Salento

Poligono militare di Torre Veneri: non c’è uranio impoverito, l’ambiente è tutelato

Poligono militare Torre Veneri_PugliaIl poligono militare di Torre Veneri, sotto il profilo della conservazione e tutela dell’ambiente, non ha nulla da invidiare a un’oasi protetta. Lo riferisce lo Stato maggiore dell’Esercito citando uno studio curato dal Dipartimento di scienze e tecnologie biologiche e ambientali (Disteba) dell’Università del Salento.

La notizia è stata data giovedì 22 gennaio scorso dal capo della Procura di Lecce, Cataldo Motta, e conferma le conclusioni cui era giunta l’inchiesta nata da un esposto di Gabriele Molendini, esponente del movimento politico Lecce Bene Comune.

L’inchiesta è stata, peraltro, ormai archiviata dal gip Simona Panzera.

“Ma un fatto assai rilevante – ha spiegato il procuratore Motta – è che, dopo gli accertamenti giudiziari, lo Stato Maggiore dell’Esercito ha stipulato una convenzione per il monitoraggio sistematico dell’area ogni sei mesi, e questo è il primo caso del genere in Italia”.

L’iniziativa avviata a Lecce, infatti, potrebbe a questo punto essere messa in atto in altre zone d’Italia in cui esistono poligoni militari.

“Il dubbio sull’esistenza di uranio impoverito a Torre Veneri è stato fugato in modo definitivo”, ha concluso il procuratore Motta.

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Fonte: Esercito Italiano

Foto: PAO NRDC-ITA

Il vicecomandante delle forze NATO in Europa, Gen Sir Adrian Bradshaw, in visita a NRDC-ITA: bene l’Italia nel perseguimento dei livelli di ambizione dell’Alleanza

Ha espresso il proprio consenso per l’impegno dell’Italia nel soddisfacimento dei livelli di ambizione della NATO il generale inglese Sir Adrian Bradshaw, vicecomandante del Comando Supremo delle Forze Alleate in Europa (DSACEUR), a margine della visita di  ieri mattina, 24 ottobre, al Comando di corpo d’armata di reazione rapida italiano della NATO (NRDC–ITA, NATO Rapid Deployable Corps-Italy) di Solbiate Olona, in provincia di Varese.

Il DSACEUR è stato ricevuto dal Comandante di NRDC–ITA, generale Giorgio Battisti, che è appena rientrato dal Salento a fine esercitazione interforze e internazionale Eagle Joker 14, attività alla quale hanno preso parte 14 paesi dell’Alleanza Atlantica (link articoli in calce).

Il generale Bradshaw è stato aggiornato sullo sviluppo delle attività che hanno permesso al Comando NATO di Solbiate di ottenere la certificazione nazionale per gestire autonomamente forze navali e aeree in operazioni e di saper interagire efficemente nelle aree di crisi in qualsiasi parte del mondo.

La riconfigurazione in Comando Interforze (Joint Task Force Headquarters, JTF) con capacità di livello operativo, oltre che tattico, con una sempre maggiore presenza di personale della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, è la premessa per ottenere la certificazione NATO prevista nel 2015, che sarà successiva all’esercitazione Trident Jaguar 15 in programma dal 20 aprile 2015 al Joint Warfare Centre (JWC) di Stavanger, in Norvegia.

Il vicecomandante delle forze NATO in Europa ha particolarmente apprezzato le capacità funzionali-logistiche che la brigata di Supporto è in grado di assicurare al Comando NRDC-ITA per la sua peculiare e unica struttura, rispetto ai rimanenti Comandi a elevata prontezza (HRF), idonea a garantire, con le sue pedine, un supporto aderente alle esigenze.

Dopo la tradizionale firma dell’Albo d’Onore, il generale Bradshaw si è trattenuto con il personale delle 15 nazioni che costituiscono il Comando NRDC-ITA.

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Fonte e foto: NRDC-ITA PAO

Viva gli sposi!

By Sugar Lady

Le mancherà l’happy hour o la prima di Harry Potter. L’appetizer con le amiche in centro e lo shopping spensierato senza rimorsi.

Tutto questo mancherà alla tenera e devota Kate. Ma già adesso, mica dopo il matrimonio.

Sì, perché Waity Katy, che fa i conti da otto anni con le indecisioni di William e che ormai avrà cellulite e capelli bianchi da vendere, convive con il futuro sposo nel posto più lontano dalla civiltà che si possa immaginare.

Altro che Alice nel Paese delle meraviglie. Kate e William stanno nell’isola di Anglesey, una punta di terra e sassi nel Galles nordoccidentale: prati verdi e mare grigio. Mini-supermercati e lunghe passeggiate.

I due si saranno certo divertiti i primi tre giorni, anche senza televisione né computer, ma poi chissà che noia mortale. Anche per una giovane coppia – oddio, ormai hanno tutti e due ventotto anni a testa – dev’essere una palla pazzesca.

Dopo tre giorni di sesso sfrenato si avrà anche voglia di farsi un po’ gli affari propri, magari andare alla presentazione di un libro in centro o farsi ricostruire le unghie da Sensational Nails.  Invece lì esci dal cottage e cosa vedi? Il nulla. Ti giri, guardi di nuovo dentro il cottage e cosa vedi? Un uomo spossato e spremuto che si infila le ciabatte e ti chiama per fargli un caffè.

Aggiungiamoci poi che sono otto anni di piglia e ripiglia, di cerimonie militari a guardare il fidanzato che sfila e che prende i gradi prima di ufficiale e poi di pilota. Otto anni durante i quali i due si mollavano per poi ripigliarsi nel fine settimana. Quando andava bene a Kate toccava di accompagnare William in vacanze di lusso sulla neve di Klosters o nelle riserve del Kenya. Che palle, mai un ouzo sorseggiato in una festaiola isola greca, mai un primitivo gustato ballando a piedi scalzi in una festa nel Salento.

Ma Waity Katy terrà duro una volta in più, in nome di quella assurda follia che ci spinge ad aspettare i comodi dei maschietti che ci accompagnano. Sia che accada su un’isola sperduta, in attesa che il compagno finisca il suo corso da elicotterista, sia nel centro della civiltà di una metropoli dalle mille seduzioni.

Intanto William suggella l’immagine del maschio vittima del fato, novello Enea incapace di comprendere il sacrificio d’amore femminile. Almeno Didone non era sopravvissuta. Il suo sogno d’amore era morto prima di sfociare nella noia.

Sugar Lady

Foto: Mirror