Estonia

UNIFIL: l’importanza dello Strategic Dialogue sottolineata dal gen Portolano con i PM di Finlandia ed Estonia

20150817_UNIFIL_gen Portolano con PM Estonia e FinlandiaI Primi Ministri (PM) di Finlandia ed Estonia, Juha Sipilä e Taavi Rõivas, hanno fatto visita ieri, il 17 agosto, ai militari dei loro rispettivi contingenti nell’ambito della missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), sotto comando italiano del generale Luciano Portolano, Capo della Missione e Comandante della Forza ONU nel Libano meridionale, si apprende dalla stessa UNIFIL.

Il generale Portolano ha ricevuto i PM nella base delle Nazioni Unite ad At Tiri, sede dei contingenti finlandese, estone e irlandese.

Nel corso dell’incontro tenutosi poi presso il comando della missione a Naqoura, il generale Portolano ha fornito un aggiornamento del quadro operativo, illustrando le molteplici attività giornaliere condotte dalle componenti civili e militari della missione nell’ambito del mandato della risoluzione 1701.

Durante il colloquio il comandante si è poi soffermato sulla situazione regionale, con particolare riferimento al vicino conflitto siriano e al suo impatto sulla politica interna e di sicurezza nazionale del paese. Il Capo della Missione ha inoltre posto l’accento sull’importanza dello Strategic Dialogue, quale importante leva per il conseguimento dei fini del mandato di UNIFIL e fondamentale meccanismo volto a facilitare lo sviluppo delle capacità delle Forze Armate Libanesi (LAF).

A margine dell’incontro, il generale Portolano ha espresso il proprio compiacimento per l’operato dai caschi blu finlandesi ed estoni e ha ringraziato entrambi i PM per la partecipazione delle loro nazioni in UNIFIL, che nel delicato contesto regionale continua a svolgere il delicato ruolo di mediatore tra Libano e Israele per la realizzazione del dettato della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel corso dell’incontro i PM hanno espresso a loro volta parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale militare e civile della missione, evidenziando la delicatezza del particolare momento storico che sta vivendo il Medio Oriente.

Attualmente la Finlandia e l’Estonia partecipano alla missione rispettivamente con 300 militari finlandesi e 36 soldati estoni impiegati nel Settore Ovest, a guida italiana, nell’area di operazione di UNIFIL.

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20150527_La bandiera estone viene issata anche  a ShamaUn plotone di peacekeeper estoni è entrato ieri, 27 maggio, a far parte dell’area di responsabilità del Sector West di UNIFIL, attualmente su base brigata aeromobile Friuli al comando del generale Salvatore Cuoci.

I militari dell’Estonia sono inquadrati nel battaglione di stanza ad At Tiri, formato finora da militari finlandesi e irlandesi.

La bandiera dell’Estonia è stata issata nella base UNIFIL 2-45 alla presenza del vice comandante del Sector West, colonnello Jori Harju, che nel suo discorso ha dato il benvenuto ai soldati estoni augurando loro un buon lavoro.

20150527_La cerimonia presso il quartier  generale del sector west in ShamaI militari estoni, oltre ad aver collaborato con la Finlandia per molti anni, si sono ancor più integrati con il battaglione finlandese durante l’iter di preparazione all’impiego specifico. Avranno il compito, insieme con i colleghi finlandesi e irlandesi, di controllare il territorio con check-point e pattugliamenti.

L’Estonia, già in Libano dal 1996 al 1997 con una compagnia di fanteria, rientra da oggi a far parte dei 39 paesi contributori della missione UNIFIL nel sud del paese.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

20150527_La bandiera estone viene issata presso la posizione UN 2-45

20150527_Le tre uniformi presenti alla posizione 2-45

20150527_Le bandiere che sventolano all'interno della base di Shama

Estonia: la VJTF della Nato non basta, serve base permanente per contrastare la minaccia russa

20150412_Reuters-BBC online_pres Estonia_Toomas IlvesLa Russia potrebbe prendersi l’intera Estonia ancor prima che una forza di reazione rapida della Nato sia in grado di dispiegarsi. In sostanza è proprio questo che ha fatto notare il presidente dell’Estonia, Toomas Ilves, parlando al Daily Telegraph britannico meno di una settimana fa.

Dopo il rafforzamento dell’unione dei cinque Stati nordici contro la minaccia rappresentata dalla Russia (link articolo in calce), evidenziato da un articolo del norvegese Aftenposten del 9 aprile, a pochi giorni di distanza anche l’inglese Daily Telegraph, qui rilanciato da BBC online, riprende i timori dei vicini di casa della Russia.

La Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) della Nato, nuovissimo strumento ancora in fase di completamento, nato dal summit del Galles del settembre 2014 (link articolo in calce), sarebbe dunque meno rapida di una azione russa contro Tallinn, secondo il presidente Ilves.

Ilves ha spiegato che le truppe russe potrebbero raggiungere la capitale estone Tallinn, “che dista appena 218 chilometri dal confine russo a Narva”, in sole quattro ore.

I cinquemila uomini della VJTF, invece, si possono dispiegare nel giro di 48 ore a protezione dei membri est europei nel caso di una aggressione russa.

E il presidente Ilves in questo periodo si sente molto minacciato. Dai sorvoli militari russi sull’area, dalle esercitazioni ai confini e dalla “retorica belligerante” di Mosca: “Abbiamo esercitazioni [da parte russa] che vengono condotte a ridosso del nostro confine e che vedono impiegati dai 40 agli 80mila soldati. E poi siamo noi a essere accusati di aggravare la situazione … con la Russia che sostiene che ci saranno da prendere contromisure”, ha affermato al Daily Telegraph.

Attualmente in Estonia c’è un contingente Nato composto da una compagnia di fanteria statunitense di 150 elementi che staziona temporaneamente in area, perché il Nato-Russia Founding Act del 1997 proibisce la presenza stanziale di tali truppe. L’Estonia, da parte sua, ha un esercito di 5.300 elementi, ma deve fare affidamento sulla Nato per la sicurezza dei suoi cieli.

Per il presidente Ilves ora sembra proprio arrivato il momento di rivedere quell’accordo, vecchio di 18 anni, e di stanziare una base Nato permanente in Estonia, perché le 48 ore di dispiegamento della VJTF rappresentano senz’altro “un’ottima iniziativa, ma probabilmente, in termini reali, troppo tardiva”.

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Fonte e foto: BBC online (foto Reuters)

Cyber Defence: oggi alla Cecchignola un seminario sulla difesa informatica. Presenti i ministri della Difesa dell’Italia, dell’Estonia e il sottosegretario Difesa della Lettonia

Oggi 30 ottobre, a Roma, nella Città Militare della Cecchignola, si tiene il seminario sulla difesa informatica “The Role of Cyber Defence to Protect and Sustain EU” organizzato nell’ambito delle attività del ministero della Difesa in occasione della Presidenza di turno italiana del Consiglio dell’ Unione Europea.

Il convegno, attraverso interventi e dibattiti, offrirà una possibilità per discutere sulle sfide e le prospettive future nel settore dello sviluppo industriale sulla sicurezza informatica a protezione e sostegno dell’economia europea.

Il consesso, aperto dal Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, vedrà la partecipazione del Ministro della Difesa dell’Estonia, Mr.Sven Mikser, del Sottosegretario alla Difesa lettone, Mr.Janis Sarts, e del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

All’evento interverranno, inoltre, il Director Capability, Armament and Technology dell’Agenzia di Difesa Europea (EDA), Air Commodore Peter Round, alte cariche istituzionali e rappresentanti del mondo industriale impegnati nel campo della sicurezza informatica.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: nextme

NATO Cyber Defence, Ex Locked Shields 2012: un’esercitazione di tre giorni per addestrare esperti del settore

E’ iniziata lo scorso 26 marzo a Tallinn, in Estonia, e si conclude oggi 28 marzo l’esercitazione Locked Shields 2012 in supporto al Multinational Experiment 7, volta ad addestrare specialisti in tecnologia informatica ed esperti legali per poi apprendere dalle stesse attività dei team in azione.

E’ il NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence (CCD CoE) ad avere organizzato con i suoi partner questa esercitazione in materia di cyber defence.

A collaborare all’iniziativa destinata a incrementare le capacità degli esperti, l’Estonian Cyber Defence League, con cui il direttore del centro CCD CoE, colonnello Ilmar Tamm, si augura di poter collaborare anche in futuro per le prossime esercitazioni.

Lo scenario prevede un cyber attacco contro piccole compagnie di telecomunicazioni, definite nel realismo addestrativo come Blue Teams, che sono dislocate in uno scenario europeo.

Questi Blue Teams devono dimostrare di essere in grado non solo di difendere le proprie reti di comunicazione in termini strettamente tecnici, ma anche di fornire informazioni adeguate ai media e di gestire l’intera crisi dall’assessment al rapporto con i clienti e gli utilizzatori, fornendo informazioni e osservazioni adeguate.

Il Red Team, che attacca le reti dei Blue Teams, è uno solo e minaccia tutte le compagnie in modo equilibrato. Le reazioni dei Blue Teams vengono valutate sulla base di una scala predefinita.

Nel dettaglio, si apprende dal sito del CCD CoE di Tallinn, i Blue Teams sono costituiti da esperti e specialisti di organizzazioni governative, di unità militari, rappresentanti del Computer Emergency Response Team (CERT) e compagnie private. Le nazioni rappresentate sono la Svizzera, la Germania, la Spagna, la Finlandia, l’Italia, la Slovacchia, l’Austria, la Danimarca, la Norvegia, la Svezia e rappresentanti del NATO Computer Incident Response Capability (NCIRC).

Nel Red Team ci sono specialisti e volontari provenienti da Finlandia, Estonia, Germania, Lettonia, Italia e NCIRC.

Prima dell’esercitazione Locked Shields 2012 in corso, è stata giocata la Baltic Cyber Shield nel maggio 2010, sempre in collaborazione con l’ Estonian Cyber Defence League.

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Fonte: NATO CCD CoE

Foto: TechWeekEurope

Nato, Anders Fogh Rasmussen riunisce i ministri degli Esteri nel nome della solidarietà. In discussione il ritiro dall’Afghanistan

La solidarietà rimane la cosa più preziosa all’interno dell’Alleanza, ma non deve essere data per scontata.

Così ieri 22 aprile il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, nel suo discorso in apertura del meeting informale di due giorni dei ministri degli Esteri dei paesi Nato a Tallinn, in Estonia.

Proprio in nome di quella solidarietà, determinata sin da principio con l’articolo 5 sulla difesa collettiva e consolidata dai sessant’anni di esistenza della Nato, si è deciso l’intervento in Afghanistan all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001.

Quello che è stato letto e sentito come un attacco all’Occidente intero aveva determinato per la prima volta nella storia della Nato l’invocazione della difesa collettiva, come ha ricordato lo stesso Rasmussen nella conferenza stampa dello scorso 19 aprile in vista del meeting a Tallinn.

Oggi, dopo nove anni, si comincia a parlare di un piano di smobilitazione da quel paese ritenuto responsabile di aver dato ospitalità ai terroristi autori della strage.

Il ritiro dall’Afghanistan non è una faccenda di date di calendario, ma una questione di raggiungimento degli obiettivi: “l’Afghanistan non deve più rappresentare una minaccia”. Mancano circa quattrocentocinquanta istruttori per le forze afgane, fa presente il segretario generale della Nato.

Circa mezzo migliaio di militari, tra gli alleati e i partner, che addestrino soldati e poliziotti  afgani a gestire da soli le loro necessità in termini di sicurezza. “Anche questa è una questione di solidarietà”, spiega Rasmussen che chiede agli stati membri e ai partner di contribuire alla Nato Training Mission in Afghanistan: più si investe nella transizione, prima si torna a casa.

Ma non è cosa da poco. Neanche appellandosi alla storica solidarietà. In proposito anche il segretario di Stato Hillary Clinton, secondo quanto riportato da BBC online, intende fare appello ai paesi membri affinchè forniscano un contributo concreto alla esplicita richiesta del segretario generale della Nato.

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Fonti: BBC, Nato

Foto: Nato