C-IED

Scuola Sottufficiali Esercito: il XXI Esempio sta per concludere il corso per Istruttore C-IED Awareness

“Con l’esercitazione pratica presso l’area addestrativa dei Monti Sant’Andrea (Cesano di Roma) si conclude l’ultima fase del corso per ‘Istruttore C-IED (Counter-Improvised Explosive Device) Awareness’, organizzato dall’omonimo Centro di Eccellenza della Scuola del Genio di Roma in favore degli Allievi Marescialli del XXI corso Esempio, ha fatto sapere con un comunicato di oggi, 12 giugno, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Il percorso formativo, articolato in lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, è finalizzato a fornire ai futuri Comandanti di plotone la capacità di pianificare, organizzare e condurre l’addestramento specifico al contrasto della minaccia costituita dagli ordigni esplosivi improvvisati, attraverso la realizzazione e lo sfruttamento di un percorso denominato “striscia addestrativa C-IED”.

“Nei nuovi contesti operativi, soprattutto quando caratterizzati da asimmetria tra i contendenti, tale tipologia di ordigni – scrive la Scuola – trova impiego diffuso per economicità, facile realizzazione e relativamente difficile scoperta. Il contrasto a tale tipo di minaccia consiste nell’insieme delle attività tese a prevenire, ridurre o eliminare gli effetti di tutte le tipologie di IED utilizzate sia contro le Forze amiche sia contro la popolazione civile”.

Il Centro di Eccellenza C-IED, a valenza interforze, si pone quale punto di riferimento nell’ambito della lotta agli ordigni esplosivi improvvisati, fornendo un supporto addestrativo, dottrinale e concettuale–organizzativo allo sviluppo e al mantenimento di tale capacità.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito, ricorda il comunicato, ha il compito di formare i Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con specializzazione “Sanità”. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

Sector West, UNIFIL: primo corso C-IED a favore delle LAF da parte degli istruttori italiani del Combat Support Battalion

Nei giorni scorsi è stato svolto, a Shama presso il Comando del Settore Ovest (Sector West, SW) di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, al comando del gen Rodolfo Sganga, il primo corso di C-IED Awareness, focalizzato sulla lotta agli ordigni improvvisati, a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF).

È lo stesso Sector West a darne notizia con un comunicato stampa di oggi, 12 marzo.

Gli istruttori del Combat Support Battalion (CS Bn), su base 8° reggimento Guastatori Paracadutisti, con il supporto degli assetti cinofili del Centro Veterinario Militare, hanno condotto l’attività sviluppandola con fasi teorico-pratiche, con lo scopo di formare i militari libanesi nel delicato settore degli ordigni esplosivi improvvisati e di quelli inesplosi.

Più in dettaglio, si apprende, gli istruttori del Combat Support Battalion hanno fornito ai frequentatori le nozioni di base per riuscire a riconoscere il munizionamento regolamentare e le procedure da adottare in presenza di ordigni inesplosi (UXOs) o ordigni improvvisati esplosivi (IEDs) al fine di ridurre il rischio per le forze che operano sul terreno e per saper gestire eventuali incidenti.

L’attività operativa, che rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate Libanesi, è stata particolarmente apprezzata poiché mirata a incrementare ulteriormente il livello tecnico professionale dell’apparato preposto a garantire la sicurezza nel sud del Libano nel rispetto delle Risoluzioni 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolinea il comunicato.

Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion è l’unità che garantisce il supporto alle forze di manovra assicurando unità per la bonifica degli ordigni, il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN) e le comunicazioni per il contingente italiano e per tutte le nazioni operanti nel Sector West di UNIFIL.

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Fonte e foto: SW UNIFIL; PI SMD

TAAC-W, Resolute Support: a Herat cinque corsi C-IED ‘train-the-trainer’ da specialisti di Esercito e Carabinieri

Gli specialisti italiani della cellula  Counter- Improvised Explosive Device (C-IED) insieme agli advisor del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat, hanno pianificato e condotto il primo dei cinque corsi finalizzati alla lotta agli ordigni esplosivi improvvisati, programmati per l’anno in corso in favore di personale proveniente da tutte le forze di sicurezza afgane (ANDSF), da operatori delle forze speciali locali e membri del laboratorio forense di Herat, competente nell’estrazione di prove legali dagli IED.

Il corso, svolto da personale specializzato dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, è del tipo “T3” (Train The Trainers), mirato cioè alla formazione degli istruttori afgani che andranno a formare gli operatori base di Counter-IED e dal quale saranno selezionati i team impiegati presso i reparti delle forze di sicurezza locali contro la grave minaccia degli ordigni improvvisati.

L’attività di addestramento e consulenza nei confronti delle Forze di Difesa e Sicurezza afgane attraverso il principio del “train the trainer” ha il duplice scopo di creare nuove capacità specialistiche e di rendere le forze di sicurezza afgane sempre più autonome nella fase formativa.

Il corso si è svolto presso le strutture didattiche e l’area addestrativa del Military Training Center di Camp Arena, dove gli specialisti italiani hanno riprodotto – grazie alla loro lunga esperienza nella lotta agli ordigni improvvisati – una striscia addestrativa molto realistica nella quale condurre gli allievi alla ricerca e alla bonifica di ordigni improvvisati tipici della minaccia terroristica in  Afghanistan, aggiornando inoltre i partecipanti sulle tecniche, tattiche e procedure per prevenire e combattere la minaccia degli IED.

Al termine della fase di apprendimento, culminata con un’esercitazione pratica di ricerca e messa in sicurezza di un’area a seguito di un ritrovamento, gli specialisti italiani hanno valutato le capacità di insegnamento dei futuri istruttori afgani, certificandone le abilità dimostrate.

Gli ordigni improvvisati rappresentano in Afghanistan una delle peggiori minacce sia per le forze di sicurezza che per la popolazione locale, coinvolta in maniera indiscriminata durante i normali spostamenti sugli itinerari che collegano le città e i villaggi del Paese.

Nel solo mese di luglio, gli oltre 120 incidenti IED registrati nella sola regione occidentale, rende noto il comunicato stampa del TAAC-W, hanno causato numerose vittime tra la popolazione civile, molte delle quali, circa il 20%, erano bambini; tuttavia la lotta agli ordigni improvvisati, diventata ormai sistemica nella regione di Herat, ha portato nello stesso periodo di riferimento al ritrovamento, alla bonifica e allo studio di altrettanti ordigni, evitando che potessero nuocere alla comunità.

Un impatto molto positivo alla lotta agli IED viene dalla prevenzione, basata principalmente sulle campagne informative condotte presso le scuole delle città occidentali e nei villaggi dell’area rurale. In quest’ottica, gli advisor italiani hanno supportato le forze di sicurezza afgane sia formando team qualificati che potessero svolgere le attività informative negli istituti, sia producendo volantini grafici sugli ordigni da distribuire alla parte di popolazione analfabeta.

Entro il prossimo mese sarà realizzato dalla brigata Alpina Taurinense, attualmente alla guida del TAAC-W al comando del gen Massimo Biagini, un corso formativo C-IED dedicato esclusivamente alle agenti della polizia locale, le quali saranno protagoniste di una campagna informativa sulla prevenzione della minaccia degli ordigni improvvisati e inesplosi, mirata alle donne dei villaggi della regione.

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Fonte e foto: TAAC-W

Scuola Sottufficiali: il 19° Saldezza conclude il corso per istruttore C-IED Awareness nel poligono Monti Sant’Andrea

“Con l’esercitazione pratica a fuoco presso l’area addestrativa dei Monti Sant’Andrea, a Cesano di Roma, si conclude l’ultima fase del corso per Istruttore C-IED (Counter-Improvised Explosive Device) Awareness, organizzato dall’omonimo Centro di Eccellenza della Scuola del Genio di Roma a favore degli Allievi Marescialli del 19° corso Saldezza”, fa sapere con un comunicato odierno la Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Il percorso formativo, articolato in lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, è finalizzato a fornire ai futuri Comandanti di plotone la capacità di pianificare, organizzare e condurre l’addestramento specifico al contrasto della minaccia costituita dagli IED, attraverso la realizzazione e lo sfruttamento di un percorso denominato “striscia addestrativa C-IED”.

“Nei nuovi contesti operativi, generalmente caratterizzati da asimmetria tra i contendenti, essi trovano impiego esteso in quanto economici, di facile realizzazione e di relativamente difficile scoperta”. Il contrasto a tale tipo di minaccia consiste nell’insieme delle attività tese a prevenire, ridurre o eliminare gli effetti di tutte le tipologie di IED utilizzate contro le Forze amiche e la popolazione civile.

Il Centro di Eccellenza C-IED, a valenza interforze, si pone quale punto di riferimento nell’ambito della lotta agli ordigni esplosivi improvvisati, fornendo un supporto addestrativo, dottrinale e concettuale–organizzativo allo sviluppo e al mantenimento di tale capacità.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare i Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli qualificati Infermieri Professionali. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali Esercito

Afghanistan, RC-W ISAF: cambio al vertice alla Joint Air Task Force, il colonnello Maineri cede il comando al collega Agresti

Il colonnello Luca Maineri ha ceduto al collega Saverio Agresti il comando della Joint Air Task Force (JATF), da cui dipendono gli assetti aerei dell’Aeronautica Militare impiegati in Afghanistan.

La cerimonia di avvicendamento è avvenuta martedì scorso, 29 ottobre, nell’aeroporto di Herat alla presenza del generale Michele Pellegrino, comandante del Regional Command West (RC-W) di ISAF, il comando multinazionale a guida italiana su base brigata meccanizzata Aosta.

Il colonnello Luca Maineri, lascia il comando dopo un impegno di sei mesi durante il quale sono state svolte dagli assetti da lui dipendenti circa 3.400 ore di volo di cui: 600 ore dei velivoli C130J e 500 ore dei C27J; 900 ore degli AMX e, infine, 1.400 ore dei velivoli a pilotaggio remoto Predator.

Le numerose operazioni svolte hanno garantito la possibilità di raggiungere vaste aree del paese altrimenti inaccessibili, di neutralizzare le capacità di comunicazione avversarie e contribuire a contrastare la minaccia costituita dagli ordigni esplosivi improvvisati (C-IED), di svolgere missioni di ricognizione tattica e supporto aereo ravvicinato alle forze di terra, oltre a operazioni di tipo ISR (Intelligence, Surveillance, Reconaissance), vero e proprio ‘occhio dall’alto’ della coalizione.

Il generale Pellegrino, nel congratularsi con il comandante cedente per l’encomiabile lavoro svolto e nel dare il benvenuto al colonnello Agresti, ha sottolineato come la sinergia tra la componente aerea e le truppe al suolo sia un fattore decisivo per il successo delle operazioni del contingente multinazionale, soprattutto in questa fase di transizione delle responsabilità alle forze di sicurezza afgane.

Nel suo discorso di commiato, il colonnello Maineri ha ringraziato il personale della JATF, sottolineando “la non comune capacità di aggregazione tra personale che proviene da diverse realtà per formare un’entità che fornisce quotidianamente altissima qualità per la sicurezza delle operazioni a terra e di tutto il personale impiegato”.

La Joint Air Task Force (JATF), è costituita da circa 200 militari dell’Aeronautica Militare Italiana ed è stata creata per gestire l’impiego degli assetti di volo ad ala fissa schierati presso la base di Herat.

La JATF si articola sulle seguenti unità:

  • il Task Group Black Cats, che dispone di caccia-bombardieri ricognitori AMX provenienti dal 32° Stormo di Amendola e dal 51° Stormo di Istrana;
  • il Task Group Albatros, su velivoli da trasporto C-130J e YEC-27-J JEDI della 46^ Brigata Aerea di Pisa;
  • il Task Group Astore, che opera con velivoli a pilotaggio remoto Predator MQ1C del 32° Stormo di Amendola.

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Fonte e foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: visita del comandante del Genio gen Li Gobbi che inaugura centro C-IED, contro “le armi dei vigliacchi”

Si è conclusa il 5 agosto scorso la visita del comandante del Genio, generale Antonio Li Gobbi, al contingente militare italiano impiegato in Afghanistan nell’ambito del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, il comando multinazionale a guida italiana attualmente su base brigata alpina Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Durante i quattro giorni di visita l’alto ufficiale italiano, responsabile di un progetto di monitoraggio e implementazione delle misure di sicurezza attive e passive presso basi italiane in Afghanistan, ha visitato le Forward Operating Base (FOB, basi avanzate) La Marmora, Dimonios e Tobruk – rispettivamente dislocate a Shindand, Farah e Bala Boluk – nonché la sede dell’RC-W per verificarne la situazione infrastrutturale e le condizioni dei sistemi di sicurezza e protezione per forze dislocate.

Il comandante del Genio, inoltre, ha potuto verificare di persona gli enormi progressi fatti dalle Afghan National Security Forces (ANSF, forze di sicurezza afgane) nella lotta alla minaccia rappresentata dagli ordigni esplosivi improvvisati (IED), nonché nella loro capacità di eseguire opere di fortificazione delle basi ove le stesse sono dislocate, grazie anche alle molteplici attività addestrative organizzate e condotte in loro favore dalla Task Force Genio italiana.

Prima di fare rientro in Italia, infine, il generale Li Gobbi ha inaugurato l’Indoor Counter – IED Training Building, una struttura coperta dove è stato fedelmente riprodotto l’ambiente operativo afgano, che verrà utilizzata per l’addestramento del personale impiegato sul terreno su tutte le procedure da utilizzare per mitigare e rispondere alla minaccia rappresentata dagli IED.

Alla presenza del generale Eisa Majaddedy del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano e del colonnello Hekmatullah Tareen, vice comandante del Regional Training Center di Herat, il generale Li Gobbi ha evidenziato gli straordinari progressi fatti dal 2002 a oggi dalle ANSF, che conducono autonomamente circa il 90% delle operazioni.

“Oggi le forze di sicurezza afgane conducono molteplici operazioni, comprese quelle per ridurre il pericolo rappresentato dagli IED. Durante gli ultimi 5 mesi i genieri italiani hanno organizzato numerosi corsi a favore di circa 400 colleghi afgani, contribuendo anche a formarne gli istruttori”. A conclusione del proprio discorso il generale Li Gobbi ha sottolineato che “gli IED sono le armi dei vigliacchi, di chi non si cura di chi sarà la vittima, inclusi donne e bambini, di chi non crede nel futuro dell’Afghanistan”.

L’inaugurazione della struttura addestrativa, intitolata alla memoria del sergente maggiore Massimiliano Ramadù e del caporal maggiore scelto Luigi Pascazio, caduti a seguito dell’esplosione di un IED il 17 maggio 2010 nella valle di Bala Murghab, rappresenta un ulteriore passo avanti per le forze della coalizione internazionale di ISAF e per le ANSF: la nuova struttura, infatti, sarà impiegata anche per l’addestramento delle forze di sicurezza afgane.

La Task Force Genio è l’unità specialistica del genio militare italiano, attualmente su base 2° reggimento guastatori di Trento comandata dal colonnello Giovanni Fioretto, che ha il compito di condurre attività di supporto a favore delle unità di manovra al fine di assicurarne la libertà di movimento lungo le rotabili dell’area di responsabilità assegnata, nonché di concorrere all’addestramento delle ANSF per incrementarne il livello di preparazione per la lotta agli IED.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: concluso prima della fighting season il corso anti-IED tenuto dai militari del Genio agli afgani delle ANSF

Si è da poco concluso il corso Counter IED Awarness Train the Trainers (T3) a favore dei militari afgani nell’ovest dell’Afghanistan, dove continuano incessantemente sia l’opera di professionalizzazione delle forze di sicurezza afgane nella lotta agli ordigni esplosivi improvvisati (IED), sia le operazioni di bonifica delle principali vie di comunicazione del paese svolte dagli specialisti del genio del Regional Command West (RC-W) ISAF di Camp Arena a Herat, attualmente su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Nei giorni scorsi, infatti, nell’ambito del progetto ‘train the trainer’ (addestrare gli addestratori), la componente counter-IED del comando multinazionale a guida italiana ha portato a termine un corso volto alla formazione di istruttori delle Afghan National Security Forces (ANSF). Si è trattato, appunto, del Counter IED Awarness Train the Trainers (T3), che garantirà alle ANSF la capacità di poter svolgere autonomamente corsi di formazione per migliorare la preparazione del proprio personale sulla specifica tematica.

Gli IED costituiscono la maggior fonte di pericolo per la sicurezza delle truppe che muovono sul territorio, nonché la popolazione locale che muove sui medesimi itinerari, soprattutto ora in coincidenza con l’inizio della stagione tradizionalmente infestata dai combattimenti, la cosiddetta fighting season.

In tale contesto l’RC-W continua ad assicurare quotidianamente la capacità di Route Clearance (RC), impiegando gli assetti della Task Force Genio per garantire la libertà di movimento sulle principali arterie stradali dell’area di responsabilità, operando in proficuo coordinamento con un’analoga unità statunitense, la Task Force Saw, in supporto agli assetti delle ANSF, sempre meglio organizzati e preparati per provvedere in proprio all’assolvimento dello specifico compito.

Dall’inizio del proprio mandato a oggi, il personale del Genio ha svolto sei corsi di C-IED e un corso sull’utilizzo delle macchine movimento terra, formando 584 tra militari e poliziotti delle ANSF. Inoltre i militari della Task Force Genio hanno provveduto alla bonifica di 163 ordigni esplosivi e di 11 IED ritrovati lungo le arterie stradali della propria area di responsabilità.

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Fonte: RC-W ISAF

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Afghanistan, RC-W ISAF: TOA alla JATF, il colonnello Moscini passa il comando al collega Maineri

Si è svolto ieri, 27 aprile, l’avvicendamento tra il colonnello Carlo Moscini e il colonnello Luca Maineri al comando della Joint Air Task Force (JATF), l’unità da cui dipendono gli assetti di volo dell’Aeronautica Militare assegnati al comando operativo NATO, nella base di Camp Arena a Herat, sede del Regional Command West (RC-W) di ISAF, il comando a guida italiana su base brigata Julia alla guida del generale Ignazio Gamba che opera nell’area occidentale dell’Afghanistan.

Con circa 200 militari, tra i quali una componente di aviorifornitori dell’Esercito, la JATF garantisce molteplici capacità sia in ambito operativo che di supporto. Il sostegno alle operazioni è assicurato dai C-130 del task group Albatros, uno strumento efficace e di estrema affidabilità soprattutto per raggiungere le tante aree del paese altrimenti inaccessibili. I velivoli YEC27-J JEDI (Jamming and Electronic Defence Instrumentation), capaci di neutralizzare le comunicazioni avversarie e contrastare la minaccia costituita dagli ordigni esplosivi improvvisati (C-IED), unitamente ai caccia AMX in forza al task group Black Cats, che svolgono missioni di ricognizione tattica e supporto aereo ravvicinato alle truppe, garantiscono l’indispensabile cornice di sicurezza per le operazioni delle forze di terra.

I velivoli a pilotaggio remoto Predator del task group Astore, impiegati invece per missioni di tipo ISR (Intelligence, Surveillance, Reconaissance), con la loro tecnologia costituiscono il cosiddetto “occhio dall’alto” della coalizione e rappresentano una capacità ormai irrinunciabile a favore della protezione delle truppe nazionali e alleate, nonché della popolazione civile.

Il generale Gamba, comandante di RC-W, nel congratularsi con il colonnello Moscini per l’encomiabile lavoro svolto, e nel dare il benvenuto al colonnello Maineri, ha sottolineato come la sinergia tra la componente aerea e le truppe al suolo sia un fattore decisivo per il successo delle operazioni del contingente internazionale, in modo particolare durante l’attuale delicato periodo di transizione tra le forze ISAF e quelle afgane.

Nel discorso di commiato, il colonnello Moscini ha ringraziato il personale della JATF, “in grado di esprimere tutte le capacità di pregio della Forza Armata”, e ha espresso loro il suo più vivo apprezzamento per l’eccellenza del lavoro svolto.

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Fonte: RC- W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Le cifre dell’impegno dell’Esercito Italiano nell’anno che si conclude

Nel corso del 2012 l’Esercito Italiano ha continuato a svolgere la propria missione al servizio della comunità nazionale e internazionale confermandosi quale importante risorsa per la difesa, la sicurezza, la pubblica utilità e la tutela ambientale.

Nell’anno che sta per concludersi, fa sapere lo stato maggiore dell’Esercito, i comandi e il personale di 6 brigate e 26 reggimenti della Forza Armata si sono succeduti nei principali teatri operativi dell’Afghanistan, del Libano e del Kosovo per garantire la presenza continua di oltre 4.300 soldati a salvaguardia della sicurezza fuori dai confini nazionali.

In Italia, su richiesta delle prefetture competenti, congiuntamente alle Forze dell’Ordine, 21 reggimenti dell’Esercito hanno assicurato permanentemente, con circa 5.000 militari, il pattugliamento delle principali aree metropolitane e la vigilanza di installazioni e obiettivi sensibili nell’ambito dell’operazione Strade Sicure.

Dall’inizio dell’operazione, nell’agosto 2008 a oggi, sono stati controllati complessivamente più di 1 milione e 800.000 persone e 920.000 mezzi, di cui più di 8.000 sequestrati insieme a centinaia di armi e oltre 2.100 chili di droga.

L’emergenza maltempo, causata dalle intense precipitazioni nevose dei primi mesi dell’anno trascorso, ha reso necessario l’intervento di 2.000 militari e 500 mezzi appartenenti a 24 fra comandi, scuole e reparti della Forza Armata situati principalmente nell’area centro nord del Paese. L’impegno di assistenza ai cittadini italiani si è rinnovato in occasione dell’emergenza maltempo in Toscana e Lazio in novembre. I reparti dell’Esercito delle aree colpite hanno supportato la Protezione Civile con 140 militari e 40 mezzi. Supporto che è stato fornito anche nel mese di maggio, quando, a seguito del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna, parte della Lombardia e del Veneto, le prefetture hanno richiesto l’impiego dell’Esercito in concorso alla Protezione Civile.

I reggimenti del Genio Militare hanno provveduto con 300 militari e oltre 100 mezzi e attrezzature speciali alla rimozione di 1.100 tonnellate di macerie e alla vigilanza delle cosiddette zone rosse, quelle più a rischio, occupandosi della direzione di 6 progetti di demolizione e messa in sicurezza delle infrastrutture e la verifica di agibilità di 803 edifici danneggiati dal terremoto.

Alla mezzanotte del 31 dicembre si concluderà, dopo quasi 44 mesi, l’operazione Aquila. Iniziata nei primi giorni successivi all’emergenza del 6 aprile 2009, a seguito del sisma in Abruzzo, l’operazione ha visto l’impiego di 700 militari per la rimozione delle macerie e la vigilanza delle aree maggiormente danneggiate.

Un bilancio positivo quello dell’operazione Aquila che ha permesso la rimozione di oltre 160.000  tonnellate di macerie e l’effettuazione di numerosi lavori per il ripristino della viabilità nel capoluogo abruzzese. Inoltre, una task force”del Genio militare ha provveduto alla realizzazione di 1.085 MAP (Moduli Abitativi Provvisori), che hanno accolto le famiglie private della propria abitazione. Lo stesso Genio militare che, con i propri militari del Comando Genio, del Centro di eccellenza C-IED e dei 12 reggimenti presenti sul territorio nazionale, ha effettuato 2.285 interventi specialistici per la bonifica di ordigni esplosivi e residuati bellici (oltre 30.000 negli ultimi 10 anni), e allestito 27 ponti del tipo Bailey per il ripristino della viabilità.

Anche gli elicotteri dell’aviazione dell’Esercito (AVES), che continuano a volare nei cieli del Libano e dell’Afghanistan in supporto ai contingenti nazionali schierati, hanno partecipato alla campagna antincendi boschivi sul territorio nazionale con 228 ore di volo.

L’impegno dell’Esercito Italiano, nella notte di San Silvestro e per l’intero 2013, è di continuare quotidianamente a costituire una risorsa per la difesa, la sicurezza, la pubblica utilità e la tutela ambientale, in Italia e nel mondo.

Fonte: stato maggiore dell’Esercito

La brigata bersaglieri Garibaldi si prepara all’Afghanistan con un corso C-IED

Dalla fine del mese di marzo per sei mesi sarà a Herat, nell’area di responsabilità italiana nell’Afghanistan occidentale, per proseguire il lavoro della brigata Sassari al Regional Command West (RC-W) di ISAF.

Per questo nell’ambito della preparazione specifica pre-dispiegamento la brigata bersaglieri Garibaldi di Caserta, al comando del generale Luigi Chiapperini, ha appena concluso un corso anti-ordigni improvvisati (C-IED).

L’attività era mirata espressamente a preparare i comandanti e il loro staff nella pianificazione e condotta di attività in teatro operativo, prevedendo di affrontare la minaccia IED e e di prevenire eventuali attacchi.

Si è trattato di un corso interforze svolto la settimana scorsa per la prima volta a Caserta, nella caserma Ferrari Orsi sede del Comando della brigata, organizzato dalla Sezione Addestramento e diretto dal comandante del 21° reggimento Genio, colonnello Giampaolo Mirra.

Al corso hanno partecipato ufficiali stranieri provenienti dall’Allied Command Trasformation (ACT) della NATO, in veste di tutors e istruttori del centro d’eccellenza del Genio con sede a Roma.

Lo scorso 17 gennaio la brigata aveva ricevuto la visita di Monsignor Pietro Farina, vescovo di Caserta, che aveva partecipato alla cerimonia dell’alzabandiera nella caserma sede della brigata.

In quell’occasione il vescovo aveva rivolto un pensiero augurale ai militari prossimamente impegnati nel teatro afgano.

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Fonte: brigata bersaglieri Garibaldi

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