AVES, conclusa la CAEX II 2018: 530 le unità in addestramento, 20 elicotteri e 2 aerei, con diversi sistemi d’arma

L’Aviazione dell’Esercito (AVES), dopo due settimane di intenso addestramento, ha concluso il 26 ottobre scorso l’esercitazione CAEX II 2018 (Complex Aviation Exercise).

È la stessa AVES a darne notizia con un comunicato stampa del 26 ottobre.

L’esercitazione aveva come obiettivo addestrare e validare 2 task group a premessa del loro impiego operativo, verificare le capacità di integrazione tecnico/operativo/logistiche di tutte le unità dell’Aviazione dell’Esercito e mantenere costantemente approntato un assetto di livello Task Group per rispondere in tempi rapidi a eventuali emergenze di Forza Armata.

Dopo una prima settimana di pianificazione e amalgama a Viterbo, la CAEX II 2018 ha visto lo svolgimento di tre atti tattici a fuoco su tre obiettivi, con l’impiego di tutti gli assetti AVES e di alcune componenti terrestri, in Sardegna.

Un aviolancio del plotone esplorante di paracadutisti e l’inserzione di un team Raven, nel tardo pomeriggio dello scorso mercoledì, ha permesso l’acquisizione di informazioni dell’area di interesse, grazie alle quali è stato possibile pianificare l’azione della Task Force Angel.

Giovedì mattina, spiega l’AVES nel comunicato, l’azione è iniziata con un’operazione aeromeccanizzata contro il primo obiettivo, con il lancio di missili Spike, a opera di tre pattuglie di elicotteri AH-129, supportate dal fuoco di un plotone aeromobile mortai.

Successivamente, un plotone di paracadutisti ha effettuato un eliassalto da un elicottero CH47-F, supportato da due elicotteri AH-129, sul secondo obiettivo.

In questo contesto, la simulazione dell’abbattimento di un elicottero AH-129 ha permesso un’operazione di Personnel Recovery e l’intervento di un team Medevac, solo dopo la bonifica del terreno minato a opera di una squadra IEED e di un assetto K9 (binomio uomo-cane).

Un plotone di fanteria aeromobile, a bordo di 4 elicotteri UH-90, ha effettuato un raid aeromobile contro il terzo obiettivo.

Un’attivazione a sorpresa da parte della direzione dell’esercitazione ha svelato la presenza di forze nemiche in profondità ed è pertanto intervenuta la Quick Reaction Force (QRF), un assetto costituito da un plotone di paracadutisti che, a bordo di un elicottero CH47, era pronto a intervenire.

Grazie a un aviorifornimento di munizioni da un velivolo Dornier-228, la Task Force è riuscita a ripristinare le sue capacità di combattimento.

Diretto dal Comandante dell’Aviazione dell’Esercito, Generale di Brigata Paolo Riccò, l’addestramento è stato caratterizzato dall’integrazione sinergica delle specifiche capacità delle unità di volo e dei reparti di terra.

Il gen Riccò ha avuto parole di apprezzamento per il risultato del livello di realismo addestrativo raggiunto, grazie all’impegno di tutto il personale esercitato, e per l’importanza di tali esercitazioni nell’orientare l’impegno dell’Esercito verso obiettivi concreti di integrazione e di interoparabilità tra le varie pedine operative.

“L’attività ha previsto l’impiego di 530 unità in addestramento, 20 elicotteri e 2 aerei, con diversi sistemi d’arma, e si prefigura come punto di partenza per l’immissione in teatro dei nuovi assetti tattici e operativi previsti dalla Forza Armata”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Comando Aviazione Esercito