teatri operativi

4 novembre: Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, videoteleconferenza con i teatri operativi

Il prossimo 4 novembre 2014, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, presso il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), avrà luogo il tradizionale collegamento in videoteleconferenza per il saluto del Ministro della Difesa e del Capo di stato maggiore della Difesa ai contingenti militari italiani impegnati nelle operazioni internazionali.

Per i media accreditati (stampa@smd.difesa.it) sarà possibile assistere all’evento, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, con accesso dalle ore 14,00 alle ore 14,30 (orario ultimo per l’accesso) del 4 novembre all’ingresso dell’Aeroporto Militare Francesco Baracca, via di Centocelle 301 – Roma (Metro Linea A – fermata Numidio Quadrato).

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Al CASD inizia oggi il primo corso per Gender Advisor NATO, l’attenzione alle donne come strumento di stabilità

Prende avvio oggi, 9 giugno, presso il Centro Alti Studi della Difesa (CASD) a Roma, il primo corso per Gender Advisor organizzato dallo stato maggiore della Difesa.

La nuova figura professionale istituita in ambito NATO supporterà i comandanti nel rendere le Forze Armate sempre più aderenti ai principi delle pari opportunità e dell’uguaglianza di genere, da un lato, e di contribuire a una pace sempre più stabile e duratura nei territori di missione, dall’altro.

Il Gender Advisor dovrà, infatti, operare facendo in modo che in tutte le fasi della missione sia considerata e coinvolta, al massimo livello possibile, anche la componente femminile della popolazione locale, la cui partecipazione va tenuta presente come necessario strumento di stabilizzazione e ricostruzione. Tale approccio, orientato alla prospettiva di genere, rappresenta un moltiplicatore di efficacia per l’impiego dei militari sia in patria che all’estero.

Selezionati in base alla motivazione, alla predisposizione per le relazioni interpersonali e all’attenzione per la prospettiva di genere, i 50 frequentatori – ufficiali, funzionari e dirigenti civili della Difesa, uomini e donne di tutte le Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri – oltre a lezioni teoriche su temi collegati alle pari opportunità, agli studi di genere e all’attuazione delle risoluzioni ONU su ‘donne, pace e sicurezza’, discuteranno di casi concreti e seguiranno esercitazioni pratiche guidate da personale dei reggimenti CIMIC (Civil-Military Cooperation) e PSYOPS (Psychological operations) dell’Esercito e del CoESPU (Center of Excellence for Stability Police Units) dei Carabinieri.

Dal 9 al 20 giugno, docenti universitari esperti di studi di genere, antropologia e comunicazione si alterneranno con professionisti della cooperazione civile e con esperti militari e civili, per sviluppare il corso.

Nella prima saranno affrontati argomenti quali la storia del genere, le pari opportunità, l’immagine e la diffusione di pregiudizi e stereotipi di genere, le devianze comportamentali quali molestie, mobbing, stalking e verranno forniti gli strumenti normativi e comunicativi da acquisire per fronteggiarle.

Nella seconda settimana di lezioni saranno fornite ai frequentatori le informazioni e gli strumenti per orientare le unità impiegate in missione a operare secondo le indicazioni delle risoluzioni ONU e delle direttive NATO che chiedono di sviluppare la missione secondo la prospettiva di genere, tenendo cioè in conto, in ogni fase delle attività, dei differenti bisogni e delle esigenze di uomini, donne, ragazzi e ragazze.

In aggiunta, i docenti affronteranno i temi della violenza di genere come arma di guerra e condurranno esercitazioni pratiche su come opera un Gender Advisor durante una missione operativa.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

L’Esercito Italiano fa il suo punto di situazione 2012 nell’annuale Rapporto Esercito

È disponibile anche sul sito esercito.difesa.it, il sito della Forza Armata, il Rapporto Esercito 2012, supplemento annuale alla Rivista Militare che traccia il bilancio delle attività dell’Esercito attraverso i numeri di tutte le operazioni militari internazionali e quelle svolte in patria.

Nel 2012, si legge tra i numeri riportati dal Rapporto Esercito 2012, oltre 9mila militari dell’Esercito sono stati impiegati in operazioni. Di questi, 4.700 unità hanno operato fuori area (3.200 militari in Afghanistan, nell’operazione ISAF; 1.100 in Libano; 300 in Kosovo; nuclei di Osservatori militari in Georgia, Pakistan e Medio Oriente); 4.400 militari in Patria nell’operazione Strade Sicure, Aquila e, in concorso alla Protezione Civile, nei casi di pubblica calamità. Sul territorio nazionale, solo nel 2012, tra gli altri interventi a supporto della collettività nazionale sono state effettuate oltre 2.400 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (circa 34mila gli interventi dal 2000 a oggi).

Nelle oltre 270 pagine consultabili online, non mancano i dati relativi a provvedimenti adottati dalla Forza Armata nel quadro del risanamento della spesa pubblica. Tra gli altri, si è ottenuto un risparmio medio annuo del 35% sui consumi elettrici anche grazie all’installazione di impianti fotovoltaici presso le strutture dell’Esercito.

Nel Rapporto Esercito sono inseriti anche i principali risultati conseguiti dagli atleti dell’Esercito, oltre alle schede delle missioni concluse dalla Forza Armata negli ultimi trent’anni, riepilogate nei loro tratti essenziali, dal Libano al Kurdistan, dalla Somalia al Mozambico, dal Ruanda a Timor Est, dall’Iraq a Haiti. Un riferimento viene fatto anche a quello che sarà l’Esercito nel 2024.

Il Rapporto Esercito è scaricabile integralmente dal sito istituzionale dell’Esercito Italiano www.esercito.difesa.it e tramite la nuova app NewsEI per Tablet e smartphone. Oppure clicca qui.

Fonte: Esercito Italiano

Foto: Esercito Italiano

Una fiaba per i papà in teatro operativo nel giorno della festa del papà, l’iniziativa è dell’Altra metà della divisa

Una fiaba per essere più vicini a papà, una fiaba per essere più vicini ai propri figli. È dedicata ai papà militari in missione, e per questo lontani da casa e dai figli proprio nel giorno della festa del papà, 19 marzo, l’iniziativa Una fiaba per volare da te, promossa e coordinata dai Gruppi di supporto famiglie militari dell’associazione L’Altra Metà della Divisa (AMD), nata per lenire la lontananza con le famiglie dei militari durante il servizio.

E questa lontananza viene alleviata virtualmente il 19 marzo, giorno della festa del papà, con il cortometraggio trasmesso in ogni teatro operativo e caserma sul territorio nazionale e pubblicato online sul sito dell’associazione AMD.

Il progetto AMD, nato da un’idea delle compagne e delle famiglie dei militari che prestano servizio a Grottaglie, in provincia di Taranto, si è diffuso in tutta Italia e conta attualmente 13 gruppi attivi di supporto, sostenuti con entusiasmo dallo stato maggiore della Difesa italiano.

Esattamente come avvenuto nello scorso Natale, con l’applaudita iniziativa Buon Natale Soldato, lo stato maggiore della Difesa collaborerà anche questa volta con il suo indispensabile e prezioso aiuto alla diffusione del cortometraggio nei teatri operativi, navi incluse, in cui sono impegnati in missione i militari italiani, oltre che nelle caserme e nelle basi dislocate su territorio nazionale.

L’idea, fa sapere AMD, nasce dalla constatazione che troppo spesso, sia nella vita che nelle realtà quotidiane esterne, risulta “trascurato e non compreso l’impatto psicologico che l’assenza prolungata di un genitore, impegnato in compiti così particolari, produce sulla stabilità e sulla quotidianità dei figli appartenenti a una famiglia sui generis quale quella militare”.

In occasione di una ricorrenza particolarmente significativa per i bambini e per i papà, il 19 marzo, i Gruppi AMD hanno reputato importante puntare il faro sul rapporto padre-figlio, anche nell’ottica di offrire un affettuoso omaggio a tutti i papà “in divisa” lontani da casa, con l’uso del mezzo più spontaneo e immediato a disposizione di un bambino: la fantasia.

Il titolo della fiaba che viene diffusa è Il mago delle lacrime. Si tratta di un prodotto dai contenuti narrativi, illustrativi e musicali inediti, ideati e realizzati appositamente per L’Altra Metà della Divisa. La creazione del cortometraggio è opera di Grazia Mentil di Pordenone, scrittrice di fiabe, autrice; di Mara Bonamano, compagna di un militare, illustratrice; di Giovanni Battista Ruta, compositore della colonna sonora; di Luca Carrozza, militare di Marina, addetto alla regia e al montaggio; oltre che, naturalmente, di tutti i Gruppi AMD.

La voce narrante è quella di Graziano, dodicenne figlio di un militare italiano, che impersona il piccolo Filippo. Sentimenti di rabbia e di tristezza per la mancanza del papà lo porteranno, volando sulle ali della fantasia, a intraprendere un avventuroso viaggio che lo condurrà alla piena consapevolezza del ruolo del padre impegnato in missione, un vero ‘supereroe’ al servizio dei bambini meno fortunati, e lo aiuterà a inquadrare e giustificare in modo costruttivo la sofferenza cagionata dalla sua assenza, facendolo sentire estremamente orgoglioso di lui e conscio di essere davvero importante nella sua vita.

Parallelamente, ogni Gruppo AMD raccoglierà messaggi di auguri diretti ai papà in servizio durante lo svolgimento delle iniziative organizzate a livello locale nelle rispettive sedi territoriali di appartenenza.

Fonte: L’Altra Metà della Divisa

Foto dal sito www.lalatrametadelladivisa.it

Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato. Foto

Mancano pochi giorni al termine del mandato per il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) generale Biagio Abrate. Prima di questa scadenza, che è prevista per il prossimo 31 gennaio e che coincide con il termine del servizio attivo del generale Abrate, il CaSMD si è recato nei teatri operativi per un saluto ai militari italiani dispiegati all’estero.

Le foto pubblicate si riferiscono all’Afghanistan, al Kosovo e al Libano. Sono relative all’articolo Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato, data in cui terminerà anche il suo servizio attivo (21 gennaio 2013).

Fonti e foto: RC-W ISAF, KFOR, Sector West UNIFIL, SMD

Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato, data in cui terminerà anche il suo servizio attivo

Mancano pochi giorni al termine del mandato per il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) generale Biagio Abrate. Prima di questa scadenza, che è prevista per il prossimo 31 gennaio e che coincide con il termine del servizio attivo del generale Abrate, il CaSMD si è recato nei teatri operativi per un saluto ai militari italiani dispiegati all’estero.

Afghanistan

Sabato 19 gennaio il CaSMD, generale Biagio Abrate, ha visitato i militari del  contingente italiano in Afghanistan inquadrato nel Regional Command–West (RC-W) di ISAF,  il comando NATO attualmente guidato dalla brigata alpina Taurinense, volendosi personalmente accomiatare da quanti sono impegnati in teatro operativo nell’approssimarsi della data del termine del suo mandato, prevista per il 31 gennaio.

Accompagnato dal generale Dario Ranieri, comandante dell’RC-W, il generale Abrate ha raggiunto tutte le basi ove i militari italiani sono quotidianamente impegnati.

A Farah, è stato accolto dal comandante della Transition Support Unit South, su base 9° reggimento Alpini dell’Aquila, colonnello Riccardo Cristoni,  con il quale si è successivamente portato presso la base avanzata di Bala Boluk. Da qui, dopo un pranzo con il personale della base, il generale Abrate ha raggiunto Shindand, dove ha incontrato gli Alpini del 3° reggimento di Pinerolo, guidati dal colonnello Andrea Bertocchi, che costituiscono insieme ad altri assetti militari italiani la Transition Support Unit Center, e il team dell’Aeronautica Militare che forma i piloti di elicottero dell’aviazione militare afgana. La visita è quindi terminata a Camp Arena, sede dell’RC-W.

A tutti il CaSMD, la cui data di passaggio di consegne coinciderà con il termine del servizio attivo, ha rivolto parole di ringraziamento per quanto è stato fatto e per il lavoro svolto con sacrificio e costante impegno in favore dell’Afghanistan  con ovvie positive ripercussioni anche sul nostro Paese, rimarcando quanto sia pagante, specie in contesti operativi, la collaborazione tra tutte le Forze Armate. “Dopo 44 anni con le stellette, se fosse possibile ricominciare – ha poi concluso il generale Abrate – ripercorrerei esattamente la medesima strada che mi ha portato sin qui”,  aggiungendo che è sua intenzione, almeno nei primi tempi e come mai prima, visti gli impegni che la professione di militare comporta, “dedicarsi alla propria famiglia”.

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Kosovo

Lo scorso 8 gennaio il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha fatto visita al contingente italiano impegnato in Kosovo per portare il suo personale saluto di commiato ai militari impegnati nell’ambito delle forze NATO KFOR dell’Operazione Joint Enterprise.

Dopo aver incontrato il personale del Comando KFOR e del reggimento Carabinieri Multinational Specialized Unit (MSU) a Pristina, il generale Abrate, accolto dal colonnello Ascenzo Tocci, comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’unità a guida italiana deputata al controllo dell’area ovest, ha incontrato tutto il personale di stanza a Villaggio Italia a Pec.

Prima di decollare per il rientro dall’Aeroporto AMIKo di Djakovica, ha salutato gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare in servizio nella base.

Il Capo di SMD, durante gli incontri, ha rivolto un sentito plauso per il costante impegno con il quale, da oltre un decennio, viene garantita l’attività operativa e di supporto nel teatro balcanico, nonché i suoi personali ringraziamenti per quanto fatto durante il suo periodo alla guida della Difesa.

In particolare, nell’incontro con il personale italiano a Villaggio Italia, ha manifestato la propria soddisfazione per l’impegno profuso e i risultati conseguiti in Kosovo, evidenziando anche come “il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate e all’Arma dei Carabinieri è sempre molto apprezzato da tutte le autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle autorità e dalla popolazione del Kosovo”.

Fonte: Contingente italiano KFOR, SMD

Foto: Contingente italiano KFOR, SMD

Libano

Ieri, 20 gennaio, ormai a pochissimi giorni dal termine del suo mandato, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha salutato il personale del contingente italiano impegnato in Libano nell’ambito della Missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).

Il generale Abrate è stato accolto nella base militare di Naqoura dal comandante di UNIFIL, il generale Paolo Serra. Nel corso dell’incontro con il Force Commander, il CaSMD ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato contributo fornito dai caschi blu italiani alla missione.

Nel prosieguo della visita, il generale Abrate ha quindi incontrato una rappresentanza di Soldati, Aviatori, Marinai e Carabinieri del comando di Unifil rivolgendo loro il messaggio di ringraziamento e saluto. In particolare, il generale Abrate ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, evidenziando come il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate  è sempre molto apprezzato da tutte le Autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle Autorità e dalla popolazione del Libano.

Il generale Abrate si è poi trasferito alla base militare italiana di Shama dove è stato accolto dal generale Antonio Bettelli, comandante del settore ovest di Unifil, su base brigata aeromobile Friuli, e ha incontrato le truppe italiane sottolineando che la loro costante presenza sul terreno, attraverso il lavoro, l’impegno e il sacrificio, contribuisce al conseguimento degli obiettivi prefissati dall’ONU.

L’Italia contribuisce alla missione Unifil con circa 1.100 soldati e fornisce 4 elicotteri per il supporto aereo. Unifil, composto da circa 12mila peacekeeper  provenienti da 37 differenti nazioni, nel breve periodo ha conseguito i seguenti obiettivi: un generale rispetto nella cessazione delle ostilità; lo sviluppo di un dialogo tra le parti attraverso l’unico forum, il meeting tripartito, in grado di realizzare un processo di confidence building; il dispiegamento, dopo circa 30 anni, delle forze armate libanesi nel sud del Libano; un progressivo aumento delle capacità delle medesime forze armate nell’azione di controllo dell’area a sud del fiume Litani.

Fonte: UNIFIL – MPIO

Foto: UNIFIL – MPIO

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Esercito Italiano, 1982 – 2012 Trent’anni di missioni all’estero

Si tiene oggi 29 novembre, alle 9.30, nella Sala della protomoteca del Campidoglio a Roma, il convegno “1982 – 2012. Trent’anni di missioni all’estero”, presentato dal generale Franco Angioni e dedicato all’Esercito Italiano.

Proprio trent’anni fa, in Libano, l’Esercito Italiano iniziava la sua nuova storia. Nell’estate del 1982, a Beirut, diventava infatti un esercito moderno e da allora i militari italiani, ieri di leva e oggi professionisti, sono presenti con impegno e dedizione in tutti i teatri internazionali di operazione.

Il convegno di oggi rappresenta un’occasione per ricordare  l’ingresso delle Forze Armate Italiane nelle operazioni complesse delle Nazioni Unite. Allo stesso tempo è anche un doveroso ricordo verso tutti quei militari che si sono adoperati per soddisfare le esigenze nazionali.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto del blog Avamposto63

Celebrazioni 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Le onorificenze conferite dal Presidente della Repubblica Napolitano: la Bandiera di Guerra dell’Esercito Italiano. Foto

Nel corso della cerimonia del 4 maggio 2012 per il 151° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano all’Ippodromo militare Generale Pietro Giannattasio di Roma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla presenza del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha conferito l’onorificenza:

Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia alla Bandiera di Guerra dell’Esercito Italiano per l’impiego, dal 2003 al 2011, per il mantenimento della pace, la stabilizzazione e ricostruzione di aree di crisi e la salvaguardia della libertà nei teatri operativi dell’Iraq, dell’Afghanistan, del Sudan e del Libano.

Fonte: stato maggiore dell’Esercito/Foto: stato maggiore dell’Esercito

Esercito Italiano: sono 11mila i militari che passeranno la Pasqua in servizio

In occasione delle imminenti festività pasquali saranno circa 11mila gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano impegnati a svolgere i loro compiti nelle missioni in corso sul territorio nazionale e all’estero, fa sapere lo stato maggiore dell’Esercito.

Nel dettaglio, sul territorio nazionale continua l’impegno dell’Esercito Italiano nell’operazione Strade sicure, volta a fornire il concorso alle Forze dell’Ordine nell’ambito dei servizi di vigilanza a obiettivi sensibili e nel pattugliamento di aree densamente popolate. Un’operazione che vede impegnati circa 4.300 militari in 41 città italiane.

Al contempo rimangono pronti, a disposizione della Protezione Civile, anche gli elicotteri dell’Esercito quale contributo alla Campagna prevenzione incendi boschivi.

Per quanto riguarda i teatri operativi, sono oltre 6mila gli uomini e le donne dell’Esercito impegnati in Afghanistan, Libano, Balcani e in ulteriori missioni sotto egida ONU,NATO,UE in altri paesi del mondo, tra cui Darfur, Pakistan, Libia, Sahara Occidentale, Sudan e Uganda.

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano (foto), nel suo messaggio augurale per le festività pasquali, ha sottolineato quanto “l’immagine di grande efficienza e di straordinaria modernità, che ci viene riconosciuta dall’opinione pubblica nazionale e dalla comunità internazionale,  è dovuta all’agire quotidiano di tutti gli uomini e donne dell’Esercito, Istituzione fondata sui valori etici e al servizio degli altri.”

L’Esercito si conferma una volta di più una risorsa fondamentale per il Paese.

Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

NRDC-ITA, seminario Eagle Eye 2012: “un punto di vista di elevata qualità” sui teatri di crisi. Temi centrali: la transizione e la sicurezza in Afghanistan

Si è concluso oggi il seminario Eagle Eye 2012 presso il corpo di reazione rapida della Nato di Solbiate Olona (NATO Rapid Deployable Corps Italy, NRDC-ITA), al comando del generale Giorgio Battisti, che così ha commentato: “L’evento conclusosi quest’oggi, oltre a fornire un punto di vista qualitativamente elevato da parte di esperti del settore, è di vitale importanza nell’ottica del nostro futuro impegno in quell’area di crisi”.

L’importanza dell’appuntamento è stata sottolineata dal capo ufficio stampa del comando NRDC-ITA, il colonnello Francesco Cosimato, portavoce del comandante, che ha dichiarato: “Il seminario Eagle Eye orienta le attività addestrative di NRDC ed è il primo momento significativo di quest’anno in cui si procede secondo la metodologia del comprehensive approach al fine di avere una visione interdisciplinare e completa della situazione nei teatri di crisi, e, nel caso di specie, dell’Afghanistan, laddove si dovesse confermare la previsione di impiego”.

Nei prossimi mesi si procederà ad attività che entreranno più nello specifico a premessa dell’eventuale dispiegamento. Sono infatti previste, nel corso di tutto il 2012, una serie di ulteriori attvità specifiche per il personale appartenente alle diverse aree funzionali di NRDC-ITA. Tali attività spaziano dal perfezionamento dell’addestramento individuale dei componenti del comando, all’effettuazione di specifici seminari e corsi di aggiornamento o qualificazione.

Il seminario che si è tenuto oggi nella caserma Ugo Mara, sede di NRDC-ITA, ha visto alternarsi insigni conferenzieri nella trattazione di argomenti legati alla preparazione della completa transizione di responsabilità dalla coalizione alle forze di sicurezza afgane, nel complesso scenario della regione.

L’ambasciatore Mark Sedwill, rappresentante speciale della Gran Bretagna per Afghanistan e Pakistan, già rappresentante della NATO in Afghanistan, ha illustrato la sfida da raccogliere: garantire le condizioni per la costituzione e il mantenimento di un apparato statale afgano in grado di gestire in maniera autonoma tutte le problematiche relative alla propria sicurezza interna.

Sono seguiti gli interventi del generale James Bucknall, vicecomandante della missione ISAF, sugli impegni operativi tra il 2012 e il 2015; del dottor Antonio Giustozzi, ricercatore della London School of Economics e autore di numerose pubblicazioni e articoli legati alla complessa situazione afgana sui dilemmi politici della transizione; della dottoressa Lorena di Placido, ricercatrice del Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) di Roma sui potenziali punti di forza per trainare la crescita economica dell’Afghanistan; del generale Tim Evans, attualmente impegnato nella missione ISAF in qualità di capo di stato maggiore del comando multinazionale, sul piano militare di transizione e i requisiti minimi auspicabili per una forza di sicurezza afgana funzionale.

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CoE – Centre of Excellence – NRDC-ITA (Part I and Part II)

Fonte: PAO NRDC-ITA

Foto: PAO NRDC-ITA