brigata Julia

Alpini: con la VARDIREX la sinergia civile-militare diventa il nuovo modello di intervento in situazione di emergenza

È stata presentata venerdì 12 ottobre, a Verona, nella Sala Rossa di Palazzo Scaligero, la Various Disaster Relief Management Exercise (Vardirex), un’esercitazione di protezione civile che vedrà schierati sul campo, per la prima volta con questi assetti, circa 800 uomini espressione delle professionalità delle Forze Armate e dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) con il supporto del Dipartimento di Protezione Civile.

Lo si apprende da un comunicato stampa di venerdì scorso del Comando Truppe Alpine (COMALP).

Le aree operative distribuite in tre Regioni (Veneto, Piemonte e Abruzzo) prevedono un intervento all’unisono in situazioni di emergenza diverse, con l’intento di verificare le procedure e l’interoperabilità tra le componenti coinvolte nelle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità.

Nel corso dell’esercitazione, che si svolgerà dal 17 al 21 ottobre, sarà testato il sistema operativo di una organizzazione complessa dove opera personale sia militare, sia civile, in relazione alle esigenze di coordinamento a livello locale e nazionale, al fine di rendere sempre più efficienti le capacità di intervento in emergenza, spiega il comunicato.

L’evento è stato presentato da Roberto Giarola, direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del Dipartimento di Protezione Civile, dal Gen. C.A Claudio Berto, Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito, e da Sebastiano Favero, Presidente dell’ANA.

“Una grande sfida – ha sottolineato il direttore Giarolafinalizzata a testare l’operatività comune delle strutture civile e militare, due componenti importanti della struttura di Protezione Civile. Andremo a testare sul terreno un nuovo modello d’intervento, una formula stabile di collaborazione civile e militare.”

“Sinergia, questo sarà il tema del lavoro degli ottocento uomini in esercitazione, lavorare assieme per trovare delle risposte migliori alle situazioni di emergenza – ha spiegato il gen Berto, Comandante delle Truppe Alpine – Integrazione sarà la parola d’ordine, integrazione delle capacità duali della Foza Armata con la componente di protezione civile dell’ANA e con i tanti attori del sistema nazionale di Protezione Civile”.

Il Presidente dell’ANA ha sottolineato: “16.000 sono gli alpini della componente di Protezione Civile dell’Associazione, che ha nella sua tradizione la disponibilità all’intervento. Due i suoi punti di forza: la sanità, che qui vedremo con l’ospedale da campo operativo, e la logistica”.

Presente alla conferenza stampa, a fare gli onori di casa, il Presidente della Provincia di Verona, Antonio Pastorello.

L’esercitazione Vardirex sarà aperta alla stampa il giorno 19 ottobre in Piemonte e il 20 ottobre, in occasione della visita delle autorità, in Veneto, fa sapere il COMALP.

Le operazioni in programma

Sarà simulato l’intervento e la gestione delle emergenze conseguenti in occasione di un’alluvione nella zona di Fossano, dove assetti del 32° reggimento Genio Guastatori, del reggimento Logistico Taurinense, del 2° reggimento Alpini e del 34° gruppo Squadroni Toro interverranno sul terreno accanto a squadre espresse dall’ANA e gestite dalla locale struttura di protezione civile.

In Veneto, nella zona del Monte Baldo, si interverrà in occasione di un evento sismico.

L’esercito sarà in azione con personale del 2° reggimento Genio Guastatori e del reggimento Logistico Julia; l’ANA con una squadra alpinistica e con il suo ospedale da campo. Il Field Hospital sarà trasportato da assetti aeronautici della 46^ brigata aerea di Pisa, che interviene con un C-130 per il trasporto dell’ospedale da campo e un C-27J in funzione antincendio, si apprende.

In Veneto verrà installata anche la sala operativa, che gestirà simultaneamente i tre scenari emergenziali e le decine di interventi sul terreno.

In Abruzzo, a Coppito, in prossimità dell’Aquila, personale del 9° reggimento Alpini, del battaglione Vicenza, opererà con il personale dell’ANA nell’intervento per un sisma che porterà alla gestione di sfollati.

Parteciperanno all’esercitazione, oltre al Dipartimento di Protezione Civile, aliquote delle organizzazioni di Protezione Civile territoriali e delle Prefetture, assieme alle amministrazioni comunali interessate dall’evento.

Il verificarsi di tre diversi eventi calamitosi, in tre aree e quasi simultaneamente, accrescerà enormemente le difficoltà di gestione rappresentando, se non un unicum, una rarità.

In particolare, a Fossano, sarà allestito un campo di accoglienza e gittato un ponte Bailey su corso d’acqua per il ripristino della viabilità. In tale contesto interverrà una squadra del soccorso alpino per il ritrovamento dei dispersi. Verrà quindi allestito un centro accoglienza, dotato di posto di medicazione avanzato.

In Veneto, nei comuni di Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo, i soccorritori interverranno nel recupero di personale disperso e nella gestione di un’emergenza con decine di feriti, nel corso dell’evento l’ospedale da campo supporta la struttura locale di sanità nazionale lesionata dal sisma. Anche assetti delle Forze Speciali dell’Esercito saranno impiegati in questo scenario.

In Abruzzo sarà allestito un campo di prima accoglienza con un posto medico e le squadre soccorso civili e militari gestiranno il supporto all’evacuazione di una scuola. Nell’area di Coppito saranno impiegati anche assetti antincendio con l’impiego di aeromobili dell’Aeronautica Militare.

La Protezione Civile regionale, le Prefetture, le Province e i Comuni interessati saranno parte dell’emergenza con l’attivazione dei Centri Operativi Comunali e dei Centri di Soccorso con l’apertura delle Sale Operative locali.

Fonte e foto: COMALP

Sector West, UNIFIL: cambio al CSS Bn, i Paracadutisti della Folgore cedono il comando agli Alpini della Julia/MLF

I Paracadutisti del reggimento Logistico Folgore, impegnati nell’ambito della missione in Libano UNIFIL, hanno ceduto il comando del Combat Service Support Battalion (CSS Bn) al reggimento Logistico Julia.

La cerimonia di passaggio di consegne al comando dell’unità logistica italiana dell’Esercito presente in Libano tra il reggimento Logistico Folgore e il reggimento Logistico Julia si è svolta martedì 22 maggio presso la sede del Comando del Sector West della missione UNIFIL, nella base UNP 2-3 di Shama, fa sapere in dettaglio il Sector West (SW).

Alla presenza del gen Paolo Fabbri, Comandante del Sector West di UNIFIL e della brigata Alpina Julia – Multinational Land Force (MLF), il col Salvatore Pisciotta ha ceduto il comando al col Michele Losavio.

Il CSS Bn, su base reggimento Logistico Folgore, dal novembre 2017 ha garantito il supporto logistico a favore di tutti i reparti militari italiani presenti in Libano e ha altresì svolto tutte le attività logistiche anche a favore di tutti i contingenti militari stranieri presenti nel Sector West di UNIFIL.

In particolare, negli ultimi sei mesi i Paracadutisti hanno percorso più di 200.000 km lungo le principali vie di comunicazione stradali libanesi per assicurare il trasporto di personale, mezzi e materiali in afflusso e deflusso dall’Italia e le attività logistiche di rifornimento di viveri, acqua e carburante a favore di tutte le principali basi italiane presenti nella parte meridionale del Libano.

La componente mantenimento, con più di 15.000 ore di lavorazione prodotte, ha altresì provveduto alla riparazione e manutenzione di tutti veicoli militari italiani impiegati in operazione.

Grazie alle attività di medical care, che hanno permesso di curare più di 1.400 civili libanesi, il CSS Bn ha contribuito notevolmente a incrementare la percezione positiva e la fiducia nei confronti dei Caschi Blu italiani presenti in Libano nell’ambito della Missione in Libano UNIFIL.

Nel corso della cerimonia, il col Pisciotta, dopo aver ringraziato i propri uomini e donne, le autorità locali e la popolazione civile libanese, ha sottolineato l’importanza del supporto logistico ricordando il sacrificio degli autieri italiani che, proprio nel corso della Battaglia degli Altipiani nel maggio 1916, riuscirono a trasferire in brevissimo tempo migliaia di soldati dal fronte dell’Isonzo a quello degli Altipiani, assicurando il successo della manovra italiana.

Il reggimento Logistico Julia di Merano è alla prima partecipazione alla missione UNIFIL da quando nel 2014 è passato alle dipendenze della brigata Alpina Julia.

Nel 2009, tuttavia, con la vecchia denominazione di 24° reggimento Dolomiti, aveva già preso parte alla missione in Libano, spiega il SW.

Con la cerimonia del cambio al comando del Combat Service Support Battalion si completa il rientro in Italia di tutti i reparti della brigata Paracadutisti Folgore e lo schieramento di tutti quelli della brigata Julia/MLF.

Articoli correlati:

Il CSS Bn del SW UNIFL in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: TOA al CS Bn, ai Guastatori della Folgore subentrano i Guastatori della Julia MLF. Ricordato Gamain

Il 9 maggio scorso, nella base UNP 2-3 di Shama, sede del Comando del Sector West (SW) della missione UNIFIL, su base brigata Alpina Julia Multinational Land Force (MLF), la cerimonia del Transfer of Authority (TOA) del Combat Support Battalion (CS Bn), fa sapere lo stesso CS Bn con un comunicato stampa diffuso oggi, 13 maggio.

Alla presenza del gen Paolo Fabbri, Comandante del SW, il ten col Fabio Mariano ha ceduto il comando del reparto al ten col Marco Arculeo, proveniente dal 2° reggimento Genio Guastatori Alpini.

Il Combat Support Battalion, su base 8° reggimento Guastatori Paracadutisti Folgore, nel corso di sei mesi di missione di pace in Libano ha assicurato, grazie alle unità EOD/IEDD e ai reparti cinofili, la mobilità e la sicurezza dei movimenti nella zona di operazione dei caschi blu italiani.

Inoltre, grazie al concorso di un plotone CBRN del 7° reggimento NBC Cremona, del 232° reggimento Trasmissioni, l’unità dell’Esercito ha garantito rispettivamente la protezione contro la minaccia chimica, biologica, radiologica e nucleare e consentito di mantenere costantemente tutte le comunicazioni all’interno del territorio libanese e con il territorio nazionale.

Nel rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, i caschi blu del CS Battalion hanno partecipato altresì a numerose attività di cooperazione civile militare (CIMIC), contribuendo alla realizzazione di migliorie infrastrutturali in diverse scuole del sud del Libano e presso la sede della Croce Rossa libanese di Tiro.

Nel corso della cerimonia, il ten col Mariano, oltre a esprimere il suo ringraziamento per il contributo fornito dai caschi blu appartenenti al CS Bn, ha ricordato tutti i Caduti italiani nelle missioni di pace all’estero, e in particolare Jimmy Gamain, pastore belga Malinois del nucleo cinofili dell’Esercito deceduto durante l’espletamento del servizio lo scorso mese di aprile (link articolo qui e in calce).

L’unità subentrante, al comando del ten col Arculeo, avrà una connotazione prettamente multinazionale.

Al suo interno le capacità del Genio saranno assicurate dai militari croati mentre le unità EOD/IEDD e gli assetti cinofili saranno composti anche da personale ungherese, “segno dell’ottimo livello di integrazione e di interoperabilità raggiunto tra i reparti stranieri che costituiscono la Multinational Land Force”, conclude il comunicato.

Articoli correlati:

Il CS BN del SW UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Jimmy Gamain in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: CS Bn SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: TOA a Shama, alla Folgore subentra la Julia/MLF, per la prima volta in conformazione DECI

Lo stato maggiore della Difesa ha comunicato oggi, 16 aprile, che “Il Generale di Brigata Rodolfo Sganga, Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, dopo sei mesi di attività ha ceduto al Generale di Brigata Paolo Fabbri, Comandante della Brigata Alpina Julia, il comando del Settore Ovest della Missione UNIFIL costituito da circa 4.000 peacekeeper provenienti da 12 differenti Nazioni”.

Nei sei mesi di mandato, i Paracadutisti italiani, seguendo la linea operativa dei predecessori, nell’ottica dell’obiettivo e dello sforzo comune delle Forze Armate Italiane impiegate nelle Missioni Fuori Area, hanno operato nel rispetto delle risoluzioni 1701 e 2373 delle Nazioni Unite, tese a garantire la cessazione delle ostilità nel sud del Libano, la libertà di movimento, il supporto alle Forze Armate Libanesi e la sicurezza della popolazione locale, spiega lo stato maggiore della Difesa.

In questo periodo, si apprende, sono state incrementate notevolmente le attività operative, passate nell’ultimo anno da una media di 200 a oltre 240 al giorno, e sono stati più di 450 gli uomini delle Forze di Sicurezza Libanesi che hanno svolto attività addestrative con i militari italiani.

In totale sono state 1.650 le attività di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) condotte a supporto della popolazione locale e circa 260 sono state le attività svolte dai medici italiani, sia a domicilio presso le 108 municipalità del settore che presso le basi del contingente italiano, visitando oltre 2.200 persone.

Nel discorso di commiato, il gen Sganga ha ringraziato le autorità locali civili e religiose presenti e incontrate quotidianamente nel corso di questi mesi.

“Autorità pubbliche straordinarie – riporta la Difesa – così vicine alle esigenze del proprio popolo, e senza il supporto delle quali il lavoro come UNIFIL non avrebbe potuto essere così eccezionalmente aderente alle esigenze della popolazione”.

Il Comandante del Sector West (SW) ha concluso il proprio intervento ringraziando gli uomini e le donne in uniforme delle Forze di sicurezza Libanesi, “veri protagonisti della sicurezza del popolo libanese”, e tutti i caschi blu internazionali che hanno operato fianco a fianco con i soldati italiani, dimostrandosi ogni giorno, anche nelle differenze culturali e operative “un elemento di forza straordinaria”.

La brigata Folgore ha operato con successo durante il suo mandato semestrale in un contesto estremamente fragile che è stato caratterizzato da diversi episodi destabilizzanti di notevole rilievo a livello regionale con riflessi politici, sociali ed economici nel delicato scacchiere medio-orientale, sottolinea la Difesa.

La brigata Alpina Julia / Multinational Land Force (MLF), alla prima partecipazione alla missione UNIFIL in Libano, si schiererà  per la prima volta in assoluto in conformazione DECI (Defence Cooperation Initiative), che prevede l’impiego insieme ai militari italiani nelle cellule del Comando e nelle unità di manovra di Leonte XXIV non solo di personale di Slovenia e Ungheria, ma anche di Austria e Croazia, “a testimonianza della volontà di costruire ancora di più solide capacità per stringere le relazioni nell’area sud adriatica dell’Europa e renderle un esempio da seguire”, conclude il comunicato stampa.

Articoli correlati:

EUBG su base DECI: piena capacità operativa con la European Wind 2016, che sigilla l’intesa sud-adriatica (1° dicembre 2016)

Il SW UNIFIL In Paola Casoli il Blog

La brigata Julia in Paola Casoli il Blog

La brigata Folgore in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: PI SMD

CESIVA: la Julia si esercita per il Libano con la CPX CAX Pegaso 1/2018, mentre a Monteromano si conclude la livex Scorpione 1/2018

Nel quadro delle attività addestrative del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.) e dei dipendenti Centri Addestramenti Tattici (C.A.T.), dal 2 al 16 febbraio, presso la caserma Giorgi di Civitavecchia ed il C.A.T. di Monteromano, si sono tenute, rispettivamente, la “Command Post Exercise” (CPX) “Computer Assisted Exercise” (CAX) “Pegaso 1/2018” a favore della brigata Julia, e l’esercitazione livex “Scorpione 1/2018”, ha fatto sapere lo sesso CESIVA con un comunicato stampa del 15 febbraio.

L’attività della brigata Julia, di prossimo impiego nel Libano del Sud nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), si legge dal comunicato stampa, è stata finalizzata alla verifica delle capacità operative dei Posti Comando, attraverso la valutazione delle capacità di pianificazione e produzione di ordini, del monitoraggio della situazione e dell’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), della gestione delle informazioni e delle emergenze e dell’emanazione degli ordini.

L’impegno addestrativo al CAT di Monteromano, ugualmente finalizzato all’approntamento di unità che opereranno in Libano, ha visto in esercitazione unità Blufor del 7° reggimento Alpini, rinforzato da unità del reggimento Piemonte Cavalleria (2°), contrapporsi a unità Opfor, composte da un plotone del 1° reggimento Granatieri di Sardegna e da un plotone dell’8° reggimento Alpini.

L’esercitazione Scorpione 1/2018 è stata preceduta da una fase di preparazione, comprendente lo studio dello scenario e degli obiettivi addestrativi, nel corso dei quali sono stati schierati i sensori di rilevamento sul campo e i dispositivi mobili per il controllo e la valutazione dell’esercitazione; e da una fase attiva, nella quale è stato previsto lo sviluppo di azioni continuative sul terreno di 36/48 ore costantemente seguite da osservatori/controllori e analisti in grado di monitorare e valutare i processi decisionali dei Comandanti di ogni livello e il comportamento delle unità sul terreno, spiega in dettaglio il CESIVA.

In tale ambito, la componente live permette alle unità della Forza Armata di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione, ed è distribuita sui cinque Centri di Addestramento Tattico (C.A.T.) di Capo Teulada, Lecce, Monteromano, Cesano di Roma e Brunico, ricorda il comunicato.

Il Centro Simulazione e Validazione di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del Centro è focalizzata soprattutto all’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

Articoli correlati:

Il CESIVA in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: CESIVA

MNBG-W, KFOR: il 185° rgt Artiglieria Paracadutisti Folgore subentra al 3° rgt Artiglieria da montagna della Julia

Nella mattinata del 14 dicembre, alla presenza del Comandante di KFOR (COMKFOR), Generale di Divisione Salvatore Cuoci, ha avuto luogo l’avvicendamento al Comando del Multinational Battle Group West (MNBG-W) e del Contingente italiano dislocato a Belo Polje, nel Kosovo occidentale, presso la base di Villaggio Italia nell’ambito della missione KFOR, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa di giovedì stesso.

Il contingente uscente, su base 3° reggimento Artiglieria da Montagna della brigata Alpina Julia e sotto il comando del colonnello Enzo Ceruzzi, è stato avvicendato dal contingente subentrante, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, comandato dal colonnello Ettore Gagliardi.

Il passaggio della bandiera della NATO, formale atto di cessione della responsabilità, è stato presieduto dal COMKFOR, gen Cuoci, al cospetto di numerose autorità militari, civili, religiose, e folte rappresentanze dei diversi contingenti nazionali.

Il gen Cuoci ha sottolineato l’importanza dell’impegno delle Forze Armate nella missione in Kosovo, esprimendo sentite parole di compiacimento per l’intensità e la qualità del delicato lavoro svolto dai militari italiani e per quanto l’attività sia apprezzata dalle istituzioni kosovare e riconosciuta dai partner della comunità internazionale.

Durante gli ultimi sei mesi, il contingente multinazionale, guidato dal col Ceruzzi, composto da circa 230 soldati italiani e da ulteriori 400 militari provenienti da Austria, Moldavia e Slovenia, ha operato con successo nel pieno rispetto della risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In particolare, il contingente multinazionale ha garantito il monitoraggio della libertà di movimento nell’area occidentale del Kosovo; lo sviluppo di attività addestrative ed esercitazioni tese al miglioramento dell’interoperabilità tra militari provenienti da nazioni diverse; l’attuazione di pattuglie congiunte con le Forze di Sicurezza Kosovare e le Forze Armate Serbe in prossimità e lungo la linea di demarcazione tra il Kosovo e la Serbia e lo svolgimento di progetti CIMIC per lo sviluppo economico e sociale dell’area balcanica.

Articoli correlati:

Il MNBG-W di KFOR in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: MNBG-W

 

KFOR: visita del COMKFOR gen Cuoci al Multinational Battle Group West di Villaggio Italia

“Il Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è giunto in visita ufficiale presso la Base di “Villaggio Italia” dove è stato accolto dal Comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), su base 3° Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata Alpina Julia, ha fatto sapere il MNBG-W con un comunicato del 4 dicembre scorso.

Il gen Cuoci, che ha avvicendato il suo predecessore gen Giovanni Fungo il 15 novembre, nel corso dell’incontro con i militari italiani e con il personale internazionale ha voluto manifestare la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, evidenziando come il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti al MNBG-W è sempre molto apprezzato dalle istituzioni e dalla popolazione del Kosovo, sottolinea il comunicato.

I militari di Austria, Italia, Moldavia e Slovenia costituiscono il Comando e il Battaglione multinazionale di manovra del MNBG-W a guida italiana con compiti di vigilanza e di protezione del Monastero di Decani in qualità di first responder (primo responsabile); di controllo della libertà di movimento nel settore occidentale del Kosovo; di realizzazione di progetti di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), tesi a migliorare l’utilità dei servizi a disposizione della popolazione kosovara, in particolare nell’ambito della sanità e della formazione scolastica, e di pattuglie congiunte con la polizia kosovara e sincronizzate con le Forze Armate Serbe in prossimità della linea di demarcazione amministrativa che divide il Kosovo e la Serbia (Administrative Boundary line) per prevenire attività illecite o violente.

Articoli correlati:

Il MNBG-W in Paola Casoli il Blog

La brigata Julia in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: il CIMIC consegna ai Vigili del Fuoco aiuti della CRI di Lugo e dello SMOM per gestione emergenze umanitarie

I militari della cellula di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) del contingente italiano del Multinational Battle Group West (MNBG-W) di KFOR, ha fatto sapere lo stesso  il contingente italiano in Kosovo con una nota stampa dell’11 ottobre, hanno effettuato una consegna, a favore dei Vigili del Fuoco della Municipalità di Djakova/Dakovica, di materiali ed equipaggiamenti tecnici (10 tende campo 4×4, una barella portaferiti modello spinale e un sedile pieghevole per evacuazione feriti), forniti dalla Croce Rossa Italiana di Lugo e dal Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM).

Il contingente militare italiano, nell’ambito dei progetti CIMIC sviluppati a favore delle fasce deboli delle popolazioni, ha istruito i Vigili del Fuoco kosovari sull’impiego dei materiali donati per procedere all’allestimento di un campo per sfollati in caso di calamità naturali, resosi necessario dopo le alluvioni degli anni scorsi che hanno provocato gravi danni, spiega la nota stampa.

Il progetto si è sviluppato grazie a un’efficace azione di coordinamento tra il Capo Settore CIMIC dell’Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa (ISTRIO), dottor Roberto Faccani, promotore dell’attività umanitaria, il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) dello Stato Maggiore della Difesa, organizzatore del trasporto dei materiali in Kosovo, e la cellula CIMIC del Multinational Battle Group West che ha provveduto alla consegna e all’addestramento all’uso dei materiali tecnici a favore dei Vigili del Fuoco.

Il dott Faccani e il col Enzo Ceruzzi, Comandante del MNBG-W su base 3° reggimento Artiglieria da Montagna della brigata Alpina Julia, “con una significativa cerimonia hanno ufficializzato il passaggio dei materiali all’ente locale kosovaro a testimonianza del successo caratterizzato dall’interazione tra la componente civile e quella militare, fattore ormai imprescindibile in tutti gli scenari operativi, che si inserisce in un ambito di cooperazione più ampio e funzionale definito sistema paese”.

Al termine dell’evento si è concordato sulla necessità di effettuare un ulteriore intervento nei prossimi mesi teso a fornire ai Vigili del Fuoco kosovari le attrezzature necessarie per completare un Posto Medico Avanzato (PMA), in modo da portare i soccorsi sanitari in prossimità dei luoghi degli eventi calamitosi e a donare le uniformi e gli equipaggiamenti.

Tale attività rientra nell’ambito dei compiti del MNBG-W previsti dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per quanto riguarda in particolare lo sviluppo di progetti della Cooperazione Civile e Militare (CIMIC).

Il Comando multinazionale di KFOR a guida italiana, conclude la nota stampa, è al momento composto da circa 650 uomini e donne appartenenti ai quattro contingenti di Italia, Austria, Moldavia e Slovenia.

Articoli correlati:

Il MNBG-W di KFOR in Paola Casoli il Blog

Il CIMIC in Paola Casoli il Blog

Il 3° rgt Artiglieria da montagna in Paola Casoli il Blog

La brigata Julia in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: al GSA il Ten Col Murru è subentrato al Ten Col Burti

“Il Tenente Colonnello Antonio Burti ha ceduto il Comando del Gruppo del Supporto di Aderenza (GSA), unità logistica schierata nella Base di Camp Villaggio Italia su base Reggimento Gestione Aree di Transito – RSOM (Reception Staging and Onward Movement), al Tenente Colonnello Paolo Murru, ha fatto sapere con un comunicato stampa dell’11 settembre il Contingente italiano in Kosovo.

La cerimonia militare, seguita al conferimento al personale italiano della medaglia NATO, si è svolta alla presenza del Comandante di KFOR (COMKFOR), gen Giovanni Fungo, e del Comandante del Contingente Italiano e del Multinational Battle Group West (MNBG-W), col Enzo Ceruzzi.

Il col Ceruzzi, nel corso della cerimonia, ha espresso parole di meritato riconoscimento all’eccellente sostegno logistico e sanitario fornito dal GSA al contingente italiano presente in Kosovo e alla componente multinazionale del Battle Group West, su base 3°reggimento Artiglieria da Montagna della brigata Alpina Julia e composto anche da personale militare multinazionale proveniente dall’Austria, dalla Moldavia e dalla Slovenia.

Nei sei mesi di missione, il GSA ha pianificato e gestito il flusso dei rifornimenti e dei trasporti aeronavali con la madrepatria, ha garantito il diretto sostegno e mantenuto l’efficienza logistica di tutto il Contingente italiano schierato in Kosovo, contribuendo in modo concreto al successo della missione KFOR nel costante assolvimento dei compiti di supporto alle unità di manovra impegnate nella condotta delle Operazioni militari, conclude il comunicato.

Il nuovo GSA subentrante è su base reggimento Logistico Julia.

Articoli correlati:

Il MNBG-W KFOR in Paola Casoli il Blog

La brigata Julia in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: MNBG-W

Bonifica ordigni: il 2° rgt Genio guastatori alpini della Julia sulla Marmolada con l’Op Centenarium

Gli artificieri del 2° reggimento Genio guastatori alpini, appartenenti alla brigata Alpina Julia, hanno neutralizzato un proietto d’artiglieria da 210 mm, risalente alla Prima Guerra Mondiale, rinvenuto durante la vigilia di ferragosto 2017 a seguito dello scioglimento del ghiaccio, ha reso noto un comunicato stampa dell’Esercito datato 22 agosto.

“Si è trattato di un intervento delicato e di rilievo che costituisce parte della più ampia attività esercitativa denominata Marmolada, ove sono impiegati assetti specialistici delle Truppe Alpine che stanno conducendo un addestramento al movimento, alla sopravvivenza e al soccorso su ghiaccio”, ha spiegato nel dettaglio l’Esercito con il suo comunicato.

L’operazione, che ha coinvolto una importante porzione di terreno intorno all’ordigno, si è conclusa con successo con il trasporto del corpo bomba a valle per la successiva neutralizzazione.

Gli artificieri dell’Esercito appartenenti al 2° reggimento Genio guastatori alpini di Trento, gli elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) del 4° reggimento ALTAIR di Bolzano, la Croce Rossa Militare, le Forze dell’Ordine locali, hanno predisposto l’Operazione Centenarium, su un terreno soggetto a repentini cambi delle condizioni atmosferiche, estremamente compartimentato e insidioso, sottolinea il comunicato stampa.

La forte presenza di turisti nel periodo vacanziero aveva indotto le autorità competenti all’immediata attivazione delle procedure di bonifica, al fine di ripristinare e assicurare l’incolumità pubblica nei pressi del Rifugio Capanna del Ghiacciaio, nel Comprensorio della Marmolada, che fa parte del comune di Canazei, in provincia di Trento.

Le attività si sono svolte sotto il coordinamento del Commissariato del Governo di Trento e il controllo del Comando Forze Operative Nord di Padova (COMFOP NORD).

“La bonifica del territorio nazionale da residuati bellici – conclude il comunicato dell’Esercito – rientra tra le competenze istituzionali dell’Esercito che si conferma una risorsa duale al servizio del Paese, in grado di mutuare capacità prettamente militari in capacità al servizio della collettività sia per pubblica utilità sia nei casi di calamità naturali”.

Articoli correlati:

La bonifica ordigni in Paola Casoli il Blog

Il 2° rgt Genio guastatori di Trento in Paola Casoli il Blog

Il 4° rgt AVES Altair in Paola Casoli il Blog

Il COMFOP NORD in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Esercito Italiano