risoluzione Onu 1701

UNIFIL, Libano: il comandante gen Portolano incontra le autorità religiose libanesi, elementi fondamentali per “una civile convivenza e una pace stabile e duratura”

Si è concluso ieri, 18 dicembre, un ciclo di visite che ha visto il generale Luciano Portolano, capo missione e comandante della forza di UNIFIL, incontrare le principali autorità religiose del Libano, come fa sapere lo stesso ufficio stampa di UNIFIL in un comunicato stampa.

Il generale Portolano,  dopo aver visitato nei giorni precedenti il vice presidente dell’Alto consiglio islamico sciita, lo sceicco Abed Al Amiir Kaabalaan, è stato ricevuto ieri dal Grand Mufti della Repubblica Libanese, lo sceicco Mohamad Abdel El-Latif Derian, e, successivamente, dal Patriarca cristiano del Medio Oriente e Antiochia, il cardinale della Chiesa cattolica Bchara Boutros Al Rahi.

Nel corso degli incontri, il comandante di UNIFIL ha ringraziato per il supporto ricevuto dai leader religiosi e dalle comunità locali, fattore di primaria importanza per il successo della missione e il mantenimento della pace e della stabilità nell’area di responsabilità di UNIFIL.

In particolare, il generale Portolano, a margine degli incontri, ha sottolineato che “le autorità religiose giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo di una civile convivenza delle varie confessioni e, quindi, nell’edificazione di una pace stabile e duratura in tutto il Paese”.

Infine, il comandante di UNIFIL ha espresso profonda soddisfazione per le parole di apprezzamento che i leader religiosi hanno rivolto per il proficuo lavoro svolto dai caschi blu di UNIFIL nel concorrere efficacemente alla concreta attuazione del mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Attualmente in Libano ci sono 18 confessioni riconosciute, 4 gruppi religiosi maggiori: cristiani, sciiti, sunniti e drusi. Gli ultimi dati certificati risalgono al censimento del 1932, dal quale risultarono 55% cristiani e 45% musulmani, includendo nel medesimo gruppo sciiti, sunniti e drusi. Le stime odierne riflettono un’inversione di tendenza: il 65% della popolazione è musulmana e il 35% cristiana.

Fonte e foto: MPIO UNIFIL

La brigata Ariete rientra dal Libano salutata dalla città di Pordenone alla presenza del COMFOTER, gen Primicerj

Si è svolta ieri mattina, 21 novembre, presso il Centro sportivo della Comina di Pordenone, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri dell’Esercito (COMFOTER), generale Alberto Primicerj, la cerimonia per il rientro del contingente della brigata Ariete impegnato nell’operazione Leonte 16.

La grande unità corazzata aveva lasciato il Friuli lo scorso mese di aprile per assumere, in Libano, il Comando multinazionale del Sector West di UNIFIL, con il compito di assolvere il mandato stabilito dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, che prevede il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele, il supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF)e l’assistenza alla popolazione locale.

Alla cerimonia, a  cui hanno assistito le principali autorità istituzionali della provincia e i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’arma, oltre alla cittadinanza da sempre vicina ai colori dell’Ariete, erano schierati i reparti che in teatro hanno operato agli ordini del generale Fabio Polli, ossia il reggimento Lancieri di Novara (5°), l’8° reggimento Trasporti, il Reparto comando e supporti tattici Ariete, e aliquote di 11° bersaglieri, 10° genio guastatori, 11° trasmissioni, Genova e Piemonte Cavalleria.

Il Comandante delle forze operative terrestri, nel salutare i militari in rientro ha espresso apprezzamento per gli ottimi risultati conseguiti nel corso della missione, resi evidenti dal volume delle attività operative condotte (quasi 30.000 tra pattugliamenti, check point, posti di osservazione e controllo e attività addestrative) e dai numerosi progetti realizzati nel campo della cooperazione civile-militare per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale.

Il successo della missione è stato per l’Ariete, alla quarta esperienza nella Terra dei Cedri in sette anni, un’ulteriore conferma della spiccata operatività della brigata e dell’elevata capacità del suo personale di operare in situazioni di crisi in contesti internazionali.

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Fonte e foto: COMFOTER

UNIFIL: il comandante gen Portolano riceve la visita del min degli Esteri libanese Bassil. Situazione tesa in Libano per scontri, rifugiati siriani e minaccia terrorismo

Il generale Luciano Portolano, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, ha ricevuto il 31 ottobre scorso, nella base di Naqoura,  il Ministro degli Affari Esteri del Governo libanese, Gebran Bassil.

Si è trattato della prima visita ufficiale del ministro libanese nel sud del Libano, passo fortemente voluto dal generale Portolano per coinvolgere maggiormente le istituzioni governative nelle attività svolte dal contingente multinazionale di UNIFIL in stretta cooperazione con le Lebanese Armed Forces (LAF).

Al centro delle discussioni è stato il tema della sicurezza in considerazione delle forti tensioni lungo il confine orientale siriano e al nord, alle porte di Tripoli.

Scontri che stanno mettendo il governo libanese e le sue Forze Armate a dura prova, anche alla luce di un quadro politico instabile per l’assenza di un accordo sulle elezioni presidenziali.

Il generale Portolano ha voluto rimarcare, proprio in questo clima di incertezza, l’ottimo lavoro svolto dal Gabinetto e, soprattutto, il ruolo chiave ricoperto dalle Lebanese Armed Forces (LAF), a garanzia dell’integrità territoriale e della stabilità non solo nel sud del Libano ma in tutto il paese.

Nel corso dell’incontro, il ministro Bassil ha ricevuto un inquadramento operativo della missione, durante il quale il generale Portolano ha puntualizzato che “sebbene la situazione nel sud del Libano sia stabile, UNIFIL ha implementato le attività di controllo del territorio e monitoraggio delle acque antistanti il Libano, grazie alla capacità marittima di UNIFIL, in sinergia con le LAF, per fronteggiare efficacemente eventuali ripercussioni delle turbolenze in atto al di fuori dell’area di responsabilitá.

Tra queste, il generale Portolano ha evidenziato come “l’afflusso di circa 53.000 rifugiati siriani a sud del fiume Litani, su di una popolazione di circa mezzo milione di abitanti, potrebbe comportare delle tensioni tra i locali, dovute a un tessuto socio-economico probabilmente non in grado di accogliere così tanta gente”.

Inoltre, ha ricordato come “le stesse LAF in virtù del loro impegno nel contrastare le milizie filo qaediste o ISIS, sono, di fatto, un bersaglio per azioni terroristiche ovunque si trovino”.

In tale contesto, il generale Portolano ha evidenziato l’importanza dello Strategic Dialogue, processo politico-militare finalizzato a sviluppare quelle capacità in seno alle LAF, in termini di personale, armamenti e mezzi, che consentano un graduale passaggio della completa responsabilità della sicurezza in questa zona del Libano nelle mani delle Forze Armate Libanesi e il raggiungimento del cessate il fuoco permanente, obiettivo finale della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicureza dell’ONU.

Il generale Portolano ha concluso l’incontro ribadendo l’impegno di UNIFIL nell’implementare la partnership strategica con le LAF nel sud del Libano e evidenziando la grande attenzione verso la popolazione locale. Al riguardo, ha aggiunto che “UNIFIL è in continuo contatto con le autorità e le comunità locali, per accrescere la mutua conoscenza e la fiducia reciproca’’ e che grazie ai fondi resi disponibili da UNIFIL e dalle 38 nazioni contributrici vengono sviluppati progetti mirati a garantire beni e servizi di prima necessità e infrastrutture alle comunità più bisognose, mentre si garantiscono i servizi di assitenza medica e veterinaria.

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Fonte e foto: UNIFIL MPIO

UNIFIL: incontro tra il comandante, gen Portolano, e il vicepremier e MoD libanese, Mokbel. Stabilità mantenuta nel sud del Libano nonostante gli scontri

Il generale Luciano Portolano, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, ha incontrato, il 27 ottobre scorso, il vice primo ministro e ministro della Difesa del Libano, Mr Samir Mokbel.

Nel corso dell’incontro è stato dato ampio risalto alla situazione corrente nel settore di responsabilità di UNIFIL, alla luce degli scontri che stanno coinvolgendo le Forze Armate Libanesi (LAF) nel nord del Libano, alle porte di Tripoli e lungo la frontiera orientale con la Siria, nei dintorni di Arsal.

Il generale Portolano ha ribadito che “nonostante le forti tensioni nel nord del Paese, il costante e attento controllo del territorio e il monitoraggio delle acque antistanti il Libano per mezzo della componente navale di UNIFIL, svolti in stretta cooperazione e forte sinergia con le Lebanese Armed Forces, garantiscono il mantenimento di una situazione di stabilitá nel sud del Paese, nel pieno rispetto del mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.”

Il Generale Portolano ha manifestato le proprie sincere condoglianze e quelle del personale militare e civile di UNIFIL per i soldati libanesi caduti nel corso degli ultimi scontri, esprimendo massimo rispetto e ammirazione per i sacrifici sostenuti dalle Forze di Sicurezza per il proprio Paese, e ha concluso ribadendo l’impegno di UNIFIL nell’implementare la partnership strategica con le LAF nel sud del Libano e nel supportare gli sforzi del governo libanese nel rafforzare le capacitá delle LAF.

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Il gen Luciano Portolano in Paola Casoli il Blog

Fonte: UNIFIL MPIO

Foto: UNIFIL MPIO; MTV Lebanon

UNIFIL, Libano: il comandante gen Portolano incontra i vertici delle LAF impegnate al confine con la Siria per la lotta all’ISIS. Circa 54mila i profughi siriani in area UNIFIL, stabilità a rischio

Il generale Luciano Portolano, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, si é incontrato, ieri 15 settembre, con i vertici militari delle Lebanese Armed Forces (LAF), il generale Jean Kahawaji, comandante delle LAF, il generale Walid Salman, Capo di stato maggiore delle LAF, il generale Edmond Fadel, direttore dell’Intelligence delle LAF, e, infine, il generale Mohammed Janbay, ufficiale coordinatore del Governo libanese con UNIFIL.

Molti i temi trattati nel corso degli incontri, un’agenda dettata dall’instabilità della regione mediorientale e, in particolare, dagli scontri che stanno vedendo le LAF impegnate nei dintorni della cittá di Arsal, lungo il confine orientale siriano, dove operano gruppi di ribelli sunniti riconducibili essenzialmente alle formazioni dell’ISIS e del Fronte al – Nusra.

Il generale Portolano ha lodato il cruciale lavoro svolto dalla LAF nel preservare l’integralitá territoriale e nel mantenere la stabilità nella regione e ha espresso la vicinanza di UNIFIL e sua personale alle famiglie dei soldati libanesi morti nell’assolvimento del proprio dovere.

Particolare attenzione è stata riservata al problema dei rifugiati siriani che, in fuga dalla guerra, continuano ad arrivare in Libano.

Ad oggi, secondo i dati forniti dall’United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR), in Libano risiedono oltre un milione di rifugiati siriani su una popolazione di poco piú di 4 milioni. Nell’area di operazioni di UNIFIL se ne contano oltre 54.000, che si aggiungono al circa mezzo milione di locali che popolano questa zona del Libano.

Il generale Portolano si é detto particolarmente attento a questa problematica per  l’impatto negativo che potrebbe avere sull’attuale stabilità della zona, sia per le tensioni sociali che potrebbero scaturire, sia per la possibile presenza di estremisti infiltrati, provenienti dalle alture del Golan.

In tale contesto, il Comandante di UNIFIL ha sottolineato ancora di piú l’importanza dello Strategic Dialogue che rappresenta un salto qualitativo nel processo di cooperazione e interazione con le LAF, volto a creare le adeguate e necessarie capacitá in seno alle LAF per un graduale e completo trasferimento della responsabilitá sulla sicurezza e stabilitá dell’area di operazione, da UNIFIL alle Forze Armate Libanesi, sia su terra sia in mare.

Al riguardo, il generale Portolano ha auspicato che le recenti promesse di aiuto che il Libano ha ricevuto da vari paesi, tra cui 3 milioni di dollari dell’Arabia Saudita, si concretizzino perchè questo garantirebbe un’implementazione delle capacità delle brigate che cooperano con UNIFIL per il rispetto del mandato contenuto nella Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Infine, nel ringraziare i colleghi libanesi per il supporto ricevuto da UNIFIL, il generale Portolano ha confermato che il 17 settembre presiederá l’incontro tripartito: all’ordine del giorno il recente lancio di razzi dal Libano, le violazioni israeliane dello spazio aereo libanese e le questioni irrisolte riguardanti alcune aree critiche lungo la Blue Line.

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Fonte e foto: MPIO UNIFIL

UNIFIL, Libano: il neo premier libanese Tamam Salam si congratula con il comandante di UNIFIL, gen Serra, per “sostanziale miglioramento sud del Libano”

Il generale Paolo Serra, Head of Mission e Force Commander di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), ha incontrato a Beirut il nuovo primo ministro libanese Tamam Salam, fa sapere un comunicato stampa di UNIFIL datato 20 febbraio.

Il neo premier Salam ha espresso vivo apprezzamento per la situazione di calma e stabilità mantenuta nell’area di operazione di UNIFIL, affermando che “il lavoro svolto congiuntamente alle Forze Armate Libanesi (LAF) ha prodotto un sostanziale miglioramento nella sicurezza del sud del Paese e che l’intento resta quello di continuare su questa strada di strategica partnership”.

Nel corso dell’incontro, sono stati affrontati gli aspetti connessi al mandato della missione UNIFIL relativamente all’attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con particolare attenzione alla cooperazione tra i peacekeeper di UNIFIL e le LAF.

Al termine dei colloqui, il Force Commander ha ringraziato il Primo Ministro per il continuo sostegno ricevuto dalle autorità di governo in supporto alla missione.

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Il generale Paolo Serra in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: UNIFIL MPIO

UNIFIL, Libano: concluso incontro tra il direttore UN Asia e Medio Oriente, Izumi Nakamitsu, con il comandante di UNIFIL, gen Paolo Serra

Il Director of Asia and Middle East Division, Office of Operations – DPKO (Department for Peacekeeping Operations), signora Izumi Nakamitsu, è giunta nel sud del Libano in visita ufficiale a UNIFIL il 18 e 19 gennaio scorsi, dove è stata accolta dal Force Commander e Head of Mission, generale Paolo Serra.

Nel corso dell’incontro, la signora Nakamitsu ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale civile e militare di UNIFIL impegnato nell’attuazione del delicato mandato della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato profilo della missione. Ha poi avuto la possibilità di visitare alcune basi avanzate dei Settori West (a guida italiana) e East (a guida spagnola), dedicando particolare attenzione a quelle dislocate lungo la Blue Line, che rappresenta la linea di riferimento dell’avvenuto ripiegamento delle Forze israeliane nel 2000.

UNIFIL al momento si compone di circa 12mila militari, provenienti da 38 nazioni, e 1.000 dipendenti civili, di cui 700 locali e 300 internazionali. Il dato fornito comprende anche la componente navale forte di 7 navi e di 1.000 marinai, costituenti la Maritime Task Force operante lungo le coste libanesi, e l’Aviation Unit, costituita da 6 elicotteri.

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Fonte: UNIFIL MPIO

Foto: CMC Fabio Baccello

UNIFIL: nel 70° dell’indipendenza del Libano per la prima volta i caschi blu sfilano alla parata militare libanese

UNIFIL, nel pieno rispetto della libertà e della sovranità della nazione ospitante, come sottolinea il comunicato stampa della stessa missione Onu in Libano, si é unito alle istituzioni libanesi per celebrare il 70° anniversario dell’indipendenza del Libano lo scorso 22 novembre.

Una compagnia di formazione di UNIFIL, composta da una sessantina di peacekeeper provenienti da diversi paesi che contribuiscono alla missione nel sud del Libano, ha sfilato per le strade di Beirut marciando “spalla a spalla” con i militari delle Forze Armate Libanesi.

I caschi blu, dopo 35 anni dall’avvio della missione UNIFIL, per la prima volta hanno partecipato alla parata militare libanese nazionale.

I peacekeeper hanno marciato insieme ai soldati delle LAF (Forze Armate Libanesi) per celebrare il giorno dell’indipendenza del Libano così come tutti i giorni operano in stretto coordinamento sul terreno per la pace e per la stabilità nel sud del Libano, nel pieno rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il generale Paolo Serra, comandante della missione UNIFIL, ha espresso il suo vivo apprezzamento per il coraggio e per la professionalità delle LAF evidenziando come gli sforzi congiunti, l’ospitalità e il consenso delle istituzioni e della popolazione libanese rappresentano il successo che la missione ONU ha conseguito nell’adempimento del mandato.

Il generale Serra, in occasione del 70° anniversario dell’indipendenza del Libano, ringrazia le istituzioni libanesi per il concreto sostegno ricevuto e si congratula con tutto il popolo libanese in questo giorno simbolo dell’unità nazionale.

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Fonte e foto: UNIFIL MPIO

UNIFIL, Libano: cerimonia di ingresso nel dispositivo di UNIFIL per Nave Andrea Doria della Marina Militare Italiana. Consegnati i baschi blu a tutto l’equipaggio

È entrata a far parte del dispositivo di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon) il 10 ottobre scorso e ieri, 16 ottobre, una cerimonia ufficiale ne ha sancito l’ingresso nella Maritime Task Force di UNIFIL.

L’unità navale italiana Andrea Doria fa ora parte ufficialmente della Forza Navale delle Nazioni Unite in Libano.

Con la cerimonia di consegna della bandiera delle Nazioni Unite e “dell’imbascamento” (la consegna dei baschi blu), la Maritime Task Force di UNIFIL si arricchisce di una nuova unità navale italiana, il cacciatorpediniere Andrea Doria.

A consegnare la bandiera e le insegne delle Nazioni Unite all’equipaggio è stato il comandante di UNIFIL, generale Paolo Serra, nel corso di una cerimonia svoltasi ieri a bordo del Doria, cui ha partecipato anche l’ambasciatore d’Italia in Libano, S.E. Giuseppe Morabito, e numerose autorità religiose, civili e militari.

Il vessillo dell’ONU, consegnato al comandante del Doria, capitano di vascello Gianfranco Annunziata è stato innalzato con una suggestiva cerimonia marinaresca a riva della Nave (il punto più alto e visibile) dopo che otto membri dell’equipaggio – i più anziani e giovani di ogni categoria – hanno ricevuto dalle mani del Force Commander il basco blu, che caratterizza e sancisce l’appartenenza alle truppe UNIFIL.

Il generale Serra ha tenuto a sottolineare nel suo discorso l’importante ruolo che Nave Doria avrà nel dispositivo UNIFIL al fine di contribuire all’applicazione e al rispetto di quanto sancito dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Nave Doria era stata integrata nel dispositivo navale di UNIFIL lo scorso 10 ottobre dopo un periodo di servizio al largo delle coste libanesi in supporto al contingente italiano in Libano a seguito dell’acuirsi delle tensioni in Siria e nel Mediterraneo orientale.

L’unità è composta da un equipaggio di 195 militari ed è una nave multiruolo appartenente alla classe denominata Orizzonte. Il suo armamento è orientato principalmente a contrastare la minaccia aerea e missilistica e la rende idonea ad assolvere numerose tipologie di missione, in particolare quelle riferite alla protezione di formazioni navali e forze schierate a terra, al contrasto delle unità subacquee e di superficie, al concorso a operazioni anfibie e controllo del traffico mercantile.

Complessivamente UNIFIL si compone di circa 12 mila peacekeeper provenienti da 37 differenti nazioni. Il comando della Forza Navale di UNIFIL è attualmente affidato al Brasile.

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Fonte: UNIFIL SECTOR WEST PIO

Foto: CMS Fabio Baccello

UNIFIL, Libano: sono oltre 2.300 le visite mediche alla popolazione libanese effettuate dallo staff medico del contingente italiano

Da maggio a oggi, fa sapere un comunicato stampa del Sector West di UNIFIL di Shama, lo staff medico del contingente italiano in Libano ha svolto oltre 2.300 visite ad adulti e bambini affetti dalle più diverse patologie.

I Medical Care condotti dai caschi blu assicurano l’assistenza sanitaria in tutto il sud del Libano. Le attività, concordate e pianificate con le 19 municipalità del settore, vengono condotte con cadenza settimanale: si tratta di veri e propri ambulatori mobili, dove la popolazione locale può richiedere assistenza per visite e medicazioni.

Le attività vengono svolte dal personale sanitario (medici e infermieri) di ITALBATT, unità di manovra a guida reggimento Lagunari Serenissima, e dall’ambulatorio medico (ROLE 1), situato nella base di Shama, sede del comando del Sector West a guida della brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli.

Oltre a un capillare controllo del territorio e al supporto alle forze armate libanesi (LAF), tra i compiti previsti dalla risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vi è anche l’assistenza alla popolazione locale.

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Fonte e foto: SW UNIFIL