Federica Mogherini

CaSMD: il gen Graziano a Bruxelles ai Comitati militari di UE e NATO

“Si sono svolte in questi giorni a Bruxelles, in sequenza, la riunione del Comitato Militare dell’Unione Europea e, successivamente, quella del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, a cui ha preso parte il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, fa sapere oggi, 17 maggio, con un comunicato stampa lo stato maggiore della Difesa.

Il Comitato Militare dell’UE ha tenuto la sua prima sessione del 2018 alla presenza di tutti i Capi di Stato Maggiore della Difesa europei.

Il Generale Graziano assumerà, a partire da novembre prossimo, l’incarico di Presidente proprio di questo consesso militare (link articolo in calce).

Tra i principali argomenti affrontati, particolare importanza hanno avuto la cooperazione UE-NATO, nonché le operazioni e le missioni addestrative dell’UE, spiega il comunicato. Ad aprire i lavori sono stati l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e l’attuale Presidente del Comitato militare dell’UE, il Generale Michail Kostarakos.

Proprio il Generale Kostarakos, sottolinea la Difesa, al termine della giornata di lavori, alla presenza di tutti i Capi di Stato Maggiore della Difesa dei ventotto Paesi membri, ha insignito l’Ammiraglio della Marina Militare italiana Fabio Gregori della medaglia per “Meriti Straordinari in servizio”.

L’alto ufficiale italiano ha infatti espletato l’incarico di Comandante della Operazione Atalanta, la cui missione è quella di contrastare la pirateria nell’Oceano Indiano, a largo del Corno d’Africa.

Il Comitato militare della NATO si è svolto, invece, nella nuova sede del Quartier Generale dell’Alleanza Atlantica, inaugurata pochi giorni fa. Presieduto dal Presidente, Generale Petr Pavel, l’alto consesso militare ha preso in esame alcuni dei temi di maggiore rilevanza relativi all’impegno internazionale della NATO, quali le minacce provenienti dal fianco sud dell’area mediterranea, la missione di addestramento e di capacity building in Iraq, la funzione di deterrenza e difesa, oltre ai rapporti e alla cooperazione tra la NATO e l’UE.

Soprattutto quest’ultimo argomento ha avuto la preminenza nei lavori, testimoniata anche dal fatto che, in via eccezionale, ad alcune sessioni è stato invitato a partecipare anche il Presidente del Comitato militare dell’UE, il Generale Mikhail Kostarakos, spiega la Difesa.

Presenti in sala anche il Vicesegretario Generale della NATO, Rose Gottemoeller, il Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), il Generale Curtis Scaparrotti, e il Comandante Supremo Alleato per la Trasformazione (SACT), il Generale Denis Mercier.

A margine dei lavori, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha avuto anche l’occasione di fare visita all’Ambasciatore d’Italia presso la NATO, dott Claudio Bisogniero, con cui ha potuto scambiare alcune considerazioni sul futuro delle intese e accordi militari tra l’Alleanza e l’Unione Europea. È poi seguito l’incontro con il Comandante del Battle Group a guida canadese, schierato in Lettonia come Enhanced Forward Presence, a cui le nostre Forze Armate contribuiscono con una compagnia di Fanteria.

I lavori di Bruxelles sono stati inoltre un’opportunità per il Generale Graziano di effettuare alcuni incontri bilaterali con i suoi omologhi, tanto dei paesi membri della NATO quanto dell’UE, per affrontare tematiche di comune interesse.

“Di fronte alle nuove sfide alla sicurezza, alla loro complessità e caratteristiche, è necessaria – ha affermato il Capo di Stato Maggiore – la consapevolezza di dovervi fare fronte con un approccio globale e inclusivo. Nessun paese, infatti, sarà mai in grado di affrontare da solo le crisi e la loro imprevedibilità. Solo grazie al forte senso di appartenenza e solidarietà reciproca tra i Paesi della NATO e dell’Unione Europea si potranno contrastare e affrontare efficacemente tali sfide”.

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Fonte e foto: PI SMD

UNIFIL, Libano: visita del ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini, alla missione ONU e al contingente italiano

Il ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini, accompagnato dall’ambasciatore Giuseppe Morabito, è giunto oggi, 8 giugno, nel Libano del Sud in visita ufficiale alla missione UNIFIL e al contingente italiano.

Il ministro è stato accolto al quartier generale di Naqoura dal comandante di UNIFIL, generale Paolo Serra, e nel corso della sua visita è giunto presso la base avanzata 1-32A, dove è stato accolto dal comandante del Sector West a guida italiana, generale Fabio Polli, ed é stato aggiornato sulla situazione operativa.

La base 1-32A é presidiata dal reggimento Lancieri di Novara (5°) ed é la sede dove mensilmente si svolgono gli incontri tripartito tra UNIFIL e alti rappresentanti militari libanesi e israeliani.

Nella base Millevoi di Shama, il ministro ha incontrato i militari del contingente nazionale italiano in Libano, a guida 132ˆ brigata corazzata Ariete, rivolgendo loro l’indirizzo di saluto del governo e sottolineando l’importanza della missione ONU nella delicata regione mediorientale.

Il ministro Mogherini, infine, ha espresso sentite parole di compiacimento per il costante impegno profuso, i risultati ottenuti e per quanto l’attività sia apprezzata dalla popolazione e dalle massime autorità  libanesi.

UNIFIL opera in un contesto molto delicato che dal 1978 a oggi é in continuo mutamento. Gli obiettivi della missione si sviluppano lungo tre linee direttrici: monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele; supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF) e assistenza alla popolazione civile attraverso la realizzazione di progetti atti a facilitare un miglioramento della qualità della vita per gli abitanti nel sud del Libano.

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Fonte e foto: UNIFIL MPIO

Ucraina, te la diamo noi la democrazia

Dopo il vertice della Nato dell’una di oggi, che ha visto i 28 ambasciatori degli stati membri convocati d’urgenza dal segretario atlantico Anders Fogh Rasmussen, visto il peggioramento della situazione in Ucraina, ora sono in riunione anche i ministri italiani della Difesa e degli Esteri, Roberta Pinotti e Federica Mogherini, con il neo premier Matteo Renzi, che ha convocato una riunione “intorno alle 18”, dice l’Ansa.

Mica siamo da meno, noi. Finalmente un governo che ha ben presente che bisogna agire da subito, così non succede più che due servitori dello stato vengano dimenticati in India come è successo ai due marò.

Qui, tuttavia, si parla di argomenti di gran lunga più considerevoli dei due militari che sono stati posti – armati (!!) e in tuta mimetica (!!) – a difesa della petroliera Enrica Lexie. L’argomento della riunione di Renzi e ministre è infatti un vero e proprio vertice sulla situazione in Ucraina: qui si parlerà di diritti umani, di integrità territoriale e di un futuro democratico per la popolazione civile. Tutti temi da promuovere e incentivare con quella meravigliosa idea occidentale di esportare la democrazia come un copia&incolla.

Sono temi importantissimi, non si discute, argomenti su cui probabilmente nessuno tranne il Padreterno potrebbe davvero esprimersi con l’equilibrio e la serenità che tante volte agli esseri umani difetta.

Ma c’è una cosa che davvero stupisce: come potrà Renzi parlare di democrazia? E di democrazia da esportare come un menu takeaway di McDonald’s? Non sembra infatti che in Italia ci sia un tale surplus di democrazia da poterci addirittura permettere di esportarne!

Il premier Renzi non è figlio di espressione democratica. Neanche i suoi ministri sono figli della democrazia. In Italia abbiamo abbandonato la democrazia ormai da tre governi. Come dire che l’Italia e la democrazia hanno una relazione complicata, così complicata che hanno deciso di non frequentarsi più.

Andiamoglielo a dire al cittadino comune, quello che ieri si è trovato l’aumento delle accise al distributore di benzina, che esportiamo la democrazia in Ucraina pagando subito quei “35 miliardi di dollari entro il 2015” richiesto al Fondo Monetario Internazionale dal ministro della Finanze ad interim ucraino, Iuti Kolobovko.

Diciamoglielo al cittadino comune che, mentre lui paga il carburante più caro senza nessun preavviso, pur se Alfano assicura che non ci saranno aumenti di tasse, l’Italia esporta la democrazia! Vedrete che gli verrà da ridere: Ucraina, te la diamo noi la nostra democrazia!

pc

Fonte: Ansa

Foto: Matteo Renzi a Porta a Porta da mauxa.com