Uganda

EUTM, Somalia: appena giunto a Mogadiscio un team per la sicurezza italiano

Questa mattina 2 giugno alle 6 italiane, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, un team della Security Support Element – SSET, composto da 23 militari italiani, ha raggiunto la base di Mogadiscio dove si trova il quartier generale del Monitoring Advisoring Training Element (MATE-HQ) della missione europea in Somalia.

Il team, proveniente dalla base di Gibuti, si è rischiarato nella capitale somala per svolgere il compito di forza di pronto impiego, la cosiddetta Quick Reaction Force, della missione europea preposta all’addestramento delle Forze Armate e di sicurezza locali.

Tra le iniziative assunte dalla comunità internazionale per la stabilizzazione del Corno d’Africa, con particolare riguardo alla situazione della Somalia e alle relative implicazioni a livello regionale, nel gennaio 2010 il Consiglio Europeo ha approvato l’invio di una missione militare per contribuire all’addestramento delle Forze di sicurezza somale, denominata European Union Training Mission to contribute to the training of Somali security forces (EUTM Somalia).

La missione, è schierata in Uganda, con il Mission Headquarters (MHQ) presso la capitale Kampala, una base addestrativa, il Training Cam, a Bihanga, a 250 chilometri a ovest di Kampala, e un ufficio di collegamento a Nairobi, in Kenia.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Somalia, per un’Italia più vicina e una buona volta in prima linea

By Guido Keller

Lo scorso 10 dicembre il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato il nuovo Crisis Management Concept di EUTM Somalia, e quasi certamente la missione che avrebbe dovuto concludersi entro il 2012, forte di un misurabile successo, verrà a breve prorogata per ulteriori due anni, dopo un’ulteriore piccola estensione di un singolo mese del vecchio mandato, resasi necessaria per ragioni procedurali.

Il prolungamento della missione non è tutto, però. Il governo della Somalia – e non è più, questa, una contraddizione in termini – chiede con decisione che l’azione di EUTM possa essere portata a Mogadiscio.

Circa 3.000 ragazzi sono già stati strappati alla strada, potrebbero aver trovato un futuro, e sono oggi il nocciolo delle forze regolari della Somalia (un totale di circa 10.000 uomini). Una bella percentuale quindi, che in qualche modo può vantarsi di essere in parte responsabile di aver garantito le condizioni di sicurezza minime affinché potessero oggi esserci un Presidente, un Parlamento e un Governo in Somalia laddove dalla caduta di Siad Barre non ci sono stati che scontri, scorribande e violenze di ogni genere.

Mogadiscio è oggi una città in grandissimo fermento, lo spettro degli islamisti di Al Shabaab ne è faticosamente  tenuto fuori dall’impegno della forza di pace dell’Unione Africana, AMISOM, nella quale sono naturalmente subito confluite le reclute di EUTM man mano che l’addestramento veniva completato in Uganda.

Ma cosa chiede oggi il Governo della Somalia, e come si prepara a cambiare la sua ricetta EUTM per incontrare le richieste avanzate?

E soprattutto, qual è il contributo che l’Italia vorrà dare per il nuovo mandato?

Fino a oggi l’Italia ha fornito due team di addestratori, e un paio di posizioni nello staff della missione, per un contributo complessivo in termini di uomini di undici unità. Quarta, quindi, tra i dodici paesi membri impegnati nel contributo di uomini alla missione di stabilizzazione della Somalia.

Nuove possibilità si aprono con il Crisis Management Concept recentemente approvato dai 27 ministri degli Esteri dell’Unione. In che misura l’Italia vorrà e potrà approfittarne per dimostrare la sua vicinanza alle vicende della Somalia?

Le autorità somale vorrebbero sviluppare la loro capacita’ di addestrare le forze di sicurezza in casa propria, senza dover quindi impacchettare e spedire le proprie reclute in Uganda (a spese degli Stati Uniti, onor del vero).

Pertanto, dopo un necessario e contenuto periodo di transizione, la missione dell’Unione Europea dovrà fornire consulenza politico-strategica al ministero della Difesa somalo per lo sviluppo del settore della sicurezza unitamente ad addestramento specifico e mentoring per lo sviluppo di un proprio modello addestrativo.

Assisteremo quindi alla ricostruzione delle Forze Armate Somale a cominciare dalla loro capacità di formare in Somalia nuove leve.

Mogadiscio e la Somalia continuano ad avere un rapporto privilegiato con noi italiani, così dovremmo chiederci quale contributo vogliamo offrire alla stesura di questa pagina di storia.

Sarebbe bello vedere una buona volta l’Italia in prima linea, senza mezzi termini, senza paura di essere tacciati di mire post-coloniali, tesa a ricambiare l’amore che quella gente ancora nutre per il nostro paese.

I meriti di una Somalia finalmente stabile saranno un domani  indiscutibilmente dell’Europa e dei molti altri attori internazionali oggi impegnati e interessati alla sua rinascita e ricostruzione, ma perché lasciare che le nuove generazioni dimentichino il nome italiano della capitale della loro rinata nazione, perché nella loro mente e nel loro cuore Mogadiscio deve lasciare il posto a Mogadishu?

Guido Keller

Foto: ufficio pubblica informazione EUTM Somalia

EUTM Somalia: dal 23 agosto addestratori militari italiani in Uganda

Sono giunti a Kampala, in Uganda, giovedì 23 agosto scorso gli addestratori italiani per il riconoscimento delle mine e degli IED (M&IEDA, Mines and IED awarness) e per il primo soccorso tattico (CLS, Combat Life Saving) nell’ambito della missione European Union Training Mission to contribute to the training of Somali security forces (EUTM Somalia).

La missione, che è stata istituita dall’Unione Europea nel 2010 dopo l’approvazione del Consiglio Europeo all’invio di una missione militare per contribuire all’addestramento delle Forze di sicurezza somale, è schierata in Uganda, con il mission headquarters (MHQ) presso la capitale Kampala, una base addestrativa (Training Camp) a Bihanga (250 chilometri a ovest di Kampala) e un ufficio di collegamento a Nairobi, in Kenia.

Il team appena giunto di addestratori militari italiani, che fa salire il contributo nazionale alla stabilizzazione del Corno d’Africa a un totale di 10 uomini in termini di personale impiegato, è stato accolto dal comandante della missione, il colonnello dell’Esercito irlandese Micheal Beary.

I militari italiani hanno ricevuto l’induction training e saranno presto operativi presso il campo di addestramento di Bihanga, circa 250 chilometri a ovest di Kampala, dove contribuiranno all’addestramento di oltre 500 soldati delle forze di sicurezza somale.

I nostri specialisti, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, forniranno alle reclute conoscenze e tecniche utili a contrastare la minaccia delle mine e degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), unitamente a nozioni di primo soccorso tattico sul campo di battaglia (Combat Life Saving).

La missione EUTM Somalia, istituita dall’Unione Europea nel 2010, si colloca nell’ambito delle attività afferenti alla Common Security and Defense Policy, e si è rivelata importante per il suo contributo alla stabilizzazione della Somalia, dove lo scorso 20 agosto sono stati eletti 215 nuovi membri parlamentari.

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Somalia, missione EUTM: due team di addestratori italiani per le forze di sicurezza somale (13 gennaio 2012)

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Somalia, missione EUTM: due team di istruttori italiani per le forze di sicurezza somale

Sono arrivati il 30 dicembre scorso in Uganda i militari italiani componenti i Team Mine and IED Awareness (M-IEDA) e Combat Life Saving (CLS), che opereranno presso la Scuola addestrativa di Bihanga nell’ambito del terzo turno degli avvicendamenti dei team addestrativi internazionali della missione European Union Training Mission Somalia (EUTM Somalia).

Il personale dell’Esercito – composto da due ufficiali, due sottufficiali e quattro graduati, provenienti dal reggimento Genio ferrovieri di Bologna, dalla Scuola di sanità e veterinaria militare di Roma e dal 24° REMA di Merano – dopo aver effettuato il briefing introduttivo inerente gli aspetti salienti della missione, presso il Main HQ a Kampala, ha raggiunto l’area addestrativa di Bihanga, dove opera il battaglione addestrativo multinazionale.

I due Team M-IEDA e CLS, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, hanno il compito rispettivamente di addestrare le reclute delle Forze di sicurezza somale in merito al riconoscimento delle principali mine utilizzate in Somalia e di ordigni inesplosi attraverso esercizi di Explosive Ordinance Reconnaisance, e di spiegare, tra i tanti argomenti, il concetto di emergenza medica nel campo di battaglia, i diversi livelli di cura, le diverse tipologie di evacuazione medica e il corretto uso dei pacchetti di medicazione individuali.

La missione EUTM, mirata all’addestramento di oltre 2mila soldati somali, è schierata in Uganda, con il Mission Headquarters (MHQ) nella capitale Kampala, una base addestrativa a Bihanga e un ufficio di collegamento a Nairobi, in Kenia.

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa