morte della patria

Da Cassibile a Cernobbio. Badoglio cercasi disperatamente

By Cybergeppetto

L’8 settembre – il giorno in cui si festeggia, in silenzio e con vergogna, la morte della Patria – i giornali danno notizia del discorso che, in videoconferenza, Re Giorgio ha indirizzato dal Quirinale ai partecipanti, a porte chiuse, del Forum Villa D’Este. Un workshop organizzato da The European House – Ambrosetti: una simpatica rimpatriata di banchieri, imprenditori politicizzati, politici spompati e frattaglie di casta d’ogni tipo.

Sarebbe anche troppo facile fare dell’ironia sulle parole del Presidente della Repubblica: quando uno dichiara solennemente che l’8 settembre che “è stato realizzato un programma densissimo d’interventi” vuol dire che non si rende conto che stiamo continuando a indebitarci per mantenere uno stato inefficiente.

Si potrebbe ricordare, per amor di polemica, che i decreti che non si firmavano con il governo precedente sono stati firmati dopo, ma ormai la gente lo sa che il “potere neutro” del presidente è una battuta da Zelig.

Il commissario politico del Colle ricorda che “molto resta da fare”, e infatti abbiamo pagato la prima rata dell’IMU, ma dobbiamo pagare ancora il più e il peggio entro la fine d’anno.

La lettura del discorso, come sempre in questi casi, è un esercizio penoso per la retorica che lo riempie, soprattutto per il richiamo all’importanza delle consultazioni elettorali, quelle che lui stesso ha reso inutili con il primo e vero “governo del presidente”.

E comunque una cosa chiara nel messaggio c’è, anche se non è scritta.

Il presidente/Re della casta, attraverso il suo plenipotenziario Monti/Badoglio, fa come il suo precedessore a Cassibile: si arrende allo strapotere dell’avversario allorché dichiara che gli impegni europei saranno rispettati. Per chi non avesse capito, Re Giorgio dice cripticamente  agli strozzini di tutto il mondo: “Continuate a prestarci i soldi che ci servono per tenere in piedi la casta e i carrozzoni di stato, noi vi pagheremo lauti interessi”.

C’era bisogno che il Presidente intervenisse direttamente? Poteva lasciare uno scarno comunicato da leggere al suo consigliere militare, un generale che, ad oltre settant’anni,  invece di stare a casa coi nipoti,  sgambetta in divisa e cordone da aiutante di campo. Un foglio dattiloscritto potrebbe anche leggerlo, oltretutto l’8 settembre.

Cybergeppetto

p.s. “Papà, con quante b si scrive obiettivo?”. “Si può scrivere sia con una che con due. I militari amano distinguere l’obiettivo, con una b sola, cioè il fine a cui tendere, dall’obbiettivo, con due b, che si utilizza in fotografia e in videoripresa. Evidentemente al Quirinale non ci sono militari”.

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