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MNBG-W, KFOR: FOC raggiunta per le unità italiane impiegate nella missione in Kosovo

Per gli artiglieri del 24° Reggimento Peloritani, dai primi di giugno schierati nel teatro operativo kosovaro, si è conclusa il 23 giugno scorso, nella base di Villaggio Italia a Peč/Pejë, la settimana addestrativa mirata al raggiungimento della “Full Operational Capability” (FOC).

“La FOC, ovvero la capacità di operare impiegando equipaggiamenti, mezzi ed assetti per l’assolvimento dei compiti richiesti nell’ambito della missione in Kosovo denominata “Joint Enterprise” – spiega il Multinational Battle Group West (MNBG-W) nel comunicato stampa con cui dà notizia dell’evento – è un requisito indispensabile al fine di uniformare gli standard operativi tra le varie unità multinazionali che operano nel teatro operativo, contribuendo al mantenimento della libertà di movimento e della stabilità nel settore occidentale del Kosovo”.

Tra le attività addestrative svolte dagli artiglieri del 24° reggimento Peloritani vi sono: il “Crowd and Riot Control” (CRC), un’attività di controllo della folla che prevede, oltre all’addestramento sul terreno, anche l’impiego di elicotteri, finalizzato al raggiungimento delle varie zone di intervento in tempi brevi; il “Fire Phobia”, attività addestrativa mirata alla gestione di eventi tumultuosi, con l’aggiunta del lancio di manufatti incendiari contro il personale in assetto antisommossa, simulando così un vero e proprio scenario di guerriglia urbana.

Composto da due compagnie austriache, una slovena e una italiana, quest’ultima inquadra al suo interno un plotone moldavo, il battaglione di manovra insieme al Gruppo Supporto di Aderenza (GSA) costituiscono rispettivamente la componente operativa e logistica del MNBG-W, unità a guida italiana comandata dal Colonnello Daniele Pisani.

Secondo la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le unità di KFOR hanno il compito di mantenere un elevato livello di prontezza operativa, intervenendo, in caso di necessità, a supporto della polizia locale e delle forze di sicurezza kosovare.

Le unità del MNBG-W inoltre operano al fine di garantire la sicurezza del monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: gli artiglieri del 24° rgt Peloritani in Kosovo ricordano la Battaglia del Solstizio

Si è svolta lo scorso 15 giugno a Villaggio Italia – Peč/Pejë, base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest), la celebrazione del 101° anniversario della Battaglia del Solstizio, festa dell’Arma di Artiglieria, fa sapere con un comunicato stampa il contingente italiano in Kosovo, attualmente su base 24° reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

“Iniziata con la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti, la semplice ma significativa celebrazione è proseguita con la lettura della preghiera dell’artigliere”, si apprende.

Durante la commemorazione, il Comandante del MNBG-W ha dato lettura dell’ordine del giorno inviato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ricordando l’estremo sacrificio dei 90.000 soldati italiani che in nome della Patria trasformarono l’offensiva austriaca in una pesantissima disfatta, sancendo di fatto la definitiva sconfitta dell’Esercito Austro-Ungarico nel primo conflitto mondiale.

L’anniversario della Battaglia del Solstizio ricorda appunto l’azione delle unità italiane nella battaglia del Piave del 15 giugno 1918. Per il valoroso comportamento dimostrato venne decorata l’Arma di Artiglieria, che aveva contribuito in misura determinante al successo della battaglia, con la terza medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: “Sempre e dovunque, con abnegazione prodigò il suo valore, la sua perizia, il suo sangue, agevolando alla fanteria, in meravigliosa gara d’eroismi, il travagliato cammino della vittoria per la grandezza della Patria”.

Dallo scorso 13 giugno gli artiglieri del 24° reggimento Peloritani operano nell’ambito del MNBG W, un battaglione multinazionale composto da quattro compagnie di manovra di cui una italiana, nell’ambito della missione a guida NATO, denominata Joint Enterprise.

Condotta nel versante occidentale del Kosovo, in un’area di circa 6.000 chilometri quadrati, la missione dei militari di KFOR, iniziata il 12 giugno del 1999, proprio nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario dell’ingresso delle forze della NATO in Kosovo, ha il compito di contribuire al mantenimento della libertà di movimento e della sicurezza dell’area, garantendo la difesa delle popolazioni che ivi coesistono.

I compiti della missione NATO KFOR, ricorda il comunicato, sono:

Concorrere, nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace ed al processo di crescita civile.

L’attuale missione di KFOR consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence“.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: agli Artiglieri dell’8° Pasubio del col Di Marco subentrano quelli del 24° Peloritani del col Pisani

“Si è svolta ieri mattina, 13 giugno, nella base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest) con sede a Camp Villaggio Italia nei pressi della città di Peč/Pejë, la cerimonia di avvicendamento tra il contingente italiano uscente, su base 8° Reggimento artiglieria terrestre Pasubio al comando del Colonnello Gianfranco Di Marco, e quello subentrante, composto da personale del 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani al comando del Colonnello Daniele Pisani, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante della Missione Kosovo Force (KFOR) – Joint Enterprise, il Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, con la partecipazione di numerose autorità militari dei Paesi NATO e dei Paesi partner, nonché di autorità civili e religiose locali.

Nel corso degli ultimi sei mesi il MNBG-W, l’unità multinazionale a guida italiana alle dipendenze del Comandante di KFOR, composta da soldati provenienti da Austria, Slovenia, Moldavia e Italia, ha assolto il delicato compito di concorrere alla condotta di un’azione di presenza e deterrenza volta al mantenimento di un ambiente sicuro, per impedire il ricorso alla violenza e contribuire al consolidamento della pace e al processo di crescita civile, ricorda il comunicato.

Il COMKFOR ha focalizzato il suo intervento sull’importanza che riveste la sicurezza nella missione di KFOR, un impegno comune al quale tutte le nazioni partecipanti all’operazione devono contribuire al fine di assicurare la stabilità del Paese.

“La sicurezza è estremamente importante, perché senza sicurezza non può esserci alcun dialogo – ha affermato il Gen D’Addario – questo è il principio cardine del quale ognuno, a ogni livello, deve sentirsi ambasciatore per trovare una stabilità duratura”.

Il Comandante di KFOR ha evidenziato che con gli avvicendamenti alternati dei diversi contingenti la continuità del lavoro è sempre garantita e, salutando il contingente in partenza, ha espresso parole di orgoglio per i risultati conseguiti, invitandoli a essere fieri ciò. Infine, l’alto ufficiale ha rivolto un pensiero alle famiglie a casa: “Probabilmente esse sopportano un impegno più duro del vostro; tornate da loro fieri e ringraziatele da parte mia”.

Nel suo discorso di commiato, il Col Di Marco ha riconosciuto la professionalità dimostrata dalle donne e dagli uomini avuti alle dipendenze evidenziando un aspetto particolare: nella stessa giornata di 20 anni fa il Reggimento veniva dispiegato in Kosovo nell’ambito dell’Operazione all’epoca denominata “Joint Guardian” per garantire la sicurezza e la protezione della popolazione.

“Molti di quegli stessi soldati sono ora di fronte a noi – ha affermato il Col Di Marco – loro ricordano chiaramente quei tempi, le difficoltà e i sacrifici che hanno dovuto sostenere per riportare la stabilità in questi luoghi. Per questo motivo, per noi Artiglieri dell’8° Reggimento artiglieria terrestre, essere stati al servizio della pace in Kosovo in questo particolare momento storico assume un significato ancor più rilevante, in quanto ci sentiamo veramente parte del processo di stabilizzazione di questo paese, oggi in fase molto avanzata ma che vede ancora necessaria una presenza militare”.

Durante il mandato che volge al termine, i militari del MNBG-W hanno condotto molteplici attività addestrative, volte a standardizzare le procedure e ad aumentare l’interoperabilità con gli altri eserciti, per mantenere un livello di prontezza operativa sempre elevato in caso di risposta a possibili situazioni di compromissione della sicurezza.

Le capacità acquisite sono state messe in atto in diverse operazioni condotte, anche in supporto ad altre forze di KFOR, in momenti che hanno visto innalzarsi il livello tensione interetnica, scongiurando il verificarsi di incidenti e proteste.

Nel bilancio tracciato dal Col Di Marco, riporta il MNBG-W, è stato sottolineato anche il notevole sforzo profuso dal MNBG-W in attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), con la realizzazione di svariati progetti nei campi sociale, sanitario, dell’educazione e a favore delle istituzioni locali, che hanno apportato un ulteriore sostegno al processo di crescita del paese, proseguendo nel solco già tracciato in questo settore da anni dall’Italia.

A testimonianza della sempre maggiore intesa d’assieme che lega l’unità militare con le istituzioni locali, la presenza dei sindaci e dei rappresentanti delle quindici municipalità inserite nell’area di responsabilità del MNBG–W.

La cerimonia ha visto anche la cornice festosa e colorata di circa 30 bambini provenienti dall’asilo materno Nene Kabrini di Prizren, una struttura gestita da Suore Cattoliche della Congregazione delle Angeliche, si apprende.

L’istituto rappresenta un esempio di integrazione religiosa e sociale in quanto ospita 110 bambini, dai 3 ai 6 anni, sia di religione cristiana – cattolici e ortodossi – che di religione musulmana, fa sapere il comunicato.

Prima di ogni altro atto protocollare il Col Di Marco, accompagnato dal Col Pisani, ha deposto una corona in omaggio ai Caduti italiani e a quanti hanno compiuto l’estremo sacrificio per la causa della sicurezza e della prosperità in Kosovo.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: il 2 giugno dei soldati italiani in Kosovo e Medal Parade per il contingente a termine mandato

I militari italiani della missione in Kosovo hanno celebrato lo scorso 2 giugno la ricorrenza del 73° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana: nell’occasione, con l’approssimarsi del termine del mandato per il contingente attualmente schierato, ha avuto luogo anche la cerimonia denominata “Medal Parade”, che ha visto i soldati del contingente che compongono il MNBG – W (Multinational Battle Group  – West) ricevere la medaglia commemorativa “Non Article 5”, concessa al personale impiegato nella condotta di operazioni di supporto alla pace.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

La cerimonia si è svolta presso Camp Villaggio Italia – Peč/Pejë, alla presenza del Comandante del MNBG – W, Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante in Patria dell’8° Reggimento di artiglieria terrestre Pasubio, che costituisce l’ossatura principale del contingente.

Per celebrare la Festa della Repubblica Italiana, il Colonnello Di Marco ha dato lettura del messaggio augurale inviato dal Ministro della Difesa, Dottoressa Elisabetta Trenta, a tutti i contingenti italiani impiegati nelle missioni all’estero e ha pronunciato un breve discorso complimentandosi con gli uomini e le donne avuti alle dipendenze per la professionalità con cui hanno operato durante la missione in Kosovo.

La consegna della medaglia NATO, spiega il comunicato, sancisce la fine del mandato che ha visto i soldati del MNBG – W impiegati nella missione in Kosovo, per un tour di sei mesi, nella condotta dell’operazione denominata Joint Enterprise, che ha visto il personale del MNBG – W condurre attività operative per il mantenimento della pace e della sicurezza nel settore ovest del Kosovo, nonché attività addestrative mirate ad amalgamare le varie componenti multinazionali del MNBG – W, uniformandone gli standard operativi.

Il contingente attualmente schierato, fa sapere il MNBG-W, si approssima a essere avvicendato dal 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

Durante la cerimonia il Colonnello Di Marco ha conferito alcuni riconoscimenti al personale che più si è distinto durante la condotta delle operazioni. Alla Medal Parade oltre al personale italiano ha partecipato anche una compagnia moldava che tra pochi giorni concluderà, a sua volta, il proprio mandato, si apprende.

La missione NATO KFOR, ricorda il comunicato stampa del MNBG-W, concorre, “nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace e al processo di crescita civile”.

L’attuale missione KFOR, conclude il MNBG-W, consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence”.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: un corso di difesa personale destinato alle donne

Con la consegna degli attestati alle frequentatrici, ha avuto luogo la cerimonia di chiusura del corso di difesa personale femminile tenuto da istruttori del contingente italiano in Kosovo nella città di Peć/Pejë.

Il corso, svolto con personale del contingente italiano in forza al Multinational Battle Group West (MNBGW), è durato oltre 8 settimane, si apprende da un comunicato stampa del 9 maggio scorso dello stesso MNBG-W.

Il progetto, rivolto a donne vittime di violenza domestica, è stato realizzato grazie alla cooperazione tra il personale addetto alla Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), i Liaison Monitoring Team (LMT) del Joint Regional Detachment West (JRDW), le istituzioni locali di Peć/Pejë e l’Organizzazione non governativa (NGO) “Women wellness center”.

L’NGO, nata nel 1999 per assistere le donne vittime di violenza durante il conflitto, attualmente fornisce assistenza a quelle vittime di violenza domestica garantendo una dimora a quelle costrette ad abbandonare il tetto coniugale, spiega il comunicato.

A premessa del corso è stato condotto un ciclo addestrativo finalizzato alla formazione di un team di aiuto istruttori di sesso femminile, per poter meglio interagire con le frequentatrici.

Il tipo di difesa personale proposto è finalizzato esclusivamente a insegnare tecniche e strategie per la difesa da aggressioni a livello fisico, psicologico e verbale – come lo strangolamento o la sopraffazione fisica – applicando prese e leve che permettono alla donna aggredita di evitare la minaccia.

L’attività si poneva l’obiettivo di insegnare alle frequentatrici ad apprendere i movimenti base per divincolarsi e difendersi da un attacco fisico, da attacco con arma bianca o con arma da fuoco, ad acquisire un approccio più sicuro e sereno nella vita quotidiana, nonché a riconoscere le situazioni in cui potrebbero risultare più facilmente vulnerabili alle minacce di possibili malintenzionati, si apprende.

Il Comandante del MNBGW, Colonnello Gianfranco Di Marco, ha espresso la sua soddisfazione per la realizzazione del progetto, auspicando che l’esempio fornito dal corso possa essere utile a sostenere e ad affrontare, con azioni concrete, un tema attuale e molto sentito non solo in Kosovo ma in tutta la società moderna.

Il progetto realizzato è di quelli definiti “no cost”, spiega il MNBG-W, che consentono di mettere a disposizione della comunità civile le competenze e le capacità di impiego duale (dual use) delle Forze Armate. Inoltre, è stato organizzato in stretta collaborazione con le l’Assessorato allo sport e alle pari opportunità del Comune di Peć/Pejë e con l’NGO “Youth Innovation Center” che ha dato la disponibilità della palestra dove svolgere le lezioni.

Recentemente, nel pieno rispetto del mandato della missione KFOR e della neutralità della stessa, un paritetico progetto è stato concluso, in coordinamento con il Joint Regional Detachment South East (JRD SE) a favore delle donne responsabili della “Safe House” gestita dalla NGO “Women Shelter” nel villaggio a maggioranza serba di Bostane, nella Municipalità di Novo Brdo/Novobërdë, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il Cimic in supporto a educazione e sanità in Kosovo

Con la donazione in Kosovo di attrezzature informatiche per l’allestimento di un’aula multimediale in una scuola di Štrpce/Shtërpce e di attrezzature sanitarie per un Centro di medicina familiare Mališevo/Malishevë, rese disponibili dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) di Trento, dal Consultorio familiare e da una associazione di Velletri, si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) di supporto all’educazione e alla sanità.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa del 29 aprile il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR.

Il progetto è nato su iniziativa dell’ANA di Trento che, nello scorso mese di dicembre, ha avviato una raccolta fondi tra tutti i gruppi alpini della provincia, si apprende. La cellula CIMIC del Multinational Battle Group West ha deciso, in base alle necessità, ove destinare le donazioni.

Presso la scuola elementare “Saja Markovic” del villaggio Gornja Bitinja/Biti, frequentata da circa 100 alunni di etnia serba, è stata allestita un’aula multimediale con attrezzature informatiche. Al taglio del nastro erano presenti l’Ambasciatore d’Italia Piero Cristoforo Sardi, il Presidente dell’ANA di Trento, Maurizio Pinamonti, il Comandante del MNBG-W, Colonnello Gianfranco Di Marco, il direttore della Scuola, Dr. Mile Stojavovio, e rappresentanti delle istituzioni locali.

Due defibrillatori e un elettrocardiografo, inoltre, sono stati donati al Centro di medicina familiare “Dr. Shpetim Robaj” della municipalità di Mališevo/Malishevë a maggioranza kosovaro-albanese.

Il Direttore del Centro, Dr. Nuhi Morina, ha ringraziato il Presidente dell’ANA di Trento e il Comandante del MNBG-W perché “le nuove attrezzature non solo elevano la qualità dei servizi offerti alla popolazione locale, ma offrono la possibilità concreta di salvare vite umane”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: Niagara, l’esercitazione disaster relief che ha fatto evacuare una scuola

Le unità del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, sono state impegnate in una esercitazione di risposta a una emergenza causata da un disastro naturale (Disaster Relief), si apprende dallo stesso MNBG-W.

“Niagara”, questo il nome dell’esercitazione, è stata condotta nei giorni scorsi dai militari italiani della Missione in Kosovo, in collaborazione con le autorità civili locali, Vigili del Fuoco e Kosovo Police, ha fatto sapere il comunicato stampa di ieri, 16 aprile, del MNBG-W.

L’esercitazione ha avuto luogo nella municipalità di Djakovica/Gjakovë e rientra nell’ambito delle attività operative volte a mantenere elevato il livello di addestramento delle unità di KFOR per fornire una pronta ed efficace riposta, in caso di richiesta di supporto da parte delle autorità locali, al verificarsi di calamità naturali. La gestione delle situazioni di emergenza causate da disordini civili ma anche da disastri naturali, in tutto il Kosovo, è uno dei compiti affidati a KFOR, ricorda il comunicato stampa.

“In tale contesto KFOR detiene la posizione di terzo responsabile a intervenire, con le istituzioni civili locali quali primi responsabili ed EULEX quale secondo responsabile”, spiega in dettaglio il MNBG-W.

Nello scenario operativo pianificato è stato simulato un intervento a supporto delle autorità locali che ha espresso le capacità dual use delle Forze Armate Italiane, per la gestione di una alluvione che ha interessato un centro abitato e la successiva evacuazione di una scuola.

L’evento è stato gestito dal Battaglione di manovra del MNBG-W, intervenuto a supporto dei Vigili del Fuoco e della polizia della Municipalità di Djakovica/Gjakovë.

Sul terreno è stata schierata la compagnia italiana rinforzata dalle unità di supporto logistico e di supporto alla mobilità messe a disposizione dal Gruppo Supporto di Aderenza (GSA), per un impiego dual use, con il concorso di tre pattuglie di Military Police (MP) dei Carabinieri, di un plotone dell’Esercito Moldavo e di due plotoni dell’Esercito Austriaco.

Il portavoce dei Vigili del fuoco di Djakovica/Gjakovë, Mr. Blerim Kadrija, ha affermato di essere molto soddisfatto del conseguimento degli obiettivi addestrativi che la sua unità sperava di ottenere con questa esercitazione.

“L’esercitazione Niagara ci ha dato la possibilità di valutare e affinare le procedure per la gestione di un complesso intervento di protezione civile esprimendo le nostre capacità di impiego dual use”, ha affermato il Ten. Col. Elvidio Cedrola, Comandante del Battaglione di Manovra del MNBG-W. “Nel caso specifico si è trattato di coordinare le azioni di molteplici attori: militari di diversa nazionalità, autorità civili, forze locali di Polizia e Vigili del Fuoco”.

Inoltre, sfruttando la possibilità offerta dall’esercitazione, tutto il personale della scuola è stato istruito sulle modalità di evacuazione.

“I risultati conseguiti – si legge dal comunicato – sono stati più che soddisfacenti, alla luce del fatto che le forze di KFOR devono addestrarsi con frequenza per mantenere elevato il livello di prontezza e di risposta con l’obiettivo di garantire, a tutti gli abitanti del Kosovo, un ambiente stabile e sicuro e la libertà di movimento, indipendentemente da come questi potrebbero essere minacciati. L’intento è quello di ripetere nel futuro attività similari anche nelle altre municipalità”.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: donazione di farmaci a ospedali e poliambulatori

Il contingente italiano nella missione in Kosovo ha portato a termine nei giorni scorsi una donazione di farmaci per gli ospedali regionali di Peč e di Djakovica e i poliambulatori di Osojane e Gorazdevac, nell’area ovest del Kosovo, ha fatto sapere il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR con un comunicato stampa dell’8 aprile.

L’importante quantitativo di farmaci, si apprende, è stato raccolto e messo a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Le donazioni sono avvenute presso gli Ospedali Regionali di Peč/Pejë e di Djakovica/Gjakovë, i due più importanti ospedali presenti nell’area del paese in cui opera il contingente italiano. Altre due donazioni hanno avuto luogo presso due poliambulatori situati nelle zone abitate da minoranze serbe: Osojane/Osojan e Gorazdevač/Gorazdhec.

“La ripartizione dei medicinali è avvenuta in maniera proporzionale alle diverse utenze delle citate strutture sanitare e nel pieno rispetto del principio di imparzialità di assistenza a tutta la popolazione del Kosovo”, precisa il MNBG-W.

Il Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante del MNBG-W, intervenendo alle donazioni, ha evidenziato che l’iniziativa scaturisce dall’azione congiunta tra la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) e l’Ordinariato Militare che ha portato alla stipula di un Protocollo d’Intesa, ratificato a Roma il 10 maggio dello scorso anno.

Il progetto si prefigge lo scopo di fornire gratuitamente farmaci alle popolazioni che vivono in condizione di povertà nelle aree di crisi dove le Forze Armate Italiane operano quotidianamente per garantire la sicurezza.

Una simile attività, ad esempio, è stata già condotta nel mese di marzo in Niger, ricorda il comunicato (link all’articolo).

L’accordo prevede che i farmaci, messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico – attraverso la donazione aziendale da parte di 25 aziende farmaceutiche che cedono i farmaci in eccedenza – vengano trasportati con vettori militari nelle aree in cui operano le Forze Armate Italiane.

Una volta giunti nei teatri operativi, i farmaci vengono donati nell’ambito di specifiche attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), attraverso gli accordi e le intese che il personale militare, dedicato al settore, intraprende mediante il dialogo con le autorità e i rappresentanti delle comunità locali.

“I direttori sanitari dei due ospedali e dei due poliambulatori hanno mostrato riconoscenza per lo sforzo compiuto e per l’attenzione che da sempre KFOR e il contingente italiano dedicano alle fasce più bisognose”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

 

MNBG-W, KFOR: la Southern Dragon, esercitazione di schieramento rapido con elicotteri nel sud del Kosovo

“I militari italiani della missione in Kosovo KFOR si addestrano per essere pronti a intervenire in tutto il paese per prevenire qualsiasi situazione che possa compromettere la sicurezza e la libertà di movimento”, rende noto un comunicato stampa del Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di ieri, 5 aprile.

In dettaglio si apprende, nella municipalità di Dragaš/Dragash, territorio situato nella parte più a sud del Kosovo, i militari italiani dell’MNBG-W hanno condotto una esercitazione di schieramento rapido mediante l’utilizzo di elicotteri, denominata Southern Dragon.

Scopo dell’attività è stato quello di incrementare il livello di addestramento e di interoperabilità tra le unità militari delle diverse nazioni partecipanti alla missione in Kosovo, consolidare la capacità a operare in aree boschive e in ambiente notturno.

L’esercitazione, spiega il comunicato, ha visto coinvolta la compagnia di manovra italiana, enucleata dall’8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio, con il supporto di due elicotteri Mi-8 del contingente croato, di un team per la bonifica di ordigni esplosivi (Explosive Ordnance Disposal – EOD) del contingente moldavo, di un team sanitario sloveno e di due nuclei di Military Police dei Carabinieri.

Il coordinamento delle unità impiegate e la gestione delle operazioni sono stati garantiti dal Tactical Operations Center (TOC) nella base di Camp Villaggio Italia a Peč/Pejë.

Nel contesto dell’esercitazione è stato supposto un intervento rapido da realizzare a seguito della segnalazione di presenza di probabili elementi ostili in un caseggiato situato in un’area boschiva. La compagnia è stata attivata e infiltrata in breve tempo, nel luogo identificato, mediante l’impiego degli elicotteri.

La pianificazione speditiva dell’azione è avvenuta sul posto con la tecnica del Rehearsal of Concept (ROC) Drill.

Con il ROC Drill il Comandante dell’unità espone ai suoi subordinati le fasi dell’esecuzione del piano per sincronizzare i tempi e le modalità dell’azione. A tal fine viene riprodotta, con mezzi di circostanza, la zona interessata all’operazione evidenziando gli elementi caratteristici del terreno e gli ostacoli. L’intervento è avvenuto nel corso della notte per potenziare le capacità di azione tramite l’impiego di sistemi a intensificazione di luce per la visione notturna.

“L’esercitazione Southern Dragon si inquadra nell’ambito delle attività addestrative congiunte, volte a rafforzare l’amalgama e consentire l’interoperabilità tra le componenti militari delle diverse nazioni contribuenti all’Operazione, al fine di garantire una pronta ed efficace risposta in caso di necessità”, conclude il MNBG-W.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: progetti Cimic per le scuole in sostegno all’istruzione e contro l’abbandono scolastico

“Con la simbolica cerimonia di taglio del nastro i militari italiani della Missione in Kosovo hanno inaugurato due progetti CIMIC (Civil Military Cooperation) in due scuole delle Municipalità di Decane/Decani e di Dragas/Dragash”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 22 marzo il Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di KFOR.

Entrambi i progetti rientrano nell’ambito di un programma di sostegno all’istruzione volto a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica nella scuola primaria e secondaria di primo grado, si apprende, incentivando la frequenza dei ragazzi anche mediante l’offerta di attrezzature sportive e ricreative.

La programmazione degli interventi da realizzare è stata concordata attraverso gli incontri e il dialogo continuo tra i militari che operano nell’ambito del CIMIC e i responsabili delle istituzioni scolastiche locali, che rappresentano le esigenze da soddisfare o le carenze da colmare.

Nello specifico, i militari italiani della Missione in Kosovo hanno donato un parco giochi alla scuola “Heronjtè i Dukagjinit” del villaggio di Glodjane/Gllogjan nella Municipalità di Decane/Decani.

Il progetto è stato realizzato per soddisfare la richiesta pervenuta al Comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), su base 8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio, da Lumnije Avdiaj, direttrice dell’istituto nel quale era stato registrato un innalzamento del fenomeno dell’abbandono.

Nel corso della cerimonia di donazione, alla quale ha preso parte anche l’assessore all’istruzione della municipalità di Decane/Decani, Sig Bekim Vishaj, la Direttrice della scuola ha ringraziato i militari della missione Kosovo KFOR, e in particolare il col Gianfranco Di Marco per aver accolto la richiesta e aver realizzato il playground che favorirà l’attività ludica quale strumento per rafforzare l’acquisizione delle regole e la convivenza civile.

Il secondo progetto, inquadrato sempre nell’ambito del contrasto alla dispersione scolastica, è stato inaugurato presso la scuola elementare e media inferiore “Shaban Shabani”, nella Municipalità di Dragas/Dragash, situata all’estremità meridionale del Kosovo. Un istituto che conta 90 alunni provenienti dal villaggio di Plav, costituito da circa 160 famiglie.

La struttura scolastica non aveva spazi dedicati alla pratica dell’attività fisica per cui, accogliendo la richiesta pervenuta dall’assessore all’istruzione Vloran Cenaj, è stata allestita un’area all’aperto dove sono stati realizzati un campo polivalente da gioco (calcio, tennis, basket e pallavolo) con le relative attrezzature sportive e un’area giochi per gli studenti delle classi primarie.

Alla cerimonia di donazione dei militari italiani in Kosovo, presieduta dal Comandante del MNBG-W, oltre al Direttore della scuola, Bahtijar Bojaxhiu, hanno preso parte, l’assessore Cenaj, in rappresentanza della Municipalità, e il Vice Ministro all’Istruzione Azem Guri a testimonianza della solidità dei rapporti che intercorrono tra i militari KFOR, la popolazione e le istituzioni locali.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR