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Bonifica ordigni, palombari del COMSUBIN in Liguria e Lazio: neutralizzate 3 bombe e 14 proiettili d’artiglieria

Dal 22 al 24 agosto scorsi, si apprende dallo stato maggiore della Difesa, i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. della Spezia (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto due interventi d’urgenza a Santa Margherita Ligure, in provincia di Genova, e ad Anguillara, in provincia di Roma, nel lago di Bracciano, tesi a rimuovere 17 pericolosi ordigni esplosivi.

Le Prefetture di Genova e Roma, informate del ritrovamento di potenziali ordigni esplosivi rispettivamente dalla Capitaneria di Porto di Santa Margherita Ligure e dai Carabinieri di Anguillara, hanno richiesto un intervento di bonifica d’urgenza al Gruppo Operativo Subacquei (GOS), al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza delle aree dove erano stati rinvenuti tali manufatti.

In Liguria il team di Palombari è intervenuto a seguito della segnalazione di un bagnante in merito alla presenza di un probabile ordigno esplosivo rinvenuto in mare a pochi metri di distanza da uno stabilimento balneare.

Le operazioni subacquee degli operatori del GOS hanno permesso di identificare e rimuovere una bomba d’aereo tedesca che giaceva inesplosa a 10 metri di profondità da oltre 70 anni.

L’ordigno, spiega la Difesa, è stato quindi rimorchiato in una zona individuata dall’Autorità Marittima dove è stato distrutto, ripristinando così le condizioni di sicurezza delle persone in vacanza a Santa Margherita Ligure.

Nel Lago di Bracciano una seconda squadra dello SDAI della Spezia era inizialmente intervenuta per rimuovere un probabile proiettile di artiglieria, ma durante le operazioni di ricerca gli operatori subacquei hanno individuato a pochi metri dalla battigia 2 bombe da mortaio tedesche da 80 mm e un totale di 14 proiettili d’artiglieria da 75 e 88 mm.

Tali ordigni sono stati consegnati al nucleo artificieri dell’Esercito in forza al 6° reggimento Genio Pionieri di Roma, che ha poi provveduto al disinnesco e brillamento.

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione, chiarisce la Difesa.

Lo scorso anno, si apprende, i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 23.806 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 33.570 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee, essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità e in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formati esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

I reparti del Genio dell’Esercito, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, sono in grado di intervenire, in ogni momento, in tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale.

L’Esercito, inoltre, è l’unica Forza Armata preposta alla formazione e all’aggiornamento degli artificieri delle Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

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Fonte e foto: PI SMD; Marina Militare

Ferragosto tra Expo, Strade Sicure, maltempo e operazioni internazionali: l’Esercito ha oltre 9mila militari impegnati anche oggi

CaSME_gen Danilo ErricoSono oltre 9mila gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano che nel giorno di Ferragosto sono impegnati nelle operazioni in Italia e all’estero. A loro arrivano le congratulazioni del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico.

In particolare, per quanto riguarda le principali missioni internazionali, vi sono attualmente 2.300 uomini e donne con le stellette che operano in Afghanistan (700 unità), in Libano (1000 unità), in Kosovo (350 unità) e in altre operazioni (oltre 400 unità). Nel 2015 L’Italia ha mantenuto la leadership delle due più importanti missioni in atto: KFOR in Kosovo e UNIFIL in Libano, come sottolineato dallo stesso sito istituzionale dell’Esercito Italiano.

Sul territorio nazionale, oltre 6.500 soldati garantiscono la sicurezza di località italiane, da Gorizia a Lampedusa, con l’operazione Strade Sicure in concorso alle Forze di Polizia nella vigilanza di obiettivi sensibili, dei centri per immigrati e in attività di pattugliamento di aree metropolitane. Di questi, circa 1.200 dal 1° maggio sono impegnati a Milano per la sicurezza di EXPO2015.

Spada - LaPresse 01 05 2015 (Milano, Italia) Cronaca Reportage primo giorno di  Expo 2015 nella foto : reportage all'interno della manifestazione  Spada - LaPresse 01 05 2014 (Milan ,Italy) Reportage  Expo 2015 in the pic : reportage inside EXPO 2015

Nel 2015 non sono mancati gli interventi delle unità dell’Esercito nei casi di pubblica calamità e di pubblica utilità. Grazie all’addestramento, alle specifiche competenze e alla capacità dual use, l’Esercito è intervenuto con oltre 1.700 militari e mezzi speciali per il soccorso alla popolazione.

Dalla notte del 12 agosto, su richiesta della Prefettura di Cosenza, oltre 50 militari – appartenenti al 1° reggimento bersaglieri di Cosenza, al 21° reggimento Genio di Caserta e all’11° reggimento Genio di Foggia – sono a lavoro per il ripristino della viabilità e la rimozione delle macerie e dei detriti dalle strade e dalle abitazioni inondate di Rossano, in provincia di Cosenza.

Nel corso dell’anno, inoltre, l’Esercito ha continuato la sua opera di pubblica utilità e di tutela ambientale garantendo la bonifica dei residuati bellici con ben 2.250 interventi specialistici di bonifica.

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Fonte e foto: Esercito Italiano; foto Expo è di AP/La Presse (Wired)

Smart Sapper 2015: “saranno potenziate le capacità di ricerca ordigni”, ha dichiarato il CaSME gen Errico

20150626_Smart Sapper 2015_Genio  (4)Si è conclusa oggi, 26 giugno, fa sapere l’Esercito Italiano, l’esercitazione Smart Sapper 2015, che ha avuto luogo presso il poligono Gigli del comprensorio della città militare della Cecchignola.

All’evento erano presenti il sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, e il Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Danilo Errico.

In conclusione dell’esercitazione, il generale Errico ha posto l’accento sull’importanza delle capacità tecnico-specialistiche dell’Arma del Genio, “nonché sulla sua naturale vocazione a essere un potente strumento di raccordo tra le istituzioni militari e quelle civili”.

20150626_Smart Sapper 2015_Genio  (1)“I reggimenti Genio di supporto diretto – ha aggiunto il Capo di stato maggiore – saranno potenziati nella loro capacità di ricerca degli ordigni improvvisati”, implementando le misure di sicurezza e di protezione dei soldati in operazione.

L’esercitazione Smart Sapper, della durata di una settimana, ha visto impegnati oltre 170 militari di diversi reparti della Forza Armata e diverse decine di mezzi specialistici dell’arma del Genio, e ha permesso di mettere alla prova procedure e capacità operative per l’impiego sia sul territorio nazionale sia in missioni internazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata alle attività di protezione delle forze amiche (Force Protection e Counter Improvised Explosive Devices – C-IED), capacità essenziali per garantire la sicurezza dei circa 20150626_Smart Sapper 2015_Genio  (2)2.500 militari dell’Esercito attualmente impegnati nelle operazioni internazionali in 17 diversi paesi.

Le capacità e l’esperienza acquisite nelle operazioni internazionali fanno sì che i 12 reggimenti del Genio, dislocati su tutto il territorio nazionale, siano in grado di intervenire in ogni momento, nei casi di pubbliche calamità e utilità a supporto della popolazione, confermando di essere una risorsa dual use, pronta e flessibile al servizio del paese.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

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NRDC-ITA: si conclude l’esercitazione Eagle Blade 14. Appuntamento a ottobre con la validazione nazionale

Si è conclusa stamane, 28 febbraio, l’esercitazione Eagle Blade 14, che ha visto impegnati nelle ultime due settimane circa 750 militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Forze Speciali e Carabinieri nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona e nella base dell’Aeronautica Militare di Cameri, in provincia di Novara.

La Eagle Blade 14 è arrivata dopo mesi di preparazione specifica e ha consentito al personale esercitato di verificare le procedure di comando e controllo di operazioni congiunte per quanto attiene a manovra, supporto logistico, cooperazione civile e militare, governativa, con organizzazioni internazionali e umanitarie, interazione con media locali e internazionali.

Hanno partecipato all’esercitazione il Comando del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA), insieme con altre brigate italiane, di cui cinque combat (Friuli, Taurinense, Folgore, Julia, Pinerolo), e 4 Combat Support (RISTA, Contraerei, Genio, Artiglieria). Con loro anche il personale di rinforzo di altre Forze Armate proveniente da 14 diverse nazioni.

L’esercitazione Eagle Blade 14 ha costituito inoltre l’occasione per una prima verifica degli studi finora effettuati per la riconfigurazione in Joint Task Force Headquarters (JTFHQ), un Comando internazionale interforze che potrà impiegare Marina, Aeronautica, Carabinieri, oltre a unità di altri paesi della NATO.

In queste due settimane di intenso addestramento sono state anche gettate le basi per poter instaurare un dialogo con tutti gli attori presenti in un’area d’impiego, in modo da riuscire a scambiare informazioni e lavorare insieme in modo coordinato tenendo conto della dimensione politica, militare, economica, sociale, informativa, e infrastrutturale (da cui l’acronimo PMESII), secondo il concetto del comprehensive approach varato dalla NATO.

L’obiettivo principale di NRDC-ITA nell’anno in corso è la preparazione per il futuro impegno come Joint Task Force nel 2015. La Eagle Blade 14 è infatti la prima di una serie di tre importanti esercitazioni, che culmineranno con quella finale del maggio del 2015 durante la quale l’NRDC-ITA sarà testato dal Supreme Headquarters Allied Power Europe (SHAPE).

Il prossimo importante appuntamento con la validazione nazionale è in programma con l’esercitazione di ottobre 2014.

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Fonte e foto: NRDC-ITA PAO

Esercito Italiano: gli artificieri effettuano il primo disinnesco del nuovo anno di bomba d’aereo residuato bellico di fabbricazione americana

È stata despolettata e fatta brillare in sicurezza dagli artificieri dell’Esercito Italiano la prima bomba d’aereo nel 2014, fa sapere oggi lo stato maggiore dell’Esercito.

L’ordigno, una bomba di 500 libbre di fabbricazione americana, era stato ritrovato con le due spolette ancora funzionanti lo scorso 20 dicembre nel comune di Civitella Paganico, in provincia di Gorsseto, durante lavori lungo la strada statale 223.

Per le capacità tecniche del personale e dei mezzi in dotazione, l’Esercito fornisce quotidianamente il proprio contributo per interventi di pubblica utilità e per la tutela dell’ambiente. In particolare i reparti Genio, grazie alle esperienze maturate nei teatri operativi e alla elevata connotazione “dual-use”, operano a favore della comunità nazionale sia in caso di pubbliche calamità, come recentemente avvenuto in occasione dell’ emergenza maltempo in Sardegna, sia con la bonifica dei residuati bellici ancora ampiamente presenti sul territorio.

Nel 2013, i nuclei EOD (Explosive Ordnance Disposal) dei reparti Genio dell’esercito hanno eseguito 2.141 interventi specialistici per la bonifica di 8.947 ordigni esplosivi. Negli ultimi 10 anni gli interventi i sono stati oltre 30mila.

L’Esercito è l’unica forza armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le forze di Polizia, Forze Armate e Corpi dello Stato.

Fonte e foto: stato maggiore dell’Esercito

Afghanistan, RC-W ISAF, Op Hurt Locker: la TSU-C bonifica un IED segnalato dalla popolazione locale

Si è da poco conclusa nei pressi di Shindand, nell’area occidentale dell’Afghanistan, dove opera il Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba, l’operazione Hurt Locker condotta da assetti della Transition Support Unit – Center (TSU–C) nelle vicinanze dell’abitato di Mogolan-eh-Now, un villaggio a circa due chilometri e mezzo dalla Forward Operating Base (FOB) La Marmora di Shindand.

L’operazione aveva lo scopo di bonificare un ordigno posizionato in prossimità di una strada carrareccia che collega il villaggio con l’abitato di Shindand, individuato dalla popolazione locale e segnalato alle autorità locali e alle forze della coalizione prima che potesse essere attivato e fatto esplodere.

Sul posto sono intervenuti operatori del genio militare appartenenti al 2° reggimento guastatori di Trento, specializzati nella bonifica di ordigni esplosivi, unitamente ad assetti delle forze di sicurezza afgane e a un’unità di manovra del 7° reggimento alpini, che hanno garantito la sicurezza dell’area durante le operazioni di disinnesco.

L’operazione odierna è il frutto dell’intenso rapporto di collaborazione instaurato con la popolazione civile del distretto di Shindand, che, da alcuni mesi a questa parte, ha portato alla scoperta di numerosi depositi illegali di armi e munizioni degli estremisti.

La TSU-C è l’unità di manovra su base 7° reggimento alpini di Belluno, comandata dal colonnello Stefano Mega, che opera per supportare le autorità afgane nel loro compito di garantire sicurezza, sviluppo e governabilità a favore della popolazione locale in quelle aree ove la presenza di strutture governative legalmente riconosciute è ancora insufficiente.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: visita del comandante del Genio gen Li Gobbi che inaugura centro C-IED, contro “le armi dei vigliacchi”

Si è conclusa il 5 agosto scorso la visita del comandante del Genio, generale Antonio Li Gobbi, al contingente militare italiano impiegato in Afghanistan nell’ambito del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, il comando multinazionale a guida italiana attualmente su base brigata alpina Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Durante i quattro giorni di visita l’alto ufficiale italiano, responsabile di un progetto di monitoraggio e implementazione delle misure di sicurezza attive e passive presso basi italiane in Afghanistan, ha visitato le Forward Operating Base (FOB, basi avanzate) La Marmora, Dimonios e Tobruk – rispettivamente dislocate a Shindand, Farah e Bala Boluk – nonché la sede dell’RC-W per verificarne la situazione infrastrutturale e le condizioni dei sistemi di sicurezza e protezione per forze dislocate.

Il comandante del Genio, inoltre, ha potuto verificare di persona gli enormi progressi fatti dalle Afghan National Security Forces (ANSF, forze di sicurezza afgane) nella lotta alla minaccia rappresentata dagli ordigni esplosivi improvvisati (IED), nonché nella loro capacità di eseguire opere di fortificazione delle basi ove le stesse sono dislocate, grazie anche alle molteplici attività addestrative organizzate e condotte in loro favore dalla Task Force Genio italiana.

Prima di fare rientro in Italia, infine, il generale Li Gobbi ha inaugurato l’Indoor Counter – IED Training Building, una struttura coperta dove è stato fedelmente riprodotto l’ambiente operativo afgano, che verrà utilizzata per l’addestramento del personale impiegato sul terreno su tutte le procedure da utilizzare per mitigare e rispondere alla minaccia rappresentata dagli IED.

Alla presenza del generale Eisa Majaddedy del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano e del colonnello Hekmatullah Tareen, vice comandante del Regional Training Center di Herat, il generale Li Gobbi ha evidenziato gli straordinari progressi fatti dal 2002 a oggi dalle ANSF, che conducono autonomamente circa il 90% delle operazioni.

“Oggi le forze di sicurezza afgane conducono molteplici operazioni, comprese quelle per ridurre il pericolo rappresentato dagli IED. Durante gli ultimi 5 mesi i genieri italiani hanno organizzato numerosi corsi a favore di circa 400 colleghi afgani, contribuendo anche a formarne gli istruttori”. A conclusione del proprio discorso il generale Li Gobbi ha sottolineato che “gli IED sono le armi dei vigliacchi, di chi non si cura di chi sarà la vittima, inclusi donne e bambini, di chi non crede nel futuro dell’Afghanistan”.

L’inaugurazione della struttura addestrativa, intitolata alla memoria del sergente maggiore Massimiliano Ramadù e del caporal maggiore scelto Luigi Pascazio, caduti a seguito dell’esplosione di un IED il 17 maggio 2010 nella valle di Bala Murghab, rappresenta un ulteriore passo avanti per le forze della coalizione internazionale di ISAF e per le ANSF: la nuova struttura, infatti, sarà impiegata anche per l’addestramento delle forze di sicurezza afgane.

La Task Force Genio è l’unità specialistica del genio militare italiano, attualmente su base 2° reggimento guastatori di Trento comandata dal colonnello Giovanni Fioretto, che ha il compito di condurre attività di supporto a favore delle unità di manovra al fine di assicurarne la libertà di movimento lungo le rotabili dell’area di responsabilità assegnata, nonché di concorrere all’addestramento delle ANSF per incrementarne il livello di preparazione per la lotta agli IED.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: concluso prima della fighting season il corso anti-IED tenuto dai militari del Genio agli afgani delle ANSF

Si è da poco concluso il corso Counter IED Awarness Train the Trainers (T3) a favore dei militari afgani nell’ovest dell’Afghanistan, dove continuano incessantemente sia l’opera di professionalizzazione delle forze di sicurezza afgane nella lotta agli ordigni esplosivi improvvisati (IED), sia le operazioni di bonifica delle principali vie di comunicazione del paese svolte dagli specialisti del genio del Regional Command West (RC-W) ISAF di Camp Arena a Herat, attualmente su base brigata Julia al comando del generale Ignazio Gamba.

Nei giorni scorsi, infatti, nell’ambito del progetto ‘train the trainer’ (addestrare gli addestratori), la componente counter-IED del comando multinazionale a guida italiana ha portato a termine un corso volto alla formazione di istruttori delle Afghan National Security Forces (ANSF). Si è trattato, appunto, del Counter IED Awarness Train the Trainers (T3), che garantirà alle ANSF la capacità di poter svolgere autonomamente corsi di formazione per migliorare la preparazione del proprio personale sulla specifica tematica.

Gli IED costituiscono la maggior fonte di pericolo per la sicurezza delle truppe che muovono sul territorio, nonché la popolazione locale che muove sui medesimi itinerari, soprattutto ora in coincidenza con l’inizio della stagione tradizionalmente infestata dai combattimenti, la cosiddetta fighting season.

In tale contesto l’RC-W continua ad assicurare quotidianamente la capacità di Route Clearance (RC), impiegando gli assetti della Task Force Genio per garantire la libertà di movimento sulle principali arterie stradali dell’area di responsabilità, operando in proficuo coordinamento con un’analoga unità statunitense, la Task Force Saw, in supporto agli assetti delle ANSF, sempre meglio organizzati e preparati per provvedere in proprio all’assolvimento dello specifico compito.

Dall’inizio del proprio mandato a oggi, il personale del Genio ha svolto sei corsi di C-IED e un corso sull’utilizzo delle macchine movimento terra, formando 584 tra militari e poliziotti delle ANSF. Inoltre i militari della Task Force Genio hanno provveduto alla bonifica di 163 ordigni esplosivi e di 11 IED ritrovati lungo le arterie stradali della propria area di responsabilità.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: alpini sotto attacco a Kormaleq. Illesi nel loro Cougar

Sono ancora sotto l’attacco ostile degli insorti gli alpini in Afghanistan. Dopo lo scontro a fuoco mortale di ieri, in cui ha perso la vita il caporale Tiziano Chierotti, oggi un ordigno rudimentale ha colpito gli alpini della Task Force South di pattuglia nei dintorni di Farah.

Un blindato italiano è rimasto coinvolto stamane in un’esplosione di un ordigno rudimentale a quaranta chilometri da Farah, nella località di Kormaleq. Gli occupanti sono rimasti illesi.

L’esplosione è avvenuta alle 11.21 locali, le 8.51 italiane, di oggi.

Il mezzo blindato Cougar della Task Force South rimasto coinvolto nell’esplosione ha protetto i sei militari a bordo, riportando soltanto danni alla parte anteriore.

Il Cougar, mezzo blindato speciale con protezione anti-esplosivo in dotazione alle unità del genio, faceva parte di una pattuglia della Task Force South di stanza a Farah impegnata da tre giorni in un’operazione a sostegno delle forze di sicurezza afgane per il controllo del territorio nella provincia meridionale di Farah, nell’area di responsabilità italiana del Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri.

Le unità di specialisti del genio dell’RC-W sono integrate in tutte le operazioni congiunte con la polizia e l’esercito di Kabul, e forniscono le capacità di ricognizione e rimozione di ordigni esplosivi improvvisati lungo i principali assi di comunicazione. Nell’ultimo mese sono stati 37 gli interventi dei team specializzati del 3° e del 32° genio in cui sono stati rinvenuti e distrutti ordigni rudimentali, che continuano a rappresentare la minaccia principale per le forze di sicurezza locali e internazionali oltre che per la popolazione civile.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: primo ritrovamento di esplosivo da parte dell’82° Torino, che per la prima volta comanda una task force in Afghanistan

E’ il primo ritrovamento di cache dal loro TOA, dello scorso 28 marzo. I militari dell’82° reggimento fanteria Torino, per la prima volta al comando di una task force in Afghanistan, la Task Force Center, hanno portato a termine ieri 6 aprile il rinvenimento di una cache di armi ed esplosivi a 45 chilometri a sud-est di Shindand, nell’area di responsabilità italiana del Regional Command-West (RC-W) su base brigata Garibaldi al comando del generale Luigi Chiapperini.

Il quantitativo di materiale esplosivo rinvenuto è stato definito “importante” dallo stesso RC-W, che ne ha dato notizia attraverso un comunicato stampa.

In particolare, si apprende, sono stati ritrovati razzi, cluster bomb, bombe da mortaio, proietti d’artiglieria di vario calibro e caratteristiche, e spolette, “le cui buone condizioni di conservazione potevano far presupporre un imminente uso  per attacchi alle basi della coalizione o per il confezionamento di ordigni improvvisati”, i cosiddetti IED (Improvised Explosive Devices).

L’operazione è stata condotta dalla Task Force Center su base 82°  reggimento fanteria Torino in stretta coordinazione con assetti delle Forze di Sicurezza Afgane.

Il materiale, specifica il comunicato, è stato fatto brillare sul posto.

Allo stesso tempo, i bersaglieri della Task Force South-East, con assetti del Genio, hanno provveduto alla distruzione di tre caverne, situate a circa un chilometro e mezzo dall’avamposto Ice, in quanto utilizzate o utilizzabili dagli insorti per celarsi all’osservazione o per nascondere materiale utile all’effettuazione di attacchi con tiro indiretto contro lo stesso avamposto.

Lo stesso avamposto era stata fatto oggetto di un attacco mortale con tiri di mortaio lo scorso 24 marzo. Nell’attacco perse la vita il sergente Michele Silvestri e due militari sono ancora ricoverati per le cure dopo essere rimasti gravemente feriti.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF