Set 6, 2010
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In Pakistan emergenza pari ad Haiti e tsunami

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Il più grande disastro al mondo. Huma Beg, regista di Islamabad, è rimasta impressionata dalla portata delle inondazioni che hanno colpito il Pakistan.

La sua testimonianza – riportata insieme a quella di un’altra donna, Noor Aftab della ong Shahina Aftab Foundation, da BBC online – narra di un paesaggio sconvolto.

Huma aveva girato un documentario nella valle dello Swat in luglio. Meno di un mese dopo si è ritrovata nello stesso posto a filmare quello che non c’era più. “Ma il peggio – dice – deve ancora venire. I problemi arriveranno in inverno e dureranno tutto l’anno”, questo a causa delle mancate vendite dei prodotti della terra che costituivano la fonte di reddito per i contadini della zona.

Per chi si è riparato nei villaggi in montagna, dunque, si tratta solo di posticipare di un poco la sofferenza. Mancano farina e zucchero. I volontari e le ong li stanno comperando per la popolazione colpita dal disastro.

In Italia l’Agenzia Italiana Risposta Emergenze (Agire) ha lanciato un appello lo scorso 20 agosto in favore delle popolazioni colpite. “Dopo oltre un mese di piogge monsoniche continue – si legge dal sito dell’agenzia – il Pakistan è in ginocchio. Diciassette milioni e duecentomila persone sono state colpite da quella che le Nazioni Unite hanno definito una catastrofe paragonabile al terremoto di Haiti e allo tsunami del 2004”.

I fondi raccolti sosterranno interventi di ActionAid, Cesvi, Intersos, Save the Children e Vis per la consegna di beni di prima necessità e kit igienico/sanitari.

Fonte: BBC; Agire

Foto: Huma Beg/BBC

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Afghanistan · Forze Armate · Sicurezza