Iraq

Via dall’Iraq: “strategia del successo” per il Min Trenta. “E’ questo il cambiamento?” chiede il gen Santo

By gen Vincenzo Santo

La confusione nelle parole, come al solito

L’Iraq non è un posto tranquillo. Del resto, quale parte del mondo lo è? L‘Iraq, sta cercando di uscire da un decennio maledetto in cui il falso scopo di instaurare la democrazia ha annebbiato, con le risibili fantastiche bugie di Bush e Blair circa ipotetiche pistole fumanti mai trovate, le menti di tutto il mondo. Nascondendo quello che c’è di reale cioè, in soldoni e per semplificare, la necessità strategica americana di presidiare quell’area e di non lasciare spazio ad altri. Soprattutto oggi, che nel quadrante si è affacciata anche la Russia, grazie ai bizzarri entusiasmi occidentali per le primavere arabe.

E ci siamo anche noi italiani. Per quale ragione ci siamo andati a impantanare da quelle parti? Difficile a dirsi. I politici, vecchi e nuovi, diranno per gli interessi nazionali, senza saperli nominare questi interessi. La realtà è più semplice, invece. Siamo lì perché non sappiamo dire di no agli alleati, assumendo erroneamente il fatto che essere in un’alleanza sia di per sé un interesse senza capire che, invece, si sta in un’alleanza solo se l’esserci ci garantisce il conseguimento di uno o più obiettivi che sottendono un nostro interesse o più di uno. E dire che ci siamo andati perché c’eravamo già stati (perché?) o per garantire che l’ENI acquisisse un bel contratto nel 2009 assieme a coreani, iracheni stessi e americani, sono sciocchezze.

Se non si comprendono queste differenze è giocoforza che ne escano poi degli aborti concettuali del tipo “strategia del successo”. Che significa? E poi, come lo si misura questo successo? Una strategia per il successo mi suonerebbe più chiaro.

Ha detto infatti il Ministro della Difesa, in visita a Mosul, che “… come saprete, il Governo italiano sta affrontando il tema della riconfigurazione del nostro impegno in questa area. Sarà la nostra una strategia d’uscita che voglio definire strategia del successo … l’importante non è l’uscita, ma il successo …”. Certo, persino ovvio, non siamo alle olimpiadi.

Tanto per cominciare, si dia uno sguardo al sito della Difesa relativo alla “Prima Parthica”, nella pagina della “missione”. Non esiste una missione, esistono compiti. Cosa molto diversa.

La missione formula anche lo scopo del fare qualcosa (compito) e questo scopo, in poche parole, ci conduce all’end state.

Cioè, in poche parole, l’operazione termina quando quel particolare stato di cose è stato conseguito, alla confluenza di più “linee di sforzo”.

A quella missione si associa un requisito ben specifico di forze che devono essere fornite da qualcuno perché si conduca un’operazione con la quale quella missione venga quindi soddisfatta.

Va da sé che qualsiasi configurazione – ha usato questo termine la Trenta – debba discendere da un’analisi che vada per esempio a dettagliare se si stia facendo la cosa giusta e se quella cosa, pur giusta, la si stia facendo bene.

Ora, mi chiedo, a che punto siamo?

Il Ministro della Difesa ha dichiarato, in quel di Mosul che “… oggi l’Iraq rappresenta il fronte avanzato dell’impegno comune nella lotta contro il terrorismo internazionale e non ci possono essere strategie diverse per combatterlo se non farlo dove si presenta e dove sono le sue radici …”.

Si può essere d’accordo. Tuttavia, non ho colto parole volte a delineare una valutazione in merito. Cioè, si ritiene che il terrorismo, quello con radici in Iraq (ammesso che sia serio fare questa distinzione), che non è solo l’ISIS ben inteso, stia per essere definitivamente sconfitto o già lo è? In questo secondo caso, per quale ragione non si chiude in poche settimane? Se invece sta per esserlo, quali sono le valutazioni fatte per procedere a una riconfigurazione? E se i lavori della ditta Trevi sono terminati, perché tutto il contingente della “Task Force Praesidium” (che viene definita nel suddetto sito, in modo ridicolo, non una missione di combattimento) non rientra subito? Che cosa significa, in questo quadro concettuale “… alleggeriremo la nostra presenza …”? Le forze di sicurezza irachene e i curdi che prepariamo (chissà se ne avevano davvero bisogno) sono pronte? Come si sta misurando quindi, e con quali criteri lo si sta facendo, il successo o meno delle varie componenti nazionali presenti nella condotta delle rispettive attività in Iraq?

Troppe domande? Vero, ma è tempo che gli italiani le inizino a porre per comprendere, dalle risposte, se il cambiamento è reale o solo fuffa.

Gen Vincenzo Santo

Foto dal profilo twitter del Ministro della Difesa on Elisabetta Trenta (@Eli_Trenta)

Prima Parthica, OIR: prosegue la lotta a Daesh con i corsi dei Carabinieri

“La Police Task Force-Iraq, guidata dall’ Arma dei Carabinieri e inquadrata nella missione Operation Inherent Resolve (OIR) – Prima Parthicascrive lo stato maggiore della Difesa (SMD) in un comunicato stampa di oggi, 25 ottobre –  prosegue nella conduzione di attività addestrative a supporto delle forze di polizia irachene e curde, fornendo ausilio nella complessa transizione da assetti impiegati in operazioni militari ad agenzie di sicurezza poste a presidio della legalità e a tutela dei cittadini”.

Nei giorni scorsi, si apprende, alla Iraqi Federal Police Special Training School di Bagdad, si sono conclusi con successo il 17° corso Law & Order, il 19° Crowd & Riot Control e il 13° corso Cultural Heritage Protection, tenuti dal personale dell’Arma dei Carabinieri che, nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve – Prima Parthica e con la partecipazione di numerosi partners internazionali, quali le Polizie del Canada, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia, ha il compito di fornire assistenza alle forze di polizia irachene, svolgendo attività di addestramento e mentoring nella fase cruciale di lotta a Daesh.

In particolare, spiega SMD; i 32 frequentatori del Cultural Heritage Protection Course, molti dei quali già esperti di settore, hanno acquisito ulteriori fondamentali nozioni per le investigazioni in tale ambito e soprattutto per quanto concerne la condivisione informativa e il contrasto alle attività di scavo clandestino e al commercio illegale di reperti archeologici.

L’interesse e la sensibilità in questo settore è tale che da gennaio di quest’anno un team di Carabinieri di “addestramento e consulenza in tema di tutela del patrimonio culturale” è schierato, con compiti di consulenza e addestramento, presso le sedi UNESCO di Baghdad ed Erbil, fa sapere la Difesa.

In totale, grazie a questi ultimi tre corsi, sono stati addestrati 432 iracheni appartenenti alle diverse forze di polizia ricevendo una formazione specifica nelle procedure di intervento di polizia (controllo del territorio, uso calibrato della forza secondo un’escalation di proporzionalità alla minaccia, tecnica di arresto e di ammanettamento e uso delle armi non letali), sul codice etico e di condotta del poliziotto verso le istituzioni pubbliche e la società civile con l’applicazione di standard del diritto internazionale umanitario.

Nella sede di Erbil, inoltre, si è concluso il 4° corso Police Female Officer condotto dalla Task Unit Carabinieri, rinforzata da personale femminile dell’Arma, a favore di 24 operatrici delle diverse forze di polizia della Regione Autonoma del Kurdistan.

Durante il modulo sono state approfondite tematiche inerenti alla tutela dei diritti umani e al trattamento delle vittime di violenze domestiche. Le partecipanti sono state coinvolte in attività pratiche nelle quali hanno sperimentato le tecniche di maneggio delle armi, perquisizioni personali, veicolari e tecniche di immobilizzazione.

La formazione delle Forze di Polizia irachene rappresenta oggi la priorità della Coalizione internazionale e testimonia, nell’ambito della missione in Iraq Inherent Resolve, lo sforzo compiuto dalle Forze Armate Italiane per la sconfitta di ISIS.

Il contributo italiano si sostanzia nell’operazione Prima Parthica e prevede lo schieramento di 1.100 militari suddivisi tra assetti Esercito, Aeronautica e Arma dei Carabinieri.

“La Police Task Force – Iraq è schierata a Baghdad dal 2015 e ha sinora addestrato oltre 22.000 poliziotti iracheni e curdi, contribuendo in maniera determinante al processo di normalizzazione dell’Iraq, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa, Il CaSMD gen Graziano: “ISIS geograficamente sconfitto in Iraq con il supporto della Coalizione, ma resta un fenomeno magmatico”

“L’ISIS è stato sconfitto da un punto di vista geografico e la coalizione ha supportato le forze irachene che, combattendo una lunga battaglia e pagando un prezzo elevato, sono riusciti a sradicare il terrorismo nella sua forma territoriale, ma l’ISIS non è scomparso, rimane occulto ed è diventato un fenomeno che può definirsi magmatico.”

Così il Capo di stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, secondo quanto ha riferito ieri, 17 settembre, lo stato maggiore della Difesa, citando l’intervista di Rai News24 durante la visita del Generale al contingente italiano schierato nell’ambito della Coalizione anti Daesh.

“Per eliminare definitivamente il terrorismo di questo tipo – ha sottolineato il gen Graziano – ci vorrà ancora molto tempo”.

“Le forze irachene stanno operando bene, ma è importante che la comunità internazionale continui ad assicurare loro l’addestramento e il supporto per metterle davvero in condizione di poter garantire la sicurezza del Paese”, ha poi aggiunto il Capo di SMD.

“Come abbiamo visto il terrorismo può essere sconfitto geograficamente, cambiare nome, cambiare regione e area ma non sarà mai debellato definitivamente fino a quando non saranno eliminate le ragioni per cui è nato.

L’Iraq è in una situazione critica e di forte instabilità da moltissimi anni e io credo che rimanga importante avere la consapevolezza, a livello internazionale, dell’importanza di dover supportare ancora il Paese affinché non si ricrei più una situazione analoga a quella esistente quando l’Isis ha preso il controllo di vaste aree di questo Paese.”

L’Italia è il secondo Paese contributore dopo gli Stati Uniti in termini di personale che opera nell’ambito della Coalizione multinazionale composta da 79 membri, tra Paesi e Organizzazioni regionali e internazionali.

Fonte: PI SMD

Foto: In Terris

Ampio Raggio: concluso progetto Italia – Iraq, pres Autorino entusiasta sottolinea contributo delle “piccole realtà campane spinte dalla voglia di fare grandi cose”

“Si è tenuta nei giorni scorsi la donazione a favore dei bambini sfollati del Kurdistan Iracheno promossa dall’associazione Ampio Raggio nel progetto ‘Amore oltre ogni confine Italia-Iraq’”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno la stessa Associazione.

Il progetto ha trovato realizzazione in un’area particolarmente difficile, come sottolinea Ampio Raggio: “Nonostante le avversità presentate dallo scenario kurdo-iracheno, da anni ormai terra sottoposta a conflitti, impegno e tenacia hanno fatto sì che tutto andasse a buon fine”.

Numerose sono state le entità che hanno preso parte e sostenuto attivamente questo progetto, “senza le quali tutto ciò non sarebbe stato possibile”, ha affermato il presidente dell’Associazione, dott Antonio Pio Autorino.

L’associazione Ampio Raggio, da ormai anni protagonista di missioni umanitarie, si impegna a supportare le popolazioni martoriate da conflitti, in particolare pone il suo appoggio sulla crescita e il sostegno delle fasce più bisognose, prodigandosi nella realizzazione di strutture ludico-creative e nella donazione di materiale didattico e d’abbigliamento.

L’Associazione, in particolare, volge l’attenzione sui più piccoli, “con la consapevolezza che ogni bambino dovrebbe avere il diritto di vivere un’infanzia che invece gli viene negata”.

Di rilievo sono le Associazioni e i Forum dei giovani che assiduamente prendono parte ai numerosi progetti proposti, condividendo gli stessi scopi benefici dell’Associazione Ampio Raggio.

In questa occasione il Forum dei Giovani di Sant’Antonio Abate, coordinato da Clelia Veronica Calabrese, è stato il punto di controllo dei Forum dei giovani dei Monti Lattari, quali Forum dei Giovani di Angri, coordinato da Alessio De Prisco, Forum dei Giovani di Lettere, coordinato da Pasquale Cesarano, Forum dei Giovani di Pimonte, coordinato da Vincenzo Aiello, e in sinergia hanno effettuato delle raccolte di materiale didattico, d’abbigliamento e ludico creativo da donare ai piccoli bambini.

Un grande contributo, spiega Ampio Raggio, è stato ricevuto anche da numerose associazioni nazionali e campane quali il Corpo Internazionale di Soccorso Umanitario, coordinato dal gen Claudio Mantovani, Coordinamento Operativo Nazionale Interforze Tutela Ambientale, presieduto dal dott Maurizio Masciandaro, Associazione Centro Studi Scientifici, presieduta dall’ing Pasquale Caputo, Associazione Argento Vivo, presieduta dall’avv Roberta Giova, Protezione Civile “Lettere”, coordinata dal geom Gerardo Giosuè Eroico, Associazione Archimede, presieduta da Pio Santonicola, e Liceo Statale Mazzini, con il preside prof Gianfranco Sanna: “con entusiasmo e impegno offrono la loro collaborazione, raccogliendo e donando materiali per la realizzazione dei progetti”.

In questa occasione, “Cartotecnica San Vincenzo” di Giovanni Raiola, “Grafic Line” di Enzo Langella e “Cartolandia” di Gaetano Cimmino, tre commercianti di Scafati (Sa), hanno collaborato fortemente al progetto fornendo i loro preziosi contributi, sottolinea il comunicato.

Inoltre, il Progetto “Amore oltre ogni confine Italia-Iraq” ha ricevuto il patrocinio morale dal Consiglio della Regione Campania, Comune di Montefusco, Centro Servizi e Volontariato di Napoli, Accademia Bonifaciana e dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia.

I materiali raccolti sono stati donati ai bambini sfollati della regione del Kurdistan in Iraq e con i fondi ricevuti è stata acquistata una ludoteca.

“La soddisfazione più grande è la felicità che traspare negli occhi dei bambini in queste occasioni – ha dichiarato il presidente di Ampio Raggio – questo è quello che ogni volta regala nuovi stimoli per la realizzazione di nuovi progetti. Sono entusiasta dell’impegno e della solidarietà ricevuti, soprattutto perché a farlo sono le piccole realtà campane spinte dalla voglia di fare grandi cose.”

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Fonte e foto: Associazione Ampio Raggio

TF Praesidium, Diga di Mosul: assistenza veterinaria agli assetti K9 anti-IED del CTS iracheno

I militari dell’Esercito Italiano della Task Force (TF) Praesidium, impegnati in missione in Iraq, supportano le unità dell’antiterrorismo irachene mediante l’assistenza veterinaria agli assetti K9 schierati dell’area della Diga di Mosul e impiegati nell’individuazione di materiale esplosivo e ordigni improvvisati.

Lo ha comunicato lo stato maggiore della Difesa ieri, 11 giugno.

Per la prima volta, si apprende in dettaglio, i militari dell’Esercito Italiano della TF Praesidium, su richiesta della controparte irachena, hanno assicurato assistenza veterinaria agli assetti cinofili anti IED (K9) delle unità antiterrorismo irachene (Counter Terrorism Service – CTS) mediante un programma ad hoc mirato a favorire la piena efficienza delle unità cinofile delle CTS schierate nei punti sensibili dell’organizzazione difensiva dell’area della Diga di Mosul.

Il CTS impiega gli assetti K9 quale strumento di contrasto al terrorismo nei principali posti di blocco stradali che adducono all’area della diga, presidiata dai Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari.

“L’assetto pregiato e importante nel contrasto alla minaccia costituita da eventuali autobombe – Vehicle Borne Improvised Explosive Device – necessita di esser mantenuto costantemente in piena efficienza fisica e operativa”, spiega la Difesa.

Per tale ragione, la TF Praesidium, su richiesta del CTS, con cui coopera nel sistema difensivo integrato della diga, hanno supportato le unità K9 irachene mediante un accurato protocollo di controllo veterinario, stabilito dagli assetti specialistici veterinari italiani.

Il protocollo veterinario ha la finalità di supportare al meglio il delicato lavoro delle forze di sicurezza irachene impegnate, in coordinamento con la coalizione, nel contrasto alla minaccia terroristica.

“Nello specifico – continua lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web istituzionale – il supporto italiano alle unità K9 irachene si è espresso e continuerà a esprimersi attraverso visite e somministrazioni di cure – corroborate da istruzioni sulla gestione degli animali – volte a ridurre la diffusione di patologie incapacitanti tali da rendere inefficaci gli assetti K9 impiegati per la lotta al terrorismo”.

La TF Praesidium, su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve”(OIR) è la Task Force preposta alla protezione della Diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la TF Praesidium garantisce la sicurezza del personale militare e civile dell’U.S. Army Corps of Engineers (USACE) e delle maestranze italiane impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

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I Dimonios in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: PI SMD

TF Praesidium, OIR: il premier iracheno sulla Diga di Mosul, con il dispositivo di sicurezza dei Dimonios

Nella giornata di ieri, 25 aprile 2018, il Primo Ministro Iracheno Haydar al-‘Abadi ha visitato la diga di Mosul, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno.

Il Primo Ministro, atterrato nella base di Mosul Dam, è stato accolto dal Comandante della Task Force Praesidium, col Maurizio Settesoldi, dal Comandante delle Counter Terrorism Service (CTS) operante nell’area di Mosul Dam e da personale del Ministero delle Risorse Idriche iracheno.

A seguire, l’alta autorità ha effettuato una visita presso i cantieri della diga, vigilata dai militari italiani, durante la quale ha dialogato con i dirigenti del Ministero delle Risorse Idriche iracheno, della ditta Trevi e dello United States Army Corps of Engineers (USACE) e ha avuto modo di prendere visione dello stato di avanzamento dei lavori di risanamento in corso.

Successivamente, il Primo Ministro al-‘Abadi si è recato presso gli uffici del Ministero delle Risorse Idriche iracheno dove è stato accolto da una scolaresca di bambini e adolescenti delle scuole primaria e secondaria presenti nel villaggio di Mosul Dam.

I Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari della Task Force Praesidium in missione in Iraq – in stretta coordinazione con il Counter Terrorism Service e il National Security Service iracheni – hanno garantito il dispositivo di sicurezza durante tutto il corso della visita, che si è conclusa con il decollo del Primo Ministro al-‘Abadi dalla base di Mosul Dam nel pomeriggio stesso.

Nella missione in Iraq, la Task Force Praesidium – su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve – è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, i militari italiani garantiscono la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale.

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Il 151° rgt Fanteria Sassari in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: PI SMD

Task Force Praesidium, OIR: il gen White, comandante della coalizione anti-ISIS, in visita sulla Diga di Mosul

Il gen Robert White, Comandante delle Operazioni della Coalizione anti ISIS in Iraq, ha visitato il contingente italiano della Task Force (TF) Praesidium presso la Diga di Mosul, si apprende dalla stessa TF Praesidium via sito web della Difesa.

“La visita del gen White, seconda in ordine di tempo dopo quella dello scorso agosto, – specifica la Difesa dal suo sito istituzionale –  ha avuto lo scopo di valutare le azioni intraprese dalla Praesidium dopo il 17 ottobre, data in cui l’area della diga è passata sotto il controllo delle Forze di Sicurezza irachene”.

L’incontro con le componenti irachene insistenti nell’area, per un aggiornamento operativo congiunto con il Comandante della TF Praesidium, ha permesso al gen White di constatare il livello di integrazione e interoperabilità raggiunti.

In particolare, si apprende, il Comandante del Combined Joint Forces Land Component Command (CJFLCC) ha sottolineato la capacità di condividere le informazioni per creare un sistema integrato dove tutte le componenti, cui è demandata la sicurezza dell’area della diga, si interfacciano costantemente.

“Parole di apprezzamento al gen White, per il lavoro del 3° reggimento Alpini, sono giunte, in modo particolare, dal Counter Terrorism Service, che ha sottolineato le elevatissime capacità operative del reparto italiano con il quale, grazie alla comune volontà di cooperare e interagire, è stato realizzato un sistema di sicurezza dell’area efficiente e pronto a reagire a ogni minaccia”, sottolinea la Difesa.

Prima di lasciare la base per la Training Area, il gen White, si è complimentato per la capacità dimostrata di relazionarsi con tutte le parti per lo sviluppo di un piano di Civil Affair a supporto del processo di stabilizzazione della provincia di Ninewa.

Tale piano, supportato e coordinato dalla TF Praesidium, ha permesso alle organizzazioni governative (GOs) di riprendere quei progetti che consentiranno il ritorno alla normalità.

Parole di apprezzamento sono giunte anche per la gestione del delicato fenomeno del ripopolamento dell’area, che ha portato in poco più di due mesi oltre 12mila persone a far ritorno dai campi profughi in cui avevano trovato rifugio durante la presenza dell’Isis.

Presso l’area training il Comandante del CJFLCC ha potuto verificare le diverse attività addestrative condotte dalla TF Praesidium a favore delle Forze di Sicurezza irachene.

Il gen White ha assistito alle sessioni di addestramento realizzate in funzione di specifici obiettivi formativi: dal Counter IED a favore dell’Esercito iracheno chiamato spesso a bonificare le aree di ripopolamento, al controllo dei check point da parte della Polizia, sino al più complesso Mountain Warfare e Urban Training a favore del Counter Terrorism Service per l’arrampicata in assetto operativo.

“Tutte azioni intraprese dalla TF Praesidium per ottenere un sistema di sicurezza integrato che possa operare in modo standardizzato e che consenta una piena interoperabilità tra le componenti in campo”, conclude la Difesa dal suo sito web istituzionale.

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Fonte e foto: TF Praesidium via difesa.it

 

Prima Parthica, OIR: gli alpini della TF Praesidium e i genieri americani USACE verificano la sicurezza della Diga di Mosul

Il 2 ottobre scorso lo stato maggiore della Difesa ha pubblicato sul suo sito istituzionale la notizia di una complessa attività condotta da militari italiani e statunitensi per la verifica della sicurezza della Diga di Mosul, in Iraq, dove l’italiana Trevi sta lavorando per ricostruire la strategica infrastruttura irachena.

Dal sito della Difesa:

“Nei giorni scorsi, presso la Diga di Mosul, si è conclusa una complessa attività di verifica dei lavori di ricostruzione di un ponte, condotta da una squadra di alpinismo della Task Force “Praesidium” a favore del personale del US Army Corps of Engineers (il Corpo ingegneri dell’Esercito statunitense).

Un team di istruttori e comandanti di squadra soccorso del 3° reggimento alpini, hanno collaborato con alcuni tecnici militari USA, realizzando sotto la sede stradale che percorre la sommità della infrastruttura idraulica un complesso passaggio aereo a doppia corda, lungo oltre 30 metri. Il lavoro è servito a verificare e valutare lo stato dei lavori eseguiti e il livello di sicurezza complessivo della struttura.

Il ponte, posto sopra lo spillway – il canale di scarico utilizzato per fornire il rilascio controllato dei flussi della diga in caso di piene – era stato danneggiato nell’agosto del 2014. Fu successivamente riparato, ma le caratteristiche costruttive della struttura e l’altezza da terra avevano impedito la completa verifica della parte inferiore e la conseguente omologazione definitiva.

Il team del 3° reggimento ha operato per realizzare e mettere in sicurezza il passaggio aereo, usando tecniche e procedure tipiche delle truppe da montagna, ma in un contesto ambientale diverso. Ciò a conferma della completa adattabilità e della duplicità di impiego delle procedure militari.

L’Italia partecipa con la Missione Prima Parthica, secondo contributore dopo gli USA, all’Operazione “Inherent Resolve” di contrasto al terrorismo internazionale con 1.500 militari appartenenti a tutte le Forze Armate, impiegati nelle sedi di Baghdad e Erbil nell’addestramento delle Forze di Sicurezza curde (Peshmerga) ed irachene. Inoltre, con un Task Group aeromobile dislocato presso l’aeroporto di Erbil, assicura a tutta la Coalizione, la capacità di Personal Recovery (PR) nel quadrante settentrionale del teatro iracheno.

Nell’ambito di tale missione, la Task Force “Praesidium”, con i suoi 500 uomini e donne dell’Esercito italiano, garantisce la sicurezza al sedime della diga dove la ditta italiana TREVI SPA sta operando per mettere in sicurezza l’infrastruttura idraulica e scongiurarne il rischio di una catastrofe ambientale.”

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Il 3° rgt Alpini in Paola Casoli il Blog

La TF Praesidium in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: difesa.it via TF Praesidium

 

Strage di Nassiriya: sabato 12 novembre la commemorazione a Bologna con il CME Emilia Romagna

ITALIAN CARABINIERI HEADQUARTERS DESTROYED IN IRAQDomani, sabato 12 novembre, alle 10.00, nel Parco della Montagnola di Bologna, si terrà la commemorazione dell’attentato terroristico alla Base Maestrale, sede della Multinational Support Unit (MSU) dei Carabinieri, a Nassiriya (Iraq), ha fatto sapere con un comunicato odierno il Comando Militare Esercito (CME) Emilia Romagna.

La cerimonia, 13 anni esatti dopo l’attentato, prevede la deposizione di una corona d’alloro al monumento commemorativo che il Comune di Bologna volle erigere nel 2004 a perenne memoria dei diciannove caduti militari e civili.

Nel corso della commemorazione interverranno la dott.ssa Bianca Lubreto, in rappresentanza del Prefetto di Bologna; il Comandante Regionale dell’Esercito, gen Cesare Alimenti; i comandanti regionali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltre a numerose autorità militari e civili, si apprende dal comunicato.

Il monumento commemorativo, inaugurato il 12 febbraio del 2004, tre mesi dopo l’evento, è completato da un’asta per bandiera su cui sventola un vessillo nazionale nel cui campo bianco erano inizialmente scritti i 19 nomi, fa sapere il CME Emilia Romagna.

La scelta del parco per commemorare l’evento discende dal forte significato identitario che il luogo riveste per la città di Bologna – si legge nel comunicato – in quanto spazio dedicato alla memoria sin dai primi anni del 1800, allorquando era solito ospitare celebrazioni e parate militari”.

“Inoltre, furono proprio il parco della Montagnola e la piazza sottostante teatro della battaglia che portò, l’8 agosto 1848, alla temporanea cacciata degli Austriaci dalla città”, specifica il CME Emilia Romagna.

Dal 12 settembre 2009, la data celebra anche la “Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace” e rappresenta il riconoscimento del paese a tutti coloro che hanno onorato con il sacrificio più alto il nome dell’Italia nel mondo.

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Fonte: CME Emilia Romagna

Foto: tg24Sky

Nassiriya: domani il CME Emilia Romagna commemora i caduti militari e civili nelle missioni di pace

Italian soldiers guard the Carabinieri building which was destroyed Wednesday by a truck bomb, in the Italian compound in al- Nassiriya 350 km south of Baghdad on Thursday, 13 November 2003. A suicide bomber blew up a truck packed with explosives at the Italian military base Wednesday, killing at least 26 people. The United States struck at the Iraqi resistance hours later, destroying a warehouse in Baghdad and chasing attackers who were seen firing mortars. EPA/ALI HAIDER EPA

Si svolgerà domani, giovedì 12 novembre, alle 11, nel Parco della Montagnola di Bologna, la commemorazione delle vittime dell’attentato terroristico alla Base Maestrale, sede della Multinational Support Unit (MSU) dei Carabinieri, a Nassiriya, in Iraq, avvenuto il 12 novembre 2003.

Alla cerimonia, che prevede la deposizione di una corona d’alloro al cippo commemorativo sul quale sono incisi i nomi dei caduti – cinque militari dell’Esercito, dodici dell’Arma dei Carabinieri e due cineoperatori civili – interverranno il Prefetto di Bologna, dottor Ennio Mario Sodano, il Comandante regionale dell’Esercito, generale Cesare Alimenti, oltre alle autorità militari e civili.

Istituita con voto unanime del Parlamento il 12 settembre 2009, la giornata intende ricordare tutti i “caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace” e rappresenta il riconoscimento del Paese a tutti coloro che hanno onorato il nome dell’Italia e il nostro Tricolore nel mondo, sottolinea il comunicato stampa del Comando Militare Esercito Emilia Romagna.

L’operazione Antica Babilonia ebbe inizio il 15 luglio 2003 con il compito di “concorrere, con gli altri Paesi della coalizione, a garantire la cornice di sicurezza essenziale per un aiuto effettivo e serio al popolo iracheno e contribuire con capacità specifiche alle attività d’intervento più urgenti nel ripristino delle infrastrutture e dei servizi essenziali”; Antica Babilonia terminò nel dicembre 2006.

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Fonte: CME Emilia Romagna

Foto: SkyTG24