Dario Ranieri

Rientro della brigata Taurinense dall’Afghanistan. Il saluto del CaSME, gen Graziano, che sollecita “coesione e ottimismo”

Ieri mattina, a Torino, il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, ha salutato gli alpini della brigata Taurinense, rientrati nei giorni scorsi dall’Afghanistan, alla presenza del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, del senatore Lucio Malan e dell’onorevole Giorgio Merlo, del presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, del sindaco di Torino, onorevole Piero Fassino, e del presidente dell’Associazione Nazionale degli Alpini, Corrado Perona.

Schierati in Piazza Castello c’erano i reparti che negli ultimi sei mesi hanno controllato il settore ovest dell’Afghanistan, il Regional Command-West (RC-W), impegnati nel delicatissimo processo di transizione per il passaggio di responsabilità della sicurezza e del controllo del territorio dalle forze ISAF (International Security Assistance Force) all’Esercito nazionale afgano, di previsto compimento nel 2014. Per la Brigata alpina Taurinense costituisce, pertanto, l’ultima missione prevista al comando dell’RC-W in Afghanistan.

Il generale Graziano, dopo aver ricordato i caduti e i feriti, ed espresso vicinanza ai loro familiari, ha voluto ricordare il caporalmaggiore Tiziano Chierotti, alpino della Taurinense caduto in Afghanistan il 25 ottobre scorso.

Il Capo di stato maggiore ha ringraziato il sindaco di Torino per la parole di elogio e supporto espresse ai soldati appena rientrati e ha aggiunto, rivolgendosi direttamente ai militari: “Le vostre attività hanno contribuito alla ricostruzione e alla sicurezza dell’Afghanistan, se l’area sotto la responsabilità italiana è probabilmente l’area in cui sono stati realizzati i maggiori progressi nel processo di transizione, questo è anche e soprattutto merito vostro, siate fieri di ciò che avete realizzato in questi ultimi sei mesi”.

Il generale Graziano ha poi ricordato che quest’anno ricorre l’anniversario della Guerra di Liberazione, “proprio in questa Città Medaglia d’Oro per quei fatti d’arme, per la Guerra di Liberazione, proprio la Taurinense, che fu tra i nuclei iniziali che cominciò la Guerra di Liberazione tanto sul fronte Jugoslavo quanto, con il battaglione Piemonte, nel Corpo Italiano di Liberazione nel 1943: c’è un legame profondo che lega questa Unità alla storia d’Italia e alla storia Repubblicana”.

Infine il generale Graziano ha sottolineato come “in questo momento è nostro dovere, come militari, saper mandare un messaggio di disciplina, coesione e di ottimismo, e dire al nostro Paese che può contare sulle sue Forze Armate, sul nostro impegno, sul nostro lavoro”.

Dallo scorso settembre alla fine di marzo, gli uomini e le donne della brigata alpina Taurinense, comandanti dal generale Dario Ranieri, hanno condotto centinaia di operazioni in partnership con la polizia e l’esercito afgani, che oggi guidano autonomamente l’80% delle operazioni.

Sul fronte dello sviluppo sono state realizzate numerose di infrastrutture di base, specialmente nel campo dell’istruzione con la costruzione di 13 scuole nei distretti remoti della provincia di Herat, per un totale di 120 aule che potranno ospitare in più turni fino a 8mila studenti di ambo i sessi.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Afghanistan, TOA all’RC-W di ISAF: la brigata alpina Taurinense cede alla Julia la guida del Regional Command–West a Herat

È avvenuto ieri, 24 marzo, a Herat il passaggio di consegne alla guida del Regional Command – West (RC-W) di ISAF (International Security Force Assistance) tra la brigata alpina Taurinense, comandata dal generale Dario Ranieri, e gli alpini della brigata Julia, al comando del generale Ignazio Gamba.

Alla cerimonia, svoltasi presso la base di Camp Arena, sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan, Luciano Pezzotti, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), generale statunitense James L. Terry, e il comandante delle Truppe Alpine, generale Alberto Primicerj, oltre alle massime autorità civili e militari locali.

Nel rivolgersi ai militari schierati, il generale Terry ha sottolineato il ruolo importante dell’RC-W nel sostenere i militari afgani, i quali “sono i veri protettori della popolazione”.

Il generale Graziano ha innanzitutto ricordato il sacrificio dei caduti in Afghanistan, auspicando al tempo stesso un pronto rientro in servizio dei militari rimasti feriti in missione. Il Capo di stato maggiore ha poi evidenziato come “lo sforzo del contingente italiano verso la stabilità e la ricostruzione stia producendo i suoi frutti, con il trasferimento entro l’anno della sicurezza alle forze di sicurezza afgane”. Prima di rivolgersi agli alpini della Julia, esortati a “non abbassare la guardia”, il generale Graziano ha ringraziato gli alpini della Taurinense con parole di elogio: “siate orgogliosi di ciò che avete fatto in Afghanistan”.

L’RC-W è uno dei sei Comandi regionali della coalizione multinazionale ISAF in Afghanistan e corrisponde alla regione occidentale del paese, nelle cui quattro province sono schierati oltre 5.500 militari di nove nazioni, 2.900 dei quali sono italiani.

Il mandato semestrale della brigata alpina Taurinense, conclusosi appunto ieri, si è sviluppato nell’ambito della transizione (transition, o inteqal in lingua locale), ovvero del graduale passaggio alle autorità politiche e militari afgane della leadership nel campo della governance e della sicurezza.

In quest’ultimo settore, le forze di sicurezza locali hanno recentemente raggiunto la soglia delle 30mila unità, triplicando la consistenza di tre anni fa e dotandosi di mezzi moderni e di un’organizzazione maggiormente efficiente. Tali progressi hanno permesso tra l’altro il passaggio della base operativa avanzata di Bakwa alle forze di sicurezza afgane, avvenuto lo scorso dicembre, e la riduzione del contingente italiano da 4mila a 2.900 unità.

Negli ultimi sei mesi è stata sancita l’assunzione della leadership sulla sicurezza in 31 dei 43 distretti della regione da parte dei militari afgani, i quali guidano oggi circa l’80% delle operazioni, in coordinamento con l’RC-W tramite appositi centri a livello regionale e provinciale.

Contestualmente le forze di RC-W sono passate da un ruolo attivo a uno di supporto, in particolare per quanto riguarda le capacità operative ancora in via di acquisizione da parte delle Forze afgane. In tale ottica, le unità di manovra sul terreno, originariamente denominate Task Force, hanno acquisito dall’inizio dell’anno il nome di Transition Support Units (TSU).

Nel quadro dell’evoluzione della missione ISAF, alle TSU si affiancano i team di Advisor che accompagnano le forze di sicurezza afgane in addestramento e in operazione. Inquadrati nell’RC-W a guida italiana operano oggi 38 nuclei denominati Military Advisor Team e Police Advisor Team, dei quali i 20 italiani appartengono a Esercito, Marina e Carabinieri.

Sul fronte dello sviluppo, i quattro Provincial Reconstruction Team (PRT) dell’RC-W, forniti da USA, Spagna, Lituania e Italia, hanno realizzato un numero consistente di progetti di assistenza in favore delle autorità e delle comunità locali in tutto il territorio della regione.

Il Provincial Reconstruction Team – CIMIC Detachment italiano ha operato nella provincia di Herat in sinergia con i piani di sviluppo locali, pianificando sedici progetti per l’anno in corso e inaugurando numerose infrastrutture di base. Il settore prioritario di intervento nel semestre della Taurinense si è confermato quello dell’istruzione, ambito nel quale si sono registrati i progressi più significativi nell’ultimo decennio.

Il PRT italiano ha inaugurato 13 scuole nei distretti più remoti della provincia di Herat, per un totale di 120 aule che potranno ospitare in più turni fino a 8mila studenti di ambo i sessi. La provincia di Herat si colloca al primo posto in Afghanistan per la percentuale di alunne rispetto ai coetanei maschi, mentre la locale università è la seconda più importante del paese e conta circa 11mila iscritti, di cui circa 4.500 ragazze.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: TOA al PRT-CIMIC, il colonnello Costigliolo cede il comando al collega Gionti

Il 19 marzo scorso il colonnello Aldo Costigliolo, del 1° reggimento artiglieria da montagna della brigata alpina Taurinense, ha ceduto la guida del Provincial Reconstruction Team – CIMIC Detachment (PRT) di Herat al colonnello Giuseppe Maria Gionti, che è affiancato da personale del 3° reggimento artiglieria da montagna di Tolmezzo, della brigata alpina Julia, e del Multinational CIMIC Group di Motta di Livenza, nonché da personale statunitense e sloveno.

La cerimonia è avvenuta alla presenza del comandante del Regional Command – West (RC-W), generale Dario Ranieri, del governatore di Herat, dottor Daud Saba, della procuratrice generale Maria Bashir e delle principali autorità civili e militari della regione ovest dell’Afghanistan.

Il PRT è l’unità militare che gestisce i progetti di sviluppo nella provincia di Herat coordinandosi con il ministero degli Affari Esteri, le autorità locali e le altre organizzazioni internazionali presenti. L’attività ha grande importanza per lo sviluppo dell’economia locale e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, elementi essenziali per la stabilizzazione del nuovo Afghanistan, soprattutto nell’attuale fase di transition caratterizzata dal passaggio di responsabilità nei settori della governance e della sicurezza dalle forze ISAF alle autorità politiche e militari afgane. Al fine di incoraggiare l’economia della provincia, tutti i lavori condotti dal PRT vengono appaltati a ditte afgane che impiegano manodopera locale, secondo il motto Afghan First.

A partire dal settembre 2012, quando il 1° reggimento artiglieria da montagna ha assunto la guida del PRT insieme a un’aliquota del Multinational CIMIC Group, l’unità ha portato a termine i 48 progetti previsti per il 2012 e, di comune accordo con le autorità governative afgane, formalizzato il Masterplan 2013 che definisce gli interventi previsti per l’anno in corso. Tra i progetti portati a termine, emergono per importanza 13 scuole per un totale di 120 aule scolastiche, dato che l’istruzione è il settore su cui il PRT ha investito di più fin dalla sua apertura nel 2005; 4 ambulatori e 2 foresterie per ospitare i parenti dei degenti; 2 ponti, oltre 5 chilometri di strade asfaltate e quasi 4 chilometri di fognature.

È stato dato impulso al settore agricolo con la realizzazione di un’area di mercato per la vendita di prodotti e di 2 impianti di irrigazione; nel campo della governance e sicurezza, il PRT ha curato la costruzione di una caserma dei vigili del fuoco, 2 edifici governativi a livello distrettuale e la ristrutturazione di altri sette.

Il PRT ha anche coordinato e indirizzato donazioni effettuate da amministrazioni pubbliche, fondazioni e associazioni italiane a scuole e istituti benefici di Herat. Sono state inoltre organizzate alcune iniziative a sfondo sociale all’interno e all’esterno della base Camp Arena, a Herat, tra le quali spiccano gli eventi dedicati alla vendita di prodotti artigianali realizzati da detenute e detenuti del carcere e da pazienti di alcuni istituti per anziani e disabili a Herat e provincia.

Il Masterplan 2013 prevede la realizzazione di 16 progetti indicati come priorità dalle autorità governative locali, di cui 5 nel settore dell’istruzione e 5 nella sanità pubblica. Ai nuovi progetti si aggiunge il continuo supporto alle strutture realizzate in questi otto anni di attività del PRT, tra cui risaltano l’ospedale pediatrico di Herat e il carcere femminile, ritenuto il modello del sistema penitenziario femminile afgano.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: il 3° reggimento alpini lascia la guida della Transition Support Unit Center di Shindand al 7° alpini

Nella base avanzata (FOB) La Marmora, a Shindand, nell’area di responsabilità italiana del Regional Command-West (RC-W) su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, si è tenuta oggi, 19 marzo, la cerimonia durante la quale il colonnello Andrea Bertocchi, comandante della Transition Support Unit Center (TSU-Center), ha ceduto il comando dell’unità al collega Stefano Mega.

La TSU – Center è l’unità che assiste e supporta le Forze di sicurezza afgane, sia Esercito che Polizia, nella provincia di Herat. Costituita su base 3° reggimento alpini di Pinerolo, e con il concorso di unità del 9° reggimento fanteria di Trani e del 32° reggimento genio guastatori di Torino, nel corso del proprio mandato ha vissuto un momento fondamentale nell’evoluzione della missione, come ricordato anche dal colonnello Bertocchi nel corso del suo discorso: il passaggio di responsabilità alle forze afgane (ANSF, Afghan National Security Forces), siglato lo scorso 20 febbraio, che rappresenta il culmine di sei intensi mesi di operazioni al fianco delle forze di sicurezza afgane.

Delle oltre 700 attività svolte dalla TSU, quasi 400 sono state sviluppate insieme alle ANSF e hanno consentito di incrementarne considerevolmente il grado di autonomia operativa, come dimostrano le operazioni condotte dall’Afghan National Army a livello brigata e battaglione. Queste ultime hanno consentito di arrestare numerosi ribelli e sequestrare armi, munizioni ed esplosivi, estendendo al tempo stesso il controllo delle forze di sicurezza alla difficile area di Toraghundi, valico di confine con il Turkmenistan, e al distretto di Shindand, l’area più critica della provincia di Herat.

La Transition Support Unit – Center, congiuntamente con le Forze di sicurezza afgane, ha inoltre garantito una costante presenza su tutta l’area di responsabilità garantendo la libertà di movimento sulle principali vie di comunicazione e la sicurezza della popolazione. Attività grazie alle quali, come ha ricordato il colonnello Bertocchi ringraziando tutti gli uomini e le donne al suo comando per lo straordinario lavoro svolto, si è sviluppato un proficuo rapporto professionale con le Forze di sicurezza afgane, creando i presupposti per la transizione della sicurezza nella provincia di Herat, avvenuta, appunto, a febbraio.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: a Farah le forze afgane assumono la leadership di sei distretti, quattro a confine con l’Iran

Prosegue il processo della transition di ISAF, ovvero il passaggio di responsabilità di territorio e operazioni dalle forze alleate alle forze afgane, definito anche transizione o, in lingua locale, inteqal.

Lo scorso 17 marzo, nella base italiana di Farah, la provincia più meridionale dell’area di responsabilità italiana in Afghanistan, il Regional Command-West (RC-W) ISAF su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, è stato siglato il documento che ha sancito il trasferimento della responsabilità della sicurezza alle forze di sicurezza afgane in sei distretti della provincia più a sud dell’area di responsabilità italiana.

Il colonnello Riccardo Cristoni, comandante della Transition Support Unit South, l’unità su base 9° reggimento alpini che assiste il processo di transizione nella provincia di Farah, ha siglato l’atto formale insieme ai rappresentanti della 2^ brigata dell’Esercito Afgano, al comandante provinciale della Polizia e al vice comandante della Polizia di frontiera.

Dopo il passaggio di responsabilità di sedici distretti della provincia di Herat, avvenuta a Shindand lo scorso mese, anche nella provincia di Farah le forze afgane avranno la leadership in sei importanti distretti, quattro dei quali al confine con l’Iran, cui si aggiungono quelli del capoluogo e di Shewan.

Il traguardo raggiunto domenica scorsa si è basato sul lavoro dei team di advisor italiani che operano quotidianamente a fianco dell’esercito e della polizia locali per accrescere la loro autonomia operativa, oltre che sull’assistenza sul campo da parte delle unità del 9° reggimento alpini e dai vari assetti specialistici presenti a Farah che sostengono le forze afgane nel corso delle operazioni.

Il ruolo italiano di supporto si sta attualmente esplicando negli ambiti in cui le forze di sicurezza afgane stanno progressivamente sviluppando le proprie capacità: evacuazione medica, assetti aerei e di contrasto alla minaccia degli ordigni rudimentali, che colpiscono in modo particolare la popolazione inerme.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF Herat: cambio al vertice della Task Force Fenice dell’AVES, il col Annigliato cede il comando al collega Adiletta

Si è svolta sabato 16 marzo scorso, nella base di Camp Arena a Herat, la cerimonia che ha visto il colonnello Salvatore Annigliato cedere al colonnello Luigi Adiletta il comando della Task Force Fenice, l’unità dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) da cui dipendono gli elicotteri in forza al Regional Command – West (RC-W) di ISAF, il comando a guida italiana che opera nell’area occidentale dell’Afghanistan, attualmente su base brigata alpina Taurinense al comando del generale Dario Ranieri.

La Task Force Fenice, appositamente costituita per il teatro operativo afgano, è alimentata da personale del 1° reggimento AVES Antares di Viterbo, del 5° reggimento AVES Rigel di Casarsa della Delizia e del 7° reggimento AVES Vega di Rimini.

Composta da un Task Group di volo, denominato Aviation Battalion, da un Task Group di sostegno tecnico e da uno Squadrone di supporto logistico, la Task Force impiega elicotteri CH 47 Chinook, NH 90 e A129 Mangusta.

Con i Chinook e gli NH90 l’unità svolge, nel teatro operativo afgano, missioni di trasporto e sostegno logistico delle forze (combat support e combat service support ) e, attraverso l’impiego di un apposito team, composto da medici e infermieri provenienti dal policlinico militare del Celio e da reparti AVES con specifiche abilitazioni, è anche in grado di effettuare missioni di evacuazione aerea d’urgenza dei feriti.

Gli elicotteri da combattimento A129 Mangusta, invece, forniscono il supporto aereo ravvicinato (close air support) di scorta per le truppe al suolo e per le forze speciali durante le missioni più rischiose e delicate.

Le suddette capacità, nonché la possibilità di elitrasportare una piattaforma di armamento e rifornimento mobile (Jump FARP, Forward Arming and Refuelling Point), conferiscono alla Task Force Fenice una elevatissima autonomia e flessibilità e ne fanno una componente indispensabile del contingente italiano in Afghanistan, tanto che, dallo scorso mese di settembre, sotto la guida del colonnello Annigliato, gli elicotteri dell’Esercito hanno effettuato oltre 1.700 missioni operative, per un totale di circa 2.250 ore di volo.

Nel suo discorso di commiato, il colonnello Annigliato, comandante del 7° reggimento Aviazione Esercito Vega, ha ringraziato i suoi uomini e le loro famiglie per i sacrifici sostenuti e ha dedicato i traguardi raggiunti dall’unità, dalla sua costituzione a oggi, a tutti coloro che per offrire un futuro migliore al popolo afgano hanno dato la propria vita.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: ribelli consegnano le armi alla polizia di Shindand, merito anche della Transition Support Unit del 3° reggimento alpini

Il Comando della Polizia di Shindand, nell’Afghanistan occidentale, area di responsabilità italiana della missione ISAF, è stato sede di due cerimonie che hanno visto nei giorni scorsi la deposizione delle armi da parte di trentacinque ribelli, nell’ambito del programma di reintegrazione che prevede il reinserimento di chi rinuncia formalmente all’opposizione armata al governo di Kabul tramite aiuti, in primo luogo di tipo economico.

Nel corso delle cerimonie, alle quali hanno partecipato le più alte cariche governative del distretto di Shindand e i rappresentanti delle Forze di sicurezza afgane (ANSF), i trentacinque reintegrati hanno pubblicamente proclamato la propria lealtà al governo, dinanzi ai membri delle rispettive comunità di appartenenza.

Alla reintegrazione ha contribuito anche la Transition Support Unit Center, l’unità su base 3° reggimento alpini di stanza a Shindand, inquadrata nel Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata alpina Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, che assiste le autorità e le Forze di sicurezza della provincia di Herat e che ha fornito generi di prima necessità, donati poi dalle autorità locali alle comunità dei trentacinque reintegrati.

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Afghanistan, RC-W ISAF Herat: la Task Force Genio valida i team EOD del 207° Corpo dell’Esercito Afgano

La Task Force Genio italiana di stanza a Herat, operativa nell’ambito del Regional Command-West (RC-W) ISAF su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, ha appena validato i team del 207° Corpo dell’Esercito Afgano specializzati nella neutralizzazione degli ordigni esplosivi rudimentali e dei residuati bellici.

I team, validati in collaborazione con i Military Advisor Team italiani e una Task Force statunitense, sono denominati EOD (Explosive Ordnance Disposal) e verranno ora assegnati alle unità del genio locali che operano nella regione occidentale dell’Afghanistan, con il sostegno delle forze del’RC-W.

L’addestramento dei team EOD afgani è cruciale in un paese dove, secondo statistiche delle Nazioni Unite, nel 2012 si sono verificate 782 esplosioni di ordigni rudimentali che hanno provocato la morte di 868 persone e il ferimento di altre 1.663, in massima parte civili. Il trend risulta tuttavia in diminuzione del 12% rispetto all’anno prima, anche grazie al potenziamento delle capacità di contrasto alle trappole esplosive da parte dell’Esercito Afgano, che nella regione occidentale ha neutralizzato oltre 600 ordigni negli ultimi dodici mesi, e alle campagne di informazione svolte dalle forze di sicurezza afgane con l’ausilio del 28° reggimento comunicazioni operative di Pesaro.

I team validati, costituiti da militari specializzati e dotati di equipaggiamento di ultima generazione, vanno ad aggiungersi ai sette già in attività nella regione e verranno presto raggiunti da ulteriori cinque team, per un totale di 19, destinati a operare in modo indipendente o con analoghi assetti italiani.

Il percorso formativo degli operatori afgani prevede un primo periodo di addestramento alla Scuola del Genio di Mazar-e-Sharif al termine del quale gli allievi artificieri vengono assegnati ai diversi Corpi dell’Esercito Afgano per le fasi di pre-validazione e di validazione conclusiva.

A questa seconda fase partecipano i genieri del 32° reggimento guastatori della Taurinense di stanza a Torino, comandato dal colonnello Ovidio Esposito, che, oltre a validare i team IEDD, nei mesi scorsi ha contribuito insieme al Military Advisor Team alla formazione di 80 istruttori responsabili, a loro volta, di corsi di base sugli ordigni esplosivi rudimentali in favore di oltre 400 colleghi, secondo il concetto train the trainer.

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Afghanistan, RC-W ISAF Herat: italiani ristrutturano il palazzetto dello sport Taraqi Park, inaugurazione con le ragazze del taekwondo

Ha riaperto al pubblico il palazzetto dello sport Taraqi Park di Herat, nell’Afghansitan occidentale. Merito della ristrutturazione appena eseguita sulla base di un progetto del contingente italiano, realizzato dal Provincial Reconstruction Team (PRT) – CIMIC Detachment, l’unità militare che assiste lo sviluppo socio-economico della provincia nell’area di responsabilità italiana di ISAF, il Regional Command-West (RC-W) attualmente su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri.

I lavori di posa del nuovo pavimento in parquet e il miglioramento delle tribune sono stati completati in 45 giorni da ditte locali, consentendo a migliaia di giovani di praticare diverse discipline sportive. Al taglio del nastro hanno presenziato il vicegovernatore della provincia di Herat, Assiluddin Jami, e il colonnello Aldo Costigliolo, del 1° reggimento Artiglieria da montagna della brigata Taurinense, comandante del PRT.

In occasione dell’inaugurazione si è tenuta una grande esibizione da parte delle società sportive giovanili di Herat, davanti a un pubblico numeroso che ha applaudito in modo particolare le rappresentative femminili di taekwondo, disciplina che ha regalato all’Afghanistan due bronzi olimpici, a Pechino 2008 e a Londra 2012. Tra i presenti all’evento anche Nesar Ahmad Bahawi, medaglia d’argento ai mondiali di Pechino nel 2007.

Nel capoluogo della regione occidentale dell’Afghanistan la pratica di pallavolo, calcio, cricket, badminton e delle arti marziali ha conosciuto un notevole incremento negli ultimi anni, specie in campo femminile. Il taekwondo risulta essere molto diffuso: la federazione locale conta attualmente 3.000 iscritti, di cui 250 sono ragazze.

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Fonte: RC-W ISAF

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Afghanistan, RC-W ISAF Herat: cambio al vertice della Joint Task Force C4, unità fondamentale per le comunicazioni. Foto

Si è svolta ieri, 13 marzo, a Camp Arena, nella base del Regional Command–West (RC-W) di ISAF a Herat, il comando a guida italiana che opera nell’area occidentale dell’Afghanistan attualmente sotto la guida del generale Dario Ranieri, la cerimonia che ha visto il tenente colonnello Davide Pilatti, del 232° reggimento Trasmissioni di Avellino, cedere al tenente colonnello Antonio Alessandro Valzano, dell’11° reggimento Trasmissioni di Civitavecchia, il comando della Joint Task Force C4 (JTFC4), l’unità responsabile delle comunicazioni.

Il tenente colonnello Valzano è il comandante del battaglione Tonale, l’unità che costituisce da oggi l’ossatura della JTFC4, integrata da personale del 1° reggimento Trasmissioni di Milano e da assetti specialistici dell’Aeronautica Militare e del 33° reggimento di Treviso.

La Task Force è responsabile delle comunicazioni all’interno dell’RC-W e dei collegamenti tra quest’ultimo e l’Italia. È strutturata su un comando battaglione sito a Camp Arena e tre compagnie dislocate rispettivamente nel compound di Camp Arena, in supporto delle strutture di comando e controllo di RC-West, nelle basi operative avanzate La Marmora, di Shindand, e Dimonios, di Farah, con un distaccamento nella base Tobruk di Bala Boluk.

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Fonte: RC-W ISAF

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