esplosivi

Afghanistan, RC-W ISAF: sequestrati a Farah bombe da mortaio, razzi RPG e munizioni per mitragliatrici pesanti

Un’operazione congiunta tra le Forze di Sicurezza Afghane e personale del Regional Command West (RC-W) su base brigata bersaglieri Garibaldi al comando del generale Luigi Chiapperini, si apprende da un comunicato stampa dello stesso RC-W, ha portato al ritrovamento e alla successiva distruzione di un ingente quantitativo di esplosivo e munizionamento a Farah, nella zona di responsabilità italiana nel settore occidentale dell’Afghanistan.

L’attività ha consentito il  ritrovamento di bombe da mortaio da 81 e 120 millimetri, razzi RPG, munizionamento per mitragliatrici pesanti e materiale per l’innesco di cariche esplosive.

Il materiale è risultato essere tutto in buone condizioni, tanto da far supporre un imminente uso contro basi della coalizione e contro le forze di sicurezza afghane. Altrettanto probabile l’utilizzo di parte del materiale ritrovato per il confezionamento dei letali ordigni improvvisati, o IED (Improvised Explosive Devices).

L’operazione ha evidenziato, ancora una volta, le buone capacità dei comandanti e dei soldati afghani nel pianificare e condurre operazioni sul terreno, indice degli ottimi risultati ottenuti nel campo del loro addestramento.

Articoli correlati:

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Il ritrovamento di materiale esplosivo nell’area di responsabilità italiana in Afghanistan in Paola Casoli il Blog

Gli IED in Paola Casoli il Blog

La brigata Garibaldi in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Mappa di notiziarionline.com

Talebani allo sbaraglio: non sanno fare l’amore né la guerra, ma l’intelligence ha fallito oggi a Kabul

By Sugar Lady

Rassicurante doversi ripetere in questi casi: ai talebani manca una guida seria, si era già capito da tempo. Gli manca una testa, anzi, gli mancano tutte e due, visto che non riescono né a ragionare con il cervello né con il pisello.

Perso il loro carisma nella dichiarata disponibilità a sedersi a un tavolo di trattative per la pace con il nemico Occidente, tentata la strada dell’apertura mediatica con un forum online che si è ripiegato su se stesso causa uso lingua comprensibile solo ai parlanti arabo, perso il conforto nostalgico nella predominanza del cromosoma Y su quello femminile X a colpi di burqa, ai talebani non rimane che sorreggere la loro impotente virilità con la canna di un fucile. Che almeno glielo fa allungare un po’.

E’ un fallimento che brucia più del fuoco delle bombe. Gli brucia dentro non poter ammettere che da una parte non vogliono lasciar andare via le forze alleate, che invece stanno cercando di impacchettare in fretta e furia le loro cose tentando di risparmiare qualche soldino oltre alle vite dei propri giovani in armi.

E dall’altra c’è la profonda spaccatura al loro interno, che brucia più di una gastrite ulcerosa: colloqui di pace sì-no-vediamo, magari se ci fanno trovare le mistress in albergo ci veniamo tutti. Allo stesso modo: guerriglia-sì-no-pensiamoci, finché non ci intercettano le consegne a domicilio di esplosivi divertiamoci ad accendere le micce.

Il tutto condito da rapporti con le loro donne sessualmente ed emotivamente fallimentari, dove vale la legge dell’acido sul volto e della sòcca lunga lunga dalla testa ai piedi per coprire l’insoddisfazione generata dall’assenza cronica di viagra.

I talebani sono allo sbaraglio. Se gli attacchi di oggi al cuore di Kabul indicano certamente un esecrabile fallimento dell’intelligence nel prevenire tale scoppio coordinato di violenza, e su questo un bel tapiro alla Staffelli-maniera glielo mandiamo via Ups, è chiaro ormai che i talebani stanno alla frutta se necessitano di atti così plateali per mostrare che ci sono e sono vivi.

Sì, perché nel momento in cui si cerca l’autolegittimazione ormai un po’ vintage dell’inaugurazione dell’offensiva di primavera, ci si avvicina pericolosamente alla schizofrenia cubana nell’educare alla rivoluzione con tirassegni da luna park di lattine e peluche. Come se il Mullah Dadullah e il Che fossero pronti a reincarnarsi da un istante per l’altro.

