Giorgio Napolitano

Auguri ai militari in missione: oggi il messaggio in videoconferenza del Presidente della Repubblica

Oggi, lunedì 22 dicembre, alle 11, nel Comando Operativo di vertice Interforze (COI) all’aeroporto militare Baracca a Centocelle, Roma, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, rivolgerà in videoconferenza il tradizionale messaggio augurale per le prossime festività ai militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto (archivio): stato maggiore Difesa

Rispetto e più considerazione per le Forze Armate da parte di istituzioni, politica e media: è l’appello del CaSMD, amm Binelli Mantelli, nel 91° della costituzione dell’Aeronautica Militare

Si è tenuta ieri mattina, 28 marzo, a Pratica di Mare, la cerimonia che ha celebrato il 91° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare Italiana. Erano presenti il ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale Pasquale Preziosa.

Ad aprire le celebrazioni – a cui hanno partecipato i sottosegretari di Stato alla Difesa, Gioacchino Alfano e Domenico Rossi, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e numerose autorità politiche e militari – la lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il Presidente, sottolineando il valore storico dell’Aeronautica, ha fatto riferimento al “rigoroso rispetto dei vincoli dettati dalla situazione economica del paese che impone un sostanziale ridimensionamento della spesa pubblica”, per cui “la Forza Armata ha intrapreso, con Esercito, Marina e Arma dei Carabinieri, un fondamentale processo di rinnovamento e razionalizzazione delle linee di volo e delle strutture, perseguendo efficacia ed efficienza in una prospettiva di crescente integrazione interforze ed europea delle capacità”.

Il ministro della Difesa, evidenziando l’importanza del ruolo che le Forze Armate sono chiamate a svolgere in termini di Difesa e Sicurezza per la tutela degli interessi del Paese nel contesto dell’Unione Europea e della comunità internazionale, ha fatto appello a una maggiore visibilità: “Abbiamo bisogno anche di coinvolgere l’opinione pubblica affinché si capisca che una Forza Armata bilanciata risponde a un sistema di sicurezza”.

Il Ministro ha successivamente consegnato la Medaglia d’Oro al Merito della Croce Rossa Italiana alla Bandiera di Guerra della 46^ brigata aerea di Pisa, reparto specializzato nel trasporto aereo da sempre in prima linea nelle emergenze e a sostegno di popolazioni in difficoltà.

Il CaSMD, ammiraglio Binelli Mantelli, ha posto l’accento sulla necessità di maggior rispetto e considerazione da parte di istituzioni, politica e media nei confronti delle Forze Armate, “un rispetto e una considerazione che sono certo appartengono alla grande maggioranza degli italiani” ha sottolineato il Capo di stato maggiore della Difesa.

L’ammiraglio Binelli Mantelli ha chiesto con forza “rispetto – non retorica o vuota adulazione – ma informazione e confronti, anche accesi, ma corretti e responsabilmente orientati a rendere più efficiente il sistema”.

E ha specificato: “Lo chiedo per i nostri uomini e donne, compresi i generali, che prima di essere generali sono stati per lunghi anni giovani ufficiali e poi giovani dirigenti, che si sono guadagnati ogni promozione con il loro costante e prezioso impegno”.

In merito alla ristrutturazione nell’ottica di ridimensionamento, il CaSMD ha poi fatto presente che le Forze Armate sono state l’unica amministrazione ad affrontare in modo così puntuale e drastico il processo di riduzione: “Le Forze Armate non temono di dover concorrere al risanamento delle finanze pubbliche; lo stanno facendo da tempo e più recentemente avendo avviato una riduzione epocale di 50.000 posti di lavoro, tra militari e civili, in 10 anni e razionalizzando sempre più accuratamente le strutture e la spesa, riducendo il 30% dei dirigenti (cioè i generali). Nessun’altra Amministrazione lo ha fatto!”.

Questo il discorso integrale del CaSMD, amm Binelli Mantelli:

91° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE

DELL’AERONAUTICA MILITARE

Intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa

Pratica di Mare 28 marzo 2014

  • Ringrazio il Signor MINISTRO, Senatrice Roberta PINOTTI, per la Sua presenza all’odierna cerimonia, che testimonia la vicinanza delle Istituzioni all’Aeronautica Militare.
  • Rendo omaggio alle Bandiere di Guerra dell’Aeronautica Militare e della 46^ AeroBrigata, testimoni di quanti, in nome di quel Tricolore, hanno sacrificato la loro vita e di quanti oggi fanno onore a queste Bandiere, operando con dedizione e disciplina in ogni circostanza.
  • Generale PREZIOSA, caro Pasquale, la presenza dei Capi di Stato Maggiore dell’Esercito e della Marina, dei Comandanti Generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e del Segretario Generale della Difesa è la prova tangibile dell’apprezzamento verso l’Arma Azzurra.
  • L’Aeronautica Militare è la Forza Armata più giovane e più “interforze. Nata 91 anni fa dalle “costole” dell’Esercito e della Marina, in pochi anni ha saputo guadagnarsi una indiscussa leadership nella 3^ dimensione, affiancata e affratellata dalle componenti aeree delle altre Forze Armate.
  • Essere “interforze” significa prima di tutto sapere operare insieme, ovvero armonizzare le diverse componenti dello Strumento Militare attraverso una chiara e unitaria catena di comando, nel rispetto dei compiti, delle responsabilità e delle specificità di ciascuna Forza Armata. Le nostre diversità sono la nostra forza!
    • Ogni componente aerea, anche quando usa la stessa “macchina”, ha necessità, scopi ed approcci differenti, proprio per la sua specificità di impiego (strategica e abilitante a braccio lungo per l’Aeronautica). Sono caratteristiche che vanno assolutamente preservate e salvaguardate.
    • L’Arma Azzurra ha saputo guadagnarsi “sul campo” (o meglio, nei cieli) la stima e la considerazione degli Italiani e dei Partner internazionali.
    • Una Forza Armata di valore e di valori che ha sempre potuto contare sullo spirito di servizio, sul coraggio e sul senso di responsabilità del suo personale.
    • Qualità oggi concretamente rappresentate dai 4 militari che – a breve – saranno decorati per il loro esemplare comportamento.
    • Un impegno riconosciuto anche dalla Croce Rossa Italiana che conferirà oggi alla Bandiera di Guerra della 46^ Brigata Aerea la “medaglia d’oro al merito”.
    • Le motivazioni che sentiremo sottolineano tre aspetti:

–       la costante e determinata presenza dell’Aeronautica nei Teatri di Operazione;

–       il contributo anche del singolo per l’Innovazione, con soluzioni nuove e “fuori dagli schemi”, conseguendo anche significativi risparmi di risorse. La capacità di “mettere in discussione” in maniera costruttiva le metodologie e le prassi consolidate;

–       e infine la “duttilità” delle Forze Armate e dell’Aeronautica in particolare, che quotidianamente assicura la sorveglianza e la sicurezza dei nostri cieli ma che è anche impegnata a supporto della collettività in operazioni di trasporto umanitario e sanitario d’urgenza, così come nell’assistenza alle popolazioni in caso di rischi o pubbliche calamità e al servizio meteorologico.

  • Questi tre aspetti richiamano, ancora una volta, la centralità della risorsa umana.
  • E proprio in questo quadro colgo l’occasione per chiedere con forza a tutte le istituzioni, alla politica, al mondo dell’informazione un rinnovato rispetto e una concreta considerazione per le Forze Armate, per i nostri Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri e personale civile, che ogni giorno svolgono con disciplina e dedizione il loro lavoro, mettendo da parte le difficoltà e i disagi personali, perché credono e rispettano la nostra Istituzione.
  • Un rispetto e una considerazione che sono certo appartengono alla grande maggioranza degli italiani.
  • Questa mattina sentivo la signora della Ditta di pulizie nella stanza affianco del mio ufficio canticchiare la canzone del Piave… a 100 anni dalla 1^ G.M. … mi ha commosso. E’ questa l’Italia, questi gli Italiani che lavorano e ci vogliono bene; a loro dobbiamo il nostro silenzioso servizio.
  • Le Forze Armate non temono di dover concorrere al risanamento delle finanze pubbliche; lo stanno facendo da tempo e più recentemente avendo avviato una riduzione epocale di 50.000 posti di lavoro, tra militari e civili, in 10 anni e razionalizzando sempre più accuratamente le strutture e la spesa, riducendo il 30% dei dirigenti (cioè i generali).
  • Nessun’altra Amministrazione lo ha fatto!
  • Ma le Forze Armate pretendono il rispetto del loro ruolo e del loro impegno.
  • In nostro personale, militare e civile, non guarda soltanto al proprio portafoglio e alle conseguenti non poche difficoltà personali e familiari, ma è orgoglioso di far parte di un’organizzazione efficiente e apprezzata a livello internazionale e di cooperare confrontandosi, senza vergogna né timori, con alleati ben più ricchi di noi.
  • Le polemiche e gli attacchi molto spesso strumentali cui veniamo giornalmente e sistematicamente sottoposti minano le radici più profonde della coesione e della motivazione dei reparti, le fondamenta e i pilastri su cui poggia la nostra operatività.
  • Una operatività dimostrata ogni giorno, dall’Afghanistan, al Mediterraneo, ai nostri cieli, che i complessi e repentini sviluppi della situazione internazionale richiedono in misura anche maggiore che in passato.
  • Per questo chiedo rispetto – non retorica o vuota adulazione – ma informazione e confronti, anche accesi, ma corretti e responsabilmente orientati a rendere più efficienti il sistema.
  • Lo chiedo per i nostri uomini e donne, compresi i generali, che prima di essere generali sono stati per lunghi anni giovani ufficiali e poi giovani dirigenti, che si sono guadagnati ogni promozione con il loro costante e prezioso impegno.
  • Un esempio – ci è già stato ricordato dal Generale PREZIOSA – viene dal Generale CALLIGARIS e dal suo giovane allievo pilota, il Capitano LOZZI, recentemente caduti in attività addestrativa e accomunati da un’identica passione per il volo, come tanti oggi qui presenti.
  • Di questo, da Capo di Stato Maggiore della Difesa, continuerò a farmi interprete, con sempre maggiore determinazione, perché ciascuno dei nostri uomini e donne, la loro motivazione, il loro senso di appartenenza, per usare un termine acconcio all’attuale celebrazione, è l’aereo più delicato e prezioso del nostro arsenale.
  • E in momenti complessi come quello attuale occorre agire in maniera risoluta, ma prendere decisioni ponderate, lungimiranti e condivise, nell’esclusivo interesse della Nazione, con la consapevolezza della centralità del personale e dell’importanza dello strumento militare, che non può prescindere da capacità moderne e innovative nelle quale l’A.M. è protagonista.
  • Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Avieri, Personale civile dell’Aeronautica Militare; aviatori, di ieri e di oggi, a Voi, a tutti Voi il mio affetto, la mia riconoscenza e il mio impegno a sostenervi sempre, anche a nome di tutti gli uomini e donne con le stellette.
  • A tutti Voi il mio più vivo apprezzamento per quanto avete fatto e per quanto, sono certo, continuerete a fare con amore e con immutato entusiasmo …

… per l’Aeronautica Militare,

per le Forze Armate,

per l’Italia!

Fonte e foto: stato maggiore della Difesa

Messaggio di auguri del Presidente della Repubblica Napolitano ai militari. Videoconferenza oggi al COI

Oggi, 20 dicembre 2013, a partire dalle 11, presso il Comando Operativo di vertice Interforze (COI) di Via di Centocelle a Roma, all’interno dell’ex aeroporto militare di Centocelle Francesco Baracca, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accompagnato dal Ministro della Difesa, Mario Mauro, rivolgerà in videoconferenza il tradizionale messaggio augurale per le prossime festività ai militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto d’archivio: stato maggiore della Difesa

Festa della Repubblica, 2 giugno: le Forze Armate rendono omaggio alla Repubblica e al Presidente con una parata in misura ridotta

Sarà una parata “fortemente contenuta rispetto al passato”, si apprende dal sito della Difesa, ma rappresenterà comunque l’omaggio che il personale militare e civile della Difesa e dei Corpi Armati e non dello Stato rendono alla Repubblica Italiana e al suo Presidente nel giorno del 2 giugno.

A Roma le celebrazioni avranno inizio a Piazza Venezia, dove il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accompagnato dalle più alte cariche dello Stato, deporrà una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto in ricordo di tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo Stato con impegno e abnegazione, sino all’estremo sacrificio della vita.

L’anniversario della proclamazione della Repubblica è occasione di riaffermazione della coesione e dell’unità del Paese, del coraggio con cui il Popolo italiano sta affrontando e affronterà le sfide che ha davanti a sé.

Lo sfilamento lungo via dei Fori Imperiali inizierà alle ore 10.00.

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Fonte: difesa.it

Foto: difesa.it

Anniversario Esercito Italiano, il CaSME dal Presidente Napolitano consegna Tricolore dell’RC-W di ISAF

In occasione del 152° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto ieri pomeriggio, presso il Palazzo del Quirinale, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, e una rappresentanza di allievi degli Istituti militari.

Nell’ambito dell’incontro, il generale Graziano, dopo un indirizzo di saluto, ha consegnato al Capo dello Stato il Tricolore utilizzato dal contingente nazionale a Herat, in Afghanistan, per la cerimonia dell’Alzabandiera presso il Regional Command-West (RC-W) di ISAF.

Sono quattro gli Istituti militari dell’Esercito, veri e propri centri di formazione d’eccellenza: l’Accademia Militare, con sede a Modena, per la formazione di base degli allievi ufficiali dell’Esercito e dei Carabinieri; la Scuola sottufficiali dell’Esercito, di Viterbo, responsabile della formazione di base e avanzata dei sottufficiali della Forza Armata; le Scuole militari Nunziatella, di Napoli, e Teuliè, di Milano, college all’avanguardia nell’educazione, che consentono agli allievi frequentatori di conseguire la maturità classica o scientifica.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Anniversario Esercito Italiano: a Kabul gli italiani di ISAF spengono le 152 candeline per l’anniversario dell’Esercito

Ieri mattina, 8 maggio, i militari italiani in servizio al Comando dell’International Security Assistance Force (ISAF) si sono fermati un momento per celebrare il 152° anniversario della fondazione dell’Esercito Italiano. Con una breve e sentita commemorazione gli intervenuti hanno dato lettura dell’ordine del giorno a firma del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano.

“Oggi – scrive il generale Graziano – le supreme virtù militari dimostrate dall’Esercito, in tante occasioni nel corso della sua storia, sono quotidianamente confermate e vivificate dalla straordinaria professionalità e dall’altissimo senso del dovere con cui operano i circa 9mila nostri uomini e donne impegnati nelle numerose ed impegnative operazioni che vedono protagonista la Forza Armata, sia in Patria sia al di fuori dei confini nazionali”.

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto rendere omaggio all’Esercito con le sue parole: “Depositario di antiche e gloriose tradizioni, l’Esercito è oggi un’organizzazione moderna e professionale che, con le altre Forze Armate, promuove nel mondo i valori della pace, della sicurezza e della Nazione in piena coerenza con il lungimirante articolo 11 della Costituzione repubblicana. L’impegno generoso e costante dei militari italiani sotto l’egida delle organizzazioni internazionali è di fondamentale rilevanza per il libero e ordinato progresso di un mondo in rapida e profonda trasformazione. La crisi economica in atto impone costanti sforzi volti a perseguire il mantenimento dell’efficienza nel quadro di una sempre più limitata disponibilità di risorse”.

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Fonte: Ufficio del Capo di stato maggiore del Comando ISAF

Foto: Ufficio del Capo di stato maggiore del Comando ISAF

Presidente Napolitano all’Altare della Patria dopo giuramento. Le foto

Dopo la cerimonia del giuramento per il suo secondo mandato, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è recato presso l’Altare della Patria ove ha reso gli Onori ai Caduti, deponendo una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto.

Al suo arrivo, il Presidente, che è Capo Supremo delle Forze Armate, è stato accolto dal Capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

Le foto dell’evento sono dello stato maggiore della Difesa.

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Il Capo dello Stato all’Altare della Patria subito dopo il giuramento per il suo secondo mandato: CaSMD accoglie Capo Supremo delle Forze Armate (22 aprile 2013)

Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Presidente Napolitano all’Altare della Patria subito dopo il giuramento per il suo secondo mandato: CaSMD accoglie Capo Supremo delle Forze Armate

Questo pomeriggio, subito dopo la cerimonia del giuramento per il suo secondo mandato, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è recato presso l’Altare della Patria ove ha reso gli Onori ai Caduti, deponendo una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto.

Al suo arrivo, il Capo dello Stato è stato accolto dal Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, che “a nome suo e di tutte le Forze Armate” ha formulato al Capo dello Stato, Capo Supremo delle Forze Armate, “i più sinceri auguri per la Sua rielezione a Presidente della Repubblica e i più profondi sentimenti di rispetto, stima e affetto di tutti gli uomini e le donne con le stellette”.

Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: Ansa

La delusione dello stallone facilitatore

By Vincenzo Ciaraffa

Presso gli istituti zootecnici dove si pratica l’inseminazione artificiale, prima che il veterinario introduca il liquido seminale nel dotto genitale delle fattrici mediante una cannula, un focoso stallone è legato nei paraggi delle cavalle da inseminare e la cui presenza ha la funzione di eccitare le loro ovaie e far andare a buon fine quella che potremmo definire fecondazione assistita.

Ecco, quegli stalloni – che, poveretti, restano sempre con un palmo di naso – potrebbero essere definiti “facilitatori”.

Non è stato un caso, perciò, che Giorgio Napolitano abbia definito con questo stesso termine i cosiddetti dieci saggi da lui nominati il 30 marzo scorso, affinché, in dieci giorni (sic!), indicassero al Parlamento le cose più urgenti da farsi per evitare lo sprofondamento del Paese.

Insomma, i saggi dovevano essere i facilitatori di un Parlamento che, dopo cinquanta giorni dalle elezioni mentre scriviamo, non è riuscito a esprimere neppure uno straccio di governo.

La loro nomina, in realtà, doveva servire al Presidente della Repubblica da alibi per dare il tempo a Bersani di portare a termine l’assedio della fortezza dei grillini allo scopo di poter catturare dei voti che gli potessero assicurare una maggioranza al senato. E questo scenario l’ha sintetizzato molto bene una persona al di sopra di ogni sospetto, il “saggio Onida”, ai malandrini della Zanzara: «Siamo inutili, serviamo per coprire la fase di stallo».

Il diavolo, però, sa fare le pentole ma non i coperchi! Il tentativo quirinalizio, infatti, non ha ottenuto il risultato auspicato perché l’unica cosa che Bersani è riuscito a catalizzare nella sua disperata ricerca di alleati è stata un’altra raffica di vaffanculo da parte di Grillo. Sicché a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, il presidente si è ritrovato senza aver conseguito lo scopo e tra le mani una relazione di cui non sa cosa farsene perché essa è un imbarazzante insieme di ovvietà. Ne citiamo soltanto alcune, partendo dall’introduzione: «Questo documento non è un programma di governo, organico e sviluppato in un’ottica di lungo termine. Non può essere e non è un manifesto politico. Non è neanche una mera nota descrittiva dei problemi».

Che c…. è allora! E’ semplicemente fumo senza arrosto se non un arrosto vecchio e avariato come il superamento dell’attuale legge elettorale, l’abolizione di una Camera, la riduzione dei parlamentari, lo sviluppo economico equo e solidale: cose che gli italiani stanno sentendo da una vita senza che siano mai realizzate! Ciò che nessuno ha detto ufficialmente al Presidente Napolitano, ma che tutti i cittadini pensano, è che non ci volevano dieci saggi, nominati peraltro, senza il conforto della Costituzione, per additare alla politica dei problemi che si sono incancreniti perché quella stessa politica non ha saputo risolverli nel corso degli anni e in contingenze molto più favorevoli di quelle attuali.

Di questo deve essersi, alfine, accorto lo stesso Napolitano che ha pensato bene di mettere le mani avanti: «Le relazioni che mi sono state presentate questa mattina fanno parte delle mie consegne al nuovo Presidente della Repubblica, oltre che essere oggetto, in questi giorni, della mia riflessione». Come dire che se il 30 marzo scorso la relazione da partorirsi da parte dei saggi quirinalizi doveva (ufficialmente) servire a tratteggiare un programma, breve ed essenziale, per un governo di larghe intese, il 12 aprile quella relazione si è trasformata in “consegne” per il nuovo presidente della Repubblica.

Suvvia, Presidente, non faccia così: il suo successore non scenderà dalla luna e, perciò, conosce più che bene i problemi dell’Italia! D’altronde cosa potevano decidere d’innovativo dei “saggi” che sono essi stessi l’espressione dei poco saggi partiti sedenti in Parlamento e che stanno lottando con le unghie e con i denti per mantenere benefit e privilegi?

La riprova di questa identità di vedute è che essi non hanno proposto l’unica cosa che scuoterebbe veramente le fondamenta della casta di cui fanno parte e ridarebbe fiducia nelle istituzioni agli italiani: l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione sulla quale, peraltro, i nostri connazionali si sono già espressi una volta ed anche a schiacciante maggioranza.

Per rimanere nell’ambito del linguaggio da istituto zootecnico con cui abbiamo iniziato, possiamo terminare affermando che i “facilitatori” hanno assolto il loro compito che era quello di dare il tempo a Bersani di trovare una qualche soluzione miracolistica che gli consentisse di realizzare un governo che imbarcasse anche i grillini. L’operazione, però, non è riuscita. E adesso chi lo riporterà lo stallone deluso e infoiato nella stalla?

Vincenzo Ciaraffa

Foto: RaiGiornaleradio

Il Pentagono apprezza la grazia concessa dal Presidente Napolitano al colonnello Joseph Romano

La grazia concessa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al colonnello statunitense Joseph Romano – condannato a una pena di cinque anni inflitta con sentenza della Corte d’Appello di Milano del 15 dicembre 2010, divenuta irrevocabile il 19 settembre 2012 , nell’ambito del rapimento dell’imam egiziano Abu Omar nel 2003 – è stata apprezzata dal segretario alla Difesa americano Chuck Hagel, che la considera coerente con la condivisione di vedute tra Italia e Stati Uniti in relazione agli accordi che regolano la NATO.

Ecco il testo della dichiarazione, datato 6 aprile 2013 (foto):

Statement by Press Secretary George Little on Clemency Granted to U.S. Air Force Colonel Joseph Romano

Secretary Hagel welcomes the news of President Napolitano’s decision to grant clemency to U.S. Air Force Col. Joseph Romano, and appreciates the Italian government’s careful consideration of this matter. The United States and Italy have a strong partnership on a wide range of issues, including close cooperation on NATO defense issues. We believe that this decision is consistent with the shared views of the governments of United States and Italy on the terms of the NATO Status of Forces Agreement.

Fonte: US Department of Defense

Foto: US Department of Defense