esercitazione militare

Brigata Pinerolo in Spagna: scenario warfighting per i 450 militari nella Toro 2019

“Con la fine delle operazioni di sbarco e l’avvio delle prime attività logistiche-addestrative di integrazione presso il Centro Addestrativo Nazionale (CENAD) nell’area di San Gregorio in Saragozza, è terminato lo schieramento per l’esercitazione ‘Toro 2019’, che vedrà impiegati assetti della Brigata Pinerolo e l’82° Reggimento fanteria Torino al fianco dei colleghi della Brigata Aragon I dell’Esercito Spagnolo, sotto TACON (controllo tattico) della Divisione Castillejo.

È la stessa Brigata a darne notizia con un comunicato stampa odierno.

Scopo principale di questo importante evento addestrativo è quello di perfezionare il livello d’integrazione delle Unità e testare l’interoperabilità dei servizi e sistemi di comando e controllo italiano (SIACCON ADV) e spagnolo (SIMANET) attraverso il Military Interoperability Program (MIP), al fine di consentire la visione della Common Operational Picture alle unità italiane e spagnole affinando sia le procedure da attuare nei posti Comando che le procedure d’impiego delle unità.

La Toro 2019 rappresenta un importante banco di prova per la complessa stesura di accordi tecnico-logistico-amministrativi tra le parti resisi necessari per la fase, appena terminata, di deployment e di redeployment degli assetti schierati oltre frontiera.

L’esercitazione, sulla base accordi bilaterali e un’intensa attività di cooperazione e di amicizia tra i due Paesi, terminerà con una livex di Gruppo Tattico, si apprende, con l’impiego di una Task Force pluriarma e Posto Comando che opereranno in maniera integrata in uno scenario di tipo war-fighting.

La Toro 2019 vedrà operare sul terreno per circa 20 giorni 450 militari dell’Esercito Italiano affiancati da soldati spagnoli della Brigata Aragon I con l’impiego di VBM Freccia, VBM Freccia porta mortaio da 120 mm, VTLM Lince, VTMM Orso, Obici FH70, oltre ad assetti di Force Protection e sorveglianza del campo di battaglia.

Nei prossimi giorni, conclude il comunicato, avranno inizio le prime attività esercitative e di amalgama tra i reparti italiani e spagnoli che vedranno protagonisti i militari della Pinerolo inseriti in un intenso ciclo addestrativo.

Fonte e foto: Brigata Pinerolo

Una Acies 2019, media day: giornalisti protagonisti di un addestramento nell’addestramento

“È tutto reale… è tutto vero… non c’è niente di inventato… niente di quello che vedi nello show è finto… è semplicemente controllato”. Quasi un Truman Show. Sì, perché lo scenario dove ti trovi è un’esercitazione a fuoco vera, tra tank che sparano e ordigni insidiosi tra le sterpaglie, ma tutto si svolge in una cornice di totale sicurezza, come lo stesso project officer ricorda giustamente a ogni passaggio.

Tutto è sotto controllo. Dall’esplosione sotto un VM a dieci metri dalla tua videocamera, con tanto di nemici cattivi che ne estraggono la radio mentre i buoni restano storditi con la testa a penzoloni sul cruscotto, al volo tattico in CH per arrivare al poligono, dove tre PZH 2000 sparano granate che da vicino diventano un tonfo sordo nello stomaco. Intanto i fucilieri si gridano gli ordini per procedere verso l’obiettivo e neutralizzare il nemico che occhieggia sulle colline sotto forma di una sagoma bianca.

È il media day dell’esercitazione Una Acies 2019, che ha visto una ventina di giornalisti sul campo tra i militari in esercitazione. Insolita davvero questa situazione voluta appositamente dagli organizzatori: “Ho scelto di farvi il briefing introduttivo qui per non annoiarvi tra le quattro mura di un ufficio – spiega il generale Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT) – le slide le potrete seguire da là”. E indica un maxischermo in fondo al campo dove siamo stati accompagnati e dove a breve, poco distante, sarebbe stato individuato un ordigno esplosivo improvvisato.

“La presenza dei giornalisti all’interno di ‘Una Acies’ è fondamentale per garantire la massima trasparenza all’attività stessa”, dichiara il Comandante. “Inoltre – ci svela a breve – la vostra presenza diventa molto importante ai fini dell’esercitazione perché siete voi stessi una risorsa addestrativa inconsapevole”. 

“Durante i percorsi organizzati in questo Media Day – continua il gen Fungo nel briefing inaspettatamente campale – voi operatori della comunicazione avrete l’opportunità di entrare a contatto con i nostri frequentatori, situazione in cui il personale in addestramento si troverà spesso nell’adempimento delle rispettive missioni future. I nostri militari interagiranno con professionisti della pubblica informazione mettendo in pratica le capacità apprese”.

Una Acies, un’unica schiera. È il motto dell’Accademia Militare di Modena ed è anche il nome di una serie di esercitazioni militari annuali che coinvolgono, quest’anno, più di 1.400 Allievi degli istituti di formazione dell’Esercito, provenienti dalla Scuola di Applicazione di Torino, dall’Accademia Militare di Modena, dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, dalla Scuola Militare Nunziatella e dalla Scuola Militare Teuliè.

“Qui formiamo soldati”, sottolinea il gen Fungo. “Grazie al modulo addestrativo Una Acies, marescialli, allievi dell’Accademia, ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione e allievi ufficiali delle Scuole Militari, si addestrano insieme per testare le proprie capacità individuali all’interno di una squadra”.

E alla fine delle attività, che durano cento giorni, anche una gara conclusiva, la Gara dei plotoni: chi vince il trofeo Una Acies si aggiudica la competizione annuale più coinvolgente degli istituti di formazione. Tra le prove finali, anche “il trasporto di un simulacro di tronco da 180 chili, trasportato da otto persone su un circuito di 1.800 metri: chi prima arriva, vince il trofeo Una Acies”, spiega il tenente colonnello Pasquale Cersosimo, il project officer dell’esercitazione.

Intanto sul campo del briefing con il Comandante, dopo la messa in sicurezza dell’area in cui è stato ritrovato l’ordigno (IED, in “militarese”, che sta per Improvised Explosive Device), e dopo che il drone proprio sopra la tua testa viene intercettato e messo fuori uso da quelli che credi essere ragazzini al computer con i loro videogame – e invece sono esperti informatici che eludono attacchi cyber, ecco che ti viene fatto il controllo degli zaini e ricevi la carta di imbarco. Al poligono si va in elicottero, con il CH-47F dell’Aviazione dell’Esercito (AVES). Pronti al volo? Briefing di sicurezza prima di salire la rampa e poi via, verso il poligono di Monte Romano.

Qui capisci cosa sia l’artiglieria quando spara. Anche se hai le cuffie dell’elicottero – “caution! hearing protection required!” – lo capisci lo stesso molto bene.

Tra gli equipaggi che scendono dai PZH 2000 dopo i tiri, pronti per essere intervistati, si schierano anche gli istruttori. “Senza di loro, senza gli uomini – sottolinea il gen Fungo – il PZH sarebbe solo un pezzo di ferro”.

E ti rendi conto che in cinque settimane di addestramento un carro diventa un giocattolo nelle mani di questi specialisti: “apri il comparto delle cariche di lancio – ti spiegano dentro il mezzo, dove non si soffre di claustrofobia e neanche per i fumi degli spari – inserisci il modulo, chiudi l’otturatore, dai il consenso al fuoco e poi non rimane altro che premere il pulsante e il proietto parte”. Sì, insomma, sembra un gioco da ragazzi: la tranquillità e la precisione di questi militari è sicuramente la cifra della validità della formazione impartita.

