Mag 28, 2011
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Non si fa e, soprattutto, non si dice

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NIENTE SESSO, SIAMO CANADESI

By Cybergeppetto

Due genitori canadesi hanno fatto un figlio e vogliono che decida da solo quale dovrà essere il suo orientamento sessuale, perciò hanno deciso di non rivelare il sesso del nascituro.

Il neonato, per ora, se ne fotte, gli basta mangiare – dormire – cagare e sta a posto, a quattro mesi non puoi porti degli interrogativi che gli intellettuali non osano porsi nemmeno a novant’anni, dopo una vita di tentativi infruttuosi.

Presto o tardi, però, questo apolide sessuale incomincerà ad avere un’interazione più sofisticata con l’universo mondo. Interrogativi tipo “a che serve Papà/Mamma?” oppure, peggio, “che differenza c’è fra voi due? Perché non siete uguali?” potrebbero essere elaborati dall’ego cognitivo dell’infante.

Si tratterà di elaborare una strategia comunicativa che illustri i “cosa” senza stabilire il “come”, un po’ come i politici che ti dicono subito “cosa” vogliono fare per te, ma si scordano di dirti “come” lo faranno e soprattutto “dove” troveranno i soldi per farlo.

Durante questa estenuante campagna elettoral-asessuale i premurosi genitori dovranno, inoltre, spiegare al minore sesso–esente che il genere non è un fatto importante e che eventuali decisioni potranno essere demandate ad un’età successiva a quella puberale.

Questo gioco al massacro ruota intorno alla perspicacia della figliolanza post sessuale che si vuole costruire, se il neo-genito è un fesso, non ci sono problemi, si berrà qualsiasi cosa come certi cittadini in campagna elettorale. Laddove la prole asessuanda fosse dotata di un pizzico di malizia e/o di furbizia le conseguenze potrebbero essere pesanti.

Se dal limbo sessuale provenisse la domanda: “Che ci faccio con questo coso (o questa cosa)?”. Una risposta del tipo “Ne parleremo quando sarai più grande…” potrebbe generare una replica del tipo: “Ma se lo/la usano tutti in continuazione …. perché solo io devo fare il pirla?”. Bel progresso abbiamo fatto, da quando i genitori non ne parlavano e demandavano ad autorevoli pubblicazioni periodiche l’informazione sui congressi carnali.

Bei tempi quelli dell’oscurantismo religioso, lo facevano tutti e non lo diceva nessuno, poi arrivò la liberazione sessuale e tutti ne parlavano, ma si faceva sempre meno. Stiamo entrando trionfanti nell’era in cui, se va bene, solo chi va all’Università potrà capire certi misteri lussuriosi.

Non si fa e non si dice? Intanto non si dice e poi lo fa solo chi ci riesce? Un vantaggio c’è, bisogna ammetterlo, una volta i genitori dovevano spiegare tante, troppe cose ai loro pargoli.

Ora se non gli devono dare un’educazione religiosa, un’educazione sessuale, se non devono plagiarli con le loro idee politiche, se non devono indirizzarli ad una carriera, beh, è evidente, il mestiere di genitore diventa tutto in discesa.

Basterà affidarli al MINCULPOP di turno e finalmente ci si potrà liberare di quelle piccole pesti che piangono, che urlano, che spaccano la mobilia e che non ci fanno vedere il nostro reality preferito…. una liberazione!

Cybergeppetto

p.s. Strauss Kahn da piccolo chiede al papà alcune informazioni sul suo pisellino: “Papà! Che ci faccio con questo qui?”  “Figliolo – risponde bonariamente il genitore – lo puoi mettere in un sacco di buchi, ma datti una regolata e spera che anche gli altri facciano altrettanto”.

La foto  è tratta dal sito di Donna Moderna

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Inchiostro antipatico