Libano

Sector West, UNIFIL: TOA al CS Bn, ai Guastatori della Folgore subentrano i Guastatori della Julia MLF. Ricordato Gamain

Il 9 maggio scorso, nella base UNP 2-3 di Shama, sede del Comando del Sector West (SW) della missione UNIFIL, su base brigata Alpina Julia Multinational Land Force (MLF), la cerimonia del Transfer of Authority (TOA) del Combat Support Battalion (CS Bn), fa sapere lo stesso CS Bn con un comunicato stampa diffuso oggi, 13 maggio.

Alla presenza del gen Paolo Fabbri, Comandante del SW, il ten col Fabio Mariano ha ceduto il comando del reparto al ten col Marco Arculeo, proveniente dal 2° reggimento Genio Guastatori Alpini.

Il Combat Support Battalion, su base 8° reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore, nel corso di sei mesi di missione di pace in Libano ha assicurato, grazie alle unità EOD/IEDD e ai reparti cinofili, la mobilità e la sicurezza dei movimenti nella zona di operazione dei caschi blu italiani.

Inoltre, grazie al concorso di un plotone CBRN del 7° reggimento NBC Cremona, del 232° reggimento Trasmissioni, l’unità dell’Esercito ha garantito rispettivamente la protezione contro la minaccia chimica, biologica, radiologica e nucleare e consentito di mantenere costantemente tutte le comunicazioni all’interno del territorio libanese e con il territorio nazionale.

Nel rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, i caschi blu del CS Battalion hanno partecipato altresì a numerose attività di cooperazione civile militare (CIMIC), contribuendo alla realizzazione di migliorie infrastrutturali in diverse scuole del sud del Libano e presso la sede della Croce Rossa libanese di Tiro.

Nel corso della cerimonia, il ten col Mariano, oltre a esprimere il suo ringraziamento per il contributo fornito dai caschi blu appartenenti al CS Bn, ha ricordato tutti i Caduti italiani nelle missioni di pace all’estero, e in particolare Jimmy Gamain, pastore belga Malinois del nucleo cinofili dell’Esercito deceduto durante l’espletamento del servizio lo scorso mese di aprile (link articolo qui e in calce).

L’unità subentrante, al comando del ten col Arculeo, avrà una connotazione prettamente multinazionale.

Al suo interno le capacità del Genio saranno assicurate dai militari croati mentre le unità EOD/IEDD e gli assetti cinofili saranno composti anche da personale ungherese, “segno dell’ottimo livello di integrazione e di interoperabilità raggiunto tra i reparti stranieri che costituiscono la Multinational Land Force”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: CS Bn SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: cambio a ITALBATT, il Savoia Cavalleria (3°) cede la responsabilità al 7° Alpini

Lo Stendardo di Savoia Cavalleria ha lasciato il Libano il 24 aprile scorso dopo alcuni mesi di attività operativa nel Libano del sud.

Il passaggio di responsabilità tra il reggimento Savoia Cavalleria (3°) e il 7° reggimento Alpini è avvenuto nella serata del 24 aprile, fa sapere lo stesso Savoia Cavalleria attraverso il sito web istituzionale dello stato maggiore della Difesa.

Il col Cristian Margheriti, al Comando della Task Force costituita dai baschi amaranto del Savoia Cavalleria (3°) e quelli del 183° reggimento Nembo, ha ceduto al col Antonio Arivella, Comandante del 7° reggimento Alpini, che per la specifica esigenza d’impiego inquadra anche il gruppo squadroni del reggimento Piemonte Cavalleria (2°), la responsabilità dell’area di competenza di ITALBATT, nel sud della Terra dei Cedri.

Dall’ottobre scorso, i peacekeeper della brigata Paracadutisti Folgore hanno operato sotto l’egida delle Nazioni Unite nel rispetto della risoluzione 1701 e 2373 con i compiti principali di monitorare e prevenire la cessazione delle ostilità, di supportare le Forze Armate Libanesi (LAF) nella condotta delle attività di controllo nel Sud del Paese, nonché di assistere la popolazione locale con i progetti di Cooperazione Civile e Militare.

Le quasi 9.000 attività operative svolte nel corso dei 6 mesi di mandato, si legge dal sito della Difesa, sono il “termometro” dell’intenso impegno che ha visto gli uomini e le donne di ITALBATT lavorare notte e giorno anche in stretta cooperazione con le LAF. Attenzione mirata al pattugliamento lungo la linea di demarcazione denominata Blue Line, senza mai mettere in secondo piano le proficue sessioni addestrative con le forze di sicurezza locali.

Parallelamente e con il medesimo, concreto, approccio, si sono svolte le numerose attività di cooperazione con le istituzioni locali.

“Donazioni di materiale didattico e sanitario non hanno visto soluzione di continuità – si apprende in dettaglio – raggiungendo tutte le 19 municipalità esistenti nell’area. Non meno importante il contributo dei medici della Task Force della Folgore, con quasi 1.000 pazienti visitati durante le numerose Medical Care svolte, soprattutto a favore di anziani e bambini delle comunità più disagiate”.

Nel suo discorso di commiato il col Cristian Margheriti ha ringraziato le tantissime autorità locali civili e religiose, incontrate quotidianamente nel corso di questi mesi, la cui collaborazione ha reso possibile la condivisione di una linea di azione comune mirata ai bisogni della popolazione: “accoglienza, rispetto e solidarietà i sentimenti che hanno accompagnato i rapporti di questo intenso periodo di lavoro”.

Non è mancato, nel suo intervento, il riconoscimento dell’eccezionale spirito di collaborazione manifestato dalle Forze di sicurezza Libanesi e dell’apporto professionale, di altissimo livello, espresso dai caschi blu serbi, inquadrati nel battaglione a guida italiana.

“Il successo della Task Force è il successo dei soldati di ITALBATT, questa esperienza rimarrà nei vostri cuori perché ognuno di voi ha contribuito ancora una volta a portare Pace e stabilità” ha infine commentato il 103° Comandante di Savoia Cavalleria rivolgendosi ai suoi Paracadutisti, riporta il sito della Difesa.

Il Comandante della brigata Julia, gen Paolo Fabbri, subentrato pochi giorni fa al Comando della Joint task Force Lebanon – Sector West, ha presenziato alla cerimonia passando ufficialmente il Comando di ITALBATT, a guida italiana, nelle mani del col Arivella e confermando i tangibili successi ottenuti dalla Task Force dei paracadutisti di Savoia Cavalleria e del Nembo durante il mandato semestrale appena concluso.

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Fonte e foto: rgt Savoia Cavalleria (3°), SMD

Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME

Sector West, UNIFIL: mons Marcianò a Shama per la Santa Pasqua celebra con Pastorale realizzato da un Paracadutista della Folgore

“S.E. Monsignor Santo Marcianò, Ordinario Militare, ha incontrato a Shama, sede del Comando del Settore Ovest di Unifil su base Brigata Paracadutisti Folgore, i militari italiani schierati nel sud del Paese nell’ambito della Missione UNIFIL”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno lo stesso Sector West (SW).

Accolto dal gen Rodolfo Sganga, Comandante del Settore di UNIFIL a guida Italiana, l’Ordinario Militare per l’Italia ha presieduto in questi giorni tutte le tradizionali celebrazioni che precedono la Santa Pasqua.

Mons Marcianò, fa sapere il Sector West, ha colto l’occasione per ringraziare i militari italiani del lavoro che svolgono costantemente al servizio del popolo Italiano e di tutti i popoli dei molti Paesi nei quali sono presenti le nostre Forze Armate, “grandi professionisti portatori di pace e stabilità”.

Il Bastone pastorale, si apprende dal comunicato stampa, “è stato realizzato da un Paracadutista della Folgore”.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: un quick impact project dei peacekeeper italiani a favore dei bambini con “special needs”

I Paracadutisti dell’8° reggimento Genio Guastatori della Engineer Company del Combat Support Battalion (CS Bn), di stanza nel Libano del sud nell’ambito del Sector West (SW) della missione UNIFIL, hanno completato il quick impact project che rientra nell’ambito delle attività di cooperazione Civile MIlitare (CIMIC), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa di ieri, 21 marzo.

La donazione di attrezzature per la lavorazione del legno, per la ristrutturazione del laboratorio di carpenteria della School for children with special needs, di Ayta Ash Sha’b, nel sud del Libano, ha concluso un progetto a favore delle fasce deboli della popolazione, spiega nel dettaglio SMD.

Il laboratorio, ristrutturato in soli tre giorni dai Paracadutisti del Genio Guastatori, risulta fondamentale per i giovani studenti diversamente abili che hanno voluto partecipare in prima persona alla ristrutturazione.

Tale struttura consente lo svolgimento di molte attività, spiega SMD nel comunciato, quali l’educazione fisica e mentale dei bambini disabili e l’insegnamento di un mestiere per l’inserimento nel mondo del lavoro.

I quick impact project sono attività a breve termine che hanno un ritorno eccezionale per la popolazione locale proprio per la velocità di realizzazione e per il diretto e immediato beneficio a favore degli utilizzatori.

La sostenibilità del progetto è garantita dalla donazione dei materiali e dall’organizzazione di un corso svolto da alcuni falegnami italiani a favore del responsabile del laboratorio e di alcuni bambini che potranno incrementare, in prima persona, gli interventi di manutenzione degli arredi e delle attrezzature della scuola, creando oggetti e giochi tesi ad aumentare la loro creatività, nonché a migliorare il benessere e il comfort all’interno delle loro aule

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Fonte e foto: PI SMD

 

MIBIL: 1° corso Amphibious per il Marine Command Regiment delle LAF da parte della brigata marina San Marco

Nei giorni scorsi, presso la sede del Marine Command Regiment in Hamshit, in Libano, si è tenuta la cerimonia del 1° Corso Amphibious organizzato dai militari italiani della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) a favore del Marine Command Regiment delle Lebanese Armed Forces (LAF), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 13 marzo.

La cerimonia, a cui sono intervenuti il Comandante della Missione, col Stefano Giribono, e il Comandante del Marine Command Regiment, gen Mohamad Al Mustafa, è stata l’occasione per la consegna dei diplomi al personale delle LAF che ha concluso con successo l’impegnativo e serrato programma addestrativo.

Il Corso Amphibious ha avuto una durata di 5 settimane ed è stato condotto da un Mobile Training Team (MTT) proveniente dalla brigata Marina San Marco di Brindisi, che ha garantito le necessarie competenze tecniche per la formazione di 30 allievi tra sottufficiali e militari di truppa, tutti appartenenti alle Forze Speciali Libanesi, spiega il comunicato.

Il corso ha fornito al personale libanese le capacità di condurre un’operazione anfibia a livello di plotone, permettendo inoltre agli allievi di acquisire le necessarie conoscenze per avvalersi di assetti aerei e navali.

Strutturando il programma su livelli di difficoltà crescente, l’MTT della MIBIL ha addestrato il personale delle LAF all’impiego dei mezzi da sbarco della Marina Libanese e degli elicotteri tipo “Puma”, operando con tecniche di discesa in fast rope.

Il “Puma” è stato inoltre impiegato per il rilascio in mare di un battello e dei relativi operatori che hanno effettuato un salto da 15 piedi.

Rudimenti di combattimento individuale militare e di tecniche di difesa personale sono stati sviluppati dagli istruttori nell’ambito delle attività addestrative, fa sapere in dettaglio lo stato maggiore della Difesa.

“L’esito delle attività di formazione a favore dei militari libanesi è risultato estremamente soddisfacente, consolidando ulteriormente il legame tra le Forze Armate italiane, la MIBIL e le LAF – conclude il comunicato stampa – confermando pienamente la validità della missione e del progetto formativo”.

La MIBIL, operante in Libano dal 2015, organizza, conduce e coordina attività di formazione e addestramento in favore delle Forze Armate Libanesi, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

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Fonte e foto: PI SMD

Sector West, UNIFIL: primo corso C-IED a favore delle LAF da parte degli istruttori italiani del Combat Support Battalion

Nei giorni scorsi è stato svolto, a Shama presso il Comando del Settore Ovest (Sector West, SW) di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, al comando del gen Rodolfo Sganga, il primo corso di C-IED Awareness, focalizzato sulla lotta agli ordigni improvvisati, a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF).

È lo stesso Sector West a darne notizia con un comunicato stampa di oggi, 12 marzo.

Gli istruttori del Combat Support Battalion (CS Bn), su base 8° reggimento Guastatori Paracadutisti, con il supporto degli assetti cinofili del Centro Veterinario Militare, hanno condotto l’attività sviluppandola con fasi teorico-pratiche, con lo scopo di formare i militari libanesi nel delicato settore degli ordigni esplosivi improvvisati e di quelli inesplosi.

Più in dettaglio, si apprende, gli istruttori del Combat Support Battalion hanno fornito ai frequentatori le nozioni di base per riuscire a riconoscere il munizionamento regolamentare e le procedure da adottare in presenza di ordigni inesplosi (UXOs) o ordigni improvvisati esplosivi (IEDs) al fine di ridurre il rischio per le forze che operano sul terreno e per saper gestire eventuali incidenti.

L’attività operativa, che rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate Libanesi, è stata particolarmente apprezzata poiché mirata a incrementare ulteriormente il livello tecnico professionale dell’apparato preposto a garantire la sicurezza nel sud del Libano nel rispetto delle Risoluzioni 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolinea il comunicato.

Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion è l’unità che garantisce il supporto alle forze di manovra assicurando unità per la bonifica degli ordigni, il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN) e le comunicazioni per il contingente italiano e per tutte le nazioni operanti nel Sector West di UNIFIL.

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Fonte e foto: SW UNIFIL; PI SMD

Sector West, UNIFIL: oltre 800 I pazienti assistiti dai medici del contingente italiano in 3 mesi di operazione

I medici del contingente militare italiano del Settore Ovest di UNIFIL, nel Libano del sud, hanno assistito oltre 800 pazienti nel corso degli ultimi tre mesi di operazione, fa sapere lo stesso contingente con un comunicato stampa inviato il 27 febbraio.

Il personale sanitario del CSS (Combat Service Support) Battalion, su base reggimento Logistico Folgore, è intervenuto in diversi villaggi e scuole libanesi e ha assicurato cure e medicinali per la popolazione civile fornendo anche suggerimenti sulla profilassi delle malattie più comuni nell’area.

Si tratta di attività che, oltre a contribuire a migliorare le condizioni di vita dei civili libanesi, hanno avuto un impatto positivo in termini di fiducia e apprezzamento per il ruolo che i militari italiani stanno svolgendo nell’ambito della missione UNIFIL.

Oltre a svolgere attività di medical care, il Level 1 del CSS Battalion ha il delicato compito di assicurare il supporto sanitario agli oltre 600 militari italiani presenti presso la base di Shama, spiega il Sector West, e di garantire il mantenimento dei requisiti igienico sanitari attraverso l’analisi delle acque e la disinfezione e disinfestazione delle aree comuni.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

 

Sector West, UNIFIL: concluso il corso CBRN del 7° rgt Difesa NBC a favore delle LAF

Si è concluso, presso il Comando del Settore Ovest di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, il corso per la difesa da attacchi condotti con agenti Chimici, Biologici, Radioattivi e Nucleari (CBRN) a favore di 10 unità delle Forze Armate Libanesi (LAF), ha reso noto lo stesso Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa odierno.

Il corso, sviluppato dal personale del 7° reggimento Difesa NBC Cremona, inquadrato all’interno del Combat Support Battalion del Comando del Settore ovest di UNIFIL, è stato articolato su lezioni teorico pratiche tese a illustrare le tecniche per la rilevazione e la difesa dagli attacchi condotti con agenti chimici, biologici o radioattivi.

Il 7° reggimento NBC ha sede a Civitavecchia e, unico in Italia, ha il compito di provvedere alla difesa dai pericoli CBRN, ricorda il comunicato stampa.

Il Reggimento garantisce la sicurezza del personale del contingente italiano tramite controlli chimici e radiologici in tutta l’area di responsabilità, analisi chimiche sulle derrate alimentari, monitoraggi radiologici sugli itinerari battuti dalle pattuglie italiane e sui materiali in transito da e verso l’Italia.

L’addestramento congiunto tra i peacekeeper italiani e le LAF, oltre a rappresentare un aspetto fondamentale per poter operare al massimo delle capacità e in sicurezza, rimane uno degli elementi più importanti della missione UNIFIL per continuare a garantire la stabilità dell’area, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

 

CESIVA: la Julia si esercita per il Libano con la CPX CAX Pegaso 1/2018, mentre a Monteromano si conclude la livex Scorpione 1/2018

Nel quadro delle attività addestrative del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.) e dei dipendenti Centri Addestramenti Tattici (C.A.T.), dal 2 al 16 febbraio, presso la caserma Giorgi di Civitavecchia ed il C.A.T. di Monteromano, si sono tenute, rispettivamente, la “Command Post Exercise” (CPX) “Computer Assisted Exercise” (CAX) “Pegaso 1/2018” a favore della brigata Julia, e l’esercitazione livex “Scorpione 1/2018”, ha fatto sapere lo sesso CESIVA con un comunicato stampa del 15 febbraio.

L’attività della brigata Julia, di prossimo impiego nel Libano del Sud nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), si legge dal comunicato stampa, è stata finalizzata alla verifica delle capacità operative dei Posti Comando, attraverso la valutazione delle capacità di pianificazione e produzione di ordini, del monitoraggio della situazione e dell’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), della gestione delle informazioni e delle emergenze e dell’emanazione degli ordini.

L’impegno addestrativo al CAT di Monteromano, ugualmente finalizzato all’approntamento di unità che opereranno in Libano, ha visto in esercitazione unità Blufor del 7° reggimento Alpini, rinforzato da unità del reggimento Piemonte Cavalleria (2°), contrapporsi a unità Opfor, composte da un plotone del 1° reggimento Granatieri di Sardegna e da un plotone dell’8° reggimento Alpini.

L’esercitazione Scorpione 1/2018 è stata preceduta da una fase di preparazione, comprendente lo studio dello scenario e degli obiettivi addestrativi, nel corso dei quali sono stati schierati i sensori di rilevamento sul campo e i dispositivi mobili per il controllo e la valutazione dell’esercitazione; e da una fase attiva, nella quale è stato previsto lo sviluppo di azioni continuative sul terreno di 36/48 ore costantemente seguite da osservatori/controllori e analisti in grado di monitorare e valutare i processi decisionali dei Comandanti di ogni livello e il comportamento delle unità sul terreno, spiega in dettaglio il CESIVA.

In tale ambito, la componente live permette alle unità della Forza Armata di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione, ed è distribuita sui cinque Centri di Addestramento Tattico (C.A.T.) di Capo Teulada, Lecce, Monteromano, Cesano di Roma e Brunico, ricorda il comunicato.

Il Centro Simulazione e Validazione di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del Centro è focalizzata soprattutto all’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

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Fonte e foto: CESIVA