Maurizio Riccò

Esercito, il CME Lombardia annuncia la partecipazione alla 46^ Stramilano di un migliaio di militari

“Sono oltre un migliaio i militari che rappresenteranno la Forza Armata partecipando alla manifestazione podistica più famosa e prestigiosa d’Italia cimentandosi sia sulla distanza dei 10 Km, sia nella mezza maratona”, ha fatto sapere con un comunicato stampa di venerdì 3 marzo scorso il Comando Militare Esercito (CME) Lombardia a proposito della 46^ edizione della tradizionale Stramilano meneghina in programma il 19 marzo a Milano.

L’evento – presentato dal gen Maurizio Riccò, neo Capo di stato maggiore del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), al tavolo dei relatori in rappresentanza dell’Esercito – costituisce “un’occasione imperdibile per integrarsi con la popolazione e per ribadire l’importanza che l’Esercito annette alla preparazione ginnica e in particolare al podismo”.

La pratica sportiva rappresenta infatti la base sulla quale condurre l’addestramento militare che consente alle unità della Forza Armata di essere sempre pronte a intervenire sul territorio nazionale e all’estero, per la salvaguardia della sicurezza dei cittadini e del Paese.

L’Esercito, inoltre, supporta la Stramilano in differenti modi, si apprende: dal tradizionale colpo di cannone delle Batterie a cavallo, che sancisce l’inizio della gara, alle allegre note della fanfara dei Bersaglieri che “caricheranno” i runner, spiega il comunicato stampa.

Le cucine da campo allestite presso l’Arena di Milano saranno il punto di ristoro per gli atleti, mentre al Centro Stramilano di Piazza Duomo viene predisposto un Infopoint, il punto informativo che l’Esercito mette a disposizione per chi volesse maggiori informazioni sulla Forza Armata e le sue attività, fornendo anche tutte le informazioni inerenti le opportunità di studio e professionali proposte dalla Forza Armata, dall’iter per accedere alle Accademie militari, ai Licei militari e tutte le tipologie di concorso in essere, all’iter per divenire Atleta dell’Esercito.

L’evento costituirà l’occasione per non dimenticare i Caduti, che saranno ricordati attraverso due trofei: il Capitano Massimo Ficuciello, caduto in Iraq, e il Capitano Riccardo Bucci, caduto in Afghanistan. I trofei andranno rispettivamente al team militare più numeroso e all’atleta militare primo classificato.

La novità di quest’anno prevede la premiazione dell’Allievo della Scuola Militare Teuliè di Milano primo classificato.

Articoli correlati:

La Stramilano in Paola Casoli il Blog

Il CME Lombardia in Paola Casoli il Blog

Il gen Maurizio Riccò in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: CME Lombardia

NRDC-ITA: nuovo Capo di Stato Maggiore, il gen Manione cede l’incarico al collega Riccò

“Il generale Giovanni Manione, dopo un intenso periodo quale Capo di Stato Maggiore del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), ha passato le consegne al generale Maurizio Riccò, già Capo della Divisione Operazioni del NRDC-ITA”, ha fatto sapere lo stesso NRDC-ITA il 24 febbraio scorso.

“Il gen Manione, che assumerà a breve un prestigioso incarico in un comando multinazionale all’estero, ha sapientemente guidato le attività dello staff del Comando NATO di Solbiate Olona in vista dell’assunzione della responsabilità, a partire dal 2018, del Land Component Command (LCC)”, sottolinea il Comando.

L’efficace processo di “decision-making” guidato dal gen Manione ha permesso a NRDC-ITA di raggiungere l’eccellenza nell’ambito della pianificazione operativa e nel fornire addestramento specifico per il personale di staff nazionale interforze e alleato, da impiegare nell’ambito di diverse aree funzionali.

Il gen Riccò, che vanta diverse esperienze maturate in contesti operativi e di staff multinazionali all’estero, è stato il principale coordinatore di questo processo, culminato a fine 2016 con l’esercitazione “Summer Tempest – Eagle Meteor 2016”. 

Questa esercitazione per posti comando (Command Post Exercise – CPX) si è svolta tra novembre e dicembre scorsi contestualmente presso la caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, sede del NRDC-ITA, l’area addestrativa di Capo Teulada (Cagliari) e quella di Gemona (Udine), queste ultime in qualità di training area per l’attività Livex (Live Excercise) e dei sistemi digitalizzati del Programma Forza NEC (Network Enabled Capability).

Obiettivo della “Summer Tempest – Eagle Meteor 2016” è stato verificare la capacità di NRDC-ITA nella pianificazione e condotta di operazioni a elevata intensità quale Land Component Command (LCC), ruolo che ricoprirà nel 2018 come previsto dal Long Term Rotation Plan (LTRP).

Articoli correlati:

NRDC-ITA in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: NRDC-ITA

Cerimonia di saluto allo stendardo dei Lancieri di Montebello (8°) in partenza per il Kosovo. Il gen Riccò: “partenza reparto riconoscimento alla professionalità dei Granatieri”

Si è svolta questa mattina, 5 giugno, nella caserma Camillo Sabatini a Roma, alla presenza del comandante della brigata Granatieri di Sardegna, generale Maurizio Riccò, la cerimonia di saluto allo Stendardo del reggimento Lancieri di Montebello (8°), il reparto di cavalleria dell’Esercito Italiano con sede storica a Tor di Quinto.

I ‘verdi lancieri’, comandati dal colonnello Angelo Minelli, saranno impiegati nel settore occidentale della missione NATO KFOR in Kosovo, e per la prima volta porteranno al seguito lo stendardo del reggimento.

Il generale Riccò, nel suo indirizzo di saluto, ha evidenziato come “ancora una volta un reparto della brigata Granatieri di Sardegna è chiamato a operare all’estero e questo, senza dubbio, rappresenta un riconoscimento alle qualità e all’altissima professionalità che gli uomini e le donne della brigata dimostrano sempre e ovunque”.

La cerimonia si è svolta alla presenza di autorità civili e militari.

La missione in Kosovo ha come obiettivo quello di contribuire al ripristino delle condizioni di normalità attraverso il mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento, l’assistenza allo sviluppo delle istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione mantenendo la primaria responsabilità di intervento sul monastero di Decane, uno dei simboli dell’ortodossia serba e patrimonio culturale mondiale dell’UNESCO.

Articoli correlati:

La brigata Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

Il reggimento Lancieri di Montebello (8°) in Paola Casoli il Blog

KFOR in Paola Casoli il Blog

Il monastero ortodosso di Decani in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: brigata Granatieri di Sardegna

UNIFIL, Libano: al Sector West i Granatieri di Sardegna cedono il comando alla brigata Ariete. Il generale Fabio Polli subentra al collega Maurizio Riccò

Ieri, 29 aprile, si è svolta al comando del contingente nazionale a Shama, nel sud del Libano, la cerimonia di avvicendamento tra la brigata Granatieri di Sardegna, cedente, e la 132^ brigata corazzata Ariete, subentrante alla guida del Settore Ovest.

Il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha presenziato alla cerimonia. L’occasione è stata propizia per tracciare, alla presenza del comandante di UNIFIL, generale Paolo Serra, un punto di situazione sulle numerose iniziative di stabilizzazione portate a termine dal contingente italiano, in stretto coordinamento con le Forze Armate Libanesi (LAF). Tali attività, condotte anche d’intesa e a supporto della popolazione e delle istituzioni locali, hanno certamente contribuito a mantenere e ad accrescere la stabilità e la sicurezza nel sud del Libano e, di riflesso, nell’intero paese e nell’area mediorientale.

A testimonianza della bontà dei risultati conseguiti, il comandante cedente del Settore Ovest – generale Riccò, che ha passato le consegne al collega Polli, è stato insignito della Medaglia Libanese dell’Ordine Nazionale del Cedro e della Medaglia della Cooperazione Slovena.

L’ammiraglio Binelli Mantelli ha voluto rimarcare nel suo intervento l’importanza di UNIFIL, considerata la principale forza di stabilizzazione della regione, e ha evidenziato gli storici legami tra l’Italia e il Libano, oltre alla crescente cooperazione in campo formativo tra i due paesi.

“L’Italia è attivamente coinvolta nell’International Support Group for Lebanon (ISG), sotto l’egida delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di supportare, attraverso dedicati programmi addestrativi e di cooperazione, la crescita delle Forze Armate Libanesi, chiamate sempre più in futuro a garantire la sicurezza e la stabilità del loro paese”, ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Difesa.

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il Sector West di UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La brigata Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

La brigata Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: stato maggiore Difesa

UNIFIL, Libano: a Shama i Granatieri di Sardegna celebrano in teatro operativo il 355° anniversario dalla fondazione della loro specialità

Ieri, 18 aprile, nella base UNP 1-26, i militari del contingente italiano in Libano hanno celebrato il 355° anniversario della costituzione della specialità Granatieri.

Il comandante di ITALBATT, colonnello Claudio Caruso, comandante dell’unità di manovra della Joint Task Force Lebanon  (JTF-L) – Sector West  su base 1° reggimento Granatieri di Sardegna, ha voluto rendere omaggio ai Granatieri di ieri e di oggi con la deposizione di una corona di fiori in onore dei Caduti.

La più antica specialità dell’Esercito Italiano è stata fondata nel 1659, quando il giovane duca di Savoia, Carlo Emanuele II, iniziò una radicale riforma del suo esercito e decise di cambiare il sistema di milizia con reggimenti permanenti che appartenevano allo Stato.

Il primo reggimento da creare fu il Régiment des Gardes o Reggimento delle Guardie con editto del duca del 18 aprile 1659. C’è un legame diretto tra Granatieri di oggi e il Régiment des Gardes di oltre 350 anni fa. La specialità prende il nome dalle particolari figure di soldati specializzati nel lancio di granate a lunghe distanze, necessariamente di alta statura e costituzione robusta, caratteri fisici ancor oggi mantenuti.

Dalla sua fondazione il reggimento è stato coinvolto in tutte le campagne e le battaglie riguardanti la storia italiana, dal Risorgimento alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, nonché impiegato dall’inizio degli anni Novanta in contesto sia nazionale, con il controllo del territorio e il supporto in caso di calamità naturali, che internazionale, dalla Somalia all’Albania, dalla Bosnia al Kosovo, sino ad arrivare all’impiego in teatri operativi come quello afgano e libanese.

Con la missione Leonte XV il reggimento più antico d’Italia è attualmente impiegato quale Task Force ITALBATT in teatro operativo libanese dal 27 ottobre 2013, svolgendo le innumerevoli attività previste dalla risoluzione n. 1701 delle Nazioni Unite.

In circa sei mesi ITALBATT ha condotto, in aderenza a quanto previsto dalla risoluzione, più di 3.500 attività di pattugliamento volte a garantire la sicurezza delle aree più sensibili del Libano del Sud, circa 500 attività congiunte con le Lebanese Armed Forces (LAF) al fine di supportare il loro sviluppo, nonché, attraverso le basi avanzate, ha garantito il costante controllo e monitoraggio della Blue Line, la linea di demarcazione che, pur non corrispondendo al reale confine, divide lo Stato di Israele con il Libano dal 2000, grazie all’intervento delle Nazioni Unite.

Oltre alle attività di carattere operativo, i Granatieri con il casco blu hanno condotto attività di supporto alla popolazione attraverso il Civil-Military Cooperation (CIMIC), incaricato di accrescere i rapporti dei militari con la popolazione locale attraverso i suoi enti e istituzioni. In circa sei mesi, i Granatieri hanno portato a termine numerosi progetti, tra cui donazioni di sangue a favore della Croce Rossa locale, differenti donazioni alle 22  municipalità che si trovano all’interno dell’area di operazione di ITALBATT, supporto alle associazioni e istituti scolastici della provincia di Tiro attraverso l’organizzazione di eventi culturali e di formazione. Ma l’attività di coordinamento a supporto della popolazione locale, aderente a quanto disposto dalla risoluzione n. 1701 delle Nazioni Unite, ha trovato maggior rilevanza attraverso la condotta dei  Medical Care, l’assistenza sanitaria offerta a chiunque abbia bisogno di supporto sanitario, sia nelle basi delle Nazioni Unite che nelle diverse municipalità, per far fronte al costoso e spesso carente sanità locale.

Dal 27 ottobre 2013 è stata offerta dagli assetti medici e CIMIC dei Granatieri il supporto a oltre 1.000 libanesi, indipendentemente della religione, nazionalità o etnia.  I Granatieri e la brigata intera, rappresentata dal loro comandante, generale Maurizio Riccò, che ha sottolineato, nell’occasione, come questi stiano operando con grandissima capacità e spirito di abnegazione nel difficile teatro operativo libanese, celebrano la loro pluricentenaria storia, dando ancora una volta prova del loro spessore professionale e morale, qualità che appartengono a tutti i militari onorati d’indossare i “bianchi alamari”, sia che operino in Patria attraverso gli incessanti impegni di alta rappresentanza o di controllo di territorio nazionale, sia che esercitino la loro difficile vocazione e professione in terre lontane dai propri affetti, come adesso nella Terra dei Cedri.

Articoli correlati:

La brigata Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL Sector West

UNIFIL, Libano: visita del sottosegretario alla Difesa, on Rossi, al contingente italiano nel 355° anniversario della specialità Granatieri, attuale base della JTF-L

Il sottosegretario di stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, accompagnato dal Comandante Operativo di vertice Interforze (COMCOI), generale Marco Bertolini, é giunto ieri 18 aprile in visita al contingente nazionale di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) nel sud del Libano.

