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Sector West, UNIFIL: concluso addestramento congiunto per attività militari nei centri abitati

I caschi blu italiani in Libano hanno concluso ad As Samayah un’attività esercitativa congiunta con le Forze Armate Libanesi (LAF) sulle operazioni militari nei centri abitati, fa sapere il Sector West (SW) di UNIFIL nel Libano del sud.

L’attività, durata due settimane, ha avuto lo scopo di far conseguire le capacità di base per lo svolgimento di attività militari nei centri abitati con particolare attenzione alla pianificazione e alla condotta delle attività.

“Il modulo addestrativo – si legge nel comunicato stampa del SW del 30 gennaio – ha interessato militari di ITALBATT, la Task Force italiana del Sector West di UNIFIL, e un plotone dell’Esercito Libanese”.

Tali esercitazioni congiunte, oltre a consentire alle LAF di implementare le loro capacità operativa, contribuiscono a una maggiore sinergia con i caschi blu di UNIFIL, spiega il SW.

Il supporto alle LAF è uno dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alla popolazione.

Il comando di ITALBATT è attualmente su base reggimento Genova Cavalleria e l’Operazione Leonte XXI è a guida brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, agli ordini del generale Ugo Cillo.

Per la Pozzuolo del Friuli, sottolinea il comunicato, si tratta del quinto mandato nella Terra dei Cedri e alla guida del Settore Ovest di UNIFIL.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Rio2016: atleti Esercito, ancora medaglie con Detti e Bruni. Il CaSME si congratula

Rio2016_Gabriele Detti_Esercito“Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, unitamene a tutti i militari della Forza Armata, si congratula con il caporal maggiore del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito Gabriele Detti per l’entusiasmante medaglia di bronzo conquistata, questa notte [tra il 13 e 14 agosto, ndr], nella prova di nuoto nei 1.500 metri stile libero nella vasca dell’Olympic Acquatics Stadium di Rio de Janeiro con il tempo di 14:40.86.”

Così riporta il comunicato stampa dell’Esercito datato 14 agosto scorso nel riferire i complimenti del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Errico, con riferimento al podio di Detti.

Per il 21enne atleta livornese dell’Esercito, specialista nel mezzofondo, quella del 14 agosto scorso è la seconda medaglia di bronzo nelle Olimpiadi di Rio2016 dopo l’impresa di qualche giorno prima nei 400 stile libero (link articolo in calce).

Rio2016_Gabriele Detti_Esercito (2)Campione italiano 2012 nei 400 stile libero e vice-campione italiano nei 400, 800 e 1.500 stile libero ai campionati assoluti 2013, il caporal maggiore Detti ha già vinto un argento e un bronzo mondiale e altri tre argenti europei, tutti conquistati a livello giovanile tra 400, 800 e 1.500 metri stile libero.

 “Questa medaglia pesa tanto per il significato che ha ed esserci riuscito due volte mi rende orgoglioso di essere italiano. Questo è un allenamento per noi, la vera Olimpiade è ogni giorno”, ha commentato il caporal maggiore.

Poche ore dopo anche il caporal maggiore scelto dell’Esercito Rachele Bruni sale sul secondo gradino del podio nella prova dei 10 km di nuoto in acque libere, regalando la 22esima medaglia agli italiani alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

RIO DE JANEIRO (BRASILE) (ITALPRESS) - Arrivano medaglie anche nel giorno di Ferragosto per i colori azzurri. L'azzurra Rachele Bruni, infatti, ha conquistato la medaglia d'argento nella 10 km di nuoto di fondo chiudendo la gara a Fort Capocabana con il tempo di 1h56"49.5. L'oro e' andato all'olandese Sharon Van Rouwendaal (1h56"32.1), argento inizialmente era andato alla francese Aurelie Miller (1h56"48.7) che pero' e' stata squalificata per scorrettezze nel rush finale proprio ai danni dell'azzurra. Le brasiliane Cunha e Okimoto cominciano forte, mentre la Bruni rimane nel gruppo. L'italiana completa il secondo parziale con 1h01'04"0 in settima posizione, ma recupera nel terzo passaggio saltando al secondo posto con un tempo di 1h29'33"4 ai 7.48 km. Le gerarchie mutano in continuazione e la cinese Xin Xin entra nella lotta per una medaglia, ma l'olandese van Rouwendaal rimane in testa prendendosi l'oro con 1h56'32"1. Gli ultimi metri sono serratissimi per l'argento, con la francese Muller che supera l'italiana e tocca per seconda, ma viene subito dopo squalificata per scorrettezze. E' la 22esima medaglia italiana: 7 ori, 9 argenti e 6 bronzi per i colori italiani.(ITALPRESS).

Il caporal maggiore scelto Bruni ha conquistato l’argento nella 10 km di nuoto in acque libere di Fort Copacabana con il tempo di 1h56:49.5 alle spalle dell’olandese Van Rouwendal (1h56:32.1).

“Il CaSME gen Errico, a nome i militari della Forza Armata, ha espresso tutto il suo compiacimento al caporal maggiore scelto del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito Bruni per l’entusiasmante medaglia d’argento conquistata con caparbietà e forza di spirito, sottolineando come il successo sportivo dei nostri militari esalti la dedizione alla fatica che ogni giorno, le donne e gli uomini dell’Esercito, offrono per conseguire i propri obiettivi di servizio, sia in campo sportivo sia in campo operativo, responsabilmente e con spirito di sacrificio”, fa sapere un comunicato stampa dell’Esercito datato 15 agosto.

Rachele Bruni (5)Per la 26enne atleta fiorentina dell’Esercito, nuotatrice di fondo a livello internazionale che si è sempre messa in mostra ogni anno nelle gare in coppa del mondo raggiungendo sempre ottimi risultati specialmente in mare mosso, con acque fredde e condizionate da correnti, questo podio rappresenta la prima medaglia olimpica.

Nel 2014 ha partecipato agli europei di Berlino ottenendo un sesto posto nella 10 km e un quinto posto nella 5 km ed è grazie al 4º posto nella 10 km ai mondiali di Kazan del 2015 che conquista il diritto a partecipare alle Olimpiadi 2016 a Rio de Janeiro.

Rachele Bruni (4)Il trionfo sportivo dei militari evidenzia risolutezza e vitalità diffuse tra il personale in servizio, normalmente spese nell’assolvimento dei compiti operativi quotidiani.

La 22esima medaglia italiana, al collo di un atleta dei Gruppi Sportivi Militari, conferma che lo sport militare, da anni parte integrante di quello che può definirsi il “modello sportivo italiano”, costituisce uno dei punti di forza dello sport nazionale di élite.

È attraverso il reclutamento e la successiva gestione degli atleti di interesse nazionale, sottolinea il comunicato stampa dell’Esercito, che i gruppi sportivi “con le stellette” supportano e sostengono in maniera determinante lo sviluppo e la crescita dello sport italiano.

Rachele Bruni (3)L’Esercito, con 29 atleti sui 314 della delegazione italiana, in diverse discipline, rappresenta il gruppo sportivo militare più numeroso.

Le medaglie nelle attività sportive sono la punta dell’iceberg della grande e profonda abnegazione che quotidianamente tutti i militari dell’Esercito offrono in servizio e per servizio e il riconoscimento olimpico ai nostri militari esalta la seria e generosa passione che caratterizza il personale dell’Esercito nelle attività operative quotidiane.

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Fonte e foto: Esercito

Rachele Bruni (2)

20160817_Rio2016_combo Detti-Bruni_Esercito

Centenario Grande Guerra, Esercito e Azzurro che Valore: tra gli sportivi che si sono distinti per atti eroici, Fossati dell’Inter

Manichini di Fossati e Mertz in ricordo dell'amichevole Italia AustriaSi è svolta il 5 luglio scorso, nei locali del Museo dei Granatieri, a Roma, la tavola rotonda “Azzurro che Valore”, progetto ideato dall’Istituto Nazionale Nastro Azzurro e dall’omonima Associazione “Azzurro che Valore”, volto a promuovere la conoscenza degli sportivi italiani che si sono distinti per atti eroici nel corso della Prima Guerra Mondiale, ha fatto sapere l’Esercito con un comunicato stampa dello scorso 5 luglio.

Il convegno è stato aperto dal colonnello Cristiano Dechigi, capo Ufficio storico dello stato maggiore dell’Esercito, con la lettura dei comunicati inviati dal presidente del CONI e dal presidente della FIGC.

L’ufficiale – nell’introdurre i relatori, il professor Rocco Galasso, referente del progetto; il dottor Marco Impiglia, che ha illustrato lo sport nella Grande Guerra; e il dottor Pierluigi Roesler Franz, intervenuto sul ruolo dei giornalisti sportivi caduti nel primo conflitto mondiale – ha voluto rimarcare l’importanza di questi eventi nel diffondere la cultura e la conoscenza storica della Prima Guerra Mondiale per ricordare il processo identitario e il ruolo svolto dall’Esercito nella creazione dello spirito di unità nazionale mantenendo vivo il ricordo di tutti i caduti.

Il Colonnello DECHIGI mostra la maglietta ricevuta dalla FC Inter in ricordo della ricorrenzaQuesta iniziativa, ha fatto sapere il comunicato, si inserisce nell’ambito delle commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra che l’Esercito ha intrapreso lo scorso anno con “L’Esercito marciava” proseguito quest’anno con il progetto “L’Esercito combatte” ideato per rievocare tutti i caduti della Grande Guerra (link articoli in calce).

L’evento ha rappresentato l’occasione per ricordare il centenario della morte di Virgilio Fossati, primo calciatore nerazzurro a indossare la maglia della Nazionale italiana.

Con la maglia azzurra disputò 12 partite, segnando il suo primo gol proprio nella gara d’esordio della squadra italiana, disputata il 15 maggio 1910 contro la Francia.

Con l’Internazionale Football Club Milano, primo nome della squadra nerazzurra, disputò 97 partite mettendo a segno 6 reti e vincendo il campionato del 1909-1910, due anni dopo la fondazione della società nella quale ricoprì allo stesso tempo il ruolo di giocatore, capitano e allenatore.

Fossati e Mertz con le rispettive nazionali di calcio prima dell'amichevole Italia AustriaIl Football Club Internazionale Milano, si apprende, ha partecipato alla commemorazione inviando la maglia nerazzurra con il nome di Fossati.

La domenica dell’11 gennaio 1914, presso la Civica Arena di Milano, la Nazionale italiana incontrò l’Austria in una partita amichevole, finita con il risultato di 0 a 0.

I capitani delle due squadre, Virgilio Fossati e Robert Mertz, cadranno entrambi nel corso del conflitto che coinvolgerà le due nazioni.

Nel 1915, con il grado di Sottotenente, Virgilio Fossati fu assegnato all’8° reggimento di fanteria della brigata Cuneo.

Nel febbraio del 1916, promosso al grado di tenente, fu impegnato, al comando della sua compagnia, sul settore di Podgora.

20160705_Azzurro che Valore_esercito_Inter FC Virgilio FossatiSuccessivamente, all’alba del 25 giungo 1916, fu trasferito sul settore di Monfalcone dove il 29 giugno morì in combattimento.

Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Dopo aver svolto in tutte le fasi del combattimento attiva e audace opera, si offriva spontaneamente per rintracciare possibili varchi nel reticolato nemico ed in tale ricerca cadeva colpito a morte incitando i soldati ad avere fiducia nell’esito vittorioso dell’azione – Monfalcone 29 giugno 1916”.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

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Alpini Alto Adige in marcia per il Raduno Triveneto a Gorizia: Redipuglia, “luoghi al di là di ogni immaginazione”

20160618_Alpini Alto Adige_Redipuglia (1) “Per noi Alpini questi luoghi sono al di là di ogni immaginazione”, spiega Paolo Massardi, consigliere della Sezione Alto Adige dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA).

Oggi, sabato 18 giugno, gli Alpini di Bolzano hanno visitato il Sacrario di Redipuglia in attesa della giornata conclusiva del Raduno degli Alpini del Triveneto che si terrà domani, domenica 19, a Gorizia.

In proposito, il sito istituzionale dell’ANA riporta un articolo che ripercorre la storia dei luoghi alpini. È intitolato Gorizia, storia e tradizione ed è a firma di Pierpaolo Silli. Sul sito dell’ANA è datato 11 aprile 2016, Paola Casoli il Blog lo rilancia oggi, 18 giugno.

Qui di seguito in versione integrale (link alla fonte ana.it: Gorizia, storia e tradizione):

“Gorizia si appresta ad ospitare dal 17 al 19 giugno l’Adunata nazionale della Julia e il Raduno del 3º Raggruppamento, che comprende le 25 Sezioni di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige e le Sezioni all’estero: Belgio, Germania, Lussemburgo e Nordica.

Per oltre vent’anni, tra le due guerre mondiali, Gorizia e la Valle dell’Isonzo, oggi territorio della vicina Slovenia, hanno ospitato reparti appartenenti alle Truppe Alpine che sono diventati leggendari come il 9º Alpini e il 3º artiglieria alpina, inquadrati nella Divisione Julia.

Alpini_Gorizia 2016Il ricordo della presenza di questi reparti si perpetua ancora oggi in città, terra di alpini e alpinità, grazie anche al fatto che molti giovani isontini sono stati chiamati nel corso degli anni a prestare servizio militare proprio con il cappello con la penna. Per questo motivo, oltre al Triveneto si è voluta inserire all’interno del raduno anche l’Adunata nazionale della Julia.

Il 2016 è un anno importante per Gorizia: si commemora, infatti, il centenario della conquista della città da parte dell’Esercito italiano nell’agosto 1916. Un fatto d’arme tra i più importanti della Grande Guerra sul fronte italiano, che costò centinaia di migliaia di morti e feriti, sia tra le file italiane che austro-ungariche. A un secolo da quell’evento, che cambiò per sempre la storia e il destino della città, non possiamo non porgere un deferente ricordo a quelle giovani vite spezzate, qualunque fosse la loro bandiera, e proprio per questo motivo la tre giorni inizierà con l’omaggio ai sacrari di Caporetto, Oslavia e Redipuglia senza scordare i cimiteri austro-ungarici di Brazzano e Fogliano.

Gorizia, la cui storia è millenaria, è terra di confine da sempre, qui si sono incontrate le culture latina, tedesca e slava creando un miscuglio probabilmente unico nel suo genere. Capitale di una estesa contea nel medioevo, dal 1500 fu governata dagli Asburgo fino al 1918. La relativa pacifica convivenza tra popoli diversi finì col sorgere dei nazionalismi e il deflagrare devastante delle due guerre mondiali, con l’intermezzo del fascismo e la sua opera di snazionalizzazione delle popolazioni slovene, da sempre abitanti nella zona. I dolorosi strascichi della Seconda Guerra Mondiale, con le deportazioni titine e, infine, la tracciatura di un confine che tagliò in due un territorio mai diviso prima di allora non hanno impedito che, in tempi recenti, si passasse da luogo blindato dalla Cortina di Ferro a luogo aperto a comunicazione di idee e popoli.

La città è quindi ricca di storia a partire dal suo caratteristico castello, dalle cui mura si spazia dai Monti Sabotino, Monte Santo e San Gabriele al Carso, che evocano le battaglie della Grande Guerra, fino alla pianura friulana. Il Museo della Grande Guerra di Borgo Castello, inserito nel circuito dei musei provinciali, offre una lettura interessante degli eventi che sconvolsero cent’anni fa l’Europa e il territorio goriziano. Al suo interno vi è la mostra permanente “Alpini a Gorizia” che ricorda la presenza delle Truppe Alpine a Gorizia e nell’allora Valle dell’Isonzo, mentre, scendendo, si incontrano le vie più vecchie del centro storico per arrivare al Duomo, ricostruito dopo il 1918, e la chiesa di S. Ignazio, edificata dai gesuiti a fianco a quella che un tempo era la caserma della Vittoria sede del comando del 9º Alpini e del battaglione L’Aquila.

La presenza di una comunità israelitica, annientata dalle deportazioni naziste, è testimoniata ormai soltanto dalla sinagoga di via Ascoli. Altri luoghi interessanti da visitare sia in città che a breve distanza sono il museo di S. Chiara, Villa Coronini, la pinacoteca di Palazzo Attems, i già ricordati sacrari e le trincee sul Carso, senza dimenticare che risalendo l’Isonzo si può arrivare in un’ora a Caporetto. Non si può però non accennare alle specialità enogastronomiche che Gorizia offre. La riconosciuta qualità dei vini friulani trova un’assoluta eccellenza nei bianchi della zona che, assieme ai rossi, si accompagnano ad una cucina che risente della storia del territorio: la semplicità di una terra contadina, dove friulani e sloveni trovavano una pacifica convivenza, con le contaminazioni di un passato di cinque secoli sotto la corona asburgica.

Il tutto in una cornice di dolci colline dalle cui alture lo sguardo abbraccia le Alpi Giulie e si perde fino al mare. Per citare solo alcuni dei piatti tipici: gli gnocchi di susine, la lubianska, il frico, minestre di vario tipo come orzo e fagioli, jota, musetto e brovada, gli žlikrofi, e poi i dolci come la gubana, la putizza, il presnitz… Gorizia vi attende!

Pierpaolo Silli

Info su www.triveneto2016.anagorizia.it

11/04/2016”

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Fonti: Alpini Alto Adige; ana.it

Foto: Alpini Alto Adige; il logo del raduno di Gorizia è dell’Associazione Nazionale Alpini (ana.it)

20160618_Alpini Alto Adige_Redipuglia (3)

Brigata Friuli: TOA al Reparto comando e supporti tattici Friuli, il ten col Marino cede il comando a Di Bisceglie e va al COMFOTER

20160429_brigata Friuli_EI_Cambio al reparto Comando e Supporti Tattici Friuli (3)Venerdì scorso, 29 aprile, nella caserma Mameli di Bologna si è celebrata la cerimonia di avvicendamento del Comandante del Reparto comando e supporti tattici Friuli.

Alla presenza del Comandante della brigata aeromobile Friuli, generale Paolo Riccò, il tenente colonnello Giacomo Marino ha ceduto il comando al parigrado Pasquale Di Bisceglie, per assumere un prestigioso incarico presso il Comando delle Forze Terrestri (COMFOTER) in Verona.

“Grazie a tutti voi perché il vostro impegno, la vostra professionalità, il vostro spirito di Corpo e senso del dovere mi hanno permesso di crescere sia come Ufficiale sia come uomo”: così il tenente colonnello Marino ha voluto salutare gli uomini e le donne del suo reparto.

20160429_brigata Friuli_EI_Cambio al reparto Comando e Supporti Tattici Friuli (1)Il generale Riccò ha rivolto al Comandante uscente parole di grande stima, elogiandone l’impegno quotidiano, l’estrema dedizione e l’onestà intellettuale – fa sapere il comunicato stampa della brigata Friuli – e “ha esortato il sottufficiale di corpo del reparto, primo maresciallo luogotenente Calogero Sansone, a mettere a disposizione del Comandante subentrante la stessa lealtà, abnegazione e intelligente partecipazione.”

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Fonte e foto: brigata Friuli

20160429_brigata Friuli_EI_Cambio al reparto Comando e Supporti Tattici Friuli (2)

L’Accademia Militare di Modena trionfa nel XXVIII Torneo delle Accademie Militari

20160422_XXVIII torneo Accademie Militari (3)Con la vittoria dell’Accademia Militare si è concluso oggi, 22 aprile, a Modena, il Torneo delle Accademie Militari, giunto alla sua XXVIII edizione.

Il torneo, iniziato martedì scorso e organizzato quest’anno dall’Accademia Militare, ha coinvolto oltre 300 allievi, provenienti dagli Istituti delle altre Forze Armate e dalla Guardia di Finanza, che si sono confrontati nelle discipline sportive di atletica leggera, nuoto, pallacanestro, pallavolo e tiro sportivo. A completare il quadro delle gare, per la prima volta, anche un’amichevole di rugby tra l’Accademia Militare e quella Navale, terminata con la vittoria dei padroni di casa.

20160422_XXVIII torneo Accademie Militari (4)Il medagliere finale ha visto trionfare l’Accademia Militare, che ha conquistato l’oro nel tiro sportivo, nella pallavolo, nella pallacanestro, nei 200 metri uomo e negli 800 metri donna.

Al secondo posto l’Accademia della Guardia di Finanza, seguita dall’Accademia Aeronautica e dall’Accademia Navale. L’Accademia Militare ha così arricchito il proprio palmarès aggiudicandosi per la settima volta il trofeo Challenge istituito nel 1993 e oggi alla sua 12^ edizione.

Numerose le autorità militari e civili intervenute alla cerimonia di chiusura presso il Campo comunale di atletica, tra cui il sindaco di Modena, dottor Giancarlo Muzzarelli, il procuratore capo della Repubblica di Modena, dottoressa Lucia Musti, e il comandante del Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale Giorgio Battisti, che ha consegnato la Coppa Challenge alla rappresentativa dell’Accademia Militare.

20160422_XXVIII torneo Accademie Militari (1)Il generale Battisti, nel rimarcare poi l’importanza dell’evento che ha avuto lo scopo di creare le premesse per la nascita di un vero spirito interforze, ha dichiarato ufficialmente chiuso il torneo.

Presenti anche il comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, generale Riccardo Amato, il comandante dell’Accademia Aeronautica, generale Nicola Lanza De Cristoforis, il comandante dell’Accademia Navale, contrammiraglio Pierpaolo Ribuffo, e il comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza, generale Virgilio Pomponi.

Significative le parole del comandante dell’Accademia Militare, generale Salvatore Camporeale, che nel corso del suo intervento ha sottolineato come lo sport rappresenti “lo specchio della vita militare che si fonda su valori quali il senso del dovere, lo spirito di sacrificio e l’amore per l’assunzione di responsabilità, peculiarità che devono caratterizzare ogni buon Comandante”.

Sulle note della fanfara della brigata Alpina Taurinense la cerimonia è terminata con lo spegnimento della fiamma, accesa con la torcia dei Giochi Olimpici di Roma del 1960, e l’ammainabandiera.

La manifestazione, che si svolge con cadenza biennale, fu istituita nel 1967 dallo stato maggiore della Difesa allo scopo di condividere le esperienze sportive tra i diversi istituti di formazione, così promuovendo, sin dalle prime fasi della formazione militare degli allievi ufficiali, proficui rapporti di reciproca conoscenza e arricchimento tra le diverse Forze Armate attraverso la competizione sportiva, intesa quale ideale connubio di positivi valori tecnici e caratteriali tra i quali spiccano sopra tutti la lealtà, lo spirito di sacrificio e l’efficienza fisica.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

20160422_XXVIII torneo Accademie Militari (2)

Lombardia Aerospace Cluster: Aermacchi, Agusta Westland, Secondo Mona e CGS nel progetto dedicato alle scuole tecniche lombarde

logo Distretto Aerospaziale LombardoIl distretto aerospaziale lombardo, Lombardia Aerospace Cluster, ha appena comunicato un rendiconto del progetto avviato poco prima dello scorso Natale (link articolo in calce) e dedicato alla formazione dei docenti delle scuole tecniche lombarde nell’ambito del concetto di alternanza scuola-lavoro.

Si tratta di un bilancio decisamente positivo, fa sapere il Distretto in un comunicato stampa dello scorso 30 marzo, con ben 23 docenti partecipanti, provenienti da 10 scuole delle province di Milano e Varese, per un totale di 32 ore di formazione, di cui 16 in azienda, e 4 imprese coinvolte: Aermacchi, AgustaWestland, (divisioni della One Company Finmeccanica) Secondo Mona e OHB-CGS (Compagnia Generale per lo Spazio).

Un progetto – ricorda il comunicato – partito a dicembre 2015 e conclusosi il 16 marzo scorso, pensato per realizzare un confronto concreto tra mondo della scuola e delle imprese e, di conseguenza, rinnovare gli insegnamenti trasferiti dai docenti ai ragazzi in aula.

Un valore aggiunto per le varie iniziative di alternanza scuola-lavoro, che l’industria aerospaziale della Lombardia ha voluto portare con il coinvolgimento del corpo docente degli istituti tecnici, consentendo un aggiornamento sulle competenze di maggiore rilevanza del settore dall’esperienza diretta.

Il percorso di aggiornamento – che si inquadra in un più ampio documento di intesa che vede collaborare le aziende del Lombardia Aerospace Cluster e Regione Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e Confindustria Lombardia – è stato realizzato in parte alla LIUC – Università Cattaneo di Castellanza e in parte sotto forma di visita alle aziende.

Gli obiettivi erano far conoscere le aree e i ruoli di inserimento dei neo-diplomati nelle aziende, stimolare l’interazione e lo scambio di conoscenza tra scuola e industria, condividere coi professori verso quali orizzonti si sta muovendo il sistema manifatturiero legato all’aerospazio per tradurre queste informazioni in un’azione didattica efficace per il futuro occupazionale dei ragazzi e per la competitività delle imprese.

“Il corso – ha sottolineato, a sua volta il presidente del Lombardia Aerospace Cluster, Carmelo Cosentino – ha offerto ai docenti un inquadramento generale sul posizionamento dell’industria aerospaziale lombarda con un focus sui profili professionali di più stretto interesse per le imprese e sulla lean production. In azienda poi, affiancati da figure chiave aziendali, hanno visitato i reparti e le aree a elevato inserimento di diplomati delle realtà industriali del territorio.”

“I docenti coinvolti – ha spiegato Cosentino – hanno molto apprezzato la formazione svolta nelle imprese: per progettare insieme la scuola del futuro i docenti sono infatti entrati nel cuore produttivo delle fabbriche aeronautiche di Vergiate, Cascina Costa, Venegono (Finmeccanica), Somma Lombardo (Secondo Mona) e per il settore spaziale a Milano in OHB-CGS, dove si progettano e producono piattaforme per le missioni spaziali Infine, sono stati guidati in un laboratorio di progettazione metodologica per creare nuovi contenuti e nuove proposte formative da introdurre a scuola. Un percorso dalla teoria, alla pratica che ha visto coinvolte scuole e imprese in un processo virtuoso e collaborativo. Questo nostro progetto costituisce un punto di riferimento per l’alternanza scuola-lavoro in tutti i settori industriali della Lombardia”.

“Un’occasione unica – ha raccontato Claudia Mona, della Secondo Mona di Somma Lombardo – che ha aperto le porte agli insegnanti. Ai docenti è stata data l’opportunità di toccare con mano tutte le varie fasi produttive di un’azienda storica, con una produzione moderna, ben oltre l’immaginario. I professori hanno dimostrato un grandissimo interesse ed è stata occasione apprezzata anche dai nostri capireparto che si sono resi disponibili a raccontarsi e, insieme, si sono ritrovati a confrontarsi e immedesimarsi con i docenti.”

“Il minimaster H&A per Docenti di istituti tecnici che si è svolto presso la sede di Milano di OHB CGS SpA – ha confermato Paolo Cerabolini di CGS-Compagnia Generale per lo Spazio di Milano – si è rivelato un’esperienza molto stimolante poiché ha permesso una buona interazione tra scuola e industria. I docenti tutti hanno mostrato vivo interesse alla realtà aziendale, al suo funzionamento e alle sue necessità in termini di requisiti formativi richiesti al personale. Si è creato al termine del corso, un momento di discussione con ampio e proficuo scambio di vedute con i partecipanti al master, interessati a come poter svolgere al meglio il loro ruolo di formatori per offrire agli alunni gli strumenti per un migliore inserimento nel mondo del lavoro”.

“Sono certo – ha aggiunto Cerabolini – che i confronti avuti potranno essere il seme per contribuire a una formazione sempre più mirata alla crescita di figure professionali adeguate anche alla realtà industriale di un’azienda a tecnologia avanzata come la nostra”.

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Fonte e foto: Lombardia Aerospace Cluster

COMFODINORD: la sfida dell’innovazione nel 2° seminario sulla comunicazione a Padova

20151029_COMFODINORD_2 seminario comunicazione (2)Il 29 ottobre scorso si è svolto a Padova, nella sede del Comando Forze di Difesa Interregionale Nord (COMFODINORD), il “2° Seminario informativo sulla Comunicazione: gli effetti strategici, la comunicazione come scienza”.

Nella sala riunioni del Comando di Padova, dopo un indirizzo di saluto rivolto all’uditorio e ai relatori da parte del Comandante di COMFODI – NORD, generale Bruno Stano, il seminario si è sviluppato nell’arco della giornata con un approfondimento di alcune tematiche che caratterizzano il mondo dell’informazione, illustrato da qualificati esponenti del mondo universitario e della pubblica informazione.

20151029_COMFODINORD_2 seminario comunicazione (1)All’incontro ha partecipato personale militare e civile del Comando di Padova, degli enti da questo dipendenti, dei Comandi e Reparti presenti nel capoluogo euganeo e dei rappresentanti dei principali uffici stampa cittadini.

I lavori sono stati aperti con l’intervento “La comunicazione come nuova scienza” del professor Renato Stella, ordinario di Sociologia della Comunicazione di massa presso l’Università degli studi di Padova e Presidente del corso di laurea in Comunicazione.

Sono intervenuti, successivamente, Paola Casoli, giornalista esperta di Difesa e blogger, con “L’affermazione dei blog quali nuovi media”, e Luigi Bacialli, direttore di Rete Veneta, con “Nascita e sviluppo delle televisioni commerciali”, a chiusura della prima fase.

20151029_COMFODINORD_2 seminario comunicazione (3)Il seminario è proseguito con gli approfondimenti pomeridiani a cura di Andrea Romoli, giornalista Rai, che ha parlato di “Informazione al servizio della vittoria”, e di Gianandrea Gaiani, Direttore di Analisi Difesa, con il suo intervento intitolato “Trasparenza e operazioni militari”, che ha concluso questo secondo appuntamento interamente dedicato alla comunicazione e all’informazione organizzato dal COMFODINORD.

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Fonte e foto: COMFODINORD

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UNIFIL, Sector West: cambio alla TF Italair, l’unità italiana in Libano dal 1979

20151007_UNIFIL SW_cambio Italair_col Luperto-col Salvatore (3)Alla presenza dell’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, generale Luciano Portolano, e dei rappresentanti dei vari contingenti della missione, il colonnello Andrea Salvatore è subentrato al colonnello Claudio Luperto nel comando della Task Force ITALAIR reparto di volo schierato nel sud del Libano, fa sapere un comunicato stampa datato 7 ottobre del Sector West di UNIFIL.

Nel suo discorso di commiato, il colonnello Luperto ha espresso la soddisfazione di aver comandato un reparto così prestigioso nella fase conclusiva della sua carriera e ha ringraziato gli uomini e donne della Task Force e del contingente per i significativi risultati raggiunti. Nel corso del suo mandato gli equipaggi italiani hanno effettuato oltre 1.000 ore di volo, portando a termine con successo 30 missioni di evacuazione sanitaria.

20151007_UNIFIL SW_cambio Italair_col Luperto-col Salvatore (2)Il colonnello Salvatore è il 45° Comandante della Task Force ITALAIR e del Contingente Nazionale a Naqoura. Il reparto di volo, composto dagli equipaggi di volo dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), da un equipaggio della Marina Militare e da uno dell’Aeronautica Militare, opera nel sud del Libano dal 1979, risultando così l’unità italiana da maggior tempo impiegata nell’ ambito della missione UNIFIL, sottolinea il comunicato stampa.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

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Esercito e Grande Guerra: il ministro Pinotti inaugura la mostra Bollettino 1268 – Il confine di carta. Foto

AUTORITa_ CON CURATRICE MOSTRA DOTT.SSA DAL FORNO 2Il 9 settembre scorso, il Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, accompagnata dal Sottosegretario di Stato Domenico Rossi, dal Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, dal Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, ha inaugurato, presso il Museo Storico della Fanteria a Roma, la mostra sulla Grande Guerra intitolata “Bollettino 1268. Il confine di carta”, alla presenza della curatrice della mostra, dottoressa Federica Dal Forno, e delle principali autorità civili e militari di Roma.

Questa iniziativa dell’Esercito, che rientra nel programma ufficiale del Governo per il Centenario della Grande Guerra, “racconta il conflitto a partire dai suoi protagonisti, ovvero i tanti uomini che, anche non essendo votati alle armi, imbracciarono il fucile per combattere sul fronte, in risposta all’appello del Paese”, sottolinea l’Esercito Italiano nel suo comunicato stampa.

ARRIVO MINISTRO PINOTTI CON GEN. ERRICOLa mostra è un tributo al soldato, al contadino, all’operaio, persone proiettate in trincea a centinaia di chilometri dalle loro famiglie, nonché alle donne con la gerla al fronte o a quelle che sostituirono gli uomini nelle fabbriche.

Il bollettino della vittoria, il numero 1268, che dà anche il titolo alla mostra, sancì la fine della guerra ed è stato assunto quale emblema della mostra, quale memoria dell’istante in cui l’Italia tutta si strinse unita e commossa attorno alla propria Bandiera, guardando alla pace come a un’enorme conquista.

Il ministro della Difesa Pinotti, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha sottolineato che “l’uso della forza non è un desiderio dei militari, ma a volte una necessità; i militari italiani hanno imparato dalla storia della Grande Guerra che la forza è l’ultimo elemento da utilizzare e sono i primi a essere consapevoli dell’importanza del dialogo tra i popoli”.

MIN. PINOTTI GEN. ERRICO“Questa mostra – ha sottolineato il generale Graziano – ci illustra un mondo passato in molti aspetti, ma che si riverbera ancora oggi nella nostra vita. Un mondo in cui la pace che conosciamo, grazie al superamento del senso della contrapposizione, deriva anche dal sangue delle trincee, versato dai nostri militari in tanti luoghi. Questo racconto è fondamentale perché il ricordo non si deve spegnere, tutti questi racconti devono rimanere nel nostro cuore e questo itinerario storico ci dà l’opportunità per spiegare cosa siamo oggi. Un grande Paese, un grande popolo che ha grande spirito di solidarietà, ma anche orgoglio di essere italiani e di amare la Patria”.

INTERVENTO DOTT. D'ANDREAIl Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, ha evidenziato come “con questa mostra, l’Esercito Italiano ha scelto di consolidare quell’ideale continuità di valori che accomunano non solo i militari italiani di ogni generazione, ma un popolo intero che, nella Prima Guerra Mondiale, ha scoperto il senso dell’unità e della nazione”.

Il percorso della mostra è articolato su più livelli di comprensione mediante una trattazione differenziata degli argomenti e delle tematiche relative al conflitto, al fine di poter coinvolgere al meglio tutti i visitatori:

– percorso tattile, che permetta al pubblico di maneggiare alcuni cimeli (elmetti, parti di equipaggiamento);

– percorso multimediale, con rimandi ad altre collezioni e/o documenti appartenenti ad archivi storici italiani;

– percorso esperienziale, attraverso la ricostruzione di una trincea dotata di impianti audio-visivi per favorire l’immedesimazione del visitatore nel momento storico rappresentato.

AUTORITa_ CON CURATRICE MOSTRA DOTT.SSA DAL FORNO 1La mostra si articola in 20 sale espositive, con 1 bookshop, 122 pannelli didattici, 120 cimeli, 17 pedane espositive, 30 vetrine, 8 manichini con uniformi o abiti d’epoca, 1 trincea (scala 1:1) con superficie coperta 5 x 6 metri, 3 schermi video, 2 touch-screen.

La mostra, che ha il patrocinio di Roma Capitale, della Regione Lazio, dell’Università di Roma Tor Vergata, dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna e della Provincia Autonoma di Trento, sarà aperta dal 10 settembre 2015 al 4 novembre 2018, con i seguenti orari (fonte stato maggiore Esercito):

da martedì a venerdì dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00;

sabato e ultima domenica del mese dalle 9:30 alle 12:30, lunedì chiusura settimanale. L’ingresso è gratuito.

FIRMA ALBO D'ONORE MINISTRO PINOTTI GEN. GRAZIANO E ERRICOArticoli correlati:

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

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INTERVENTO GEN. ERRICO

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