46^ brigata aerea

Difesa: il 96° anniversario dell’Aeronautica Militare, “risorsa strategica, preziosa e irrinunciabile al servizio dell’Italia”

Si è svolta ieri, giovedì 28 marzo 2019, la Cerimonia per il 96° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare presso l’aeroporto di Ciampino sede del 31° stormo, scrive la Difesa dal suo sito web.

Alla cerimonia ha presenziato il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, accompagnata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen Enzo Vecciarelli, e dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Gen Squadra Aerea Alberto Rosso.

Nel corso della cerimonia sono stati conferiti due importanti riconoscimenti ai Reparti impegnati in operazioni nazionali e internazionali.

La Bandiera di Guerra della 46^ Brigata Aerea di Pisa è stata insignita con la decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia per il prezioso supporto fornito per il trasporto tattico e il rifornimento in volo in molteplici e impegnative operazioni di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Al 3° Reparto Genio dell’Aeronautica Militare di Bari Palese è stata concessa la targa di benemerenza “Icaro” 2018, per il contributo fornito in importanti interventi infrastrutturali e per la sicurezza di grandi eventi internazionali ed emergenze nazionali quali ad esempio l’ultimo G7 di Taormina e l’emergenza neve nelle Marche del 2017.

Nel suo intervento, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ha sottolineato come “Oggi come allora, l’Aeronautica Militare rappresenta una risorsa strategica, preziosa ed irrinunciabile al servizio dell’Italia e sostanzia la componente dello strumento militare nazionale a cui risale il compito di esprimere il potere aero-spaziale della Difesa, in piena sinergia e univocità d’intenti con le componenti terrestri e navali. Il veloce progresso tecnologico richiede alla Forza Armata una continua valorizzazione della propria competenza distintiva nella dimensione aerea, anche nella prospettiva di rafforzare il ruolo di attore abilitante nella naturale estensione verso l’aerospazio e lo spazio”.

“In questa prospettiva – ha aggiunto il Gen Rosso – è il contributo dell’Arma Azzurra a tutela e per la sicurezza e difesa del Paese, del suo territorio e dei suoi cittadini, così come lo è a sostegno della presenza e ruolo nazionale in seno alla NATO, alla UE e alle Nazioni Unite, sino all’apporto al mantenimento della pace e della stabilità internazionale, esercitato anche attraverso le operazioni al di fuori dei confini nazionali, nelle quali trova ulteriore conferma l’esemplare professionalità, competenza e generosità del nostro personale”.

A seguire, le parole del Gen Vecciarelli, che ha voluto rivolgere il proprio plauso a tutto il personale dell’Aeronautica, militari e civili, “per la vostra quotidiana ‘naturale’ eccezionalità, che attraverso ogni singolo vostro gesto, parte di un armonico lavoro di squadra, consente di rendere reale e concreta la sicurezza e la difesa di ogni italiano, anche quando non se ne percepisce immediatamente il bisogno”.

Infine, il ministro Trenta ha evidenziato: “Oggi l’Aeronautica Militare è una componente fondamentale dello strumento militare nazionale, una risorsa strategica preziosa, in grado di esprimere capacità operative ed eccellenze tecnologiche di altissimo livello, sia al servizio del Paese sia per la salvaguardia della sicurezza e della stabilità internazionale, in un approccio sempre più interforze e internazionale”.

“La protezione dei nostri cieli – ha aggiunto il Ministro – così come il soccorso alle popolazioni colpite da calamità, il trasporto d’urgenza di malati, il contributo alla difesa degli spazi euro-atlantici e alle missioni internazionali sono solo alcune delle innumerevoli attività che le donne e gli uomini in uniforme azzurra sostengono con grande impegno e delle quali, come cittadini italiani, dobbiamo essere profondamente orgogliosi.”

L‘hashtag per parlarne sui social è: #UnaForzaPerilPaese

Fonte e foto: PI SMD

 

Difesa: le Forze Armate supportano la popolazione del Mozambico. Foto

Due aerei dell’Aeronautica Militare trasportano un ospedale e un team di esperti nell’ambito dell’operazione umanitaria decisa per far fronte alle alluvioni in Mozambico (link articolo).

Più in dettaglio, lo stato maggiore della Difesa precisa che sono partiti alla volta del Mozambico un aereo C-130J della 46a Brigata Aerea di Pisa dell’Aeronautica Militare e un aereo KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare. Il decollo è avvenuto dalla base del 3° Stormo di Villafranca (VR).

Il C-130J trasferisce personale del Dipartimento della Protezione Civile in Mozambico, colpito dagli effetti del ciclone Idai. Il velivolo rimarrà a disposizione per assicurare i trasporti aerei che saranno necessari all’interno dell’area del disastro.

Il KC-767A trasporta nel Paese africano un Posto Medico Avanzato (PMA) di secondo livello, messo a disposizione dalla Regione Piemonte, e un ulteriore team di sanitari e tecnici.

L’intera attività – disposta dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, su indicazione del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta – rientra nell’ambito dell’operazione umanitaria decisa allo scopo di contribuire all’assistenza delle popolazioni del Mozambico colpite da catastrofiche alluvioni.

L’intervento umanitario è stato deciso, su richiesta della Commissione Europea agli Stati membri, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

“Questa operazione testimonia, ancora una volta, la capacità dual use della Difesa, la grande versatilità e capacità di integrarsi in chiave internazionale, interforze e interministeriale delle Forze Armate che sono in grado di rispondere con prontezza alle diverse richieste di intervento in Italia e all’estero”, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: PI SMD

 

Difesa, alluvioni Mozambico: un C130J e un KC767 dell’Aeronautica in supporto alla Protezione Civile per sostegno a paese africano

Ieri mattina, 24 marzo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, su indicazione del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha disposto il decollo di un C-130J della 46a Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare di stanza a Pisa, per trasferire personale del Dipartimento della Protezione Civile in Mozambico, colpito dagli effetti del ciclone Idai.

Lo ha reso noto ieri lo stato maggiore della Difesa, specificando inoltre che “Il velivolo rimarrà a disposizione per assicurare i trasporti aerei che saranno necessari all’interno dell’area del disastro”.

È poi stato previsto un ulteriore decollo dalla base del 3° Stormo di Villafranca (Verona) di un aereo, KC-767 dell’Aeronautica Militare, che trasporta nel Paese africano un Posto Medico Avanzato (PMA) di secondo livello, messo a disposizione dalla Regione Piemonte, e un ulteriore team di sanitari e tecnici.

L’intera attività rientra nell’ambito dell’operazione umanitaria disposta, su richiesta della Commissione Europea agli Stati membri, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con lo scopo di contribuire all’assistenza delle popolazioni colpite dalle catastrofiche alluvioni, precisa la Difesa.

“Questa operazione testimonia, ancora una volta, la grande versatilità e capacità di integrarsi in chiave internazionale, interforze e inter-ministeriale delle Forze Armate – prosegue il comunicato – che sono in grado di rispondere con prontezza alle diverse richieste di intervento in Italia e all’estero”.

Queste prerogative rientrano nel novero del duplice uso sistemico delle capacità e componenti della Difesa, che, con un approccio preventivo, omnicomprensivo, multidisciplinare e multidimensionale, consentono al Paese di disporre di uno strumento militare in grado di garantire, oltre ai compiti di difesa e sicurezza, una efficace integrazione con le componenti civili dello Stato per attività non militari a supporto della collettività e quale contributo alla resilienza nazionale.

Approfondimenti (fonte Difesa):

Il 3° Stormo di Villafranca è un Reparto di supporto che funge da “facilitatore strategico iniziale” delle capacità logistiche di proiezione dell’Aeronautica Militare e della Difesa in generale, in grado di proiettare le componenti di supporto operativo e logistico a eventuali rischieramenti di forze aeree e non solo, in Italia o all’estero, sia nelle primissime fasi dell’operazione, sia nella fase di approntamento e consolidamento dei supporti. Questa capacità di proiezione può essere usata a supporto di attività a favore della collettività.

Il KC-767A, in dotazione al 14° Stormo di Pratica di Mare (Roma), è un velivolo che garantisce elevata autonomia di volo e di carico, che quindi, oltre a essere impiegato per il rifornimento in volo di altri aerei militari, può garantire il trasporto di materiali e personale, soprattutto sulle tratte a lungo raggio.

Il C-130J, in dotazione alla 46a Brigata Aerea di Pisa, è un aereo quadriturbina che viene utilizzato per il trasporto di personale, materiali e mezzi, anche a supporto di attività a supporto della collettività, come nel caso di trasporti sanitari d’urgenza che richiedono l’imbarco di una ambulanza. È un aereo altresì idoneo per missioni di aviolancio di paracadutisti e materiali.

Fonte e foto: PI SMD

Alpini: con la VARDIREX la sinergia civile-militare diventa il nuovo modello di intervento in situazione di emergenza

È stata presentata venerdì 12 ottobre, a Verona, nella Sala Rossa di Palazzo Scaligero, la Various Disaster Relief Management Exercise (Vardirex), un’esercitazione di protezione civile che vedrà schierati sul campo, per la prima volta con questi assetti, circa 800 uomini espressione delle professionalità delle Forze Armate e dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) con il supporto del Dipartimento di Protezione Civile.

Lo si apprende da un comunicato stampa di venerdì scorso del Comando Truppe Alpine (COMALP).

Le aree operative distribuite in tre Regioni (Veneto, Piemonte e Abruzzo) prevedono un intervento all’unisono in situazioni di emergenza diverse, con l’intento di verificare le procedure e l’interoperabilità tra le componenti coinvolte nelle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità.

Nel corso dell’esercitazione, che si svolgerà dal 17 al 21 ottobre, sarà testato il sistema operativo di una organizzazione complessa dove opera personale sia militare, sia civile, in relazione alle esigenze di coordinamento a livello locale e nazionale, al fine di rendere sempre più efficienti le capacità di intervento in emergenza, spiega il comunicato.

L’evento è stato presentato da Roberto Giarola, direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del Dipartimento di Protezione Civile, dal Gen. C.A Claudio Berto, Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito, e da Sebastiano Favero, Presidente dell’ANA.

“Una grande sfida – ha sottolineato il direttore Giarolafinalizzata a testare l’operatività comune delle strutture civile e militare, due componenti importanti della struttura di Protezione Civile. Andremo a testare sul terreno un nuovo modello d’intervento, una formula stabile di collaborazione civile e militare.”

“Sinergia, questo sarà il tema del lavoro degli ottocento uomini in esercitazione, lavorare assieme per trovare delle risposte migliori alle situazioni di emergenza – ha spiegato il gen Berto, Comandante delle Truppe Alpine – Integrazione sarà la parola d’ordine, integrazione delle capacità duali della Foza Armata con la componente di protezione civile dell’ANA e con i tanti attori del sistema nazionale di Protezione Civile”.

Il Presidente dell’ANA ha sottolineato: “16.000 sono gli alpini della componente di Protezione Civile dell’Associazione, che ha nella sua tradizione la disponibilità all’intervento. Due i suoi punti di forza: la sanità, che qui vedremo con l’ospedale da campo operativo, e la logistica”.

Presente alla conferenza stampa, a fare gli onori di casa, il Presidente della Provincia di Verona, Antonio Pastorello.

L’esercitazione Vardirex sarà aperta alla stampa il giorno 19 ottobre in Piemonte e il 20 ottobre, in occasione della visita delle autorità, in Veneto, fa sapere il COMALP.

Le operazioni in programma

Sarà simulato l’intervento e la gestione delle emergenze conseguenti in occasione di un’alluvione nella zona di Fossano, dove assetti del 32° reggimento Genio Guastatori, del reggimento Logistico Taurinense, del 2° reggimento Alpini e del 34° gruppo Squadroni Toro interverranno sul terreno accanto a squadre espresse dall’ANA e gestite dalla locale struttura di protezione civile.

In Veneto, nella zona del Monte Baldo, si interverrà in occasione di un evento sismico.

L’esercito sarà in azione con personale del 2° reggimento Genio Guastatori e del reggimento Logistico Julia; l’ANA con una squadra alpinistica e con il suo ospedale da campo. Il Field Hospital sarà trasportato da assetti aeronautici della 46^ brigata aerea di Pisa, che interviene con un C-130 per il trasporto dell’ospedale da campo e un C-27J in funzione antincendio, si apprende.

In Veneto verrà installata anche la sala operativa, che gestirà simultaneamente i tre scenari emergenziali e le decine di interventi sul terreno.

In Abruzzo, a Coppito, in prossimità dell’Aquila, personale del 9° reggimento Alpini, del battaglione Vicenza, opererà con il personale dell’ANA nell’intervento per un sisma che porterà alla gestione di sfollati.

Parteciperanno all’esercitazione, oltre al Dipartimento di Protezione Civile, aliquote delle organizzazioni di Protezione Civile territoriali e delle Prefetture, assieme alle amministrazioni comunali interessate dall’evento.

Il verificarsi di tre diversi eventi calamitosi, in tre aree e quasi simultaneamente, accrescerà enormemente le difficoltà di gestione rappresentando, se non un unicum, una rarità.

In particolare, a Fossano, sarà allestito un campo di accoglienza e gittato un ponte Bailey su corso d’acqua per il ripristino della viabilità. In tale contesto interverrà una squadra del soccorso alpino per il ritrovamento dei dispersi. Verrà quindi allestito un centro accoglienza, dotato di posto di medicazione avanzato.

In Veneto, nei comuni di Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo, i soccorritori interverranno nel recupero di personale disperso e nella gestione di un’emergenza con decine di feriti, nel corso dell’evento l’ospedale da campo supporta la struttura locale di sanità nazionale lesionata dal sisma. Anche assetti delle Forze Speciali dell’Esercito saranno impiegati in questo scenario.

In Abruzzo sarà allestito un campo di prima accoglienza con un posto medico e le squadre soccorso civili e militari gestiranno il supporto all’evacuazione di una scuola. Nell’area di Coppito saranno impiegati anche assetti antincendio con l’impiego di aeromobili dell’Aeronautica Militare.

La Protezione Civile regionale, le Prefetture, le Province e i Comuni interessati saranno parte dell’emergenza con l’attivazione dei Centri Operativi Comunali e dei Centri di Soccorso con l’apertura delle Sale Operative locali.

Fonte e foto: COMALP

Difesa, emergenza incendio sul Monte Serra: l’intervento delle Forze Armate

Nell’ambito della Campagna Antincendio Boschivo (AIB), le Forze Armate, in totale sinergia con le istituzioni locali, sono impegnate dalla mattina del 25 settembre scorso nell’emergenza incendio che dalla sera del 24 flagella il Monte Serra, in provincia di Pisa.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato stampa e dal suo sito web istituzionale.

In particolare, si apprende, un elicottero CH-47 dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) è decollato martedì dall’aeroporto Fabbri di Viterbo per raggiungere il comune di Calci, a est di Pisa, in supporto agli assetti forniti dalla Protezione Civile e dai Vigili del Fuoco, per le operazioni di spegnimento dell’incendio che, a quel momento, statva interessando circa 600 ettari di bosco, una concreta minaccia anche per le abitazioni circostanti.

Da subito l’Aeronautica Militare, per il tramite della 46^ Brigata Aerea di Pisa, fornisce il supporto tecnico, logistico e operativo ai velivoli impegnati nelle attività di spegnimento e potrà fornire su richiesta dei comuni interessati ospitalità a circa 60 sfollati.

L’aeroporto di Pisa, inoltre, è stato completamente riservato ai velivoli impegnati nelle attività antincendio, consentendo di impiegare ogni risorsa per fronteggiare l’emergenza.

L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna AIB, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

“L’antincendio rientra tra le capacità duali che la Difesa mette quotidianamente a disposizione per la collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità, dove capacità nate per scopi prettamente militari, sono impiegabili proficuamente anche per esigenze civili”, conclude lo stato maggiore della Difesa.

Fonte e foto: PI SMD

 

Difesa: con la Saber Strike 18 un nuovo strumento di interoperabilità con le Forze Armate della NATO e della Airborne Community

Si è conclusa nei giorni scorsi in Germania, in Lettonia e in Polonia una delle fasi più delicate e articolate dell’esercitazione Saber Strike 2018, ha fatto sapere con un comunicato stampa dell’8 giugno lo stato maggiore della Difesa.

Nel dettaglio, la Saber Strike ha visto operare le Forze Armate Italiane a fianco dei militari alleati di diverse nazioni con i Paracadutisti della brigata Folgore e assetti aerei della 46^ brigata Aerea dell’Aeronautica Militare.

In tale contesto di esercitazione, una “Coalition of the Willing” affronta un nemico ibrido in uno scenario improntato al massimo realismo, spiega il comunicato.

L’esercitazione ha inteso consolidare le capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità e nazioni, al fine di rafforzare, integrare l’interoperabilità e standardizzare l’applicazione delle procedure delle unità che costituiscono la Airborne Community chiamata a rispondere a una situazione di crisi internazionale.

Tra i paracadutisti della Folgore sotto il diretto Comando e Controllo Tattico della 82^ Divisione e della 173^ Infantry Brigade Combat Team (Airborne) in Lettonia,  gli Esploratori del 186° reggimento Paracadutisti Folgore hanno operato come unità  di Long Range Surveillance, spiega la Difesa, “integrando la capacità dell’aviolancio con la tecnica della caduta libera con expertise di pattuglia guida e con capacità di ricerca e acquisizione di informazioni tese a individuare e a verificare preventivamente le  zone di lancio e le zone d’atterraggio”.

L’individuazione di queste zone, necessaria per garantire l’immissione dell’aliquota della forza più consistente, realizza una Joint Forcible Entry in ambiente semi-permissivo che consiste in un’operazione aviotrasportata a supporto dell’entrata in teatro di successivi scaglioni di forze.

Tale esercitazione rappresenta una verifica non solo da parte della Folgore della nuova capacità, ma un arricchimento delle Forze Armate Italiane, sottolinea la Difesa, “che si sono dotate di un nuovo strumento di interoperabilità con le Forze Armate della NATO e della Airborne Community”.

Nei giorni di esercitazione si sono susseguite attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire e per consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno, dove l’Aeronautica Militare, con l’impiego di un aereo C130J, velivolo per il trasporto tattico adatto ad atterrare su piste particolarmente corte e non asfaltate, ha supportato le unità terrestri.

L’esercitazione rappresenta un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate straniere, oltre che di massimizzazione del valore addestrativo per via del realismo dello scenario e per l’impiego dei vari assetti specialistici nazionali e internazionali, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD

Scuola Sottufficiali: al CAPAR brevetto di paracadutismo per il 18° Lealtà, aviolanci da elicotteri 1° rgt Antares e velivoli 46^ brigata Aerea

Al Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa si è da poco concluso il corso per l’abilitazione al lancio con il paracadute per 127 Allievi Marescialli del XVIII corso Lealtà, ha fatto sapere la Scuola Sottufficiali di Viterbo con un comunicato stampa del 30 giugno.

Per i futuri Comandanti di plotone dell’Esercito Italiano, costantemente seguiti dal personale qualificato del CAPAR, si è trattato di un mese di intensa attività, ripartito in tre settimane di accurata preparazione fisica e di addestramento tecnico specifico, e una settimana dedicata agli aviolanci veri e propri.

Nei giorni 27, 28 e 29 giugno Allievi Marescialli e rispettivi Comandanti hanno effettuato i previsti lanci da aeromobili della Forza Armata e dell’Aeronautica Militare: sono stati utilizzati gli elicotteri CH47C Chinook del 1° reggimento AVES Antares di Viterbo e i velivoli C-130J Hercules II e C-27J Spartan della 46^ brigata Aerea di Pisa.

“Nel mese di luglio – anticipa il comunicato della Scuola Sottufficiali – avrà inizio per gli Allievi Marescialli del XVIII corso Lealtà e del XIX corso Saldezza il ciclo di attività finalizzate ad acquisire la necessaria capacità di operare secondo le procedure tecnico-tattiche di livello squadra e plotone rispettivamente e che saranno condotte nei poligoni e nelle aree addestrative laziali, nell’ambito dell’Esercitazione Una Acies 2017”.

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Fonte e foto: Scuola Sottufficiali

 

 

Marina e Aeronautica ricordano insieme la tragedia del Monte Serra di 40 anni fa

“Giovedì 3 marzo 1977, alle ore 15:05, decollava dall’aeroporto di Pisa Vega 10 un C-130 della 46^ Aerobrigata con a bordo 38 allievi della Prima Classe dei Corsi Normali dell’Accademia Navale di Livorno per un volo di ambientamento, con l’Ufficiale accompagnatore Emilio Attramini e cinque membri dell’equipaggio, ricorda la Marina Militare nel comunicato stampa di commemorazione di una tragedia che quarant’anni fa colpì due Forze Armate insieme, oltre alla Marina anche l’Aeronautica Militare.

“Per cause ancora sconosciute, pochi minuti dopo il decollo – spiega il comunicato – l’aereo impattava sulle pendici del Monte Serra: non ci furono superstiti. Lo stesso anno, a bordo della Nave Scuola Amerigo Vespucci, gli allievi della prima classe sopravvissuti a questa tragedia scelsero come nome “Invicti”: mai vinti e mai divisi”.

Precisamente quarant’anni dopo, venerdì 3 marzo 2017, il ricordo è ancora vivo e indelebile e la ricorrenza particolarmente sentita ed emozionante.

Le tradizionali commemorazioni, si apprende, hanno visto quest’anno la presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina (CaSMM), amm Valter Girardelli, al fianco delle autorità civili, religiose e militari.

La Santa Messa, celebrata nella Chiesa parrocchiale di Calci, in provincia di Pisa, era gremita di familiari delle vittime, guidati dal Presidente dell’Associazione Caduti del Monte Serra, Nicolò Tomatis, di appartenenti al Corso Invicti e di rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Il momento più solenne è stato rappresentato la deposizione delle corone di alloro presso il Sacrario-Faro, eretto sul luogo della tragedia a perenne ricordo del drammatico evento.

Qui gli Invicti, guidati dal loro Capocorso, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, dopo il silenzio d’ordinanza e all’ombra della loro bandiera hanno ricordato, nome per nome, tutti i compagni di Corso venuti a mancare nell’incidente e negli anni successivi al grido “Presente!”.

Il giorno 4 marzo, in occasione dell’11° Gran Premio del Monte Serra “Ragazzi del Vega 10”, è stata organizzata una corsa podistica tutta in salita attraverso un percorso suggestivo che lega la Certosa di Calci fino ai piedi del Sacrario-Faro.

L’evento, organizzato dai Pisa Road Runners, ha costituito una manifestazione U.I.S.P. (Unione Italiana Sport Per tutti) aperta a tutti i tesserati F.I.D.A.L., con il supporto dal Comune di Calci e dalle associazioni di volontariato locale nonché dei corpi militari, tra cui la 46^ brigata Aerea di Pisa e l’Accademia Navale di Livorno, i cui Allievi hanno partecipato in forze all’evento.

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Fonte e foto: Marina Militare