Se non ti è chiaro dove arrivino i colpi e che effetto facciano, c’è la visita all’osservatorio. Una bellissima vista sulle colline del Viterbese, con gli ulivi sullo sfondo e il frinire delle cicale nei 30 gradi di luglio: è qui che si apre la vetrata dell’osservatorio militare che controlla l’arrivo e l’esplosione dei colpi sparati da qualche chilometro più in là. Monitor, annunci che sembrano messaggi in codice, mappe, tabelle e manuali di tiro. Da qui passa tutta l’attività che viene svolta in poligono, con l’ausilio di una centralina (SAO, stazione acquisizione obiettivi) che rileva le coordinate con estrema precisione, come spiegano nel dettaglio gli stessi soldati esercitati.

C’è giusto il tempo per stupirsi dell’attività dei panificatori della Scuola di Commissariato di Maddaloni, posizionati con i loro forni campali dietro all’osservatorio, prima di una shakerata in CH verso la Scuola di Fanteria di Cesano.

Ma la vera sorpresa, più che il volo tattico sulla campagna romana, è l’arrivo del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, direttamente sul campo di esercitazione del Centro Addestramento Tattico (CAT) di Cesano mentre i soldati si stanno esercitando con il programma SIAT (Sistema Integrato Addestramento Terrestre) nella fase live. Mezzi, munizioni e soprattutto soldati reali in una simulazione che puoi seguire su uno schermo con una cocacola nel bicchiere: gli obiettivi colpiti, siano uomini o mezzi, ti compariranno in fiamme sul monitor, mentre ogni soldato ha un nome e si muove in modo fluido nello schermo.

E qui il dilemma: ma non sarà conveniente utilizzare esclusivamente la simulazione per esercitare i militari piuttosto che armi e carburanti?

“Questa è una delle 26 aree che rientrano nelle Caserme Verdi”, spiega il gen Farina, facendo riferimento a un progetto che riguarda uno sviluppo innovativo teso a rinnovare in venti anni il patrimonio immobiliare dell’Esercito, realizzando basi militari di nuova generazione destinate a razionalizzare i costi di manutenzione.

Ma non vanno confuse l’attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente, costantemente ribadite anche dalla condotta delle attività esercitative, con la necessità di mettersi alla prova con esercitazioni a fuoco: l’ausilio della simulazione virtuale è certo conveniente e green, ma il coinvolgimento psicologico è da provare sul campo, tra i botti degli spari.

Se ne ha una prova nell’assistere alle dimostrazioni di MCM, il Metodo di Combattimento Militare che mutua dalle arti marziali prese e proiezioni di attacco e difesa.

Il fattore psicologico viene esercitato e messo alla prova costantemente nella fase di esercitazione, soprattutto nella livex. Le stesse caratteristiche del programma Forza NEC – Soldato Sicuro, pur con tutti gli assetti ipertecnologici, fanno affidamento e si basano proprio sul fattore umano.

Quello stesso fattore su cui ha puntato il gen Fungo nel media day della Una Acies, mettendo i giornalisti a contatto con i militari esercitati nel luogo dell’esercitazione: “Avrebbe potuto andare bene, ma anche male. Invece oggi è andato tutto benissimo”.

“Voi giornalisti siete stati i protagonisti di un addestramento nell’addestramento che non potremmo avere altrimenti”.

PC

Difesa, esercitazione interforze Mangusta 2018: Folgore, Tuscania e parà statunitensi impegnati in Toscana con assetti AVES e Aeronautica

Oltre mille Paracadutisti della Folgore con unità specialistiche e operative dei Carabinieri Paracadutisti del reggimento Tuscania, specialisti delle trasmissioni e della guerra elettronica, nuclei cinofili, assetti dell’Aeronautica Militare e unità di Paracadutisti statunitensi hanno concluso con successo l’esercitazione multinazionale e interforze Mangusta 2018, che si è svolta nelle aree addestrative della Toscana, ha fatto sapere oggi, 6 dicembre, lo stato maggiore della Difesa.

La “Mangusta”, tradizionale esercitazione della brigata Paracadutisti Folgore, ha previsto la contrapposizione sul campo di due unità avversarie per testare le capacità acquisite dai propri paracadutisti nella concezione e nella conduzione delle operazioni, a seguito di aviolancio, in ambienti operativi non permissivi per la conquista e la tenuta di posizioni strategiche e per consentire l’afflusso delle Forze Alleate in uno scenario di crisi, spiega in dettaglio la Difesa.

L’esercitazione ha simulato l’immediato intervento della NATO con l’invio di un contingente multinazionale che ha conquistato l’aeroporto occupato da forze ostili con l’aviolancio di una prima aliquota impegnata in una “Forcible Entry Operation”, ovvero un’operazione avioportata che ha lo scopo di preparare il terreno per l’ingresso in area operativa dei successivi scaglioni di forze.

Questa fase dell’esercitazione ha visto mettere in campo tutte le risorse sia in termini di attività difensive che offensive, anche tramite l’impiego delle unità specialistiche del reggimento Paracadutisti Genio Guastatori, nonché nelle più tipiche delle attività della Folgore, spiega il comunicato, “ovvero l’interdizione e la contro-interdizione d’area mirate al massimo controllo del territorio”.

L’infiltrazione dei Paracadutisti della Folgore è avvenuta tramite aviolanci con la tecnica della caduta libera e della navigazione aerea a paracadute aperto e mediante l’impiego di battelli per le infiltrazioni via mare.

Durante l’intera esercitazione si sono susseguite attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire e per consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno tramite l’impiego di velivoli sia ad ala fissa che ad ala rotante dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) e dell’Aeronautica Militare, volte a implementare la capacità di proiezione dall’aria delle Forze Armate Italiane.

Di fondamentale importanza, conclude la Difesa, il ruolo svolto dalle unità dei nuclei cinofili impiegati con i propri cani per il controllo del territorio, oltre che dagli assetti delle trasmissioni e della guerra elettronica che hanno giocato un ruolo fondamentale anche con le attività di ingaggio radar verso gli assetti di volo sia italiani che statunitensi.

L’esercitazione rappresenta un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate straniere e di massimizzazione del valore addestrativo per via del realismo dello scenario e per l’impiego dei vari assetti specialistici nazionali e internazionali, spiega la Difesa, senza trascurare l’aggiornamento delle capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità.

Oltre ai reparti della brigata Paracadutisti Folgore, si apprende, hanno partecipato all’esercitazione: l’Aeronautica Militare con la 46° Brigata Aerea, l’ Arma dei Carabinieri con 1° reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania e il nucleo cinofili di Firenze, l’ Aviazione leggera del’Esercito con 7° reggimento Vega e 1° reggimento Antares, il reggimento Granatieri di Sardegna, 33° reggimento Guerra Elettronica, 13° battaglione Aquileia, Centro Militare di Veterinaria, 11° reggimento Trasmissioni, 16° Airwing, 121° reggimento Artiglieria Controaerei,  e le unità statunitensi della 1-91 CAV, US AIR National Guard.

Fonte e foto: PI SMD

COMFOTER SPT, esercitazione Atlante 2018: la presentazione oggi a Verona da parte del Comandante, gen Tota

Oggi, giovedì 6 dicembre, con una conferenza stampa alle 12.00, al Centro Polifunzionale Manuel Fiorito, in Via Golino 41, Borgo Roma – Verona, il Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT), Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota, presenta l’esercitazione Atlante 2018.

È lo stesso COMFOTER SPT a darne notizia.

La Atlante 2018 vede impegnati circa 1.800 militari dipendenti dal COMFOTER di Supporto di Verona, dispiegati in diverse regioni italiane, esercitati su una situazione militare convenzionale e una situazione di emergenza civile.

Le componenti dipendenti dal COMFOTER di Supporto di Verona (Artiglieria, Genio, Artiglieria Controaerei, Trasmissioni, Informazioni tattiche, Trasporti e Materiali) sviluppano la capacità di cooperare tra di loro e con le istituzioni civili, conclude il COMFOTER SPT nel suo comunicato.

Fonte: COMFOTER SPT

Foto: Esercito Italiano

Marina: nave San Giusto in Atlantico per la Gruflex 2018, esercitazione aeronavale concomitante al 20° anniversario SIAF/SILF

È in corso di svolgimento fino al 23 novembre 2018, nelle acque dell’Oceano Atlantico, l’esercitazione aeronavale GRUFLEX 2018 (Grupo de la Flota Exercitacion 2018) organizzata e condotta dalla Marina Spagnola alla quale, oltre ad assetti statunitensi e portoghesi, partecipa anche la nave da sbarco anfibio San Giusto della Marina Militare Italiana con a bordo elicotteri, un battaglione di rinforzo di 230 fucilieri di Marina e mezzi della Brigata Marina San Marco.

È la stessa Forza Armata a darne notizia oggi, 15 novembre.

Quest’anno l’esercitazione si svolge in concomitanza con il 20° anniversario dell’attivazione della Forza Anfibia e della Forza da Sbarco italo-spagnola Spanish Italian Amphibious Force/Spanish Italian Landing Force (SIAF/SILF), evento celebrato negli scorsi giorni in porto a Rota (Spagna).

Fonte e foto: Marina Militare

Scuola Sottufficiali Esercito: il XXI corso Esempio conclude le esercitazioni di tiro, orienteering e topografia

Si è concluso il ciclo di addestramento organizzato per gli Allievi Marescialli del XXI corso Esempio, che dal 23 al 25 ottobre 2018 hanno svolto esercitazioni di tiro, orienteering e topografia, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali dell’Esercito con un comunicato stampa del 26 ottobre.

Presso il poligono di Pian di Spille, in particolare, ha avuto luogo l’addestramento al tiro.

In questa fase sono state svolte lezioni di tiro con arma individuale di tipo statico finalizzate all’acquisizione della capacità di intervenire rapidamente ed efficacemente in condizioni di stress fisico operando in piena sicurezza, spiega la Scuola.

Peculiare il raggiungimento di importanti obiettivi addestrativi, quali l’acquisizione della conoscenza approfondita dell’arma in dotazione, la padronanza delle tecniche di puntamento con le valutazioni sulla giustezza e sulla precisione del tiro, la capacità di assumere le corrette posizioni durante l’esecuzione del fuoco.

Sui Monti Cimini, nel Viterbese, si è svolta l’esercitazione di orienteering e topografia.

Dopo l’iniziale preparazione topografica gli allievi, suddivisi in team, hanno iniziato l’attività lungo un percorso di circa 8 chilometri, nell’area della Palanzana: muniti di bussola e carta topografica, hanno proceduto alle determinazioni topografiche necessarie per il riconoscimento degli itinerari durante la navigazione in ambiente montano e boschivo.

Le attività si sono svolte, sotto il controllo del col Cristian Margheriti, Comandante del Reggimento Allievi Marescialli, nell’ambito di una adeguata cornice di sicurezza garantita dal personale della linea di comando, costituita da ufficiali e marescialli provenienti dai reparti operativi dell’Esercito Italiano e dagli assetti logistici (trasporti e sanità) forniti dal Reparto Supporti dell’istituto di formazione militare viterbese.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con specializzazione Sanità. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

AVES, conclusa la CAEX II 2018: 530 le unità in addestramento, 20 elicotteri e 2 aerei, con diversi sistemi d’arma

L’Aviazione dell’Esercito (AVES), dopo due settimane di intenso addestramento, ha concluso il 26 ottobre scorso l’esercitazione CAEX II 2018 (Complex Aviation Exercise).

È la stessa AVES a darne notizia con un comunicato stampa del 26 ottobre.

L’esercitazione aveva come obiettivo addestrare e validare 2 task group a premessa del loro impiego operativo, verificare le capacità di integrazione tecnico/operativo/logistiche di tutte le unità dell’Aviazione dell’Esercito e mantenere costantemente approntato un assetto di livello Task Group per rispondere in tempi rapidi a eventuali emergenze di Forza Armata.

Dopo una prima settimana di pianificazione e amalgama a Viterbo, la CAEX II 2018 ha visto lo svolgimento di tre atti tattici a fuoco su tre obiettivi, con l’impiego di tutti gli assetti AVES e di alcune componenti terrestri, in Sardegna.

Un aviolancio del plotone esplorante di paracadutisti e l’inserzione di un team Raven, nel tardo pomeriggio dello scorso mercoledì, ha permesso l’acquisizione di informazioni dell’area di interesse, grazie alle quali è stato possibile pianificare l’azione della Task Force Angel.

Giovedì mattina, spiega l’AVES nel comunicato, l’azione è iniziata con un’operazione aeromeccanizzata contro il primo obiettivo, con il lancio di missili Spike, a opera di tre pattuglie di elicotteri AH-129, supportate dal fuoco di un plotone aeromobile mortai.

Successivamente, un plotone di paracadutisti ha effettuato un eliassalto da un elicottero CH47-F, supportato da due elicotteri AH-129, sul secondo obiettivo.

In questo contesto, la simulazione dell’abbattimento di un elicottero AH-129 ha permesso un’operazione di Personnel Recovery e l’intervento di un team Medevac, solo dopo la bonifica del terreno minato a opera di una squadra IEED e di un assetto K9 (binomio uomo-cane).

Un plotone di fanteria aeromobile, a bordo di 4 elicotteri UH-90, ha effettuato un raid aeromobile contro il terzo obiettivo.

Un’attivazione a sorpresa da parte della direzione dell’esercitazione ha svelato la presenza di forze nemiche in profondità ed è pertanto intervenuta la Quick Reaction Force (QRF), un assetto costituito da un plotone di paracadutisti che, a bordo di un elicottero CH47, era pronto a intervenire.

Grazie a un aviorifornimento di munizioni da un velivolo Dornier-228, la Task Force è riuscita a ripristinare le sue capacità di combattimento.

Diretto dal Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Brigata Paolo Riccò, l’addestramento è stato caratterizzato dall’integrazione sinergica delle specifiche capacità delle unità di volo e dei reparti di terra.

Il gen Riccò ha avuto parole di apprezzamento per il risultato del livello di realismo addestrativo raggiunto, grazie all’impegno di tutto il personale esercitato, e per l’importanza di tali esercitazioni nell’orientare l’impegno dell’Esercito verso obiettivi concreti di integrazione e di interoparabilità tra le varie pedine operative.

“L’attività ha previsto l’impiego di 530 unità in addestramento, 20 elicotteri e 2 aerei, con diversi sistemi d’arma, e si prefigura come punto di partenza per l’immissione in teatro dei nuovi assetti tattici e operativi previsti dalla Forza Armata”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Comando Aviazione Esercito

Brigata Pozzuolo: il 3° Guastatori si esercita in ambiente anfibio in uno scenario ad alta intensità con demolizione finale di un molo dal natante

Si è conclusa presso la base logistica-addestrativa di Muggia, a Trieste, l’attività addestrativa in ambiente anfibio del Genio condotta da una compagnia del 3° reggimento Genio Guastatori di Udine, ha fatto sapere ocn un comunicato stampa del 5 ottobre scorso la brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli.

L’attività, si apprende, è inserita nell’ambito dell’addestramento continuo delle forze dell’Esercito facenti parte del Capability Basket della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare.

Il personale esercitato si è schierato nell’area esercitativa di Muggia dallo scorso 24 settembre 2018, dove ha condotto le attività di: nuoto operativo, ribaltamento del gommone, scuola voga, presa di costa, allestimento di un bivacco, marcia zavorrata e topografica.

A conclusione dell’addestramento anfibio, il personale del 3° Genio ha condotto un’esercitazione di contro mobilità specialistica che è culminata con un “raid anfibio” al fine di demolire un molo con cariche esplosive operando a bordo di un natante.

“L’addestramento costante – scrive la brigata Pozzuolo – garantisce la necessaria preparazione tecnico-professionale ed etica per affrontare con successo tutte le sfide e i compiti assegnati alle Unità della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero. Durante le attività dinamiche si sviluppano competenze tattiche e si affinano quelle doti umane che possano servire a prendere decisioni e a portare a termine la missione assegnata in situazioni estremamente difficili, come quelle che si presentano nelle operazioni militari moderne”.

L’esercitazione è servita a perfezionare e mantenere le capacità del Genio in ambiente anfibio nel contesto delle azioni anfibie autonome proprie dell’Esercito o delle operazioni anfibie propriamente dette, tipiche dello sviluppo della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare.

La fase conclusiva dell’attività è stata supervisionata dal Comandante della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, Generale di Brigata Giovanni Parmiggiani, e dal Comandante del 3° reggimento Genio Guastatori di Udine, Colonnello Riccardo Maria Renganeschi.

Il 3° Genio è l’unica Unità dell’Arma del Genio inserita nella Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare di cui la Pozzuolo del Friuli è la principale fornitrice degli assetti Esercito per la Difesa, conclude il comunicato.

Fonte e foto: brigata Pozzuolo del Friuli

COMALP, 5 Torri: le Truppe Alpine si preparano all’esercitazione sulle Dolomiti

Le Truppe Alpine si stanno preparando all’esercitazione internazionale 5 Torri, di previsto svolgimento il prossimo 4 luglio nello splendido comprensorio omonimo, sulle Dolomiti Ampezzane.

Laddove 100 anni fa si combatteva la Prima Guerra Mondiale, da mercoledì prossimo gli Alpini daranno prova del mountain warfare contemporaneo, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento e dimostrazioni di progressione alpinistica, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile e idonea a operare in qualsiasi contesto ambientale.

L’esercitazione prevede manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e capacità di sviluppo di azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.

Le attività sono aperte al pubblico con il consiglio, da parte del Comando Truppe Alpine (COMALP), di avere al seguito il caschetto da alpinismo per seguire da vicino e in sicurezza tutti i momenti dell’esercitazione.

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Fonte e foto: COMALP

Scuola Sottufficiali Esercito: addestramento ai sistemi d’arma con il VBS3 per il XX Certezza

Ha preso il via, nella Caserma Soccorso Saloni di Viterbo, sede della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, l’addestramento degli allievi marescialli del XX Corso Certezza mediante il Sistema di Simulazione VBS (Virtual Battle Space), ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri, 21 maggio, la stessa Scuola Sottufficiali.

Il sistema VBS, spiega il comunicato, è finalizzato a un apprendimento più rapido ed efficace delle procedure tecnico tattiche tipiche delle minori unità, garantendo al contempo elevati standard addestrativi.

Il progetto VBS ha lo scopo di fornire un sistema di simulazione per l’addestramento sui sistemi d’arma e sulle armi individuali e di reparto in un ambiente terrestre riprodotto virtualmente, essendo in grado di addestrare un team mediante esercitazioni a livello di singolo soldato, squadra e plotone.

Il sistema si basa sull’impiego di un simulatore virtuale, di cui è parte integrante l’applicazione VBS3 con i suoi componenti software aggiuntivi, oltre a garantire l’interfaccia con altri sistemi offre la possibilità di creare scenari terrestri ad-hoc per l’addestramento procedurale necessario alla valutazione e verifica delle capacità di reazione e decisionali dell’allievo.

In virtù della potenza crescente dell’hardware, i sistemi di simulazione permettono una sempre maggiore verosimiglianza con la realtà e consentono di utilizzare gli ambienti virtuali per addestrare efficacemente il personale e analizzarne le reazioni anche di fronte a condizioni estreme.

La Scuola Sottufficiali dell’Esercito ha il compito di formare Marescialli Comandanti di plotone e Marescialli con specializzazione Sanità. L’iter formativo si sviluppa coniugando una didattica di livello universitario con un’intensa attività ginnico-sportiva unitamente a un impegnativo programma di attività militari, teoriche e pratiche, svolte in sede, in aree e strutture addestrative sul territorio nazionale.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito