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EUTM Somalia: l’Italia al comando della missione. A fine febbraio al via i corsi Train the trainer con 8 istruttori italiani

Il generale Massimo Mingiardi ha da poco assunto la guida della missione europea di addestramento in Somalia (EUTM SOMALIA – European Union Training Mission Somalia) sostituendo il collega irlandese Gerald Aherne, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa.

Alla cerimonia erano presenti il contrammiraglio Bruce Williams, vicedirettore generale e capo di stato maggiore dello staff militare dell’Unione Europea; l’ambasciatore Michele Cervone D’Urso, inviato speciale dell’Unione Europea in Somalia; autorità di vertice del governo somalo – Mohamed Sheikh Hassan Hamud, ministro della Difesa; generale Dahir Adan Elmi, comandante delle Forze Armate; generale Abdirizak Khalif Elmi, vicecomandante delle Forze Armate; Musse Abdulle Mohamud, segretario permanente del ministero della Difesa – oltre ad ambasciatori provenienti dalle nazioni contributrici, tra cui l’ambasciatore italiano per la Somalia Andrea Mazzella. Presente anche il comandante del comando Operativo di Vertice Interforze (COI), generale Marco Bertolini.

La missione EUTM Somalia, lanciata nel 2010 in Uganda e poi trasferita completamente a Mogadiscio dal dicembre scorso, ha addestrato sino a ora 3.600 soldati somali contribuendo in maniera significativa al miglioramento del comparto di difesa della nazione. L’Italia, con il personale dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri, fornisce circa il 50% del personale, che proviene da 9 diverse nazioni dell’Unione Europea e dalla Serbia, tra cui il comandante della missione, generale Mingiardi; il vicecomandante, colonnello Lorenzo Cucciniello, a Mogadiscio dal settembre scorso; il personale del Security Support Element, paracadutisti del 186° reggimento della brigata Folgore, responsabili della sicurezza, e numerosi trainer, mentor e advisor tra cui il consigliere strategico del ministro della Difesa. Entro la fine di febbraio prenderanno il via i corsi del programma Train the trainers, che vede impiegati 8 istruttori italiani, attraverso il quale verranno formati gli istruttori dell’esercito somalo destinati ad addestrare i loro stessi colleghi.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Visita del CaSME generale Graziano ai prossimi mentor degli afgani: il Centro addestramento alpino di Aosta

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha fatto visita ieri 6 settembre ai militari del Centro addestramento alpino di Aosta, che a breve saranno in Afghanistan in qualità di mentor delle forze di sicurezza afgane.

Ricevuto dal comandante del centro, generale  Antonio Maggi, e accompagnato dal comandante delle Truppe alpine, generale Alberto Primicerj, il generale Graziano ha potuto verificare personalmente l’addestramento del personale in partenza per il teatro operativo afgano.

Incontrando il personale del Centro addestramento alpino, il generale Graziano si è complimentato per la professionalità e la qualità del training condotto e ha spronato il personale a continuare a operare con lo stesso impegno, serietà e determinazione.

Il Centro addestramento alpino è l’ente deputato alla formazione allo sci e all’alpinismo del personale delle Truppe alpine, delle forze speciali dell’Esercito e delle altre Forze Armate. Il centro è anche polo di eccellenza per l’addestramento del personale di previsto impiego in teatro operativo afgano.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: lo stemma del Centro addestramento alpino è di esercito.difesa.it

Afghanistan, l’RC-W ISAF conclude l’operazione Shewan con sequestro di armi e droga e l’arresto di ribelli

Si è conclusa due giorni fa nel settore sud dell’area di responsabilità italiana del Comando Regionale Ovest (Regional Command West- RC-W) di ISAF, a guida brigata Sassari sotto il comando del generale Luciano Portolano, l’operazione Shewan, che ha portato al sequestro di un quantitativo importante di hashish e di oppio, al ritrovamento di armi e munizioni e al conseguente arresto, da parte delle forze di sicurezza afghane (ANSF), di 3 riconosciuti ribelli e il fermo di altri 36 sospetti.

E’ lo stesso RC-W a darne notizia tramite un comunicato stampa, da cui si apprende che l’intera operazione Shewan, dal nome della località in cui è stata condotta, era espressamente finalizzata a neutralizzare l’azione dei ribelli in un settore della provincia di Farah a ridosso della High Way 1 (Ring Road), principale arteria di comunicazione dell’Afghanistan.

L’operazione si inquadra nell’ambito della campagna invernale che RC-W sta conducendo in tutta l’area di responsabilità e che ha portato, nel mese di febbraio, al ritrovamento di armi ed esplosivi e a una massiccia adesione di ribelli al processo di reintegrazione.

Lo scorso 4 marzo, si apprende, nel settore nord un gruppo armato di insorgenti, composto da un importante comandante e 52 affiliati combattenti, ha consegnato le armi alle autorità della polizia afgana per essere avviato al processo di reintegrazione.

Questi si aggiungono ai circa 800 reintegrati che, da quando la brigata Sassari è al comando di RC- W, hanno scelto di abbandonare la lotta armata a seguito dell’efficace pressione operativa su tutta l’area occidentale del Paese.

Le unità che hanno condotto l’operazione appartengono alla Task Force (TF) South, su base 152°  reggimento Sassari, in stretto coordinamento con oltre 700 uomini dell’ANSF seguite dai mentor dell’OMLT (Operational Mentoring Liaison Team).

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF