Lug 25, 2014
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L’ascesa cinese in Asia Centrale/4, V.Mentesana

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By Valentina Mentesana

Cap 2, 2.1 della tesi L’ascesa cinese in Asia Centrale, di Annalisa Boccalon – Valentina Mentesana – Agnese Sollero

Lo Xinjiang

Parlando della Cina e della sua azione in Asia Centrale è impensabile non toccare l’argomento della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang creata e così denominata da Mao Tse Tung nel 1955. Va ricordato che prima di assumere la denominazione corrente, sotto la dinastia Han (206 a.C. 24 d.C.), la prima che seppe imporre il controllo sulla regione, lo Xinjiang era conosciuto come Xiyu o Quighar ovvero come “regione occidentale”.

In seguito, sotto la dinastia Qing (1644-1912), la regione fu denominata Huijiang ovvero “Frontiera Musulmana” quasi a sottolineare la rilevanza della comunità musulmana dell’area. Infine, furono sempre gli imperatori Qing che nel 1821 la rinominarono semplicemente Xinjiang o “nuova frontiera”, “nuovo confine” anche se a questo proposito, come vedremo in seguito, esiste un dibattito circa il significato di tale denominazione.

Con la fine della dinastia Qing si aprì l’era della Repubblica di Cina (1912-1949) e questa fu la fase in cui si fecero più forti le spinte secessioniste uigure. Il 12 novembre 1933, infatti, i ribelli turchi, entrati in contrasto con l’allora governatore della regione Jin Shuren in seguito alle politiche discriminatorie poste in essere da questo nei confronti della popolazione turcofona, proclamarono la Repubblica del Turkestan dell’Est.

Tale nome fu scelto per enfatizzare il legame tra la regione e i gruppi turchi presenti nei territori più occidentali attualmente appartenenti alle repubbliche centroasiatiche.

L’indipendenza durò ben poco perché già l’anno seguente la Repubblica di Cina riassorbì la regione che rimase sotto il suo controllo fino al 1944 anno in cui, sotto la protezione dell’Unione Sovietica, fu proclamata la Seconda Repubblica Islamica del Turkestan dell’Est.

La nuova repubblica ebbe vita più lunga della prima, ma nel 1949 anch’essa venne posta sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese che, unilateralmente, la dichiarò sua provincia. Come già ricordato, nell’ottobre del 1955 Mao Tse Tung conferì all’area la denominazione odierna di Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, ma ciò non frenò le polemiche interne. Infatti, nel Libro Bianco sullo Xinjiang pubblicato nello stesso anno si affermava che lo Xinjiang era parte inseparabile della nazione multietnica cinese fin dai tempi della dinastia Han.

Tale presa di posizione del governo di Pechino è stata apertamente contestata dalla comunità uigura che, parallelamente, contestava al governo centrale anche il significato della denominazione. Infatti, mentre per il governo centrale il nome proprio Xinjiang significa “vecchio territorio ritornato alla madrepatria”, va ricordato che i singoli caratteri di tale nome avrebbero il significato di “nuovo territorio” e tale significato supporterebbe le spinte secessioniste uigure.

Aldilà degli aspetti storici, si tratta di una regione la cui importanza strategica è legata in particolare a tre aspetti:

-aspetto geografico

-aspetto etnico

-aspetto energetico

Valentina Mentesana

Seguirà Xinjiang: il fattore geografico

Il post precedente è al link L’ascesa cinese in Asia Centrale/3, Mentesana

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