ILVA

Cyberepigrammi. Il salone dell’autolesionismo ideologico

Il Cittadini di Taranto sono stati chiamati a votare il seguente quesito referendario comunale :” Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute nonche’ la salute dei lavoratori contro l’inquinamento, proporre la chiusura dell’ acciaieria Ilva?”.

Chi, come me, pensava che il referendum servisse, di solito, ad abrogare norme odiose al popolo dovrà ricredersi, evidentemente la fantasia degli ideologi del periodo post ideologico non conosce limiti.

Invece di perdere tempo a Milano per fare il salone del mobile, potremmo fare a Taranto un salone della creatività referendaria, l’importante è non cercare sponsor nel mondo dell’impresa.

La pietra filosofale della democrazia

Ovvero a che servono le primarie

By Cybergeppetto

Da settimane i media ci spiegano quanto sarà bella l’Italia dopo le primarie, pare che avremo uno, o due, candidati che ci chiederanno il voto, cose mai viste…

Una volta questo processo si svolgeva nell’ambito dei partiti che facevano i congressi e, con il voto dei tesserati, eleggevano i leader. Ora che i tesserati sono più estinti dei dinosauri se vuoi votare un leader devi pure pagare, un bel passo avanti.

L’Italia, dal dopoguerra a oggi, ha sempre avuto tanti governi, ma nessuno che governasse, chi arrivava al potere in Italia si era evidentemente consumato nello sforzo e non gli rimaneva altro che sistemare i suoi portaborse prima di passare la mano al governo successivo.

Ora abbiamo fatto un deciso passo in avanti, abbiamo le primarie, facciamo finta di essere americani, poi passeremo la parola a un nuovo governo tecnico. Se ne discute da tempo, per continuare tutto come prima.

Bisognerebbe che qualcuno andasse al David Letterman Show a spiegare che da noi si fanno le “convention”, ma non è detto che servano a qualcosa.

Mentre un direttore di giornale va in galera per un articolo che non ha niente di particolare, fumoso e impreciso come tanti che leggiamo tutti i giorni, apprendiamo che le primarie le farà anche il centrodestra, e meno male sennò ci saremmo preoccupati.

Mentre un’azienda ex di stato, l’ILVA, viene soffocata dalla stretta delle incoerenze della magistratura e del governo, entrambi malati di ambientalismo a scoppio ritardato, noi ci dovremmo appassionare alla questione di chi ha fatto domanda per votare alle primarie e non gli è stata accolta.

Mentre il Presidente del Consiglio dei Ministri ripete che presto o tardi si ridurranno le tasse, ma che intanto bisogna riscuoterne di più, noi dovremmo giubilare per i dibattiti televisivi tra i candidati in TV, con le domandine per tutti che sanno tanto di programmi tipo L’eredità, cioè quella cosa di cui vediamo gli ultimi due minuti prima del telegiornale.

Le primarie sono, a sentire i media, la pietra filosofale con la quale i novelli paracelsi della politica potranno trasformare il metallo vile della corruzione e dell’ideologismo decadente nell’oro della democrazia. Una magia sicuramente più affascinante della zappa con la quale tutti potremmo, ogni giorno, dissodare il campo incolto dei doveri civici

Mentre il fondamentalismo incalza e la crisi economica vede l’Europa in bilico, noi abbiamo trovato un nuovo risiko elettorale per non risolvere nulla, tanto nessuno ha il coraggio di dire che dobbiamo lavorare di più e spendere di meno.

Cybergeppetto

p.s. “Papà! E’ vero che le primarie sono una bella festa della democrazia?”. “Sì, certo, il problema è che dopo la festa bisognerebbe tornare al lavoro …”

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Comunque vada, sarà un casino

L’immagine  di Paracelso è tratta dal Paul Templar Blog

Cyberepigrammi – Summum Ius, summa stupiditas

By Cybergeppetto

Un paese in cui i magistrati non sono responsabili di quel che scrivono sulle sentenze e mandano in galera chi li critica è veramente il trionfo del diritto inutile.

Un paese in cui i giudici difendono il diritto dei lavoratori dell’acciaio spegnendo gli altiforni è il trionfo dell’illogica.

Un paese in cui i giudici pignorano gli stipendi dei dipendenti di una regione, la Sicilia, può solo fallire…

L’altoforno dell’ideologia non cuoce nemmeno il pane

Brevi considerazioni sui tentativi d’arresto della produzione d’acciaio all’ILVA di Taranto

By Cybergeppetto

Non ho grande simpatia per certi industriali, soprattutto quelli che, sempre in combutta con i politici, i sindacalisti e i banchieri, campano di aiuti di stato e si muovono  in una zona grigia in cui tutti si spartiscono poltrone e soldi pubblici: gli ultimi sono quelli destinati alla “riqualificazione ambientale” del sito di cui ormai tutti i media dissertano.

Ciò premesso, “spegnere” un altoforno è un’attività che non si potrà riprendere se non dopo anni, ammesso che qualcuno abbia i soldi per farlo.

Si tratta di una cosa che, sia pure celata dietro il divieto di utilizzo a fini produttivi,  è insensata e che solo dei talebani del diritto, che prendono come valore assoluto i limiti di leggi e leggine regionali idiote che essi, o loro amichetti,  hanno scritto, per uccidere una realtà produttiva che verrà presto sostituita da altre fuori dall’Italia.

Per morire di cancro a Taranto, come in ogni città d’Italia, bastano le polveri sottili del traffico o le emissioni delle caldaie domestiche a gasolio o tante altre cose ancora, ma di cui nessuno parla.

Visto che tale decisione si suppone essere stata presa per il rispetto di limiti imposti solo in Puglia dalle normative ambientali, si tenga presente che dovrebbero chiudere analoghe attività,  stranamente soggette a vincoli diversi in altre parti d’Italia e magari riferibili a potentati contigui al massimalismo pseudo-ecologista. Insomma, se dobbiamo suicidarci, facciamolo per bene.

Non ci vuole un ingegnere per capire che se l’acciaio non si fonde non ci sarà necessità di lavorarlo, tutto il sistema produttivo che ruota attorno all’“area a caldo” è destinato a seguire la sorte dell’altoforno. Giusto per memoria, si sappia che lo spegnimento di un impianto non più conveniente si programma con uno o due anni d’anticipo.

Bisognerebbe che i nipotini del massimalismo imparassero che, oltre ai principi, spesso falsi e dietro cui si nascondono interessi poco chiari, contano i risultati.

Nel momento in cui l’altoforno sarà spento, il problema sarà risolto, il risultato sarà ottenuto, nessuno inquinerà più.

Non ci vorranno 334 milioni per la bonifica, soldi appena stanziati dal governo, basterà molto meno per comprare un ombrellone agli operai e mandarli al mare. In questi tempi di “spending review” non è male.

Di tutte le inutili discussioni fatte sinora solo una cosa è certa, siamo riusciti ad attribuire a una regione in cui la spesa è fuori controllo dei soldi che finiranno inevitabilmente nel tritacarne dell’intrallazzo. Per fare questo non avremo risolto il problema dell’inquinamento e avremo messo sul lastrico decine di migliaia di persone, indotto incluso. Un bel risultato che si aggiungerà al calo del PIL.

Non abbiamo bisogno della burocrazia europea per fare puttanate, noi…

Cybergeppetto

p.s. “Papà, che succede a Taranto? Non ho capito molto di queste discussioni in TV…”. “Neanche io – risponde piatto il papà – ma riusciremo a sprecare altri soldi e a mettere in pericolo un bel po’ di posti di lavoro, un classico…”

L’immagine è tratta da microeuro.it

Sosteniamo il governo. Diamo l’EPO ai ministri tecnici

By Cybergeppetto

La brutta storia di Alex Schwazer, dal punto di vista del cittadino e al di fuori di ogni considerazione sportiva, presenta una piccola opportunità per risolvere meglio la crisi finanziaria.

Pare del tutto evidente che i ministri tecnici siano stanchi, non c’è bisogno di ragionamenti sofisticati per sapere che il PIL è crollato e lo spread non cala. Dobbiamo sostenere i tecnici in affanno, hanno troppi grattacapi e non riescono a tenere dietro a tutto.

Alex, involontariamente, ci dà un suggerimento: visto che non stiamo parlando di atleti, perchè non dare piccole, ma significative, dosi di EPO ai ministri in difficoltà?

Innanzitutto lui, il premier Monti, recupererebbe smalto nelle interviste e la smetterebbe di dire corbellerie, visto che ogni volta che parla finisce per farsi sbertucciare da tutti, in Italia, in Europa e anche a Wall Street.

Quello più deperito mi sembra il ministro degli Esteri, già provato dall’avere un nome così lungo, Giulio Terzi di Sant’Agata, che a malapena riesce a infilare una serie di banalità sulla vicenda dei Marò, tipo “l’India non collabora” o “Abbiamo in corso una forte azione diplomatica e tutti i nostri partner ci danno ragione…”. Non credo che basterebbe del pepe alla fine del tubo digerente, un po’ di EPO ridarebbe tono e determinazione a un diplomatico che deve battere i pugni sul tavolo.

Anche il suo collega della Difesa, già ammiraglio di lungo corso, abituato alle traversate in sommergibile, sembra triste e sull’orlo del calo di pressione: un po’ di EPO lo convincerebbe a mettere in piedi una sortita per riprenderci i Marò, tanto per farla finita con una commedia che dura da sei mesi

Mentre lo spread continua a ballare, Vittorio Grilli, che vuol dare a intendere d’essere il ministro dell’Economia, continua a chiedere più tasse e a non voler vendere un po’ di gioielli di famiglia, che non usa, ma che gli dobbiamo mantenere noi: una dose, in questo caso massiccia, di EPO è l’unica panacea per sconfiggere lo spread.

Vogliamo parlare del Ministro Passera, colui che avrebbe dovuto occuparsi dello sviluppo economico, quello che dovrebbe fondare un suo partito? Con quell’espressione così imbarazzata dopo ogni tonfo in borsa, mi dite quando riuscirà a stimolare l’economia? Stendiamo un velo pietoso sulla notizia che dovrebbe fondare un partito chiamato “Forza Passera!”, ci vogliono delle risorse fisiche per fare certe cose…

Una bella dose di EPO gli farebbe trovare idee per fare impresa e, forse, gli ricrescerebbero anche i capelli…

Che dire del ministro Clini, quello che si è fatto scucire 336 milioni da Vendola per l’affare ILVA di Taranto, un po’ di EPO gli darebbe forza e vigore per mettere in fila il governatore con l’orecchino, l’imprenditore, i sindacalisti e i centri sociali per prenderli, come meritano, a calci nel culo. Non è cosa che fai sei hai l’emicrania.

Potremmo continuare a lungo, ma preferisco concludere con la necessità di dare un aiuto al Ministro Fornero, quella che ha fatto la riforma delle pensioni al volo, ma è scivolata sulla buccia di banana dei cosiddetti “esodati”, quelli ai quali nessuno ha il coraggio di dire che devono tornare a lavorare. Un bel po’ di EPO la rimetterebbe in sesto, potrebbe accorgersi dei casini che ha combinato ed evitare, come fa in questi giorni, di rilasciare dichiarazioni allarmistiche sul futuro dell’Industria, non c’è bisogno delle sue esternazioni per capire che le cose vanno male, forse le tasse del governo Monti hanno avuto un ruolo in questo…

Cybergeppetto

p.s. “Caro, hai sentito le dichiarazioni del Ministro Fornero, ha cambiato idea e dice che stiamo uscendo dalla crisi!”. “Mah…! – risponde dubbioso il consorte – Da quando Schwazer ha vuotato il sacco e il frigo, se ne sentono di tutti i colori da parte dei ministri tecnici. Vuoi vedere che il governo è passato dalla mariagiovanna all’EPO?”.

L’immagine è tratta da albanesi.it