reggimento San Marco

Ex Canale 13: conclusa l’esercitazione joint e combined pianificata e condotta dal COI con il supporto di COMFORPAT

Si è conclusa venerdì 21 giugno, dopo un settimana di intensa attività addestrativa, l’esercitazione multinazionale e interforze italo-maltese Canale 13 condotta nelle acque e nello spazio aereo limitrofo l’isola di Malta.

Pianificata e coordinata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI) e condotta con il supporto del Comando delle Forze da Pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa Costiera (COMFORPAT) di Augusta, la Canale 13 ha visto la partecipazione di assetti e di personale della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri e della Guardia Costiera, oltre a unità e personale di paesi del Mediterraneo.

Oltre a rappresentare un momento significativo nell’ambito della cooperazione e dell’accordo bilaterale in atto con le Forze Armate maltesi, l’esercitazione ha costituito un’importante occasione per rafforzare il dialogo e la cooperazione tra i paesi dell’Iniziativa 5+5, accrescendo la fiducia reciproca e l’uso di procedure standard comuni.

L’attività addestrativa è stata intensa e si è sviluppata attraverso operazioni multinazionali (combined) di Ricerca e Soccorso marittimo (Search and Rescue Operations – SAR), di sorveglianza degli spazi marittimi con controllo e ispezione di mercantili sospettati di svolgere traffici illeciti, scorta a convogli e pratica di Explosive and Ordnance Disposal (EOD) navali.

Per l’occasione è stato costituito l’Exercise Command and Control Centre (ECC), avente il compito di coordinare le attività e incrementare i contenuti addestrativi ed esercitare le funzioni di Comando e Controllo degli assetti impiegati.

Non solo. Particolare enfasi è stata data all’attività di sorveglianza degli spazi marittimi e controllo dei traffici mercantili (Maritime Law Enforcement Operations) per il contrasto alle attività illecite e criminali, oltre naturalmente al soccorso di navi in situazioni di pericolo ed emergenza.

L’esercitazione ha avuto come obiettivo principale il miglioramento della cooperazione e interoperabilità delle capacità operative delle forze aero-navali nelle operazioni di peace-support, per questo si è sviluppata in una serie di fasi distinte finalizzate esclusivamente al mantenimento della sicurezza.

Tali attività hanno consentito di accrescere lo scambio di esperienze attraverso l’addestramento del personale nell’uso di procedure standard comuni, di allerta e il corretto uso delle tecniche di SAR. Con queste finalità in questa edizione è stato tenuto a battesimo, per la prima volta in un contesto internazionale, il nuovo elicottero HH139A in dotazione al 15° stormo dell’Aeronautica Militare e dislocato presso l’82° Centro CSAR di Trapani.

Specifica attenzione è stata rivolta all’addestramento di team EOD (Explosives Ordinance Disposal – Bonifica Ordigni Esplosivi) in attività subacquee e di unità nella condotta di operazioni di ispezione a bordo di navi mercantili. Così favorendo e incoraggiando anche la cooperazione e integrazione tra le forze partecipanti nelle operazioni di controllo di naviglio mercantile sospettato di svolgere attività illegali, e che ha visto la partecipazione dei palombari della Marina Militare e dei fucilieri della brigata marina San Marco.

Inoltre, per sviluppare una situazione condivisa sul traffico mercantile, è stato utilizzato il Virtual – Regional Maritime Traffic Centre (V-RMTC), la rete virtuale sviluppata dalla Marina Militare per la condivisione delle informazioni relative al traffico mercantile.

Il VIP e Media Day si è tenuto il 21 giugno a bordo della nave italiana Cigala Fulgosi della Marina Militare, nel porto Grand Harbour di Malta, alla presenza di autorità militari italiane, maltesi e delle nazioni partecipanti.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Marò: ma quale figuraccia internazionale, sembra piuttosto un voto di scambio

L’orrore delle prime reazioni mediatiche italiane alla spedizione in India dei due fucilieri di Marina del reggimento San Marco, i marò sotto accusa dalla giustizia indiana per l’uccisione di due pescatori del Kerala, si è accompagnato alla considerazione dell’aggravamento dell’immagine del nostro paese sul piano internazionale.

Ciò è comprensibile, in quanto il timore che l’Italia appaia ora più debole e incerta sul piano internazionale è certamente legittimo. Ma non sembra essere altrettanto fondato. Non sul piano dell’influenza mediatica occidentale, almeno.

Al di fuori di qualche articolo di cronaca e qualche riferimento alla vicenda, che sono agevolmente rintracciabili sugli archivi online di BBC e CNN, la questione dei marò non sembra essere così rilevante sul piano internazionale, quello autorevole e che fa tendenza, intendo.

E infatti non lo è. Secondo una regola giornalistica di rilevanza, innanzi tutto, che tiene in conto ciò che ha valore in rapporto al target di diffusione dei media e, quindi, all’interessamento reale di chi poi se lo va a comprare, il giornale.

Secondo un interesse internazionale, poi, dato che i rapporti Italia-India non rappresentano un elemento di principale attrattiva quale sarebbe lo stesso rapporto tra potenze di rilievo o strategicamente interessanti, penso a Israele, Stati Uniti, Russia e, ai nostri giorni, Siria ed Egitto.

La riprova che la questione non interessa neppure i nostri vicini europei è confermata dalle dichiarazioni di Catherine Ashton, la baronessa rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, in risposta alla lettera del gruppo facebook Ridateci i nostri Leoni: “Non sarebbe corretto per l’UE intervenire in una questione che è posta dinanzi alle competenti istanze giudiziarie di uno Stato Straniero.” L’Europa dà appoggio alla lotta alla pirateria, ribadisce il documento di risposta. Nessun dubbio, quello sì ha rilevanza internazionale.

Se poi si va oltre oceano, negli Stati Uniti, la prima cosa che ti chiedono i tassisti non è come stiano andando i rapporti con l’India, ma piuttosto come va la nostra economia e cosa caspita abbiamo intenzione di fare con il nostro governo.

Quello sì che rappresenta un elemento di interesse, perché l’economia italiana – e questo me lo ha confermato recentemente un conoscente che risiede nei Paesi Bassi e che lavora in una multinazionale – è il vero elemento di interesse sia in ambito europeo che statunitense. Siamo la quinta potenza economica nel mondo, questo è l’elemento concreto che davvero interessa la locomotiva globale.

Con questo non intendo dire che i marò non siano di interesse. Lo sono, certo che lo sono, ma solo sul piano interno. Italiano e indiano. Il fallimento della trattativa con l’India, questo “calare le braghe” che ha ricordato a molti una riedizione dell’8 settembre 1943, è un fallimento tutto nostro nei rapporti con l’India. Una notizia che può avere rilevanza giornalistica in India e in Italia.

Avrebbe potuto avere rilevanza internazionale se solo l’Italia avesse giocato fino alla fine la partita a scacchi – già vinta – con l’India, portando lo scacco matto della non restituzione dei marò per spingere l’India ad attuare la minaccia ventilata di togliere l’immunità diplomatica all’ambasciatore italiano a New Delhi, Daniele Mancino.

Allora sì che la relazione tormentata tra Italia e India sarebbe salita alle cronache internazionali occupando le prime pagine.

Perché l’India avrebbe disconosciuto la Convenzione di Vienna, di interesse internazionale, indirizzando minacce concrete a un rappresentante diplomatico. E la diplomazia è questione globale, se toccata si toccano gli interessi di qualsiasi stato del globo. Una rilevanza della notizia indiscutibilmente internazionale, non solamente sul piano mediatico.

La figuraccia non è dunque con l’Europa o con gli Stati Uniti, né tantomeno appare esserlo con l’India, paese che ha dimostrato di non avere una condotta chiara e lineare, per la mancata traduzione in inglese degli atti processuali relativi all’accusa ai marò, in primo luogo, per tutte le scorrettezze che ne sono seguite poi e per la messa in discussione, novità di ieri, e oggi ritrattata, della parola data per iscritto di non applicare la pena di morte nel caso i marò vengano dichiarati colpevoli dal tribunale indiano.

L’unica figuraccia che ha fatto l’Italia è con il proprio popolo. È con gli stessi marò, che sono rientrati in patria per dare il voto a chi poi li avrebbe rispediti in India dopo aver battuto la grancassa della non restituzione in virtù del diritto internazionale.

Questo mangiarsi e rimangiarsi la parola da parte dei vertici diplomatici, militari e politici italiani potrà essere ricordata nel futuro sul piano internazionale qualora l’India dovesse diventare quella gran potenza globale che vorrebbe essere. Perché allora sarà una potenza cresciuta sulle scorrettezze consentite e corroborate dalla debolezza dei vertici dell’Italia.

Il problema, dunque, è tutto nostro. Più che una figuraccia sul piano internazionale c’è invece il timore che la consegna dei due marò rappresenti una sorta di voto di scambio. Sullo sfondo c’è l’ombra dello stallo che si è venuto a creare con l’Agusta Westland per il contratto degli elicotteri che l’India dice di aver sospeso dopo la questione delle tangenti pagate dall’allora ad, Giuseppe Orsi, all’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica indiano, Sahsi Tyagi, notizia riportata dalle cronache giudiziarie dei due paesi.

Una situazione che potrebbe costare cara alla Agusta Westland, del gruppo Finmeccanica, non soltanto per l’affare messo in discussione dopo il lauto incoraggiamento già versato, secondo quanto ci ha fatto sapere la cronaca recente, ma perché in questo modo, e con l’implicazione dei vertici coinvolti nella vicenda giudiziaria, rischia di passare nelle mani degli inglesi della Westland, che ancora non hanno digerito di aver perso il loro impero e male hanno tollerato l’uscita di scena da una joint venture originariamente paritaria.

Questa, semmai, è l’unica implicazione, ora, sul piano internazionale.

E ancora di più preoccupa questa consegna se solo si prova a ipotizzare l’aspettativa di chi attende di conoscere il destino del contratto in sospeso: fa rabbrividire l’idea che qualcuno possa essere in attesa di conoscere la reale efficacia del sacrificio umano appena compiuto.

Ancor più triste appare la faccenda se si avvicina a questo bisbiglio il rumor che sta circolando in facebook a corredo di una foto dei due sfortunati marò. Nella didascalia viene fatto riferimento al ministro della Difesa, che si sarebbe “battuto come un leone in consiglio quel pomeriggio maledetto” e alle “sabbie mobili della politica, degli affari e della pavida/viscida Cooperazione allo sviluppo”; alla richiesta di maggiori chiarimenti la risposta viene procrastinata a martedì prossimo, quando si svelerà il tutto.

Dunque proprio nei prossimi giorni, se l’indiscrezione è fondata, sapremo cosa ha determinato l’immolazione dei due fucilieri della Marina Militare Italiana. Chissà, magari sì sarà una notizia di rilevanza internazionale.

PC

Foto da facebook

Marina Militare: cambio al CINCNAV, l’ammiraglio De Giorgi lascia il comando al collega Foffi

Oggi, 25 gennaio, alle 10.00, a bordo della portaerei Cavour, nella Rada di Mar Grande a Taranto, avverrà il passaggio di consegne del Comando in Capo della Squadra Navale della Marina Militare (CINCNAV) fra l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, cedente, e l’ammiraglio Filippo Maria Foffi, accettante.

La cerimonia, presieduta dal Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, sarà accompagnata dal tradizionale Saluto alla voce da parte delle unità navali e sommergibili di rientro da un’attività addestrativa.

L’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, che a breve assumerà l’incarico di Capo di stato maggiore della Marina Militare, lascia il comando della squadra navale dopo circa un anno di attività in cui le forze aeronavali e gli uomini del reggimento San Marco sono stati impiegati nei teatri operativi e in missioni NATO e internazionali.

Fonte: Marina Militare

Foto: Marina Militare

Cerimonia di saluto per la brigata Sassari: in Afghanistan ha ottenuto “brillanti risultati”, afferma il generale Graziano

Si è svolta ieri 17 maggio, a Sassari, la cerimonia di saluto al personale della brigata Sassari che, agli ordini del generale Luciano Portolano, il 30 marzo scorso ha completato in Afghanistan il proprio impegno di oltre sei mesi nell’ambito del Regional Command-West, (RC-W), comando NATO multinazionale e interforze della missione ISAF (International Security Assistance Force).

Alla cerimonia hanno presenziato il sottosegretario alla Difesa Gianluigi Magri e il Capo di stato maggiore dell’Esercito generale Claudio Graziano.

Nel corso del suo intervento il generale Graziano, dopo aver ricordato i caduti e i feriti in operazione, ha ringraziato il sottosegretario Magri, che con la sua presenza ha conferito ulteriore solennità alla cerimonia di saluto, e ha espresso riconoscenza a nome di tutto l’Esercito “per i brillanti risultati” ottenuti “nel più impegnativo contesto operativo tra quelli che vedono attualmente impegnato l’Esercito Italiano”.

Il generale ha poi aggiunto: “In questo difficile contesto operativo la brigata Sassari, insieme con il 66° reggimento fanteria aeromobile e ai marò del reggimento San Marco, ha dato nuovamente prova di grande efficienza, concretezza e affidabilità, mettendo in evidenza le capacità di condurre al meglio operazioni decentrate, caratterizzate da un’elevata autonomia sul terreno”.

Da parte sua il sottosegretario Magri, nel portare il saluto del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, ha sottolineato quanto l’Italia sia orgogliosa dell’operato svolto in Afghanistan dai militari italiani e ha evidenziato che “l’Italia è in Afghanistan per una risoluzione delle Nazioni Unite per contrastare il terrorismo internazionale; il nostro impegno per la pace ha come obiettivo il progressivo trasferimento della sicurezza dell’Afghanistan alla sue forze di sicurezza, obiettivo a cui voi, soldati della Sassari, avete dato un contributo concreto”.

Al cospetto delle pluridecorate Bandiere di Guerra del 151° e del 152° reggimento fanteria Sassari, del 3° reggimento bersaglieri, del 66° reggimento fanteria aeromobile Trieste, del 5° reggimento genio guastatori, dello stendardo del 5° reggimento Aviazione dell’Esercito RIGEL e della Bandiera di Guerra del reggimento San Marco della Marina Militare, hanno partecipato il prefetto di Sassari, Salvatore Mulas, il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, il presidente della Regione Sardegna e numerose altre autorità civili, religiose e militari.  In particolare, il presidente Cappellacci e il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, nei loro discorsi hanno tributato un sentito riconoscimento e ringraziamento alla Sassari e all’Esercito.

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Fonte: stato maggiore dell’Esercito

Foto: stato maggiore dell’Esercito

Afghanistan, per i bambini di Bakwa materiale sportivo italiano tramite il reggimento San Marco

L’entusiasmo generato dalla recente consegna di materiale sportivo ai bambini del distretto di Bakwa, in Afghanistan, ha convinto la società SSD Futbolclub di Roma a riproporre l’iniziativa.

La società, da sempre sensibile alle tematiche della solidarietà e dell’educazione, come si legge nel suo comunicato stampa, ha potuto consegnare il materiale grazie alla collaborazione del reggimento San Marco, fino al mese scorso in Afghanistan nell’ambito della missione ISAF.

La SSD Futbolclub ha dichiarato che, “visto l’entusiasmo riscontrato dalla popolazione locale, si riserva di ripetere analoghe iniziative che promuove anche sul territorio nazionale”.

Fonte: SSD Futbolclub

Foto: SSD Futbolclub

Nave scirocco della Marina Militare Italiana sta scortando il mercantile Enrico Ievoli

E’ finito oggi l’incubo del mercantile Enrico Ievoli e del suo equipaggio, finito nelle mani dei pirati quasi quattro mesi fa. Il mercantile italiano, infatti, era stato sequestrato dai pirati il 27 dicembre scorso mentre navigava al largo delle coste dell’Oman.

Oggi 23 aprile, la fregata classe Maestrale nave Scirocco della Marina Militare Italiana, impegnata nel contrasto al fenomeno della pirateria nelle acque dell’Oceano Indiano, è intervenuta in supporto al mercantile in seguito alla liberazione.

A bordo dello Ievoli, fa sapere il comunicato stampa della Marina Militare che ne dà notizia, è salito  un team composto da personale del reggimento San Marco per la messa in sicurezza del mercantile stesso.

L’equipaggio, composto da 18 persone (6 italiani, tra cui il comandante, 7 indiani e 5 ucraini), è risultato essere in buone condizioni di salute. Il mercantile, con a bordo un team di protezione (NMP), ha già preso il largo dalla Somalia scortato da nave Scirocco.

La fregata della Marina Militare, al comando del capitano di fregata Andrea Ventura, dal 14 aprile fa parte del dispositivo militare della EUNAVFOR dell’ambito della operazione Atalanta che opera per contrastare la pirateria.

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Fonte: Marina Militare Italiana, Corriere della Sera

Foto: Marina Militare Italiana

Reggimento San Marco: oggi a Brindisi il saluto al rientro dall’Afghanistan da parte del CsmM ammiraglio Binelli Mantelli

Oggi 19 marzo, a Brindisi, il Capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, parteciperà alla cerimonia di saluto della Task Force Leone del reggimento San Marco di rientro dall’Afghanistan, a conclusione della partecipazione  alla missione NATO  ISAF (International Security Assistance Force).

I militari del Reggimento San Marco, al comando del Capitano di Vascello Giuseppe Panebianco, ricorda il comunicato stampa della Marina Militare, sono stati dislocati dal 10 settembre 2011 nella provincia di Farah, in Afghanistan. In 186 giorni di missione i fucilieri del San Marco sono stati impegnati in attività a favore della popolazione afgana e, insieme al personale del 5° reggimento genio guastatori di Macomer dell’Esercito, hanno svolto su veicoli blindati Lince più di 75mila chilometri di pattugliamento nei distretti di Bakwa e Gulistan.

Nell’ambito delle operazioni di cooperazione civile-militare (CIMIC), i fucilieri del San Marco hanno realizzato 26 progetti, tra i quali: l’escavazione di pozzi per l’acqua dolce, la ristrutturazione di edifici, la costruzione di una struttura sanitaria, la realizzazione di canali d’irrigazione e la distribuzione alla popolazione civile di utensili per la coltivazione dei campi, di materiale scolastico e vestiario di vario genere. Sono stati, inoltre distribuiti medicinali e visitati più di 2500 pazienti, originari delle regioni di Bakwa e Gulistan.

La cerimonia del passaggio di responsabilità in Afghanistan, che ha segnato la fine del periodo di impiego dei fucilieri nel teatro afgano, si è svolta lo scorso 14 marzo nella base operativa avanzata (la Forward Operating Base, FOB) Lavaredo a Bakwa.

In quella data, il comandante del reggimento San Marco della Marina Militare, capitano di vascello Giuseppe Panebianco ha ceduto la responsabilità dell’area assegnata alla Task Force South al comandante del 1° reggimento bersaglieri, colonnello Luciano Carlozzo.

I fucilieri di Marina, che per la prima volta hanno visto sventolare la loro bandiera di guerra in Afghanistan, sono stati schierati anche negli avamposti (i Combat Out Post, COP) Ice e Snow, rispettivamente di Buji e del Gulistan, passati ora ai bersaglieri del 1° reggimento.

Per il generale Marco Bertolini, comandante del COI, il Comando Operativo di vertice Interforze),  la partecipazione alla missione ISAF del reggimento San Marco della Marina Militare, inquadrato all’interno della brigata Sassari, ha rappresentato la vera espressione della parola interforze: reparti di Forze Armate diverse che operano coesi per raggiungere l’obiettivo comune.

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Fonte: Marina Militare, RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: il COMCOI generale Bertolini visita il contingente italiano e saluta i fanti della Sassari e del Trieste giunti a fine missione

Oggi si è conclusa la visita al contingente italiano in Afghanistan del comandante del Comando Operativo di vertice Interforze (COMCOI),  generale Marco Bertolini, accompagnato dal Capo di stato maggiore del Comando Operativo di vertice Interforze (COI), generale Settimo Caputo.

Lo scorso 14 marzo i due ufficiali avevano iniziato la loro visita raggiungendo la base operativa avanzata Lavaredo a Bakwa, settore della Task Force South – East, per presenziare alla cerimonia del passaggio di responsabilità tra il reggimento San Marco e il 1° reggimento Bersaglieri.

Lo stesso giorno il comandante del COI ha effettuato una ricognizione operativa nell’avamposto Ice a Buji, area interessata all’operazione Wheelbarrow, che vede circa 1.200 soldati delle forze di sicurezza afgane (ANSF) operare in stretta collaborazione con unità del contingente italiano per estendere l’area di sicurezza  nell’estremo settore sudorientale.

Al suo rientro a Herat, dopo aver fatto visita alla Task Force South a Farah, su base 152° reggimento Sassari, il COMCOI ha partecipato a un briefing informativo tenuto dal comandante del Regional Command West di ISAF (RC-W ISAF), generale Luciano Portolano, sulle principali operazioni in corso e future, sui risultati ottenuti nel settore della sicurezza, nel sostegno al governo locale e nello sviluppo dell’area di responsabilità del comando regionale.

Infine, dopo aver incontrato in un’adunata a Camp Arena il personale di tutte le Forze Armate in quel momento libero da impegni operativi, si è trasferito con il comandante dell’RC-W nel settore Nord, affidato al 151° reggimento Sassari, presso la base operativa avanzata Columbus a Bala Murgab, e nel settore centrale, sotto la responsabilità del 66° reggimento aeromobile Trieste, presso la base avanzata La Mormora a Shindand, per salutare i fanti della Sassari e del Trieste giunti a circa due settimane dal termine del loro impegno in teatro operativo.

La visita, fa sapere l’RC-W di ISAF, e’ terminata oggi 16 marzo.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, IED colpisce un Lince: ferito lievemente un militare italiano del San Marco

L’esplosione dell’ordigno improvvisato, IED, è avvenuta alle 16.15 locali (le 12.45 in Italia), nel corso di una pattuglia operativa a circa 12 chilometri a nordest dalla Forward Operating Base (FOB) Lavaredo, si apprende dal comunicato stampa del Regional Command West (RC-W) ISAF di Herat.

La pattuglia rientra nell’operazione di contrasto all’infiltrazione di ribelli Southern Slash, condotta dal 152° reggimento Sassari e dal reggimento San Marco.

Un veicolo tattico multiruolo leggero (VTLM) Lince della Task Force Sud – Est, su base reggimento San Marco della Marina Militare, è stato coinvolto in un’esplosione a seguito della quale un militare italiano è rimasto leggermente ferito.

Il militare è stato trasportato in elicottero nell’ospedale da campo di Farah. E’ ferito lievemente ed è sempre rimasto cosciente, potendo così comunicare direttamente con i propri familiari.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: il VTML Lince è del forum Aerei Militari

Afghanistan, RC-W ISAF: aggiornamento operativo per il ministro della Difesa Di Paola in una visita di due giorni a Herat

Due giorni di visita con aggiornamenti operativi a contatto con uomini e mezzi impiegati nell’area di responsabilità italiana al comando del generale Luciano Portolano.

Domenica 18 dicembre il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola ha visitato dapprima le Forward Operating Base (FOBs) sedi della task force South di Farah, su base 152° Reggimento Sassari,  e della task force South-East, su base  reggimento San Marco della Marina Militare, a Bakwa e in Gulistan.

In ogni FOB il ministro ha salutato le Bandiere di guerra custodite presso i vari Posti comando e ha ricevuto un aggiornamento operativo dai comandanti, incontrando il personale libero da impegni operativi.

A Herat il ministro Di Paola ha visitato l’Aviation Battalion, su base 5° reggimento Rigel dell’Aviazione dell’Esercito, la JATF (Joint Air Task Force), su base Aeronautica Militare, e ha incontrato i key element dello staff di RC-W per un aggiornamento informativo e operativo sulle principali operazioni in corso e future del comando regionale a guida brigata Sassari.

Nella mattinata di ieri 19 dicembre il ministro ha concluso la sua visita a Camp Arena portando il saluto del governo e lasciando gli auguri per le prossime festività.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF