Apr 29, 2010
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Kosovo, serbi senza voce

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Prima la corrente, poi i telefoni cellulari. Se prima erano senza luce, ora i serbi del Kosovo sono anche senza voce.

Nel corso dell’ultimo fine settimana, infatti, oltre una ventina di ripetitori di Telekom Srbija e Telenor sono stati danneggiati, spegnendo così ogni cellulare della rete mobile serba in Kosovo.

Esecutore materiale della decisione del governo dell’ex provincia serba del Kosovo, autoproclamatasi indipendente un paio di anni fa, è la Kosovo Regulatory Agency for Telecommunications con il supporto della polizia del Kosovo (KPS, Kosovo Police Service), stando a quanto riportato da B92.

Secondo il capo distretto del Kosovo Goran Arsic, Pristina starebbe tentando di isolare sempre più i serbi del Kosovo e di integrarli forzatamente nel sistema creato con la dichiarazione di indipendenza. Per il premier serbo Mirko Cvetkovic la disabilitazione dei telefoni cellulari in Kosovo rappresenta un problema serio.

Perfino al ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, in visita in questi giorni a Belgrado, è stato chiesto dall’agenzia Tanjug di esprimere un parere sulla situazione: “ogni mossa va considerata con cura in questa delicata situazione”, è stato il suo commento, “devono essere urgentemente trovate soluzioni tecniche per evitare ogni escalation e ogni rischio che la situazione si trasformi in una questione politica”.

Di fatto si tratta già di una questione politica. Il ministro per le Telecomunicazioni Jasna Matic ha indirizzato al capo di Unmik Lamberto Zannier una richiesta formale di intervento, stante quella che viene definita una violazione della risoluzione Onu 1244 da parte del governo di Pristina.

Domenica 25 aprile l’Associazione dei giornalisti serbi (UNS) e la Società dei giornalisti della Methoija (DNKiM) avevano denunciato l’atto di vandalismo contro stazioni radio e tv.

Cavi tagliati e distruzione di un generatore di corrente a bloccare le trasmissioni in lingua serba, consentite da regolare licenza: siamo inorriditi, hanno dichiarato i giornalisti, dalla mancanza di intervento da parte delle istituzioni serbe, della comunità internazionale e del governo del Kosovo.

Lunedì 26 circa 3mila serbi si sono riuniti in protesta per le strade di Gracanica, con le ambulanze in testa al corteo a significare la necessità di un canale di comunicazione per le emergenze. Martedì sera il tentativo di ripristinare la funzionalità di un ripetitore.

Fonte: B92

Foto: BBC, Beta/B92

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