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Esercito: la Ariete in esercitazione livex riceve la visita degli allievi del 198° Saldezza dell’Accademia Militare

Una rappresentanza di allievi del 198° corso Saldezza dell’Accademia Militare di Modena, che in queste settimane sono impegnati nella campagna tattica che tradizionalmente si svolge nelle aree addestrative friulane, ha compiuto sabato 24 giugno una visita d’istruzione al posto comando della 132^ brigata corazzata Ariete, attualmente schierato alla Comina di Pordenone per la condotta dell’esercitazione multinazionale Bright Armoured 2017 (BRAD 17), fa sapere un comunicato stampa della stessa brigata.

I 122 allievi, salutati all’arrivo dal Comandante dell’Ariete, gen Angelo Michele Ristuccia, hanno inizialmente assistito a una presentazione delle principali attività addestrative condotte dagli assetti operativi presso il poligono del Cellina-Meduna e, successivamente, hanno visitato le aree funzionali del posto comando e osservato i mezzi tattici e i materiali d’armamento impiegati.

Le visite di istruzione presso i reparti in addestramento rappresentano, da sempre, un importante momento formativo per i frequentatori degli istituti militari, sottolinea il comunicato stampa.

L’esercitazione BRAD 17, che ha preso il via nei giorni scorsi nelle aree addestrative della Comina di Pordenone e del Cellina-Meduna, coinvolge unità operative dei paesi alleati che contribuiscono alla costituzione di un pacchetto di forze terrestri ad elevata prontezza, alle dipendenze del Comando 132^ brigata corazzata Ariete che, per il 2018, è stata identificata quale grande unità nazionale designata Very High Readiness Force Land Brigade della NATO (link articoli in calce).

L’obiettivo della BRAD 17, che si concluderà il 30 giugno, è quello di testare e incrementare il livello di interoperabilità tra il Comando della grande unità corazzata e le unità dipendenti, oltre a favorire la necessaria amalgama tra il personale dei reparti partecipanti.

All’attività, pianificata e organizzata dall’Ariete, che per l’occasione ha proiettato nell’area della Comina il proprio Posto Comando, prendono parte l’11° reggimento Bersaglieri, il reggimento Logistico Ariete, reparti del 32° reggimento Carri e del 10° reggimento Genio Guastatori, oltre ad assetti specialistici dell’Aviazione dell’Esercito, in particolare il 4° reggimento AVES ALTAIR, del 187° reggimento Paracadutisti  Folgore, del 1° reggimento Artiglieria da montagna e del Comando delle Trasmissioni e Informazioni dell’Esercito (COTIE).

Partecipano inoltre una componente elicotteri dello US Army e una delle Forze Armate slovene, oltre a un’unità di livello battle group spagnola e assetti operativi provenienti da Albania e Slovenia, spiega nel dettaglio la brigata.

Sono presenti anche osservatori provenienti dalla Polonia e dalla Turchia.

L’esercitazione si svilupperà attraverso una serie di attività tattiche di livello di complessità crescente, anche per testare le capacità dei posti comando di interagire nei diversi contesti operativi.

Oltre ai tradizionali carri Ariete e ai veicoli da combattimento Dardo, nell’esercitazione verranno impiegati mezzi spagnoli Pizarro, gli elicotteri italiani AB 205, quelli americani AH 64 Apache e il Cougar sloveno.

La BRAD 17 rappresenta la naturale prosecuzione di un iter addestrativo intenso che la Brigata sta svolgendo per prepararsi al meglio ad assolvere compiti diversificati in campo nazionale e all’estero.

“Si tratta di un impegno notevole, ambizioso e oneroso – spiega il comunicato stampa – sul quale la Difesa sta investendo cospicue risorse umane, finanziarie e materiali”.

L’Ariete, oltre a questa importante attività, è anche impegnata con i propri reparti nell’Operazione Strade Sicure e nella bonifica di ordigni esplosivi in territorio nazionale.

Unità della Brigata sono inoltre recentemente rientrate dall’impiego in Libano e Kosovo, mentre altri suoi elementi sono tutt’ora impiegati in Iraq.

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Fonte e foto: 132^ brigata Ariete

Svelato il nuovo elicottero da attacco cinese. È il CAIC WZ-10 e assomiglia a un Apache

Sono state anticipate di qualche ora, rispetto alla sua prima apparizione pubblica nella sua nuova veste, le foto del nuovo elicottero da attacco della Cina.

Equivale a un Boeing AH-64 Apache o a uno Eurocopter Tigre il nuovissimo CAIC (Changhe Aircraft Industries Corporation) WZ-10, in pratica un elicottero da attacco multiruolo molto aggressivo.

Dalle immagini appare dotato di un rotore a cinque pale e diversi punti per posizionamento di armi sui due lati della fusoliera, con una mitragliatrice sul muso. Potrebbe essere fly-by-wire-controlled e fornire l’head-up display ai piloti. La struttura molto affusolata lo rende poco visibile ai radar.

La sua apparizione con il nuovo design era attesa allo Zhuhai Airshow, in Cina, aperto dal 13 al 18 novembre.

Del WZ-10 si sa che era stato disegnato inizialmente negli anni Ottanta e che un prototipo ha volato per la prima volta nel 2003. Si ritiene, secondo quanto riportato da Armed Forces International, che il WZ-10 possa essere entrato in servizio nel People’s Liberation Army Air Force, l’aeronautica cinese, circa due anni fa.

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Fonte: Armed Forces International

Foto: Armed Forces International

Il principe Harry è un mito sugli Apache! Rilancio di immagine per la piccola peste di Sua Maestà

Una regia perfetta con tanto di padronanza comunicativa nel pieno della crisi. È quanto ci si sente di dire dopo l’annuncio del dispiegamento in Afghanistan del terzo in linea di successione al trono di Inghilterra, il vivacissimo principe Harry, che presterà servizio a bordo di un elicottero Apache nella base di Camp Bastion, nella provincia di Helmand.

Non è passato molto, infatti, da quando il secondogenito di Carlo e Diana ha occupato le prime pagine dei rotocalchi per la sua goliardata a Las Vegas. Ritratto nudo da un telefonino durante una partita di strip biliardo, le sue foto avevano infiammato la cronaca di fine estate confermando l’immagine di un ragazzone focoso e giocoso, senza pregiudizi da vecchio mondo. In suo sostegno si erano messi in mostra, esibendosi con minima censura, soldati e soldatesse da ogni parte del globo, che dal gruppo di facebook salutavano nudi il loro principe.

Ora lo staff di Sua Maestà fa sapere che il ventisettenne Harry è in Afghanistan per un periodo di servizio pari a quattro mesi. “Il principe Harry, come ogni soldato, considera un grande onore rappresentare il suo paese nelle forze armate di Sua Maestà ovunque venga dispiegato”, è stata la dichiarazione di St James’s Palace. Perentoria e ufficiale, senza troppi fronzoli. Comunicato stampa e foto a fine missione, si rassicurino i giornalisti e lascino lavorare il ragazzo.

Di Captain Wales, questo il nome di Harry in armi, si sa che è partito insieme a un centinaio di altri colleghi dall’aeroporto della RAF di Brize Norton, una trafficatissima stazione di partenza per il dispiegamento dei militari di Sua Maestà con voli prevalentemente verso l’Afghanistan, e che al corso di pilota di Apache si era meritato il voto di migliore della classe. Praticamente un mito.

Harry farà il mitragliere a bordo dell’elicottero da attacco dispiegato a Helmand, seduto sul seggiolino davanti, mentre il pilota sarà alle sue spalle. Avrà un casco con un head-up-display che gli consentirà di inquadrare il bersaglio della sua arma da 30mm a supporto delle truppe sul terreno o a sostegno di CH 47 Chinook in volo sui cieli dell’Afghanistan.

Forse la goliardata di Harry a Las Vegas, dopo diciotto mesi di training sugli Apache, era un saluto prima del nuovo dispiegamento in Afghanistan, a quattro anni dal precedente in cui Harry aveva dovuto abbandonare rapidamente la base per la sicurezza dei suoi stessi colleghi dopo che un quotidiano australiano ne aveva svelato la presenza a Helmand.

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Fonte: The Guardian

Foto: The Telegraph

Si apre una falla nella Marina di Sua Maestà

Un duro colpo per la Marina Militare britannica è stato annunciato dalla Strategic Defence and Security Review presentata a Westminster due giorni fa, il 19 ottobre.

Mentre i tagli sul personale militare erano prevedibili (5mila nel prossimo lustro solo nella Marina militare, la Royal Navy, più o meno la stessa cifra per l’Aeronautica, la Royal Air Force, e 7mila per l’Esercito), il vero smacco è arrivato dalla comunicazione della dismissione della portaerei HMS Ark Royal, ampio punto d’appoggio per Harrier, Apache, Lynx e Sea King.

Una decisione così repentina non era attesa. Per la Ark Royal si prevedevano infatti ancora un po’ di anni in piena operatività, visto il prestigio acquisito nella sua classe.

Un quarto di secolo (festeggiato lo scorso 1° luglio) nei mari del mondo in appoggio a conflitti, come in Bosnia o in Iraq, ma anche nelle emergenze, come nel caso della nube del vulcano islandese nell’aprile di quest’anno, l’avevano infatti piazzata in un ruolo di punta, in particolare dopo la dismissione della HMS Invincible avvenuta cinque anni fa.

Il ritiro della Ark Royal apre una falla nella Marina britannica. Un buco da cui uscirà tutto un flusso di personale e di prestigio imperiale che collocherà definitivamente nel passato la rincorsa britannica agli strumenti da guerra. E’ venuto il momento di cambiare, ha annunciato il primo ministro David Cameron, “ora dobbiamo essere più ponderati, più strategici e più coordinati”.

Le sfide sono altre. Pare di capire che lo spirito della guerra delle Falkland-Malvinas, che aveva corroborato l’allestimento della portarei Ark Royal nei primi anni Ottanta, abbia ormai trovato simbolica collocazione nel passato.

Fonte: Armed Forces Int’l

Foto: Royal Navy