Il sottosegretario è stato accolto nella base militare di Naqoura dal comandante di UNIFIL, il generale Paolo Serra, che gli ha presentato un’analisi sulle linee evolutive della missione evidenziandone gli elementi più delicati discendenti dallo sviluppo regionale e dal cruciale contesto operativo.

Nel prosieguo della visita, il sottosegretario Rossi ha incontrato una rappresentanza di soldati, aviatori, marinai e carabinieri italiani del Comando di UNIFIL rivolgendo loro il messaggio di ringraziamento e di augurio per le prossime festività pasquali a nome del Governo italiano.

Di seguito, il sottosegretario é stato accolto nella base avanzata 1-32A lungo la Blue Line  dal comandante del Sector West, generale Maurizio Riccò, ed é stato aggiornato sulla situazione nell’area di operazione del contingente italiano nel sud del Libano impegnato nell’assolvimento del mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

L’onorevole Rossi si è poi trasferito alla base militare italiana di Shama, dove ha incontrato gli uomini e le donne del contingente nazionale e ha espresso a nome del Governo italiano parole di stima e apprezzamento per l’opera svolta dai caschi blu su base Granatieri di Sardegna.

Ai militari impiegati il sottosegretario ha rivolto gli auguri per le prossime festività e per l’anniversario dei 355 anni dalla fondazione della specialità Granatieri, la cui brigata è stata comandata nel biennio 2000-2001 proprio dall’allora generale Rossi.

L’Italia contribuisce alla missione UNIFIL con circa 1.100 soldati e fornisce 6 elicotteri per il supporto aereo. Complessivamente UNIFIL si compone di circa 12.000 peacekeeper  provenienti da 37 differenti nazioni.

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La JTF-L in Paola Casoli il Blog

La Blue Line in Paola Casoli il Blog

Fonte: UNIFIL MPIO

Foto: CMC Fabio Baccello

UNIFIL, Libano: giunto a Shama lo stendardo di guerra del reggimento Lancieri di Novara (5°) che avvicenderà il 1° reggimento Granatieri di Sardegna alla JTF-L

Lo stendardo di guerra del reggimento Lancieri di Novara (5°), il prossimo reparto che sarà al comando del settore italiano della JTF-L (Joint Task Force-Lebanon), è arrivato lo scorso 15 aprile nel Libano del Sud presso la base di Al Mansouri, sede del Comando di ITALBATT, task force di manovra del contingente italiano su base 1° reggimento Granatieri di Sardegna.

Lo stendardo, salutato dal comandante del Sector West di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), generale Maurizio Riccò, è decorato con una Medaglia d’Oro al Valor Militare, due Medaglie d’Argento al Valor Militare, quattro Medaglie di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito e una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito.

Nei prossimi giorni è previsto l’avvicendamento del reggimento più antico d’Italia con i “bianchi Lancieri”, nuova guida per la condotta dell’operazione Leonte. ITALBATT contribuisce con le unità di manovra delle altre nazioni, che compongono il Sector West, al controllo della Blue Line, la linea armistiziale tra Libano e Israele, e del territorio del sud del Libano in assistenza alle Forze Armate Libanesi (LAF).

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La JTF-L in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL Sector West PIO

UNIFIL, Sector West Libano: arti marziali e attività sportive tra i progetti Cimic a favore dei ragazzi libanesi

Continuano i progetti in favore della popolazione del Libano del Sud da parte dei caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) su base brigata Granatieri di Sardegna, al comando del generale Maurizio Riccò, fa sapere un comunicato dell’UNIFIL Sector West PIO.

Presso il Mosan Center di Tiro – Center for children with special needs, si è concluso il corso di judo-karate organizzato dal Gruppo Supporto Aderenza (CSS BN – Combat Service Support Battalion) su base 1° reggimento Trasporti, al comando del colonnello Mario Stefano Riva.

Alla cerimonia di chiusura hanno preso parte anche due alti rappresentanti della Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali (FIJLKAM), il professor Pierluigi Aschieri e il maestro Riccardo Zambotto.

Il Mosan Center è un centro di educazione per bambini e ragazzi dai 3 fino ai 20 anni che necessitano di assistenza speciale per problemi fisici, comportamentali ed emotivi. Fondamentale l’apporto del maggiore Giuseppe Canzano, del caporal maggiore capo Francesco Lanzillotti e del caporal maggiore scelto Giovanni Acqua – istruttori tecnici di karate e judo – per far comprendere ai ragazzi le tecniche di base delle citate arti marziali, contestualmente al relativo sviluppo e incremento delle capacità motorie di base.

Presso la municipalità di Al Qulaylah, alla presenza del sindaco, Ghassam Salman, e del preside dell’istituto scolastico locale, professor Abdul Karim Hassan, si è tenuta la cerimonia di chiusura di una serie di attività sportive e culturali svolte in favore degli alunni della scuola locale a cura del Gruppo Supporto Aderenza.

Le attività hanno visto la partecipazione dei bambini e dei ragazzi dell’istituto, di età compresa fra gli 8 e i 14 anni, in corsi di arti marziali, di apprendimento della lingua italiana e di avviamento al gioco del calcio. Per quest’ultimo corso è intervenuto quale ospite d’onore l’allenatore della nazionale di calcio libanese, Giuseppe Giannini, che ha consegnato personalmente ai giovani calciatori locali il completo della  Nazionale italiana. In tale contesto è stato  donato alla scuola, dal contingente italiano, un fotocopiatore che agevolerà lo svolgimento delle attività didattiche dell’istituto.

Articoli correlati:

La JTF-Lebanon in Paola Casoli il Blog

La brigata Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

Il Cimic in Libano in Paola Casoli il Blog

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL Sector West PIO

UNIFIL, Libano: i caschi blu italiani alla celebrazione del World Water Day. Un pino piantato nella terra di Tiro come simbolo del legame con il popolo libanese

I caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L), su base brigata Granatieri di Sardegna, hanno partecipato il 27 marzo scorso alla celebrazione della Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day),  ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 durante l’Earth Summit di Rio de Janeiro con lo scopo di promuovere un uso attento e critico delle risorse idriche.

La celebrazione si è svolta nel centro culturale Beit Al-Mamlouk di Tiro, nei pressi delle antiche rovine romane, fa sapere il comunicato stampa del Sector West di UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon).

In tale contesto, si apprende, oltre 550 bambini di età compresa tra gli 8 e i 10 anni hanno visitato gli stand formativi allestiti e sono stati intrattenuti dai peacekeeper italiani con una serie di attività ludico-educative volte a creare una piacevole atmosfera di armonia e integrazione.

Al termine della giornata il Comandante della Joint Task Force Lebanon, generale Maurizio Riccò, e il sindaco di Tiro, Hassan Dbouk, hanno partecipato a una breve cerimonia durante la quale è stato simbolicamente piantato un albero di pino, a testimoniare i forti vincoli di amicizia che legano il personale di UNIFIL e il popolo libanese.

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

La JTF-L in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL Sector West

UNIFIL: il CaSME, gen Graziano, in visita al contingente italiano e alla JTFL su base brigata Granatieri di Sardegna

Il generale Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), già comandante della forza ONU in Libano dal 2007 al 2010, è giunto in visita alla missione UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon) lunedì 10 marzo. Ad accoglierlo all’eliporto del quartier generale di Naqoura, il generale Paolo Serra, Head of Mission e Force Commander.

L’alta autorità militare è stata aggiornata sulla situazione operativa nel Libano del Sud e ha incontrato una rappresentanza di soldati italiani del comando di UNIFIL, rivolgendo loro un indirizzo di saluto.

Il CaSME ha proseguito la visita presso la base Millevoi di Shama, dove è stato accolto dal generale Maurizio Riccò, comandante della Joint Task Force Lebanon (JTFL), su base brigata Granatieri di Sardegna.

Nel corso degli incontri, il generale Graziano ha espresso parole di profondo apprezzamento per la meritoria opera svolta dai militari italiani impegnati, con grandissima professionalità, nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In tale contesto, oltre al supporto alla popolazione locale, il contingente italiano sta operando a stretto contatto con l’esercito libanese, conducendo attività congiunte sul terreno di carattere operativo, tra le quali pattuglie e posti di controllo fissi e mobili, per favorire il mantenimento dell’attuale situazione di calma nel difficile contesto regionale.

UNIFIL si compone di circa 12mila militari provenienti da 38 nazioni e circa 1.000 rappresentanti civili, di cui 700 locali e 300 internazionali. Il dato fornito comprende anche la componente navale dotata di 8 navi di 6 paesi diversi e di 1000 marinai costituenti la Maritime Task Force operante lungo le coste libanesi, e ITALAIR composta da elicotteri dell’Esercito Italiano.

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il Sector West di UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il CaSME gen Claudio Graziano in Paola Casoli il Blog

La brigata Granatieri di Sardegna in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL SW