Vittorio Veneto

La Brigata Ariete farà la manutenzione delle armi custodite al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, firmata intesa tra Esercito e Comune

“Con la formale sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Comune di Vittorio Veneto e l’Esercito Italiano, avvenuta oggi [ieri, 19 marzo] nell’Aula Civica del Museo della Battaglia, è stata sancita una collaborazione che consentirà di intervenire sul ricco patrimonio storico custodito presso l’Istituto”, ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri la Brigata Ariete.

Si tratta di oltre 910 armi, da fuoco e bianche, della Prima Guerra Mondiale che, conservate presso una tra le maggiori raccolte museali della Grande Guerra del nostro Paese, avevano impellente necessità di manutenzione e piccole riparazioni per riconsegnare loro il pieno valore tecnico-storico e culturale”, si apprende.

Il Sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, ha espresso grande soddisfazione “per un accordo che mette la riconosciuta professionalità degli uomini del nostro Esercito al servizio dei musei cittadini, vedendoli impegnati in un programma di manutenzione che non ha precedenti”.

La firma di questo protocollo, sottolinea l’Assessore Barbara De Nardi, “conferma una volta di più gli ottimi rapporti che si sono consolidati tra l’Esercito e l’Amministrazione di Vittorio Veneto durante le commemorazioni del Centenario recentemente conclusesi”.  

L’Esercito Italiano era rappresentato dal Generale Enrico Barduani, Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete delegata all’effettuazione dei lavori sulle armi esposte presso il museo, il quale ha voluto sottolineare come “quest’intervento, unico in ambito nazionale per portata e dimensioni, si inquadra in quell’alveo di impieghi dual use dell’Esercito, cioè della messa a disposizione della collettività nazionale di capacità, di mezzi e di materiali concepiti, in realtà, per soddisfare esigenze squisitamente militari”.

I lavori saranno compiuti da un team di personale specializzato, tratto dai reggimenti dipendenti della Brigata Ariete, che unisce, alla specifica professionalità, una conoscenza e una passione personale per le armi storiche, spiega la stessa Brigata.

È stato preventivato un intervento della durata complessiva di circa 500 ore lavorative che saranno sviluppate nell’arco di 7/8 settimane, al fine di consentire comunque la piena fruibilità, da parte del pubblico, dell’esposizione museale.

Tutte le fasi delle lavorazioni verranno debitamente documentate con immagini e fotografie, al fine di consegnare alla direzione del Museo un repertorio degli interventi manutentivi effettuati.

“Questo materiale visivo potrebbe così acquisire, nel tempo, un interesse specifico per divenire, un domani, esso stesso oggetto di esposizione per testimoniare il tipo e la portata del lavoro operato”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Brigata Ariete

L’Esercito “presente!” a Vittorio Veneto, città simbolo della Prima Guerra Mondiale, per ricordare i Caduti di tutte le guerre

Il 31 ottobre scorso l’Esercito e le istituzioni locali hanno rievocato, con una manifestazione svolta in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto (Treviso), i fatti d’arme dell’ottobre 1918 quando, con il loro ingresso in città, i soldati del Regio Esercito hanno, di fatto, segnato l’inizio della fine della Prima Guerra Mondiale.

Presenti alla cerimonia, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e tante autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, e il Prefetto di Treviso, dottoressa Maria Rosaria Laganà, oltre ai Gonfaloni della città di Vittorio Veneto e di Treviso, entrambi decorati della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Lo rendono noto il Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD) e lo stesso Esercito.

La manifestazione è stata caratterizzata da un programma coinvolgente iniziato già dal 29 ottobre, con l’accensione a Roma di una fiaccola direttamente dai bracieri posti all’Altare della Patria dove è custodito il sepolcro del Milite Ignoto, simbolo del sacrificio del Popolo Italiano.

La fiamma, portata a Vittorio Veneto, è stata fatta ardere sopra un’urna contenente le terre prelevate dai campi di battaglia dove furono raccolti i corpi degli undici soldati, tra i quali la Signora Maria Bergamas scelse, il 28 ottobre 1921, quello deposto al Vittoriano.

Il gen Farina nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della cerimonia quale momento fondamentale di raccoglimento per onorare la memoria di quanti hanno servito il Paese anche fino all’estremo sacrificio.

Rivolgendosi inoltre ai tanti cittadini presenti ha dedicato un pensiero alle vittime del maltempo che ha colpito negli ultimi giorni tutta la Penisola.

L’Esercito, con circa 100 uomini e donne e oltre 60 mezzi e attrezzature tecniche, è impiegato in diverse zone a favore della popolazione per fronteggiare l’emergenza maltempo che ha colpito l’Italia e ha già pronti altri assetti per soddisfare le esigenze delle Prefetture coinvolte, qualora dovessero richiedere ulteriore supporto.

“Gli uomini e le donne dell’Esercito, oggi come ieri, nelle stesse località simbolo per i valori di Patria e di unità nazionale in cui si è combattuto 100 anni fa, sono pronti a donare tutto se stessi per il prossimo con generosità, altruismo, abnegazione, preparazione e addestramento unitamente alla capacità di collaborazione e coordinamento con le altre istituzioni”, si legge dal comunicato.

L’Esercito c’è sempre, di più e insieme alla sua gente “con e per” i cittadini dell’Italia per la difesa dello Stato, la sicurezza internazionale e i concorsi in emergenza, per essere vicini alle esigenze della popolazione, dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese.

Il Sindaco di Vittorio Veneto durante il suo discorso ha evidenziato che parlare di “l’Esercito vince” significa essenzialmente raccontare come sempre più il Paese possa contare su una forza viva, preparata, pronta alle sfide più complesse.

L’Esercito di oggi è forza al servizio del Paese e delle sue molteplici esigenze, ricorda il comunicato stampa.

Al termine della cerimonia, il sacro fuoco è stato preso in consegna da un drappello dei Lancieri di Montebello e Bersaglieri ciclisti per essere scortato fino a Trieste dove arriverà il prossimo 4 novembre per le celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

_*oggi come ieri, di più insieme per l’Italia*_

Fonte e foto: COMFOPNORD; PI SME

Esercito Italiano, nell’ambito cerimonia chiusura 1° FOD consegnata Croce d’Oro al Merito dell’Esercito alla città di Vittorio Veneto

Si è svolta nella mattinata di oggi, 28 settembre, a Vittorio Veneto, alla presenza del Capo di stato maggiore dell’ Esercito, generale Claudio Graziano, la cerimonia militare per la concessione della Croce d’Oro al Merito dell’Esercito, alla città di Vittorio Veneto di “antiche radici militari, teatro e testimone di gesta eroiche, che ha coltivato l’amor di patria con sentimento di fratellanza per i soldati che hanno operato sul proprio territorio fornendo un insostituibile supporto ai reparti dell’Esercito e favorendo la nascita di uno storico connubio tra Alti Comandi dell’Esercito e popolazione locale”.

La Croce d’Oro giunge in un momento estremamente particolare in cui la razionalizzazione delle Forze armate e la riduzione delle risorse disponibili hanno imposto scelte dolorose quali la chiusura del 1° Comando delle Forze di Difesa (1°FOD) di Vittorio Veneto, prima Comando del V Corpo d’Armata, che qui ha avuto sede dal 1953.

Nel suo intervento, il generale Graziano – dopo aver ringraziato il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re, per le parole di gratitudine espresse nei confronti della Forza Armata e il vice presidente della provincia, Floriano Zambon, gli europarlamentari, onorevoli Giancarlo Scottà e Antonio Cancian, e le autorità religiose e militari intervenute – ha espresso alla città i più profondi sentimenti di riconoscenza “per aver ospitato per sessant’anni, con orgoglio e affetto, i militari e le loro famiglie.”

“La chiusura del 1° FOD – ha proseguito il generale Graziano – è solo il primo passo della razionalizzazione dello strumento militare, che comporterà la riduzione, entro il 2018, del 30% delle strutture e il cui scopo è la salvaguardia della capacità di proiezione operativa dell’Esercito”.

Rivolgendosi alle autorità locali e ai cittadini vittoriesi, così come ai soldati che hanno operato in quell’area per anni, il generale Graziano ha sottolineato come “la prova tangibile di questo forte e intenso legame tra la Forza Armata e la comunità locale è rappresentata dalla concessione della Croce d’Oro al Merito dell’Esercito, che il signor ministro della Difesa ha concesso a Vittorio Veneto e che oggi io appunto al gonfalone della città”.

La chiusura del 1° Comando delle Forze Operative di Difesa si inserisce nel più ampio progetto di riorganizzazione dello strumento militare, che prevede, tra gli altri, entro il 2024 una riduzione organica del personale dell’esercito dalle attuali 112.000 a 90.000 unità.

Alla cerimonia erano presenti il Comandante del 1° FOD, generale Bruno Stano, e illustri comandanti precedenti, come l’attuale Comandante delle Forze Terrestri dell’Esercito (COMFOTER), generale Roberto Bernardini.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

1° FOD Vittorio Veneto: cerimonia d’addio

Oggi, 28 settembre, a Vittorio Veneto, sede del 1° Comando Forze di Difesa (1° FOD), già 5° Corpo d’Armata, si tiene la cerimonia militare di commiato del comando con la città che lo ospita dal 1953.

Alla presenza delle massime autorità civili e della Forza Armata, in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto, con inizio alle 10.30, il generale Bruno Stano, nel prendere congedo quale ultimo Comandante del 1° FOD, saluterà le autorità locali e la popolazione vittoriese.

La chiusura dell’unità delle Forze Operative Terrestri di Vittorio Veneto si inquadra nell’ambito del processo di riconfigurazione in senso riduttivo delle Forze Armate, la cui attuazione si fonda sulla diminuzione della forza organica dello strumento militare e sulla razionalizzazione delle infrastrutture.

La soppressione del 1° FOD darà vita a due nuovi Comandi, che ne assorbiranno le attuali competenze: il Comando Forze di Difesa Interregionale Nord, con sede a Padova, a livello di corpo d’armata, che acquisirà le capacità afferenti alle attività di concorso operativo e di bonifica occasionale su tutto il territorio dell’Italia settentrionale, in totale dieci regioni amministrative, oltre agli interventi in caso di calamità naturali, e la divisione Friuli, con sede a Firenze, che coincide con l’ex divisione Mantova.

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Fonti: L’Azione.it; fonti proprie

Cambio comando al 1° FOD. Bilancio attività e foto

Si è svolta il 18 gennaio scorso, nella caserma Gotti di Vittorio Veneto, la cerimonia di avvicendamento al vertice del 1° Comando delle Forze di Difesa (1° FOD).

All’evento era presente il Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Roberto Bernardini.

Al generale  Danilo Errico è subentrato il parigrado Giovan Battista Borrini proveniente dal Comando Logistico Sud di Napoli. Il generale Errico ha lasciato il 1° FOD, da cui dipendono quattro delle brigate dell’Esercito Italiano (la paracadutisti Folgore, l’aeromobile Friuli, la corazzata Ariete e la brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli), dopo un intenso anno trascorso tra i numerosi impegni addestrativi e operativi delle proprie unità.

Tra le attività più significative svolte durante questo periodo, il comando vittoriese ha continuato ad approntare i contingenti per l’impiego nelle missioni all’estero in Kosovo, Libano e Afghanistan.

Sul territorio nazionale è proseguito l’impegno di oltre 1.600 uomini e donne nell’Operazione Strade Sicure a salvaguardia della sicurezza delle città del centronord Italia (4 milioni e mezzo di chilometri percorsi dalle pattuglie, 60.030 persone controllate, 885 fermi operati, 263 arresti, 685 denunce, 58 armi, oltre 40mila articoli contraffatti e 11mila grammi di sostanze stupefacenti sequestrati) e nelle attività di bonifica del territorio dagli ordigni esplosivi residuati bellici, operata dalle unità del genio (1.450 interventi effettuati, di cui 18 complessi per il disinnesco di bombe d’aereo).

ll Comando 1° FOD nell’ultimo anno ha inoltre affrontato, in concorso con la Protezione Civile, numerose emergenze legate a calamità naturali, dal sisma in Emilia (500 uomini impiegati, 100 mezzi tra veicoli commerciali, ambulanze, macchine movimento terra e rimozione, 1.100 tonnellate di macerie rimosse) alle varie emergenze maltempo che hanno interessato il centro-nord Italia negli ultimi dodici mesi, a cominciare dall’emergenza neve del febbraio scorso nelle Marche, Emilia e Toscana fino agli eventi alluvionali nella bassa Toscana e Trentino Alto Adige.

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Cambio di comando al 1° FOD di Vittorio Veneto: il gen Errico lascia al collega Borrini (18 gennaio 2013)

Fonte: 1° FOD

Foto: 1° FOD

Cambio di comando al 1° FOD di Vittorio Veneto: il gen Errico lascia al collega Borrini

Nella mattinata di oggi 18 gennaio, alle 10.30,  nella caserma Gotti di Vittorio Veneto si svolgerà la cerimonia di avvicendamento al vertice del 1° Comando delle Forze di Difesa (1° FOD) alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Roberto Bernardini.

Al generale Danilo Errico succederà il parigrado Giovan Battista Borrini, proveniente dal Comando Logistico Sud di Napoli.

Il generale Errico lascia il 1° FOD dopo un intenso anno trascorso tra i numerosi impegni addestrativi e operativi delle unità dipendenti. Tra le attività più significative svolte durante questo periodo, il Comando vittoriese ha continuato ad approntare i contingenti per l’impiego nelle missioni all’estero in Kosovo, Libano e Afghanistan, mentre in territorio nazionale è proseguito l’impegno nell’Operazione Strade Sicure e nelle attività di bonifica del territorio dagli ordigni esplosivi residuati bellici, operata dalle unità del genio.

ll Comando 1° FOD nell’ultimo anno ha inoltre affrontato, in concorso con la Protezione civile, numerose emergenze legate a calamità naturali, dal sisma in Emilia alle varie emergenze maltempo che hanno interessato il centronord Italia negli ultimi dodici mesi, a cominciare dall’emergenza neve del febbraio scorso nelle Marche, Emilia e Toscana fino agli eventi alluvionali nella bassa Toscana e Trentino Alto Adige.

Nel corso della cerimonia, a cura del 7° reggimento trasmissioni di Sacile, sarà effettuato un video collegamento con il Libano, dove in questo periodo stanno operando sotto le insegne dell’ONU i militari della brigata aeromobile Friuli.

Il generale Bernardini incontrerà la stampa alle 10.00 presso Palazzo Piccin a Vittorio Veneto, sede del 1° FOD.

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Fonte: 1° FOD

Foto: esercito.difesa.it

La caserma Gotti ricorda il caporalmaggiore capo Tuccillo caduto in Afghanistan

Si è svolta venerdì mattina 6 luglio a Vittorio Veneto, nella sede del Reparto Comando e Supporti Tattici Mantova, la cerimonia d’intitolazione di un piazzale della caserma Gotti al Caporal Maggiore Capo Gaetano Tuccillo, caduto in Afghanistan il 2 luglio 2011.

Alla cerimonia hanno partecipato il comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), generale Roberto Bernardini, il comandante del 1° Comando Forze di Difesa (1° FOD), generale Danilo Errico, i genitori e la vedova del militare caduto, a testimonianza del forte legame esistente tra la Forza Armata e i familiari del proprio personale.

Il Caporal Maggiore Capo Gaetano Tuccillo, autiere del battaglione logistico Ariete di Maniago, in provincia di Pordenone, e originario di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, aveva prestato servizio per oltre quattro anni a Vittorio Veneto. E’ caduto in Afghanistan, in provincia di Farah, investito dallo scoppio di un ordigno esplosivo improvvisato (IED) lo scorso 2 luglio 2011.

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In ricordo del caporalmaggiore capo Tuccillo, deceduto in Afghanistan, un piazzale nella caserma Gotti (6 luglio 2012)

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Fonte: 1° FOD

Foto: 1° FOD

In ricordo del caporalmaggiore capo Tuccillo, deceduto in Afghanistan, un piazzale nella caserma Gotti

La caserma Gotti, sede del Reparto comando e supporti tattici Mantova, onora la memoria del caporal maggiore capo Gaetano Tuccillo con l’intitolazione di un piazzale oggi 6 luglio, a un anno di distanza dal rientro in Patria della salma.

Gaetano Tuccillo è caduto il 2 luglio 2011 nella provincia di Farah, in Afghanistan, per lo scoppio di un ordigno esplosivo improvvisato (IED).

Oggi il caporal maggiore capo Gaetano Tuccillo viene dunque ricordato con l’intitolazione di un piazzale della caserma Gotti, sede del Reparto Comando e Supporti Tattici Mantova.

Alla cerimonia con inizio alle ore 9.30, come ha comunicato il 1° comando Forze di Difesa (1° FOD) di Vittorio Veneto, parteciperanno il comandante delle Forze Operative Terrestri, generale Roberto Bernardini, il comandante del 1° FOD, generale Danilo Errico, i genitori e la vedova del caporal maggiore capo Gaetano Tuccillo a testimonianza della solidità del legame esistente tra la Forza Armata, i suoi uomini e le donne e i loro familiari.

Il caporal maggiore capo Gaetano Tuccillo, autiere del battaglione logistico Ariete di Maniago, in provincia di Pordenone, e originario di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, ha prestato servizio per oltre quattro anni a Vittorio Veneto.

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Fonte: 1° FOD

Foto: stato maggiore della Difesa (la vedova Tuccillo riceve l’onorificenza dal Presidente Napolitano)

La visita del sottosegretario alla Difesa Magri al 1° FOD: reparto di eccellenza

Un reparto di eccellenza nella gestione delle emergenze e nelle numerose attività effettuate. Questo è stato il commento del sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri ieri, 28 giugno, nel corso della sua visita a Vittorio Veneto, sede del 1° Comando Forze di Difesa (1° FOD) comandato dal generale Danilo Errico.

Il 1° FOD  è responsabile della gestione delle unità dell’Esercito impiegate su richiesta delle prefetture competenti in caso di emergenze nel centro-nord Italia.

È il caso del recente sisma che ha colpito l’Emilia e dei 300 militari dell’Esercito intervenuti fin dalle prime ore per fornire assistenza agli sfollati, garantire la sicurezza dei centri urbani, rimuovere le macerie, demolire e mettere in sicurezza manufatti pericolanti ed effettuarne le verifiche strutturali.

Non solo, il 1° FOD ha svolto il suo ruolo guida nell’emergenza neve dei primi mesi del 2012, nelle alluvioni del 2011 in Toscana e Liguria e del 2010 in Veneto. È inoltre organo di riferimento per le 62 Prefetture del centro-nord Italia nella gestione delle bonifiche di ordigni bellici della prima e seconda guerra mondiale, che gli artificieri del genio militare sono chiamati quotidianamente a disinnescare e neutralizzare.

Il sottosegretario Magri ha assistito, nel corso della sua visita, a un briefing di presentazione del comando e ha salutato i comandanti dei reparti dipendenti collegati in videoconferenza prima di incontrare il personale e la stampa.

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Il 1° FOD attende la visita del sottosegretario alla Difesa Magri domani a Vittorio Veneto (27 giugno 2012)

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Fonte: 1° FOD

Foto: 1° FOD

Il 1° FOD attende la visita del sottosegretario alla Difesa Magri domani a Vittorio Veneto

Domani 28 giugno, nel pomeriggio, il Sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri sarà in visita al 1° Comando Forze di Difesa (1° FOD).

Ad accoglierlo il generale Danilo Errico, comandante del 1° FOD e responsabile della gestione delle unità dell’Esercito impiegate su richiesta delle prefetture competenti in caso di emergenze nel centro-nord Italia.

Il 1° Comando è stato recentemente impegnato per l’emergenza sisma in Emilia, a fine maggio, e prima ancora per l’emergenza neve a inizio 2012, per le alluvioni del 2011 in Toscana e Liguria e del 2010 in Veneto. È inoltre riferimento per le 62 prefetture del centro-nord Italia nella gestione delle bonifiche di ordigni bellici della Prima e Seconda guerra mondiale che gli artificieri del genio militare sono chiamati quotidianamente a disinnescare e distruggere.

Il Sottosegretario Magri si è già recato in Emilia all’inizio del mese, dove 300 militari dell’Esercito sono intervenuti nelle province di Ferrara e Bologna fin dalle prime ore per fornire assistenza agli sfollati, garantire la sicurezza dei centri urbani, rimuovere le macerie, demolire e mettere in sicurezza manufatti pericolanti ed effettuarne le verifiche strutturali.

Nell’occasione, il Sottosegretario ha potuto verificare nelle province di Ferrara e Bologna l’impegno dei militari che, affiancati alla Protezione Civile e alle forze di polizia, sono impiegati nell’area del sisma coordinati dalla Direzione di Comando e Controllo della Protezione Civile di Bologna.

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Fonte: 1° FOD

Lo stemma del 1° FOD è dell’Esercito Italiano