JATF

TAAC-W, RS: cambio al vertice della JAFT, via il col Tonello, arriva il col De Luca

Si è svolta a Camp Arena, sede del contingente militare italiano del Train Advise Assist Command – West (TAAC-W) di Herat, nell’Afghanistan occidentale, la cerimonia di passaggio di consegne della Joint Air Task Force (JATF) tra il col Luca Tonello, Comandante uscente, e il col Cosimo De Luca, Comandante subentrante, ha fatto sapere lo stesso TAAC-W con un comunicato stampa del 26 ottobre scorso.

Alla cerimonia, presieduta dal gen Massimo Biagini, Comandante del TAAC-W, hanno partecipato il direttore dell’Aeroporto internazionale di Herat, Mr. Mohammad Azam Azami, l’Head of Office della Nato Support and Procurment Agency (NSPA), Mr. Gerry Holden, unitamente ad autorità militari presenti all’interno della base.

Nel suo discorso di commiato, il col Tonello ha voluto sottolineare “la professionalità e l’assoluta dedizione” del personale della JATF che ha reso possibile il raggiungimento degli obiettivi assegnati. Ha, inoltre, ringraziato le altre articolazioni del TAAC-W per il supporto fornito e, infine, ha espresso al col De Luca i migliori auguri nel proseguimento del suo comando, fa sapere il comunicato stampa.

Il periodo di comando del col Tonello è stato caratterizzato dal consolidamento della fase di transizione da una gestione diretta dell’aeroporto, con personale dell’Aeronautica Militare, a una gestione per il tramite di ditte civili contrattualizzate dalla NSPA (contractors).

Nello stesso periodo, è stato completato l’addestramento di parte del personale dell’Afghan Civil Aviation Authority (ACAA) nelle funzioni essenziali per la gestione dell’aeroporto (Controllo Traffico Aereo, Servizio Meteo, Comunicazione, navigazione e sorveglianza, Sicurezza del Volo e Servizio Antincendi).

Al col De Luca toccherà il compito di assicurare il completamento dell’addestramento del rimanente personale dell’ACAA e la gestione della transizione alla successiva fase di integrazione del personale afgano all’interno degli organici dei contractor.

Tale fase sarà indispensabile affinché il personale afgano possa maturare l’esperienza professionale necessaria per la transizione dell’aeroporto internazionale di Herat dalla Missione NATO Resolute Support al Governo afgano.

“La JATF ha svolto e svolge un ruolo fondamentale sia per lo sviluppo dell’aeroporto di Herat, sia per la funzionalità del supporto aereo alle forze della coalizione”: con queste parole il gen Biagini ha sottolineato l’importanza della componente aeronautica nel contingente italiano al pari di tutte le professionalità ed expertise provenienti dalle quattro Forze Armate.

La Joint Air Task Force è composta da militari provenienti da tutti i Reparti dell’Aeronautica Militare e opera a stretto contatto con le autorità responsabili del settore aeronautico e aeroportuale della coalizione NATO.

Costituita il 1° giugno 2007 per dare unicità di comando nella gestione degli assetti aerei, a partire dal 1° gennaio del 2015, con il termine della missione ISAF e l’inizio della missione Resolute Support, la JATF ha assunto la responsabilità della gestione dell’aeroporto di Herat e della formazione tecnico-professionale degli operatori del settore, favorendo l’integrazione delle procedure aeroportuali civili e militari di Herat e assicurando senza soluzione di continuità il collegamento aereo tra il contingente nazionale e l’Italia, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: TAAC-W

ISAF, Afghanistan: l’ultima volta a Herat del Predator

Nel primo pomeriggio di ieri, 1° dicembre, un Predator B dell’Aeronautica Militare è atterrato sulla pista dell’aeroporto di Herat dopo aver condotto l’ultima missione operativa a favore delle Forze di Sicurezza Afgane e del contingente dell’International Security Assistente Force (ISAF), fa sapere un comunicato stampa del Train Advise Assist Command West (TAAC-W).

Quest’ultima missione è durata 5 ore e 35 minuti. Al termine si è svolta una cerimonia alla presenza del comandante del (TAAC-W), generale Maurizio Angelo Scardino, e del comandante della  Joint Air Task Force (JATF), colonnello Paolo Latini, nella cui componente aerea nazionale e interforze del contingente italiano in Afghanistan hanno operato i Predator italiani inquadrati nel Task Group Astore.

Durante la cerimonia è stato simbolicamente ammainato lo stendardo del gruppo a significare il saluto definitivo al territorio afgano.

Negli oltre sette anni di impiego operativo a favore della missione ISAF, ovvero dal giugno 2007, i Predator italiani, nelle versioni A+ e B, hanno contribuito in maniera decisiva al raggiungimento di importanti obiettivi operativi, svolgendo missioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione e acquisizione di obiettivi su tutto il territorio afgano, effettuando un totale di 1.576 sortite e di 14.191 ore di volo con le quali sono state supportate 37 Task Force di tutto il contingente internazionale.

I Predator provenienti dal 28° Gruppo volo del 32° stormo dell’Aeronautica Militare di stanza ad Amendola (Foggia), supportati da uomini e donne provenienti da altri reparti della Forza Armata, hanno operato mettendo a sistema capacità e competenze umane e tecnologiche, che l’Aeronautica Militare esprime nell’ambito dei velivoli a pilotaggio remoto (APR).

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Fonte e foto: Train Advise Assist Command West

Afghanistan, RC-W ISAF: operativo nella JATF il nuovo UAV italiano, è l’MQ-9A Predator B dell’Aeronautica Militare Italiana

È operativo in Afghanistan da venerdì scorso, 17 gennaio, il velivolo MQ-9A Predator B dell’Aeronautica Militare Italiana.

Il velivolo a pilotaggio remoto, destinato a breve a sostituire la precedente versione operativa in Afghanistan dalla primavera del 2007, ha effettuato in questi giorni il suo primo volo decollando dalla base aerea di Herat.

La prima missione, durata circa un’ora, ha permesso di effettuare numerosi test a terra e in volo, che hanno a loro volta consentito di verificare la perfetta funzionalità di tutti gli apparati, delle predisposizioni tecniche e delle procedure di base necessarie alla condotta delle operazioni di volo giungendo, quindi, alla certificazione della capacità operativa iniziale (IOC, Initial Operational Capability).

Ora, a seguito di altri voli-test, è stata conseguita la capacità operativa finale (FOC, Final Operational Capability) di questo moderno e sofisticato velivolo.

I Predator impiegati dall’Aeronautica Militare in Afghanistan a supporto della missione ISAF, appartengono al task group Astore, a sua volta inquadrato nella Joint Air Task Force (JATF) del Regional Command West (RC-W) di ISAF che raccoglie, sotto il comando del colonnello Francesco Saverio Agresti, tutte le unità di volo ad ala fissa attualmente impiegate dall’Italia nel teatro operativo afgano.

Il Predator B vanta, rispetto alla versione A, capacità e caratteristiche nettamente superiori conservando la peculiarità di non essere armato.

Infatti, il nuovo apparecchio è equipaggiato con sensori ad alta risoluzione che forniscono un full motion video (video trasmesso in tempo reale) molto più nitido e definito nei dettagli consentendo di operare a quote più alte senza determinare diminuzioni in termini di qualità visiva.

Il motore a turbo elica di cui è dotato, inoltre, consente di dimezzare i tempi di arrivo e rientro dalla zona di operazioni, in tal modo la sua autonomia di volo viene usata molto più sull’obiettivo da acquisire e meno per tempi tecnici.

In aggiunta, il nuovo velivolo permette di operare anche in condizioni climatiche avverse, quali presenza di pioggia, vento e ghiaccio.

Non ultimo, il Predator B è dotato, in aggiunta alla precedente versione, di un radar ad apertura sintetica (SAR, Synthetic Aperture Radar), che consente di avere immagini radar ampliando la gamma di prodotti a supporto degli analisti.

Il velivolo a pilotaggio remoto MQ–9A, quindi, garantirà da subito alla coalizione multinazionale e alle Forze di Sicurezza afgane un “occhio dall’alto” significativamente più avanzato, più flessibile e più efficace nello svolgimento delle missioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione e di supporto aereo.

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Fonte e foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: i caccia AMX e i Predator italiani della JATF raggiungono il traguardo delle 20mila ore di volo

È stato raggiunto nei giorni scorsi nei cieli dell’Afghanistan occidentale il traguardo delle 20mila ore di volo per i caccia AMX e i Predator-A italiani. Tale numero di ore volate è stato raggiunto nell’ambito delle attività operative svolte dalla Joint Air Task Force (JATF), la componente aerea del Regional Command West (RC-W) di ISAF, il comando multinazionale a guida italiana su base brigata meccanizzata Aosta.

I due assetti dell’Aeronautica Militare sono rispettivamente impiegati nei Task Group Black Cats e Astore, entrambi posti alle dipendenze della JATF, attualmente comandata dal colonnello Francesco Saverio Agresti.

Dal 2007 il Task Group Astore, basato su personale proveniente dal 32° stormo di Amendola, con l’impiego del velivolo a pilotaggio remoto Predator, ha raggiunto le 12mila ore di volo durante un’attività di Intelligence, Surveillance e Reconnaissance (ISR), rappresentando l’unità aerea che ha portato a termine il maggior numero di ore di volo con un solo tipo di velivolo nell’ambito della missione ISAF. Si tratta di un risultato di prestigio che si affianca al record mondiale di persistenza raggiunto pochi mesi fa, e che quindi aggiunge ulteriore lustro alla Forza Armata.

Il Task Group Black Cats, dal 2009 presente a Herat e con personale proveniente sia dal 32° stormo di Amendola sia dal 51° stormo di Istrana, ha raggiunto in questi giorni le 8mila ore di volo con il caccia-bombardiere AMX durante un’attività operativa a supporto della forza multinazionale operante nella parte occidentale del paese mediorientale.

Il risultato raggiunto, unitamente all’elaborazione dei prodotti finali analizzati dalla cellula intelligence, e il supporto tecnico delle linee manutentive dei velivoli impiegati, hanno consentito di garantire l’irrinunciabile cornice di sicurezza per il personale del contingente multinazionale che svolge operazioni sul terreno a supporto delle forze di sicurezza locali, per renderle sempre più efficaci, autonome e sostenibili nel tempo.

La Joint Air Task Force (JATF), si articola sulle unità operative Task Group Black Cats, che dispone di caccia-bombardieri ricognitori AMX provenienti dal 32° stormo di Amendola e dal 51° stormo di Istrana; Task Group Albatros, su velivoli da trasporto C-130J e YEC-27-J JEDI della 46^ Brigata aerea di Pisa; Task Group Astore, che opera con velivoli a pilotaggio remoto Predator MQ1C del 32° stormo di Amendola, e l’Ufficio A2-ISR che processa, analizza e dissemina tutte le informazioni provenienti da fonti nazionali, NATO e ISAF, nonché quelle prodotte con i sensori ISR disponibili, al fine di fornire il contributo informativo richiesto per il processo decisionale del Comandante di RC-W e delle unità delle Forze Speciali e assetti di ISAF.

Con meno di 200 militari, suddivisi tra la linea di volo e quella di supporto, la JATF assicura molteplici capacità professionali e operative tra loro complementari: dal trasporto tattico ad attività di sorveglianza con il Predator, dalla ricognizione alle operazioni di supporto alle forze di terra con i velivoli AMX e YEC-27-J JEDI.

La JATF è altresì elemento importante del “braccio aereo” di ISAF e svolge un ruolo determinante a favore della sicurezza delle truppe a terra e della movimentazione di personale e materiali in teatro, offrendo un valido contributo al piano ISAF di transizione dell’Afghanistan.

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Fonte e foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: i Fucilieri dell’Aria dell’AMI da otto anni a protezione dei militari di Camp Arena, ora con capacità ISR

Sono otto anni che la missione dei Fucilieri dell’Aria nel teatro operativo afgano protegge le forze del Regional Command West (RC-W) di ISAF, il comando del contingente multinazionale a guida italiana cui è devoluta la responsabilità della regione occidentale dell’Afghanistan .

Cominciata il 31 agosto 2005, la missione dei Fucilieri dell’Aria ha il compito di tutelare la sicurezza dei militari di Camp Arena a Herat, sede dell’RC-W.

La compagine Fucilieri dell’Aria dell’Aeronautica Militare è nata con il compito di assicurare la protezione dei sedimi aeroportuali di forza armata in ambito nazionale e garantire la sicurezza e la protezione del personale, dei velivoli e dei materiali, nonché delle installazioni e delle infrastrutture all’interno delle installazioni militari durante i rischieramenti fuori dai confini nazionali.

Impiegati in Afghanistan presso la Forward Support Base (FSB) dell’aeroporto militare Camp Arena di Herat, gli uomini e le donne del 16° e del 9° Stormo garantiscono, assieme a personale dell’Esercito, la sicurezza all’interno del perimetro di competenza della base (Force Protection). Nel dettaglio, la missione dei Fucilieri dell’Aria comprende compiti di ricognizione, pattugliamento interno ed esterno al sedime aeroportuale, attività di scorta al personale delle Task Force stanziate nella FSB, assistenza alla popolazione e, non ultimo, missioni in supporto agli equipaggi dei velivoli da trasporto tattico della Joint Air Task Force (JATF) dell’Aeronautica Militare Italiana.

Con l’introduzione in teatro operativo dei mini sistemi a pilotaggio remoto STRIX-C, detti ‘civette’, inoltre, i Fucilieri dell’Aria hanno recentemente arricchito lo spettro delle missioni assegnate con capacità Intelligence, Surveillance e Reconnaisance (ISR) a supporto dell’attività di pattugliamento esterno.

Uno sforzo continuativo inserito in un contesto internazionale difficile, dove la professionalità e i sacrifici dei Fucilieri dell’Aria dell’Aeronautica Militare hanno sempre trovato ricompensa nella stima dei comandanti e nella gratitudine degli uomini del contingente militare multinazionale che si sono susseguiti negli anni.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: a Shindand l’op Gordian Knot promuove la presenza della base aerea

È un’area di importanza strategica, quella di Shindand, e ciò è sottolineato proprio dal nome dell’operazione condotta nei giorni scorsi, Gordian Knot, nodo gordiano. La distribuzione di oltre 100 pacchi di viveri e un ingente quantitativo di abiti per bambini nel distretto di Shindand, che avuto luogo nel corso dell’operazione condotta congiuntamente da militari ISAF della Transition Support Unit Center (TSU-C) e da afgani dell’ANA (Afghan National Army) e della polizia, aveva come obiettivo il rafforzare e migliorare i rapporti con i distretti più vicini alla base aerea.

L’operazione è stata condotta nei giorni scorsi, fa sapere il Regional Command-West (RC-W) su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba, in stretta collaborazione con un plotone dell’ANA (Afghan National Army) e con le forze di polizia afgana.

Nel corso dell’operazione Gordian Knot, il colonnello Stefano Mega, comandante della TSU-C di stanza a Shindand, ha incontrato in una shura, tradizionale riunione tra gli anziani e i capi villaggio, il Mullah Lal Mohammad, amministratore di un distretto con una popolazione di circa 45mila abitanti che si estende su quasi 10mila chilometri quadrati nell’area di confine tra il distretto di Shindand e quello di Herat, e quindi importante crocevia per le comunicazioni lungo l’importante Ring Road.

L’attività è stata condotta in sicurezza grazie all’impiego di un velivolo a pilotaggio remoto del Task Group Astore della Joint Air Task Force, che ha vegliato dall’alto sul dispiegamento delle forze per tutta la durata dell’attività, di personale proveniente dal 2° reggimento genio guastatori di Trento a bordo dei moderni veicoli Freccia e dalle forze di sicurezza afgane.

La TSU-C è l’unità di manovra su base 7° reggimento alpini di Belluno che opera per supportare le autorità afgane nel loro compito di garantire sicurezza, sviluppo e governabilità a favore della popolazione locale in quelle aree ove la presenza di strutture governative legalmente riconosciute è ancora insufficiente.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: TOA alla JATF, il colonnello Moscini passa il comando al collega Maineri

Si è svolto ieri, 27 aprile, l’avvicendamento tra il colonnello Carlo Moscini e il colonnello Luca Maineri al comando della Joint Air Task Force (JATF), l’unità da cui dipendono gli assetti di volo dell’Aeronautica Militare assegnati al comando operativo NATO, nella base di Camp Arena a Herat, sede del Regional Command West (RC-W) di ISAF, il comando a guida italiana su base brigata Julia alla guida del generale Ignazio Gamba che opera nell’area occidentale dell’Afghanistan.

Con circa 200 militari, tra i quali una componente di aviorifornitori dell’Esercito, la JATF garantisce molteplici capacità sia in ambito operativo che di supporto. Il sostegno alle operazioni è assicurato dai C-130 del task group Albatros, uno strumento efficace e di estrema affidabilità soprattutto per raggiungere le tante aree del paese altrimenti inaccessibili. I velivoli YEC27-J JEDI (Jamming and Electronic Defence Instrumentation), capaci di neutralizzare le comunicazioni avversarie e contrastare la minaccia costituita dagli ordigni esplosivi improvvisati (C-IED), unitamente ai caccia AMX in forza al task group Black Cats, che svolgono missioni di ricognizione tattica e supporto aereo ravvicinato alle truppe, garantiscono l’indispensabile cornice di sicurezza per le operazioni delle forze di terra.

I velivoli a pilotaggio remoto Predator del task group Astore, impiegati invece per missioni di tipo ISR (Intelligence, Surveillance, Reconaissance), con la loro tecnologia costituiscono il cosiddetto “occhio dall’alto” della coalizione e rappresentano una capacità ormai irrinunciabile a favore della protezione delle truppe nazionali e alleate, nonché della popolazione civile.

Il generale Gamba, comandante di RC-W, nel congratularsi con il colonnello Moscini per l’encomiabile lavoro svolto, e nel dare il benvenuto al colonnello Maineri, ha sottolineato come la sinergia tra la componente aerea e le truppe al suolo sia un fattore decisivo per il successo delle operazioni del contingente internazionale, in modo particolare durante l’attuale delicato periodo di transizione tra le forze ISAF e quelle afgane.

Nel discorso di commiato, il colonnello Moscini ha ringraziato il personale della JATF, “in grado di esprimere tutte le capacità di pregio della Forza Armata”, e ha espresso loro il suo più vivo apprezzamento per l’eccellenza del lavoro svolto.

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Fonte: RC- W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF Herat: a Camp Arena l’Aeronautica Militare celebra i 90 anni della Forza Armata

Gli uomini e le donne ‘in divisa azzurra’ di stanza presso la base Camp Arena di Herat hanno celebrato il 28 marzo scorso il 90° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare quale Forza Armata autonoma.

Alla semplice cerimonia presieduta dal generale di brigata Ignazio Gamba, comandante del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, attualmente su base brigata alpina Julia, hanno preso parte molti dei 450 aviatori in forza presso il contingente.

In occasione dell’evento, il colonnello pilota Carlo Moscini, comandante della Joint Air Task Force (JATF), ha dato lettura dei messaggi augurali giunti dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e dai più alti vertici militari.

La JATF, comandata dal colonnello Moscini e costituita integralmente da personale dell’Aeronautica, ha il compito di gestire gli assetti di volo assegnati al comando operativo NATO per l’Afghanistan che operano prevalentemente nella regione occidentale del Paese.

A Camp Arena il personale dell’Aeronautica Militare offre il proprio contributo e la competenza in quasi tutte le Task Force e componenti in cui si articola il contingente con incarichi che, oltre a quelli legati all’attività di volo, spaziano dalla difesa delle installazioni alla logistica, dalla gestione patrimoniale alle comunicazioni, dalla pubblica informazione all’intelligence.

In particolare, la presenza dell’Arma Azzurra si concentra nel Centro Amministrativo d’Intendenza Interforze (CAI-I), nella Forward Support Base (FSB), che gestisce il funzionamento dell’intera base, e nella Stability Division, che ha l’onere di monitorare e promuovere l’andamento del delicato processo di transizione in atto in Afghanistan.

Al termine dell’evento i militari, grazie al supporto amministrativo e logistico del CAI-I e del Provincial Reconstruction Team (PRT) – CIMIC Detachment, hanno regalato qualche ora di spensieratezza e allegria a una rappresentanza di bambini e bambine dell’orfanotrofio di Herat, accolti nella base per l’occasione. I piccoli ospiti, dopo un rinfresco loro dedicato, hanno ricevuto in dono cappellini e altri oggetti ricordo dell’Aeronautica Militare e hanno potuto assistere, incuriositi e affascinati, alla proiezione di alcuni video sulle evoluzioni della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: azione combinata di AMX, Predator, C27 Jedi, Chinook e Mangusta contro i ribelli

Due velivoli AMX dell’Aeronautica Militare Italiana hanno distrutto con bombe a guida laser due antenne utilizzate dagli insorti per le comunicazioni radio nella regione occidentale dell’Afghanistan, l’area sotto la responsabilità italiana del Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri.

Prima dell’operazione contro i ribelli, gli analisti della Joint Air Task Force (JATF) avevano individuato i due apparati, situati nel distretto del Gulistan, a circa 130 miglia a sud est di Herat, attraverso l’analisi delle immagini rilevate nel corso di una precedente ricognizione aerea tramite il POD Reccelite, ovvero il sistema di ricognizione tattica ‘ogni tempo’ montato sugli AMX del Task Group Black Cats.

L’operazione, che ha portato alla distruzione cosiddetta chirurgica dei due impianti radio, è stata portata a termine con successo grazie al coordinamento con altri assetti nazionali e internazionali.

Velivoli Predator ed EC27J Jedi dell’Aeronautica Militare hanno rispettivamente perlustrato la zona per evitare danni collaterali e inibito eventuali attivazioni di ordigni esplosivi, mentre un elicottero Chinook 47 e un Mangusta dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) hanno trasportato e scortato il team che, da terra, ha diretto l’azione dei cacciabombardieri per garantire una maggiore precisione. Un aereo-cisterna KC 135 statunitense, infine, ha permesso il rifornimento in volo agli AMX.

Gli stessi AMX dell’Aeronautica Militare, schierati a Herat da circa un anno, proprio due giorni prima erano intervenuti nella vicina provincia di Farah fornendo fuoco di copertura in supporto di un convoglio costituito da forze di sicurezza afgane e da militari italiani della Transition Support Unit South attaccato da un gruppo di insorti posizionati in altura.

Il Task Group Black Cats, dotato di velivoli cacciabombardieri AMX, svolge missioni di ricognizione e di supporto aereo ravvicinato alle forze alleate e afgane sul terreno.

Il Task Group è inquadrato nella JATF dell’Aeronautica Militare di stanza a Herat, che ha il compito di gestire gli assetti di volo assegnati al comando operativo NATO per l’Afghanistan che operano prevalentemente nella regione occidentale.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: visita del CaSMA gen Bernardis, “termino qui il mio mandato ‘operativo’”

“Ho voluto terminare qui, il mio mandato dal punto di vista ‘operativo’, perché questa è una delle punte che meglio esprimono il cambiamento dell’Aeronautica Militare di questi ultimi anni”, ha esordito il generale Giuseppe Bernardis, Capo di stato maggiore dell’Aeronautica (CaSMA) uscente, nel corso della sua visita al Regional Command-West (RC-W) di ISAF a Herat lo scorso 8 febbraio.

Ad accoglierlo, presso l’aeroporto di Shindand, nella parte centrale della regione sotto responsabilità italiana, il generale Dario Ranieri, comandante del contingente internazionale a guida brigata alpina Taurinense, accompagnato dal colonnello Carlo Moscini, comandante della Joint Air Task Force (JATF) di Herat, e dal colonnello Luciano Ippoliti, comandante dell’Airbase Support Air Advisory Team (ASAAT).

Il generale Bernardis, rivolgendosi al  personale dell’Aeronautica Militare che svolge attività di advising per il personale afgano appartenente alle diverse articolazioni dell’aeroporto militare di Shindand, futuro polo addestrativo dell’intera Aeronautica Afgana, e che contribuisce alla formazione del personale aeronavigante della stessa, ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro quotidianamente svolto al fine di garantire un futuro di speranza all’Afghanistan.

Trasferitosi poi nella base di Herat, il CaSMA si è rivolto al personale in divisa azzurra in forza presso Camp Arena, sede dell’RC-W ISAF a Herat, rischierato in uno degli hangar della JATF: “Voi siete i terminali di un’azione corale che l’Aeronautica Militare è oggi in grado di esprimere al meglio”, ha dichiarato il generale Bernardis, riferendosi alle diverse espressioni dell’uniforme azzurra schierate di fronte. Al termine del suo discorso, ha sentitamente ringraziato il personale e rimarcato orgogliosamente che “l’Aeronautica Militare oggi c’è, si vede, ed è finalmente capace di fare quello che tutti abbiamo a lungo sognato”.

La base Camp Arena di Herat, nella giornata del 7 febbraio, è stata interessata anche dalla visita del generale statunitense James L. Terry, comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), che ha espresso la propria soddisfazione al generale Ranieri e al suo staff per i risultati raggiunti nell’attività di supporto alle forze di sicurezza afgane.

La JATF dell’Aeronautica Militare, di stanza a Herat, ha il compito di gestire gli assetti di volo assegnati al Comando operativo NATO per l’Afghanistan.

L’ASAAT, di stanza a Shindand, sotto il comando della NATO Training Mission Afghanistan (NTM-A), svolge quotidianamente attività di addestramento a favore del personale dell’aeronautica afgana su elicotteri MI-17 AAT.

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