Giovanni Nistri

Il CaSMD Gen Vecciarelli alla Berlin Security Conference 2019: attenzione ai flussi migratori dal sud

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, è intervenuto alla Berlin Security Conference (BSC) 2019, si apprende da un comunicato stampa odierno dello Stato Maggiore della Difesa (SMD).

La conferenza berlinese rappresenta un convegno tra i più importanti in Europa ed è dedicato alla policy di Sicurezza e Difesa.

Il congresso, giunto alla sua 18^ edizione, riunisce annualmente prestigiosi relatori rappresentanti dei governi, delle Forze Armate, dell’industria dei Paesi europei, delle principali organizzazioni internazionali e affronta i rilevanti temi riguardanti la Difesa e la Sicurezza collettiva.

Nell’ambito del suo intervento, il Gen Vecciarelli ha affermato che è “Fondamentale adattare la nostra capacità di rispondere alle minacce in evoluzione. Tutto questo richiede approcci diversi e capacità migliorate. I nostri strumenti militari devono cambiare ed essere pronti ad affrontare tali sfide”.

La BSC 2019, si apprende, è stata organizzata dal quotidiano nazionale tedesco Behörden Spiegel a Berlino su due giornate dedicate al tema “L’Europa e le sue sfide esterne – un approccio a 360° in un momento di incertezze”.

Il CaSMD ha ringraziato l’organizzazione per l’esclusiva opportunità concessa ai rappresentanti dei Paesi convenuti alla BSC per sviluppare uno scambio di punti di vista sulle nuove sfide alla sicurezza globale e per definire una solida cooperazione.

In particolare, il Gen Vecciarelli ha affrontato il delicato tema del terrorismo nelle aree di interesse nazionale (Mediterraneo e Africa), evidenziando la necessità di promuovere un approccio a 360° tramite le Organizzazioni Internazionali e accordi bilaterali e di riportare così il Mediterraneo al centro del dibattito europeo, riferisce SMD.

Nel prosieguo dell’intervento il CaSMD ha sottolineato come “un approccio a 360° deve includere anche le direzioni da cui provengono le minacce con particolare attenzione ai flussi migratori provenienti dal lato sud, inoltre ha evidenziato come “gli elementi della minaccia globale non sono mutati, ma è cambiata la nostra percezione e la celerità con cui si manifesta che richiede una risposta veloce – The Speed of Relevance”.

Nel suo intervento, il Gen Vecciarelli ha confermato l’importanza centrale del processo di digitalizzazione delle Forze Armate che “sarà uno degli argomenti chiave del prossimo decennio quale fattore fondamentale per il miglioramento”.

All’evento, aperto ieri dal Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, hanno preso parte anche il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il Capo di Stato Maggiore della Marina (CaSMM), Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica (CaSMA), Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri.

Fonte e foto: SMD

COMFOPSUD: celebrato il ventennale dell’ingresso in Kosovo del contingente italiano

Conclusa con una cerimonia militare in piazza Carlo II a Napoli, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, del Comandante Generale dell’Arma del Carabinieri Generale di Corpo d’armata Giovanni Nistri, degli ex Comandanti del Contingente italiano in Kosovo, del Sindaco di Caserta e di altre autorità locali, la due giorni di celebrazioni per il ventennale dell’ingresso del Contingente Italiano in Kosovo, avvenuto nel giugno del 1999.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 20 settembre il Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD) di Napoli.

La manifestazione è stata aperta ufficialmente giovedì nei saloni della Reggia di Caserta con la conferenza storico rievocativa tenuta dal Generale di Corpo d’Armata (in quiescenza) Mauro Del Vecchio, primo Comandante del Contingente Italiano in Kosovo e Comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi che ha ripercorso l’ingresso nei territori kosovari dei militari italiani raccontando la sua esperienza, corredata da quella degli altri Comandanti presenti, tra i quali il Generale di Corpo d’armata Carlo Cabigiosu, primo Comandante italiano della Forza NATO di KFOR.

A corollario della conferenza è stata allestita una mostra video fotografica riferita agli accadimenti di quel periodo.

Durante la cerimonia militare in piazza, in cui erano presenti i reparti e molti dei protagonisti che nel 1999 diedero inizio alla missione, il Generale Farina, anch’egli ex comandante della Kosovo Force da settembre 2013 a settembre 2014, ha sottolineato quanto KFOR sia una missione importante che contribuisce alla stabilizzazione dei Balcani occidentali e, in termini più ampi, dell’intera Europa, spiega il comunicato, aggiungendo che in tale ambito l’Esercito Italiano svolge un ruolo primario sia per il mantenimento della sicurezza nell’area sia per l’integrazione degli attori regionali con l’Unione Europea.

Il Gen Farina ha così proseguito: “La nostra tradizione culturale improntata al dialogo e al rispetto verso il prossimo e la formazione attenta e costante dei nostri militari sono stati elementi fondamentali per ottenere in Kosovo la fiducia, la sinergia, il dialogo e il rispetto tra le parti. I Comandanti e i Soldati italiani dell’Esercito, dei Carabinieri e dell’Aeronautica e della Marina che negli anni hanno operato in Kosovo hanno sempre dimostrato altissima preparazione e ferma determinazione sul campo coniugando l’uso proporzionato della forza con un atteggiamento proattivo e imparziale tra le parti. Solo con un approccio multidimensionale, coordinato e integrato con ogni altro soggetto operante sul campo è possibile ottenere grandi risultati. Questi aspetti sono infatti alla base del motto more togheter che coniai durante il mio mandato da Comandante di KFOR”.

La missione in Kosovo, nella denominazione di KFOR (Kosovo Force), iniziò il 12 giugno 1999, su mandato delle Nazioni Unite, con l’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza della Risoluzione 1244, che autorizzava l’impiego di un contingente militare inizialmente composto da circa 50.000 militari provenienti da Paesi NATO e altri alleati, ricorda il comunicato stampa del COMFOPSUD.

Il Contingente italiano, composto allora da circa 6.500 uomini delle unità della Brigata Garibaldi e da assetti specialistici di altre Forze Armate, entrò in Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiunse la città di Pec il mattino del 14 giugno 1999. Alla Brigata italiana, Brigata Multinazionale Ovest (MNB-W), venne assegnata la responsabilità dell’area ovest.

Attualmente all’operazione Joint Enterprise in Kosovo partecipano 28 paesi, con un impegno complessivo di forze di circa 4.000 unità, e il Comando della Kosovo Force è affidata in modo continuativo a un Generale dell’Esercito italiano dal 2013, ricorda il comunicato.

Fonte e foto: COMFOPSUD

Accademia Militare: il giuramento del 199° corso Osare

Gli allievi ufficiali del 199° corso Osare dell’Accademia Militare di Modena hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana lo scorso 26 gennaio, fa sapere l’Esercito con un comunicato stampa.

La cerimonia si è svolta nella storica cornice dell’Accademia Militare di Modena nella mattina del 26 gennaio, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Danilo Errico, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, gen Giovanni Nistri, del padrino del 199° Corso Osare, il gen Rosario Aiosa, Medaglia d’Oro al Valor Militare, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose.

Nel suo intervento, il CaSMD, dopo aver salutato tutte le autorità intervenute e i tanti familiari accorsi per l’evento, ha detto: “Gli allievi ufficiali di oggi di tutte le Forze Armate nella loro carriera sicuramente opereranno spesso all’estero, in operazioni complesse, moltissime volte con colleghi di altre nazioni e in un mondo che diventa sempre più competitivo, dovranno contribuire con i fatti a guadagnare e consolidare il prestigio dell’Italia”.

Il CaSME, gen Errico, rivolgendosi ai giovani Allievi Ufficiali ha sottolineato: “Vi garantisco, per esperienza vissuta, che questo è il lavoro più bello che ci sia e oggi, al termine della mia carriera, mi rivedo in voi, carichi di aspettative e speranze nell’affrontare una vita con le stellette tutta da scoprire e da costruire. Sono sicuro che, come è successo per me, non vi deluderà!”.

“Il 199° corso “Osare” è composto da 220 Allievi Ufficiali, di cui 22 stranieri e 198 italiani provenienti per il 25% dal Nord, 27% dal Centro, 36% dal Sud e 12% Isole”, fa sapere l’Esercito.

L’Accademia Militare di Modena, istituita il 1 gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia, è oggi l’istituto di formazione militare a carattere universitario responsabile della formazione iniziale dei futuri ufficiali d’arma e medici del ruolo normale dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, in un percorso di studi che porterà al conseguimento della laurea in Scienze Strategiche, Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Veterinaria o Farmaceutica e Giurisprudenza.

Scade l’8 febbraio 2018 il bando di concorso per presentare la domanda di ammissione, ricorda la Forza Armata.

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Fonte e foto: PI SME; Accademia Militare

Nuove nomine CaSME e Carabinieri: il CaSMD gen Graziano si congratula con il gen Farina e con il gen Nistri

“A nome mio e di tutto il personale, militare e civile, delle Forze Armate voglio esprimere le più vive congratulazioni per le nomine del Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina a Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri a Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri”.

Sono le parole con cui il gen Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), ha voluto salutare la decisione assunta il 22 dicembre dal Consiglio dei Ministri per la designazione dei nuovi vertici dell’Esercito e dei Carabinieri, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa.

“Queste nomine sono il giusto riconoscimento dell’eccezionale percorso professionale dei due alti Ufficiali. La loro esperienza e professionalità – ha continuato il gen Graziano – li rende particolarmente idonei per proseguire nell’attività ormai indispensabile di riorganizzazione e ottimizzazione dello strumento militare italiano”.

Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: JFC BS; ilcorrieredelgiorno.it