Riccardo Marchiò

TAAC-W, RS: la Pinerolo avvicenda la Sassari alla guida del comando NATO nell’Afghanistan occidentale

Si è svolta questa mattina, 12 giugno, nell’aeroporto di Herat, in Afghanistan occidentale, la cerimonia di avvicendamento alla guida del Train Advise Assist Command West (TAAC W), il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support (RS), fa sapere lo stato maggiore della Difesa.

La brigata Sassari, dopo sei mesi di addestramento, consulenza e assistenza a favore delle forze di sicurezza locali, è stata avvicendata dalla brigata Pinerolo.

Alla cerimonia hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia a Kabul, Roberto Cantone, il Comandante del Comando NATO di Brunssum, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Marchiò, il Comandante della missione Resolute Support, gen John W. Nicholson, l’Italian Senior Representative. Generale di Divisione Massimo Panizzi in rappresentanza del Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), e tutte le massime autorità civili e militari afgane della regione ovest.

Il gen Marchiò, nel suo intervento, ha ringraziato il Comandante cedente, Generale di Brigata Gianluca Carai, e i “Sassarini” schierati per gli eccellenti risultati conseguiti e ha formulato al Generale di Brigata Francesco Bruno, e alle sue unità, gli auguri per il delicato e fondamentale compito che li attende.

Il gen Nicholson ha ripercorso le numerose attività condotte dal TAAC-W nel semestre di responsabilità della Sassari, citando alcune significative operazioni, quali l’assistenza “a domicilio” alle Forze di Sicurezza afgane in aree distanti da Herat, ovvero gli Expeditionary Advisor Package (EAP), che hanno visto i Sassarini schierati, anche per lunghi periodi, nelle varie provincie della regione ovest a supporto delle controparti locali, impegnate, autonomamente, durante le fasi di pianificazione e di condotta di attività militari contro l’insorgenza.

L’eccezionale contributo fornito dal contingente italiano durante le operazioni di messa in sicurezza delle aree interessate all’inaugurazione dei lavori per la realizzazione del gasdotto TAPI, presieduta dal Presidente della Repubblica dell’Afghanistan Ashraf Ghani, e successivamente durante l’incontro dello stesso Presidente con il Comandante del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), Generale Curtis Scaparotti, accompagnato da quattro ambasciatori presso la NATO.

Il gen Nicholson ha, inoltre, evidenziato come la regione ovest, a guida italiana, risulta aver ottenuto i migliori risultati di tutto il paese, in termini di sicurezza, sviluppo economico e sociale – “tra cui spiccano gli elevati livelli di integrazione femminile e di scolarizzazione”, sottolinea la Difesa – e anche in termini di controllo del territorio, con oltre l’84% della popolazione sotto l’influenza delle istituzioni governative.

Risultati tangibili che dimostrano l’impegno e la dedizione dei soldati italiani che si sono alternati in Afghanistan dal 2002 a oggi.

Per il Comando della brigata Pinerolo si tratta del secondo mandato in terra afgana, spiega la Difesa.

Contestualmente il 9° reggimento Fanteria Bari ha assunto il comando della Task Force Arena, unità preposta alla sicurezza e al supporto delle attività del contingente italiano, avvicendando il 152° reggimento Fanteria Sassari.

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Fonte e foto: PI SMD 

Bersaglieri, il 66° raduno nazionale a San Donà di Piave: con il saggio ginnico dell’11° e il festival di bande Military Tattoo

Una domenica di forti emozioni nella città di San Donà di Piave conclude il 66° Raduno Nazionale dei Bersaglieri, che ha visto la presenza di diverse autorità civili e militari, a cominciare dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, che ieri sera ha voluto partecipare al Festival di bande militari “Military Tattoo: la musica unisce i popoli” e al saggio ginnico dei bersaglieri dell’11° reggimento.

A salutare le decine di migliaia di Bersaglieri in servizio e in congedo e le tantissime famiglie che hanno assistito al raduno, scrive l’Esercito nel comunicato stampa con cui dà notizia dell’evento oggi, il decano in servizio del Corpo e Comandante del NATO Joint Force Command di Brunssum, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Marchiò, il presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri (A.N.B.), Generale di Brigata Ottavio Renzi, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il sindaco di San Donà di Piave, Andrea Cereser, e il sindaco della città di Matera, Raffaello Giulio De Ruggieri, dove si svolgerà il raduno il prossimo anno.

Il 66° raduno nazionale è intitolato “Piave 2018”, nome con cui, quest’anno, si vogliono ricordare e commemorare tutti i caduti della Grande Guerra.

La manifestazione coincide, infatti, con l’anno della chiusura delle celebrazioni del centenario del primo grande conflitto mondiale.

Il Capo di SME, nel salutare tutti i Bersaglieri in servizio e in congedo, ha dichiarato: “una continuità tra passato e presente, i Bersaglieri sono stati sempre protagonisti dal Risorgimento ai giorni nostri nella storia d’Italia, uomini e donne che quotidianamente ancora oggi assolvono il proprio dovere in ogni luogo per garantire stabilità e sicurezza.”

Oltre 60 fanfare si sono esibite per giorni nelle piazze della città suonando e cantando brani storici del corpo: la “Ricciolina”, “Il reggimento di papà”, “Arrivederci Roma”, “La corsa di resistenza” e tante altre, spiega il comunicato.

Questa mattina, 13 maggio, la Bandiera di Guerra, la fanfara e una compagnia dell’11° reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN) hanno aperto lo sfilamento finale, seguiti da decine di sezioni dell’A.N.B. provenienti da ogni regione d’Italia.

Tutti hanno sfilato di corsa– 180 passi al minuto come stabilivano i regolamenti militari del 1836 e come vuole ancora oggi la tradizione”, sottolinea l’Esercito nel comunicato – su un percorso di circa 4 chilometri. Percorso che, per la prima volta, ha previsto l’attraversamento dei comuni di San Donà di Piave e Musile di Piave, legati da un fiume sacro che i radunisti, tutti rigorosamente muniti di cappello piumato, hanno percorso per ben due volte, uno dei quali a pochi centimetri dalla superficie dell’acqua, grazie al contributo del 2° reggimento Genio Pontieri dell’Esercito che ha effettuato il gittamento di un ponte galleggiante motorizzato.

Attualmente sono circa 4.000 gli uomini e le donne dell’Esercito impiegati all’estero in 14 diversi paesi, ricorda il comunicato stampa, e più di 7.000 quelli che operano giornalmente all’interno dei confini nazionali per interventi di pubblica utilità. Parte di questi uomini e donne sono Bersaglieri.

L’hashtag per parlarne sui social: #Piave2018

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Fonte e foto: PI SME; COMFOP NORD

Al NATO JFC Brunssum il gen Marchiò avvicenda il gen Farina: il CaSMD gen Graziano presente alla cerimonia

“Si è svolta questa mattina la cerimonia di cambio al comando del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum tra il Generale Salvatore Farina, cedente, e il Generale Riccardo Marchio’, subentrante”, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 21 febbraio.

Oltre al gen Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), erano presenti numerose autorità militari e civili dell’Alleanza Atlantica, tra cui il gen Curtis Scaparotti, Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), e l’amm Rob Bauer, Capo di Stato Maggiore della Difesa olandese.

A margine della cerimonia, il gen Graziano ha voluto rimarcare che il gen Farina, alla guida del JFC da marzo del 2016 e destinato ad assumere, tra pochi giorni, l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato il primo comandante italiano di questo importante comando della NATO.

Il fatto che a succedergli sia un altro Generale italiano, ha sottolineato il CaSMD, è “testimonianza e riconoscimento della professionalità espressa e dell’impegno profuso in questi anni dalle nostre Forze Armate, in ogni teatro operativo in cui la NATO è stata chiamata a operare, nonché dell’indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode all’interno dell’Alleanza”.

Il Capo di Stato Maggiore ha poi affermato che “di fronte alle attuali minacce alla sicurezza internazionale, nessun Paese ha la capacità e i mezzi per poter agire efficacemente da solo e, quindi, il ruolo delle Organizzazioni Internazionali, come la NATO e l’Unione Europea, assume una rilevanza senza precedenti e ci è richiesto di parteciparvi con un ruolo da protagonisti”.

Il gen Graziano ha infine concluso ringraziando calorosamente, anche a nome delle Forze Armate, il gen Farina per gli importanti traguardi conseguiti nel suo periodo di comando. Infatti, ha ricordato che “il JFC di Brunssum è stato un interprete importante nel processo di irrobustimento delle misure di deterrenza e Difesa Collettiva dell’Alleanza, attraverso lo schieramento di quattro battlegroup multinazionali – l’enhanced Forward Presence (eFP) nei tre Stati baltici e in Polonia – il rafforzamento delle attività di protezione dello spazio aereo – l’Air Policing – nonché nelle attività di sostegno e supporto alle forze di sicurezza dell’Afghanistan, teatro operativo di cui Brunssum è direttamente responsabile”.

Ha poi voluto riservare un particolare augurio al gen Marchiò, di cui ha ricordato l’ampia esperienza internazionale – è stato infatti Vice Comandante del Corpo di Reazione Rapida britannico e Comandante di quello italiano, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) – per un proficuo periodo al comando del JFC di Brunssum.

Il NATO JFC di Brunssum è un comando di livello operativo della componente militare dell’Alleanza Atlantica che ha, tra i suoi principali compiti, il comando e controllo della missione Resolute Support in Afghanistan, il comando operativo della NATO Response Force (NRF, a rotazione con il cosiddetto “comando gemello” di Napoli), nonché la gestione delle attività di presenza e deterrenza sul fianco est della NATO.

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Fonte e foto: PI SMD

 

Scuola di Applicazione: trofeo Una Acies 2017 a un plotone del 19° corso della Scuola Sottufficiali

Nella Caserma Bartolomei, sede della Scuola di Fanteria a Cesano di Roma, ha avuto luogo la giornata conclusiva della seconda edizione dell’esercitazione congiunta “Una Acies 2017”, ha fatto sapere un comunicato stampa della Scuola di Applicazione dell’Esercito datato 27 luglio.

Per l’intero mese di luglio, sottolinea il comunicato, la Una Acies ha visto milleseicento militari dell’Esercito addestrarsi congiuntamente.

Tra i partecipanti all’esercitazione anche 14 ufficiali donne e 6 di nazionalità straniera provenienti da Afghanistan, Albania, Armenia, Giordania e Libia, si apprende.

Friuli Venezia Giulia, Lazio, Valle d’Aosta e Puglia sono state le regioni dove gli Istituti di Formazione dell’Esercito comprendenti la Scuola di Applicazione di Torino, l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Sottufficiali di Viterbo, hanno sviluppato gli addestramenti previsti dai rispettivi iter formativi.

Il progetto addestrativo, che ha compreso tra l’altro il mantenimento delle capacità operative del quadro permanente, ha previsto esercitazioni per arma e specialità.

Le attività addestrative più rilevanti sono state le squadre e plotoni di fanteria a fuoco, brillamento di piccole cariche, combattimento nei boschi, movimento in montagna con ascensione al Gran Paradiso, addestramento individuale al combattimento, scuola tiri di artiglieria e il corso di pattugliatore scelto.

A conclusione di “Una Acies 2017” alla Scuola di Fanteria, dal 25 al 26 luglio, si è svolta una gara tra le rappresentative di tutti gli Istituti di Formazione addestrati e ad aggiudicarsi il trofeo “Una Acies 2017” è stato il plotone del XIX corso della Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Le prove affrontate sono state: controllo personale, equipaggiamento e armamento, percorso ginnico-sportivo militare, marcia zavorrata, prova topografica, lancio della bomba a mano, tiri con arma individuale e di reparto.

Sono stati inoltre consegnati agli allievi Ufficiali del 195° corso di Fanteria i brevetti di istruttore per il combattimento nei centri abitati, e i brevetti di pattugliatore scelto a favore degli allievi Ufficiali del 197° corso.

Alla conclusione dell’esercitazione hanno partecipato il gen Pietro Serino, Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, il gen Riccardo Marchiò, Comandante delle Forze Operative Terrestri e del Comando Operativo dell’Esercito, il gen Claudio Berto, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione, e i Comandanti delle Scuole Militari.

Il gen Serino ha espresso la propria soddisfazione per i pregevoli risultati addestrativi conseguiti al termine di un’intensa attività che punta alla standardizzazione dell’addestramento dei futuri Comandanti della forza Armata.

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Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

COMALP, 5 Torri: attività alpinistiche e tattiche in un ambiente duro e selettivo quale quello montano

“Nella suggestiva cornice delle Dolomiti ampezzane, patrimonio dell’UNESCO e museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale, alla presenza del Ministro della Difesa, Senatrice Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, del Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Mora  e del Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Marchiò, si è svolta oggi l’esercitazione “5 Torri 2017”, importante appuntamento addestrativo a livello internazionale”, fa sapere il comunicato stampa odierno del Comando Truppe Alpine (COMALP).

La 5 Torri 2017, importante evento addestrativo di portata internazionale, ha avuto luogo oggi, 4 luglio, nel cuore delle Dolomiti, in una impareggiabile cornice naturale.

“Le truppe da montagna dell’Esercito, di fronte a un vasto pubblico – fa sapere il COMALP – hanno dato dimostrazione delle capacità nel saper operare in un ambiente duro e selettivo come quello montano, svolgendo una serie di attività sia alpinistiche sia tattiche”.

Impegnati nell’esercitazione gli Alpini frequentatori dei corsi alpinistici primaverili, una compagnia del 7° reggimento della brigata Julia e le Squadre Soccorso Alpino Militare recentemente impiegate in Centro Italia per prestare soccorso alle popolazioni colpite dall’eccezionale ondata di maltempo.

Coinvolti anche ulteriori assetti specialistici come elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, Ranger del 4° reggimento Alpini paracadutisti (Forze per Operazioni Speciali dell’Esercito), assetti cinofili del Centro Militare Veterinario e del 17° reggimento di Artiglieria Sforzesca, Trasmettitori del 2° reggimento e istruttori di alpinismo di Carabinieri e Marina Militare, a evidenziare l’importanza del processo di integrazione e interoperabilità che caratterizza sempre più le Forze Armate Italiane, come indicato dal Libro Bianco della Difesa.

Al riguardo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, ha evidenziato come “l’addestramento montano è fondamentale perché la montagna è una grande palestra che forgia ogni militare nel corpo e nello spirito”.

“La nuova minaccia terroristica – ha evidenziato il gen Graziano – chiede grande prontezza ed elevato livello addestrativo che consenta alle nostre Forze Armate di operare all’estero e in Italia, nonché di intervenire a soccorso delle popolazioni colpite da calamità ed essere pronti e in grado di agire 365 giorni all’anno ed in qualsiasi condizione, come avvenuto lo scorso inverno dopo le eccezionali nevicate in centro Italia”.

“Ciascun militare – ha poi aggiunto il Capo di Stato Maggiore della Difesa – attraverso prove come quelle che abbiamo potuto apprezzare oggi, raggiunge una elevata versatilità di impiego e si confronta con il proprio coraggio, qualità necessaria per operare in un ambiente che dal punto di vista della prova fisica è proibitivo e assoluto”.

Significativa anche la presenza di numerose delegazioni di Eserciti stranieri appartenenti ai Paesi alleati e amici – quest’anno ben 15 – a testimonianza che come ha ricordato il Comandante delle Truppe Alpine, gen Federico Bonato, l’esercitazione rappresenta una preziosa opportunità per scambiare esperienze e confrontarsi in un settore che è in continua evoluzione.

Al termine dell’esercitazione, un passaggio delle Frecce Tricolori ha salutato il personale impegnato nell’attività e il numeroso pubblico presente disegnando un grande Tricolore nel cielo delle Dolomiti.

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Fonte e foto: COMALP

Il 66° dell’AVES: professionalità e spirito duale dei Baschi Azzurri. Presente la prima pilota di elicottero italiana, Maria Concetta Micheli

Si è tenuta, oggi, 10 maggio, all’interno dell’Aeroporto Militare Tommaso Fabbri di Viterbo, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Danilo Errico, e del Comandante delle Forze Operative Terrestri e del Comando Operativo Esercito (COMFOTER COE), gen Riccardo Marchiò, la cerimonia di commemorazione del 66° Anniversario della Costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (AVES).

Il CaSME, anche lui pilota dall’Aviazione dell’Esercito come sottolinea il comunicato stampa odierno dell’AVES, nel suo discorso ha salutato tutte le autorità militari e civili presenti, tra cui anche il ten col Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, e la signora Maria Concetta Micheli, prima donna pilota italiana di elicottero, che su proposta dello stesso gen Errico ha recentemente conseguito il Brevetto di Pilota di Elicottero Militare ad honorem, e ha poi sottolineato “l’impegno costante dell’Aviazione dell’Esercito che si fonda su una perizia tecnica e su una professionalità che sono state ammirate sia nelle molteplici situazioni di emergenza sul territorio nazionale a favore delle popolazioni dell’Abruzzo, sia nei diversi teatri di impiego all’estero”.

“Era il 1951 quando, dall’Aeroporto Militare Oscar Savini di Bracciano, si levarono in volo i primi Piper L-18, meglio conosciuti come ‘gialloni’ per l’inconfondibile colore, aerei da ricognizione e osservazione che segnarono la nascita della neo costituita ‘Aviazione Leggera dell’Esercito’, ricorda il comunicato stampa dell’AVES.

“Numerosi sono stati i cambiamenti che hanno segnato l’evoluzione della specialità nella componente che oggi conosciamo, a cominciare dall’introduzione dell’elicottero, rivelatosi nel tempo strumento indispensabile sia in Operazioni militari che nel supporto alla popolazione; lo sviluppo delle Operazioni “aeromobili” che hanno visto proprio nell’elicottero, un assetto pregiato di indispensabile valenza nella condotta delle operazioni”.

In questo ambito il gen Paolo Riccò, Comandante dell’AVES, ha voluto ricordare nel suo discorso i numerosi traguardi raggiunti dalla Specialità in questi anni.

Molteplici sono gli impegni che vedono la componente quale assetto di riferimento, sia all’estero che in Patria: a partire dalle unità di volo dell’Esercito che partecipano alle Operazioni “Resolute Support Mission” in Afghanistan, “Prima Parthica” in Iraq e “United Nations Interim Force in Lebanon – UNIFIL” in Libano, dove gli equipaggi dell’Aviazione dell’Esercito sono impegnati fin dal lontano 1979.

Di analogo spessore sono stati i recenti impegni in territorio nazionale, quale il supporto nelle campagne di lotta agli incendi boschivi e i concorsi a favore del Dipartimento della Protezione Civile in occasione dei noti eventi sismici del Centro Italia e di emergenza neve in Abruzzo.

Un impiego vasto e diversificato che esprime in maniera significativa le potenzialità e lo spirito duale della componente dal Basco Azzurro, sottolinea l’AVES.

La cerimonia si è conclusa con il conferimento di importanti riconoscimenti a Ufficiali e Sottufficiali dell’Aviazione dell’Esercito che si sono distinti nel loro operato sia in Patria che in territorio estero.

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Fonte e foto: Comando AVES

Divisione Acqui, Esercito: un seminario sulla componente corazzata dall’addestramento alla logistica, dalla formazione all’impiego

Si è svolto oggi, 27 marzo, presso la Divisione Acqui di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, il seminario sulla Cultura Corazzata, organizzato su delega del Comando Forze Operative Sud (COMFOP SUD), nell’ambito della missione assegnata alla Divisione Acqui per l’anno 2017.

È lo stesso Comando a darne notizia oggi con un comunicato stampa.

Hanno partecipato al seminario il Comandante Logistico (COMLOG) dell’Esercito, gen Leonardo Di Marco; il Comandante del Comando Forze Terrestri – Comando Operativo Esercito (COMFOTER-COE), gen Riccardo Marchiò, oltre ai vari relatori di pregio della Forza Armata.

All’apertura dei lavori il gen Luigi Francesco De Leverano, Comandante COMFOP SUD, e il gen Antonio Vittiglio, Comandante della Divisione Acqui, hanno illustrato gli interrogativi che hanno portato a riflettere sul concetto, più ampio, di Cultura Corazzata delle unità del nostro Esercito, sui fattori che la minano o, al contrario, la realizzano.

Il Comandante dell’Accademia Militare di Modena, gen Salvatore Camporeale, decano dei Carristi, ha illustrato in particolare come si insegna ai giovani allievi ufficiali la scelta per una vita da corazzati.

Il seminario sulla Cultura Corazzata si è posto quale importante momento di scambio di conoscenze e di esperienze, oltre che occasione di open discussion, con l’intervento di diversi relatori, di addetti ai lavori e la realizzazione di working group dedicati allo sviluppo di diverse tematiche di riferimento.

Durante il seminario sono stati attivati differenti syndicate, spiega il comunicato stampa del Comando Divisione, che hanno trattato i temi relativi alla componente corazzata dall’impiego operativo alle possibilità di addestramento, alla capacità logistica e a quella formativa, con riferimento anche all’esperienza di altri paesi europei grazie al contributo dell’ufficiale di collegamento inglese effettivo alla Divisione Acqui, il magg Nail Henderson.

Il lavoro finale prodotto dai syndicate costituirà la base per la successiva elaborazione di vademecum, Standard Operation Procedure (SOP) e relativo hand-book, che saranno ulteriormente approfonditi in fase di Training Test nei diversi campi d’arma svolti dalle unità corazzate.

Il gen Di Marco si è complimentato con tutto il personale per l’ottimo lavoro svolto e ha invitato i partecipanti a “continuare nello sviluppo di una futura dottrina di Forza Armata”.

Il gen De Leverano, a chiusura del seminario, ha ringraziato il Comandante della Divisione Acqui e il suo staff per aver sviluppato e assolto uno degli obiettivi del 2017, evidenziando “la necessità a mantenere il binomio fanteria e cavalleria: il carro armato non può stare da solo. Pertanto il cingolo rimane il centro di gravità di questo binomio. Inoltre, bisogna investire sui giovani, utilizzando procedure snelle e pensando di creare piattaforme integrate ai mezzi”.

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Fonte e foto: Comando Divisione Acqui

AVES: il gen Riccò nuovo comandante dei Baschi azzurri, per il gen Bettelli incarico in teatro operativo

Si è tenuta venerdì 24 marzo scorso, nella Caserma Roberto Bazzichelli di Viterbo, sede del Comando dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), la cerimonia di avvicendamento al vertice dell’Aviazione dell’Esercito tra il generale di divisione Antonio Bettelli, comandante cedente, e il generale di brigata Paolo Ricco’, comandate subentrante.

La cerimonia è stata presieduta dal gen Riccardo Marchiò, Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comandante Operativo dell’Esercito (COMFOTER COE). Erano presenti all’evento numerose personalità locali.

Con il gen Bettelli si conclude, dopo più di due anni di comando, un periodo molto significativo per l’Aviazione dell’Esercito, fa sapere lo stesso comando AVES nel suo comunicato stampa.

Il Comandante uscente, nel proprio indirizzo di commiato ed esprimendo profonda gratitudine a tutti i Baschi Azzurri, ha voluto ricordare come le unità dipendenti abbiano fornito un apporto importante in supporto alle operazioni sia in territorio nazionale sia all’estero.

Unità di volo dell’AVES partecipano alle operazioni Resolute Support Mission in Afghanistan, Prima Parthica in Iraq; oltre che alla United Nations Interim Force in Lebanon – UNIFIL in Libano, missione che vede gli equipaggi dell’Aviazione dell’Esercito impegnati fin dal lontano 1979 in territorio libanese.

Di analogo spessore sono stati nel periodo gli impegni in territorio nazionale, quali il supporto nelle campagne di lotta agli incendi boschivi, i concorsi a favore del Dipartimento della Protezione Civile in occasione dei noti eventi sismici del Centro Italia e di emergenza neve in Abruzzo.

Un campo di impiego vasto e diversificato che esprime in maniera significativa le potenzialità e lo spirito duale dell’AVES, sottolinea il comunicato.

Il gen Bettelli è stato designato per un incarico in teatro operativo estero. Il gen Paolo Riccò, che ha appena concluso il comando della brigata Aeromobile Friuli, assume il Comando dell’Aviazione dell’Esercito dopo aver ricoperto numerosi incarichi di comando presso le unità della specialità, quali il 7° reggimento Vega di Rimini e il 5° reggimento Rigel di Casarsa della Delizia, a Pordenone.

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Il 5° rgt Rigel in Paola Casoli il Blog

Fonte  e foto: AVES

AVES: cambio comando tra gen Bettelli e gen Riccò, cerimonia il 24 marzo

Si terrà nella Caserma “Gen. Roberto Bazzichelli”, sede del Comando dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), a Viterbo, la cerimonia di avvicendamento al Comando tra il gen Antonio Bettelli (Comandante cedente) e il gen Paolo Ricco’ (Comandante subentrante), fa sapere lo stesso Comando AVES con una nota stampa.

La cerimonia sarà presieduta dal Comandante delle Forze Operative Terrestri e Centro Operativo dell’Esercito, gen Riccardo Marchio’.

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Fonte e foto d’archivio: AVES

CeSiVa: Il CaSME gen Errico in visita al Centro di simulazione addestrativa dell’Esercito

Il 10 marzo scorso il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Danilo Errico, ha fatto visita al Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va), di Civitavecchia, in provincia di Roma.

Accompagnato dal Comandante del Comando delle Forze Terrestri-COE, gen Riccardo Marchiò, e dal Comandante del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, gen Pietro Serino, il CaSME è stato accolto dal Comandante del CeSiVa, gen Maurizio Boni, e dal Sottufficiale di Corpo, il 1° Maresciallo Luogotenente Cesare Bucini.

Ne dà notizia lo stesso CeSiVa con un comunicato stampa del 10 marzo.

Il gen Errico, dopo aver ricevuto gli onori da parte di un picchetto in armi del 7° reggimento NBC Cremona, ha salutato la Bandiera d’Istituto per poi prendere parte a un briefing di presentazione del CeSiVa.

È stato proprio il comandante del Centro, gen Boni, a illustrare le principali attività del CeSiVa, soffermandosi sulle esercitazioni e sull’attività di sviluppo e sperimentazione connessa con il programma di simulazione Forza NEC, nel cui ambito l’Esercito è pilota e il CeSiVa costituisce importante elemento di coordinamento ed ente di validazione per le unità della Forza Armata.

La visita è proseguita con l’incontro delle unità della brigata Granatieri di Sardegna attualmente in addestramento. Il CaSME ha potuto con l’occasione osservare direttamente alcune fasi dell’esercitazione e dell’impiego dei sistemi di simulazione.

Il generale Errico si è complimentato con tutto il personale per l’ottimo lavoro svolto per rendere la simulazione sempre più attagliata e aderente alla realtà, cui i miliari devono formarsi e addestrarsi.

Ha poi sottolineato l’importanza dell’addestramento a tutti i livelli, garantendo l’impegno della Forza Armata allo sviluppo e implementazione del settore simulazione e Forza NEC per fornire sempre al soldato l’adeguata preparazione ad affrontare ogni situazione operativa, o a supporto della popolazione, in caso di emergenze o impiego all’estero.

Il CeSiVa costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego in operazioni fuori del territorio nazionale.

Le esercitazioni sono volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative, fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

La visita al CeSiVa del Capo di SME si è conclusa con la firma dell’Albo d’Onore e il tradizionale scambio di doni con il gen Boni nei locali della biblioteca storica del Centro.

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Fonte e foto: CeSiVa