Kosovo

RC-W, KFOR: donazione di materiale sanitario al policlinico di Peč per migliorare le condizioni igienico-sanitarie di odontoiatria

Si è concluso nei giorni scorsi un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) che ha visto i soldati italiani del Regional Command West (RC-W), su base 24° Reggimento Peloritani, impegnati dallo scorso 13 giugno nell’ambito della missione in Kosovo denominata Joint Enterprise, effettuare una donazione di dispositivi per la sterilizzazione delle attrezzature odontoiatriche in favore del policlinico regionale di Peja/Peč, fa sapere lo stesso RC-W in un comunicato stampa odierno.

La donazione, si apprende, è finalizzata a migliorare le condizioni igienico sanitarie all’interno del reparto odontoiatrico del policlinico.

A presenziare alla cerimonia per la donazione del materiale sanitario, oltre al personale medico e infermieristico, il sindaco della città di Peja/Peč e l’assessore alla sanità, che hanno ringraziato il Comandante dell’RC-W, Col Daniele Pisani, per il continuo supporto che l’Italia fornisce non solo tramite le sue unità che quotidianamente operano nell’area a garanzia della sicurezza e della stabilità del Paese, ma anche per la fattiva e continua collaborazione che l’Italia dimostra tramite le attività di cooperazione civile e militare svolte fianco a fianco con i vari enti locali.

La donazione effettuata rientra tra le attività sociali che contribuiscono significativamente al bene della collettività, mediante il supporto dei servizi essenziali per le popolazioni che vivono in Kosovo.

Istruzione, salute e infrastrutture, sono i pilastri fondamentali che l’RC-W supporta con le sue attività di cooperazione civile e militare, sviluppate in stretta collaborazione con gli enti locali, al fine di contribuire alla crescita e allo sviluppo socioeconomico del Paese, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: il GSA si addestra per garantire la libertà di movimento delle unità KFOR

Nell’ambito della missione in Kosovo il Gruppo Supporto di Aderenza (GSA), su base Reggimento Logistico Aosta, schierato nel teatro operativo kosovaro dallo scorso 20 luglio quale unità a livello battaglione alle dipendenze del Comandante del Regional Command West (RC-W), ha condotto, dal 26 settembre al 3 di ottobre scorso, un ciclo di esercitazioni finalizzate a incrementare il livello di interoperabilità tra i diversi assetti operativi e logistici, forniti dai contingenti multinazionali che operano in Kosovo.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa di ieri, 9 ottobre, lo stesso RC-W.

Durante le giornate addestrative i vari assetti hanno composto una specifica unità multinazionale, a guida italiana, denominata Freedom of Movement – Detachment (FOM-D), nata dall’unione di unità del Genio, logistiche e sanitarie.

Compito del FOM-D, si apprende, il garantire un supporto alle forze di manovra, che operano in assetto antisommossa, al verificarsi di disordini che richiedano, oltre al controllo della folla, anche la bonifica di trappole esplosive e il ripristino della viabilità, mediante la rimozione di barricate erette durante la protesta.

Le giornate addestrative si sono svolte presso Camp Mareshal de Lattre de Tassigny a Novo Selo, dove sono stati simulati diversi scenari nell’ambito dei quali, oltre alle unità italiane, impiegate con diversi assetti logistici e un carro apripista Leopard, sono stati impiegati anche assetti sanitari turchi, team di artificieri austriaci e unità statunitensi e ungheresi, queste ultime dedicate al controllo della folla.

L’addestramento è servito a esercitare anche gli assetti logistici alla gestione di eventi critici, per garantire una risposta pronta ed efficace al verificarsi di situazioni suscettibili di minacciare la stabilità, la sicurezza e la libertà di movimento nell’area delle operazioni, spiega il comunicato.

Al verificarsi di tali eventi, sottolinea il comunicato, le forze schierate in missione in Kosovo contribuiscono al ripristino e al mantenimento di un ambiente sicuro.

KFOR, in qualità di terzo responsabile della sicurezza nazionale kosovara, concorre alla gestione di simili eventi in supporto delle forze di polizia locale, la Kosovo Police (KP), primo responsabile della sicurezza nazionale, e alle forze di polizia internazionali, costituite dalla European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX).

“Per questa ragione è stato simulato uno scenario di mobilitazione popolare, nel quale le forze esercitate hanno dovuto fronteggiare una vera e propria escalation di disordini”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-KFOR

 

COMFOPSUD: celebrato il ventennale dell’ingresso in Kosovo del contingente italiano

Conclusa con una cerimonia militare in piazza Carlo II a Napoli, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, del Comandante Generale dell’Arma del Carabinieri Generale di Corpo d’armata Giovanni Nistri, degli ex Comandanti del Contingente italiano in Kosovo, del Sindaco di Caserta e di altre autorità locali, la due giorni di celebrazioni per il ventennale dell’ingresso del Contingente Italiano in Kosovo, avvenuto nel giugno del 1999.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 20 settembre il Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD) di Napoli.

La manifestazione è stata aperta ufficialmente giovedì nei saloni della Reggia di Caserta con la conferenza storico rievocativa tenuta dal Generale di Corpo d’Armata (in quiescenza) Mauro Del Vecchio, primo Comandante del Contingente Italiano in Kosovo e Comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi che ha ripercorso l’ingresso nei territori kosovari dei militari italiani raccontando la sua esperienza, corredata da quella degli altri Comandanti presenti, tra i quali il Generale di Corpo d’armata Carlo Cabigiosu, primo Comandante italiano della Forza NATO di KFOR.

A corollario della conferenza è stata allestita una mostra video fotografica riferita agli accadimenti di quel periodo.

Durante la cerimonia militare in piazza, in cui erano presenti i reparti e molti dei protagonisti che nel 1999 diedero inizio alla missione, il Generale Farina, anch’egli ex comandante della Kosovo Force da settembre 2013 a settembre 2014, ha sottolineato quanto KFOR sia una missione importante che contribuisce alla stabilizzazione dei Balcani occidentali e, in termini più ampi, dell’intera Europa, spiega il comunicato, aggiungendo che in tale ambito l’Esercito Italiano svolge un ruolo primario sia per il mantenimento della sicurezza nell’area sia per l’integrazione degli attori regionali con l’Unione Europea.

Il Gen Farina ha così proseguito: “La nostra tradizione culturale improntata al dialogo e al rispetto verso il prossimo e la formazione attenta e costante dei nostri militari sono stati elementi fondamentali per ottenere in Kosovo la fiducia, la sinergia, il dialogo e il rispetto tra le parti. I Comandanti e i Soldati italiani dell’Esercito, dei Carabinieri e dell’Aeronautica e della Marina che negli anni hanno operato in Kosovo hanno sempre dimostrato altissima preparazione e ferma determinazione sul campo coniugando l’uso proporzionato della forza con un atteggiamento proattivo e imparziale tra le parti. Solo con un approccio multidimensionale, coordinato e integrato con ogni altro soggetto operante sul campo è possibile ottenere grandi risultati. Questi aspetti sono infatti alla base del motto more togheter che coniai durante il mio mandato da Comandante di KFOR”.

La missione in Kosovo, nella denominazione di KFOR (Kosovo Force), iniziò il 12 giugno 1999, su mandato delle Nazioni Unite, con l’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza della Risoluzione 1244, che autorizzava l’impiego di un contingente militare inizialmente composto da circa 50.000 militari provenienti da Paesi NATO e altri alleati, ricorda il comunicato stampa del COMFOPSUD.

Il Contingente italiano, composto allora da circa 6.500 uomini delle unità della Brigata Garibaldi e da assetti specialistici di altre Forze Armate, entrò in Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiunse la città di Pec il mattino del 14 giugno 1999. Alla Brigata italiana, Brigata Multinazionale Ovest (MNB-W), venne assegnata la responsabilità dell’area ovest.

Attualmente all’operazione Joint Enterprise in Kosovo partecipano 28 paesi, con un impegno complessivo di forze di circa 4.000 unità, e il Comando della Kosovo Force è affidata in modo continuativo a un Generale dell’Esercito italiano dal 2013, ricorda il comunicato.

Fonte e foto: COMFOPSUD

RC-W, KFOR: incrementate le attività operative per il raggiungimento della FOC

Continuano le attività operative condotte dal contingente italiano del Regional Command West (RC-W), su base 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani di Messina, dallo scorso 13 giugno schierato nel settore occidentale del Kosovo.

A seguito della rimodulazione della struttura ordinativa dei Comandi NATO presenti in Kosovo, sancita il 15 agosto scorso, ricorda con un comunicato stampa odierno lo stesso RC-W, il Comando ha incrementato la condotta delle attività operative e addestrative al fine di raggiungere la Full Operational Capability (FOC), ovvero la piena capacità operativa del neocostituito comando multinazionale.

L’incremento delle attività operative è finalizzato a garantire una maggiore presenza delle unità del RC-W su tutto il versante occidentale del Kosovo.

In particolare, le operazioni condotte dal contingente italiano, in cooperazione con altri assetti multinazionali della missione in Kosovo, variano dalle pattuglie appiedate a quelle elitrasportate, dalle attività svolte in supporto alle forze di polizia locale a quelle di controllo del confine amministrativo che separa la Serbia dal Kosovo, eseguite congiuntamente alle unità dell’Esercito serbo.

A questa attività va aggiunta la vigilanza, senza soluzione di continuità, al monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO.

Si tratta di un insieme di attività operative svolte dai diversi assetti alle dipendenze del Comandante del RC-W, Colonnello Daniele Pisani, al quale è assegnata l’autorità di “battlespace owner”, ovvero responsabile della condotta di tutte le operazioni, nonché della gestione degli assetti terrestri, schierati nel versante occidentale del Kosovo, per l’assolvimento dei compiti assegnati.

In tale quadro, sottolinea il comunicato stampa, riveste una notevole importanza la funzione svolta dagli assetti non cinetici (LMT), ovvero dai team di collegamento che sono quotidianamente a contatto con la popolazione e le istituzioni locali.

“Una molteplicità di sistemi, che, interagendo tra loro, grazie al coordinamento ottenuto mediante un sinergico lavoro di staff, contribuiscono al costante mantenimento di un ambiente stabile e sicuro”, conclude il RC-W.

Fonte e foto: RC-W

RC-W, KFOR: lezioni di primo soccorso per i giovani atleti del Kosovo da parte dei militari italiani

“È in corso in questi giorni in Kosovo una campagna di formazione sul primo soccorso, denominata “My life in Your hands”, nata dalla collaborazione tra il Regional Command West (RC-W) e l’assessorato allo sport e alla cultura del comune di Peč/Pejë, municipalità che rientra nell’area in cui operano i soldati italiani del contingente multinazionale ovest in missione in Kosovo”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno lo stesso RC-W.

L’iniziativa è volta a istruire i giovani atleti, appartenenti a diverse fasce di età e provenienti da varie associazioni sportive locali, a intervenire in caso di arresto cardio-respiratorio e traumi di varia natura, attraverso l’applicazione di procedure di primo soccorso e di rianimazione, volte al ripristino e al mantenimento delle funzioni vitali.

L’iniziativa prevede la realizzazione di un ciclo di incontri presso i vari centri sportivi che hanno aderito al progetto, con il coinvolgimento di circa venti associazioni sportive e oltre duecento giovani atleti, si apprende.

Il corso, articolato secondo un protocollo standard teorico/pratico che prevede l’acquisizione delle procedure “salvavita” mediante l’impiego di manichini didattici, è stato caratterizzato da momenti di confronto tra gli atleti che hanno presenziato ai vari incontri e il personale sanitario militare dell’RC-W che ha condotto l’attività.

“Per la realizzazione del progetto l’RC-W, unità operativa multinazionale a guida italiana su base 24° Reggimento Peloritani e inquadrato all’interno della missione NATO KFOR, si è avvalso dei propri assetti sanitari in missione in Kosovo, impiegandoli secondo il principio del dual use, un duplice impiego non soltanto nella conduzione delle normali attività operative ma anche a sostegno della popolazione locale, nel caso specifico, in favore dei giovani atleti appartenenti alle diverse etnie presenti nel settore occidentale del Kosovo, accomunati da un’unica passione per lo sport”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: il CIMIC supporta la sanità locale in Kosovo

I soldati italiani del Regional Command West (RC-W), in missione in Kosovo, hanno recentemente effettuato una donazione di strumenti elettromedicali e presidi medici in favore della popolazione locale.

Più in dettaglio, lo stesso RC-W ha fatto sapere con un comunicato stampa del 30 agosto che “si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) che ha visto i soldati italiani del Regional Command West (RC-W), impegnati nell’ambito della missione in Kosovo denominata Joint Enterprise, effettuare una donazione di apparati elettromedicali e presidi medici presso il centro di medicina familiare del villaggio di etnia serba di Gorazdevac”.

La donazione, si apprende, è nata dalla collaborazione tra l’unità CIMC del RC-W e le istituzioni locali ed è stata resa possibile grazie a un donatore italiano, nello specifico la dottoressa Silvana Paratore, da diversi anni impegnata nel campo del volontariato nella città di Messina e insignita dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il progetto di Cooperazione Civile e Militare, fa sapere l’RC-W, ha permesso la distribuzione di diverse apparecchiature per la misurazione del tasso glicemico, misuratori per l’autocontrollo della glicemia e altri presidi medici chirurgici. Presenti alla donazione, oltre al personale medico e infermieristico della struttura, il comandante del Regional Command West, Colonnello Daniele Pisani, accompagnato dal suo staff.

La direttrice del centro di medicina familiare, dottoressa Stanisllava Radovic, al termine della donazione ha espresso la sua profonda gratitudine per i materiali ricevuti, riferisce il comunicato, aggiungendo che risultano essere di vitale importanza sia per la comunità di Gorazdevac, che per altri piccoli villaggi di etnia serba assistiti dalla stessa clinica, considerando che il 30% dei residenti è affetto da diabete mellito.

Infine, la direttrice ha ringraziato il Comandante dell’RC-W e il team CIMIC che ha condotto la donazione per il continuo supporto che i soldati italiani in missione in Kosovo forniscono al centro di medicina familiare e a tutta la popolazione di Gorazdevac.

Fonte e foto: RC-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il 2 giugno dei soldati italiani in Kosovo e Medal Parade per il contingente a termine mandato

I militari italiani della missione in Kosovo hanno celebrato lo scorso 2 giugno la ricorrenza del 73° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana: nell’occasione, con l’approssimarsi del termine del mandato per il contingente attualmente schierato, ha avuto luogo anche la cerimonia denominata “Medal Parade”, che ha visto i soldati del contingente che compongono il MNBG – W (Multinational Battle Group  – West) ricevere la medaglia commemorativa “Non Article 5”, concessa al personale impiegato nella condotta di operazioni di supporto alla pace.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

La cerimonia si è svolta presso Camp Villaggio Italia – Peč/Pejë, alla presenza del Comandante del MNBG – W, Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante in Patria dell’8° Reggimento di artiglieria terrestre Pasubio, che costituisce l’ossatura principale del contingente.

Per celebrare la Festa della Repubblica Italiana, il Colonnello Di Marco ha dato lettura del messaggio augurale inviato dal Ministro della Difesa, Dottoressa Elisabetta Trenta, a tutti i contingenti italiani impiegati nelle missioni all’estero e ha pronunciato un breve discorso complimentandosi con gli uomini e le donne avuti alle dipendenze per la professionalità con cui hanno operato durante la missione in Kosovo.

La consegna della medaglia NATO, spiega il comunicato, sancisce la fine del mandato che ha visto i soldati del MNBG – W impiegati nella missione in Kosovo, per un tour di sei mesi, nella condotta dell’operazione denominata Joint Enterprise, che ha visto il personale del MNBG – W condurre attività operative per il mantenimento della pace e della sicurezza nel settore ovest del Kosovo, nonché attività addestrative mirate ad amalgamare le varie componenti multinazionali del MNBG – W, uniformandone gli standard operativi.

Il contingente attualmente schierato, fa sapere il MNBG-W, si approssima a essere avvicendato dal 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

Durante la cerimonia il Colonnello Di Marco ha conferito alcuni riconoscimenti al personale che più si è distinto durante la condotta delle operazioni. Alla Medal Parade oltre al personale italiano ha partecipato anche una compagnia moldava che tra pochi giorni concluderà, a sua volta, il proprio mandato, si apprende.

La missione NATO KFOR, ricorda il comunicato stampa del MNBG-W, concorre, “nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace e al processo di crescita civile”.

L’attuale missione KFOR, conclude il MNBG-W, consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence”.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: la Southern Dragon, esercitazione di schieramento rapido con elicotteri nel sud del Kosovo

“I militari italiani della missione in Kosovo KFOR si addestrano per essere pronti a intervenire in tutto il paese per prevenire qualsiasi situazione che possa compromettere la sicurezza e la libertà di movimento”, rende noto un comunicato stampa del Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di ieri, 5 aprile.

In dettaglio si apprende, nella municipalità di Dragaš/Dragash, territorio situato nella parte più a sud del Kosovo, i militari italiani dell’MNBG-W hanno condotto una esercitazione di schieramento rapido mediante l’utilizzo di elicotteri, denominata Southern Dragon.

Scopo dell’attività è stato quello di incrementare il livello di addestramento e di interoperabilità tra le unità militari delle diverse nazioni partecipanti alla missione in Kosovo, consolidare la capacità a operare in aree boschive e in ambiente notturno.

L’esercitazione, spiega il comunicato, ha visto coinvolta la compagnia di manovra italiana, enucleata dall’8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio, con il supporto di due elicotteri Mi-8 del contingente croato, di un team per la bonifica di ordigni esplosivi (Explosive Ordnance Disposal – EOD) del contingente moldavo, di un team sanitario sloveno e di due nuclei di Military Police dei Carabinieri.

Il coordinamento delle unità impiegate e la gestione delle operazioni sono stati garantiti dal Tactical Operations Center (TOC) nella base di Camp Villaggio Italia a Peč/Pejë.

Nel contesto dell’esercitazione è stato supposto un intervento rapido da realizzare a seguito della segnalazione di presenza di probabili elementi ostili in un caseggiato situato in un’area boschiva. La compagnia è stata attivata e infiltrata in breve tempo, nel luogo identificato, mediante l’impiego degli elicotteri.

La pianificazione speditiva dell’azione è avvenuta sul posto con la tecnica del Rehearsal of Concept (ROC) Drill.

Con il ROC Drill il Comandante dell’unità espone ai suoi subordinati le fasi dell’esecuzione del piano per sincronizzare i tempi e le modalità dell’azione. A tal fine viene riprodotta, con mezzi di circostanza, la zona interessata all’operazione evidenziando gli elementi caratteristici del terreno e gli ostacoli. L’intervento è avvenuto nel corso della notte per potenziare le capacità di azione tramite l’impiego di sistemi a intensificazione di luce per la visione notturna.

“L’esercitazione Southern Dragon si inquadra nell’ambito delle attività addestrative congiunte, volte a rafforzare l’amalgama e consentire l’interoperabilità tra le componenti militari delle diverse nazioni contribuenti all’Operazione, al fine di garantire una pronta ed efficace risposta in caso di necessità”, conclude il MNBG-W.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il 5° Alpini cede il comando all’8° rgt Artiglieria terrestre Pasubio

Si è tenuta l’11 dicembre scorso, nella base Camp Villaggio Italia di Peć/Peja, in Kosovo, la cerimonia del passaggio di consegne tra il 5° reggimento Alpini di Vipiteno, Bolzano, e l’8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio di Persano, Salerno, che subentra duqnue alla guida del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, unità multinazionale a guida italiana composta da militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi, garante della sicurezza nel settore occidentale del Paese.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

Durante i sei mesi di mandato, il personale italiano del 5° Alpini ha svolto numerose attività operative in tutto il territorio del Kosovo, esercitazioni in contesto multinazionale e attività CIMIC (Civilian Military Cooperation) destinate a garantire un diretto e immediato sostegno alla popolazione locale.

Tra queste ultime attività meritano senz’altro di essere ricordate la donazione di un’incubatrice, in favore del reparto di neonatologia dell’Ospedale Civile di Peć/Peja, e le numerose iniziative volte a sostegno di alcuni istituti scolastici, come donazioni di materiale ed equipaggiamento e alcuni interventi di bonifica sanitaria messi a punto da personale specializzato del contingente italiano in Kosovo.

La vicinanza tra i militari italiani e gli istituti scolastici è stata rimarcata dalla partecipazione di tre scolaresche alla cerimonia del cambio di comando, con gli alunni che hanno sventolato il Tricolore italiano nella durata della cerimonia militare.

Un altro ambizioso progetto CIMIC ha permesso di valorizzare le particolari caratteristiche tipiche di un reggimento alpino, scrive il MNBG-W: “grazie a qualificati istruttori, è stato infatti possibile condurre un addestramento in favore delle KSF e della Peć/Peja Mountain Rescue Team, mirato ad accrescere le capacità di queste organizzazioni nelle tecniche e procedure tipiche del soccorso alpino”.  

Il col Ruggero Cucchini, Comandante uscente del MNBG-W, ha voluto ringraziare tutto il personale alle sue dipendenze per gli ottimi risultati ottenuti in questi sei mesi di attività. Scrive il MNBG-W: “nonostante la difficoltà legata alla distanza dai propri cari, i militari del 5° Alpini hanno operato con dedizione e professionalità, assolvendo tutti i compiti a loro affidati dal comando superiore della missione KFOR, missione a guida NATO sotto egida ONU con il compito di garantire sicurezza e libertà di movimento all’interno del Paese”.

Presente alla cerimonia anche il Comandante di KFOR, gen Lorenzo D’Addario, che ha ringraziato a sua volta i militari del 5° Alpini per l’importante contributo al progresso della missione e ha rivolto i migliori auguri per il mandato al personale del 8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio, comandato dal col Gianfranco Di Marco.

Le bandiere del 5° Alpini e dell’8° Pasubio si incrociano quindi ancora una volta nel corso della storia: i due reggimenti, ricorda il comunicato stampa, “operarono fianco a fianco già nel gennaio del 1943 in terra di Russia, e assieme forzarono la sacca di Nikolaevka, scrivendo delle epiche pagine di storia dell’Esercito Italiano”.

Il contesto oggi è decisamente cambiato, ma sono rimasti immutati l’impegno e la dedizione con cui gli uomini e le donne di questi due reggimenti – e di tutti i reparti delle Forze Armate Italiane – svolgono le proprie mansioni, tanto in territorio nazionale quanto all’estero, conlcude il MNBG-W.

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Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: un ciclo di donazioni sviluppate dal CIMIC per le scuole del Kosovo occidentale

Il Multinational Battle Group West (MNBG-W) a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, ha concluso di recente un ciclo di donazioni sviluppate dalla Cooperazione Civile – Militare (CIMIC) nel settore della formazione in favore di tre istituti scolastici dell’area occidentale del Kosovo.

In particolare, si apprende dal comunicato stampa dello stesso MNBG-W, è stato consegnato diverso materiale didattico alla scuola di Dardanjia, a Peja/Pec, in favore di 58 alunni appartenenti alla comunità RAE (Rom-Ashkali-Egyptian) 4 di etnia Bosniaca (KOB) e 25 di etnia albanese (KOA).

Nella scuola di “Heronjite e Dukagjinit” di Gllojan/Glodjane sono stati donati banchi e sedie per l’ammodernamento di 3 classi e il conseguente miglioramento delle condizioni per oltre 90 studenti.

Infine, all’interno del villaggio serbo di Gorazdevac/Gorazhdec, il Comandante del MNBG-W, col Ettore Gagliardi, ha inaugurato un’aula-laboratorio di chimica, interamente realizzata con fondi della Difesa Italiana, a favore di oltre 110 alunni serbi del comprensorio scolastico “Janko Josipevic”.

Le Forze Armate inquadrate nel MNBG-W proseguono nel sostegno del settore educativo per la formazione delle giovani generazioni di studenti kosovari, in stretta collaborazione con le autorità locali.

“Tali incentivi avranno effetti concreti e sostenibili sui futuri sbocchi occupazionali della società, soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica e della gestione dei laboratori del settore chimico, assicura il comunicato stampa del contingente italiano.

Il MNBG-W, composto da unità italiane slovene austriache e moldave, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel rispetto del pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio balcanico.

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