Libano

Sector West, UNIFIL: la Task Force ITALAIR in volo in Libano da 40 anni. Storia e numeri di un quarantennale in teatro operativo

“La Task Force (TF) ITALAIR, componente elicotteri italiana schierata nell’ambito della missione UNIFIL, ha compiuto 40 anni di presenza continuativa in Libano, scrive in un comunicato stampa di ieri, 4 luglio, lo Stato Maggiore della Difesa nel riportare la celebrazione, a Tiro, della presenza italiana nell’ambito della missione delle Nazioni Unite.

“Originariamente chiamata “Squadrone Elicotteri ITALAIR”, – ricorda il comunicato – l’unità fu dislocata nei pressi della cittadina di Naqoura, a sud del Paese dei Cedri, dal 3 luglio del 1979, per adempiere a quanto richiesto dalle risoluzioni 425/1978 e 426/1978 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che, successivamente, diedero vita alla United Nation Interim Force in Lebanon (UNIFIL), con il mandato di ristabilire la pace e la sicurezza internazionale e assistere il Governo del Libano nella ripresa della sua effettiva autorità nel territorio”.

A seguito della escalation del conflitto tra Libano e Israele del 2006, le Nazioni Unite, con la risoluzione 1701 dello stesso anno, hanno esteso le competenze di UNIFIL, ampliandone il mandato nel monitorare la cessazione delle ostilità tra i due Paesi, assistere le Forze Armate Libanesi e supportare la popolazione locale.

In tale contesto, la TF ITALAIR, così rinominata dal 2006, svolge diverse tipologie di missione di volo nell’area di operazioni, che spaziano dalle evacuazioni mediche (Medevac), per le quali un assetto è sempre in prontezza operativa, all’antincendio delle aree boschive e rurali; dai trasporti logistici, alle pattuglie aeree sulla Blue Line, la linea “pratica” di demarcazione lunga 120 chilometri che separa il Libano da Israele; dalla ricerca e supporto alla popolazione in caso di pubbliche calamità, al trasporto di Autorità in visita nelle zone di competenza di UNIFIL.

La TF ITALAIR, costituita nel 1979, supporta ininterrottamente le attività delle Nazioni Unite in Libano, garantendo giornalmente e 24 ore su 24 le proprie prestazioni in tutta l’area di operazioni. ITALAIR è un’unità interforze (Joint) che attualmente impiega elicotteri AB-212 dell’Aviazione dell’Esercito Italiano (AVES), su base 2° Reggimento AVES Sirio, di stanza a Lamezia Terme, ed equipaggi di volo e militari di supporto appartenenti principalmente all’Esercito Italiano, con il concorso della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare.

È l’unità operativa più longeva delle Forze Armate Italiane nell’ambito delle missioni internazionali, oltre a essere l’unica unità di volo interforze (con equipaggi Joint) schierata dall’Italia in un teatro operativo.

Il cuore della TF è costituito da 6 elicotteri a doppia turbina AB 212, con capacità di volo strumentale diurno e notturno, sistema di autoprotezione integrato e stabilizzazione e con possibilità di atterrare su ogni superficie dell’area di operazioni, con un’autonomia di volo stimata in poco meno di 2 ore.

Dal 3 luglio del 1979, ITALAIR ha compiuto circa 42.100 ore di volo, ha trasportato oltre 171.000 passeggeri, svolto 1.250 evacuazioni mediche per un totale di 48.400 missioni di volo effettuate.

Per celebrare la ricorrenza del quarantennale, una cerimonia commemorativa è stata organizzata il 3 luglio presso le antiche vestigia romane dell’ippodromo di Tiro, alle quale hanno preso parte, oltre alle autorità locali, l’ambasciatore d’Italia in Libano S.E. Massimo Marotti, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL Generale di Divisione Stefano Del Col, il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e comandante del contingente italiano in Libano.

Per celebrare l’evento, si apprende, sono giunti dall’Italia 39 ufficiali e sottufficiali, oggi non più in servizio attivo, che negli anni passati si sono avvicendati nella compagine di ITALAIR.

Nel corso della cerimonia, sono stati ricordati i caduti dell’incidente di volo del 6 agosto del 1997, costato la vita a 3 membri dell’equipaggio e a 2 passeggeri.

Fonte e foto: PI SMD

 

Scuola di Applicazione: workshop su ITALCON 1982/84 Libano, prima missione in difesa della popolazione

Si è svolto nel pomeriggio del 19 marzo, presso l’aula magna di Palazzo Arsenale, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito a Torino, un seminario sulla missione italiana in Libano, denominata Italcon.

Lo rende noto con un comunicato stampa la stessa Scuola.

“La missione Italcon è stata un’operazione di peacekeeping, svolta dai soldati italiani tra il 1982 e il 1984, in collaborazione con Francia, Stati Uniti d’America e Gran Bretagna”, ricorda la Scuola.

Fu quella la prima volta, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che un reparto delle Forze Armate Italiane si recava in missione, fuori dai confini nazionali, con il compito di difendere la popolazione civile.

Relatori d’eccezione sono stati il Generale Franco Angioni, già Segretario Generale della Difesa e Direttore nazionale degli armamenti, nonché membro della Delegazione parlamentare presso la NATO dal 2001 al 2006, e Comandante della missione Italcon, e il Generale Marco Bertolini, già comandante del Comando Operativo Interforze (COI) e comandante di compagnia incursori durante la suddetta operazione.

Come moderatori dell’evento il Colonnello Franco Di Santo, vice capo Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, e il Professor Giovanni Cerino Badone, docente di storia militare.

I due ufficiali generali hanno raccontato le loro esperienze, sia personali che di Comandanti in terra libanese, ai giovani ufficiali della Scuola di Applicazione. Dopo una accurata e precisa ricostruzione storica degli eventi che portarono all’intervento italiano e una puntuale descrizione dello svolgimento della missione da parte del professore Cerino Badone e del col Di Santo, i due relatori hanno arricchito il seguito del simposio con aneddoti e retroscena, sottolineando la perfetta sinergia a livello interforze e multinazionale “non poi così scontata nei primi anni Ottanta”, evidenziando come anche l’Italia campione del mondo abbia aiutato l’immagine della Nazione verso gli altri paesi, e marcando l’importanza delle prime attività di cooperazione tra civili palestinesi e militari italiani attraverso il soccorso sanitario.

Molte sono state le domande da parte della platea. Si è spaziato dalla visione dell’opinione pubblica italiana dei primi anni Ottanta, “probabilmente all’epoca non pronta per attività militari di tale livello”, alle problematiche logistiche e di comando con un Esercito ancora basato sul servizio di leva, per finire con il paragone con l’attuale presenza italiana in Libano con la missione UNIFIL “che, verosimilmente, tra non molti mesi, vedrà protagonisti, come Comandanti, alcuni dei sottotenenti oggi seduti in aula magna”. 

Lo stesso Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, nel ringraziare gli illustri relatori, ha sottolineato l’importanza per la formazione dei giovani ufficiali della scuola di far proprie le esperienze di chi li ha preceduti e di quanto sia fondamentale la conoscenza della storia recente di un paese per la comprensione delle complesse dinamiche politiche, religiose e sociali “per riuscire a operare al meglio come soldati in terra straniera”.          

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

Sector West (SW) UNIFIL: esercitazione congiunta Blue Hammer 2 tra caschi blu italiani e militari libanesi

“I militari italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) hanno condotto, nel training hub di Chawakeer (Tiro) con le Forze Armate Libanesi, l’esercitazione congiunta Blue Hammer 2, ha fatto sapere oggi, 28 febbraio, lo stato maggiore della Difesa.

Obiettivo dell’esercitazione era incrementare il livello addestrativo e l’amalgama delle unità appartenenti alle Lebanese Armed Forces (LAF), implementare la cooperazione con le unità alle dipendenze del Sector West (SW) di UNIFIL e raggiungere il corretto modus operandi nella ricerca continua di un addestramento finalizzato alla piena implementazione della risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il centro addestrativo, inaugurato nel mese di febbraio e ridenominato per l’occasione Training area Garibaldi, appartiene al 54° battaglione Carri della 5ª Brigata libanese e ha fatto da cornice a un’esercitazione concepita, pianificata e condotta dalle LAF, in stretto coordinamento con il SW di UNIFIL.

Per tale scopo e per la formazione a domicilio, nel recente periodo, l’area è stata suddivisa in cinque training box, concepiti rispettivamente per l’addestramento individuale al combattimento (AIC), il Circuito Addestrativo Ginnico Sportivo Militare (CAGSM), il Metodo di Combattimento Militare (MCM), il Close Quarter Battle (CQB) e l’addestramento a fuoco con armi portatili, si apprende.

L’esercitazione si è svolta alla presenza delle più alte cariche militari e civili dell’area, tra i quali i Comandanti della 5ª e 7ª Brigata delle LAF, unità dislocate rispettivamente nel Sector West e nel Sector East di UNIFIL, del South Litani Sector (SLS) e delle LAF Intelligence, nonché del Prefetto, il Sindaco ed il Console Onorario d’Italia della città di Tiro,

“La Blue Hammer 2 ha rappresentato la sintesi di un intenso ciclo formativo congiunto – spiega la Difesa nel comunicato stampa – incominciato nel novembre dello scorso anno ed è stata ideata principalmente sulla base dei corsi svolti di Study of Mission, Patrol Formation, Observation Post, Fighting In Built-Up Areas (FIBUA) e CQB. In tale contesto, circa 120 militari tra LAF e personale istruttore di ITALBATT, la Task Force di manovra a guida italiana, su base reggimento Cavalleggeri Guide (19°), hanno dato vita alla prima esercitazione sviluppata in una base militare libanese”.

Nello specifico l’attività è stata suddivisa in quattro fasi: AIC, applicazione delle tecniche di base di autodifesa e MCM; superamento di un percorso a ostacoli (CAGSM); attività tattica di combattimento in ambiente urbano (CQB) con l’impiego di assetti Explosive Detection Dog (EDD) e di soccorso medico e l’utilizzo di sistemi di simulazione al tiro in uso all’Esercito Italiano; attività dinamica a fuoco, con munizionamento ordinario e forze avversarie rappresentate da sagome, durante la quale la Quick Reaction Force (QRF) libanese e la Battalion Mobile Reserve (BMR) di ITALBATT hanno garantito la sicurezza areale e il supporto immediato per tutta la durata dell’intervento.

La Blue Hammer 2 ha rappresentato anche un momento di incontro e di confronto per i Comandanti delle Forze di Sicurezza libanesi a tutti i livelli, che hanno colto l’occasione per riunirsi al termine dell’attività con i Comandanti di SW e di ITALBATT, al fine di definire le attività addestrative e operative future volte al raggiungimento della Full Operational Capability delle unità delle LAF schierate nel Libano del Sud.

Fonte e foto: PI SMD

 

Difesa, Libano: sono più di 30 i corsi di addestramento congiunto condotti dai caschi blu italiani negli ultimi tre mesi

“I caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) del Sector West (SW) dall’assunzione di comando del settore assegnato della Missione UNIFIL, avvenuta lo scorso 19 ottobre, hanno portato a termine più di 30 corsi di addestramento congiunto con le Forze Armate Libanesi (LAF), le Internal Security Forces (ISF) e le Lebanese State Security (LST), scrive lo stato maggiore della Difesa con un comunicato del 21 gennaio.

Finora, si apprende, sono state oltre 100 le giornate addestrative svolte, facendo attestare il numero dei soldati libanesi formati a circa 500 unità.

Il risultato acquisito ha favorito un sostanziale incremento delle operazioni congiunte, che vengono condotte giornalmente sul terreno, che dal 12% sono passate al 23% costituendo, di fatto, il picco più alto mai conseguito dall’avvio dell’Operazione Leonte.

In aggiunta ai corsi conclusi, sono attualmente 3 quelli in fase di svolgimento e più di 10 i pianificati per il mese di febbraio.

La programmazione dei cicli di addestramento avviene su base mensile attraverso una riunione congiunta, tra i rappresentanti del SW e del Quartier Generale libanese del South Litani Sector (SLS), in cui viene presentata un’offerta formativa alle LAF, e tramite incontri organizzati con i vertici delle ISF e delle LST, spiega la Difesa.

Il training con le Forze di Sicurezza rispecchia una pianificazione che si attaglia ai requisiti operativi identificati e tiene conto dei feedback sulla condotta delle attività operative congiunte, cercando di compensare gli scostamenti tra ciò che viene richiesto e ciò che viene raggiunto dalla controparte.

L’obiettivo del contingente italiano è quello di garantire alle LAF la full operational capability (FOC) e, come indicato dalla UNSCR 2433/2018, la loro legittimazione nel sostenere l’azione delle Autorità di Governo, specialmente nel Libano del sud, e il loro ruolo di tutori della sicurezza soprattutto nel contrasto al terrorismo.

Oltre che l’assistenza alle Forze di Sicurezza locali, le aree gravitazionali sancite dal mandato conferito dalla Risoluzione 1701/2006, in cui operano i caschi blu italiani, includono il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e il supporto alla popolazione locale.

I tre compiti sono funzionalmente interconnessi tra loro e sono univocamente orientati allo scopo di consentire l’auspicabile raggiungimento di un cessate il fuoco permanente tra le parti, rafforzare la capacità delle Forze libanesi di garantire la sicurezza del proprio territorio e creare quelle condizioni di crescita sociale ed economica funzionali al benessere della comunità locale.

Inoltre, l’Italia è impegnata in Libano anche con la Missione Militare Bilaterale Italiana (MIBIL), operante in Libano dal 2015, con lo scopo di organizzare, condurre e coordinare attività di formazione e addestramento in favore delle LAF, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

Fonte e foto: PI SMD

 

Ampio Raggio: in aiuto al Libano anche CIVSU e Istituto Nastro Azzurro di Cremona

“Si stringe attorno all’Associazione Ampio Raggio per il progetto “Ponte della Solidarietà Italia-Libano” l’asse composto da due grandi e importanti realtà associative”, scrive la stessa Associazione in un comunicato stampa: il C.I.V.S.U., Corpo Internazionale Volontari di Soccorso Umanitario, presieduta dal suo Comandante Generale Cav. Claudio Dott. Mantovani, e Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valor Militare -Sezione di Cremona, presieduta dal Cav. Gianluigi Cattaneo”.

Il CIVSU, in particolare, aveva già contribuito nel 2018 al progetto “Amore oltre ogni confine Italia-Iraq”. Nella Repubblica Democratica del Congo, inoltre, è concreto il suo sostegno a oltre 860 bambini che ora, grazie a Suor Adeline Inana Yinda, vivono più sereni a Casa Veritas, fa sapere Ampio Raggio.

“Una particolare menzione ai co-fondatori del C.I.V.S.U.: Dr. Stefano De Gioseffo, Cav.Prof. Gualtiero Walter Nicolini, Comm. Carmelo Dott.Spinella, Dr. Salvatore Mugavero, Dr. Stefano Guastalla e alla Cav. Mandelli Dr.ssa Maria Chiara – si legge dal comunicato – che hanno voluto fortemente riconoscere al Presidente della giovane Associazione Ampio Raggio, Antonio Pio Autorino, l’importante riconoscimento “Cuore d’oro” 2017-2018”.

Queste, unite da un grande spirito umanitario e consapevoli del proficuo impegno della giovane Associazione Ampio Raggio, hanno effettuato donazioni per l’acquisto di materiali sportivi e giocattoli.

La sinergia tra le due associazioni, si apprende, è stata fortemente voluta dal Comandante Generale Claudio Mantovani, che si è mostrato fin dall’inizio sensibile alla tematica, creando con il Nastro Azzurro, di cui è stato Presidente della Federazione di Cremona per lunghi anni, una grande collaborazione che ha visto particolarmente impegnati il Presidente Cav. Gianluigi Cattaneo e la Vicepresidente dott.ssa Paola Bosio.

Il materiale che verrà acquistato giungerà in Libano e sarà distribuito presso scuole e orfanotrofi.

A contribuire alla causa sarà anche il col Stefano Capriglione, Comandante del Reggimento Logistico Garibaldi, e il comandante della Compagnia Mantenimento, cap Paolo Rizzo, fa sapere l’Associazione.

Gli ufficiali coordineranno le attività di smistamento e donazione del materiale raccolto e acquistato a scuole e orfanotrofi libanesi.

Il presidente Autorino ha ringraziato le due associazioni e i loro rispettivi Presidenti “per lo straordinario impegno profuso nella collaborazione al progetto che si sta nutrendo ogni giorno di forze sempre nuove e attive”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Ampio Raggio/Annalisa Giordano

Ampio Raggio e C.O.N.I.T.A. insieme per il Libano

“Proseguono le raccolte in favore del progetto denominato ‘Ponte della Solidarietà Italia – Libano’ promosso dall’Associazione Ampio Raggio”, ha fatto sapere con un comunicato stampa dei giorni scorsi la stessa Associazione.

L’Associazione C.O.N.I.TA. “Coordinamento Operativo Nazionale Interforze Tutela Ambientale”, presieduta dal Cav. Dott. Maurizio Masciandaro, ha raccolto e fatto recapitare all’Associazione Ampio Raggio tre ingenti carichi contenenti materiale d’abbigliamento per uomo donna e bambino e giocattoli da donare ai bambini libanesi.

Il Presidente Antonio Pio Autorino a nome dall’Associazione ha dichiarato: “Sono grato della fiducia riposta nella mia Associazione. Sono già due anni che riceviamo il sostegno del Cav. Dott. Masciandaro e di tutta l’Associazione C.O.N.I.T.A., crediamo molto in quello che facciamo e abbiamo bisogno del sostegno e dell’approvazione di persone così per riuscire a terminare il lavoro. Siamo onorati della Vostra collaborazione e contiamo che duri nel tempo”. 

L’associazione Ampio Raggio, presieduta dal dott Autorino, militare dell’Esercito Italiano, da anni pone l’attenzione sulle difficoltà che vivono le persone che popolano territori caratterizzati da conflitti e adopera il suo impegno in raccolte di materiali di abbigliamento e ludico-creativo per le popolazioni più bisognose, conciliando le donazioni con le operazioni militari dell’Esercito Italiano.

Numerose sono le collaborazioni e i sostegni, che “ormai da anni – riferisce Ampio Raggio – sono state strette con importanti associazioni italiane che, condividendo gli stessi scopi benefici, si prodigano e sposano appieno i progetti mettendo a disposizione tutto l’occorrente affinché possano realizzarsi”.

Fonte e foto: Ampio Raggio

Ampio Raggio: continua l’attività benefica con il Ponte della Solidarietà Italia – Libano. “Risvegliamo le coscienze”, incoraggia il Presidente Autorino

Sono stati mesi intensi, questi ultimi, per l’Associazione Ampio Raggio, che ha incontrato enti, associazioni, forum giovanili e gruppi di Protezione Civile presenti in ambito nazionale per il nuovo progetto “Ponte della Solidarietà Italia – Libano”.

Questo nuovo progetto umanitario, si apprende da un comunicato stampa della stessa Associazione, prevede la raccolta e l’acquisto di materiale d’abbigliamento, didattico, sportivo, e ludico-creativo, destinato a scuole e orfanotrofi Libanesi.

L’allestimento di una o più sale d’informatica fa rientrare nel progetto anche la donazione di un computer.

“Già più volte – ricorda il comunicato stampa – la giovane associazione di volontariato ha mostrato il suo supporto a favore dei bambini libanesi nel progetto “Ponte della solidarietà Italia-Libano” con una donazione di uova Pasquali ai bambini cristiani nell’aprile del 2015, con una donazione di ingente quantità di materiale didattico, ludico, creativo e di abbigliamento, a favore di scuole, centri d’accoglienza e orfanotrofi nel 2016”.

Queste donazioni sono state rese possibili grazie all’indispensabile collaborazione tra l’Associazione Ampio Raggio e altre associazioni, campane e non solo, che hanno contribuito alle raccolte.

L’Associazione Ampio Raggio, in sinergia con l’Esercito Italiano, numerose Associazioni e gruppi di protezione civile, è ormai da anni impegnata a sostegno delle popolazioni più disagiate, in particolare pone la sua attenzione sui più piccoli e sulle donne, spesso costretti a vivere in un clima conflittuale.

Nata nel 2015 la giovane Associazione, grazie al contributo di molti, è riuscita a portare a termine importanti donazioni in Libano, Kosovo, Iraq e Afghanistan, alcune delle quali hanno visto impegnato in prima linea il presidente, dott Antonio Pio Autorino, nelle vesti ufficiali di militare dell’Esercito Italiano.

“Ed è proprio quest’ultimo, mosso dal ricordo dei sorrisi e dalla gratitudine delle popolazioni a proporre una nuova iniziativa a favore dei piccoli bambini”, scrive l’Associazione.

I materiali raccolti e acquistati saranno stoccati e sigillati in attesa del termine delle raccolte e saranno poi destinati a scuole e orfanotrofi presenti in Libano.

Gli aspetti logistici saranno affidati al colonnello Eugenio Fortunato, membro del Consiglio Direttivo della giovane Associazione e dirigente del settore Logistica presso lo Stato Maggiore della Difesa a Roma.

Grazie inoltre alla collaborazione degli uomini del reggimento Logistico Garibaldi, comandati dal colonnello Stefano Capriglione, che, scrive l’Associazione, è “entusiasta delle precedenti collaborazioni e certo dell’eccellente risultato dell’ultimo progetto svolto in Afghanistan, invita il presidente Autorino a profondere il massimo impegno per la nuova iniziativa”. 

“L’invito è ancora una volta lo stesso – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Ampio Raggio, il dott Autorinoè tempo di risvegliare le coscienze: quello che per noi può sembrare banale, per altri può essere molto; sono aperte le raccolte, invito chiunque volesse collaborare a farlo senza esitare. Sono certo che sarete in molti e vi ringrazio a nome di tutti quelli che come me si prodigano a sostegno dei più bisognosi.”

Articoli correlati:

L’Associazione Ampio Raggio in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Ampio Raggio

UNIFIL: Il COM gen Del Col incontra le autorità politiche libanesi, “si è parlato di rafforzare le LAF nel Sud del Libano”

Il Comandante di UNIFIL, Generale di Divisione Stefano Del Col, ha incontrato il 23 ottobre scorso, a Beirut, il Presidente del Libano, Michel Aoun, il Presidente del Parlamento, Nabih Berri, e il designato Primo Ministro, Saad Hariri. Lo ha reso noto UNIFIL con un comunicato stampa del 24 ottobre.

Negli incontri il gen Del Col ha evidenziato l’importanza di garantire ai peacekeeper la libertà di movimento all’interno dell’area di responsabilità di UNIFIL e di avere libero accesso lungo tutta la Blue Line.

Con ciascuna delle autorità, si apprende, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL ha discusso dell’implementazione del mandato secondo la Risoluzione 1701 e successive (2373 del 2017 e 2433 del 2018) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, delle violazioni della Blue Line e della situazione generale dell’area di operazione di UNIFIL, con particolare attenzione alla stretta e continua cooperazione tra i Caschi Blu, l’Esercito Libanese e la popolazione locale.

“I colloqui sono stati molto costruttivi e si è parlato di come rafforzare la presenza delle Forze Armate Libanesi (LAF) nel Sud del Paese, aumentandone la capacità in terra e in mare, secondo quanto contenuto nella Risoluzione 2433”, ha affermato il gen Del Col a margine dei meeting.

“Sono grato alle autorità di questo Paese per il costante e forte sostegno a UNIFIL: la partnership strategica con le LAF e il supporto della popolazione locale sono essenziali per il successo della Missione”.

Il Generale ha, inoltre, sottolineato l’importanza di proseguire con i periodici incontri del forum tripartito e con tutti gli strumenti di collegamento e coordinazione a disposizione di UNIFIL per limitare l’insorgere di eventuali tensioni lungo la Blue Line e affrontare insieme le problematiche più rilevanti.

Con la Risoluzione 2433 approvata lo scorso 30 agosto, che estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite esorta il Libano a schierare un Model Regiment per estendere e consolidare l’autorità statale nel sud del Paese; a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali e raccomanda infine di incrementare le attività di formazione e addestramento in favore delle LAF, nell’ottica di un costante aumento delle loro capacità complessive.

La missione UNIFIL al momento si compone di circa 10.500 Caschi Blu provenienti da 41 Nazioni, 800 dipendenti civili, 8 elicotteri e una componente navale di 6 navi.

Fonte e foto: UNIFIL

UNIFIL: il COM COI amm Cavo Dragone in visita, accolto dal COM UNIFIL gen Del Col

Il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, accompagnato dall’Addetto Militare dell’Ambasciata italiana in Libano, Colonnello Massimiliano Sforza, ha visitato venerdì 19 ottobre scorso il Comando della missione UNIFIL e il Contingente italiano schierato nel Sud del Paese.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa di sabato la stessa UNIFIL.

Nel corso della giornata il Comandante del COI ha incontrato il Generale di Divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL. Durante il colloquio il Generale ha fornito un aggiornamento politico e militare sulla Missione, sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu svolgono con le Forze Armate Libanesi (LAF) e in mare con la Maritime Task Force di UNIFIL.

Il Generale ha evidenziato, inoltre, l’importanza di garantire ai peacekeeper la libertà di movimento all’interno dell’area di operazione e l’utilizzo di ogni strumento di liaison di UNIFIL per limitare l’insorgere di eventuali tensioni lungo la Blue Line, fa sapere il comunicato.

Nel concludere l’incontro con il Comandante del COI, il gen Del Col ha sottolineato l’importanza di quanto previsto dalla risoluzione 2433 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che esorta il Libano a schierare un Model Regiment per estendere e consolidare l’autorità statale nel sud del Paese, a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali e a incrementare le attività di formazione e addestramento in favore delle LAF al fine di aumentarne le capacità complessive.

L’Ammiraglio Cavo Dragone ha quindi proseguito la propria visita con una missione di ricognizione di una parte della Blue Line a bordo di un elicottero AB-212 della Task Force ITALAIR e ha incontrato presso l’eliporto di Green Hill i caschi blu della Task Force comandati dal col Luca Piperni, e una rappresentanza degli Staff Officer italiani di UNIFIL agli ordini del col Mario Durante, salutando con queste parole: “I Caschi Blu italiani sono presenti da tanti anni in questa terra. Continuate così perché state operando bene, è un motivo di orgoglio quello di contribuire con il Capo della Missione e i nostri militari al mantenimento della pace e della sicurezza del Libano”. 

L’Alto Ufficiale ha poi incontrato i peacekeeper della base di Al Mansouri, comandati dal col Antonio Arivella, concludendo la proprio visita nella base Millevoi di Shama, dove dopo la resa degli onori del picchetto della brigata Alpina Julia/Multinational Land Force, ha ricevuto da parte del Comandante del Sector West di UNIFIL, Generale di Brigata Paolo Fabbri, un aggiornamento sull’attuale situazione del Settore Ovest e sulle principali attività operative condotte dal personale italiano in stretta collaborazione con le LAF.

Attualmente nella Missione in Libano UNIFIL sono impiegati circa 10.500 peacekeeper (tra cui 1.100 Caschi Blu italiani) che svolgono senza soluzione di continuità 14.000 attività operative al mese nell’area di operazione. Al servizio di UNIFIL anche una task force marittima di sei navi, 8 elicotteri e 800 dipendenti civili.

Fonte e foto: UNIFIL

UNIFIL: il COM gen Del Col riceve delegazione del Comitato per gli Affari Esteri del Parlamento libanese per la prima volta in visita alla missione

Il Generale di Divisione Stefano Del Col, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, ha ricevuto nei giorni scorsi, presso il Comando della Missione, la delegazione del Comitato per gli Affari Esteri del parlamento libanese, presieduta dal Presidente, membro del Parlamento, Yassine Jaber.

È stata la stessa UNIFIL a darne notizia ieri, 9 ottobre.

I membri della Commissione, si apprende, hanno visitato per la prima volta l’area di operazione di UNIFIL e hanno avuto modo di vedere di persona l’importante e delicato lavoro svolto dai Caschi Blu delle Nazioni Unite.

Il gen Del Col ha espresso la propria gratitudine alla delegazione per il costante sostegno del Libano nell’esecuzione del mandato delle Nazioni Unite. Ha, inoltre, fornito l’aggiornamento sulla Missione, sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu svolgono nell’area di operazione. Particolare attenzione è stata destinata alla cooperazione con le Forze Armate Libanesi (LAF) e al lavoro svolto dalla Maritime Task Force di UNIFIL in stretto coordinamento con la LAF Navy.

Tutte le operazioni, sottolinea UNIFIL nel suo comunicato, avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La Risoluzione 2433 dello scorso 30 agosto, in particolare, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno e nella stessa il Consiglio di Sicurezza ha anche esortato il Libano a dispiegare una nave da pattuglia offshore all’interno delle proprie acque territoriali.

Il Generale ha, inoltre, sottolineato la stabilità della situazione degli ultimi 12 anni che ha stimolato positivamente le attività economiche nel sud del Libano. Ha infine concluso rimarcando l’importanza del rafforzamento delle LAF e dell’ulteriore estensione dell’autorità dello stato libanese nell’area.

Il membro del Parlamento Jaber ha commentato che la visita conferma l’apprezzamento e sostegno per il ruolo di UNIFIL nel sud del Libano. La cooperazione esistente tra l’Esercito Libanese e i Caschi Blu ha portato a 12 anni di stabilità, pace, sicurezza e prosperità, ha affermato. “Ci auguriamo che questa collaborazione continui e confermiamo il nostro impegno nella risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nel supportare l’attività di UNIFIL”.

I deputati Yassine Jaber, Ibrahim Azar, George Okais, Ali Bazzi, Kassem Hachem, Hagop Bakradonian e Fouad Makhzoumi hanno concluso l’incontro visitando la zona della Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele, dove hanno ricevuto un briefing in cui è stato illustrato come i peacekeeper giornalmente e senza soluzione di continuità contribuiscono a mantenere la pace e garantire la stabilità nel sud del Libano in piena cooperazione con le LAF.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei Caschi Blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle LAF nelle attività di controllo nel sud del paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare.

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, ricorda UNIFIL: l’Italia partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

Fonte e foto: UNIFIL