E’ difficile per loro, adesso, uscire dal tunnel imboccato: spaccatura interiore e mancanza di guida sono un pericoloso campanello d’allarme. Chiaro che questo crea comunque danni alle forze alleate e agli stessi afgani: finché l’intelligence fallisce, i poliziotti afgani continuano a morire e gli occidentali se ne vengono via.

Il colpo sarà duro da digerire non tanto per la campagna presidenziale afgana, dove ancora non è detto che Karzai ceda il posto, quanto piuttosto per quella americana.

Mentre il rinculo è tutto per i vertici militari della Nato, COMISAF gen John R.Allen in testa, che dovranno fare i conti con chi di loro non ha annusato il passaggio di armi ed esplosivi come se fossero casse di patate per la mensa del quartier generale a Kabul.

Sugar Lady

Articolo correlato:

Capricciosetti ‘sti talebani – By Sugar Lady (11 agosto 2011)

La foto dei talebani è dell’Unità

Afghanistan. Bombe da mortaio, granate, proiettili, razzi ed esplosivo pronti per un attacco IED: le task force dell’RC-W ISAF sequestrano materiale a sud di Farah

Tutto era pronto per un imminente attacco ai danni delle forze di sicurezza afgane o delle forze della coalizione impegnate in Afghanistan nella missione ISAF.

Ma le task force del Regional Command West (RC-W) di ISAF hanno sequestrato tutto, sventando così l’agguato.

Bombe da mortaio, granate, proiettili di diverso calibro,  razzi per lanciatori RPG e vari tipi di esplosivo sono stati ritrovati dalla Task Force South, su base 152° reggimento Sassari, dalla Task Force Center, su base 66° reggimento aeromobile Trieste, e  da unità di supporto del 5° reggimento genio anche con l’utilizzo delle unità cinofile, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza afgane (ANSF) e con assetti dell’intelligence italiana a supporto del contingente.

Ed è proprio un’incessante spinta operativa delle task force dell’RC-W, su base brigata Sassari a comando del generale Luciano Portolano, che ha portato al sequestro dell’importante quantitativo di materiale d’armamento e di esplosivo nel settore meridionale dell’area di responsabilità italiana, dove da settimane le forze della coalizione si stanno confrontando con gruppi armati di ribelli per il controllo delle principali vie di comunicazione dell’area.

Il materiale recuperato è stato sottoposto a controlli con moderne tecniche di investigazione scientifica per rilevare eventuali impronte digitali o altri elementi utili a risalire ai terroristi. L’ottimo stato di conservazione, si apprende dall’RC-W, fa presupporre che fosse in corso la preparazione di un imminente attacco contro  mezzi e uomini delle forze di sicurezza afgane o di ISAF con ordigni improvvisati (IED, Improvised Explosive Devices).

Sempre nel settore sud, inoltre, proseguono le attività a favore della popolazione con la distribuzione di aiuti umanitari nei distretti più meridionali della provincia di Farah. L’operazione umanitaria ha consentito il trasporto di novemila chili di derrate alimentari ed è stata condotta dagli elicotteri multiruolo CH-47 Chinook, scortati dagli A129 Mangusta della Task Force Fenice, su base 5° reggimento Rigel, dai carabinieri del Police Operational Mentor Liaison Team (POMLT), e dal reggimento San Marco della Task Force South- East.

Articoli correlati:

Afghanistan, RC-W ISAF: in corso operazione Copperhead. Sequestro di droga e arresti (31 gennaio 2012)

RC-W ISAF, evoluzione nella transition: conclusa l’operazione Upper Hand con altri arresti e sequestri di esplosivo (19 gennaio 2012)

Afghanistan, RC-W ISAF: la continua pressione del contingente italiano nell’area porta al ritrovamento di droga e di munizioni per il confezionamento di IED (28 dicembre 2011)

Il più grande successo prima del week-end: insorti afgani cedono le armi all’RC-W di ISAF e si reintegrano (19 dicembre 2011)

L’RC-W ISAF in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF