Forze Armate in scala: il Fiat G55 Centauro

By Mithra

Il modello che viene proposto in questa edizione è quello del Fiat G55 Centauro. Questa macchina rappresenta una delle migliori realizzazioni in campo aeronautico prodotte dall’industria nazionale durante il secondo conflitto mondiale.

Le origini del progetto risalgono al 1939 e fanno seguito alle specifiche tecniche emanate dalla Direzione Generale Costruzioni e Approvvigionamenti (DGCA) per un aereo da caccia da combattimento in grado di sostituire gli aerei monoplani della prima serie, allora in servizio.

Il risultato finale risultò essere un aereo monoplano, monoposto, con ala bassa a sbalzo, con struttura e rivestimento interamente metallici, potenziato da un propulsore in linea (RA.1050 RC.581 Tifone, versione, su licenza del tedesco, DM605A-1 da 12 cilindri a V), veloce, agile, maneggevole, potentemente armato (tre cannoni MG 151/20 da 20 mm e due mitragliatrici Breda Mod. 1935da 12,7 nella configurazione finale), che si sarebbe rivelato uno dei migliori aerei dell’Asse (superiore ai pari modelli tedeschi secondo la valutazione comparata effettuata da una apposita commissione germanica nel 1943).

Dal punto di vista operativo, anche se ottenne il battesimo del fuoco con le insegne della Regia Aeronautica (20°gr. del 51°Stormo) partecipando alla difesa di Roma (Roma – Ciampino e Cagliari – Capoterra) nei mesi precedenti all’armistizio con pochi esemplari della serie 0, la sua storia si svolge nei reparti della Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR) dove rimane attivo sino al termine del conflitto.

Nel dopoguerra i G55 (nelle varie versioni) rimasti contribuiranno a equipaggiare i reparti della nascente Aeronautica Militare, per poi essere ceduti a forze aeree straniere (Argentina, Giordania).

In sintesi, il G55 può essere considerato come l’apice raggiunto della nostra industria aeronautica in materia di sviluppo e costruzione di aerei da caccia sino all’avvento del motore a getto, costituendo l’esempio eclatante di quell’insieme di pregi e difetti che hanno caratterizzato (e ancora caratterizzano!!!) la concezione, lo sviluppo e la realizzazione dei prodotti nazionali nel campo della difesa.

Il modello proposto è quello di un G55 Centauro della ditta Special Hobby (SPH48087 Fiat G.55A Post War Service) in scala 1/48.

La ditta della Repubblica Ceca, unica marca a produrre in questa scala questo interessante aereo, presenta un soggetto in servizio nel dopoguerra e propone tre versioni appartenenti a differenti forze aeree (Italia, Argentina e Giordania). La realizzazione del modello che propongo si riferisce, invece, a un Centauro con insegne della ANR (1^Squadriglia/2° Gruppo Caccia).

Analizziamo il prodotto. Il box art, il disegno, non particolarmente accattivante, riproduce un aereo con insegne giordane; aprendo la scatola abbiamo cinque stampate (quattro in plastica grigia e una trasparente) un set di fotoincisioni, una busta con alcuni particolari in resina (una capottatura alternativa del cofano motore, le canne dei cannoni alari e il collimatore), il foglio delle decal e il libretto delle istruzioni. Il tutto a un prezzo onesto di circa 33 euro.

Il prodotto può essere considerato di qualità medio alta; la plastica è buona, si lavora facilmente, il livello di definizione nel complesso è soddisfacente (la pannellatura e i particolari esterni sono accennati, ma abbastanza corretti), l’abitacolo è l’unica parte dove il dettaglio sia stato curato in modo particolare (le foto incisioni – peraltro ottime – si riferiscono quasi esclusivamente alla cabina di pilotaggio), per il resto motore, vano carrelli e carrelli stessi sono piuttosto spartani e risentono di una mancanza di attenzione al dettaglio e al particolare. Il tettuccio è stampato in un pezzo singolo, la plastica è abbastanza spessa ma la trasparenza è buona.

Le parti in resina sono piuttosto mediocri e non costituiscono quel valore aggiunto che, invece, altre case sono in grado di proporre.

Le istruzioni, stampate in bianco e nero, presentano una breve descrizione storica, 12 passaggi per la costruzione e i riferimenti per le differenti livree; mancano spesso di chiarezza e dimenticano le indicazioni per alcuni pezzi il cui posizionamento è dovuto all’osservazione della cover, alle fonti di riferimento e alla buona volontà. Da ultimo gli sprue non hanno riportati riferimenti numerici alle varie parti (si deve fare riferimento alla numerazione dei pezzi disegnata nello schema fornito con le istruzioni) e spesso mancano anche i punti di riscontro sul modello stesso, particolare questo che complica un po’ l’assemblaggio in alcune fasi.

Per quanto riguarda la costruzione, questa risulta abbastanza agevole (un po’ di pazienza è necessaria nell’assemblaggio dell’abitacolo dove le fotoincisioni richiedono un extra time che alla fine però ripaga), le varie componenti si assemblano abbastanza bene, con un limitato uso di stucco sulla fusoliera (cofanatura del motore) e un’abbondante dose sul punto di congiunzione della pianta alare con la fusoliera, dove deve essere eliminato uno scalino pronunciato.

In definitiva, alla fine del processo di montaggio si ottiene un buon modello, che con pochi accorgimenti può acquisire quel tocco in più (qualche dettaglio al carrello, rifacimento dell’antenna con del plasticare più sottile, sostituzione delle canne dei cannoni alari e del tubo di Pitot con elementi in metallo, apertura della capottatura per evidenziare l’abitacolo) per fare bella figura anche al cospetto di più blasonati prodotti come Hesegawa, Tamiya o Eduard.

In alternativa alle soluzioni proposte dalla scatola della Special Hobby ho scelto di riprodurre un esemplare in servizio nella ANR, appartenente alla 1^Squadriglia/2° Gruppo Caccia (pilotato dal Ten. Ugo Drago), di stanza a Pavia – Cascina Vaga nel maggio del 1944, con un camouflage geometrico particolare a tre tonalità di colore (nocciola, marrone mimetico e verde oliva) e con le superfici inferiori in grigio azzurro.

Trattandosi di un Centauro Serie I ho scelto la capote del motore con le due armi da 12, 7 in caccia, mentre ho aggiunto i due cannoni da 20 mm con la caratteristica copertura aerodinamica sulle ali, il tutto utilizzando i pezzi contenuti nel modello.

Le insegne provengono da un apposito set di decal della Tauro Model (Art.48/502 ANR insegne BF109, G55 e SM79), mentre il numero del velivolo e lo stemma sul muso sono stati effettuati artigianalmente con mascherine.

Per rendere vivo il modello ho aperto la capote e ho inserito un figurino (ARB480097 German Luftwaffe pilot WWII for Bf 109 late v.)

Il prodotto offerto dalla Special Hobby ci permette, quindi, di aggiungere alla nostra collezione di mezzi che hanno fatto la storia delle nostre Forze Armate un soggetto particolare e immancabile, che ha il pregio di aver rimarcato la competitività e la capacità che hanno da sempre contraddistinto, a livello concettuale e progettuale, la nostra industria.

Mithra

Foto: Mithra