antipirateria

Op Atalanta: la FREMM Marceglia è flagship della missione

La Fregata della Marina Militare guida da ieri, e lo farà fino al prossimo dicembre, l’Operazione Atalanta per il contrasto alla pirateria nel Corno d’Africa, si è appreso dallo Stato Maggiore della Difesa (SMD) ieri stesso, 23 luglio.

Partita da Taranto il 13 luglio e inserita dallo scorso 20 luglio nel dispositivo navale europeo dell’operazione di contrasto alla pirateria “Atalanta”, la fregata Antonio Marceglia ha assunto ieri in porto a Gibuti il compito di flagship della Task Force aeronavale.

Da bordo della fregata italiana il contrammiraglio Armando Simi esercita il comando tattico dell’operazione, assumendo il ruolo di Force Commander della forza navale.

Sotto il suo comando le unità navali assegnate assicureranno il pattugliamento nelle aree di interesse e nei corridoi di transito delle unità mercantili e la lotta alla pirateria, in collaborazione con le altre forze navali presenti in area.

Nave Marceglia sarà impegnata nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano fino al prossimo mese di dicembre.

Cos’è l’Operazione Atalanta (fonte SMD):

Decisa dal Consiglio Europeo nel novembre del 2008, è di fatto la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea. L’operazione nasce per contrastare la pirateria nell’area del Corno d’Africa (Golfo di Aden e bacino somalo), dove continua a rappresentare una minaccia per la libertà di navigazione del traffico mercantile e in particolare, per il trasporto degli aiuti umanitari del World Food Programme. All’operazione partecipano unità navali e velivoli dislocati in area per la sorveglianza e il riconoscimento di attività sospette riconducibili al fenomeno della pirateria.

Nave Marceglia sarà impegnata nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano fino al prossimo mese di dicembre.

Fregata Antonio Marceglia (fonte SMD):

Varata il 3 febbraio 2018 presso i cantieri navali Fincantieri di Riva Trigoso (GE), è la quarta FREMM in configurazione General Purpose (GP). L’unità è intitolata al Tenente Colonnello del genio navale Antonio Marceglia, decorato in vita con la Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’impresa di Alessandria d’Egitto, da quella d’Argento e dalla Croce di Guerra per le missioni compiute a Gibilterra. La nave, al comando del Capitano di Fregata Francesco Fagnani, ha un equipaggio di 168 tra uomini e donne, è lunga 144 metri di lunghezza e ha un dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate. È una fregata polivalente, progettata all’insegna dell’innovazione e della flessibilità, in modo da operare attivamente nella tutela degli interessi nazionali e poter rispondere con successo agli scenari futuri.

Fonte e foto: SMD

Marina, Op Atalanta: la FREMM Martinengo raggiunge il dispositivo antipirateria nell’Oceano Indiano

Sabato 11 agosto la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Federico Martinengo è entrata a far parte del dispositivo internazionale di antipirateria Atalanta dispiegato in Oceano Indiano a tutela degli interessi nazionali ed europei, fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa dell’11 agosto, sostituendo l’unità della stessa classe Carlo Margottini.

L’Unità navale della Marina Militare è partita il 6 agosto da Taranto e a salutare l’equipaggio, oltre a parenti e amici, era presente il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano.

Nave Martinengo sarà impegnata a garantire la presenza e sorveglianza per la salvaguardia delle linee di traffico marittimo di interesse nazionale nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano in stretta collaborazione con nazioni alleate e amiche.

Al contempo questa attività permette di garantire una qualificata presenza in Paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare, spiega la Marina Militare.

Durante il transito in Mediterraneo, la FREMM Martinengo ha assicurato anche supporto Operazione NATO Sea Guardian.

Nave Martinengo sarà impegnata nell’area di operazioni fino al prossimo mese di dicembre.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

La fregata Martinengo è la settima Unità del programma italo-francese FREMM e la terza commissionata in versione GP (General Purpose). L’unità è stata costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano ed è la prima Unità Navale della Marina Militare a portare il nome dell’Eroe Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria (MOVMM) Contrammiraglio Federico Martinengo. La fregata, al comando del capitano di fregata Andrea Quondamatteo, ha un equipaggio di 168 tra uomini e donne, è lunga 144 metri di lunghezza e ha un dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate. È una fregata polivalente, progettata all’insegna dell’innovazione e della flessibilità, in modo da operare attivamente nella tutela degli interessi nazionali e poter rispondere con successo agli scenari futuri.

L’operazione Atalanta è stata istituita dall’Unione Europea nel 2008 in risposta ai ripetuti atti di pirateria a danno dei mercantili in transito nell’area del Corno d’Africa, con l’obiettivo primario di proteggere le navi del World Food Program (WFP), dell’African Union Mission in Somalia (AMISOM) ed altre unità vulnerabili, contrastando e prevenendo tali attacchi.

Anche grazie al decennale operato della missione, svolta in stretto coordinamento con le altre Marine operanti in questa parte di Oceano Indiano, il fenomeno della pirateria può oggi essere considerato in netta regressione e l’Operazione Atalanta, avvalendosi di specifiche risorse e richiamandosi ad un approccio ora più omnicomprensivo, può dedicarsi anche ad altri settori, il cui consolidamento è considerato ugualmente nevralgico per la stabilizzazione dell’area.

Attualmente Atalanta mette a disposizione le proprie capacità operative per monitorare le comunità somale costiere e le attività di pesca al largo delle coste della Somalia, per supportare le altre missioni dell’Unione Europea e delle organizzazioni internazionali operanti in zona.

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Fonte e foto: Marina Militare; PI SMD

Marina, Op Atalanta: la FREMM Margottini cede il comando alla spagnola Castilla e lascia il dipositivo antipirateria

“L’11 agosto – ha fatto sapere con un comunicato stampa del giorno stesso la Marina Militare – la Fregata Europea Multi Missione [FREMM] della Marina Militare Carlo Margottini ha ultimato l’impegno nell’operazione antipirateria ‘Atalanta’, il dispositivo internazionale a guida europea che da dieci anni è dispiegato in Oceano Indiano con lo scopo di garantire la sicurezza dei mercantili che trasportano aiuti per conto del World Food Program e del traffico marittimo a tutela degli  interessi nazionali ed europei, e si appresta a rientrare in Patria”.

Nave Margottini ha svolto il compito di Flagship dell’operazione per quattro mesi con il Force Commander, Contrammiraglio Simone Malvagna, che il 6 agosto scorso ha ceduto il comando della forza in mare all’Ammiraglio Alfonso Perez de Nanclares, imbarcato sulla nave spagnola Castilla.

Durante questo periodo a guida italiana Nave Margottini, che ha percorso ben 17.000 miglia durante le oltre 2.100 ore di moto, ha lavorato in stretto coordinamento con assetti aeronavali spagnoli, tedeschi e un team di sicurezza montenegrino imbarcato su una nave mercantile del World Food Program.

I rifornimenti in mare sono stati garantiti dalla rifornitrice spagnola ESPS Patino e la Big Horn della U.S. Navy.

“Dati – sottolinea il comunicato – che danno una chiara visione dell’impegno della Marina Militare nel contribuire alla sicurezza marittima internazionale a protezione dei commerci e delle vie di comunicazione strategiche in risposta alla minaccia della pirateria a danno dei mercantili in transito nell’area del Corno d’Africa, fenomeno mai sopito sebbene ridotto grazie all’impegno internazionale. In questo contesto, nave Margottini ha inoltre colto ogni occasione addestrativa con le unità della Command Task Force 465, della Task Force 151 e delle unità presenti nel Golfo di Aden”.

Nel periodo sono state effettuate soste in cinque diversi Paesi (Oman, Djibouti, Kenya, Tanzania, Seychelles) che hanno intervallato i circa 90 giorni di navigazione, e hanno dato l’opportunità di crescita e d’incontro con le autorità politiche dei Paesi rivieraschi ovvero d’interazione con le relative Marine e Guardie Costiere.

Tra le autorità incontrate, scrive la Marina nel comunicato, da evidenziare l’incontro tra il Force Commander e il Primo Ministro somalo avvenuto in occasione dello Europe Day di Mogadiscio, così come con il Vice Primo Ministro ricevuto a bordo di Nave Margottini.

Durante le soste nei Paesi visitati sono state anche condotte specifiche attività di “capacity building” a favore delle forze di sicurezza locali, allo scopo di trasmettere loro le conoscenze necessarie per operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite.

Non sono mancate le attività solidali o di Civilian and Military Interaction (Ci.Mi.C.) finalizzate a regalare un sorriso ai bambini di Djibouti, Mombasa e Dar El-Salam mediante la distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità presso strutture a essi dedicate e, più in generale, per appoggiare e sostenere specifiche strutture e organizzazioni locali che si occupano di aiutare quelle fasce di popolazione particolarmente bisognose.

In mare, il Margottini – “oltre ad assicurare la Close Monitoring (attività di scorta ravvicinata) nei confronti dei mercantili del World Food Program in transito nel Golfo di Aden”, come si legge dal comunicato – ha condotto circa 30 friendly approach nei confronti di pescherecci locali di medie e piccole dimensioni, allo scopo di fornire assistenza logistica ed eventualmente sanitaria.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

L’operazione Atalanta è stata istituita dall’Unione Europea nel 2008 in risposta ai ripetuti atti di pirateria a danno dei mercantili in transito nell’area del Corno d’Africa, con l’obiettivo primario di proteggere le navi del World Food Program (WFP), dell’African Union Mission in Somalia (AMISOM) ed altre unità vulnerabili, contrastando e prevenendo tali attacchi.

Anche grazie al decennale operato della missione, svolta in stretto coordinamento con le altre Marine operanti in questa parte di Oceano Indiano, il fenomeno della pirateria può oggi essere considerato in netta regressione e l’Operazione Atalanta, avvalendosi di specifiche risorse e richiamandosi a un approccio ora più omnicomprensivo, può dedicarsi anche ad altri settori, il cui consolidamento è considerato ugualmente nevralgico per la stabilizzazione dell’area.

Attualmente Atalanta mette a disposizione le proprie capacità operative per monitorare le comunità somale costiere e le attività di pesca al largo delle coste della Somalia, per supportare le altre missioni dell’Unione Europea e delle organizzazioni internazionali operanti in zona.

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Fonte e foto: Marina Miltiare; PI SMD

 

EUNAVFOR Atalanta: la FREMM Margottini è flagship dell’operazione antipirateria nel Corno d’Africa

“Oggi a Gibuti – fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno – la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) ‘Carlo Margottini’ ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione ‘EUNAVFOR Atalanta’, ruolo che manterrà sino al prossimo 5 agosto. Il capitano di vascello Simone Malvagna ha assunto il ruolo di Force Commander dell’intera forza navale cui partecipano diversi Paesi dell’Unione Europea”.

L’operazione EUNAVFOR Atalanta, decisa dal Consiglio Europeo nel 2008, è la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria nell’area del Corno d’Africa (Mar Rosso, Golfo di Aden e bacino somalo) che continuano a rappresentare una minaccia per la libertà di navigazione del traffico mercantile e, in particolare, per il trasporto degli aiuti umanitari del World Food Program.

Tra i compiti di questa operazione, ricorda il comunicato, rientrano anche le attività Local Maritime Capacity Building (LMCB), ovvero addestramento a favore delle forze armate e di polizia locali, per permettere loro di sviluppare e trasmettere le conoscenze necessarie a operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite, tra le quali la pirateria.

La fregata Margottini, che partecipa per la prima volta alla missione Atalanta, è la terza unità FREMM consegnata alla Marina Militare il 27 febbraio 2014 in versione antisommergibile ed è allestita con sistemi d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile, spiega lo stato maggiore della Difesa.

Partita il 20 febbraio scorso dal porto di La Spezia, prima di dirigersi verso l’area di operazioni di Atalanta ha compiuto una campagna navale nel Mar Arabico e nel Golfo Persico, finalizzata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali e avviare relazioni con nuovi potenziali partner dell’Italia, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.

Durante la campagna, nave Margottini ha inoltre rappresentato la Marina Militare alla Doha International Maritime Defence Exhibition & Conference (DIMDEX 18) in Qatar.

Nei prossimi mesi, durante le soste nei vari porti, l’equipaggio di nave Margottini sarà impegnato anche in attività CiMiC (Civilian and Military Cooperation), allo scopo di fornire supporto alle popolazioni locali.

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Fonte e foto: PI SMD

Op Atalanta: conclusi i 5 mesi di comando dell’Italia alla TF 465 nell’operazione antipirateria nel Corno d’Africa

A bordo della fregata italiana Virginio Fasan, ormeggiata nel Porto di Gibuti, il Contrammiraglio Fabio Gregori della Marina Militare Italiana ha lasciato l’incarico di Force Commander della Task Force 465 al Major General Charlie Stickland, l’attuale Operational Commander dell’Operazione Atalanta, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa il 6 dicembre scorso.

“L’operazione Atalanta – ricorda la Difesa – è stata la prima iniziativa militare a carattere marittimo istituita dal Consiglio dell’Unione Europea in accordo a due risoluzioni ONU. Fu lanciata nel dicembre del 2008 in risposta ai crescenti attacchi di pirateria somala a danno del traffico mercantile, specie alle navi appartenenti al World Food Programme in transito nelle acque del Corno d’Africa per consegnare aiuti umanitari in Somalia e Yemen”.

Da allora in area opera la Task Force 465, il dispositivo aereonavale europeo che negli ultimi cinque mesi è stato comandato dal Contrammiraglio Gregori, imbarcato sulla fregata italiana Virginio Fasan in qualità di “flagship”, ovvero sede di comando dell’operazione.

Durante il mandato, iniziato il 27 luglio 2017 e terminato, appunto, il 6 dicembre, le attività effettuate da Nave Virginio Fasan sono state molteplici e di varia natura, tutte volte, sia in maniera diretta che indiretta, a contrastare il preoccupante fenomeno della pirateria somala, sottolinea la Difesa.

A tal proposito, l’ultimo periodo ha visto Nave Fasan condurre una importante operazione che ha portato al fermo di sei sospetti pirati somali che, in alto mare in Oceano Indiano, nei giorni 17 e 18 novembre avevano attaccato una nave mercantile e un peschereccio oceanico. I sei sospetti pirati erano poi stati consegnati alle autorità giudiziarie delle Seychelles in accordo ai trattati internazionali in vigore.

Nei 132 giorni d’operazione, spiega la Difesa, Nave Virginio Fasan ha effettuato numerose attività principalmente volte a mantenere alta la deterrenza nei confronti di organizzazioni criminali che costituiscono la radice del fenomeno della pirateria.

In tal senso, sono state condotte numerose missioni di “Intelligence Surveillance and Reconnaissance”, grazie alle quali è stato possibile raccogliere numerose informazioni inerenti le attività svolte lungo le coste della Somalia, osservando e monitorando per 170 volte le aree a più alto rischio di attività riconducibili al suddetto fenomeno.

Allo stesso modo, durante le otto soste che Nave Virginio Fasan ha effettuato nei porti dell’Oman, Gibuti, Mayotte, Tanzania, Seychelles e Madagascar, sono state condotte diverse attività sia a carattere addestrativo, a favore delle forze di polizia locali, che umanitario, nei confronti delle comunità locali.

In particolare l’equipaggio di nave Fasan ha effettuato 29 attività di Local Maritime Capacity Building (LMCB), addestrando 266 militari delle forze di polizia marittima, quali Marina Militare e Guardia Costiera, di 7 diversi paesi con lo scopo di trasmettere loro le conoscenze necessarie per operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite, tra le quali la pirateria.

Le soste in porto hanno inoltre permesso all’equipaggio italiano di condurre attività CiMiC, (Civilian and Military Cooperation) in quattro diversi paesi africani.

L’obiettivo di tali attività è quello di fornire supporto nel soddisfare le esigenze primarie della popolazione civile meno agiata dei paesi visitati. Tali attività, rappresentando un concreto aiuto allo sviluppo della società locale, consentono al personale delle Forze Armate Italiane di stringere solidi legami di integrazione e collaborazione con le istituzioni locali, favorendone l’accettazione della loro presenza in area e ponendo le basi per un intervento costruttivo.

Allo stesso tempo, nel periodo d’operazione sono state condotte differenti attività addestrative e di cooperazione con le diverse missioni internazionali che operano in Oceano Indiano, tra cui numerose esercitazioni complesse svolte con le unità di altre forze navali quali ad esempio Cina, Corea del Sud, India, Oman e Seychelles.

Nel discorso di commiato, tenuto durante la cerimonia di cessione del Comando della Task Force 465, il Contrammiraglio Fabio Gregori ha espresso il suo più vivo e sentito apprezzamento per il lavoro svolto a tutto il personale degli assetti aeronavali che ha avuto l’onore di guidare e che, nel periodo del mandato, hanno operato ogni giorno con costanza e determinazione al fine di perseguire l’obiettivo della missione.

A seguire, l’Operational Commander dell’Operazione Atalanta, Major General Charlie Stickland, durante il suo intervento, ha voluto sottolineare la brillante operazione guidata dal Force Commander, Contrammiraglio Fabio Gregori, che visto lo scorso novembre Nave Fasan fermare il gruppo di azione pirata operante nel bacino somalo, congratulandosi con l’equipaggio di Nave Fasan per l’eccezionale lavoro svolto.

Nave Virginio Fasan si appresta quindi a lasciare l’area d’operazione per far rientro nei prossimi giorni nel Mar Mediterraneo.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Giornata della Marina: nella sua ultima allocuzione il CaSMM De Giorgi denuncia il sottofinanziamento e la dismissione di navi

Nella Giornata della Marina Militare, che si è tenuta oggi 9 giugno a Roma, a Palazzo Marina, il Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe de Giorgi, ha pronunciato la sua ultima allocuzione da Capo di stato maggiore.

Qui di seguito il testo integrale (fonte Marina Militare):

20160609_Giornata della Marina (2)“Signor Presidente della Repubblica, la ringrazio a nome della Marina per aver voluto presenziare alla celebrazione della nostra festa.

È un grande onore per tutti noi, con l’auspicio che la prossima occasione si possa celebrare in mare, secondo una storica consuetudine, a noi particolarmente cara.

Ringrazio inoltre il Ministro della Difesa, il Ministro della Salute, le autorità religiose, civili e militari, i gentili ospiti, per aver voluto testimoniare, con la loro presenza, attenzione e vicinanza alla Marina.

Un grato e devoto pensiero ai caduti ed ai feriti civili e militari che hanno dato la vita in servizio in pace e in guerra. ai decorati e a tutti coloro che hanno servito la Patria con onore e abnegazione.

20160609_Giornata della Marina (1)Si tratta di una celebrazione, quella di oggi, resa particolarmente festosa per il rientro in italia del 2° Capo Girone della Brigata Marina San Marco, dopo 4 anni di lontananza.

Noi tutti esprimiamo a Lei Signor Presidente, al nostro Presidente del Consiglio, al Governo tutto la nostra gratitudine per questo importantissimo risultato. Un grazie particolare al Ministro degli Esteri ed al nostro Ministro della Difesa per la loro opera nelle rispettive competenze e per l’affettuosa vicinanza costantemente dimostrata ai famigliari dei due nostri fucilieri.

La Marina può finalmente stringersi con animo lieto intorno a Capo Latorre, a Capo Girone e alle loro famiglie che con ammirevole stoicismo e patriottismo hanno sopportato questa durissima prova. La Marina vi è costantemente grata anche per l’esempio di disciplina e di compostezza di cui avete dato costantemente prova, unitamente alle vostre famiglie che saluto con affetto. Bentornati a casa!

Ricordiamo oggi l’Impresa di Premuda del 10 giugno 1918, quando il capitano di corvetta Luigi Rizzo ed il guardiamarina Giuseppe Aonzo attaccarono una formazione di navi da battaglia della flotta austro-ungarica, affondando la corazzata Santo Stefano, segnando in maniera irreversibile, le sorti della guerra sul mare. Una guerra sul mare vinta anche grazie alla determinazione e alla visione illuminata del Grande Ammiraglio Paolo Emilio Thaon di Revel, difensore di Venezia, convinto propugnatore dei MAS e della forza aerea della Marina.

Oggi la forza aerea, le navi, i sommergibili, i reparti della brigata San Marco, della squadra navale, gli uomini di COMSUBIN e i mezzi aeronavali delle nostre Capitanerie sono impegnati in mare senza tregua, questa volta non in una guerra tra popoli, ma in una guerra contro la morte e i mercanti di esseri umani, salvando migliaia di diseredati, in fuga da persecuzioni, guerre, fame, disperazione.

Insieme hanno messo in salvo 360.000 migranti distruggendo più di 300 barconi e facendo arrestare quasi 400 scafisti. È stata ed è un’attività certo gratificante, purtroppo troppo spesso dolorosa e molto usurante per i mezzi e il personale, resa sempre più complessa dall’esigenza di coniugare il dovere del soccorso della vita in mare con la necessità di assicurare contemportaneamente la protezione dei soccorritori e la difesa della sicurezza nazionale.

L’attivazione dell’operazione europea a comando italiano Sofia, complementare e sinergica con l’operazione di sicurezza nazionale Mare Sicuro, costituisce indiscutibilmente un grande successo dell’Italia in Europa e un tassello importante nel più ampio quadro delle iniziative in ambito europeo prese dal nostro Governo, tra cui si evidenzia, per le sue indubbie potenzialità strategiche, il cosiddetto Migration Compact, mirato a intervenire nei paesi d’origine della migrazione, nella consapevolezza della sempre maggiore interconnessione tra Corno d’Africa, Costa d’Avorio e Mediterraneo. A riprova, se ce ne fosse bisogno, di come questa parte del mondo, il cosiddetto Mediterraneo allargato, sia di diretto e vitale interesse nazionale.

È stato ed è tuttora, quindi, fondamentale, sostenere la missione europea Sofia, assicurando la partecipazione della nostra Marina con forze navali in grado di mantenerne, per qualità e capacità, la piena credibilità a livello internazionale, a sostegno, aspetto non secondario, del ruolo italiano in Mediterraneo.

Ma la grande migrazione in atto non è la sola sfida che la Marina è chiamata ad affrontare.

L’Italia, costituendo l’anello di raccordo tra l’Europa, l’Africa ed il Vicino Oriente, si propone – per posizione geografica, cultura e storia – quale referente naturale per i paesi nord-africani e mediorientali.

In tale prospettiva, la nazione sta assumendo crescente rilevanza, agendo anche quale partner abilitante dell’Europa, nell’opera di dialogo e cooperazione con i paesi rivieraschi.

Tale orientamento consentirà alla nazione anche di meglio tutelare nel bacino mediterraneo i propri interessi strategici, che includono tanto la sicurezza e lo sviluppo dell’economia, quanto la tutela dell’ambiente e l’utilizzo sostenibile delle risorse energetiche ed alimentari del nostro mare.

Contestualmente, l’Italia dovrà adeguare lo strumento marittimo nazionale in modo da poter rivestire, sin dal tempo di pace, di questa pace tormentata, un ruolo primario nella difesa avanzata e nella sicurezza della regione, attraverso una costante opera di presenza, sorveglianza, deterrenza e capacità d’intervento nel Mar Mediterraneo, nelle acque del Corno d’Africa e della Costa d’Avorio.  In quest’ottica assume grande importanza la presenza continuativa in quei bacini della nostra Marina, non solo in compiti di antipirateria, ma anche di addestramento delle giovani marine locali, di supporto sanitario, di sostegno alla nostra diplomazia, di promozione industriale, dando seguito alle eccellenti esperienze maturate dal Gruppo Cavour nel suo periplo dell’Africa.

Auspico quindi che sia mantenuta nel tempo la nostra partecipazione alla missione europea antipirateria Atalanta, nel cui ambito il contributo italiano è stato particolarmente efficace, come certamente ha potuto apprezzare Lei stesso Signor Presidente nella sua visita, in Oman, a Nave Carabiniere, del cui equipaggio, il comandante Saladino mi ha chiesto di porgerle oggi il suo affettuoso saluto e la rinnovata gratitudine per la Sua visita, così lontano dalla Madrepatria.

La Marina Militare ha tutte le competenze culturali, strategiche, di visione di lungo periodo per affrontare le tempeste all’orizzonte. ma le competenze e l’abnegazione non sono sufficienti se non sostenute da adeguate risorse materiali e finanziarie, con conseguenze che possono essere di grave danno per la nazione.

Nell’ultimo decennio, i fondi per il funzionamento della componente navale sono diminuiti del 65%.

Tale costante sottofinanziamento ha nel tempo eroso il patrimonio d’efficienza e d’addestramento su cui si fondano la nostra prontezza e le nostre capacità operative.

È invece evidente come il mare abbia nel frattempo assunto una valenza sempre più centrale per il benessere e la sicurezza della popolazione.

Il 90% delle merci complessive, viaggiano via nave.

L’Italia, in particolare, situata al centro del Mediterraneo, con i suoi 8.000 chilometri di costa, ultima sua vera frontiera, è un paese a vocazione assolutamente marittima. La sua economia di trasformazione dipende in maniera vitale dalla possibilità d’approvvigionarsi liberamente d’energia, di materie prime e di esportare i propri prodotti.

Siamo il primo paese in Europa per importazione marittima di merci e l’80% del petrolio che consumiamo arriva via mare.

Disponiamo dell’11^ flotta mercantile del mondo e della 3^ flotta peschereccia europea, con oltre 12.700 battelli da pesca e 60.000 addetti del settore.

Il cluster marittimo nazionale genera da solo circa il 3% del PIL.

Il mare rappresenta per l’Italia una fonte di opportunità straordinarie, ma anche di sfide temibili, come la nostra storia ci dovrebbe ricordare.

A fronte di un impegno della Marina esponenzialmente crescente (basti pensare che dal 2012 al 2015, le ore di moto della squadra navale sono aumentate del 71%) la consistenza della flotta si sta sempre più assottigliando.

Nel 2013 annunciavo alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, con il sostegno del Ministro pro-tempore, onorevole [Mario] Mauro (a cui va il mio grato saluto) e poi al ministro della Difesa Pinotti, l’esigenza di un intervento strategico di 10 mld di euro in 10 anni per evitare la dissoluzione della flotta.

Evidenziavo infatti come entro il 2025 saremmo stati costretti a dismettere 54 delle 60 navi allora in linea.

Purtroppo non si trattava di una trovata d’effetto. ad oggi abbiamo già dismesso 9 unità, entro il prossimo anno altre 6 lasceranno il servizio, a fronte di sole 4 entrate in linea nel frattempo.

È quindi a mio parere necessario, quale responsabile della capacità marittima nazionale, rappresentare l’esigenza di dare urgente avvio ad una seconda tranche di finanziamenti per la tutela dello strumento marittimo nazionale, completando il programma d’emergenza avviato con la legge di stabilità del 2014.

Cari Marinai, la nostra navigazione non è stata tranquilla, lo sarà ancora meno in futuro; richiederà tutta la vostra inventiva, la vostra determinazione, ma soprattutto richiederà il sostegno politico del Governo e del Parlamento, affinché la capacità marittima nazionale rifiorisca e si consolidi.

Del resto è evidente che sulla strategia marittima, in Mediterraneo, ma non solo, si gioca una grande parte della nostra rilevanza nella politica estera europea.

In questo contesto assume assoluta valenza strategica il nuovo Libro Bianco della Difesa.

La decisione di utilizzare un disegno di legge organico di ampio respiro è senz’altro la migliore garanzia per individuare, attraverso il democratico confronto parlamentare, le soluzioni migliori e piu’ equilibrate.

Le sfide all’orizzonte sono dunque numerose e complesse, ma la Marina, forte delle sue tradizioni e armata del coraggio del suo personale, non teme il futuro.

Oggi come in passato, il personale è la nostra arma decisiva. Indomabile, resiliente, formato dal mare, temprato dalla sua durezza, ispirato dalla sua grandezza.

In questa giornata, il mio pensiero riconoscente si rivolge a tutti i servitori dello Stato, impegnati nella difesa delle istituzioni e della sicurezza nazionale, militari e civili, in Patria e nel mondo.

Sento anche il desidero d’inviare un grato pensiero al personale della componente aeronavale della Guardia di Finanza, alle Crocerossine Volontarie e al personale del Ministero della Sanità, dell’Ordine di Malta e delle onlus che insieme ai Marinai della squadra navale e delle Capitanerie della Marina Militare, affrontano ogni giorno il mare al servizio della Nazione.

Un grazie di cuore ai Carabinieri per la Marina la cui opera è fondamentale per il contrasto della corruzione e per la sicurezza delle nostre basi. bravi Carabinieri.

Consentitemi, però, un saluto particolare ai Marinai in mare e in cielo, impegnati a difesa della libertà di navigazione, della sicurezza delle linee di comunicazione marittime e alla protezione delle nostre navi mercantili; al personale impegnato nelle missioni mare sicuro erede di Mare Nostrum, Nelle operazioni europee Sofia, Atalanta in Oceano Indiano; agli uomini ed alle donne che operano nelle basi, sulle motovedette, sui mezzi di soccorso, negli arsenali, nei porti, nell’accoglienza, negli istituti di formazione, nella struttura di comando centrale.

Onore sempre, a voi, prodi e generosi Marinai d’Italia.

Dal profondo dei nostri cuori

Viva la Marina

Viva l’Italia !!”

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Fonte: Marina Militare

Foto: @ItalianNavy

Op Atalanta, Marina Militare: rientra a La Spezia nave Carabiniere, flagship di EUNAVFOR

nave Carabiniere_Marina MilitareOggi, “mercoledì 20 aprile, alle 16.00, Nave Carabiniere della Marina Militare Italiana farà rientro a La Spezia accolta dal Comandante del Primo Gruppo Navale, Contrammiraglio Francesco Sollitto, al termine di 6 mesi di attività antipirateria in Oceano Indiano”, fa sapere la stessa Forza Armata in un comunicato stampa.

Nave Carabiniere, comandata dal capitano di fregata Francesco Saladino, è partita da Taranto lo scorso 9 ottobre.

Sotto la guida del Force Commander, contrammiraglio Stefano E. Barbieri, imbarcato sulla fregata italiana con il suo staff internazionale, per 155 giorni ha ricoperto il ruolo di flagship di EUNAVFOR Somalia, coordinando le attività operative della missione antipirateria Operazione Atalanta – composta da assetti aeronavali spagnoli, tedeschi, olandesi, francesi e da un team lituano imbarcato su una nave del World Food Program – che dal 2008 opera in Oceano Indiano per la sicurezza del traffico marittimo, a tutela di interessi nazionali e internazionali.

L’equipaggio della nave è composto da 145 militari e, nel corso della missione, è stato integrato, oltre allo staff internazionale, da un nucleo di palombari specialisti del GOS – Gruppo Operativo Subacquei di COMSUBIN, dal team di Force Protection della brigata marina San Marco e dal nucleo dei piloti, operatori e tecnici specialisti del 2° e 4° gruppo Elicotteri di Grottaglie e Catania.

Nel suo lungo dispiegamento, nave Carabiniere ha effettuato quasi 4.000 ore di moto e percorso oltre 34.000 miglia.

Nel corso dell’operazione, la fregata ha segnato primati importanti sul fronte della cooperazione militare e delle attività esercitative multinazionali, come – tra gli altri – i primi appontaggi su FREMM di un elicottero Harbin Z9-C cinese e di un SH 60 spagnolo.

Ha ricevuto a bordo diverse alte autorità nazionali, internazionali e locali, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, due Ministri della Repubblica, il Segretario di Stato per la Difesa tedesco, il Comandante e il Vicecomandante di EUNAVFOR.

L’attività, condotta sia in navigazione sia nel corso delle soste operative in porto, ha contribuito a creare e rafforzare nuove collaborazioni con Marine importanti come quella cinese, pakistana, giapponese e sud-coreana.

In aggiunta alle attività di antipirateria, l’unità ha anche condotto importanti attività di supporto e assistenza sociale a favore di alcune fasce disagiate della popolazione in Madagascar e Tanzania.

Tra i task di Operazione Atalanta inoltre, nave Carabiniere ha anche contribuito a promuovere, lungo le coste somale, lo sviluppo di un nuovo indotto lavorativo per la popolazione e di una nuova economia legata alla pesca, mediante il supporto fornito alla posa di 25 FADs (Fish Aggregating Devices), dispositivi di aggregazione del pesce, un progetto della United Nations Food and Agriculture Organization (UN FAO) che, per questa attività, ha premiato nave Carabiniere, e con essa la Marina Militare, con un prestigioso riconoscimento ufficiale.

Importante il supporto dell’elicottero AB-212, che ha ampliato le operazioni di pattugliamento delle aree assegnate, effettuando anche attività ISR (Intelligence, surveillance and reconnaissance) sui villaggi di pescatori lungo le coste somale.

Nave Carabiniere, al termine dell’impegno nella missione europea antipirateria Atalanta, ha fatto rotta verso il Qatar, dove ha partecipato, dal 28 al 30 marzo, a una delle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali del settore della difesa, la DIMDEX 2016 (Doha International Maritime Defence Exhibition) e dove è stata ambasciatrice dell’eccellenza cantieristica navale e dell’avanzata tecnologia industriale dei sistemi di difesa del nostro Paese.

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Fonte e foto: Marina Militare

Op Atalanta: nave Euro della Marina salpata per il Bacino somalo, dà il cambio a nave Carabiniere nell’operazione antipirateria

_euroSabato 19 marzo la fregata Euro della Marina Militare è partita dalla Stazione navale Mar Grande di Taranto verso il Bacino somalo, fa sapere la stessa Forza Armata, dove darà il cambio alla fregata Carabiniere impegnata da circa cinque mesi nell’Operazione antipirateria Atalanta.

Nave Euro ha da poco concluso, presso il centro Addestramento della Marina Militare (MARICENTADD) a Taranto, il periodo addestrativo propedeutico all’attività di contrasto alla pirateria, in cui la nave ha incrementato e potenziato le proprie capacità operative.

Partecipando all’operazione Atalanta nell’Oceano Indiano e al largo delle coste della Somalia, la Marina Militare continua a dare un importante contributo alle attività di sorveglianza e di riconoscimento di opere sospette riconducibili al fenomeno della pirateria, assicurando la libertà dei mari e il trasporto degli aiuti umanitari destinati alle popolazioni somale.

La fregata Euro segna così la sua prima partecipazione all’Operazione antipirateria Atalanta, nella quale sarà impegnata per un periodo di circa cinque mesi a tutela degli interessi nazionali ed europei.

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Fonte e foto: Marina Militare

Op Atalanta: la fregata Libeccio della Marina è salpata per l’operazione antipirateria in Somalia

_libeccioLa fregata Libeccio della Marina Militare ha mollato gli ormeggi dalla Stazione Navale Mar Grande di Taranto martedì 26 maggio per dirigere verso il Bacino Somalo, dove darà il cambio alla fregata Grecale impegnata nell’ Operazione antipirateria Atalanta.

Nave Libeccio, partita da La Spezia lo scorso 4 maggio per raggiungere Taranto, ha appena concluso il ciclo addestrativo presso il centro di Addestramento della Marina Militare (Maricentadd), indirizzato al potenziamento e all’accrescimento delle capacità operative e propedeutico sia per l’attività di antipirateria che di difesa passiva, come le esercitazioni di antincendio e antifalla.

Per la Marina Militare è la ventesima missione nell’Operazione Atalanta, istituita dall’Unione Europea nel 2008 con lo scopo di fronteggiare il fenomeno della pirateria, e nave Libeccio entra per la seconda volta, negli ultimi due anni, a far parte della Task Force 465.

La nave, al comando del capitano di fregata Daniele Paolo Maria Martinuzzi, con un equipaggio di circa 240 persone comprensivo dei team specialistici e mezzi della brigata marina San Marco, del Gruppo Operativo Subacquei e della Componente Aerea della Marina Militare, sarà impegnata ancora una volta nelle attività di pattugliamento, di vigilanza in mare e di difesa del libero commercio marittimo e per la tutela degli interessi nazionali.

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Fonte e foto: Marina Militare

Op antipirateria Atalanta: rientra nave Doria, nessun attacco in 192 giorni

_andrea_doriaRientra oggi, 12 marzo, nella stazione navale Mar Grande di Taranto, il cacciatorpediniere Andrea Doria della Marina Militare, concludendo un lungo periodo di attività di contrasto alla pirateria svolta nell’Oceano Indiano.

Nave Doria era partita da Taranto lo scorso 22 luglio (link articoli in calce). Da allora ha ricoperto per 192 giorni il ruolo di flagship della missione europea Eunavfor Atalanta, per garantire la sicurezza del traffico marittimo in un’area strategica per gli interessi nazionali.

La presenza del cacciatorpediniere nell’Oceano Indiano, al comando dell’ammiraglio Guido Rando, in coordinamento con le altre unità navali, spagnole, tedesche e olandesi, non ha consentito alcun attacco ai mercantili in transito.

L’equipaggio della nave, comandata del capitano di vascello Angelo Virdis, è composto da 192 militari e integrato dagli specialisti del gruppo operativo subacquei, dai marinai della brigata marina San Marco e dal personale del 1° e del 3° Gruppo elicotteri di La Spezia e Catania.

Di notevole importanza si è confermato il supporto dell’elicottero EH-101, il quale, con le sue capacità, ha ampliato le operazioni di ricerca e sostenuto nell’arco di sei missioni le attività di assistenza e soccorso sanitario a favore delle navi mercantili in difficoltà.

Nave Doria, terminato il suo impegno europeo nella missione di antipirateria il 13 febbraio 2015, ha preso parte all’International Defence Exhibition and Conference (IDEX 2015), ad Abu Dhabi, dove nella seconda decade del mese di febbraio ha rappresentato le eccellenze industriali italiane e ospitato significativi eventi a favore dell’industria nazionale.

In 233 giorni di attività, nave Andrea Doria ha percorso 42.852 miglia ed effettuato 4.150 ore di moto.

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