Modena

Quarantennale 160° corso Accademia Militare: tra loro i gen Serino, Perretti, Castellano, Luzi, Governale, Micale, Veltri

“40, 100,160, 200 ecco i numeri che riecheggeranno al centro di Modena e precisamente al Palazzo Ducale l’8 e il 9 Novembre, segnala con un comunicato stampa il gen Giuseppe Morabito a proposito del quarantennale del 160° corso dell’Accademia Militare di Modena, che così prosegue:

“40 anni dopo l’arrivo a Modena, esattamente 100 anni dopo la fine vittoriosa della Prima Guerra mondiale, il 160° corso dell’Accademia Militare torna nella città estense per celebrare le quattro decadi di vita militare e onorare il suo gemellaggio con il 200° corso che in queste ore inizia la sua esperienza di dedizione alla Patria.

Come se non bastassero questi numeri a sottolineare l’unicità di questo rientro alla Casa Madre, come non ricordare che esattamente quel 16 ottobre 1978 nelle stesse ore in cui i futuri Ufficiali del 160° corso entravano al Palazzo Ducale, sede dell’Accademia, il Cardinale Carol Wojtyla, scegliendo il nome di Giovanni Paolo II, era eletto al soglio pontificio.

Una serie di coincidenze storiche se si vuole casuali ma significative.  Un’altra è il centenario della comparsa delle stimmate a Padre Pio, che sarà ricordato durante le celebrazioni modenesi.

I cento anni dalla fine della Grande Guerra sono una data di valenza e importanza storica assoluta per l’Italia e va evidenziato anche che proprio quest’anno l’Esercito e la sua Accademia raggiungono l’importante traguardo di 200 Corsi svolti nei 340 anni di storia del più antico istituto militare di formazione del mondo.

Il 160° corso era composto di più di due centinaia di giovani che credevano e ancora oggi credono nelle Istituzioni e tra loro annoverano eccellenze assolute.

In particolare saranno a Modena a celebrare i 40 anni di servizio anche il Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa Pietro Serino, il Comandante del NATO Rapid Deployable Corps Italiano Roberto Perretti, il Comandante delle Forze Operative del Sud Italia Rosario Castellano, il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dei Carabinieri Teo Luzi, il Direttore della Direzione Investigativa Antimafia Giuseppe Governale, il Consigliere Militare presso la Rappresentanza Permanente Italiana alle Nazioni Unite in New York Gino Micale e il Commissario Generale per le onoranze ai Caduti Alessandro Veltri. Questi sono solo la punta di diamante di un gruppo di persone eccezionali che da quaranta anni sono lustro dell’Italia.

La cerimonia del quarantennale sarà preceduta, nel pomeriggio dell’8 novembre, da quella della consegna dello spadino, nel corso della quale gli Allievi del 199° Corso consegneranno il simbolo dell’allievo ai colleghi del 200° Corso, un atto che sancisce per questi ultimi l’acquisizione dello status di Allievi Ufficiali.

Per assistere a questa cerimonia sono attesi in gran numero da tutte le regioni d’Italia i familiari dei giovani Cadetti del 200° Corso.

Il giorno successivo nell’ambito della cerimonia del quarantennale, il Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino terrà un intervento in cui sottolineerà come il “passaggio” in Accademia fa sì che tutti gli Allievi di ogni epoca debbano ora sentirsi parte di un’unica famiglia.

Gli Allievi del 160° Corso sono stati testimoni della già citata elezione di Papa San Giovanni Paolo II, poi il 9 novembre 1989 della caduta del muro di Berlino e l’11 settembre 2001 del vile attentato al World Trade Centre.

Di quali cambiamenti epocali ed eventi storici saranno testimoni gli Allievi del 200° Corso non è dato saperlo ma l’augurio di Serino sarà quello che possano affrontare quanto la storia proporrà loro con la stessa saldezza morale e dedizione dei loro predecessori.

Ai due giorni di raduno organizzati sotto l’attenta direzione del Comandante dell’Accademia, Generale di Brigata Stefano Mannino, parteciperanno i familiari degli Allievi del Corso che sono deceduti in servizio e non in questi 40 anni, un ex parlamentare somalo che ha frequentato il 160° corso, Mohamed Omar Mohamed, e i Comandanti che accolsero il 160°a Modena nel 1978”.

Fonte: gen Giuseppe Morabito

Foto: Esercito Italiano

Accademia Militare: Mak P 100 del 195° corso Impeto, passaggio della stecca con il 196° Certezza

20150522_Accademia Militare Modena_Mak P 100 195° corso Impeto (6)Si è svolta venerdì scorso, 22 maggio, nel cortile d’onore dell’Accademia Militare di Modena, la cerimonia militare in occasione del Mak P 100 degli allievi ufficiali del 195° corso Impeto, un evento che segna i 100 giorni alla promozione al grado di sottotenente per il 148 allievi dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri, oltre che 11 allievi stranieri.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, e le maggiori autorità di vertice dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri e delle autorità modenesi.

Nel corso del suo intervento il generale Errico ha affermato: “Allievi Ufficiali del 195° corso Impeto! Siete voi i veri protagonisti di questa cerimonia che suggella una tappa fondamentale della vostra carriera 20150522_Accademia Militare Modena_Mak P 100 195° corso Impeto (7)militare e corona due impegnativi anni accademici in cui avete rinunciato a svaghi e divertimenti, tipici per i giovani della vostra età, per formarvi al comando nella scuola del dovere e della fedeltà alle istituzioni”. Ha inoltre di nuovo espresso: “il più profondo cordoglio e sentimenti di vicinanza” ai familiari del caporal maggiore Fabio Comini deceduto ieri a seguito di un tragico incidente durante un’attività addestrativa di aviolancio.

Al termine dell’indirizzo augurale agli allievi ufficiali del comandante dell’istituto generale di divisione, Salvatore Camporeale, è seguito il tradizionale passaggio della Stecca Accademica tra gli allievi del 195° e quelli del 196° corso.

20150522_Accademia Militare Modena_Mak P 100 195° corso Impeto (8)Con il passaggio della Stecca Accademica gli allievi più anziani, giunti ormai al termine del biennio di studi trascorso, cedono agli allievi più giovani la stecca, riproduzione in grande scala di un piccolo attrezzo in legno, con una scanalatura centrale, che veniva un tempo usato dagli allievi per lucidare i bottoni metallici della giubba senza sporcarne il tessuto.

La celebrazione del Mak P 100 è una tradizione che risale al 1840.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

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Esercito Italiano: inizio dei corsi di formazione dell’Accademia militare e della Scuola sottufficiali. Domande di ammissione in aumento

Sono complessivamente 268 i giovani che inizieranno il 196° Corso Certezza  dell’Accademia militare  – Anno Accademico 2014/2015 e il 17° corso biennale (2014 – 2016) per allievi marescialli, indossando per la prima volta l’uniforme dell’Esercito nei due istituti militari di formazione della Forza Armata.

Quest’anno ben oltre 6.800 sono state le domande dei concorrenti per l’Accademia militare di Modena, che dal 1678  forma gli ufficiali dell’Esercito.  In  180 (di cui 20 donne), sono stati ammessi alla frequenza del tirocinio iniziato lo scorso il 26 agosto, al termine del quale avverrà un’ulteriore selezione e in 151 saranno ammessi al primo anno del 196° Corso allievi ufficiali dell’Esercito.

Gli allievi, al termine del biennio, con il grado di sottotenente, proseguiranno gli studi a Modena o alla Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, dove conseguiranno la Laurea magistrale nei diversi indirizzi di studio, tra cui Scienze strategiche, Ingegneria e Medicina.

Per la Scuola sottufficiali dell’Esercito, 216 giovani, a fronte dei 16.816 concorrenti al concorso pubblico per allievi marescialli, sono stati ammessi alla frequenza del 17° Corso biennale (2014 – 2016)  presso la Scuola sottufficiali di Viterbo. Per loro il tirocinio è appena iniziato.

Al termine del triennio di formazione gli allievi conseguiranno il grado di maresciallo e la laurea di primo livello in “Scienze organizzative e gestionali” presso l’Università della Tuscia e in “Infermieristica” presso l’Università di Tor Vergata di Roma. Questo corso sarà composto da 21 donne, il maggior numero da quando è consentito l’accesso alle Forze Armate al personale femminile. Dal 2000, da quando le Forze Armate Italiane hanno aperto i concorsi alle donne, le domande di partecipazione si sono attestate a circa il 16% per entrambi gli istituti di formazione.

In costante aumento le domande pervenute quest’anno sia per quanto attiene al concorso per l’Accademia militare che per la Scuola sottufficiali. La provenienza geografica prevalente degli allievi è il centro-sud  e in particolar modo dalla Puglia e dalla Campania.

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Fonte e foto: stato maggiore Esercito

COMFOTER: il gen Bernardini torna all’Accademia militare di Modena prima di lasciare il servizio attivo, il prossimo 15 settembre. Il suo saluto alla Bandiera

Il generale Roberto Bernardini, Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER), si è recato oggi, 23 giugno, in visita all’Accademia Militare di Modena.

L’alto ufficiale, già comandante del prestigioso istituto di formazione degli ufficiali dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri nel periodo 2008-2010, dal prossimo 15 settembre lascerà il servizio attivo e ha pertanto voluto ritornare alla “casa madre” dove aveva iniziato il proprio percorso professionale nella Forza Armata.

Ricevuto dall’attuale comandante, generale Giuseppenicola Tota, ha reso omaggio alla Bandiera di Istituto dinanzi alla quale aveva prestato giuramento nella primavera del 1972.

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Fonte e foto: COMFOTER

Una Acies: il Mak P 100 dell’8° corso. Era il 10 maggio 1953

Dall’album dei ricordi dell’8° corso (133° con la nuova numerazione) dell’Accademia Militare di Modena la cerimonia del Mak P 100, svoltasi il 10 maggio 1953:

l’invito agli spettatori esterni ad assistere al saggio ginnico (cross country, staffetta olimpionica 80x400x200x200, salti dall’altro e arrampicate, evoluzioni su autoblindo, esercizi agli attrezzi, esercizi su motociclette, gara di squadre su percorso ad ostacoli, percorso a cavallo su ostacoli, presentazione finale) e al pranzo, firmato dal generale comandante Luigi Mondini; foto dell’epoca relative all’inizio della cerimonia, con i Carabinieri a cavallo, e lo schieramento alla fine del saggio ginnico; ospiti francesi dell’Accademia di Saint Cyr in occasione del Mak P 100.

Fonte e foto proprie

Esercito Italiano: a Modena il libro Missione Africa. Militari italiani ancora in Somalia, Libia, Mali e Gibuti. “Missione finisce alla costituzione di esercito locale”, così il CaSME gen Graziano

Si è tenuta lo scorso venerdì 13 giugno, all’Accademia Militare di Modena, a margine della cerimonia del Mak P 100 del 194° corso (link articolo in calce) la presentazione del libro fotografico Missione Africa, realizzato dall’Esercito Italiano e incentrato sulle missioni dell’Esercito Italiano in Africa, da quelle sotto l’egida delle Nazioni Unite – Somalia, Mozambico, Namibia, Ciad e Sudan – alle operazioni di evacuazione di connazionali in paesi ad alto rischio, come il Ruanda nel periodo dal 1989 al 2012.

Sono intervenuti il professor Aldo Pigoli, africanista, dell’Università Cattolica di Milano, il generale Bruno Loi, già comandante  della missione Ibis in Somalia nel 1993, e il generale Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME).

Il generale Loi, nel corso del suo intervento, ha sottolineato il carattere umanitario della missione e i progressi che sono stati fatti grazie alla presenza del contingente militare: “Quando siamo arrivati nella nostra area di responsabilità morivano circa 2mila persone al giorno per malattie, carestie e attività criminali. Numeri azzerati  grazie all’impegno e alle attività sanitarie e umanitarie dei nostri soldati”. Sono 200mila le visite mediche effettuate.

La fase di profonda trasformazione e crescita politica, economica e sociale vissuta oggi dall’Africa è stata descritta dal professor Pigoli: “Questa trasformazione rappresenta allo stesso tempo un’opportunità e una sfida: si pensi che entro il 2050 il continente potrebbe superare i due miliardi di abitanti, dei quali il 50% sotto i 25 anni. Oggi il 40% vive sotto la soglia di povertà. I conflitti armati costituiscono un limite allo sviluppo dell’Africa e la comunità internazionale ha un ruolo fondamentale nel sostenere le istituzioni nazionali e regionali africane. Le operazioni militari, non solo mediante l’uso della forza, ma attraverso la loro duttilità d’impiego, potrebbero fornire un contributo centrale alla stabilizzazione”.

La presentazione del libro è stata anche un’ occasione per discutere  dell’attuale impegno dell’esercito in Africa attraverso un videocollegamento con le missioni EUTM Somalia e Libia. Da Mogadiscio, il generale Massimo Mingiardi, comandante della missione europea (EUTM) di cui fanno parte 75 italiani, ha riferito che finora sono stati  addestrati 3.700 somali a fronte di  un obiettivo di circa 20mila uomini.

Da Tripoli, il colonnello Giovanni Marchese, capo della Missione Italiana in Libia (MIL), ha illustrato il contributo nazionale per la stabilizzazione del paese, non solo nel paese africano ma anche in Italia, dove l’Esercito sta addestrando un battaglione di soldati libici a Persano, in provincia di Salerno.

Il generale Graziano, che ha concluso con il suo intervento l’incontro, nel ripercorrere i 20 anni di impegni della Forza Armata in Africa ha ricordato come “i nostri soldati siano oggi presenti in Somalia, Libia, Mali e Gibuti. Oggi siamo impegnati nell’addestramento delle forze di sicurezza locali perché una missione finisce solo quando si costituisce un esercito locale efficiente”.

Il Capo di SME ha sottolineato inoltre “che il sistema paese deve comprendere quanto la situazione africana possa influenzare l’area europea e deve trovare una strategia per fronteggiare le situazioni di crisi”.

“Importantissimo è il contributo di tutta la comunità internazionale e delle organizzazioni umanitarie – ha continuato il generale Graziano – penso alla mia esperienza in Mozambico dove la Comunità di Sant’Egidio ebbe un forte ruolo nella creazione delle condizioni politiche a premessa dell’intervento del contingente militare italiano”.

“Approntarsi con le capacità necessarie per affrontare qualsiasi impiego operativo assegnatoci dall’autorità politica é fondamentale – ha concluso il Capo di stato maggiore dell’Esercito – e per questo servono adeguati materiali e un adeguato addestramento”.

“Attualmente tre operazioni internazionali in Libano, Somalia e Kosovo sotto egida ONU, UE e NATO sono comandate  da un ufficiale italiano e questo ci dà la misura del prestigio del Paese presso la comunità internazionale”, ha concluso il generale Graziano.

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Accademia Militare di Modena: Mak P 100 per gli allievi ufficiali del 194° corso, “linfa e fede nei valori dello stato” sottolinea il CaSME gen Graziano (15 giugno 2014)

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MIL Libia in Paola Casoli il Blog

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Fonte e foto: PI Esercito

Accademia Militare di Modena: Mak P 100 per gli allievi ufficiali del 194° corso, “linfa e fede nei valori dello stato” sottolinea il CaSME gen Graziano

Si è svolta venerdì 13 giugno, nell’Accademia Militare di Modena, alla presenza del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, la tradizionale cerimonia del “Mak P 100” degli allievi ufficiali del 194° corso dell’Accademia Militare, evento che segna i 100 giorni alla “stelletta” e, quindi, alla promozione al grado di sottotenente per i 186 allievi dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri.

Gli allievi del 194° corso Coraggio avevano prestato giuramento il 15 marzo 2013 (link articolo con foto in calce).

Nel suo intervento il Capo di SME, generale Graziano, dopo aver ringraziato le autorità  intervenute, come spiega il comunicato stampa della PI dell’Esercito, ha voluto rendere omaggio ai caduti di tutte le guerre e agli oltre 100 caduti nelle missioni all’estero.

Il generale, inoltre, ha rivolto un particolare saluto alle famiglie dei militari caduti, rappresentate nella cerimonia dal generale Alberto Ficuciello, padre del capitano Massimo Ficuciello morto a Nassiria nel 2003.

Rivolgendosi agli allievi il Capo di SME ha ricordato che “il coraggio, morale e fisico, rappresenta l’elemento essenziale per i comandanti. Consente di affrontare i rischi della professione scelta”.

Il generale ha quindi indicato ai giovani allievi la figura del maggiore Giuseppe La Rosa, caduto in Afghanistan, ufficiale dei bersaglieri e Medaglia d’Oro al Valor Militare, che ha frequentato l’Accademia 12 anni prima.

“Voi – ha continuato il capo di stato maggiore dell’Esercito – siete il risultato di una selezione di 12/13mila  giovani che aspiravano a entrare nell’Esercito e nell’Arma dei Carabinieri. Vi aspetta una carriera fatta di impegno, preparazione costante e responsabilità verso i vostri uomini e verso lo Stato”.

“Affrontiamo un processo di globalizzazione – ha proseguito il generale Graziano indirizzandosi agli allievi ufficiali – dove anche nei gradi più bassi affronterete situazioni complesse rapportandovi con il mondo politico, diplomatico, militare, dei media e in contesti socio culturali diversi dal nostro. Soprattutto voi, ufficiali dell’Esercito, chiamati a mettere gli scarponi sul terreno nelle missioni all’estero e rischiando in prima persona, come dimostra il numero dei caduti della forza armata. E’ necessaria quindi rigorosa preparazione fisica, culturale, tensione morale ed etica e attenzione all’elemento umano”.

“Voi vivrete da protagonisti la trasformazione che noi stiamo disegnando. Mandiamo un messaggio di ottimismo e forza al paese perché voi  rappresentate la linfa e la fede nei valori dello stato. Abbiamo iniziato un percorso di risparmio e razionalizzazione – ha proseguito il CaSME – per fare meglio con le risorse disponibili, mantenendo la capacità operativa che abbiamo avuto in questi anni purché, evidentemente,  sia assicurato quanto necessario per preservare i livelli addestrativi e di efficienza”.

“Dobbiamo affrontare il rischio – ha concluso il generale – ma non quando dovuto a carenze di materiali, equipaggiamento e addestramento”.

La celebrazione del “Mak P 100” è una tradizione che risale al  1840.

Con il passaggio della “stecca accademica” gli allievi più anziani, giunti ormai al termine del biennio di studi trascorso, cedono agli allievi più giovani la “stecca”, riproduzione in grande scala di un piccolo attrezzo in legno, con una scanalatura centrale, che veniva usato, un tempo, dagli allievi per lucidare i bottoni metallici della giubba senza sporcare il tessuto.

L’Accademia ospita anche 27 frequentatori stranieri provenienti da Afghanistan, Albania, Giordania, Armenia, Niger, Tailandia e Libia.

L’Accademia Militare, attualmente comandata dal generale  Giuseppenicola Tota, fu istituita il primo gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia ed è l’Istituto Militare di formazione più antico del mondo, precedendo l’Accademia russa di San Pietroburgo, la Royal Military Academy, la École Royale Militaire e West Point.

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Accademia Militare di Modena: giurano gli Allievi Ufficiali del 194° corso Coraggio (17 marzo 2013)

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Fonte e foto: PI Esercito

Accademia Militare di Modena: giurano i 164 allievi ufficiali del 195° corso Impeto

Hanno prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica i 164 allievi ufficiali del 195° corso Impeto.

La cerimonia si è svolta venerdì 4 aprile, nell’Accademia Militare di Modena, alla presenza del ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, del Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli,  del Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), generale Claudio Graziano, e del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Leonardo Gallitelli.

Il CaSME, dopo aver salutato e ringraziato le autorità intervenute e gli ospiti, rivolgendosi agli allievi ufficiali del 195° corso Impeto ha ricordato la storia del prestigioso istituto e i valori che hanno costituito la guida degli ufficiali formatisi presso l’Accademia Militare.

Il generale Graziano ha esortato gli allievi a improntare il proprio “stile di vita alla sobrietà, concretezza, onestà intellettuale e professionale, rispetto delle Istituzioni e coraggio, giustamente considerato la prima delle qualità umane e certamente la fondamentale per un Comandante, perché è quella che garantisce tutte le altre”.

“Le stesse doti vi dovranno accompagnare anche nell’impegnativo servizio all’estero – ha continuato il CaSME – un ambito in cui l’Esercito ha garantito lo sforzo principale in termini di risorse umane e materiali, con il 75% del totale delle Forze impiegate nelle varie missioni, durante le quali ha versato un elevatissimo tributo di sangue”.

“Il coraggio è necessario tanto nelle operazioni fuori dai confini quanto nel quotidiano operare nel territorio nazionale a servizio della collettività, quanto ancora nell’addestramento che pure presenta rischi correlati alla vita e all’unicità della condizione militare”,  ha aggiunto il generale Graziano, che ha poi ricordato le figure del maggiore Giuseppe La Rosa, medaglia d’oro al Valor Militare alla Memoria, caduto in Afghanistan lo scorso anno, del generale Giangiacomo Calligaris e del capitano Paolo Lozzi, caduti in servizio a seguito di un incidente durante un volo addestrativo (link articolo in calce).

Il generale Graziano ha poi indicato agli allievi “il momento di profonda trasformazione della Forza Armata nell’intento costante di fronteggiare in modo efficace le nuove esigenze operative con l’ambizioso, quanto indispensabile, obiettivo di ridurre le dimensioni quantitative dello strumento terrestre non inficiandone, nel contempo, l’efficienza operativa e mantenendo inalterati gli standard qualitativi della Forza Armata.”

“Una modernizzazione – ha concluso il Capo di stato maggiore dell’Esercito –  che deve essere rivolta alla sicurezza del personale in operazioni e che significa anche disporre di sistemi in grado di garantire la conoscenza della situazione informativa e l’indispensabile interoperabilità operativa con i Paesi amici e alleati”.

Nella stessa cerimonia è stato attribuito il titolo di “cadetto ad honorem” alla signora Silvia Guarda, madre di un allievo precocemente scomparso.

Il 195° corso Impeto è composto da 164 allievi ufficiali, di cui 25 donne.

L’accademia ospita anche 27 frequentatori stranieri provenienti da Afghanistan, Albania, Giordania, Armenia, Niger, Tailandia e Libia.

L’Accademia Militare, attualmente comandata dal generale dell’Esercito, Giuseppenicola Tota, fu istituita il primo gennaio del 1678 con il nome di Reale Accademia ed è l’Istituto Militare di formazione più antico del mondo, precedendo l’Accademia russa di San Pietroburgo, la Royal Military Academy, la Ecole Royale Militaire e West Point.

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L’AVES perde il comandante, generale Giangiacomo Calligaris, in un incidente di elicottero. Con lui deceduto anche il pilota in addestramento, tenente Paolo Lozzi (23 gennaio 2014)

Fonte e foto: stato maggiore Esercito

Maltempo: il bilancio di tre mesi di attività dell’Esercito Italiano intervenuto in supporto alla popolazione

Nei tre mesi di eccezionale maltempo che ha investito l’Italia, ricorda il comunicato stampa dell’Esercito Italiano, uomini e mezzi dell’Esercito sono intervenuti, su richiesta delle prefetture, dal nord al sud della penisola per fronteggiare le emergenze e prestare soccorso alla popolazione.

Più di cento militari della brigata Sassari, ora impegnata in Afghanistan, sono intervenuti nel mese di novembre a Olbia a seguito dell’alluvione. In 57 giorni di operazione i “sassarini” hanno operato con elicotteri, macchine movimento terra e mezzi speciali del genio percorrendo oltre 20mila chilometri, movimentando 5.400 metri cubi di rifiuti ingombranti, distribuendo 7.000 quintali di aiuti umanitari e diverse centinaia di pasti caldi.

Reparti del Genio dell’Esercito sono intervenuti tra gennaio e febbraio nella provincia di Modena, nel trevigiano e a Fiumicino.

A Modena, a seguito dell’esondazione del fiume Secchia, 190 soldati del reggimento Genio ferrovieri, impiegando anche gommoni in dotazione all’Esercito, hanno portato in salvo quanti erano rimasti bloccati dalle acque e permesso ad altri di recuperare beni di prima necessità. I militari hanno anche contribuito a rinforzare e monitorare gli argini che avevano ceduto, a svuotare dall’acqua e a rendere di nuovo utilizzabili scuole, abitazioni, cantine e garage.

Nella provincia di Treviso, a Preganziol, Motta di Livenza, Mareno di Piave e Cimadolmo, le idrovore del Genio hanno lavorato fino a sabato scorso per abbassare il livello dell’acqua che ha invaso le abitazioni.

A Fiumicino, in località Isola Sacra, quasi 200 genieri con 39 mezzi e nove idrovore hanno operato ininterrottamente per dieci giorni, su richiesta del sindaco, per svuotare le abitazioni invase dall’acqua e per fornire agli sfollati vitto e generi di prima necessità. Grazie all’intervento di un team di medici e infermieri dell’Esercito si è anche provveduto a garantire alla popolazione le cure mediche di base.

Oltre 100 paracadutisti della brigata Folgore sono stati chiamati a intervenire, due volte in quindici giorni, sul lungarno mediceo al centro di Pisa, per innalzare con paratie e rinforzare con sacchi di sabbia gli argini dell’Arno che minacciava di esondare.

Nella provincia di Belluno colpita da eccezionali nevicate, sono intervenuti oltre 140 militari e 45 mezzi. Tra questi 4 mezzi BV206 (foto), veicoli cingolati speciali, nati per operare in climi estremi e innevati con i quali sono state raggiunte le case più isolate per recuperare persone e distribuiti generi di conforto. I militari hanno raggiunto tredici comuni in cui hanno ripristinato la viabilità, sgomberato le principali rotabili e, grazie all’intervento di una squadra di rocciatori, hanno liberato dalla neve i tetti di edifici pubblici che rischiavano di crollare.

La Forza Armata, grazie alla capacità dual-use dei propri reparti, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire nei casi di pubbliche calamità e utilità, in ogni momento, a supporto della popolazione su tutto il territorio nazionale dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese.

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Fonte e foto d’archivio: stato maggiore dell’Esercito

Maltempo: ondata di maltempo nel trevigiano, intervengono i genieri paracadutisti dell’Esercito Italiano

L’Esercito, su richiesta del Prefetto di Treviso, è impegnato dalle 19 di martedì 11 febbraio nel comune di Mareno di Piave, in provincia di Treviso, in supporto alla popolazione colpita dalla forte ondata di maltempo che negli ultimi giorni ha investito il Veneto.

I soldati dell’8° reggimento genio paracadutisti di Legnago, Verona, hanno lavorato ininterrottamente tutta la notte tra l’11 e il 12 febbraio utilizzando idrovore e mezzi speciali al fine di liberare dall’acqua le case inondate i garage e gli scantinati.

Ieri mattina i militari dell’Esercito, su indicazione delle autorità di Mareno, grazie all’utilizzo di gruppi elettrogeni della Forza Armata, hanno fornito elettricità ad alcune abitazioni rimaste prive di corrente elettrica.

L’Esercito era già intervenuto nel corso delle scorse settimane nel comune di Preganziol e nel bellunese.

La Forza Armata, grazie alla capacità dual-use dei propri reparti, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire nei casi di pubbliche calamità e utilità, in ogni momento, su tutto il territorio italiano a supporto della comunità nazionale come recentemente avvenuto in Sardegna, in Emilia, e a Fiumicino.

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Fonte e foto: stato maggiore dell’Esercito