Claudio Graziano

Difesa: il CaSMD gen Graziano lascerà l’incarico a novembre e sarà Presidente del Comitato militare UE (CEUMC)

“Il prossimo 6 novembre il Generale Claudio Graziano assumerà l’incarico di Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea (Chairman of the European Union Military Committee – CEUMC) lasciando quello di Capo di Stato Maggiore della Difesa italiano, che ricopre dal febbraio del 2015”, scrive lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa del 5 ottobre scorso.

Lo scorso novembre (link articolo in calce) i 27 Capi di stato maggiore della Difesa dei Paesi membri dell’Unione europea hanno votato per l’elezione del nuovo Presidente del Comitato Militare e il Generale Graziano subentrerà al Generale greco Mikhail Kostarakos in carica dal 6 novembre 2015.

Il Presidente del comitato militare, incarico che il gen Graziano ricoprirà fino al 2022, rappresenta la più alta carica militare della UE, sottolinea il comunicato.

Sarà infatti il consulente militare dell’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione, e in più avrà il compito di presentare al Comitato Politico e di Sicurezza (PSC) i pareri e le decisioni di natura militare assunte dal Comitato Militare, oltre a fornire direttive e linee guida al Direttore Generale dello European Union Military Staff (EUMS).

“Il gen Graziano – scrive la Difesa – vanta un curriculum internazionale di primo piano, grazie alle esperienze fatte negli Stati Uniti come addetto militare e al Comando in Mozambico, in Afghanistan e in Libano.

Il gen Graziano ha ricevuto il primo incarico nel 1976, in qualità di comandante di plotone fucilieri al battaglione Alpini Susa.

Successivamente vicecomandante della compagnia contro carri della Brigata alpina Taurinense, ha poi comandato la compagnia mortai e la compagnia Alpini (fucilieri) della Brigata alpina Tridentina.

Dall’83 all’86 ha comandato la compagnia allievi ufficiali e la compagnia comando alpini di Aosta.

Assegnato allo Stato Maggiore è stato poi riassegnato al battaglione Susa in qualità di comandante per poi essere schierato in Mozambico nell’ambito della missione Unomoz.

Nel 2001 ha assunto l’incarico di addetto militare all’ambasciata d’Italia di Washington ed è stato promosso Generale di Brigata nel 2002.

Rientrato in Italia ha assunto il comando della Brigata alpina Taurinense.

Nel 2005 ha assunto il comando della Brigata multinazionale Kabul in Afghanistan e, con essa, la responsabilità dell’area d’operazioni della provincia di Kabul.

Promosso generale di divisione nel 2006, gli è stato conferito nel 2007 dalle Nazioni Unite l’incarico di Force Commander e Capo della missione UNIFIL in Libano.

Nel 2010 è stato promosso Generale di Corpo d’Armata e nominato capo di Gabinetto del Ministro della Difesa.

Dal 2011 al 2014 è stato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito”.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa, il gen Graziano a Varsavia alla sua ultima riunione NATO come Capo di SMD: “Cooperazione NATO – UE necessaria per sicurezza”

“Ho molto apprezzato i risultati raggiunti dal Comitato militare della Nato in un contesto, come quello attuale, così fluido e imprevedibile per la sicurezza internazionale in generale e per la regione euro Atlantica ed euro mediterranea in particolare”.

Così il Generale Claudio Graziano durante il saluto che ha fatto ai colleghi dell’Alleanza Atlantica a margine della conferenza dei capi di stato maggiore della Difesa della NATO, che si è svolta il 29 settembre scorso a Varsavia e che rappresenta per lui l’ultima riunione alla quale ha presenziato in qualità di Capo di Stato Maggiore della Difesa (SMD), fa presente lo stesso SMD con un comunicato stampa del 29 settembre.

“In questi anni – ha continuato il Generale – ho riconosciuto il profondo valore del nostro approccio olistico, con una prospettiva a 360 gradi, che ha tenuto conto delle minacce provenienti da tutte le direzioni strategiche.”

Il gen Graziano ha poi sottolineato che il Comitato militare ha sempre assicurato un approccio bilanciato in grado di soddisfare tutti i compiti della NATO, contribuendo simultaneamente a rafforzare l’unità e la coesione dell’Alleanza.

“Nel mio futuro ruolo di Presidente del Comitato militare dell’Unione Europea – ha aggiunto – lavorerò per rinforzare e migliorare la sinergia e la cooperazione tra le due organizzazioni internazionali per garantire la sicurezza ai nostri cittadini e promuovere la stabilità”.

Concludendo il suo intervento il gen Graziano ha rivolto un affettuoso pensiero ai militari italiani di cui per molti anni è stato Comandante.

“Voglio ringraziare – ha affermato – le donne e gli uomini delle Forze Armate Italiane che con il loro operato quotidiano contribuiscono ad accrescere il prestigio della Nazione. Il loro straordinario impegno è molto apprezzato e il loro valore è unanimemente riconosciuto a livello internazionale”.

La Conferenza del Comitato militare della NATO consente ai Capi della Difesa di incontrarsi e discutere questioni importanti per l’Alleanza, ricorda il comunicato stampa di SMD.

Tra gli argomenti trattati il 29 settembre a Varsavia le operazioni internazionali in atto, l’importanza di poter disporre di truppe ad alta prontezza, la modernizzazione delle strutture dell’Alleanza e la necessità di una sempre più stretta cooperazione con le altre organizzazioni internazionali, in particolare con l’Unione Europea.

Il Comitato militare si riunisce due volte l’anno per discutere operazioni e missioni della NATO e fornire consigli militari su come l’Alleanza può meglio rispondere alle sfide della sicurezza globale, conclude SMD.

Fonte e foto: PI SMD

Difesa, il Capo di SMD gen Graziano in visita a Malta: la cooperazione militare è fondamentale per la sicurezza del Mediterraneo

Cooperazione bilaterale, comune impegno nelle operazioni internazionali per il mantenimento della pace e della sicurezza, con particolare riferimento all’area mediterranea, sono alcuni tra gli argomenti della visita ufficiale a Malta che ha svolto il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, incontrando le massime autorità militari e politiche dell’isola, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 24 settembre.

L’esplorazione di nuove aree di collaborazione tra le forze armate dei due Paesi è stato il tema centrale del meeting con il Comandante delle Forze Armate Maltesi, Brigadier Jeffrey Curmi.

Accompagnato dall’Ambasciatore Italiano a Malta, Mario Sammartino, il gen Graziano ha incontrato il Ministro degli Affari Interni e della Sicurezza Nazionale, dott Michael Farrugia.

“Il fenomeno migratorio non può essere gestito e sopportato da un singolo Stato, ma richiede un elevato grado di coordinazione in Europa e tra l’Europa e gli stati africani”, ha affermato il gen Graziano durante le riunioni, nel corso delle quali sono anche stati presi in esame alcuno aspetti tecnico-militari dell’operazione EUNAVFOR MED Sophia.

“Le attività della Difesa – ha aggiunto il gen Graziano – risultano essere un tassello fondamentale per una soluzione onnicomprensiva del fenomeno migratorio, perché possono contribuire al controllo e all’interruzione dei flussi irregolari, ma soprattutto all’azione preventiva nei Paesi di origine e transito attraverso attività di capacity building a favore delle Forze di Sicurezza locali per incrementarne le capacità di controllo del territorio.”

“La cooperazione deve essere al centro della risposta comune alle minacce poste alla sicurezza nel Mediterraneo, sempre guardando al fine ultimo che è rappresentato dalla stabilizzazione della Regione”, ha concluso il gen Graziano.

La visita del Capo di SMD è avvenuta in occasione del quarantacinquesimo anniversario della Missione italiana a Malta di cooperazione nel campo della Difesa (MICCD) per celebrare il quale si è svolta anche una partita amichevole tra le nazionali di calcio delle due forze armate a cui hanno presenziato oltre al gen Graziano, all’Ambasciatore Sammartino e al Capo della Missione Capitano di Fregata Pier Paolo Daniele, autorità civili e militari maltesi.

Fonte e foto: PI SMD

KFOR: il Ministro della Difesa on Trenta e il CaSMD gen Graziano in visita in Kosovo

Il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, hanno fatto visita al contingente italiano in Kosovo nella giornata del 18 settembre, ha fatto sapere il Multinational Battle Group West (MNBG-W), inquadrato nella NATO Kosovo Force (KFOR), con un comunicato stampa di ieri, 19 settembre.

Il ministro Trenta, si apprende, è stata accolta dal Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, con il quale, nell’ambito di una riunione, ha discusso dell’attuale situazione del Paese e della Regione balcanica.

Subito dopo ha avuto modo di incontrare il Presidente del Kosovo, Hahim Thaci, e il Primo Ministro, Ramush Haradinaj: in occasione di queste visite alle più alte cariche istituzionali kosovare, il Ministro ha siglato un Memorandum of Understanding che sancisce una collaborazione tra Forze Armate Italiane e Forze di Sicurezza del Kosovo.

A conclusione della mattinata nella capitale, il ministro Trenta ha incontrato i militari italiani della base Camp Film City, sede del quartier generale di KFOR.

Dopo l’indirizzo di saluto del gen Cuoci, hanno preso la parola prima il Capo di Stato Maggiore della Difesa e successivamente il Ministro.

Nei loro discorsi, entrambi hanno sottolineato come l’impegno dei militari italiani sia internazionalmente riconosciuto e apprezzato e hanno ringraziato gli stessi per la professionalità e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro dando lustro alle Forze Armate e all’Italia in un contesto multinazionale.

Nel pomeriggio il ministro Trenta, accompagnata dal gen Graziano, ha salutato il personale del MNBG-W, unità multinazionale a guida italiana composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nel settore occidentale del Kosovo, nella base Camp Villaggio Italia a Peć/Peja.

Il gen Graziano ha voluto ricordare l’impegno delle Forze Armate Italiane in teatro “sin dall’ingresso in Kosovo nel 1999, e tutta la strada che è stata percorsa da allora, perché grazie al vostro impegno questa zona come tante altre hanno una possibilità per il futuro”.

Anche il ministro Trenta ha evidenziato come l’operazione KFOR sia un importante elemento di stabilità per l’area balcanica, rivolgendo un “apprezzamento a tutti gli uomini e le donne del MNBG-W per il fondamentale contributo che danno quotidianamente al successo di questa missione: siate orgogliosi di questi risultati, siate orgogliosi di avere dalla vostra parte il cuore e le menti del popolo kosovaro, così come noi in Italia siamo orgogliosi di voi”.

Di seguito, la delegazione si è recata in visita presso il Monastero di Visoki Dečani: nei pressi di questo importante sito di culto ortodosso, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, i militari del MNBG-W, comandati dal col Ruggero Cucchini, svolgono compiti di presidio continuativo.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno quindi avuto un breve colloquio con l’abate Padre Sava Janjic, per poi far rientro a Priština/Prishtinë.

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999.

Ad oggi, ricorda il comunicato stampa di KFOR, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali tutte a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE), oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Difesa, Il CaSMD gen Graziano: “ISIS geograficamente sconfitto in Iraq con il supporto della Coalizione, ma resta un fenomeno magmatico”

“L’ISIS è stato sconfitto da un punto di vista geografico e la coalizione ha supportato le forze irachene che, combattendo una lunga battaglia e pagando un prezzo elevato, sono riusciti a sradicare il terrorismo nella sua forma territoriale, ma l’ISIS non è scomparso, rimane occulto ed è diventato un fenomeno che può definirsi magmatico.”

Così il Capo di stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, secondo quanto ha riferito ieri, 17 settembre, lo stato maggiore della Difesa, citando l’intervista di Rai News24 durante la visita del Generale al contingente italiano schierato nell’ambito della Coalizione anti Daesh.

“Per eliminare definitivamente il terrorismo di questo tipo – ha sottolineato il gen Graziano – ci vorrà ancora molto tempo”.

“Le forze irachene stanno operando bene, ma è importante che la comunità internazionale continui ad assicurare loro l’addestramento e il supporto per metterle davvero in condizione di poter garantire la sicurezza del Paese”, ha poi aggiunto il Capo di SMD.

“Come abbiamo visto il terrorismo può essere sconfitto geograficamente, cambiare nome, cambiare regione e area ma non sarà mai debellato definitivamente fino a quando non saranno eliminate le ragioni per cui è nato.

L’Iraq è in una situazione critica e di forte instabilità da moltissimi anni e io credo che rimanga importante avere la consapevolezza, a livello internazionale, dell’importanza di dover supportare ancora il Paese affinché non si ricrei più una situazione analoga a quella esistente quando l’Isis ha preso il controllo di vaste aree di questo Paese.”

L’Italia è il secondo Paese contributore dopo gli Stati Uniti in termini di personale che opera nell’ambito della Coalizione multinazionale composta da 79 membri, tra Paesi e Organizzazioni regionali e internazionali.

Fonte: PI SMD

Foto: In Terris

UNIFIL: il CaSME gen Farina incontra i militari italiani nella sua prima visita ufficiale in Libano

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha visitato lo scorso 13 settembre il Comando della missione UNIFIL e il Contingente italiano schierato nel Sud del Libano.

Si è trattato della prima visita ufficiale in Libano del CaSME, spiega il comunicato stampa di UNIFIL, durante la quale il gen Farina ha incontrato a Beirut il Comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), Generale Joseph Aoun.

Nel corso del colloquio i due Alti Ufficiali hanno avuto modo di confrontarsi anche sul tema della cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi, riconoscendo l’impegno dell’Esercito nel mantenere alto il livello della collaborazione, si apprende.

Il gen Farina ha proseguito la sua visita raggiungendo il Comando della missione UNIFIL di Naqoura, dove è stato accolto dal Generale di Divisione Stefano Del Col che, dallo scorso 7 agosto, ricopre il ruolo di Head of Mission e Force Commander della missione Onu in Libano.

Il gen Del Col ha fornito un aggiornamento politico sulla missione e sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu italiani di UNIFIL svolgono in coordinamento con le LAF.

Tutte le operazioni avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione 2433, dello scorso 30 agosto, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno.

Il gen Farina ha espresso la propria vicinanza ai militari italiani impegnati in Libano, sottolineando l’importanza strategica della missione che si concentra in una delle aree più importanti del Medio Oriente.

Si è inoltre congratulato con il gen Del Col per il prestigioso incarico conferitogli dalle Nazioni Unite.

Il CaSME ha visitato la postazione dell’ONU di Ras Al Naqoura, presidiata dai caschi blu italiani del 7° reggimento Alpini, dove periodicamente si svolgono, sin dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, gli incontri tripartito tra gli alti rappresentanti delle LAF e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sotto l’egida di UNIFIL e con la mediazione del Capo della Missione e Force Commander.

Il gen Farina ha concluso la propria visita incontrando i militari del Contingente Italiano di stanza nella base Millevoi di Shama.

Dopo la resa degli onori del picchetto della brigata Alpina Julia/Multinational Land Force, ha ricevuto da parte del Comandante del Sector West di UNIFIL, Generale di Brigata Paolo Fabbri, un aggiornamento sull’attuale situazione del Settore Ovest e sulle principali attività operative condotte dal personale italiano in stretta collaborazione con le LAF.

Inoltre, il Colonnello Stefano Giribono, Comandante della Missione Italiana Bilaterale in Libano (MIBIL) lo ha informato sulle attività addestrative condotte a favore delle LAF.

Il gen Farina si è complimentato per la professionalità e la dedizione sempre dimostrate dai militari italiani e ha condiviso il pranzo con i caschi blu presso la mensa unificata della base, augurando a tutti i peacekeeper presenti – italiani e delle quindici nazioni del Sector West – di fare di più tutti insieme, “more together”, per il futuro del Libano, fa sapere UNIFIL.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei caschi blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle Forze Armate Libanesi nelle attività di controllo nel Sud del Paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare (CIMIC).

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, sottolinea il comunicato stampa: l’Italia, infatti, partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

“Con il Generale di Divisione Stefano Del Col l’Italia è tornata per la quarta volta al comando della Missione in una delle aree più delicate e importanti dell’intero panorama internazionale”, sottolinea il comunicato stampa ricordando i precedenti comandanti italiani: il gen Claudio Graziano negli anni 2007-2010, il gen Paolo Serra negli anni 2012-2014 e il gen Luciano Portolano dal 2014 al 2016).

Fonte e foto: UNIFIL

 

Difesa: visita del Presidente Mattarella in Lettonia, il CaSMD gen Graziano lo accoglie nella base militare di Ᾱdaži

“Signor Presidente della Repubblica la Sua presenza odierna [14 settembre, ndr] ci onora e testimonia in modo tangibile la Sua vicinanza e l’attenzione con la quale ha da sempre guardato alle Forze Armate e in particolare alle molteplici attività dei Contingenti militari che operano fuori dal territorio nazionale.”

Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita presso la Base Militare di Ᾱdaži in Lettonia, dove il Contingente Italiano è schierato nell’ambito dell’Operazione NATO “enhanced Forward Presence”, fa sapere un comunicato stampa del 14 settembre dello stato maggiore della Difesa.

“In Sua presenza Signor Presidente, nostro Comandante Supremo – ha continuato il gen Graziano – desidero esprimere il mio orgoglio di Comandante per l’operato quotidiano delle donne e degli uomini delle nostre Forze Armate che contribuiscono con elevatissima professionalità a garantire la pace e la sicurezza internazionale, rendendo un inestimabile servizio alla collettività accrescendo il prestigio del Paese all’estero”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgendosi al Generale Graziano ha sottolineato: “Le nostre Forze Armate sono impegnate in tante parti del mondo in missioni di pace e dovunque la loro presenza viene apprezzata per professionalità e umanità, questo accresce il prestigio dell’Italia nel mondo ed è uno dei meriti che mi sento riconoscere in giro per il mondo”.

Il gen Graziano ha quindi voluto estendere al personale presente le attestazioni di gratitudine e di riconoscenza ricevute in mattinata dal Ministro della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore lettoni, che hanno sottolineato il fondamentale contributo dei militari italiani per la sicurezza della Regione.

L’impiego dei militari italiani, nell’ambito dell’Operazione Baltic Guardian, è stato deciso nel corso del Summit di Varsavia di luglio 2016, quando l’Italia ha assicurato il proprio contributo all’iniziativa della NATO di schierare, nei Paesi Baltici e in Polonia, quattro Battle Group.

L’enhanced Forward Presence si materializza in un aumento della presenza di Forze NATO sul territorio europeo al fine di potenziare i confini dell’Alleanza e di disporre di uno strumento pienamente integrato.

Le unità che compongono il Battle Group multinazionale sono pienamente integrate e interoperabili tra loro grazie ad addestramenti mirati a operare e a manovrare in perfetta sintonia.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa, il CaSMD gen Graziano al meeting del DECI: “necessario approccio globale e concreto nell’impegnativo scenario attuale”

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, ha partecipato al Meeting internazionale dei Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi che aderiscono alla Defence Cooperation Initiative (DECI), ha fatto sapere con un comunciato di ieri, 13 settembre, lo stato maggiore della Difesa.

Il meeting quest’anno è stato ospitato dall’Albania, si apprende.

Obiettivo dell’iniziativa – promossa dall’Italia e alla quale partecipano oltre al nostro Paese anche l’Austria, la Croazia, la Slovenia, l’Ungheria, l’Albania e il Montenegro – è “promuovere, su base regionale e tra nazioni europee che condividono gli stessi interessi nel campo della difesa, delle linee di azione condivisa e un progetto di cooperazione finalizzati a incrementare la stabilità della Regione e la crescita della collaborazione tra i paesi aderenti attraverso la partecipazione comune alle operazioni internazionali, a progetti di sviluppo in ambito tecnico-militare, ovvero ad attività addestrative e formative, da perseguire nel prossimo futuro”.

Il gen Graziano, in qualità di Capo di Stato Maggiore della Difesa della nazione guida, dopo aver ringraziato il collega albanese per l’organizzazione dell’evento, ha salutato e ringraziato i partecipanti per il supporto continuativo, si legge dal comunicato: “È mia intenzione – ha affermato il gen Graziano – rafforzare ancora di più i nostri legami in termini di sforzi comuni, migliorando le nostre relazioni e identificando una strada giusta per il prossimo futuro.”

Facendo il punto sulla sicurezza internazionale, il gen Graziano ha sottolineato come l’attuale situazione geostrategica nella nostra Regione continui a essere caratterizzata da fluidità, permeabilità e imprevedibilità rilevanti.

“Le tensioni latenti, la radicalizzazione religiosa e ideologica, la continua esposizione all’immigrazione illegale, insieme alla fragilità politica ed economica di alcuni Stati vicini – ha evidenziato il Generale – contribuiscono a porre importanti sfide alla nostra Regione per affrontare le quali è richiesto, oggi più che mai, un approccio globale e concertato.”

“In questo scenario molto impegnativoha aggiunto il CaSMD – sono certo che la nostra iniziativa possa avere un ruolo credibile, come attore aggiuntivo nella regione, per contribuire al coordinamento delle azioni e allo sviluppo di capacità nell’ambito di un approccio più generale basato sulla cooperazione di una varietà di partner, tra cui le maggiori organizzazioni internazionali come NATO e Unione Europea, pensando in futuro di poter proporre nuove idee come gruppo nel contesto della cooperazione strutturata permanente (PESCO) che rappresenta un’indiscussa opportunità per tutti noi”.

Durante il meeting, si apprende, si è anche affrontato il tema delle minacce provenienti dall’immigrazione clandestina e dall’estremismo violento, cercando di sviluppare una comprensione comune dei singoli problemi e delle loro interconnessioni e di identificare strategie condivise per affrontarle.

“È necessario mantenere un dialogo positivo e la condivisione di informazioni su questi temi, al fine di trovare possibili soluzioni, da proporre nei consessi delle maggiori organizzazioni internazionali, che dovranno essere perseguite tenendo sempre conto delle posture e delle sensibilità nazionali dei singoli Paesi”, ha concluso il gen Graziano.

Fonte e foto: PI SMD

Il GSPD a Berlino 2018 raccoglie successi con Campoccio e Contrafatto, un oro nel getto del peso e un argento nei 100m piani

“Si concludono, con straordinari risultati per gli atleti del GSPD [Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa], gli Europei di atletica paralimpica svoltisi a Berlino”, ha annunciato lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 26 agosto.

Il primo a far sventolare il Tricolore con la conquista dell’oro nel getto del peso nella misura 11.17, si apprende in dettaglio, è stato il ten col Giuseppe Campoccio, che ha siglato così l’ennesimo successo conquistato in quest’anno.

Un 2018 ricco di soddisfazioni per l’atleta cassinese, spiega la Difesa, che da poco ha ricevuto l’ambiziosa nomina dal suo comune di residenza come Ambasciatore dello Sport nel mondo.

Il caporal maggiore scelto Monica Contrafatto, medaglia di bronzo a Rio 2016 e argento a Londra 2017, è salita sul secondo scalino del podio vincendo l’argento nei 100 metri piani, registrando un tempo di 15.61.

Durante la loro permanenza a Berlino, l’Ambasciata e l’Uffico Militare italiano in Germania hanno incontrato e supportato gli atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.

I due militari hanno inoltre ricevuto i complimenti dal Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano.

“Ancora una volta si conferma l’importanza e l’efficacia dello dello Sport per il mondo della disabilità”, sottolinea il comunicato.

Il GSPD, costituito nel 2014 dopo un protocollo d’intesa tra il Ministero della Difesa e il Comitato Italiano Paralimpico, si sta consolidando sempre di più in scenari sportivi non solo nazionali ma anche internazionali.

Una delegazione composta da 17 atleti è pronta per partecipare agli Invictus Games, che si svolgeranno a Sydney il prossimo ottobre (link articoli in calce).

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa: il CaSMD gen Graziano e il ministro Trenta incontrano i massimi vertici politici del Libano

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, ha incontrato il 6 agosto scorso, a Beirut, il Comandante delle Forze Armate della Repubblica del Libano, il Generale Joseph Aoun.

Lo rende noto lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 6 agosto.

Nel corso dei colloqui, si apprende, i due alti ufficiali si sono confrontati sulla situazione della sicurezza nella regione e sui rapporti bilaterali tra le Forze Armate dei due Paesi.

“Le Forze Armate Libanesi – ha sottolineato il gen Graziano – rivestono un ruolo fondamentale per garantire il quadro istituzionale e la stabilità del Libano sia sul fronte interno sia nei confronti di minacce esterne.”

“Per questo motivo – ha continuato il Capo di SMD – oltre alla consistente partecipazione all’operazione UNIFIL, l’Italia schiera la Missione Bilaterale MIBIL, rivolta all’implementazione di programmi di formazione e addestramento a favore delle “Lebanese Armed Forces”.

Il gen Graziano ha inoltre sottolineato l’importanza di continuare a operare con la massima sinergia per conseguire il comune obiettivo di preservare la stabilità nell’area.

“Il gen Aoun – si legge dal comunicato stampa – ha ringraziato il prezioso apporto della Difesa per il Paese e in particolare ha rimarcato l’elevata professionalità dei militari italiani che svolgono, nell’ambito della missione bilaterale, compiti di formazione e addestramento a favore delle Forze Armate Libanesi con ottimi risultati”.

Il CaSMD, fa sapere la Difesa, sta accompagnando il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, nella sua prima visita ufficiale in Libano, durante la quale stanno incontrando i massimi vertici politici del Paese.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno assistito ieri, 7 agosto, alla cerimonia di cambio del Force Commander di UNIFIL, nell’occasione hanno salutato il contingente italiano.

Il gen Graziano è stato Force Commander e Head of Mission di UNIFIL per un mandato di tre anni dal 2007 al 2010, ricorda la Difesa.

Oggi, sono circa 1.100 gli uomini e le donne impegnati nel sud del Libano nella missione UNIFIL e 25 quelli che operano nell’ambito della Missione Bilaterale (MIBIL).

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Fonte e foto: PI SMD