Policlinico Militare del Celio

Esercito: al via la Race for the Cure, con assetti forniti anche dal COMLOG

“Anche quest’anno l’Esercito Italiano, da sempre attento alla tutela della salute delle proprie donne e dei propri uomini, sarà presente alla XX edizione della Race for the Cure, manifestazione di solidarietà che ha lo scopo di raccogliere fondi per la lotta ai tumori al seno”, scrive in una nota stampa del 16 maggio il Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito.

L’evento, che si svolge con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, ha preso il via ieri, 16 maggio, con l’inaugurazione del Villaggio della Salute presso il Circo Massimo, dove per quattro giorni si potrà prendere parte a tante iniziative gratuite dedicate a salute, sport, benessere e prevenzione.

La Forza Armata, che partecipa a questo evento fin dalla seconda edizione, sarà presente con assetti operativi sanitari, logistici, sportivi e promozionali forniti dal Comando Logistico dell’Esercito, dal Comando Militare della Capitale, dal Policlinico Militare di Roma, dal Comando Genio e dal Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito.

Fonte e foto: COMLOG Esercito

 

Esercito, COMLOG: la XX edizione della Race for the cure al Circo Massimo dal 16 al 19 maggio

Anche quest’anno l’Esercito Italiano parteciperà della “Race for the cure”, manifestazione di solidarietà che ha lo scopo di promuovere la salute delle donne e di raccogliere fondi per la lotta ai tumori al seno, ha fatto sapere il Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito con una nota stampa del 3 maggio.

La Race for the cure di quest’anno si svolgerà dal 16 al 19 maggio nella suggestiva cornice del Circo Massimo a Roma.

Lo ha confermato la mattina del 3 maggio, nella conferenza stampa di presentazione dell’evento presso il Salone d’onore del CONI, il Comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito, Maggior Generale Antonio Battistini, evidenziando come la Forza Armata sia da sempre attenta alla tutela della salute delle proprie donne e dei propri uomini.

L’Esercito, che partecipa a questa iniziativa fin dalla seconda edizione dell’evento, anche quest’anno fornirà assetti logistici e sanitari. In particolare, la Forza Armata renderà disponibile la tribuna centrale, a cura del Comando Genio, un Posto di Medicazione Avanzato e alcune ambulanze dotate di defibrillatori, a cura del Policlinico Militare di Roma, per concorrere a garantire l’assistenza sanitaria per l’intero svolgimento della manifestazione.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

Policlinico Militare Celio: al 71° SIAARTI interesse per la presentazione sulla coagulopatia acuta da trauma del capitano medico Rachedi

Nei giorni scorsi si è svolto presso il Palacongressi di Rimini il 71° Congresso Nazionale della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) che ha visto, tra le altre, la presenza di personale del Policlinico Militare di Roma Celio, ha fatto sapere con una nota stampa del 28 ottobre il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

Il capitano medico Nadir Rachedi, in servizio presso il Reparto di Anestesia e Terapia Intensiva del Celio, è intervenuto all’evento in qualità di relatore esponendo due presentazioni riguardanti la coagulopatia acuta da trauma sulla base di studi condotti nel corso delle missioni militari multinazionali in Iraq e Afghanistan, che hanno richiamato l’interesse degli addetti ai lavori e dei numerosi partecipanti intervenuti.

L’evento ha rappresentato un momento importante di divulgazione scientifica rivolto a medici, specialisti e studenti delle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle università italiane.

All’interno dell’area congressuale è stato inoltre allestito un “info point” dell’Esercito Italiano, in cui personale del Policlinico Militare di Roma, in collaborazione col 2° Gruppo del 121° reggimento Ravenna di Rimini, ha sviluppato l’attività informativo-promozionale sull’arruolamento degli ufficiali della riserva selezionata del Corpo della Sanità Militare.

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Fonte e foto: COMLOG

TAAC-W, Resolute Support: Amid, 4 anni, ustionato dall’olio bollente e salvato dai medici militari di Herat

Diciamo da subito che il bambino afgano di 4 anni, con il 20% del corpo profondamente ustionato da olio bollente, si è salvato e si sta riprendendo dopo due interventi chirurgici.

Il comunicato stampa datato 29 giugno del Train Train Advise Assist Command – West (TAAC-W), che nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS) opera nell’ovest dell’Afghanistan su base brigata alpina Taurinense al comando del gen Massimo Biagini, faceva tuttavia restare con il fiato sospeso.

“Giorni fa, dopo un lungo e insidioso viaggio a bordo di una motocicletta, il padre di Amid è riuscito ad arrivare alla base di Herat chiedendo il supporto ai militari italiani che aveva avuto modo di conoscere in occasione delle attività a favore della popolazione, che il contingente svolge quotidianamente presso i villaggi afgani”.

Accolto immediatamente dal personale sanitario italiano e allertata l’équipe chirurgica del Role 2, attiva 24 ore su 24 per fronteggiare ogni tipo di emergenza, Amid, il cui 20% del corpo era ricoperto di ustioni di secondo e terzo grado causate da olio bollente, è stato sottoposto a un primo intervento volto a limitare i danni, a disinfettare e a rimuovere chirurgicamente i tessuti necrotici dalle profonde ustioni sul suo corpicino.

Dopo le prime medicazioni, e scongiurato il pericolo di peggioramento delle condizioni di Amid, a seguito di una breve degenza presso l’ospedale pediatrico civile di Herat, il col Emanuele Cotugno, direttore sanitario dell’Ospedale, consultandosi in telemedicina con i colleghi del Policlinico Militare dell’Esercito di Roma, ha condotto con il suo staff la seconda operazione chirurgica di pulizia e di ripristino della funzionalità degli arti coinvolti.

“Ringrazio con tutto il mio cuore i soldati e i medici italiani che hanno curato mio figlio – ha dichiarato il padre di Amidalleviando le sue sofferenze e restituendogli anche una speranza per un futuro. Sono venuto direttamente qui alla vostra base ricordandomi di quando, alcuni anni fa, gli italiani con una pattuglia vennero a fare visite mediche nel mio villaggio, visitando anche il mio figlio maggiore”.

L’Ospedale Militare Role 2 della base di Herat attualmente inserito nella Task Force Arena, su base 2° reggimento Alpini di Cuneo, vanta “équipe altamente specialistiche provenienti dal Policlinico Militare dell’Esercito e svolge attività sanitarie non solo a favore dei contingenti NATO, ma occasionalmente, qualora i pochi presidi sanitari presenti nell’area di Herat non siano in grado di poter intervenire, anche verso la popolazione afgana”, informa il TAAC-W.

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Fonte e foto: TAAC-W

COMFOP SUD: Difesa e Salute danno valore alla vita con il convegno “Un donatore moltiplica la vita”, su donazione e trapianto organi

Si è tenuto ieri, 1° febbraio, nel Circolo unificato di Presidio a Palazzo Salerno, in piazza Plebiscito a Napoli,  il convegno “Un donatore moltiplica la vita”, organizzato dal Comando Forze Operative Sud (COMFOP SUD) e dall’ Azienda sanitaria locale di Napoli ASL NA 1 Centro. Lo ha comunicato lo stesso Comando Sud.

L’evento è finalizzato a dare impulso all’attuazione del protocollo d’intesa “Difendi la Patria. Dai valore alla vita” stipulato tra il Ministero della Difesa e il Ministero della Salute.

Si è trattato di un incontro importante, ma soprattutto un’occasione di confronto e di approfondimento nel quale sono state trattate le tematiche legate alla donazione di organi e tessuti e che ha visto la partecipazione di medici coinvolti nel processo di donazione e di trapianto.

Sono intervenuti il generale Francesco Luigi De Leverano, Comandante del COMFOP Sud, ed il dottor Elia Abbondante, Direttore generale dell’ASL NA 1 Centro.

Erano inoltre presenti numerose autorità, tra cui l’on Gioacchino Alfano, Sottosegretario di Stato alla Difesa, il dott Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, il dott Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, e il dott Giovanni Colangelo, Procuratore Capo della Repubblica di Napoli, si apprende dal cumincato stampa.

A corollario delle attività, è stato possibile visitare una sezione di un ospedale militare da campo allestito in piazza Plebiscito, dove era presente una autoemoteca del Policlinico Militare Celio, con personale medico a bordo, per la donazione volontaria del sangue.

La cittadinanza ha potuto seguire lo svolgimento dei lavori grazie a una diretta streaming in una delle tende allestite per l’occasione in piazza Plebiscito.

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Fonte e foto: COMFOP SUD

Emergenza sisma: la Difesa aumenta il numero dei militari impiegati nei soccorsi. I numeri di Aeronautica, Carabinieri, Esercito

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (5)“Sono saliti a 1.250 gli uomini e le donne  schierati dalle Forze Armate  a seguito del terremoto avvenuto lo scorso 24 agosto che ha interessato un’area compresa tra le regioni Lazio, Umbria e Marche”, si apprende dal sito istituzionale della Difesa in data 26 agosto.

Il Ministero della Difesa, rispondendo alle richieste della Protezione Civile, ha infatti aumentato il numero degli uomini impiegati e ha aggiunto numerosi mezzi e assetti specialistici dell’Esercito, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri.

Fin dal primo momento i militari hanno aiutato la popolazione, dapprima con i Carabinieri nelle stazioni locali, successivamente con i soldati dei reparti dell’Esercito prossimi alle zone colpite dal sisma, di stanza a Rieti e ad Ascoli, primi tra tutti la Scuola Interforze per la difesa NBC di Rieti e il 235° reggimento addestramento volontari (RAV) Piceno di Ascoli.

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (8)Già dalla mattina dell’evento, il 24 agosto scorso, si sono mossi da Roma degli assetti speciali del 6° reggimento Genio pionieri con mezzi movimento terra, torri di illuminazione e camion pesanti indispensabili nelle prime fasi dell’emergenza.

Anche l’Aeronautica Militare è stata impiegata con vettori ad ala fissa e rotante, per effettuare trasporti e ricognizioni dell’area, e schierando una torre di controllo mobile presso l’aeroporto di Rieti per coordinare l’intenso traffico aereo sull’area.

Sin dalle prime ore dal disastro erano stati allertati reparti e capacità utili nei settori della logistica per gli sfollati fino all’evacuazione medica.

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (7)Tra queste capacità è stata da subito resa disponile la Banca del Sangue del Policlinico del Celio, le cucine da campo, oltre ad altri assetti specialistici del Genio.

Le Forze Armate hanno reso disponibili immediatamente oltre duecento posti letto nelle caserme di Ascoli Piceno e Rieti per gli sfollati impossibilitati a tornare nelle loro case.

“Un impegno in crescendo che vede le migliori capacità delle Forze Armate al servizio del cittadino”, sottolinea la stessa Difesa dal suo sito.

Il 25 agosto il numero dei militari intervenuti veniva già aumentato: ai 300 uomini della Difesa operanti sul terreno sono stati aggiunti 200 uomini tratti tra gli Alpini del 9° reggimento di stanza all’Aquila, i Lancieri di Montebello assieme ai Granatieri di Sardegna, portando la presenza dell’Esercito a quasi 500 unità.

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (6)Nello stesso giorno erano arrivati in area oltre 300 Carabinieri, in aggiunta ai colleghi che prestano servizio nelle stazioni dislocate sul territorio colpito dal sisma.

Il 26 agosto scorso, secondo quanto riportato nell’aggiornamento sul sito istituzionale della Difesa, sono salite a oltre 700 le unità impiegate dell’Esercito (contro le iniziali 500, link articolo in calce), 520 quelle dell’Arma dei Carabinieri e a 30 le unità specialistiche dell’Aeronautica Militare.

Sono intanto centinaia i mezzi impiegati (elicotteri, automezzi, autogru, ambulanze, macchine movimento terre, autobotti, torri di illuminazione, cucine campali ecc.).

20160727_#sismacentroitalia_militari_soccorsi_Difesa (4)Si apprende inoltre che sono stati allertati alcuni reparti con capacità logistiche e sanitarie prontamente impiegabili.

“Lavorando di concerto con le Prefetture e la Protezione Civile, la Difesa con i suoi uomini fa squadra a supporto della popolazione colpita – si legge sul sito istituzionale – Un forte impegno che vede le migliori capacità delle Forze Armate al servizio dei cittadini come previsto dal Libro Bianco del Governo.”

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Fonte e foto: Ministero della Difesa

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Libia: anche le forze speciali italiane nel recupero dei feriti dell’attentato di Zliten

20161101_Difesa_evacuazione feriti Libia-Zliten (3)Il ministero della Difesa italiano ha messo a disposizione, l’11 gennaio scorso, i propri assetti interforze che, coordinati dallo stato maggiore della Difesa, per il tramite del Comando Operativo di Vertice interforze (COI), hanno condotto con successo il trasporto di 15 cittadini libici rimasti gravemente feriti nell’attacco terroristico compiuto lo scorso 7 gennaio contro il centro addestrativo della polizia costiera libica.

Nel dispositivo militare protagonista dell’operazione, fa sapere la stessa Difesa, erano comprese anche unità delle Forze Speciali per la sicurezza e mezzi aerei per la sorveglianza.

Il velivolo, partito all’alba dall’aeroporto di Pratica di Mare, è atterrato all’aeroporto di Misurata dove un team sanitario militare interforze italiano ha provveduto all’imbarco dei feriti a bordo dell’aereo, che è ripartito per l’Italia.

20161101_Difesa_evacuazione feriti Libia-Zliten (9)La ricezione e l’assistenza sanitaria a bordo è stata garantita da una équipe interforze di 14 medici, infermieri specializzati e assistenti di sanità tutti provenienti dal Policlinico Militare del Celio di Roma.

I feriti sono giunti in Italia nel pomeriggio dell’11 dicembre a bordo di un C-130J dell’Aeronautica Militare – allestito per il trasporto sanitario – che insieme ad altri assetti messi a disposizione dalla Difesa hanno consentito di realizzare l’operazione.

La richiesta d’aiuto per le cure dei feriti gravi è giunta dal Consiglio di Presidenza libico al Governo Italiano. È stato così deciso l’intervento umanitario che è consistito, appunto, nel trasporto di 15 libici da Misurata a Roma per il ricovero nel policlinico militare Celio.

20161101_Difesa_evacuazione feriti Libia-Zliten (8)Per quanto attiene alle condizioni dei 15 feriti, i due più gravi sono stati ricoverati in rianimazione e i restanti, che hanno subito vari traumi e sono stati già trattati dai sanitari libici, sono stati ricoverati presso altri reparti del Policlinico Militare del Celio. Nessuno dei feriti è in prognosi riservata.

Successivamente potranno essere assegnati ad altre strutture sanitarie specializzate in Italia.

All’intervento di emergenza, oltre al ministero della Difesa, hanno contribuito i ministeri degli Affari Esteri, dell’Interno e della Salute e le competenti autorità libiche – e “si è svolto ponendo in essere tutte le predisposizioni necessarie ad assicurare l’incolumità del personale impiegato e sotto il coordinamento della Presidenza del Consiglio”, si apprende dal sito istituzionale della Difesa che sottolinea l’aspetto solidaristico dell’intervento e “di attenzione dell’Italia nei confronti del popolo libico in una fase particolarmente delicata dell’attuale processo di stabilizzazione del Paese”.

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Fonte e foto: difesa.it

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Lesioni ototraumatiche e cervico-facciali: successo del policlinico militare Celio in oltre la metà dei casi trattati

L’incontro dei maggiori esperti di otorinolaringoiatria avvenuto recentemente a Roma, nell’Auditorium Parco della Musica in occasione del 100° Congresso Nazionale della Società Italiana di otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale, ha messo in evidenza non solo il lavoro svolto dagli specialisti militari, che ha consentito di evidenziare l’importanza di tale dinamica lesionale nel distretto testa-collo, ma anche gli elevati standard diagnostici terapeutici raggiunti dal Policlinico Militare Celio, che hanno permesso un efficace recupero delle lesioni ototraumatiche e cervico-facciali in oltre la metà dei casi trattati.

Ciò testimonia il successo dell’investimento sulla ricerca promosso e condotto dall’Esercito, che continua a puntare sulla ricerca, oltre che sulla componente sociale e umana del paese, per assicurare sempre una maggiore professionalità nell’interesse del paese, di tutte le Forze Armate e della città di Roma.

Tra gli oltre 1.200 specialisti, provenienti da tutto il mondo, che hanno partecipato ai quattro giorni di lavoro di fine maggio per fare il punto sulle ultime scoperte dell’otorinolaringoiatria italiana, era presente anche un team di medici dell’Esercito, specialisti del Policlinico Militare Celio di Roma, diretto dal generale Mario Alberto Germani.

Al congresso è stato presentato il lavoro scientifico condotto dal tenente colonnello dell’Esercito Giuseppe Alberto Maria Algieri, in collaborazione con tutto il team di specialisti del Policlinico Militare di Roma, sull’esperienza del Role 4, ovvero uno dei quattro livelli di pianificazione sanitaria della NATO per le cure a lungo termine in patria, nella diagnosi e trattamenti delle lesioni ototraumatiche e cervico facciali associate, riportate dai militari italiani a seguito di esposizione a onda d’urto provocata dall’esplosione di un IED nei teatri di operazione all’estero.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito