Mar Mediterraneo

SNMG2, Active Endeavour: nave Bersagliere della Marina con la Nato per il controllo del Mediterraneo

_bersagliereIeri, lunedì 20 luglio, la fregata Bersagliere della Marina Militare è salpata da La Spezia per aggregarsi al Secondo Gruppo Navale Permanente della NATO (Standing NATO Maritime Group 2 – SNMG2) e per prendere parte all’operazione Active Endeavour, che ha il compito di garantire il controllo e la sicurezza della navigazione nelle acque del Mediterraneo.

Nave Bersagliere, al comando del capitano di fregata Stefano Cossu, fornisce con un equipaggio di 165 militari il suo contributo in ambito internazionale dopo aver concluso da poco un’intensa attività nel “Dispositivo Navale di Sorveglianza e Sicurezza Marittima” e dell’operazione “Mare Sicuro” durata quattro mesi.

L’SNMG2, di cui fanno parte anche altre unità della NATO, (la tedesca FGS Hamburg, l’inglese HMCS Winnipeg, l’americana USS Donald Cook e le due spagnole ESPS Santa Maria, ESPS Cantabria), è dallo scorso 25 giugno sotto il comando del contrammiraglio Jörg Klein della Marina Militare Tedesca, che sarà imbarcato sulla Fregata Hamburg (Flag Ship).

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Fonte e foto: Marina Militare

La Marina rimette in mare i Plastic Buster per la tutela dell’ambiente marino: nave Aretusa partecipa al progetto con Università di Siena

nave_aretusaÈ iniziato ieri, 14 luglio, e continuerà fino al prossimo 17 luglio, nell’ambito della Campagna Idrografica 2015, l’impegno di nave Aretusa della Marina Militare al progetto Plastic Busters per la tutela dell’ambiente marino contro gli addensamenti delle plastiche in mare.

Nave Aretusa, già impegnata nello scandagliamento delle acque dell’Isola di Capraia, partecipa insieme all’Università di Siena al progetto Plastic Busters, parte integrante delle attività a favore della sostenibilità lanciate attraverso Med Solutions, con l’obiettivo il fotografare le macro e microplastiche che inquinano il Mediterraneo, illustrare le conseguenze che generano sull’ambiente marino e sulla salute della sua fauna e porre in essere le azioni necessarie per pianificare, a livello internazionale, interventi di mitigazione e riduzione del fenomeno.

Nell’ambito dell’accordo di collaborazione siglato tra la Marina Militare e l’Università di Siena, nelle giornate dal 14 al 17 luglio, l’equipaggio di nave Aretusa, al comando del tenente di vascello Giorgio Marini Bettolo, assieme al gruppo di ricercatori dell’Università di Siena guidato dalla professoressa Cristina Fossi (Dipartimento delle Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente), in collaborazione con Corsorzio LaMMa e il CNR Spagnolo, raccoglierà campioni delle particelle plastiche in sospensione nel Mar Tirreno.

La raccolta dei campioni delle plastiche verrà effettuata grazie a uno speciale retino, denominato “manta”, in grado di catturare tutte le particelle in sospensione. Inoltre saranno raccolti campioni di plancton in superficie per misurarne la contaminazione. Nella stessa area verranno studiate le possibili interazioni tra la contaminazione da plastiche e le aree di alimentazione della balenottera comune.

Si rinnova quindi la cooperazione tra nave Aretusa e i “plastic busters”, che già lo scorso anno avevano effettuato con ottimi risultati attività di campionamento del fondale e delle acque alla foce del Tevere (link articoli in calce).

L’Università di Siena, all’interno dell’iniziativa ONU “Sustainable Development Solutions Network”, sotto la direzione del rettore, professor Angelo Riccaboni, è l’ente coordinatore per l’area del Mediterraneo.

La Marina Militare, grazie alla naturale connotazione dual use delle proprie navi, da sempre partecipa a progetti nell’ambito della tutela dell’ambiente marino e, in particolare, alle problematiche connesse alla presenza di addensamenti di plastiche nel mare.

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Fonte e foto: Marina Militare

Mare Nostrum: gli assetti di Marina e Aeronautica impiegati nell’operazione

L’operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale, denominata Mare Nostrum, è iniziata lo scorso 18 ottobre e vede impiegato il personale e i mezzi navali e aerei della Marina Militare, dell’Esercito, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera nonché del personale del Ministero dell’Interno – Polizia di Stato imbarcato sulle unità della MM e di tutti i Corpi dello Stato che, a vario titolo, concorrono al controllo dei flussi migratori via mare.

La Marina Militare (MM) partecipa, in particolare, con:

una Nave Anfibia tipo LPD con funzione di Comando e Controllo dell’intero dispositivo. L’unità è dotata di spinte capacità sanitarie di primo intervento con disponibilità di mezzi da sbarco e gommoni a chiglia rigida. Inoltre l’unità ha la possibilità di ricevere a bordo rappresentanti altri Dicasteri/Organismi nazionali/internazionali coinvolti nell’operazione;

1/2 fregate Classe Maestrale, ciascuna con un elicottero AB-212 imbarcato;

1/2 pattugliatori, cl. Costellazioni/Comandanti, con la possibilità di imbarcare un elicottero AB-212, ovvero cl. MINERVA, di cui una con missione primaria di Vigilanza Pesca;

2 elicotteri pesanti tipo EH-101 (MPH) imbarcati sulla Nave Anfibia, ovvero rischierati a terra su Lampedusa/Pantelleria/Catania come necessario;

1 velivolo P180, con capacità dispositivi ottici a infrarosso (Forward Looking InfraRed -FLIR) rischierato a terra su Lampedusa;

Rete radar costiera della MM con capacità di ricezione dei Sistemi Automatici di Identificazioni della Navi Mercantili (Automatic Identification System – AIS);

una Nave Mototrasporto costiero per supporto logistico.

Il comando del dispositivo aeronavale è affidato al contrammiraglio Giuseppe Rando imbarcato su Nave San Marco, unità designata sede di comando.

Sulle unità navali MM del dispositivo, inoltre, sono già imbarcati rappresentanti del Dipartimento Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, che con le loro capacità rafforzano i controlli dei migranti già direttamente a bordo.

Attualmente le navi della Marina Militare sono: nave anfibia San Marco, le fregate Maestrale ed Espero, il Pattugliatore Cigala Fulgosi, la corvetta Chimera e la corvetta Urania.

L’Aeronautica Militare (AM) partecipa con:

Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR) Predator B, con capacità di ricognizione e sorveglianza aerea per oltre 20 ore consecutive permettendo, grazie alla sinergia fornita da un team composto da piloti, operatori dei sensori di bordo, supervisori della missione e tecnici, e agli evoluti sensori di bordo, di realizzare riprese elettro-ottiche, all’infrarosso e radar.

Aeromobile BR 1150 Atlantic con equipaggi misti Aeronautica/Marina, del 41° Stormo dell’Aeronautica Militare di Sigonella, in provincia di Catania, garantisce il pattugliamento marittimo delle aree interessate. Le attività di ricerca sono svolte grazie all’utilizzo del radar di bordo, da parte di 3 operatori specializzati, denominate ‘vedette’, (1 frontale e 2 laterali) che sono in grado di operare anche di notte con capacità NVG (Night Vision Goggles), con l’utilizzo di artifizi illuminanti e fumogeni per la segnalazione della posizione durante il giorno.

Ad oggi è stato impiegato il velivolo BR 1150 Atlantic.

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Incontro dei Capi di stato maggiore della Difesa per la 5+5 Initiative: operazione Mare Nostrum in primo piano (23 ottobre 2013)

Mare Nostrum: entrano nell’operazione i team specialistici dell’immigrazione e della Polizia di Stato (23 ottobre 2013)

Fonte e foto: Marina Militare

Incontro dei Capi di stato maggiore della Difesa in ambito 5+5 Initiative: operazione Mare Nostrum in primo piano

Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha partecipato, dal 21 al 22 ottobre a Lisbona, al meeting 5+5 Initiative, foro di collaborazione volto a promuovere il dibattito sulle problematiche di sicurezza tra i 5 paesi della sponda nord (Francia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna) e i 5 paesi della sponda sud (Algeria, Libia, Mauritania, Marocco e Tunisia) del Mediterraneo Occidentale, attraverso manifestazioni concrete di cooperazione e condivisione di esperienze e conoscenze dei Capi di stato maggiore della Difesa.

Per la prima volta la riunione ha visto la partecipazione quasi totale dei Capi di stato maggiore della Difesa delle nazioni aderenti all’iniziativa, fa sapere il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa italiano.

La riunione, foro privilegiato per le azioni comuni, è stata incentrata, su iniziativa italiana, sulla problematica relativa alla sicurezza marittima e al contrasto dei traffici illeciti sul mare.

Il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) italiano ha illustrato le finalità e le modalità dell’operazione umanitaria nazionale Mare Nostrum, denominazione che non indica possesso secondo l’accezione dell’antica Roma ma è intesa come risorsa fondamentale per tutti i popoli che si affacciano sul Mediterraneo e che devono concorrere attivamente alla libertà e alla sicurezza nella navigazione.

L’operazione è volta alla salvaguardia della vita umana con il compito di localizzare e identificare eventuali navi madre utilizzate dagli scafisti e di contrasto al fenomeno criminale del traffico di esseri umani.

Tali aspetti sono stati pienamente condivisi sia dai rappresentanti europei che da quelli della sponda sud, ponendo le basi per una futura crescita della collaborazione tra i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

L’ammiraglio Binelli, nel proprio intervento ha sottolineato come “l’iniziativa 5+5 unisce i Paesi europei della sponda nord con i paesi africani della sponda sud e costituisce un elemento fondamentale per imprimere forza alla EU Maritime Strategy”.

La cooperazione, rivelatasi sinora un importante polo di congiunzione tra le due sponde del Mediterraneo e un efficace strumento di dialogo di medio lungo periodo, si sviluppa su quattro aree di interazione: sorveglianza marittima contributo delle Forze Armate alla Protezione Civile, sicurezza aerea e formazione/addestramento.

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Mare Nostrum: entrano nell’operazione i team specialistici dell’immigrazione e della Polizia di Stato (23 ottobre 2013)

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: il logo dell’operazione Mare Nostrum è della Marina Militare

Mare Nostrum: entrano nell’operazione i team specialistici dell’immigrazione e della Polizia di Stato

Ieri mattina, 22 ottobre, in prossimità dell’isola di Lampedusa, si sono imbarcati a bordo della nave anfibia San Marco, sede del comando del dispositivo umanitario Mare Nostrum, 30 rappresentanti del Dipartimento Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere e 6 mediatori culturali.

Ne dà notizia la Marina Militare, specificando che, sempre nella giornata di ieri, è avvenuto il trasbordo di parte dei team specialisti del Dipartimento Pubblica Sicurezza sulle altre navi della Marina Militare del gruppo navale Mare Nostrum.

L’attività, nello spirito di collaborazione tra i diversi Dicasteri, permetterà al dispositivo navale della Marina Militare di potenziare le proprie capacità e svolgere in maniera più agevole le procedure di identificazione dei migranti eventualmente soccorsi.

L’operazione Mare Nostrum ha preso avvio venerdì 18 ottobre scorso, dopo una serie di naufragi luttuosi di migranti nell’isola di Lampedusa, nel Mar Mediterraneo, e dopo instancabili interventi di recupero e soccorso protratti ormai da anni da parte di uomini e mezzi di Marina Militare, Guardia Costiera, Forze Armate e popolazione italiana, direttamente coinvolta dal fenomeno di migrazioni di massa sulle coste italiane.

L’operazione Mare Nostrum si caratterizza per essere militare e umanitaria, si svolge nel Mar Mediterraneo meridionale e vede impiegato il personale e i mezzi navali ed aerei della Marina Militare, dell’Esercito, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera e di tutti i Corpi dello Stato che, a vario titolo, concorrono al controllo dei flussi migratori via mare.

L’operazione prevede il rafforzamento del dispositivo italiano di sorveglianza e soccorso in alto mare già presente, con l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza della vita umana e il controllo dei flussi migratori.

Fonte e foto: Marina Militare

Ex Proud Manta 2013: conclusa l’esercitazione antisommergibile NATO. Sperimentati AUV

Iniziata lo scorso 23 febbraio, nelle acque del Mar Mediterraneo, l’esercitazione Proud Manta 2013, la più vasta delle esercitazioni antisommergibile (AWS, Anti-Submarine Warfare) della NATO, si è conclusa ieri, 6 marzo, nelle acque a sudest della Sicilia.

Dieci le nazioni partecipanti con i propri assetti: Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. In tutto 4 sottomarini, 17 velivoli e 10 unità di superficie.

L’esercitazione, che fa seguito alla serie Noble Manta, era destinata ad attestare la determinazione della NATO nel mantenere un livello qualitativamente elevato nella capacità di coordinamento in ambito di guerra sotto i mari, di superificie e di sorveglianza delle coste, oltre ad altri compiti di sicurezza navale. Al contempo si è trattato di un evento di addestramento alla NRF, la NATO Response Force.

La Proud Manta 2013 ha visto all’opera la NRV Alliance, l’unica nave da ricerca dello STO-CMRE (il NATO Centre for Maritime Research and Experimentation, CMRE, ex NURC) di proprietà di tutti i membri della NATO, nell’ambito della sperimentazione di alcuni Autonomous Underwater Vehicles (AUV) per il rilevamento e la tracciatura di sottomarini in acque poco profonde.

Scienziati del CMRE hanno inoltre testato tecnologia e software anche di veicoli autonomi di superficie (ASV), al fine di realizzare una barriera antisommergibile di protezione senza l’impiego di uomini. Nell’occasione ha fatto il suo debutto in ambito NATO il Wave Glider, un mezzo di superficie senza pilota, azionato dalle stesse onde di cui sfrutta la propulsione, normalmente destinato alla raccolta di dati negli oceani e qui utilizzato come gateway per le comunicazioni.

Lo scenario estremamente realistico e su vasta scala ha permesso una sperimentazione ottimale delle nuove tecnologie impiegate.

Olte 100 le missioni dei velivoli, che avevano basi in Sicilia, mentre l’excon (Exercise Control) era al MARCOM di Northwood, nel Regno Unito.

Fonti: NATO CMRE, NATO ACO

Foto: la NRV Alliance è di Marine Software Ltd

Ex Canale 12: al via oggi l’esercitazione aeronavale multinazionale interforze italo-maltese per la stabilità nel Mediterraneo

A partire da oggi lunedì 18 giugno, e fino a venerdì 22, si svolgerà nelle acque e nello spazio aereo antistante la baia di Augusta, in Sicilia, l’esercitazione aero-navale congiunta italo-maltese denominata Canale 12.

L’obiettivo dell’esercitazione, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, è quello di promuovere la cooperazione, la sicurezza e la stabilità nel Mediterraneo, con particolare enfasi sull’area interessata dai paesi aderenti all’Iniziativa 5 + 5.

L’esercitazione annuale, giunta quest’anno alla diciottesima edizione, è stata pianificata, organizzata e coordinata dalle Forze Armate italiane e coinvolge anche unità navali e mezzi aerei di altri paesi rivieraschi.

All’edizione di quest’anno sono stati invitati a partecipare paesi membri dell’Iniziativa 5+5, proprio al fine di rafforzare il dialogo e la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo. Algeria, Francia, Libia, Marocco e Tunisia hanno accettato l’invito a partecipare con unità aeree, navali e con personale con incarichi di staff.

La Canale 12 si configura come un’esercitazione internazionale bilaterale italo-maltese, ad alta caratterizzazione interforze, si apprende, orientata all’impiego strategico e operativo. Le attività addestrative saranno focalizzate a incrementare le capacità e la flessibilità nei più ampi interventi di cooperazione e integrazione in operazioni di soccorso in mare, Maritime Law Enforcement e sicurezza nel Mar Mediterraneo.

Un incontro finale con la stampa è previsto nella giornata conclusiva, venerdì 22, a bordo di nave Foscari (foto) nel porto di Augusta.

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: Marina Militare, stato maggiore della Difesa