infatti fallì miseramente. Ma l’ostilità, aperta o meno, è continuata su vari dossier, da Israele al nucleare, e a oggi nessuno può veramente prevedere come andrà a finire.

Ciononostante, sulla morte del generale iraniano, qualche considerazione iniziale merita di essere fatta. Proprio all’osso, del tipo domanda e risposta. Domanda: Soleimani rappresentava un rischio per gli USA? Risposta: sì, messo a capo di un’organizzazione che pasceva terroristi della sponda sciita, e forse non solo, incluso Hezbollah. Domanda: un rischio per gli USA è anche un rischio per i suoi alleati? Risposta: altamente probabile. Domanda: andava quindi eliminato? Risposta: certo, prima o poi a costo di farne un martire. Domanda: perché prima o poi? Risposta: perché esistono delle priorità dettate dalla necessità di rispettare i tempi suggeriti dalla pazienza strategica, per cui sarebbe stato importante porsi qualche altra domanda, da parte di Trump e dei suoi: saremo in grado di gestire le conseguenze per noi e per gli alleati e, quindi, per la stabilità dell’Iraq e di tutta la regione? E siamo certi che il Parlamento iracheno non voti una mozione secondo la quale ci chiederanno di lasciare il paese? È già accaduto!

Io non so se si siano posti questo interrogativo e, in caso affermativo, che cosa si siano detti. L’impressione che ne ricavo è che temo che abbiano accelerato la curva della spiralizzazione senza essere preparati a sufficienza. Ma ipotizzo anche che l’uccisione possa aver costituito una sorta di trappola contro l’Iran per intraprendere un percorso senza ritorno, allo scopo di bloccare, una volta per tutte, i progressi verso il nucleare militare da parte di Teheran. Hanno quindi calcolato il rischio di un’accelerazione. Rischio calcolato.

Poi, infatti, si scoprirà che hanno preparato tutto per un possibile conflitto “regionale”. Del resto, cosa ne sappiamo realmente di quanti soldati americani siano schierati nel Golfo o di quanti assetti aerei? Si può a malapena scoprire che da quelle parti la USS Truman (Carrier Strike Group 75), con tutta la sua potenza di fuoco, ha appena sostituito quello della Lincoln (CSG 72) e che la US Bataan (Amphibious Ready Group – LHD 5), con la sua Marine Expeditionary Unit, potrebbe essere già nel Mar Rosso.

Ma il resto, ovviamente, è nell’ombra.

Gli americani non ci dicono quello che stanno per fare, figuriamoci se ci dicono quello che pensano. Facendo bene attenzione al fatto che non tutto quello che viene detto è ciò che si pensa realmente; così come quello che si pensa non è detto che venga tutto o anche solo in parte comunicato. Gioco di parole? Forse, ma in questo sta la differenza tra politica estera e affari esteri.

Le esternazioni di ogni tipo, con minacce di vendetta e ritorsioni da destra e da sinistra, fanno parte del gioco. Così come conta poco la scenografia dei funerali e le grandi manifestazioni di protesta.

Altra domanda: cadrà Teheran in questa supposta trappola? Risposta: tutto è possibile, ma se l’obiettivo strategico per gli ayatollah è quello di dotarsi dell’armamento nucleare è probabile di no; anche se la dichiarazione che procederanno all’arricchimento dell’uranio di per sè è una forte provocazione. Provocazione che tuttavia non cambia l’attività sul campo, dato che dubito che gli iraniani non lo stessero comunque portando avanti.

Poi, tutto può invece accadere e il contrario di tutto. Paura, interessi e senso dell’onore, tutti questi parametri individuati da Tucidide, o solo uno di essi, il senso dell’onore, possono tradire una facile logica. Paradossalmente, smaltita la rabbia, li potremmo trovare persino a ricontrattare un diverso accordo sul nucleare.

Dopo l’uccisione di Soleimani, la nostra stampa nazionale si è scatenata lungo due principali filoni. Il primo, alla ricerca di analisti di ogni tipo che potesse garantire a ciascuna testata di darle il numero vincente, cioè imbroccare la previsione di un conflitto imminente. Come al Superenalotto. Il secondo, con l’adozione del solito approccio paternalistico per il destino delle nostre truppe schierate nell’area: che rischi corrono i nostri ragazzi? Ragazzi, poi! Odioso termine da affibbiare a professionisti persino già avanti con l’età.

Riparliamo di rischio? Ma i militari sono addestrati e pagati per affrontare situazioni di rischio. Occorre solo vedere se quel rischio sia stato calcolato all’inizio di ogni operazione e ricalibrato periodicamente in funzione dell’evoluzione di una minaccia. Quindi, è stata mai fatta un’analisi del rischio? Se la risposta è no, allora già adesso – forse anche ieri – Ministro della Difesa, degli Esteri, Capo di Stato Maggiore della Difesa e Comandante del COI devono andare a casa. Se invece lo si è fatto, significa che si è accettato un grado di rischio per il quale, volendolo mitigare, va preparato per tempo un piano di contingenza, per esempio un’evacuazione.

Semplice, direbbe Clausewitz, anche se non facile, lui riconoscerebbe.

Tuttavia, va sgombrato il campo da qualsiasi dubbio che noi non si sia nella mischia sino al collo e non che, solo perché “italiani”, brava gente e pizzaioli, non abbiamo nulla a che fare con gli americani e, pertanto, si sia fuori da ogni possibile ritorsione iraniana. Se si è alleati lo si è anche nel rischio di essere attaccati persino ove si tentasse di prendere le distanze con comunicati risibili e con parole dolci.

Infatti, ricoprire un ruolo “non combattente”, in un conflitto non garantisce dal non essere attaccato. Mi viene in mente la buonanima di quell’italiano che, imbarcato come cuoco sulla USS Arizona, affondata dai giapponesi alle Hawaii, morì di primo mattino mentre preparava la colazione ai propri commilitoni, molti dei quali “combattenti”. Vado oltre, solo il fatto che si ospitino basi americane sul proprio suolo non esclude di poter rappresentare comunque un valido obiettivo. Anche per gli iraniani, se ne avessero possibilità e volontà!

Il problema vero è chiedersi, cari commentatori dei fatti, quali siano gli obiettivi strategici e che cosa ne stiamo ricavando in termini concreti, per cui abbiamo deciso di inviare tanta gente in giro per il mondo, disseminata in una decina di realtà operative. Cioè, in parole poverissime, che cosa ce ne sta venendo in tasca, dato che i costi li paghiamo noi?

E soprattutto, infine, considerati tutti questi impegni, molti dei quali a mio avviso esulano dal diretto interesse nazionale, siamo in grado di presentarci con le forze necessarie e con una tale determinazione da salvaguardare un nostro diretto interesse nazionale, come ritengo si debba fare già oggi per la Libia? O speriamo sempre che qualcuno ci indichi un tavolo di dialogo e magari anche che ci porga una sedia, se ce ne sono abbastanza?

È troppo facile e persino irresponsabile predicare una posizione attendista che, secondo le parole di [Luigi] Di Maio (da un suo tweet), è la sola che garantisca di non rischiare “… morte, terrorismo, ondate migratorie insostenibili …”, come se la storia non avesse insegnato l’esatto contrario. Frasi come “… stiamo facendo e faremo il possibile per garantire la sicurezza dei nostri militari, in raccordo con alleati e partner …”, rilasciate a Repubblica dal nostro [Giuseppe] Conte, dicono solo una cosa: non so che pesci prendere.

Sono queste non-convinzioni che generano incertezza sul ruolo da ricoprire per chi opera in ambienti a rischio e sono su queste non-convinzioni che i professionisti della stampa dovrebbero porsi degli interrogativi.

È l’interesse nazionale che conta, il rischio è inevitabile ed è sempre accettabile se calcolato!

Pertanto, infine, se proprio bastassero solo un tavolo e qualche sedia, è assolutamente inutile comprare navi, aerei o altro. Accontentiamoci solo di pattugliare strade, guardare qualche portone, raccogliere alcuni migranti per mare, fare qualche volo dimostrativo e tappare le buche romane.

Cioè, usciamo dalla storia!

Gen Vincenzo Santo

Foto: Soleimani nella combo di Huffpost

Il SSSD Angelo Tofalo apre i lavori di Cybertech Europe 19: emerso aumento attacchi cyber

Questa mattina, 24 settembre, a Roma, il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) Angelo Tofalo ha aperto i lavori di Cybertech Europe 2019, la kermesse internazionale organizzata in collaborazione con Leonardo, dedicata alla sicurezza cibernetica e ad altri temi chiave quali il 5G, la blockchain, l’intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica e la sicurezza hardware.

Ne ha dato notizia il suo addetto alla comunicazione con un comunicato stampa di oggi stesso.

Nel suo intervento Tofalo, già presente all’apertura dell’edizione dello scorso anno, ha richiamato l’importanza del ruolo della Difesa nell’ambito della sicurezza del quinto dominio, quello cibernetico.

“In questo settore l’Italia sta facendo notevoli passi avanti e la Difesa è uno dei principali attori del Sistema Paese sotto l’attenta guida della Presidenza del Consiglio”, ha detto il Sottosegretario, evidenziando che il Dicastero “all’inizio del 2019 ha avviato un processo per armonizzare e rendere più efficiente ed efficace la propria struttura Information Communication Technology (ICT). Maggiore sicurezza, fruibilità dei dati, processi decisionali più snelli e velocità di reazione sono le caratteristiche del nuovo progetto che, molto presto, prenderà vita”. 

Nel corso della conferenza sono emersi i risultati degli studi di settore che evidenziano un preoccupante aumento degli attacchi cibernetici gravi, stimato dieci volte maggiore rispetto all’anno precedente, si apprende.

“L’Italia ha fatto significati passi in avanti in ambito cyber e si afferma protagonista nella creazione di un ecosistema di governance e di responsabilità comune e condivisa a livello globale in cybersecurityha detto Tofalo – In tale ottica uno sforzo senza precedenti è stato fatto dal governo approvando un decreto legge che introduce disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”.

Per Tofalo, “il ruolo delle istituzioni pubbliche è fondamentale. Altrettanto lo sono gli attori privati. L’Industria della Difesa, infatti, ha un ruolo strategico per il Paese.”

Fonte: Magg Rizzo, Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Embedded in aree di crisi ma anche in operazioni dual-use con l’Esercito: i nuovi corsi del Centro Studi Roma 3000

Sono aperte le iscrizioni online ai nuovi corsi del Centro Studi Roma 3000, ente no profit – presieduto da Alessandro Conte – impegnato da anni nello studio delle dinamiche di politica internazionale delle aree di crisi con particolare attenzione ai temi della sicurezza, della difesa e dei flussi migratori.

I nuovi corsi di prossimo avvio sono dedicati non solo a giornalisti e operatori civili delle organizzazioni di volontariato e soccorso, ma anche a beneficiari del bando Torno Subito della Regione Lazio.

Nel dettaglio si apprende dal sito web del Centro, i corsi che si concentreranno nel periodo di fine giugno – inizio luglio 2019 sono: “Operare embedded e comunicare in operazioni dual use dell’Esercito; “Culture awareness e leader engagement in aree di crisi”; “Workshop, introduzione all’attività in aree di crisi”; mentre i Progetti di formazione riservati al progetto Torno Subito della Regione Lazio presentano due percorsi formativi specifici per chi vuole affrontare un percorso lavorativo o di volontariato all’estero con organizzazioni internazionali o per supportare attività no-profit in aree di crisi o a rischio: “Operatore civile in aree di crisi per attività di volontariato o lavorativa” ( durata 240 ore , sede L’ Aquila); “Analista di rischio internazionale per le organizzazioni no-profit e per le aziende” (durata 120 ore, sede L’ Aquila).

La Summer School è incentrata sulla formazione di base di carattere teorico pratico per Operatore in aree di crisi.

I corsi sono a numero chiuso, le iscrizioni si chiudono il 1° giugno.

Tutte le informazioni al link http://www.europeansafetyacademy.it/corsi/

Fonte e foto: Centro Studi Roma 3000 European Safety Academy

Sicurezza, SSSD Tofalo oggi al Cybersecurity Summit 2019 di Milano e domani a Monaco per ministeriale Eurofighter

“In campo Cyber la Difesa è tra i Dicasteri più avanti in termini di tecnologia e soprattutto di professionalità specializzate, ha dichiarato il Sottosegretario di Stato (SSSD) alla Difesa Angelo Tofalo al Cybersecurity Summit 2019 in corso oggi, 22 maggio, a Milano.

“Stiamo lavorando per far sì che, all’interno dell’architettura Cyber della Difesa, il Comparto diventi sempre più adeguato ad affrontare la minaccia e sempre più resiliente. Stiamo creando un modello virtuoso per metterlo a disposizione di tutta la Pubblica Amministrazione”, ha quindi proseguito il Sottosegretario, come riporta un comunicato odierno del suo addetto stampa.

Nel suo intervento il sottosegretario Tofalo evidenzia che “per aumentare la sicurezza del Sistema Paese è necessario intervenire a 360 gradi dando una forte spinta ai modelli formativi con nuove proposte di metodologie e di programmi, investendo quindi in formazione e informazione e defiscalizzando i costi della sicurezza cibernetica per i privati, istituzionalizzando i processi di sicurezza”.

Al Summit, organizzato da The Innovation Group, erano presenti rappresentanti di grandi e piccole aziende, del mondo accademico e delle Istituzioni, si legge dal comunicato: “Ciò ha permesso – ha concluso Tofalo – di fare il punto sull’odierno stato di maturità della sicurezza cibernetica del Paese, analizzato le nuove minacce, condiviso esperienze per creare ambienti sempre più sicuri”.

Il Sottosegretario Tofalo domani sarà a Monaco per il meeting ministeriale Eurofighter assieme ai colleghi di Spagna, Regno Unito e Germania, si apprende.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa, il SSSD on Tofalo da Washington alla Silicon Valley per “consentire ai nostri ricercatori, alle startup e alle PMI di spiccare il volo”

“In questi giorni ho avuto importanti incontri con le Autorità statunitensi e le maggiori realtà industriali del posto”, ha scritto il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo, che da Washington è giunto in California dove nella Silicon Valley ha in programma di incontrare aziende e startup americane e italiane.

È il suo addetto stampa a riportare quanto comunicato dal Sottosegretario sui canali social.

“Al centro degli argomenti – ha proseguito l’on Tofalo – la sicurezza cibernetica e le future tecnologie. In Villa Firenze, la nostra Ambasciata a Washington, abbiamo mostrato ai nostri alleati il ‘Sistema Paese Italia Cyber’. Una delegazione trasversale composta dalla Presidenza del Consiglio, dal Ministero della Difesa, dal Ministero della Sviluppo Economico e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale”.

“Solo realizzando azioni di sistema l’Italia può accrescere la sua credibilità internazionale e valorizzare le eccellenze che devono sedere ai tavoli in cui si progettano gli standard tecnologici del futuro”, ha evidenziato il sottosegretario Tofalo, che intende sentire “dalla voce di chi ha vissuto e stimolato la rivoluzione digitale degli ultimi 15 anni in che modo è possibile creare le condizioni per consentire ai nostri ricercatori, alle startup e alle PMI di spiccare il volo”.

Per l’on Tofalo “Il settore dell’innovazione, ovvero della realizzazione di idee ad alto impatto tecnologico, ha bisogno di una continua evoluzione dei modelli economici e organizzativi per essere concretamente sostenuto.”

E aggiunge: “Questo Governo ha l’ambizione di riportare al centro le idee degli italiani e per costruire piattaforme di supporto efficaci dobbiamo comparare i sistemi operativi in giro per il mondo. La Silicon Valley è uno di questi luoghi.”

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo, Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario di Stato alla Difesa, on Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa: il SSSD on Tofalo a Washington incontra rappresentanti governo USA sul tema della sicurezza cibernetica

“Difesa e Sicurezza sono i principali temi nell’agenda” del Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Angelo Tofalo, in questi giorni a Washington per incontrare i rappresentanti del Governo degli USA, fa sapere il suo addetto stampa con un comunicato odierno.

Nella sede del National Cybersecurity and Communications Integration Center (NCCIC), struttura preposta alla difesa delle infrastrutture critiche statunitensi da eventuali attacchi cibernetici, il sottosegretario Tofalo è stato ricevuto dal Vicesegretario Thomas Mc Dermott.

“È evidente l’importanza che viene attribuita alla sicurezza cibernetica – ha evidenziato l’on Tofalo – Dobbiamo tutti essere consapevoli che la minaccia cyber è crescente e sempre più pervasiva e che ciascun Paese è un potenziale bersaglio. Simulazioni eseguite da specialisti hanno stimato che un attacco a una infrastruttura critica potrebbe determinare danni a cose e persone ben più gravi di quelli causati da un conflitto bellico. È indispensabile farsi trovare pronti.”

Dalla sicurezza cyber a quella più propriamente definita “tradizionale” che viene assicurata dagli uomini sul terreno: al Pentagono il sottosegretario Tofalo ha incontrato il Vice Sottosegretario alla Difesa per la Politica, David J. Trachtenberg, con il quale ha parlato dell’attuale scenario geopolitico e dell’impegno nei principali teatri internazionali.

“Particolare attenzione è stata dedicata alla stabilità dei paesi che rappresentano un fattore cruciale per la sicurezza”, conclude il comunicato stampa.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa, il SSSD on Tofalo: “potenziare modello di difesa cibernetica”. Parte il Gruppo di Progetto Cyber

“L’obiettivo è quello di sviluppare un’architettura di difesa cibernetica che possa divenire un modello virtuoso da esportare poi anche in tutta la Pubblica Amministrazione”, ha affermato ieri, 27 febbraio, il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo alla prima riunione del Gruppo di Progetto C5ISR, costituito con Decreto del Ministro della Difesa, dottoressa Elisabetta Trenta, del 21 gennaio 2019, fa sapere con un comunicato stampa l’addetto alla comunicazione del SSSD.

“In materia cyber – ha poi sottolineato l’on Tofalo – la Difesa è il dicastero più avanti per quanto riguarda know how ed expertise”.

“In questo primo incontro è emerso il bisogno e l’intento comune di lavorare al fine di migliorare il modello di gestione e difesa del dominio cibernetico nell’ambito del Dicastero – ha evidenziato il Sottosegretario – Sono certo che grazie alle elevatissime capacità e competenze già presenti all’interno del Comparto Difesa, questo lavoro risulterà un moltiplicatore del potenziale esprimibile.”

Il tavolo di lavoro è stato concepito per costruire, insieme alle più importanti componenti dello Stato Maggiore della Difesa e delle singole Forze Armate, un percorso utile all’ottimizzazione e alla razionalizzazione delle competenze e dei flussi di informazione relativi all’amministrazione del dominio cibernetico, spiega il comunicato.

Il Gruppo di Progetto, posto alle dirette dipendenze del sottosegretario Tofalo, è guidato dall’Ammiraglio Ruggiero Di Biase, che coordinerà un team interforze di specialisti impegnati nella redazione di una proposta organica per favorire la riorganizzazione, già in atto, nel settore cibernetico all’interno della struttura della Difesa.

Il Gruppo predisporrà quindi le linee di indirizzo politico volte a individuare i margini di sviluppo per definire in modo armonico e omogeneo tutti gli aspetti relativi al dominio cibernetico e, più in generale, in materia di Information and Communication Technology (ICT), Comando e Controllo e Cyber Security, unitamente ai collegamenti/relazioni con la componente Intelligence, Surveillance Reconnaisance (ISR), conclude il comunicato stampa.

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa: il SSSD on Tofalo all’IDEX2019 di Abu Dhabi pensa a una fiera annuale a Milano

“L’Italia ha tante realtà altamente competitive che non hanno nulla da invidiare alle altre nazioni. Sono qui per sostenere le nostre eccellenze della difesa affinché possano esser superati i gap e gli ostacoli per affermare il “made in Italy” nel mercato internazionale”, ha affermato il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ad Abu Dhabi, dove è iniziata la 14esima edizione di IDEX2019 (International Defence Exhibition), una delle esposizioni biennali dell’industria della Difesa più importanti del Medio Oriente e Nord Africa, ricorda l’addetto stampa del Sottosegretario nel comunicato stampa del 18 febbraio con cui dà notizia della visita negli Emirati.

“Anche questo – ha proseguito l’on Tofalo – vuol dire fare politica, quella buona, e gli interessi dell’Italia. Le nostre aziende sono nodi strategici del Sistema Paese e motore dell’economia nazionale”.

“Come al solito ho un’agenda fitta di attività e andrò di corsa, senza sosta, per visitare tutti gli stand che espongono il Tricolore e incontrare le principali Autorità di vertice emiratine. IDEX rappresenta infatti una grande opportunità per stabilire e rafforzare cooperazioni con i principali attori dell’area. Un’occasione che dobbiamo sfruttare al massimo”, spiega Tofalo. “In questo settore, quando viene a crearsi un bisogno, accade che tanti competitor siano pronti a inserirsi e affermare le proprie tecnologie e prodotti”.

Il Sottosegretario ha evidenziato che “Si sente forte l’esigenza e inizieremo a pensare, con le aziende italiane, a una grande fiera sull’Industria della Difesa, magari a Milano, con cadenza annuale per costruire insieme il Sistema Paese”.

Nel corso della visita il sottosegretario Tofalo ha avuto la possibilità di incontrare e parlare con Mohammed bin Zayed Al Nahyan, il Principe erede dell’Emirato di Abu Dhabi, e il delegato per il Ministero della Difesa.

Quest’anno sono presenti a IDEX2019 oltre 1.300 aziende, numero in aumento rispetto all’ultima edizione, che occupano una superficie espositiva di quasi 170.000 metri quadrati, conclude il comunicato.

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Il SSSD on Tofalo nella sede operativa della Protezione Civile: asset strategico ed esempio virtuoso

“Asset strategico ed esempio virtuoso del Sistema Paese Italia”: è questa la definizione che il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha dato della Protezione Civile.

“Sono i nostri angeli custodi che lavorano in silenzio e vigilano costantemente per la nostra sicurezza fisica mettendo in capo altissime competenze e conoscenze tecniche scientifiche” ha proseguito l’on Tofalo in visita alla sede operativa della Protezione Civile, dove è stato accolto dal Capo Dipartimento, dottor Angelo Borrelli, e dal Direttore ufficio promozione e integrazione del servizio nazionale, dottor Agostino Miozzo.

“Qui non si fa burocrazia, si agisce e si prendono decisioni in pochissimo tempo”, ha voluto sottolineare il sottosegretario Tofalo nel corso della visita secondo quanto riportato dal comunicato stampa del 14 febbraio del suo addetto alla comunicazione.

Il Sottosegretario, che “da diversi anni segue con attenzione ed estremo interesse l’operato della Protezione Civile”, ha voluto poi ringraziare tutti gli uomini e le donne del Dipartimento che “operano 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, con tanta competenza, sensibilità e passione.”

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario di Stato alla Difesa On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Cyber: il SSSD on Tofalo e il presidente di Microsoft Brad Smith su Democrazia digitale e Sicurezza organizzato da IAI

“Non possiamo sottrarci da quelli che sono i rischi della digitalizzazione, dobbiamo ridurli puntando prima di tutto sulla formazione e sull’informazione: i primi strumenti che assicurano al Paese un adeguato livello di sicurezza”, ha dichiarato ieri, 13 febbraio, il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo alla conferenza “Democrazia digitale: la protezione dei cittadini nell’era dei big data” alla presenza di Brad Smith, Presidente di Microsoft, si apprende oggi dall’addetto stampa del Sottosegretario.

L’evento, organizzato dall‘Istituto Affari Internazionali (IAI) in collaborazione con Microsoft, si prefissava l’obiettivo di “far progredire la conoscenza di queste tematiche in un contesto italiano, anche in una chiave di maggior posizionamento strategico del sistema Paese”, scriveva lo stesso Istituto dal suo sito web.

Per il sottosegretario Tofalo “La democrazia digitale è come una marea che sta salendo in tutto il mondo e noi dobbiamo sovrastarla, navigarla, senza farci travolgere dalla sua forza. La generazione di ‘nativi digitali’ ogni giorno si confronta con i cosiddetti ‘immigrati digitali’ che hanno imparato a utilizzare le tecnologie digitali in età adulta. Per far sì che si possa continuare a comunicare, e soprattutto a capire e farci capire, l’alfabetizzazione digitale deve diventare una priorità.”

E conclude: “A questo deve necessariamente aggiungersi un’azione sinergica tra i Parlamenti sovrani e i giganti dei big data per definire regole internazionali e globali.”

Il sottosegretario Tofalo interverrà domani alla sessione di chiusura dei lavori della terza edizione di Itasec19, conferenza italiana sulla cyber security organizzata dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica in collaborazione con il CNR, conclude il comunicato stampa.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo