8° reggimento Artiglieria terrestre

MNBG-W, KFOR: il 2 giugno dei soldati italiani in Kosovo e Medal Parade per il contingente a termine mandato

I militari italiani della missione in Kosovo hanno celebrato lo scorso 2 giugno la ricorrenza del 73° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana: nell’occasione, con l’approssimarsi del termine del mandato per il contingente attualmente schierato, ha avuto luogo anche la cerimonia denominata “Medal Parade”, che ha visto i soldati del contingente che compongono il MNBG – W (Multinational Battle Group  – West) ricevere la medaglia commemorativa “Non Article 5”, concessa al personale impiegato nella condotta di operazioni di supporto alla pace.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

La cerimonia si è svolta presso Camp Villaggio Italia – Peč/Pejë, alla presenza del Comandante del MNBG – W, Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante in Patria dell’8° Reggimento di artiglieria terrestre Pasubio, che costituisce l’ossatura principale del contingente.

Per celebrare la Festa della Repubblica Italiana, il Colonnello Di Marco ha dato lettura del messaggio augurale inviato dal Ministro della Difesa, Dottoressa Elisabetta Trenta, a tutti i contingenti italiani impiegati nelle missioni all’estero e ha pronunciato un breve discorso complimentandosi con gli uomini e le donne avuti alle dipendenze per la professionalità con cui hanno operato durante la missione in Kosovo.

La consegna della medaglia NATO, spiega il comunicato, sancisce la fine del mandato che ha visto i soldati del MNBG – W impiegati nella missione in Kosovo, per un tour di sei mesi, nella condotta dell’operazione denominata Joint Enterprise, che ha visto il personale del MNBG – W condurre attività operative per il mantenimento della pace e della sicurezza nel settore ovest del Kosovo, nonché attività addestrative mirate ad amalgamare le varie componenti multinazionali del MNBG – W, uniformandone gli standard operativi.

Il contingente attualmente schierato, fa sapere il MNBG-W, si approssima a essere avvicendato dal 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

Durante la cerimonia il Colonnello Di Marco ha conferito alcuni riconoscimenti al personale che più si è distinto durante la condotta delle operazioni. Alla Medal Parade oltre al personale italiano ha partecipato anche una compagnia moldava che tra pochi giorni concluderà, a sua volta, il proprio mandato, si apprende.

La missione NATO KFOR, ricorda il comunicato stampa del MNBG-W, concorre, “nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace e al processo di crescita civile”.

L’attuale missione KFOR, conclude il MNBG-W, consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence”.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: donazione di farmaci a ospedali e poliambulatori

Il contingente italiano nella missione in Kosovo ha portato a termine nei giorni scorsi una donazione di farmaci per gli ospedali regionali di Peč e di Djakovica e i poliambulatori di Osojane e Gorazdevac, nell’area ovest del Kosovo, ha fatto sapere il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR con un comunicato stampa dell’8 aprile.

L’importante quantitativo di farmaci, si apprende, è stato raccolto e messo a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Le donazioni sono avvenute presso gli Ospedali Regionali di Peč/Pejë e di Djakovica/Gjakovë, i due più importanti ospedali presenti nell’area del paese in cui opera il contingente italiano. Altre due donazioni hanno avuto luogo presso due poliambulatori situati nelle zone abitate da minoranze serbe: Osojane/Osojan e Gorazdevač/Gorazdhec.

“La ripartizione dei medicinali è avvenuta in maniera proporzionale alle diverse utenze delle citate strutture sanitare e nel pieno rispetto del principio di imparzialità di assistenza a tutta la popolazione del Kosovo”, precisa il MNBG-W.

Il Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante del MNBG-W, intervenendo alle donazioni, ha evidenziato che l’iniziativa scaturisce dall’azione congiunta tra la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) e l’Ordinariato Militare che ha portato alla stipula di un Protocollo d’Intesa, ratificato a Roma il 10 maggio dello scorso anno.

Il progetto si prefigge lo scopo di fornire gratuitamente farmaci alle popolazioni che vivono in condizione di povertà nelle aree di crisi dove le Forze Armate Italiane operano quotidianamente per garantire la sicurezza.

Una simile attività, ad esempio, è stata già condotta nel mese di marzo in Niger, ricorda il comunicato (link all’articolo).

L’accordo prevede che i farmaci, messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico – attraverso la donazione aziendale da parte di 25 aziende farmaceutiche che cedono i farmaci in eccedenza – vengano trasportati con vettori militari nelle aree in cui operano le Forze Armate Italiane.

Una volta giunti nei teatri operativi, i farmaci vengono donati nell’ambito di specifiche attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), attraverso gli accordi e le intese che il personale militare, dedicato al settore, intraprende mediante il dialogo con le autorità e i rappresentanti delle comunità locali.

“I direttori sanitari dei due ospedali e dei due poliambulatori hanno mostrato riconoscenza per lo sforzo compiuto e per l’attenzione che da sempre KFOR e il contingente italiano dedicano alle fasce più bisognose”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

 

MNBG-W, KFOR: la Southern Dragon, esercitazione di schieramento rapido con elicotteri nel sud del Kosovo

“I militari italiani della missione in Kosovo KFOR si addestrano per essere pronti a intervenire in tutto il paese per prevenire qualsiasi situazione che possa compromettere la sicurezza e la libertà di movimento”, rende noto un comunicato stampa del Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di ieri, 5 aprile.

In dettaglio si apprende, nella municipalità di Dragaš/Dragash, territorio situato nella parte più a sud del Kosovo, i militari italiani dell’MNBG-W hanno condotto una esercitazione di schieramento rapido mediante l’utilizzo di elicotteri, denominata Southern Dragon.

Scopo dell’attività è stato quello di incrementare il livello di addestramento e di interoperabilità tra le unità militari delle diverse nazioni partecipanti alla missione in Kosovo, consolidare la capacità a operare in aree boschive e in ambiente notturno.

L’esercitazione, spiega il comunicato, ha visto coinvolta la compagnia di manovra italiana, enucleata dall’8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio, con il supporto di due elicotteri Mi-8 del contingente croato, di un team per la bonifica di ordigni esplosivi (Explosive Ordnance Disposal – EOD) del contingente moldavo, di un team sanitario sloveno e di due nuclei di Military Police dei Carabinieri.

Il coordinamento delle unità impiegate e la gestione delle operazioni sono stati garantiti dal Tactical Operations Center (TOC) nella base di Camp Villaggio Italia a Peč/Pejë.

Nel contesto dell’esercitazione è stato supposto un intervento rapido da realizzare a seguito della segnalazione di presenza di probabili elementi ostili in un caseggiato situato in un’area boschiva. La compagnia è stata attivata e infiltrata in breve tempo, nel luogo identificato, mediante l’impiego degli elicotteri.

La pianificazione speditiva dell’azione è avvenuta sul posto con la tecnica del Rehearsal of Concept (ROC) Drill.

Con il ROC Drill il Comandante dell’unità espone ai suoi subordinati le fasi dell’esecuzione del piano per sincronizzare i tempi e le modalità dell’azione. A tal fine viene riprodotta, con mezzi di circostanza, la zona interessata all’operazione evidenziando gli elementi caratteristici del terreno e gli ostacoli. L’intervento è avvenuto nel corso della notte per potenziare le capacità di azione tramite l’impiego di sistemi a intensificazione di luce per la visione notturna.

“L’esercitazione Southern Dragon si inquadra nell’ambito delle attività addestrative congiunte, volte a rafforzare l’amalgama e consentire l’interoperabilità tra le componenti militari delle diverse nazioni contribuenti all’Operazione, al fine di garantire una pronta ed efficace risposta in caso di necessità”, conclude il MNBG-W.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: progetti Cimic per le scuole in sostegno all’istruzione e contro l’abbandono scolastico

“Con la simbolica cerimonia di taglio del nastro i militari italiani della Missione in Kosovo hanno inaugurato due progetti CIMIC (Civil Military Cooperation) in due scuole delle Municipalità di Decane/Decani e di Dragas/Dragash”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 22 marzo il Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di KFOR.

Entrambi i progetti rientrano nell’ambito di un programma di sostegno all’istruzione volto a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica nella scuola primaria e secondaria di primo grado, si apprende, incentivando la frequenza dei ragazzi anche mediante l’offerta di attrezzature sportive e ricreative.

La programmazione degli interventi da realizzare è stata concordata attraverso gli incontri e il dialogo continuo tra i militari che operano nell’ambito del CIMIC e i responsabili delle istituzioni scolastiche locali, che rappresentano le esigenze da soddisfare o le carenze da colmare.

Nello specifico, i militari italiani della Missione in Kosovo hanno donato un parco giochi alla scuola “Heronjtè i Dukagjinit” del villaggio di Glodjane/Gllogjan nella Municipalità di Decane/Decani.

Il progetto è stato realizzato per soddisfare la richiesta pervenuta al Comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), su base 8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio, da Lumnije Avdiaj, direttrice dell’istituto nel quale era stato registrato un innalzamento del fenomeno dell’abbandono.

Nel corso della cerimonia di donazione, alla quale ha preso parte anche l’assessore all’istruzione della municipalità di Decane/Decani, Sig Bekim Vishaj, la Direttrice della scuola ha ringraziato i militari della missione Kosovo KFOR, e in particolare il col Gianfranco Di Marco per aver accolto la richiesta e aver realizzato il playground che favorirà l’attività ludica quale strumento per rafforzare l’acquisizione delle regole e la convivenza civile.

Il secondo progetto, inquadrato sempre nell’ambito del contrasto alla dispersione scolastica, è stato inaugurato presso la scuola elementare e media inferiore “Shaban Shabani”, nella Municipalità di Dragas/Dragash, situata all’estremità meridionale del Kosovo. Un istituto che conta 90 alunni provenienti dal villaggio di Plav, costituito da circa 160 famiglie.

La struttura scolastica non aveva spazi dedicati alla pratica dell’attività fisica per cui, accogliendo la richiesta pervenuta dall’assessore all’istruzione Vloran Cenaj, è stata allestita un’area all’aperto dove sono stati realizzati un campo polivalente da gioco (calcio, tennis, basket e pallavolo) con le relative attrezzature sportive e un’area giochi per gli studenti delle classi primarie.

Alla cerimonia di donazione dei militari italiani in Kosovo, presieduta dal Comandante del MNBG-W, oltre al Direttore della scuola, Bahtijar Bojaxhiu, hanno preso parte, l’assessore Cenaj, in rappresentanza della Municipalità, e il Vice Ministro all’Istruzione Azem Guri a testimonianza della solidità dei rapporti che intercorrono tra i militari KFOR, la popolazione e le istituzioni locali.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: corso BLSD per sensibilizzare all’uso del defibrillatore

Nella Sala Consiliare del comune di Istok, in Kosovo, è stato svolto un corso di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) incentrato sulle manovre e le tecniche di primo soccorso da praticare su soggetti colpiti da arresto cardiaco mediante l’impiego di defibrillatore automatico, a favore di 36 insegnanti provenienti da 11 scuole di ogni ordine e grado della municipalità.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 15 febbraio il Multinational Battle Group – West (MNBG-W) della missione KFOR.

Il corso si inquadra nelle attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) condotte dal MNBG-W, attualmente a guida 8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio di Persano (SA), per promuovere e consolidare la collaborazione tra le forze KFOR e le istituzioni locali al fine di supportarle o di renderle autonome nello svolgimento delle proprie finalità.

“Nel caso specifico – spiega il MNBG-W – il progetto è stato realizzato a ‘costo zero’ avvalendosi delle capacità dual use delle Forze Armate attraverso l’impiego, quali istruttori, di personale sanitario qualificato del contingente italiano inquadrato nel MNBG-W della Missione in Kosovo in collaborazione con la Croce Rossa della municipalità di Istok”.

Al progetto hanno aderito insegnanti di etnia albanese della municipalità di Istok ma anche alcuni insegnanti delle scuole del villaggio di etnia serba di Osojane, si apprende.

“Tale non meno importante obiettivo – spiega il MNBG-W in dettaglio – è stato raggiunto attraverso diversi meeting condotti dai militari che operano nel campo CIMIC con i rappresentanti delle istituzioni kosovare – albanesi e con quelli della minoranza etnica serba della municipalità in questione. Nel pieno rispetto del mandato della Risoluzione n° 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU i militari della Missione in Kosovo KFOR operano in maniera imparziale a favore di tutta la popolazione del paese balcanico promuovendo il dialogo e l’integrazione tra le diverse etnie presenti”.

Il corso è stato articolato, secondo un protocollo standard, in una prima fase teorica con lezioni frontali seguita da una fase pratica attraverso esercitazioni di applicazione delle tecniche acquisite nonché di impiego del defibrillatore su manichini didattici adulto/infantili.

Al termine del corso sono stati consegnati gli attestati di partecipazione agli insegnanti intervenuti.

Il progetto realizzato rientra in una più ampia campagna di sensibilizzazione sul tema della diffusione e dell’utilizzo dei defibrillatori, condotta dalle istituzioni kosovare, volta all’incremento del numero di dispositivi salvavita nei luoghi pubblici e del numero di persone in grado di utilizzarli. I militari italiani della Missione in Kosovo hanno colto favorevolmente l’appello a sostenere la campagna fornendo la disponibilità a impiantare ulteriori corsi di formazione come quello svolto, spiega il MNBG-W.

Tra i diversi compiti assolti dalle Forze Armate nelle Missioni Internazionali vi è anche quello di promuovere il “Capacity Building”, ovvero il processo di implementazione o di rafforzamento delle potenzialità in campo militare, istituzionale, economico, manageriale, attraverso apporti esterni o attraverso l’utilizzo di capacità già esistenti. In tale quadro l’impiego combinato di tecnologie all’avanguardia e di determinate “professionalità” militari spesso consente di realizzare, secondo il principio del “dual use”, attività e progetti non solo in campo militare, come l’addestramento di Forze Armate e di Polizia, ma anche in campo civile, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il 5° Alpini cede il comando all’8° rgt Artiglieria terrestre Pasubio

Si è tenuta l’11 dicembre scorso, nella base Camp Villaggio Italia di Peć/Peja, in Kosovo, la cerimonia del passaggio di consegne tra il 5° reggimento Alpini di Vipiteno, Bolzano, e l’8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio di Persano, Salerno, che subentra duqnue alla guida del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, unità multinazionale a guida italiana composta da militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi, garante della sicurezza nel settore occidentale del Paese.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

Durante i sei mesi di mandato, il personale italiano del 5° Alpini ha svolto numerose attività operative in tutto il territorio del Kosovo, esercitazioni in contesto multinazionale e attività CIMIC (Civilian Military Cooperation) destinate a garantire un diretto e immediato sostegno alla popolazione locale.

Tra queste ultime attività meritano senz’altro di essere ricordate la donazione di un’incubatrice, in favore del reparto di neonatologia dell’Ospedale Civile di Peć/Peja, e le numerose iniziative volte a sostegno di alcuni istituti scolastici, come donazioni di materiale ed equipaggiamento e alcuni interventi di bonifica sanitaria messi a punto da personale specializzato del contingente italiano in Kosovo.

La vicinanza tra i militari italiani e gli istituti scolastici è stata rimarcata dalla partecipazione di tre scolaresche alla cerimonia del cambio di comando, con gli alunni che hanno sventolato il Tricolore italiano nella durata della cerimonia militare.

Un altro ambizioso progetto CIMIC ha permesso di valorizzare le particolari caratteristiche tipiche di un reggimento alpino, scrive il MNBG-W: “grazie a qualificati istruttori, è stato infatti possibile condurre un addestramento in favore delle KSF e della Peć/Peja Mountain Rescue Team, mirato ad accrescere le capacità di queste organizzazioni nelle tecniche e procedure tipiche del soccorso alpino”.  

Il col Ruggero Cucchini, Comandante uscente del MNBG-W, ha voluto ringraziare tutto il personale alle sue dipendenze per gli ottimi risultati ottenuti in questi sei mesi di attività. Scrive il MNBG-W: “nonostante la difficoltà legata alla distanza dai propri cari, i militari del 5° Alpini hanno operato con dedizione e professionalità, assolvendo tutti i compiti a loro affidati dal comando superiore della missione KFOR, missione a guida NATO sotto egida ONU con il compito di garantire sicurezza e libertà di movimento all’interno del Paese”.

Presente alla cerimonia anche il Comandante di KFOR, gen Lorenzo D’Addario, che ha ringraziato a sua volta i militari del 5° Alpini per l’importante contributo al progresso della missione e ha rivolto i migliori auguri per il mandato al personale del 8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio, comandato dal col Gianfranco Di Marco.

Le bandiere del 5° Alpini e dell’8° Pasubio si incrociano quindi ancora una volta nel corso della storia: i due reggimenti, ricorda il comunicato stampa, “operarono fianco a fianco già nel gennaio del 1943 in terra di Russia, e assieme forzarono la sacca di Nikolaevka, scrivendo delle epiche pagine di storia dell’Esercito Italiano”.

Il contesto oggi è decisamente cambiato, ma sono rimasti immutati l’impegno e la dedizione con cui gli uomini e le donne di questi due reggimenti – e di tutti i reparti delle Forze Armate Italiane – svolgono le proprie mansioni, tanto in territorio nazionale quanto all’estero, conlcude il MNBG-W.

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Fonte e foto: MNBG-W