DECI

UNIFIL, la Commissione Difesa incontra i militari italiani: “impegno e professionalità determinano grandi risultati”, così l’on Rizzo

Una delegazione della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, presieduta dal Presidente Gianluca Rizzo, ha visitato ieri, 3 ottobre, il Comando della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) e il contingente italiano schierato nel Sud del Paese.

Lo si apprende dalla stessa UNIFIL.

I parlamentari Gianluca Rizzo, Roberto Paolo Ferrari e Marta Antonia Fascina, dopo la resa degli onori, sono stati accolti presso il Comando di UNIFIL dal Generale di Divisione Stefano Del Col, che dallo scorso 7 agosto ricopre il ruolo di Head of Mission e Force Commander.

Nell’incontro il gen Del Col ha fornito un aggiornamento politico sulla missione e sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu svolgono con le Forze Armate Libanesi (LAF) e in mare con la Maritime Task Force di UNIFIL.

Tutte le operazioni avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La risoluzione 2433 dello scorso 30 agosto, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno, ricorda il comunicato stampa.

Durante i colloqui, si apprende, il gen Del Col ha illustrato i lavori svolti attraverso il forum tripartito e i meccanismi di liaison di UNIFIL, sottolineando l’utilità di tali strumenti per la costruzione della fiducia tra le parti (Libano e Israele) e per preservare la stabilità nell’area a sud del fiume Litani.

“Nello spirito della risoluzione 1701 del 2006 e della 2433 del 2018 collaboriamo insieme alle Forze Armate Libanesi per garantire la sicurezza dell’area delle operazioni e quella dei Caschi Blu che operano nel sud del Libano e lungo la Blue Line” ha affermato il Comandante, spiegando che “l’obiettivo comune è garantire la libertà di movimento, la stabilità dell’area, impedendo lo svolgimento di attività ostili e l’ingresso di armi non autorizzate, nel pieno rispetto del mandato affidatoci dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.”

Sull’Albo d’Onore, al termine della visita del Comando di UNIFIL, l’on Rizzo ha scritto: “Il vostro lavoro è la dimostrazione che impegno e professionalità determinano grandi risultati”.

La delegazione della Commissione Difesa, accompagnata dal primo consigliere dell’ambasciata d’Italia in Libano, dottoressa Simona de Martino, e dall’Addetto Militare dell’Ambasciata italiana in Libano, col Massimiliano Sforza, ha visitato quindi la postazione delle Nazioni Unite lungo la Blue Line, situata nei pressi di Ras Al Naqoura, presidiata dai caschi blu italiani del 7° reggimento Alpini.

È questo il luogo in cui periodicamente si svolgono, sin dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, gli incontri tripartito tra gli alti rappresentanti delle Forze Armate Libanesi (LAF) e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sotto l’egida di UNIFIL e con la mediazione del Capo della Missione e Force Commander.

La visita è poi proseguita nella base italiana Millevoi, fa sapere UNIFIL, dove è stata accolta dal Generale di Brigata Paolo Fabbri, Comandante del Sector West (SW) di UNIFIL e della brigata Alpina Julia – Multinational Land Force (MLF).

La Julia si è schierata per la prima volta in assoluto anche in conformazione DECI (Defence Cooperation Initiative): insieme ai militari delle Forze Armate Italiane nelle cellule del comando e nelle unità di manovra di Leonte XXIV non operano solo i colleghi di Slovenia e Ungheria della MLF, ma anche quelli di Austria e Croazia, specifica il comunicato stampa, “a testimonianza della volontà di costruire ancora di più solide capacità di operare tra nazioni diverse sino ai minimi livelli e renderle un esempio da seguire”.

La delegazione ha incontrato tutti i caschi blu del contingente italiano presso il piazzale principale per un indirizzo di saluto.

Il Presidente si è rivolto ai militari ringraziandoli e complimentandosi per la professionalità dimostrata ricordando nelle sue parole che “la missione UNIFIL è un fiore all’ occhiello non solo delle missioni di pace italiane”, poi ha dichiarato: “ogni giorno con il vostro lavoro dimostrate che è possibile costruire un mondo migliore”.

Fonte e foto: UNIFIL

 

Difesa, il CaSMD gen Graziano al meeting del DECI: “necessario approccio globale e concreto nell’impegnativo scenario attuale”

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, ha partecipato al Meeting internazionale dei Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi che aderiscono alla Defence Cooperation Initiative (DECI), ha fatto sapere con un comunciato di ieri, 13 settembre, lo stato maggiore della Difesa.

Il meeting quest’anno è stato ospitato dall’Albania, si apprende.

Obiettivo dell’iniziativa – promossa dall’Italia e alla quale partecipano oltre al nostro Paese anche l’Austria, la Croazia, la Slovenia, l’Ungheria, l’Albania e il Montenegro – è “promuovere, su base regionale e tra nazioni europee che condividono gli stessi interessi nel campo della difesa, delle linee di azione condivisa e un progetto di cooperazione finalizzati a incrementare la stabilità della Regione e la crescita della collaborazione tra i paesi aderenti attraverso la partecipazione comune alle operazioni internazionali, a progetti di sviluppo in ambito tecnico-militare, ovvero ad attività addestrative e formative, da perseguire nel prossimo futuro”.

Il gen Graziano, in qualità di Capo di Stato Maggiore della Difesa della nazione guida, dopo aver ringraziato il collega albanese per l’organizzazione dell’evento, ha salutato e ringraziato i partecipanti per il supporto continuativo, si legge dal comunicato: “È mia intenzione – ha affermato il gen Graziano – rafforzare ancora di più i nostri legami in termini di sforzi comuni, migliorando le nostre relazioni e identificando una strada giusta per il prossimo futuro.”

Facendo il punto sulla sicurezza internazionale, il gen Graziano ha sottolineato come l’attuale situazione geostrategica nella nostra Regione continui a essere caratterizzata da fluidità, permeabilità e imprevedibilità rilevanti.

“Le tensioni latenti, la radicalizzazione religiosa e ideologica, la continua esposizione all’immigrazione illegale, insieme alla fragilità politica ed economica di alcuni Stati vicini – ha evidenziato il Generale – contribuiscono a porre importanti sfide alla nostra Regione per affrontare le quali è richiesto, oggi più che mai, un approccio globale e concertato.”

“In questo scenario molto impegnativoha aggiunto il CaSMD – sono certo che la nostra iniziativa possa avere un ruolo credibile, come attore aggiuntivo nella regione, per contribuire al coordinamento delle azioni e allo sviluppo di capacità nell’ambito di un approccio più generale basato sulla cooperazione di una varietà di partner, tra cui le maggiori organizzazioni internazionali come NATO e Unione Europea, pensando in futuro di poter proporre nuove idee come gruppo nel contesto della cooperazione strutturata permanente (PESCO) che rappresenta un’indiscussa opportunità per tutti noi”.

Durante il meeting, si apprende, si è anche affrontato il tema delle minacce provenienti dall’immigrazione clandestina e dall’estremismo violento, cercando di sviluppare una comprensione comune dei singoli problemi e delle loro interconnessioni e di identificare strategie condivise per affrontarle.

“È necessario mantenere un dialogo positivo e la condivisione di informazioni su questi temi, al fine di trovare possibili soluzioni, da proporre nei consessi delle maggiori organizzazioni internazionali, che dovranno essere perseguite tenendo sempre conto delle posture e delle sensibilità nazionali dei singoli Paesi”, ha concluso il gen Graziano.

Fonte e foto: PI SMD

Sector West, UNIFIL: TOA a Shama, alla Folgore subentra la Julia/MLF, per la prima volta in conformazione DECI

Lo stato maggiore della Difesa ha comunicato oggi, 16 aprile, che “Il Generale di Brigata Rodolfo Sganga, Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, dopo sei mesi di attività ha ceduto al Generale di Brigata Paolo Fabbri, Comandante della Brigata Alpina Julia, il comando del Settore Ovest della Missione UNIFIL costituito da circa 4.000 peacekeeper provenienti da 12 differenti Nazioni”.

Nei sei mesi di mandato, i Paracadutisti italiani, seguendo la linea operativa dei predecessori, nell’ottica dell’obiettivo e dello sforzo comune delle Forze Armate Italiane impiegate nelle Missioni Fuori Area, hanno operato nel rispetto delle risoluzioni 1701 e 2373 delle Nazioni Unite, tese a garantire la cessazione delle ostilità nel sud del Libano, la libertà di movimento, il supporto alle Forze Armate Libanesi e la sicurezza della popolazione locale, spiega lo stato maggiore della Difesa.

In questo periodo, si apprende, sono state incrementate notevolmente le attività operative, passate nell’ultimo anno da una media di 200 a oltre 240 al giorno, e sono stati più di 450 gli uomini delle Forze di Sicurezza Libanesi che hanno svolto attività addestrative con i militari italiani.

In totale sono state 1.650 le attività di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) condotte a supporto della popolazione locale e circa 260 sono state le attività svolte dai medici italiani, sia a domicilio presso le 108 municipalità del settore che presso le basi del contingente italiano, visitando oltre 2.200 persone.

Nel discorso di commiato, il gen Sganga ha ringraziato le autorità locali civili e religiose presenti e incontrate quotidianamente nel corso di questi mesi.

“Autorità pubbliche straordinarie – riporta la Difesa – così vicine alle esigenze del proprio popolo, e senza il supporto delle quali il lavoro come UNIFIL non avrebbe potuto essere così eccezionalmente aderente alle esigenze della popolazione”.

Il Comandante del Sector West (SW) ha concluso il proprio intervento ringraziando gli uomini e le donne in uniforme delle Forze di sicurezza Libanesi, “veri protagonisti della sicurezza del popolo libanese”, e tutti i caschi blu internazionali che hanno operato fianco a fianco con i soldati italiani, dimostrandosi ogni giorno, anche nelle differenze culturali e operative “un elemento di forza straordinaria”.

La brigata Folgore ha operato con successo durante il suo mandato semestrale in un contesto estremamente fragile che è stato caratterizzato da diversi episodi destabilizzanti di notevole rilievo a livello regionale con riflessi politici, sociali ed economici nel delicato scacchiere medio-orientale, sottolinea la Difesa.

La brigata Alpina Julia / Multinational Land Force (MLF), alla prima partecipazione alla missione UNIFIL in Libano, si schiererà  per la prima volta in assoluto in conformazione DECI (Defence Cooperation Initiative), che prevede l’impiego insieme ai militari italiani nelle cellule del Comando e nelle unità di manovra di Leonte XXIV non solo di personale di Slovenia e Ungheria, ma anche di Austria e Croazia, “a testimonianza della volontà di costruire ancora di più solide capacità per stringere le relazioni nell’area sud adriatica dell’Europa e renderle un esempio da seguire”, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: PI SMD

Defence Cooperation Initiative (DECI): ieri a Udine, nella sede della Julia, i Capi di stato maggiore della Difesa dei paesi aderenti per un battle group europeo e più training

Si è tenuto ieri 18 luglio, a Udine, nella sede della brigata alpina Julia, il secondo Meeting internazionale dei Capi di stato maggiore della Difesa dei paesi che aderiscono alla Defence Cooperation Initiative (DECI).

L’iniziativa, promossa dall’Italia, vede partecipare l’Austria, la Croazia, la Slovenia e l’Ungheria. L’obiettivo è la promozione su base regionale, e tra nazioni europee che condividono gli stessi interessi nel campo della difesa, di un progetto di cooperazione finalizzato a incrementare la stabilità della regione attraverso la partecipazione comune a operazioni internazionali, ovvero ad attività addestrative e formative, da sviluppare nel prossimo futuro.

L’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, Capo di stato maggiore della Difesa italiana, dopo aver dato il benvenuto alle altre delegazioni, e dopo aver rivolto un messaggio augurale a quella croata per il recentissimo ingresso nell’Unione Europea, ha sottolineato come l’attuale momento di recessione economica imponga una razionalizzazione delle risorse e un’esigenza sempre più stringente di cooperazione internazionale finalizzata alla condivisione delle capacità e delle strutture.

Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dei citati paesi hanno manifestato la volontà di supportare pienamente, anche in futuro, la DECI e di esplorare da subito gli ulteriori margini di crescita dell’iniziativa stessa, sottolineando il reciproco interesse a condividere le capacità delle rispettive Forze Armate ed evidenziando l’opportunità di continuare assieme a favorire ogni progetto ritenuto utile ai fini della sicurezza e dello sviluppo regionale, nel più ampio contesto della dimensione continentale europea.

È stato raggiunto il pieno accordo sulle principali questioni in agenda, tra tutte la possibilità di offrire all’Unione Europea un battle group nel 2017 a framework DECI e la necessità di aumentare il numero degli eventi addestrativi congiunti.

A termine dei lavori, è stata quindi sottoscritta dai Capi di stato maggiore una dichiarazione congiunta con cui si suggellano gli impegni assunti in tale circostanza e si creano le premesse per le prossime attività e iniziative.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa