151° reggimento Fanteria Sassari

TF Praesidium, Iraq: i Fanti dell’82° Torino avvicendano i Dimonios del 151° Sassari

“I Dimonios del 151° Reggimento Fanteria Sassari nella missione in Iraq, affidano la protezione della Mosul Dam ai Fanti dell’82° Reggimento Torino, ha fatto sapere oggi, 25 luglio, lo stato maggiore della Difesa.

La cerimonia di avvicendamento alla guida della Task Force (TF) Praesidium si è svolta nella base di Mosul Dam, presso la diga.

I Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari, dopo circa 6 mesi di attività operativa in terra irachena, lasciano la responsabilità della protezione della diga di Mosul ai Fanti dell’82° reggimento Torino: il col Maurizio Settesoldi ha ceduto il comando della TF Praesidium al ten col Luca Carbonetti.

Alla cerimonia, presieduta dal gen Roberto Vannacci, Comandante del Contingente Nazionale in Iraq e Director of Training dell’Operazione Inherent Resolve (OIR), hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Iraq, S.E. Bruno Antonio Pasquino, il Vice Comandante di OIR, Major General Walter E. Piatt, il Vice Comandante del Ninewa Operation Center, Maj. Gen. Mohammed Khalifa, e autorità civili e militari della regione, si apprende.

Nella cerimonia era schierata una formazione costituita dai Dimonios del 151° e dai i Fanti dell’82° Torino, fa sapere in dettaglio lo stato maggiore della Difesa. Accanto ai due reparti dell’Esercito Italiano si sono schierate le Forze Controterrorismo irachene del Counter Terrorism Service e una rappresentanza dell’Iraqi Police e dell’Iraqi Power Police, con cui i Dimonios hanno cooperato nella gestione del sistema difensivo integrato dell’area della diga, infrastruttura critica e sito di interesse strategico per l’Iraq.

L’Ambasciatore ha ringraziato i Dimonios della TF Praesidium e i membri delle forze di sicurezza locali per il delicato compito svolto in Iraq in supporto alla ditta italiana Trevi e allo United States Army Corps of Engineers (USACE).

Insieme ai Sassarini del 151° hanno agito nell’assolvimento della missione, come in un unico team, le Forze di Sicurezza irachene, “che quotidianamente contribuiscono a rendere l’Iraq un Paese sempre più stabile”, evidenzia il comunicato.

Il gen Piatt, dopo avere ringraziato il col Settesoldi e dato il benvenuto al ten col Carbonetti, ha sottolineato come il popolo iracheno, che ha patito enormi sofferenze nel corso della guerra contro ISIS, conti sul contributo della TF Praesidium per un futuro di pace e prosperità.

“Il gen Vannacci nel corso del suo intervento ha prima rivolto il proprio apprezzamento ai Sassarini del 151° reggimento Fanteria per i risultati conseguiti – che hanno contribuito alla sicurezza della diga, all’addestramento delle Local Security Forces ed alla stabilizzazione dell’area – e ha poi concluso dicendo ‘missione compiuta’ per il 151° Sassari e ‘in bocca al lupo’ per l’82° Torino”, si apprende.

Per i Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari si tratta del secondo mandato in terra irachena, dopo il contributo fornito nel 2003 in occasione dell’Operazione Antica Babilonia 2.

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FONTE: Stato Maggiore della Difesa

Esercito: cambio comando alla Sassari, il gen Carai passa le consegne al gen Di Stasio

Nel piazzale Istria della Caserma Gonzaga di Sassari, alla presenza della bandiera di guerra del 152° Reggimento, ha avuto luogo ieri, 21 giugno, la cerimonia di avvicendamento al vertice della brigata Sassari, ha fatto sapere con una nota stampa il Comando Brigata.

Nel corso della cerimonia, alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, Comandante delle Forze Operative Sud (COMFOPSUD), il gen Gianluca Carai ha lasciato al parigrado Andrea Di Stasio il comando della brigata Sassari dopo circa un anno e mezzo di intensa attività operativa e addestrativa, essendo destinato a ricoprire un importante incarico presso il Ministero della Difesa.

Nel corso della cerimonia le città e delle istituzioni della Sardegna hanno salutato la pluridecorata unità dell’Esercito Italiano recentemente rientrata in Patria dal teatro operativo afgano, si apprende dalla nota.

Lo scorso 12 giugno, infatti, dopo sei mesi di impegno in teatro operativo, la brigata Sassari ha ceduto alla brigata Pinerolo la responsabilità del Train Advise Assist Command West (TAAC W), il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione Ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support.

“In questo periodo, – si legge dalla nota stampa –  garantendo l’addestramento, la consulenza e l’assistenza alle attività delle istituzioni afgane, i Dimonios hanno fornito il loro contributo alla stabilizzazione di un’area sicuramente problematica, favorendo la costante crescita delle forze di sicurezza locali. Attualmente altri reparti della Brigata Sassari sono impegnati in operazioni fuori area, in particolare il 151° Reggimento in Iraq ed il 3° Reggimento Bersaglieri in Libia”.

Il gen Andrea Di Stasio, pilota militare di elicotteri, proviene dallo stato maggiore dell’Esercito, dove ha prestato servizio quale vicecapo del III Reparto Pianificazione Generale. Nato a Roma, l’ufficiale ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare di Modena e di Stato Maggiore ed è laureato in Ingegneria meccanica. Il gen Di Stasio è in possesso di una lunga esperienza all’estero e, nel corso della sua carriera, ha ricoperto importanti incarichi di comando, tra i quali spicca quello al vertice del 3° Reparto Elicotteri Operazioni Speciali Aldebaran.

Nella giornata c’è stato anche spazio per una speciale ricorrenza storica: il Centenario della Battaglia del Solstizio, evento bellico della Grande Guerra nel corso del quale i “Diavoli Rossi” ebbero un ruolo fondamentale nel bloccare la penetrazione nemica nel settore del basso Piave.

L’evento è stato ricordato, grazie alla Associazione Nazionale Brigata Sassari e alla Associazione Filatelica Sassarese, con uno speciale annullo filatelico di Poste Italiane, fa sapere il Comando Brigata, e una mostra di cartoline d’epoca e valori postali allestita nei locali del Museo Storico della brigata Sassari, alla presenza di numerosi visitatori e appassionati.

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Fonte e foto: Comando Brigata Sassari

TF Praesidium, OIR: mezzi del Genio per ripristinare l’accesso a un uliveto vicino alla diga di Mosul

I militari italiani in missione in Iraq, su richiesta delle autorità locali irachene, hanno contribuito al ripristino delle vie di accesso al più importante uliveto che insiste nell’area di responsabilità della Task Force (TF) Praesidium, ha fatto sapere ieri, 18 giugno, lo stato maggiore della Difesa.

“Nell’ambito di una articolata attività di riqualificazione del territorio promossa dalle municipalità irachene adiacenti alla diga di Mosul, volta a ripristinare e rivalutare economicamente le aree agricole e paesaggistiche pesantemente danneggiate dal conflitto contro Daesh, i Sassarini della Task Force Praesidium – per la prima volta – hanno operato con mezzi d’opera del Genio per movimentare e sbancare importanti masse di terra – spiega la Difesa – vere e proprie fortificazioni campali innalzate precedentemente a difesa di una postazione chiave nella lotta per il controllo dell’area durante l’invasione delle truppe del sedicente stato islamico”.

Al cessare della minaccia, il sito, che si trova proprio a ridosso del più vasto uliveto della zona, fu abbandonato dalle truppe regolari e riconsegnato ai legittimi proprietari, che solo di recente hanno ricominciato a popolarlo e a riprendere le attività agricole e produttive legate alla gestione dell’uliveto, grazie appunto al supporto dei soldati italiani che ne hanno reso accessibile l’utilizzo.

“Tutti gli interventi e i lavori di riqualificazione del territorio – sottolinea la Difesa – sono stati preceduti da un programma di ricerca di eventuali ordigni bellici e trappole esplosive che le unità del Genio della Task Force Praesidium hanno posto in essere, sempre su istanza delle autorità locali”.

La Task Force Praesidium, su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve (OIR) è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la Task Force Praesidium garantisce la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

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TF Praesidium, Diga di Mosul: assistenza veterinaria agli assetti K9 anti-IED del CTS iracheno

I militari dell’Esercito Italiano della Task Force (TF) Praesidium, impegnati in missione in Iraq, supportano le unità dell’antiterrorismo irachene mediante l’assistenza veterinaria agli assetti K9 schierati dell’area della Diga di Mosul e impiegati nell’individuazione di materiale esplosivo e ordigni improvvisati.

Lo ha comunicato lo stato maggiore della Difesa ieri, 11 giugno.

Per la prima volta, si apprende in dettaglio, i militari dell’Esercito Italiano della TF Praesidium, su richiesta della controparte irachena, hanno assicurato assistenza veterinaria agli assetti cinofili anti IED (K9) delle unità antiterrorismo irachene (Counter Terrorism Service – CTS) mediante un programma ad hoc mirato a favorire la piena efficienza delle unità cinofile delle CTS schierate nei punti sensibili dell’organizzazione difensiva dell’area della Diga di Mosul.

Il CTS impiega gli assetti K9 quale strumento di contrasto al terrorismo nei principali posti di blocco stradali che adducono all’area della diga, presidiata dai Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari.

“L’assetto pregiato e importante nel contrasto alla minaccia costituita da eventuali autobombe – Vehicle Borne Improvised Explosive Device – necessita di esser mantenuto costantemente in piena efficienza fisica e operativa”, spiega la Difesa.

Per tale ragione, la TF Praesidium, su richiesta del CTS, con cui coopera nel sistema difensivo integrato della diga, hanno supportato le unità K9 irachene mediante un accurato protocollo di controllo veterinario, stabilito dagli assetti specialistici veterinari italiani.

Il protocollo veterinario ha la finalità di supportare al meglio il delicato lavoro delle forze di sicurezza irachene impegnate, in coordinamento con la coalizione, nel contrasto alla minaccia terroristica.

“Nello specifico – continua lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web istituzionale – il supporto italiano alle unità K9 irachene si è espresso e continuerà a esprimersi attraverso visite e somministrazioni di cure – corroborate da istruzioni sulla gestione degli animali – volte a ridurre la diffusione di patologie incapacitanti tali da rendere inefficaci gli assetti K9 impiegati per la lotta al terrorismo”.

La TF Praesidium, su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve”(OIR) è la Task Force preposta alla protezione della Diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la TF Praesidium garantisce la sicurezza del personale militare e civile dell’U.S. Army Corps of Engineers (USACE) e delle maestranze italiane impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

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Fonte e foto: PI SMD

TF Praesidium, OIR: il premier iracheno sulla Diga di Mosul, con il dispositivo di sicurezza dei Dimonios

Nella giornata di ieri, 25 aprile 2018, il Primo Ministro Iracheno Haydar al-‘Abadi ha visitato la diga di Mosul, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno.

Il Primo Ministro, atterrato nella base di Mosul Dam, è stato accolto dal Comandante della Task Force Praesidium, col Maurizio Settesoldi, dal Comandante delle Counter Terrorism Service (CTS) operante nell’area di Mosul Dam e da personale del Ministero delle Risorse Idriche iracheno.

A seguire, l’alta autorità ha effettuato una visita presso i cantieri della diga, vigilata dai militari italiani, durante la quale ha dialogato con i dirigenti del Ministero delle Risorse Idriche iracheno, della ditta Trevi e dello United States Army Corps of Engineers (USACE) e ha avuto modo di prendere visione dello stato di avanzamento dei lavori di risanamento in corso.

Successivamente, il Primo Ministro al-‘Abadi si è recato presso gli uffici del Ministero delle Risorse Idriche iracheno dove è stato accolto da una scolaresca di bambini e adolescenti delle scuole primaria e secondaria presenti nel villaggio di Mosul Dam.

I Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari della Task Force Praesidium in missione in Iraq – in stretta coordinazione con il Counter Terrorism Service e il National Security Service iracheni – hanno garantito il dispositivo di sicurezza durante tutto il corso della visita, che si è conclusa con il decollo del Primo Ministro al-‘Abadi dalla base di Mosul Dam nel pomeriggio stesso.

Nella missione in Iraq, la Task Force Praesidium – su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione Inherent Resolve – è la Task Force preposta alla protezione della diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, i militari italiani garantiscono la sicurezza del personale militare e civile di USACE e delle maestranze della ditta Trevi impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale.

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Fonte e foto: PI SMD

Task Force Praesidium, Iraq: via gli Alpini del 3°, arrivano i Dimonios del 151° Fanteria Sassari

Il 15 febbraio, nel compound della Diga di Mosul, si è tenuta la cerimonia di avvicendamento al Comando della Task Force Praesidium tra il personale del 3° reggimento Alpini e i colleghi del 151° reggimento Fanteria Sassari, si apprende dal sito web istituzionale della Difesa.

Il trasferimento di autorità tra il col Nicola Piasente, cedente, e il col Maurizio Settesoldi, subentrante, ha sancito il passaggio di consegne tra le due unità dell’Esercito Italiano.

L’evento è stato presieduto dal Comandante del contingente nazionale in Iraq, gen Roberto Vannacci. A caratterizzare la cerimonia, la presenza dei vertici civili e militari italiani, iracheni e della Coalizione che hanno voluto testimoniare il delicato ruolo della Task Force Praesidium dopo l’avvicendamento nell’area tra la componente militare curda e quella di Baghdad, sottolinea la Difesa.

Significativa e apprezzata la presenza, nello schieramento, di unità del Counter Terrorism Service, dell’Esercito e della Polizia Irachene.

Nel corso del suo intervento il Generale Najim, a Capo del Comando che coordina le operazioni nel nord dell’Iraq, ha ricordato “lo straordinario lavoro di integrazione tra le Forze di Sicurezza Irachene e quelle Italiane della Praesidium, che ha permesso di garantire la piena sicurezza della Diga e dell’intera area”.

Parole di apprezzamento sono giunte anche dall’Ambasciatore Italiano in Iraq, S.E. Bruno Antonio Pasquino, che ha voluto sottolineare “come l’Italia abbia saputo rappresentare qui alla Diga il meglio delle sue eccellenze riconosciute a livello internazionale e come il lavoro fatto dal 3° Alpini sia stato motivo di orgoglio”.

Nel corso dei sei mesi di attività, la Task Force Praesidium “ha saputo lavorare di concerto con le forze irachene, conseguendo risultati inaspettati sotto il profilo della sicurezza, della stabilizzazione dell’area e del supporto necessario al regolare sviluppo dei lavori”, ha ricordato il gen Roberto Vannacci, Comandante del Contingente Italiano in Iraq.

In particolare, dopo l’avvicendamento avvenuto alla metà del mese di ottobre gli Alpini hanno costruito una profonda integrazione con le Forze di sicurezza irachene, che ha incrementato i livelli di sicurezza e contestualmente ha permesso di avviare un complesso programma di stabilizzazione che ha facilitato anche il ritorno delle diverse organizzazioni umanitarie per costruire il piano di ricostruzione e sviluppo dell’area (link articoli in calce).

“La presenza in tribuna del Vice Comandante della Coalizione in Iraq e del Comandante delle operazioni della Coalizione nel nord del Paese, nonché delle agenzie delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie, ha impreziosito la cerimonia testimoniando l’importanza degli attori con cui la Praesidium ha saputo stringere profondi legami di stima e collaborazione reciproca”, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: TF Praesidium via stato maggiore della Difesa

Sector West, UNIFIL: TOA Italbatt, dai “dimonios” del Fanteria Sassari ai “dragoni” del Genova Cavalleria

20161021_sw-unifil_toa-italbatt-4Con la resa degli onori alla Bandiera di Guerra del 151° reggimento Fanteria Sassari di Cagliari e allo Stendardo del reggimento Genova Cavalleria(4°) di Palmanova, Udine, ha avuto luogo nella base italiana di Al Mansouri la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello Enrico Rosa e il colonnello Angelo Di Domenico al comando di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano di UNIFIL che opera nel Sud del Libano.

È il Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata Pozzuolo del Friuli, a darne notizia con un comunicato stampa diffuso oggi.

“Con il passaggio della bandiera delle Nazioni Unite, alla presenza del Comandante del Sector West di Unifil generale Ugo Cillo, si apre ufficialmente l’operazione Leonte 21 per i dragoni di Genova Cavalleria”, specifica il comunicato.

20161021_sw-unifil_toa-italbatt-3Durante i sei mesi di missione trascorsi agli ordini del colonnello Rosa, i militari di Italbatt, tra questi anche i cavalieri del gruppo squadroni del reggimento Lancieri di Aosta (6°) di Palermo, del reggimento Cavalleggeri Guide (19°) di Salerno e militari del 62° reggimento Fanteria Sicilia di Catania, hanno effettuato numerosi pattugliamenti lungo la Blue Line, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele e l’area costiera a sud della città di Tiro.

Le attività operative e addestrative condotte con le Forze Armate Libanesi (LAF), nell’ottica di una loro sempre maggiore autonomia per la sicurezza e la stabilizzazione dell’area, sono state numerose e altrettanto importanti sono state le iniziative in supporto della popolazione locale, portate a termine mediante la realizzazione di progetti di cooperazione civile-militare nelle diciannove municipalità presenti nell’area di responsabilità.

20161021_sw-unifil_toa-italbatt-2“Da oggi – fa sapere il SW – nei ranghi di Italbatt, oltre a personale del Genova Cavalleria anche personale del reggimento Lancieri di Novara (5°) di Codroipo e del 132°reggimento Artiglieria Ariete”.

Il contingente italiano in Libano, attualmente alla guida della brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, contribuisce da dieci anni a garantire il rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Sector West, Libano: la prima esercitazione a fuoco in UNIFIL con i dimonios e i berretti verdi libanesi

20160928_sw-unifil_ex-a-fuoco-con-laf-13Si è conclusa ieri, 28 settembre, nel poligono di Al Hinnyia, nel sud del Libano, un’importante esercitazione congiunta tra i caschi blu italiani e i militari delle Forze Armate Libanesi, fa sapere con un comunicato di ieri il Sector West (SW) attualmente su base brigata Sassari al comando del gen Arturo Nitti.

L’esercitazione, di tipo dinamico a fuoco in un contesto operativo caratterizzato dal massimo realismo, è la prima di questo genere a essere stata concepita, organizzata e condotta con le Lebanese Armed Forces (LAF) da parte di un contingente di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), la Forza di interposizione della Nazioni Unite schierata al confine con Israele, fa sapere il comunicato stampa dei caschi blu italiani.

20160928_sw-unifil_ex-a-fuoco-con-laf-12L’attività, programmata a seguito di un intenso ciclo addestrativo, si prefiggeva lo scopo di testare le procedure tecnico-tattiche elaborate e condivise tra i peacekeeper di Italbatt, l’unità di manovra su base 151° reggimento Fanteria Sassari, e i berretti verdi del 6° reggimento di reazione delle LAF.

In tale contesto, le unità esercitate a livello pattuglia hanno simulato le procedure da adottare in caso di attacco diretto sferrato da forze ostili non convenzionali, al fine di acquisire i necessari automatismi che consentono di gestire al meglio possibili situazioni di crisi facendo ricorso a misure di risposta immediate commisurate al livello di minaccia, rispettose delle regole di ingaggio e in totale sicurezza.

20160928_sw-unifil_ex-a-fuoco-con-laf-11L’esercitazione rappresenta il primo passo per lo sviluppo di ulteriori momenti addestrativi tra il contingente italiano di UNIFIL e le LAF che siano il più possibile aderenti alla condotta di future attività operative congiunte.

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UNIFIL, Sector West: donazione di sangue dei peacekeeper italiani alla Croce Rossa di Tiro

20160728_SW UNIFIL_donaizone sangue Croce Rossa Tiro_check up (2)“Un gesto di nobile gratuità sociale, espressione di generosa e spontanea solidarietà”, lo ha definito Mouzaiyan Siklawi Ajami, presidente della Croce Rossa di Tiro, al termine di una importante donazione di sangue effettuata dai caschi blu del contingente italiano di UNIFIL, il Sector West (SW), a favore della popolazione libanese.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 28 luglio scorso lo stesso contingente dispiegato nel Libano del sud, attulamente su base brigata Sassari al comando del gen Arturo Nitti.

Un’analoga iniziativa era stata svolta nei giorni del Ramadan, ricorda il comunicato, nono mese lunare del calendario islamico consacrato alla preghiera e al digiuno, si apprende, durante il quale le donazioni avevano subito una battuta d’arresto, provocando una carenza di sangue e di emoderivati presso le strutture sanitarie locali.

20160728_SW UNIFIL_donaizone sangue Croce Rossa Tiro_check up (1)Per il col Enrico Rosa, primo tra i donatori e comandante di Italbatt, l’unità di manovra del contingente italiano su base 151° reggimento Fanteria Sassari, si è trattato di “un gesto particolarmente apprezzato dal personale dell’associazione e dalle autorità locali”.

Il col Rosa ha poi sottolineato come la donazione rappresenti “una delle tante espressioni di vicinanza dei baschi blu italiani nei confronti degli abitanti del distretto di Tiro”.

Medici e infermieri della Croce Rossa di Tiro saranno presto ospiti della vicina base di Al Mansouri, dove i peacekeepeer italiani effettueranno altre donazioni volontarie di sangue.

L’assistenza alla popolazione libanese, insieme al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alle Forze Armate Libanesi, è uno dei compiti assegnati al contingente italiano di UNIFIL nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

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