Gianfranco Di Marco

MNBG-W, KFOR: agli Artiglieri dell’8° Pasubio del col Di Marco subentrano quelli del 24° Peloritani del col Pisani

“Si è svolta ieri mattina, 13 giugno, nella base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest) con sede a Camp Villaggio Italia nei pressi della città di Peč/Pejë, la cerimonia di avvicendamento tra il contingente italiano uscente, su base 8° Reggimento artiglieria terrestre Pasubio al comando del Colonnello Gianfranco Di Marco, e quello subentrante, composto da personale del 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani al comando del Colonnello Daniele Pisani, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante della Missione Kosovo Force (KFOR) – Joint Enterprise, il Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, con la partecipazione di numerose autorità militari dei Paesi NATO e dei Paesi partner, nonché di autorità civili e religiose locali.

Nel corso degli ultimi sei mesi il MNBG-W, l’unità multinazionale a guida italiana alle dipendenze del Comandante di KFOR, composta da soldati provenienti da Austria, Slovenia, Moldavia e Italia, ha assolto il delicato compito di concorrere alla condotta di un’azione di presenza e deterrenza volta al mantenimento di un ambiente sicuro, per impedire il ricorso alla violenza e contribuire al consolidamento della pace e al processo di crescita civile, ricorda il comunicato.

Il COMKFOR ha focalizzato il suo intervento sull’importanza che riveste la sicurezza nella missione di KFOR, un impegno comune al quale tutte le nazioni partecipanti all’operazione devono contribuire al fine di assicurare la stabilità del Paese.

“La sicurezza è estremamente importante, perché senza sicurezza non può esserci alcun dialogo – ha affermato il Gen D’Addario – questo è il principio cardine del quale ognuno, a ogni livello, deve sentirsi ambasciatore per trovare una stabilità duratura”.

Il Comandante di KFOR ha evidenziato che con gli avvicendamenti alternati dei diversi contingenti la continuità del lavoro è sempre garantita e, salutando il contingente in partenza, ha espresso parole di orgoglio per i risultati conseguiti, invitandoli a essere fieri ciò. Infine, l’alto ufficiale ha rivolto un pensiero alle famiglie a casa: “Probabilmente esse sopportano un impegno più duro del vostro; tornate da loro fieri e ringraziatele da parte mia”.

Nel suo discorso di commiato, il Col Di Marco ha riconosciuto la professionalità dimostrata dalle donne e dagli uomini avuti alle dipendenze evidenziando un aspetto particolare: nella stessa giornata di 20 anni fa il Reggimento veniva dispiegato in Kosovo nell’ambito dell’Operazione all’epoca denominata “Joint Guardian” per garantire la sicurezza e la protezione della popolazione.

“Molti di quegli stessi soldati sono ora di fronte a noi – ha affermato il Col Di Marco – loro ricordano chiaramente quei tempi, le difficoltà e i sacrifici che hanno dovuto sostenere per riportare la stabilità in questi luoghi. Per questo motivo, per noi Artiglieri dell’8° Reggimento artiglieria terrestre, essere stati al servizio della pace in Kosovo in questo particolare momento storico assume un significato ancor più rilevante, in quanto ci sentiamo veramente parte del processo di stabilizzazione di questo paese, oggi in fase molto avanzata ma che vede ancora necessaria una presenza militare”.

Durante il mandato che volge al termine, i militari del MNBG-W hanno condotto molteplici attività addestrative, volte a standardizzare le procedure e ad aumentare l’interoperabilità con gli altri eserciti, per mantenere un livello di prontezza operativa sempre elevato in caso di risposta a possibili situazioni di compromissione della sicurezza.

Le capacità acquisite sono state messe in atto in diverse operazioni condotte, anche in supporto ad altre forze di KFOR, in momenti che hanno visto innalzarsi il livello tensione interetnica, scongiurando il verificarsi di incidenti e proteste.

Nel bilancio tracciato dal Col Di Marco, riporta il MNBG-W, è stato sottolineato anche il notevole sforzo profuso dal MNBG-W in attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), con la realizzazione di svariati progetti nei campi sociale, sanitario, dell’educazione e a favore delle istituzioni locali, che hanno apportato un ulteriore sostegno al processo di crescita del paese, proseguendo nel solco già tracciato in questo settore da anni dall’Italia.

A testimonianza della sempre maggiore intesa d’assieme che lega l’unità militare con le istituzioni locali, la presenza dei sindaci e dei rappresentanti delle quindici municipalità inserite nell’area di responsabilità del MNBG–W.

La cerimonia ha visto anche la cornice festosa e colorata di circa 30 bambini provenienti dall’asilo materno Nene Kabrini di Prizren, una struttura gestita da Suore Cattoliche della Congregazione delle Angeliche, si apprende.

L’istituto rappresenta un esempio di integrazione religiosa e sociale in quanto ospita 110 bambini, dai 3 ai 6 anni, sia di religione cristiana – cattolici e ortodossi – che di religione musulmana, fa sapere il comunicato.

Prima di ogni altro atto protocollare il Col Di Marco, accompagnato dal Col Pisani, ha deposto una corona in omaggio ai Caduti italiani e a quanti hanno compiuto l’estremo sacrificio per la causa della sicurezza e della prosperità in Kosovo.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: un corso di difesa personale destinato alle donne

Con la consegna degli attestati alle frequentatrici, ha avuto luogo la cerimonia di chiusura del corso di difesa personale femminile tenuto da istruttori del contingente italiano in Kosovo nella città di Peć/Pejë.

Il corso, svolto con personale del contingente italiano in forza al Multinational Battle Group West (MNBGW), è durato oltre 8 settimane, si apprende da un comunicato stampa del 9 maggio scorso dello stesso MNBG-W.

Il progetto, rivolto a donne vittime di violenza domestica, è stato realizzato grazie alla cooperazione tra il personale addetto alla Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), i Liaison Monitoring Team (LMT) del Joint Regional Detachment West (JRDW), le istituzioni locali di Peć/Pejë e l’Organizzazione non governativa (NGO) “Women wellness center”.

L’NGO, nata nel 1999 per assistere le donne vittime di violenza durante il conflitto, attualmente fornisce assistenza a quelle vittime di violenza domestica garantendo una dimora a quelle costrette ad abbandonare il tetto coniugale, spiega il comunicato.

A premessa del corso è stato condotto un ciclo addestrativo finalizzato alla formazione di un team di aiuto istruttori di sesso femminile, per poter meglio interagire con le frequentatrici.

Il tipo di difesa personale proposto è finalizzato esclusivamente a insegnare tecniche e strategie per la difesa da aggressioni a livello fisico, psicologico e verbale – come lo strangolamento o la sopraffazione fisica – applicando prese e leve che permettono alla donna aggredita di evitare la minaccia.

L’attività si poneva l’obiettivo di insegnare alle frequentatrici ad apprendere i movimenti base per divincolarsi e difendersi da un attacco fisico, da attacco con arma bianca o con arma da fuoco, ad acquisire un approccio più sicuro e sereno nella vita quotidiana, nonché a riconoscere le situazioni in cui potrebbero risultare più facilmente vulnerabili alle minacce di possibili malintenzionati, si apprende.

Il Comandante del MNBGW, Colonnello Gianfranco Di Marco, ha espresso la sua soddisfazione per la realizzazione del progetto, auspicando che l’esempio fornito dal corso possa essere utile a sostenere e ad affrontare, con azioni concrete, un tema attuale e molto sentito non solo in Kosovo ma in tutta la società moderna.

Il progetto realizzato è di quelli definiti “no cost”, spiega il MNBG-W, che consentono di mettere a disposizione della comunità civile le competenze e le capacità di impiego duale (dual use) delle Forze Armate. Inoltre, è stato organizzato in stretta collaborazione con le l’Assessorato allo sport e alle pari opportunità del Comune di Peć/Pejë e con l’NGO “Youth Innovation Center” che ha dato la disponibilità della palestra dove svolgere le lezioni.

Recentemente, nel pieno rispetto del mandato della missione KFOR e della neutralità della stessa, un paritetico progetto è stato concluso, in coordinamento con il Joint Regional Detachment South East (JRD SE) a favore delle donne responsabili della “Safe House” gestita dalla NGO “Women Shelter” nel villaggio a maggioranza serba di Bostane, nella Municipalità di Novo Brdo/Novobërdë, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR