COMISAF

Afghanistan, RC- ISAF: visita del COMISAF gen Dunford alle ANSF, da un mese responsabili di pianificazione e condotta operazioni sicurezza nella regione

Il comandante dell’International Security Assistance Force (COMISAF), generale statunitense Joseph F. Dunford, si è recato in visita ieri presso il Regional Training Center (RTC) e l’Operation Coordination Center-Regional della regione ovest dell’Afghanistan, area di responsabilità italiana del Regional Command-West (RC-W) su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Accolto presso l’aeroporto militare della base di Camp Arena dal generale di brigata Ignazio Gamba, il COMISAF si è recato dapprima presso il Regional Training Center, il centro di addestramento delle Afghan National Security Forces (ANSF), e, successivamente, presso l’Operation Coordination Center-Regional, il loro centro di coordinamento delle operazioni, dove ha potuto verificare di persona gli enormi progressi fatti dalle forze di sicurezza afgane che dallo scorso 18 giugno hanno assunto la piena leadership nella pianificazione e condotta delle operazioni di sicurezza nella regione ovest.

Prima di ripartire per far ritorno a Kabul, il generale Dunford ha espresso il proprio plauso per l’ottimo lavoro svolto dai militari del contingente multinazionale, sottolineando come il loro delicato compito nell’attuale fase del processo di transizione (transition, o inteqal in lingua locale) sia di fondamentale importanza per il pieno successo della missione ISAF.

Articoli correlati:

Il COMISAF gen Dunford in Paola Casoli il Blog

RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Il processo di transizione di ISAF (transition, inteqal) in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF, Herat: visita del COMISAF gen Dunford

Il comandante dell’International Security Assistance Force (COMISAF), generale statunitense Joseph F. Dunford, ha visitato stamane, 29 aprile, il Regional Command West (RC-W) di Herat, il comando multinazionale a guida italiana che dal 24 marzo scorso è passato sotto la responsabilità della brigata alpina Julia alla guida del generale Ignazio Gamba, per verificare lo stato delle operazioni nella regione ovest dell’Afghanistan.

Accolto presso l’aeroporto di Herat dal comandante di RC-W, generale Gamba, il generale Dunford si è subito trasferito presso la base di Camp Zafar, dove ha incontrato il comandante del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano, generale Taj Mohammad Jahed, per fare un punto di situazione sul livello di efficienza operativa delle Afghan National Security Forces (ANSF, le forze di sicurezza nazionali) stanziate nella regione, nonché sulle possibili carenze capacitive da colmare per renderle completamente autonome entro il termine della missione ISAF, fissato per la fine del 2014.

Prima di ripartire per Kabul, il comandante di ISAF ha incontrato i Military Advisor Team italiani, i MAT, che svolgono il ruolo di consiglieri presso il 207° corpo d’armata e la 1ª brigata dell’esercito afgano, sottolineando come il loro delicato compito nell’attuale fase del processo di transizione sia cruciale per il pieno successo della missione della coalizione internazionale.

Articoli correlati:

Il COMISAF generale Joseph Dunford in Paola Casoli il Blog

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

I MAT in Paola Casoli il Blog

Il processo di transizione di ISAF (transition, inteqal) in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Il CaSMD amm Binelli Mantelli in visita ai militari italiani di ISAF a Kabul e a Herat: “testimonianza di apprezzamento dell’Italia in momento delicato”

Si è svolta ieri a Kabul la visita del Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ai militari italiani impegnati nell’operazione ISAF (International Security Assistance Force) con sede nella capitale afgana.

Accompagnato dal comandante del Comando operativo di vertice interforze (COMCOI), il generale Marco Bertolini, l’ammiraglio Binelli Mantelli è atterrato all’aeroporto internazionale di Kabul, dove è stato accolto dal generale Giorgio Battisti, Capo di stato maggiore della missione ISAF e Italian Senior National Representative.

Dopo un incontro con il personale nazionale che opera nel comprensorio dell’aeroporto, a cui il CaSMD ha indirizzato parole di elogio per l’alta qualità del lavoro che stanno svolgendo, la delegazione ha raggiunto il quartier generale dell’Alleanza Atlantica nella capitale afgana, dove è stata ricevuta dal generale dei marines Joseph Dunford, da poco nominato comandante di ISAF.

L’ufficiale statunitense ha espresso grande soddisfazione per l’opera profusa e per i brillanti risultati ottenuti dalle Forze Armate Italiane impegnate in ISAF. Contributo che, ha sottolineato il generale Dunford, per la quotidiana dedizione e l’elevata professionalità con cui è fornito è presupposto indispensabile per il successo della missione di supporto al governo afgano, con particolare riferimento alla delicatissima fase di transition, o transizione (inteqal, in lingua locale), in corso.

L’ammiraglio Binelli Mantelli si è poi intrattenuto con i militari italiani in servizio al comando ISAF. “La mia visita odierna – ha detto il CaSMD – è un atto doveroso. In questo particolare e delicato momento, voglio testimoniare la vicinanza e l’apprezzamento da parte della Nazione e delle Forze Armate a voi tutti che offrite il vostro quotidiano contributo alla stabilità di questo angolo di mondo. Questa è senza dubbio una delle missioni più impegnative mai condotte dalle Forze Armate Italiane e la serietà e la professionalità da voi profuse, peraltro riconosciute giorni orsono anche dal Segretario alla Difesa americano Leon Panetta, sono di fondamentale importanza per l’immagine del nostro Paese nel mondo”.

L’ammiraglio Binelli Mantelli si è poi recato presso il ministero della Difesa afgano dove ha avuto uno scambio di idee con il Capo di stato maggiore della Difesa afgano, generale Sher Mohammed Karimi, sulla situazione operativa e su alcune iniziative di collaborazione militare a sostegno delle Forze Armate Afgane, che stanno assumendo un ruolo sempre di maggior peso nel processo di stabilizzazione e transizione del paese.

Prima di lasciare Kabul alla volta di Herat, sede del Comando NATO della Regione Ovest a guida italiana, il Regional Command-West su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, l’ammiraglio Binelli Mantelli ha incontrato l’ambasciatore italiano in Afghanistan, Luciano Pezzotti, con cui si è intrattenuto sui rapporti diplomatici dell’Italia con la repubblica asiatica e sullo stato della cooperazione.

Articoli correlati:

Il CaSMD ammiraglio Binelli Mantelli in Paola Casoli il Blog

Il COMISAF generale Dunford in Paola Casoli il Blog

Il COS di ISAF generale Giorgio Battisti in Paola Casoli il Blog

La transition in Paola Casoli il Blog

L’RC-W di ISAF in Paola Casoli il Blog

La brigata Taurinense in Paola Casoli il Blog

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa; PAO It SNR C.le Sorgente

Il generale Allen, ex comandante di ISAF, lascia la NATO per stare a fianco della moglie malata

Avrebbe dovuto diventare il capo delle forze NATO in Europa, prendendo il posto dell’uscente ammiraglio James Stavridis, e assumere il ruolo di SACEUR a Shape, in Belgio.

Invece ha rassegnato le dimissioni dalla vita militare, preferendo ritirarsi alla vita privata. Esce così di scena il più longevo comandante di ISAF, la decennale missione NATO in Afghanistan. Dopo 19 mesi passati a Kabul, superando anche lo scandalo a sfondo sessuale che ha coinvolto in pieno il generale Petraeus, il marine John R.Allen lascia le stellette e, con queste, anche il prestigioso incarico in ambito europeo.

Le sue dimissioni sono state accettate dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha acconsentito a concedere all’ex COMISAF di “curare le questioni di salute nell’ambito della sua famiglia”. Niente di più è stato specificato in proposito dal presidente Obama, mentre il generale Allen ha chiarito in separata sede che il suo obiettivo è quello di stare a fianco della moglie Kathy, come fa sapere il Guardian, citando in proposito il Washington Post che riferisce di problemi di salute cronici della signora Kathy, una combinazione di disordini autoimmunitari.

“I motivi della mia decisione sono personali – ha spiegato il generale Allen – non è stata una decisione affrettata, ma dopo attenta considerazione sono giunto alla conclusione che questa era l’unica scelta che potessi fare”.

“Anche se non entro nei dettagli – ha continuato l’ex COMISAF, riportato dal Guardian – il mio primo pensiero è la salute di mia moglie, che ha sacrificato tanto e per tanto tempo. Per più di 35 anni la mia amata Kathy mi è stata devotamente a fianco, consentendomi di servire il mio paese”.

Dopo una riflessione al lungo tempo passato lontano da lei e dalle due figlie, il generale Allen ha dichiarato che “ora è giunto il mio turno di stare al loro fianco ed essere presente nel momento in cui hanno più bisogno di me”.

Ancora non è noto, intanto, quale sarà il successore del SACEUR uscente James Stavridis.

Fonte: The Guardian

Foto: The Guardian

Afghanistan, cambio al vertice di ISAF NATO: il generale Allen lascia il comando al collega Dunford. Le foto

Il generale dei Marines americani Joseph F. Dunford Jr ha assunto ieri il comando della missione NATO ISAF in Afghanistan dal generale dei Marines americani John R.Allen.

La cerimonia del cambio di comando ha avuto luogo ieri, 10 febbraio, nel quartier generale di ISAF a Kabul, capitale dell’Afghanistan. Vi hanno presenziato alti ufficiali afgani, NATO e statunitensi, tra cui il generale tedesco Hans-Lothar Domröse, comandante dell’Allied Joint Force Command di Brunssum; il generale dell’esercito statunitense Martin E. Dempsey, chairman del Comitato dei Capi di stato maggiore; il generale dei Marines James N. Mattis, comandante dello U.S. Central Command.

Il generale Dunford ha fornito una visione di continuità nell’opera iniziata a vantaggio dell’Afghanistan. “Quello di oggi non è un cambiamento, ma una continuazione”, ha sottolineato il nuovo comandante di ISAF (COMISAF), spiegando che ha tutta l’intenzione di sfruttare lo slancio della campagna in corso e di continuare nel sostegno agli afgani fino a quando non saranno in grado di lavorare autonomamente per un futuro più favorevole.

I due generali, che si sono avvicendati al vertice della decennale missione NATO in Afghanistan, appartengono entrambi al corpo dei Marines e sono amici da 35 anni.

Il nuovo COMISAF ha servito precedentemente come vicecomandante del Corpo dei Marines; come vicecomandante della 1st Marine Division; come direttore delle Operations Division, Plans, Policies and Operations del comando del Corpo dei Marines, HQMC; come vicecomandante per i Piani, le Operazioni e la Policy; come generale comandante I MEF; infine comandandante del Marine Forces Central Command

Il generale Allen è rimasto al comando della missione ISAF per 19 mesi consecutivi. È il comandante più longevo negli undici anni della missione.

Sotto il suo comando le Afghan National Security Forces (ANSF), le forze afgane addestrate e cresciute sotto l’egida degli Alleati, hanno raggiunto quota 352mila unità fino a svolgere ora la maggioranza delle operazioni nel paese, creando così un forte baluardo all’insorgenza. Il generale Allen ha inoltre giocato un importante ruolo nella stabilizzazione dei rapporti con il vicino Pakistan, come ricorda la stessa NATO dal suo sito dedicato alla missione ISAF, scongiurando una vera e propria frattura dopo una serie di crisi nel 2011.

Articoli correlati:

Afghanistan, Petraeus passa il comando delle truppe alleate al collega John R.Allen (18 luglio 2011)

La missione ISAF in Paola Casoli il Blog

Le ANSF in Paola Casoli il Blog

Fonte: It SNR PAO; ISAF NATO

Foto: C.le Giusy Sorgente e Ten Col Stefano Sbaccanti/It SNR PAO

Afghanistan, RC-W ISAF: visita di commiato del COMISAF gen Allen. Foto

Ieri, 24 gennaio 2013, il comandante della International Security and Assistance Force (COMISAF), generale John R. Allen, si è recato presso il Regional Command-West (RC-W) di Herat, su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, per una  visita di commiato nell’approssimarsi della fine del suo mandato.

Nel corso della visita, l’alto ufficiale statunitense ha incontrato i vertici delle forze di sicurezza afgane presenti nella regione occidentale, insieme ai comandanti delle unità operative italiane, spagnole, statunitensi e lituane inquadrate nel comando multinazionale che fa capo al generale Dario Ranieri.

Nel suo discorso di commiato il generale Allen ha espresso la propria soddisfazione per la partnership tra l’RC-W e le forze locali della polizia e dell’esercito, attualmente impegnate nel processo di transizione della sicurezza in tutte le province della regione occidentale del Paese. Il comandante di ISAF ha sottolineato i progressi registrati nel campo della governance e dello sviluppo ottenuti grazie al lavoro congiunto sul fronte della sicurezza, dichiarando infine il proprio ottimismo per il futuro dell’Afghanistan e della regione.

Nella giornata precedente, la regione ovest era stata interessata anche dalla visita del Comandante del Joint Force Command – Brunssum della NATO,  il generale tedesco Hans-Lothar Domröse, il quale ha incontrato a Shindand i militari italiani della Transition Support Unit Centre, l’unità basata sul 3° reggimento alpini di Pinerolo comandata dal colonnello Andrea Bertocchi, per poi visitare la base aerea dove gli elicotteristi dell’aviazione afgana vengono addestrati da un team di advisor dell’Aeronautica Militare Italiana, comandati il colonnello Luciano Ippoliti.

Articoli correlati:

Il COMISAF gen Allen in Paola Casoli il Blog

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

La transition in Paola Casoli il Blog

Fonte: ISAF RC-W

Foto:  ISAF RC-W

Afghanistan, RC-W ISAF: alto rischio ma violenza sotto controllo nel settore italiano, il parere del sottosegretario Magri a Herat

È a Herat, a Camp Arena, dove ha sede il Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Garibaldi, che il sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri, in visita oggi  nell’area di responsabilità italiana in Afghanistan, ha potuto dichiarare che la situazione nel settore italiano, pur se ad alto rischio, è però sotto controllo.

Dopo l’allarme dei giorni scorsi per l’escalation di violenza in Afghanistan, a cui è seguito lo sdegno di ISAF e il monito del COMISAF, il generale John R.Allen, affinché il Mullah Omar fermi gli assassinii di civili in aree popolate, il sottosegretario italiano alla Difesa è giunto in visita a Herat a Ferragosto, dove ha potuto toccare con mano la situazione.

Accolto dal comandante dell’RC-W, generale Luigi Chiapperini, il sottosegretario si è recato nella base avanzata di Bala Murghab, per poi rientrare a Camp Arena. Ha portato il saluto del governo italiano a tutti i militari italiani impegnati nell’area nell’ambito della missione a guida NATO.

L’Italia ha circa 4mila uomini impiegati in Afghanistan. La maggior parte di loro è concentrata a Herat, nell’Afghanistan occidentale, mentre militari di staff sono impegnati a Kabul nell’ambito del quartier generale della missione. Entro l’anno in corso, è previsto il rientro in Italia di personale italiano dall’Afghanistan senza sostituzione nell’ottica di un piano di contrazione delle forze che si completerà nel 2014 e che è in corso con il processo di transizione.

Articoli correlati:

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Il processo di transizione di ISAF in Paola Casoli il Blog

Il sottosegretario Gianluigi Magri in Paola Casoli il Blog

Fonti: ISAF NATO, Ministero della Difesa

Foto: ministero della Difesa

Afghanistan, RC-W ISAF Herat: visita del COMISAF generale Allen a Camp Arena

Visita lampo oggi 2 maggio a Camp Arena a Herat, la base che ospita il Regional Command-West, RC-W, su base brigata bersaglieri Garibaldi al comando del generale Luigi Chiapperini, da parte del generale statunitense John R.Allen, comandante dell’International Security Assistance Force (COMISAF) in Afghanistan.

Il generale Allen è stato accolto dal comandante dell’RC-W, generale Luigi Chiapperini, che, nel corso di un briefing, ha fornito un aggiornamento informativo e operativo sulle principali operazioni in corso e future interessanti il settore a guida italiana, evidenziando il fatto che molti distretti della regione Ovest sono ormai  pronti per la transizione, o transition, cioè per il passaggio di responsabilità della sicurezza agli afgani.

Il generale Chiapperini ha messo in evidenza inoltre che Forze di Sicurezza afgane, ovvero esercito e polizia, coadiuvate dalle forze ISAF, sono in grado di pianificare e condurre operazioni in modo autonomo in molti dei distretti delle quattro province (Herat, Farah, Badghis e Gorh), posti attualmente sotto la responsabilità italiana.

Il COMISAF generale Allen ha dichiarato, lasciando Camp Arena, che alcune delle soluzioni adottate dall’RC-W nel campo della rule of law, del coordinamento con le forze di sicurezza afgane e della vicinanza alla popolazione locale sono risultate vincenti e saranno di esempio per  gli altri comandi regionali di ISAF.

Articoli correlati:

La transition in Paola Casoli il Blog

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Il COMISAF generale John R.Allen in Paola Casoli il Blog

La brigata Garibaldi in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Talebani allo sbaraglio: non sanno fare l’amore né la guerra, ma l’intelligence ha fallito oggi a Kabul

By Sugar Lady

Rassicurante doversi ripetere in questi casi: ai talebani manca una guida seria, si era già capito da tempo. Gli manca una testa, anzi, gli mancano tutte e due, visto che non riescono né a ragionare con il cervello né con il pisello.

Perso il loro carisma nella dichiarata disponibilità a sedersi a un tavolo di trattative per la pace con il nemico Occidente, tentata la strada dell’apertura mediatica con un forum online che si è ripiegato su se stesso causa uso lingua comprensibile solo ai parlanti arabo, perso il conforto nostalgico nella predominanza del cromosoma Y su quello femminile X a colpi di burqa, ai talebani non rimane che sorreggere la loro impotente virilità con la canna di un fucile. Che almeno glielo fa allungare un po’.

E’ un fallimento che brucia più del fuoco delle bombe. Gli brucia dentro non poter ammettere che da una parte non vogliono lasciar andare via le forze alleate, che invece stanno cercando di impacchettare in fretta e furia le loro cose tentando di risparmiare qualche soldino oltre alle vite dei propri giovani in armi.

E dall’altra c’è la profonda spaccatura al loro interno, che brucia più di una gastrite ulcerosa: colloqui di pace sì-no-vediamo, magari se ci fanno trovare le mistress in albergo ci veniamo tutti. Allo stesso modo: guerriglia-sì-no-pensiamoci, finché non ci intercettano le consegne a domicilio di esplosivi divertiamoci ad accendere le micce.

Il tutto condito da rapporti con le loro donne sessualmente ed emotivamente fallimentari, dove vale la legge dell’acido sul volto e della sòcca lunga lunga dalla testa ai piedi per coprire l’insoddisfazione generata dall’assenza cronica di viagra.

I talebani sono allo sbaraglio. Se gli attacchi di oggi al cuore di Kabul indicano certamente un esecrabile fallimento dell’intelligence nel prevenire tale scoppio coordinato di violenza, e su questo un bel tapiro alla Staffelli-maniera glielo mandiamo via Ups, è chiaro ormai che i talebani stanno alla frutta se necessitano di atti così plateali per mostrare che ci sono e sono vivi.

Sì, perché nel momento in cui si cerca l’autolegittimazione ormai un po’ vintage dell’inaugurazione dell’offensiva di primavera, ci si avvicina pericolosamente alla schizofrenia cubana nell’educare alla rivoluzione con tirassegni da luna park di lattine e peluche. Come se il Mullah Dadullah e il Che fossero pronti a reincarnarsi da un istante per l’altro.

E’ difficile per loro, adesso, uscire dal tunnel imboccato: spaccatura interiore e mancanza di guida sono un pericoloso campanello d’allarme. Chiaro che questo crea comunque danni alle forze alleate e agli stessi afgani: finché l’intelligence fallisce, i poliziotti afgani continuano a morire e gli occidentali se ne vengono via.

Il colpo sarà duro da digerire non tanto per la campagna presidenziale afgana, dove ancora non è detto che Karzai ceda il posto, quanto piuttosto per quella americana.

Mentre il rinculo è tutto per i vertici militari della Nato, COMISAF gen John R.Allen in testa, che dovranno fare i conti con chi di loro non ha annusato il passaggio di armi ed esplosivi come se fossero casse di patate per la mensa del quartier generale a Kabul.

Sugar Lady

Articolo correlato:

Capricciosetti ‘sti talebani – By Sugar Lady (11 agosto 2011)

La foto dei talebani è dell’Unità

Afghanistan, ISAF coinvolge i leader locali nella terza conferenza sulla prevenzione dei danni ai civili

“Prevenire le vittime civili è l’assoluta priorità”, ha detto il comandante di ISAF (COMISAF) e delle forze americane in Afghanistan, generale John R.Allen, nel corso della terza Civilian Casualty Conference nel quartier generale di ISAF a Kabul sabato 4 marzo.

La conferenza, dedicata appunto alla prevenzione dei danni ai civili, ha richiamato leader afgani da ogni parte dell’Afghanistan.

Il convegno ha rappresentato un punto d’incontro e di discussione dell’argomento per il personale di ISAF, circa centoventi persone presenti, per rappresentanti del governo afgano, per le forze di sicurezza afgane (Afghan National Security Forces, ANSF), per organizzazioni internazionali e non-governative.

Lo sforzo per ridurre e scongiurare le vittime civili si conferma l’elemento più importante dell’operazione in corso, come ha sottolineato il COMISAF: “Tutto ciò che fa ISAF si concentra  sulla sicurezza per la popolazione. Abbiamo lavorato sodo per determinare misure di prevenzione in materia di vittime civili e questi sforzi stanno dando risultati”.

L’attività dedicata al contrasto degli ordigni esplosivi improvvisati, gli IED, attraverso azioni contro i ribelli e contro i produttori di tali strumenti di morte rientrano proprio nelle misure di sicurezza e di protezione della popolazione afgana.

“Negli ultimi quattro mesi – fa sapere il generale Adrian Bradshaw, vicecomandante ISAF – i ribelli hanno causato 958 vittime civili, ovvero una percentuale del 93% prevalentemente determinata da IED; il restante 7% è stato responsabilità di ISAF, 72 vittime civili causate dalle forze di ISAF: una riduzione in termini percentuali di circa il 65% rispetto all’anno precedente, ma pur sempre un numero troppo elevato di vittime civili”.

L’obiettivo di ISAF, ha aggiunto il generale Bradshaw, è di arrivare a zero vittime. Traguardo raggiungibile con la collaborazione degli stessi afgani.

Articoli correlati:

Gli IED in Paola Casoli il Blog

Fonte: ISAF NATO

Foto: ISAF NATO